
Modelli Live - Ottobre 2016
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Come già accennato il VP sta mostrando un’inaspettata debolezza strutturale, tale da risultare già frammentato in Artico
In tal modo, l’anticiclone delle Azzorre non trova alcuna elevata tensione zonale del getto polare proseguendo verso nord e, in sostanza, non trova impedimenti nello spingersi più a nord, in Artico, consentendo, lungo il suo bordo orientale, la discesa di masse d’aria fredda fino alle le medie latitudini.
Quali potrebbero essere le principali fenomenologie innescate dall’arrivo di una tale nucleo freddo??
Difficili da prevedere con esattezza nella loro collocazione, ma certamente forte instabilità, con temporali sparsi, grandinate, colpi di vento e NEVICATE sui rilievi alpini e appenninici fino a 1000 m di quota localmente anche più in basso.
La prima fase perturbata dovrebbe riguardare il periodo tra il 5 e il 7 Ottobre, iniziando dalle regioni adriatiche e proseguendo a ritroso verso ovest, giungendo alla fine a interessare, con l’afflusso freddo, praticamente tutta l’Europa centrale e il Mediterraneo, con pesanti anomalie termiche negative nella prima decade di Ottobre
Tutte le emissioni finora evidenziavano la possibilità di un rapido riaggancio della struttura depressionaria continentale con il flusso atlantico più a ovest; le odierne previsioni però riportano una maggiore tenuta del blocco occidentale, con conseguente maggior durata del flusso freddo e instabile continentale come mostrato oggi dal modello europeo.
In ogni caso, un ricongiungimento con le depressioni atlantiche entro la fine della prima decade sembra molto probabile da parte della goccia fredda artica, ma le modalità sono ancora tutte da definire. In effetti, sebbene l’emissione ufficiale del modello americano evidenzi la possibilità del ritorno di correnti meridionali molto miti nel Mediterraneo, la visione delle carte ensemble appare molto diversa.
Praticamente, l’emissione ufficiale è l’unica che si porta sopramedia stabilmente dal punto di vista termico nel lungo periodo; tutte le altre evidenziano un trend sottomedia ininterrotto a partire dal giorno 3 Ottobre.
In tal modo, l’anticiclone delle Azzorre non trova alcuna elevata tensione zonale del getto polare proseguendo verso nord e, in sostanza, non trova impedimenti nello spingersi più a nord, in Artico, consentendo, lungo il suo bordo orientale, la discesa di masse d’aria fredda fino alle le medie latitudini.
Quali potrebbero essere le principali fenomenologie innescate dall’arrivo di una tale nucleo freddo??
Difficili da prevedere con esattezza nella loro collocazione, ma certamente forte instabilità, con temporali sparsi, grandinate, colpi di vento e NEVICATE sui rilievi alpini e appenninici fino a 1000 m di quota localmente anche più in basso.
La prima fase perturbata dovrebbe riguardare il periodo tra il 5 e il 7 Ottobre, iniziando dalle regioni adriatiche e proseguendo a ritroso verso ovest, giungendo alla fine a interessare, con l’afflusso freddo, praticamente tutta l’Europa centrale e il Mediterraneo, con pesanti anomalie termiche negative nella prima decade di Ottobre
Tutte le emissioni finora evidenziavano la possibilità di un rapido riaggancio della struttura depressionaria continentale con il flusso atlantico più a ovest; le odierne previsioni però riportano una maggiore tenuta del blocco occidentale, con conseguente maggior durata del flusso freddo e instabile continentale come mostrato oggi dal modello europeo.
In ogni caso, un ricongiungimento con le depressioni atlantiche entro la fine della prima decade sembra molto probabile da parte della goccia fredda artica, ma le modalità sono ancora tutte da definire. In effetti, sebbene l’emissione ufficiale del modello americano evidenzi la possibilità del ritorno di correnti meridionali molto miti nel Mediterraneo, la visione delle carte ensemble appare molto diversa.
Praticamente, l’emissione ufficiale è l’unica che si porta sopramedia stabilmente dal punto di vista termico nel lungo periodo; tutte le altre evidenziano un trend sottomedia ininterrotto a partire dal giorno 3 Ottobre.
Spaghi che dal medio in poi dimostrano quanta
incertezza cova nei GM americani.
Sintomo inequivocabile di una forte
dinamicità atmosferica che deriva dalla
elaborazione dei dati di inizializzazione
provenienti dalle fonti di osservazione
che conosciamo...
In questo contesto tutto è possibile
nel prosieguo ottobrino appena iniziato.
Indizi però si possono già scorgere,
ovvero che in sede mediterranea la
persistenza anticiclonica non è più
certa come ieri..ovvero da oggi e forse,
meno di domani...
Vedremo....
Uli

incertezza cova nei GM americani.
Sintomo inequivocabile di una forte
dinamicità atmosferica che deriva dalla
elaborazione dei dati di inizializzazione
provenienti dalle fonti di osservazione
che conosciamo...
In questo contesto tutto è possibile
nel prosieguo ottobrino appena iniziato.
Indizi però si possono già scorgere,
ovvero che in sede mediterranea la
persistenza anticiclonica non è più
certa come ieri..ovvero da oggi e forse,
meno di domani...
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