Ben venuto! La descrizione dei micro climi arricchiscono le nostre conoscenze del variegato territorio italico. Buona giornataGelo siciliano ha scritto:Buongiorno a tutti...sono un nuovo arrivato leggo da molto i vostri discordi che ritengo molto sensate...io sono di Acireale una città Siciliana di 52 mila abitanti in provincia di Catania credo che in questi ultimi anni ne avrete sicuramente sentito parlare anche qui su meteoLive visto che la mia città è stata colpita da 1 tromba d'aria e lo scorso anno da 1 nubifragio record con oltre 200 mm di pioggia...purtroppo l'Etna molte volte gioca brutti scherzi nella mia zona dal punto di vista climatico...
Modelli Live - Settembre 2016
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nocerameteouno
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Benvenuto tra noi.Gelo siciliano ha scritto:Buongiorno a tutti...sono un nuovo arrivato leggo da molto i vostri discordi che ritengo molto sensate...io sono di Acireale una città Siciliana di 52 mila abitanti in provincia di Catania credo che in questi ultimi anni ne avrete sicuramente sentito parlare anche qui su meteoLive visto che la mia città è stata colpita da 1 tromba d'aria e lo scorso anno da 1 nubifragio record con oltre 200 mm di pioggia...purtroppo l'Etna molte volte gioca brutti scherzi nella mia zona dal punto di vista climatico...
Ti auguro una proficua presenza e...un'Etna tranquillo.
I LOVE SICILIA.....
Renzo, detto Uli.
- Darkangel
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L GRANDE BLUFF DELLE PREVISIONI INVERNALI.
L’autunno deve ancora mostrare il suo volto e già si pensa a come potrebbe essere il prossimo inverno. È la prassi dell’informazione che corre e che scorre sul web, pronta anche quest’anno a lasciare di stucco gli ignari lettori che cadranno ancora una volta nella rete e che crederanno ciecamente a quanto verrà loro propinato: basterà infatti parlare di inverno “gelido” e “nevoso” in arrivo per fare incetta di letture e di pubblicità, fregandosene del fatto che il mondo scientifico si mantiene a debita distanza da questo tipo di proclami che non hanno nulla a che vedere con la corretta informazione meteorologica. Non è mia intenzione discutere la previsione in sé parlando dell’attendibilità che hanno sul tempo europeo e del Mediterraneo le anomalie della circolazione atmosferica nelle varie parti del pianeta, sintetizzate in sigle peraltro sconosciute ai più: questa volta, per provare a essere più convincente nella comprensione di come questo “canto delle sirene” riesca ad incantare il lettore, desidero analizzare le solite frasi fatte che si leggono ogni anno facendo leva sugli errori di fondo che sono commessi.
Prima frase fatta: «Ci aspetta un inverno gelido e nevoso».
Parlare in questi termini significa affermare che la condizione meteorologica media di tutta la stagione, cioè il segnale dominante imposto dalla dinamica atmosferica, sarà caratterizzata da freddo intenso e da neve: si tratta di una situazione davvero particolare per l’Italia perché presuppone l’alternanza di due particolari fasi atmosferiche, la prima governata dai flussi da nord (che portano il freddo o il gelo) a cui poi va a sovrapporsi la seconda, cioè il mite e umido respiro atlantico (che porta la neve). Presuppone cioè che questa alternanza di fasi sia frequente nel corso dei tre mesi, come dire che durante la stagione sarebbero solo questi i due tipi di circolazioni che si dovrebbero susseguire alle nostre latitudini. Cari amici, è inutile negare che questo è proprio un bel trucco, perché se per puro caso questo meccanismo dovesse capitare anche una sola volta nel corso dei 90 giorni (siamo in inverno e quindi non sarebbe poi tanto strana un’irruzione fredda seguita a ruota da una perturbazione atlantica), allora quell’evento servirà a dimostrare che la previsione stagionale è stata azzeccata (magari con un… “ma noi ve lo avevamo detto in tempi non sospetti!”), quando poi magari quell’evento non si rivelerà altro che una breve parentesi di una stagione che invece sarà più calda del normale e che quindi risentirà poco o nulla di quella parentesi più fredda, tanto da non modificare il segnale dominante.
