"Caldo e uragani non daranno tregua..."

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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ParcoPollino
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"Caldo e uragani non daranno tregua..."

Messaggio da ParcoPollino »

Cosa ne pensate? :?:
Tratto da Repubblica.it

ROMA - Ci sono voluti quasi 6 anni di lavoro e l'impegno di 2.500 scienziati coordinati dalle Nazioni Unite. Ma il verdetto, che sarà annunciato ufficialmente il 2 febbraio a Parigi, questa volta è senza appello. "Il riscaldamento climatico è inequivocabile, risulta evidente dall'aumento della temperatura dell'aria e degli oceani, dallo scioglimento delle nevi e dei ghiacci, dall'aumento del livello dei mari", si legge nel 4° rapporto dell'Ipcc (Intergovernamental Panel on Climate Change) anticipato da una fonte americana.

Il global warming non solo è in atto, ma in costante accelerazione: 11 dei 12 anni più caldi nella storia della meteorologia sono concentrati negli ultimi 12 anni. All'inizio del 2001, quando uscì il terzo rapporto Ipcc, l'aumento di temperatura nell'arco dell'ultimo secolo si misurava in 0,6 gradi. Oggi gli ultimi cento anni danno un incremento di 0,74 gradi. E per i prossimi vent'anni è attesa un'ulteriore crescita di 0,4 gradi. Avrebbe potuto essere la metà, ricordano gli scienziati Onu, se gli avvertimenti fossero stati colti in tempo tagliando radicalmente le emissioni serra. Adesso ci aspettano almeno tre decenni di caldo crescente.

Oltre quella data il livello di certezza delle previsioni diminuisce perché la speranza aumenta. Potremmo ancora tirare il freno d'emergenza, potremmo ancora smettere di bruciare petrolio e carbone. E in questo caso gli scenari per il 2100 virano verso esiti più accettabili: il panorama più favorevole tra quelli possibili prevede un aumento di 1,7 gradi (è una stima che rappresenta la media tra un minimo di 1 grado e un massimo di 2,7 gradi).

Ma potremmo anche andare avanti facendo finta di niente, come è successo finora. In questo caso l'aumento medio previsto è di 4 gradi, con l'ipotesi peggiore che arriva a 6,3 gradi. Una prospettiva del genere cambierebbe radicalmente le possibilità di sopravvivenza di centinaia di milioni di persone. Accanto all'innalzamento degli oceani da considerare ormai certo (da 28 a 43 centimetri a fine secolo) si dovrebbe mettere in conto l'ingresso nell'era dell'apocalisse: con un aumento di temperatura compreso tra 1,9 e 4,6 gradi si arriverebbe allo scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia con una crescita del livello del mare di 7 metri. Sarebbe un processo lento (durerebbe millenni) ma anche difficile da disinnescare perché i tempi di riequilibrio dell'atmosfera, avverte l'Ipcc, si misurano nell'arco dei secoli.

Più rapidi, invece, sono altri effetti negativi provocati dai cambiamenti climatici. Assisteremo a una riduzione delle calotte glaciali che, nel caso del Polo Nord, porterà a fine secolo a una scomparsa quasi totale dei ghiacci durante il periodo estivo. Inoltre "è molto probabile che le ondate di calore e gli episodi di precipitazioni molto intense continuino a diventare sempre più frequenti" e che i cicloni tropicali diminuiscano in numero ma aumentino in intensità.

Dal punto di vista tecnico, la responsabilità di questi fenomeni va attribuita ai gas serra che trattengono il calore all'interno dell'atmosfera. Gas come il metano, che in poco più di due secoli è passato da una concentrazione di 715 parti per miliardo a 1774. O come l'anidride carbonica che, nell'era preindustriale, si misurava in 270-280 parti per milione: oggi sono già 380. Arrivare al raddoppio dell'anidride carbonica, cioè a quota 550, comporterebbe un aumento della temperatura valutabile in 3 gradi. È un traguardo disastroso per l'equilibrio degli ecosistemi su cui si basa la stabilità delle nostre società e non troppo lontano: si può collocare tra il 2040 e il 2080.

Di fronte a una prospettiva così devastante, l'Ipcc chiama direttamente in causa le responsabilità politiche che hanno portato a questa situazione, cioè le scelte di sviluppo energetico e produttivo centrate sui combustibili fossili e sulla deforestazione: "L'aumento dei gas serra è dovuto principalmente alle emissioni derivanti dai combustibili fossili, dall'agricoltura e dai cambiamenti d'uso del terreno". Nel disastro che si prospetta la natura gioca un ruolo del tutto marginale: analizzando l'aumento di temperatura dal 1750 a oggi si scopre che l'intervento umano ha un peso "almeno 5 volte maggiore" dei mutamenti di tipo astronomico.
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tamburi
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Messaggio da tamburi »

Ciao ParcodelPollino (ma come ti chiami?)
io sono e rimango scettico su tutti gli articoli di climatologia che vengono pubblicati nei quotidiani, nessuno è esente purtroppo da catastrofismo, nessuno riesce mai a fare un analisi seria e dettagliata del problema, tendono tutti ad attirare l'attenzione della gente che magari poco informata ci crede.

