Modelli Live - Ottobre 2016
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Piccola considerazione .....
Negli scorsi anni siamo stati abituati ad avere dinamiche antizonali ma che si concludevano con la distensione zonale da parte dell’alta pressione resettando tutto il freddo accumulato su gran parte delle regioni. Questa volta siamo di fronte ad un’onda critica, infatti la dinamica non si concluderà nella triste maniera sopra descritta ma vi sarà una confluenza con l’aria umida atlantica e l’ isolamento della struttura anticiclonica sulla Scandinavia. Inutile dire che in inverno, dopo le varie nevicate sul versante adriatico in sede d’irruzione, sarebbe arrivata la neve da sovrascorrimento sulla pianura padana come non si vede da anni.
Importante fatto da sottolineare una fase negativa dell’indice Ea dopo una lunghissima fase postiva, che sia un segnale di cambiamento?
Negli scorsi anni siamo stati abituati ad avere dinamiche antizonali ma che si concludevano con la distensione zonale da parte dell’alta pressione resettando tutto il freddo accumulato su gran parte delle regioni. Questa volta siamo di fronte ad un’onda critica, infatti la dinamica non si concluderà nella triste maniera sopra descritta ma vi sarà una confluenza con l’aria umida atlantica e l’ isolamento della struttura anticiclonica sulla Scandinavia. Inutile dire che in inverno, dopo le varie nevicate sul versante adriatico in sede d’irruzione, sarebbe arrivata la neve da sovrascorrimento sulla pianura padana come non si vede da anni.
Importante fatto da sottolineare una fase negativa dell’indice Ea dopo una lunghissima fase postiva, che sia un segnale di cambiamento?
tutto giusto....in inverno sarebbe arrivata una bella bordata......picchio70 ha scritto:Piccola considerazione .....
Negli scorsi anni siamo stati abituati ad avere dinamiche antizonali ma che si concludevano con la distensione zonale da parte dell’alta pressione resettando tutto il freddo accumulato su gran parte delle regioni. Questa volta siamo di fronte ad un’onda critica, infatti la dinamica non si concluderà nella triste maniera sopra descritta ma vi sarà una confluenza con l’aria umida atlantica e l’ isolamento della struttura anticiclonica sulla Scandinavia. Inutile dire che in inverno, dopo le varie nevicate sul versante adriatico in sede d’irruzione, sarebbe arrivata la neve da sovrascorrimento sulla pianura padana come non si vede da anni.
Importante fatto da sottolineare una fase negativa dell’indice Ea dopo una lunghissima fase postiva, che sia un segnale di cambiamento?
Ciao, mi potresti spiegare bene cosa sia questo indice EA, su che cosa incida e se sia prevedibile il suo comportamento? Ti ringraziopicchio70 ha scritto:Piccola considerazione .....
Negli scorsi anni siamo stati abituati ad avere dinamiche antizonali ma che si concludevano con la distensione zonale da parte dell’alta pressione resettando tutto il freddo accumulato su gran parte delle regioni. Questa volta siamo di fronte ad un’onda critica, infatti la dinamica non si concluderà nella triste maniera sopra descritta ma vi sarà una confluenza con l’aria umida atlantica e l’ isolamento della struttura anticiclonica sulla Scandinavia. Inutile dire che in inverno, dopo le varie nevicate sul versante adriatico in sede d’irruzione, sarebbe arrivata la neve da sovrascorrimento sulla pianura padana come non si vede da anni.
Importante fatto da sottolineare una fase negativa dell’indice Ea dopo una lunghissima fase postiva, che sia un segnale di cambiamento?