Seconda frase fatta: «Sarà l’inverno più freddo degli ultimi tot anni».
Parlare in questi termini significa classificare la stagione prima del tempo, cioè basandosi sul nulla! Di solito, per stabilire un primato (un record), si effettuano delle misure (in questo caso di temperatura), si procede alla loro validazione, si usa la statistica per dare peso al segnale termico e poi, facendo un confronto con i dati del passato, si procede a classificare la stagione che andrà così a occupare un determinato posto nell’albo. Al di là dell’infondatezza di una “previsione” simile, c’è quindi anche un errore di prassi nel diffondere questa previsione perché la classificazione di un evento o di una stagione può essere fatta solo dopo che l’evento o la stagione hanno fatto il loro corso.
Terza frase fatta: «Tra dicembre e gennaio sarà la volta dell’Anticiclone russo… et similia».
Parlare in questi termini significa semplicemente fare una previsione meteorologica che tende all’infinito. Significa cioè tradire i limiti della predicibilità atmosferica secondo cui la finestra temporale accettabile per esprimere una linea di tendenza sensata va dal terzo al settimo giorno.
RICORDIAMOCI BENE – La previsione stagionale più sensata è quella meno dettagliata sulla scala spaziale e su quella temporale; è quella che senza troppe pretese si limita a evidenziare, sul continente, solo le aree in cui potrebbe essere più caldo o più freddo della norma e le aree in cui potrebbe essere più piovoso o siccitoso della norma. La previsione stagionale più sensata è quella che, soprattutto, è accompagnata da un grado in incertezza.
Andrea Corigliano
https://www.facebook.com/andreacoriglianometeo/?fref=nf
L’autunno deve ancora mostrare il suo volto e già si pensa a come potrebbe essere il prossimo inverno. È la prassi dell’informazione che corre e che scorre sul web, pronta anche quest’anno a lasciare di stucco gli ignari lettori che cadranno ancora una volta nella rete e che crederanno ciecamente a quanto verrà loro propinato: basterà infatti parlare di inverno “gelido” e “nevoso” in arrivo per fare incetta di letture e di pubblicità, fregandosene del fatto che il mondo scientifico si mantiene a debita distanza da questo tipo di proclami che non hanno nulla a che vedere con la corretta informazione meteorologica. Non è mia intenzione discutere la previsione in sé parlando dell’attendibilità che hanno sul tempo europeo e del Mediterraneo le anomalie della circolazione atmosferica nelle varie parti del pianeta, sintetizzate in sigle peraltro sconosciute ai più: questa volta, per provare a essere più convincente nella comprensione di come questo “canto delle sirene” riesca ad incantare il lettore, desidero analizzare le solite frasi fatte che si leggono ogni anno facendo leva sugli errori di fondo che sono commessi.
Prima frase fatta: «Ci aspetta un inverno gelido e nevoso».
Parlare in questi termini significa affermare che la condizione meteorologica media di tutta la stagione, cioè il segnale dominante imposto dalla dinamica atmosferica, sarà caratterizzata da freddo intenso e da neve: si tratta di una situazione davvero particolare per l’Italia perché presuppone l’alternanza di due particolari fasi atmosferiche, la prima governata dai flussi da nord (che portano il freddo o il gelo) a cui poi va a sovrapporsi la seconda, cioè il mite e umido respiro atlantico (che porta la neve). Presuppone cioè che questa alternanza di fasi sia frequente nel corso dei tre mesi, come dire che durante la stagione sarebbero solo questi i due tipi di circolazioni che si dovrebbero susseguire alle nostre latitudini. Cari amici, è inutile negare che questo è proprio un bel trucco, perché se per puro caso questo meccanismo dovesse capitare anche una sola volta nel corso dei 90 giorni (siamo in inverno e quindi non sarebbe poi tanto strana un’irruzione fredda seguita a ruota da una perturbazione atlantica), allora quell’evento servirà a dimostrare che la previsione stagionale è stata azzeccata (magari con un… “ma noi ve lo avevamo detto in tempi non sospetti!”), quando poi magari quell’evento non si rivelerà altro che una breve parentesi di una stagione che invece sarà più calda del normale e che quindi risentirà poco o nulla di quella parentesi più fredda, tanto da non modificare il segnale dominante.