Nell'articolo c'e scritto:
Assisteremo a una riduzione delle calotte glaciali che, nel caso del Polo Nord, porterà a fine secolo a una scomparsa quasi totale dei ghiacci durante il periodo estivo
Quest'inverno è stato particolarmente gelido al polo sud, in cui si è assistito ad un fantastico incremento della calotta polare, quindi noi cosa dobbiamo pensare? a chi dobbiamo credere? all'autore dell'articolo che prevede la riduzione delle calotte polari o a qualcosa di straordinario che è accaduto al Polo Sud che tra l'altro è la parte del globo in cui è piu presente il problema del buco dell'ozono?
equaqui
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Messaggio da equaqui »

Che il global warming sia in atto è un dato incontrovertibile.
Che l'uomo ne sia CON-causa anche.
Del resto l'anidride carbonica in atmosfera negli ultimi 650.000 anni è sempre oscillata tra 200mila e 300mila parti per milione, ora siamo a 400mila.
Chi lo nega o è uno struzzo che preferisce mettere la testa sotto la sabbia oppure ha interesse a negarlo (per motivi professionali o che altro).
Se poi quelli che rilasciano interviste "contro" gli allarmisti confondono persino C e CO2 allora siamo alla frutta...

Ciao, Edo
ParcoPollino
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Catastrofismo o meno..

Messaggio da ParcoPollino »

..sono concorde ora più che mai, che vada cambiata questa tendenza (negativa) di sviluppo energetico e produttivo! é tempo di cambiare..a lungo andare è inevitabile che qualcosa possa mutare!
baldomax
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Messaggio da baldomax »

poi secondo me questi articoli soono sempre finalizzati ad attirare l'attenzione dei politici sopratutto per quanto concerne i FINANAZIAMENTI alle università, che tutto si scalda è vero e innegabile ma non vorrei che la cosa fosse presa a pretesto per riepire le casse di quancuno che ha interesse oggi a dire che si và verso il forno e il giono dopo a dire che sivà verso la nuova glaciazione, si !! certo perchè se si sciolgono i ghiacci del polo tanti saluti alla corrente del golfo e allora??? dopo dovremo allarmare perchè l'europa si raffrederà velocemente e allora serviranno altri soldi per studiare il fenomeno ??? io starei attento ai facili catastrofismi.
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tamburi
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Messaggio da tamburi »

Parco come ti chiami?
se mi dai il tuo contatto MSN ti aggiungo alla lista e ci aggiorniamo sulla situazione :D
equaqui
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Re: Catastrofismo o meno..

Messaggio da equaqui »

ParcoPollino ha scritto:..sono concorde ora più che mai, che vada cambiata questa tendenza (negativa) di sviluppo energetico e produttivo! é tempo di cambiare..a lungo andare è inevitabile che qualcosa possa mutare!
Io sono pessimista: temo che sinchè non scarseggerà il petrolio, interessi economici enormi vorranno perpetrare lo sfruttamento di quello.
Chè poi il petrolio scarso è un problema enorme...perchè non serve solo per la benzina ma anche per la plastica, etc etc etc.
Quando si arriva alla scarsità di petrolio e/o gas naturale...con che combustibile le porti, per esempio, le torri eoliche in cima alle montagne???
Secondo me le strade per il risparmio energetico sono molte, sia locali (pannelli solari per l'acqua calda, case isolate termicamente in modo efficiente, etc etc) che non.
E le ricerche sulle fonti alternative di energia vanno potenziate: per esempio è ben promettente il progetto kytegen che sfrutta le correnti d'aria negli strati alti dell'atmosfera (che come ben sappiamo sono molto potenti).

Staremo a vedere...ed incrociamo le dita.
In questo mondo sempre più sporco ed assetato di energia la situazione è davvero pesante...

Ciao, Edo
ParcoPollino
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Messaggio da ParcoPollino »

mi chiamo Biagio..piacere! Il tuo nome invece è..? comunque mi sa che tu mi dovrai aggiornare sulla situazione giù..studio a perugia!
avantasia
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Re: Catastrofismo o meno..