- picchio70
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L' E.A. è molto simile alla N.A.O. (la differenza principale risiede in una distribuzione barica spostata verso Sud Est) per cui una fase positiva ci mostra una depressione semipermanente sbilanciata verso le isole Britanniche e il Mare del Nord e un anticiclone atlantico ben supportato dall’alta subtropicale nordafricana tra Algeria e Libia risalendo verso l’Egeo e il Mar Nero; al contrario la fase negativa è rappresentata da alte pressioni sull’Europa centro-occidentale e un canale depressionario dai Balcani al Mediterraneo occidentale passando per l’Italia meridionale e con tempo da est sulla penisola.vortice ha scritto:Ciao, mi potresti spiegare bene cosa sia questo indice EA, su che cosa incida e se sia prevedibile il suo comportamento? Ti ringraziopicchio70 ha scritto:Piccola considerazione .....
Negli scorsi anni siamo stati abituati ad avere dinamiche antizonali ma che si concludevano con la distensione zonale da parte dell’alta pressione resettando tutto il freddo accumulato su gran parte delle regioni. Questa volta siamo di fronte ad un’onda critica, infatti la dinamica non si concluderà nella triste maniera sopra descritta ma vi sarà una confluenza con l’aria umida atlantica e l’ isolamento della struttura anticiclonica sulla Scandinavia. Inutile dire che in inverno, dopo le varie nevicate sul versante adriatico in sede d’irruzione, sarebbe arrivata la neve da sovrascorrimento sulla pianura padana come non si vede da anni.
Importante fatto da sottolineare una fase negativa dell’indice Ea dopo una lunghissima fase postiva, che sia un segnale di cambiamento?
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Nei prossimi giorni, più che cambiare il quadro evolutivo si esaspererà, nel senso che il nocciolo artico presente nell’Europa nordorientale giungerà sopra le nostre teste, con valori che intorno 5500 m risulteranno pari a -28° C
In tale contesto, il centrosud vedrà sempre una marcata instabilità, con nuove nevicate sulle cime appenniniche, a quote superiori ai 1200-1300m, mentre al nord potranno finalmente arrivare le prime nevicate di una certa importanza sulle Alpi, a quote intorno i 1000 m e localmente, anche più in basso in contesti orografici favorevoli.
I fenomeni saranno però sparsi, non estesi, a causa dell’assenza di correnti meridionali tese nei versanti meridionali dell’arco alpino.Tale occasione potrebbe però ripresentarsi subito dopo, quando un più netto collegamento tra l’afflusso artico nell’Europa centrale, il flusso perturbato atlantico e la contemporanea presenza di un possente blocco scandinavo potrebbero creare le premesse per la genesi di un forte peggioramento nelle regioni del nord-ovest.Per come si va prefigurando, tale peggioramento potrebbe generare precipitazioni violente nell’arco ligure e su tutto il nordovest in genere e, a causa del mantenimento di aria fredda nei bassi strati nell’area piemontese, anche nevicate che nelle fasi iniziali potrebbero raggiungere quote collinari.Resta inoltre sempre presente l’ipotesi del vistoso sbilanciamento del VP stesso in area siberiana, prologo di possibili evoluzioni molto interessanti per l’area italiana.Insomma, ancora non ci sono segnali decisi di un’inversione di tendenza, l’autunno può continuare a mantenere fede al suo ruolo, ovvero quello di un periodo di forti contrasti alle diverse latitudini, con scambi termici accentuati e genesi di forti peggioramenti nell’area mediterranea.

In tale contesto, il centrosud vedrà sempre una marcata instabilità, con nuove nevicate sulle cime appenniniche, a quote superiori ai 1200-1300m, mentre al nord potranno finalmente arrivare le prime nevicate di una certa importanza sulle Alpi, a quote intorno i 1000 m e localmente, anche più in basso in contesti orografici favorevoli.
