Intervista ad antonio federici

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nevofilo80
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Intervista ad antonio federici

Messaggio da nevofilo80 »

Antonio Federici, studioso della dinamica stratosferica e in particolare del vortice polare. "E' comunque doveroso segnalare che è in atto nella media e alta stratosfera il fenomeno meteorologico conosciuto col nome di Canadian Warming, che porta a un ricompattamento del vortice polare". Inverno compromesso quindi? "Assolutamente no,per quanto possa essere negativa per il proseguimento dell'inverno, tale dinamica non è affatto scontata, inoltre ci sono molte variabili che entrano in gioco".

Come si presenta quest'anno la situazione meteorologica e che prospettive ci sono per l'inverno signor Federici?

Ebbene quest'anno nonostante abbiamo avuto una discreta irruzione di aria fredda in autunno, l'inverno sembra voler partire anche quest'anno in sordina. Nella fase iniziale di dicembre abbiamo visto un vortice polare spesso attaccato su più fronti (senza produrre effetti di sorta), lo stesso ora è in procinto di ricompattarsi prolungando cosi il periodo senza irruzioni fredde rilevanti in europa.

A cosa è dovuta questa fase di stallo?

Sicuramente al ricompattamento del vortice polare. Si tratta di un ricompattamento di natura fisiologica, ovvero dopo tanto "stress", una fase di rilassamento delle correnti della depressione invernale è assai normale e non pregiudica l'andamento della stagione invernale. E' comunque doveroso segnalare che è in atto nella media e alta stratosfera il fenomeno meteorologico conosciuto col nome di Canadian Warming.

Può essere più chiaro? Di cosa si tratta esattamente questo fenomeno?

Si tratta del riscaldamento repentino della media e alta stratosfera nel giro di una settimana, che non porta alla rottura del
vortice polare, bensì a un deciso ricompattamento dello stesso a tutte le quote.

Ci sta quindi dicendo che la stagione invernale appena cominciata è già compromessa?

Assolutamente no, per quanto possa essere negativa per il proseguimento dell'inverno, tale dinamica non è affatto scontata, inoltre ci sono molte variabili che entrano in gioco. Dunque possiamo affermare che la stagione più che compromessa si trova ad un bivio, dal quale si saprà a grandi linee come può proseguire, ricordando che a volte in atmosfera accade l'esatto contrario di quello che viene previsto da previsori e modelli matematici.

Signor Federici ci sta per caso nascondendo qualcosa? Non ci tenga sulle spine...

No, assolutamente! Volevo semplicemente dire che la stagione invernale è partita con un fare davvero anomalo guardando alcuni indici teleconnettivi, e che a volte il risultato delle sue manovre è l'opposto di quello che logica vorrebbe.

Ad esempio?
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Ad esempio la Quasi Biennal Oscillation (QBO), un indice teleconnettivo che vede l'alternarsi della circolazione occidentale/orientale nella stratosfera equatoriale con una ciclicità appunto biennale. Quest'anno a dispetto di ogni previsione, tale fase ha letteralmente saltato la ciclicità negativa rimanendo una QBO+ senza mai tornare nella sua fase inversa. Abbiamo un attività solare che è la più bassa dell'ultimo secolo, inoltre ai pochi casi documentati di "El Nino" strong, si è sempre succeduta una fase di "La Nina" anche incisiva, cosa che per ora quest'anno non sta avvenendo. Forti anomalie termiche positive "regnano" sulla regione artica e si ha un forte innevamento nella regione euroasiatica. Tutte queste variabili analizzate nel suo insieme fanno pensare a un vortice polare debole, non a un deciso ricompattamento.

Allora come potrà essere possibile dunque, avere un vortice polare debole se incombe un Canadian Warming?

Questo è possibile perché, come dicevo poc'anzi non è per nulla scontato che il vortice polare si approfondisca talmente tanto da superare la soglia di precondizionamento, anzi tale approfondimento potrebbe essere altro che il suo "canto del cigno".