Messaggio da avantasia »

equaqui ha scritto:
ParcoPollino ha scritto:..sono concorde ora più che mai, che vada cambiata questa tendenza (negativa) di sviluppo energetico e produttivo! é tempo di cambiare..a lungo andare è inevitabile che qualcosa possa mutare!
Io sono pessimista: temo che sinchè non scarseggerà il petrolio, interessi economici enormi vorranno perpetrare lo sfruttamento di quello.
Chè poi il petrolio scarso è un problema enorme...perchè non serve solo per la benzina ma anche per la plastica, etc etc etc.
Quando si arriva alla scarsità di petrolio e/o gas naturale...con che combustibile le porti, per esempio, le torri eoliche in cima alle montagne???
Secondo me le strade per il risparmio energetico sono molte, sia locali (pannelli solari per l'acqua calda, case isolate termicamente in modo efficiente, etc etc) che non.
E le ricerche sulle fonti alternative di energia vanno potenziate: per esempio è ben promettente il progetto kytegen che sfrutta le correnti d'aria negli strati alti dell'atmosfera (che come ben sappiamo sono molto potenti).

Staremo a vedere...ed incrociamo le dita.
In questo mondo sempre più sporco ed assetato di energia la situazione è davvero pesante...

Ciao, Edo
Buongiorno a tutti
Sostanzialmente concordo. La questione è anche un'altra però: ad oggi le grandi multinazionali del petrolio stanno facendo di tutto per bloccare la tecnologia delle rinnovabili: scelta non certo astrusa da comprendere. Ma come??

Semplice, si espandono cominciando ad assoggettare studi ed imprese in campo rinnovabile fino al punto d'annetterle come società satellite. Una volta compiuto questo passo, chiedono finanziamenti ma non permettono che i progressi ottenuti si pubblicizzino, facendo andare a rilento la ricerca internazionale.
Così facendo, per prima cosa si mettono al riparo consentendo di continuare ad incamerare denaro attraverso i "soliti" flussi (petrolio e gas), dall'altro si mettono in una situazione incontrovertibilmente superiore agli altri, in quanto fra 50/70 anni -a petrolio quantomai esaurito- avranno a disposizione tutta le tecnologia + sofisticata, contando soprattutto su decenni di ricerca perpetuata ed una esperienza invidiabile.

Quindi, sono favorevole agli incentivi sulla ricerca, perchè fra tutti quelli, una seppur minima parte, finisce lì dove davvero serve!! E a quel paese gli sprechi: qui è in ballo il mio futuro da nonnetto, quello dei miei figli e dei miei nipotini!!!! E il pianeta tutto! Il 2060 è dietro l'angolo.
Sperpero?? Ci sto!


Per quanto riguarda il caro vecchio pianeta vorrei sottolineare alcune cose. Se la concentrazione di CO2 non è mai stata così alta come negli ultimi 200 anni, significa che se davvero è il principale gas serra (ancora da dimostrare), sarebbe la prova che ne è l'Uomo la causa. Dato che innalzamento di CO2 e rivoluzione industriale vanno a braccetto, mi sembrerebbe paradossale che la Natua abbia deciso di arrivare ai 400ppm di CO2 proprio in concomitanza di questo lasso di tempo, e non nelle centinaia di milioni di anni precedenti alla nostra comparsa.
Sostenere la salute del pianeta solo sulla base di caldo/freddo è davvero un concetto da italiano medio che non sa un "ficus seccus" sugli ecosistemi (biosistemi). Ragionare sistematicamente è la cosa + sbagliata che si possa fare. Lo stato di salute è una funzione della differenziazione biologica. Più specie ci sono più il sistema è in salute: come il dottore che dai sintomi intuisce il malanno. Se le coordinate termiche del pianeta si spostano alla velocità attuale, non si riuscirebbe nemmeno minimamente a sperare che Madre Natura, o sua Sorella Evoluzione, facciano il loro lavoro. Quindi, dire "al Polo Sud ha fatto più freddo", come a voler dire che lo scioglimento dei ghiacci artici verrà ampiamente compensato da un rinvigorimento dei ghiacci antartici è puramente illegittimo. Sparirebbero sia le specie animali al Nord, che al Sud.

Con osservanza
equaqui
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Messaggio da equaqui »

Ti quoto in toto avantasia.
Poi per esempio un gas serra 1000 volte più potente della già terribile CO2 è il metano...prodotto dalle flatulenze bovine. NON E' UNO SCHERZO!!! L'estendersi degli allevamenti bovini ha introdotto in atmosfera una quantità di metano "da flatulenza" davvero enorme...e si prevede che tali allevamenti si estendano ancora.

L'ambiente è molto complesso...ovviamente non si tratta solo di CO2, nè saremmo a posto se le automobili divenissero improvvisamente non inquinanti.
E non si tratta di fare catastrofismo: secondo me le posizioni dei catastrofisti e quelle degli anticatastrofisti sonmo IDENTICHE, quasi religiose nel loro dogmatismo.
Soltanto che le posizioni anticatastrofiste potrebbero avere conseguenze ben peggiori se accolte dai governi nei prossimi anni.
Meglio preoccuparsi troppo che poco per un problema che è innegabile e grave (le cui conseguenze non sono ancora ben chiare, ma saranno sicuramente pesanti).

Ciao, Edo
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