Siamo nell'anno 860 dopo Cristo , ed un inverno di storica severità colpì la nostra Penisola , pur essendo in una fase di riscaldamento climatico .
Morirono sia le viti che gli alberi, nell ’Italia settentrionale (indicando temperature prolungate al di sotto di -15 ; -20 ° C ), le merci raggiungevano Venezia grazie a carri e cavalli che camminavano al di sopra della Laguna congelata .
L’ inverno fu rigidissimo anche in Germania , Francia , e cadde “ neve rossa” ( ricca di particelle sahariane ) in numerose zone di pianura .
Si fa un salto di 302 anni , e ritroviamo il terribile inverno del 1162 , uno dei “ pretendenti” alla palma di peggior inverno dello scorso Millennio .
Nella Lombardia si contarono 40 mila morti per il freddo e la fame , il freddo distrusse tutte le semine, nonché gli alberi .
Si fa un altro salto in avanti , e ritroviamo il terribile inverno del 1408 , ricordato come “ l ’ Anno del Grande Inverno ” .
In questo caso, i ghiacci polari riuscirono a bloccare l ’Islanda completamente, raggiungendo la Scozia , nel Nord e nel Centro Italia morirono quasi tutti gli alberi per il gelo , a Firenze la neve fu alta 60 cm e durò un mese e mezzo .
In Inghilterra il gelo durò 14 settimane tra Dicembre e Marzo, congelando completamente il Tamigi a Londra .
Facciamo un salto di 300 anni esatti, e ci ritroviamo dinanzi il terribile inverno del 1709 , maggiormente ricordato perché più vicino a noi nel tempo ( e vi erano già osservazioni meteorologiche e le prime serie termometriche ).
A Berlino risulta il mese di Gennaio più freddo di tutta la serie termometrica plurisecolare; gelarono la Vistola, il Reno , il Danubio , la Mosa , la Garonna , l ’Ebro , la Senna, e perfino la foce del Tago a Lisbona .
Gelarono completamente il Lago di Costanza e quello di Zurigo , e , parzialmente , quello di Ginevra.
Gelarono anche i porti mediterranei di Genova , Marsiglia e Livorno .
A Firenze caddero in tre giorni di neve 70 cm di manto bianco, isolando la città ; la Laguna Veneta gelò per venti giorni, Roma fu invasa dalla neve per giorni .
In Italia ed in Francia gelarono perfino gli alberi di melo e di noce , e sparirono intere foreste uccise dal grande gelo .
Si direbbe che ogni 250 -300 anni circa gli inverni si scatenino in un eccesso di severità sull ’Europa Occidentale e mediterranea , che si ritrovano improvvisamente a sperimentare condizioni di tempo e di temperatura decisamente più vicine alla Siberia che al loro normale clima .
Tale periodicità di inverni rigidissimi potrebbe essere legata a periodiche variazioni dell ’intensità solare (l ’inverno 1408 capitò all ’inizio del cosiddetto “ minimo di Sporer ” , mentre quello del 1709 alla fine del “ minimo di Maunder ” dell ’attività solare ), tuttavia notiamo che essi capitano anche in periodi di deciso riscaldamento come nel Medioevo .
Non solo , tali inverni non restano poi da soli , spesso inaugurando una sequenza di episodi insolitamente rigidi che interessano l ’ Europa Occidentale per i successivi 80 o 90 anni (come capitò successivamente al 1162 , al 1408 ed al 1709 ).
Notiamo , con una certa preoccupazione, che sono passati oramai quasi 300 anni dal terribile inverno del 1709 , per cui prossimamente potrebbe verificarsi un evento storico di uguale o simile portata, a meno che il surplus di calore dovuto all ’effetto serra introdotto dall ’uomo nell ’atmosfera non ne attenui notevolmente gli effetti.
Ma la nostra civiltà , per quanto progredita , è forse più fragile di un tempo rispetto ad eventi naturali di questo genere.
Il pensiero va ai black -out elettrici , alla difficoltà nell ’approvvigionamento di gas naturale dall ’Est europeo , per non parlare degli enormi danni economici che deriverebbero dalla distruzione di intere foreste o di coltivazioni arboree , o per il blocco del traffico dovuto alla neve , del trasporto merci per il gelo dei porti , ecc . ecc.
C ’è quindi da augurarsi che un simile evento non si ripeta , anche se bisogna ricordare che tale ciclo trecentennale ha colpito implacabilmente nell ’ultimo millennio, e niente fa pensare che non possa proseguire con questa ciclicità , tanto più che essa sembra essere indipendente dai periodi di riscaldamento o di raffreddamento della nostra atmosfera .
La ripetizione di un inverno come quello del 1709 , o del 1408 sarebbe comunque un evento epocale, che creerebbe danni e problemi nettamente superiori alla soddisfazione ( tipica del meteofilo), di vedere i panorami imbiancati e le temperature scendere a minimi storici .