Seconda frase fatta: «Sarà l’inverno più freddo degli ultimi tot anni».
Parlare in questi termini significa classificare la stagione prima del tempo, cioè basandosi sul nulla! Di solito, per stabilire un primato (un record), si effettuano delle misure (in questo caso di temperatura), si procede alla loro validazione, si usa la statistica per dare peso al segnale termico e poi, facendo un confronto con i dati del passato, si procede a classificare la stagione che andrà così a occupare un determinato posto nell’albo. Al di là dell’infondatezza di una “previsione” simile, c’è quindi anche un errore di prassi nel diffondere questa previsione perché la classificazione di un evento o di una stagione può essere fatta solo dopo che l’evento o la stagione hanno fatto il loro corso.
Terza frase fatta: «Tra dicembre e gennaio sarà la volta dell’Anticiclone russo… et similia».
Parlare in questi termini significa semplicemente fare una previsione meteorologica che tende all’infinito. Significa cioè tradire i limiti della predicibilità atmosferica secondo cui la finestra temporale accettabile per esprimere una linea di tendenza sensata va dal terzo al settimo giorno.
RICORDIAMOCI BENE – La previsione stagionale più sensata è quella meno dettagliata sulla scala spaziale e su quella temporale; è quella che senza troppe pretese si limita a evidenziare, sul continente, solo le aree in cui potrebbe essere più caldo o più freddo della norma e le aree in cui potrebbe essere più piovoso o siccitoso della norma. La previsione stagionale più sensata è quella che, soprattutto, è accompagnata da un grado in incertezza.
Andrea Corigliano
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Gelo siciliano
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gemi65
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L'avevo già letto perchè era stato già postato. Che dire quoto al 100% e il discorso vale per tutte le stagionali anche quelle estive come insegna il bluff di reading di quest'estate.Darkangel ha scritto:L GRANDE BLUFF DELLE PREVISIONI INVERNALI.
L’autunno deve ancora mostrare il suo volto e già si pensa a come potrebbe essere il prossimo inverno. È la prassi dell’informazione che corre e che scorre sul web, pronta anche quest’anno a lasciare di stucco gli ignari lettori che cadranno ancora una volta nella rete e che crederanno ciecamente a quanto verrà loro propinato: basterà infatti parlare di inverno “gelido” e “nevoso” in arrivo per fare incetta di letture e di pubblicità, fregandosene del fatto che il mondo scientifico si mantiene a debita distanza da questo tipo di proclami che non hanno nulla a che vedere con la corretta informazione meteorologica. Non è mia intenzione discutere la previsione in sé parlando dell’attendibilità che hanno sul tempo europeo e del Mediterraneo le anomalie della circolazione atmosferica nelle varie parti del pianeta, sintetizzate in sigle peraltro sconosciute ai più: questa volta, per provare a essere più convincente nella comprensione di come questo “canto delle sirene” riesca ad incantare il lettore, desidero analizzare le solite frasi fatte che si leggono ogni anno facendo leva sugli errori di fondo che sono commessi.
Prima frase fatta: «Ci aspetta un inverno gelido e nevoso».