Come si potrebbe arrivare dunque a un evento diametralmente opposto?
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Ebbene, bisogna innanzitutto rammentare lo studio del dottor Polvani, dove nell'immagine pubblicata che possiamo confrontare con la situazione attuale vista dal profilo dei geopotenziali, mostra che nonostante alcuni precursori del precondizionamento siano presenti, la situazione seppur compatibile è abbastanza dissonante.
Inoltre possiamo vedere da questa animazione che sul vortice polare incombono almeno due disturbi protratti dall'onda anticiclonica Atlantica e Pacifica con un incremento deciso della temperatura nel settore atlantico, mostrando una incoerenza fra quello che accade in alta stratosfera e i piani più bassi dell'atmosfera
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Anche in troposfera la situazione tende a essere "disaccoppiata" e dagli elementi analizzati sono dunque da ritenersi probabili due cose: 1) aumento pressorio nel settore asiatico con decisa termicizzazione dell'anticiclone; 2) aumento della velocità zonale sul settore canadese del vortice polare. La contrapposizione di queste due figure bariche, potrebbe generare ulteriori disturbi che potrebbero pressare il Vortice Polare fino alla sua rottura. Dall'articolata dinamica stratosferica-troposferica potrebbe dunque uscire fuori una situazione diametralmente opposta da quella che si prospetta da un Canadian Warming.

Quali sarebbero gli effetti se eventualmente si avverasse la seconda ipotesi da lei esposta?

Gli effetti sarebbero tutti da valutare, ma di sicuro la situazione meteorologica si presenterebbe estremamente dinamica, con un vortice polare debole, con irruzioni fredde su più fronti nell'emisfero "nostrum".
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Messaggio da furia atlantica »

Bla Bla Bla, con tutto il rispetto, non se ne può più di sentire tutto e il contrario di tutto.
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franconeve
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Messaggio da franconeve »

furia atlantica ha scritto:Bla Bla Bla, con tutto il rispetto, non se ne può più di sentire tutto e il contrario di tutto.
Esatto... con tutto il rispetto per la bella analisi qui sopra riportata.
Ma soprattutto io non ne posso più di sentir parlare di condizionamenti di 40 - 60 gg. e di de profundis dell'inverno se c'è qualche dinamica particolare in Strato, visto che lo studio che l'anno scorso ho postato qui sul forum dimostra, dati alla mano, che solo nel 50% circa (ora non ricordo bene il dato esatto, ma se recupero il post lo aggiorno e così lo rimetto all'attenzione di tutti) tale condizionamento avviene. E poi, i CW e gli SC ci sono sempre stati, ma pare che solo in questi ultimi inverni se avvengono debbano mangiarsi tre quarti di stagione, con pianto generale del forum. Ma negli anni 80 no? E negli anni 70? E negli anni 60? Etc...
C'è troppo sensazionalismo e troppa moda di emettere sentenze inappellabili ed eterne!
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nevofilo80
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Messaggio da nevofilo80 »

rispolveriamolo
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big.carp
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Messaggio da big.carp »

nevofilo80 ha scritto:rispolveriamolo
Antonio è un grande :wink: :D
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nevofilo80
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Messaggio da nevofilo80 »

a breve nuova intervista :wink:
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nevofilo80
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Messaggio da nevofilo80 »