I fenomeni saranno però sparsi, non estesi, a causa dell’assenza di correnti meridionali tese nei versanti meridionali dell’arco alpino.Tale occasione potrebbe però ripresentarsi subito dopo, quando un più netto collegamento tra l’afflusso artico nell’Europa centrale, il flusso perturbato atlantico e la contemporanea presenza di un possente blocco scandinavo potrebbero creare le premesse per la genesi di un forte peggioramento nelle regioni del nord-ovest.Per come si va prefigurando, tale peggioramento potrebbe generare precipitazioni violente nell’arco ligure e su tutto il nordovest in genere e, a causa del mantenimento di aria fredda nei bassi strati nell’area piemontese, anche nevicate che nelle fasi iniziali potrebbero raggiungere quote collinari.Resta inoltre sempre presente l’ipotesi del vistoso sbilanciamento del VP stesso in area siberiana, prologo di possibili evoluzioni molto interessanti per l’area italiana.Insomma, ancora non ci sono segnali decisi di un’inversione di tendenza, l’autunno può continuare a mantenere fede al suo ruolo, ovvero quello di un periodo di forti contrasti alle diverse latitudini, con scambi termici accentuati e genesi di forti peggioramenti nell’area mediterranea.

- nevofilo80
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magiadellaneve
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Caro gemi....ricorderai senz'altro quante voltegemi65 ha scritto:Quando predicavo cautela non ero solo ma quasi.
Che ribaltoni ci attendono.
Ottobre dinamico...
ho accennato al 'battito di farfalla' modellistico, no?
Ebbene....accennai anche ai modelli climatici,
infatti ci sono novità importanti dal GM NMME....
Secondo l'ultima emissione l'anomalia
di T al suolo prevista...al max è +1°........
(rif media 1999-2010 - CFSv2 e 1981-2010 NMME Tropical Tidbits).
Buongiorno Gemi, si ricordo benissimo ma ricordo anche di aver lanciato il sasso dell'hp molti giorni fa quando da analisi attenta i segnali già c'erano. Purtroppo qui dentro sono pochi quelli che vengono ritenuti credibili ma pazienza. Mi fa piacere aver visto lungo e giusto.gemi65 ha scritto:Quando predicavo cautela non ero solo ma quasi.
Che ribaltoni ci attendono.
Ottobre dinamico...
Dispiace solo la non considerazione ma non importa.
-
gemi65
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Il non solo era riferito anche a te.Robertino ha scritto:Buongiorno Gemi, si ricordo benissimo ma ricordo anche di aver lanciato il sasso dell'hp molti giorni fa quando da analisi attenta i segnali già c'erano. Purtroppo qui dentro sono pochi quelli che vengono ritenuti credibili ma pazienza. Mi fa piacere aver visto lungo e giusto.gemi65 ha scritto:Quando predicavo cautela non ero solo ma quasi.
Che ribaltoni ci attendono.
Ottobre dinamico...
Dispiace solo la non considerazione ma non importa.
Bgiorno a tutti!
Finalmente possiamo dire di vivere un mese di ottobre sostanzialmente vecchio stampo nel senso che questo mese sta scorrendo nel massimo dinamismo possibile.
dopo un inizio simil estivo, c'è stata questa fase relativamente fredda che terminerà nelle prossime 48 ore lasciando il testimone probabilmente ad una fase umida e piovosa al centro nord e calda e mite al centro sud
sabato e domenica potrebbero essere invece giornate da ottobrate con punte di 23-25 gradi in molte regioni
insomma un ottobre normale, in attesa di capire il comportamento del Vp all'avanzare della notte polare
Finalmente possiamo dire di vivere un mese di ottobre sostanzialmente vecchio stampo nel senso che questo mese sta scorrendo nel massimo dinamismo possibile.
dopo un inizio simil estivo, c'è stata questa fase relativamente fredda che terminerà nelle prossime 48 ore lasciando il testimone probabilmente ad una fase umida e piovosa al centro nord e calda e mite al centro sud
sabato e domenica potrebbero essere invece giornate da ottobrate con punte di 23-25 gradi in molte regioni
insomma un ottobre normale, in attesa di capire il comportamento del Vp all'avanzare della notte polare