ABBIAMO INTERVISTATO NUOVAMENTE ANTONIO FEDERICI PER SAPERE QUALI NOVITA' CI SONO SUL FRONTE DELLE DINAMICHE ATMOSFERICHE EMISFERICHE E QUALI SONO LE PROSPETTIVE INVERNALI PER IL BELPAESE NEL MESE DI GENNAIO. RICORDIAMO A TUTTI I LETTORI CHE SI TRATTA DI SCENARI E IPOTESI, NON DI PREVISIONI METEOROLOGICHE.
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Buongiorno Federici, siamo di nuovo qui a commentare l'evoluzione meteorologica, quali sono le novità?
Buongiorno, ci siamo lasciati nella scorsa intervista mentre si parlava del possibile Canadian Warming e la sua influenza perquest'inverno, e le cose non sono andate diversamente da quanto previsto.
Beh, cominciamo col dire che il Nam ha varcato il valore di soglia e lei ci aveva fatto notare che poteva essere un fattore negativo.
Ebbene si, tuttavia vi avevo anche fatto notare che teleconnettivamente si tratta di un anno anomalo, e non è mancata di certo la riprova. Nonostante il Canadian Warming abbia proseguito nella sua dinamica, i risvolti atmosferici stanno dando risultati diametralmente opposti a quelli attesi.
Da cosa si evince tutto ciò?
Iniziamo col dire che il pre-condizionamento ha trovato nella troposfera un osso duro, il quale sembra aver rispedito al mittente il segnale inviato dalla stratosfera. Questo si nota molto bene nella figura 1 che rappresenta il profilo verticale dell'anomalia di geopotenziale del Vortice Polare, in cui si osserva alla quota isobarica di 50/70 hpa il punto di mancata comunicazione tra i due strati dell'atmosfera.
(continua...)
Cosa si aspetta dunque?
In seno a questa situazione, avremo lo sblocco del pattern atmosferico con un primo deciso calo dell'AO index, il quale valuta lo stato di salute al suolo della trottola invernale, e di conseguenza il primo vero blocco del flusso pertubarto occidentale in barba alle più nefaste previsioni.
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'inverno quindi potrebbe ancora dire la sua?
L'inverno è appena iniziato, pensare che fosse finito ancor prima di partire sarebbe stato perlomeno imprudente. Non solo avremo un proseguo più consono alla stagione in essere ma vi dirò di più. Nel mese di gennaio, se il Generale Inverno gioca bene le sue carte, potrebbe addirittura fare la voce grossa!
Ecco, lei ha il brutto vizio di suscitare la nostra curiosità senza mai svelare le sue idee, ci dica di più...
Nel semestre invernale il posizionamento delle varie figure bariche è paragonabile perfettamente ad una partita a scacchi fra due avversari, dove ognuno posiziona le sue pedine strategicamente cercando di arrivare allo scacco matto. Se osservate la figura 2 si può notare che è dal mese di Dicembre che il lato Canadese del Vortice Polare invia aria calda di origine oceanica in direzione di latitudini settentrionali al di sopra della Scandinavia, senza mai riuscire a creare una cellula di alta pressione sull'estremo Nord Europa per il continuo contrarsi del VP. Ora che lo stesso sta allentando la sua presa potrebbe essere l'occasione giusta per vedersi instaurare un pattern atmosferico favorevole alle retrogressioni fredde.
La stratosfera potrebbe aiutare la dinamica da lei esposta?

Nonostante lo studio di Polvani-Vaughn sia stato ancora una volta di grande aiuto per l'analisi atmosferica, possiamo vedere nella figura 3 che il Vortice Polare Stratosferico verrà letteralmente "preso a schiaffi" dalle due onde Anticicloniche. Si andrebbe dunque verso un tentativo di "split" che potrebbe frenare quel che basta il Vortice polare nella basta atmosfera, per realizzare un evento invernale di deciso rilievo.
Quindi ci sta dicendo che avremo una forte irruzione invernale?
Purtroppo non posso elargire certezze, in quanto determinati eventi atmosferici hanno bisogno di una miriade di tasselli che devono concatenarsi, tuttavia ad oggi possiamo dire che si stanno muovendo le pedine sullo scacchiere nel verso giusto, il tutto con target tra 10-20 Gennaio 2017.
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rodano
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Messaggio da rodano »

Ciao antonio alias "pubblico" :wink: intanto seguiamo la fase troposferica che potremmo avere dopo l epifania, per il dopo spero che tropo e strato continuino ad andare su strade separate perché temo un vps in approfondimento (onde deboli e non convergenti) e capace di creare danni.
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