Parlare in questi termini significa affermare che la condizione meteorologica media di tutta la stagione, cioè il segnale dominante imposto dalla dinamica atmosferica, sarà caratterizzata da freddo intenso e da neve: si tratta di una situazione davvero particolare per l’Italia perché presuppone l’alternanza di due particolari fasi atmosferiche, la prima governata dai flussi da nord (che portano il freddo o il gelo) a cui poi va a sovrapporsi la seconda, cioè il mite e umido respiro atlantico (che porta la neve). Presuppone cioè che questa alternanza di fasi sia frequente nel corso dei tre mesi, come dire che durante la stagione sarebbero solo questi i due tipi di circolazioni che si dovrebbero susseguire alle nostre latitudini. Cari amici, è inutile negare che questo è proprio un bel trucco, perché se per puro caso questo meccanismo dovesse capitare anche una sola volta nel corso dei 90 giorni (siamo in inverno e quindi non sarebbe poi tanto strana un’irruzione fredda seguita a ruota da una perturbazione atlantica), allora quell’evento servirà a dimostrare che la previsione stagionale è stata azzeccata (magari con un… “ma noi ve lo avevamo detto in tempi non sospetti!”), quando poi magari quell’evento non si rivelerà altro che una breve parentesi di una stagione che invece sarà più calda del normale e che quindi risentirà poco o nulla di quella parentesi più fredda, tanto da non modificare il segnale dominante.
Seconda frase fatta: «Sarà l’inverno più freddo degli ultimi tot anni».
Parlare in questi termini significa classificare la stagione prima del tempo, cioè basandosi sul nulla! Di solito, per stabilire un primato (un record), si effettuano delle misure (in questo caso di temperatura), si procede alla loro validazione, si usa la statistica per dare peso al segnale termico e poi, facendo un confronto con i dati del passato, si procede a classificare la stagione che andrà così a occupare un determinato posto nell’albo. Al di là dell’infondatezza di una “previsione” simile, c’è quindi anche un errore di prassi nel diffondere questa previsione perché la classificazione di un evento o di una stagione può essere fatta solo dopo che l’evento o la stagione hanno fatto il loro corso.
Terza frase fatta: «Tra dicembre e gennaio sarà la volta dell’Anticiclone russo… et similia».
Parlare in questi termini significa semplicemente fare una previsione meteorologica che tende all’infinito. Significa cioè tradire i limiti della predicibilità atmosferica secondo cui la finestra temporale accettabile per esprimere una linea di tendenza sensata va dal terzo al settimo giorno.
RICORDIAMOCI BENE – La previsione stagionale più sensata è quella meno dettagliata sulla scala spaziale e su quella temporale; è quella che senza troppe pretese si limita a evidenziare, sul continente, solo le aree in cui potrebbe essere più caldo o più freddo della norma e le aree in cui potrebbe essere più piovoso o siccitoso della norma. La previsione stagionale più sensata è quella che, soprattutto, è accompagnata da un grado in incertezza.
Andrea Corigliano
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Carmelo CTN
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- Iscritto il: gio ago 11, 2016 11:41 am
- Località: CATANIA
Buongiorno a te e benvenuto... siamo conterranei e ricordo benissimo la tromba d'aria avutasi nel novembre 2014, penso di avere ancora dei filmati postati da un amico mio che sta in zona, sono stati attimi di una violenza (in termini atmosferici) inaudita senza ombra di dubbioGelo siciliano ha scritto:Buongiorno a tutti...sono un nuovo arrivato leggo da molto i vostri discordi che ritengo molto sensate...io sono di Acireale una città Siciliana di 52 mila abitanti in provincia di Catania credo che in questi ultimi anni ne avrete sicuramente sentito parlare anche qui su meteoLive visto che la mia città è stata colpita da 1 tromba d'aria e lo scorso anno da 1 nubifragio record con oltre 200 mm di pioggia...purtroppo l'Etna molte volte gioca brutti scherzi nella mia zona dal punto di vista climatico...
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Gelo siciliano
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- Iscritto il: ven set 30, 2016 8:33 am
- Località: Acireale
Riguardo l'irruzione da est della prossima settimana credo che il versante adriatico e in parte il meridione possano essere le zone più colpite...la Sicilia verrà interessata a tratti ma soprattutto il nord sicilia potrebbe ricevere forti temporali marittimi...qst il mio personale pensiero...voi cosa ne pensate...
eRA PROPRIO UNA TROMBA D 'ARIA O UN DOWNBURST?Gelo siciliano ha scritto:Riguardo l'irruzione da est della prossima settimana credo che il versante adriatico e in parte il meridione possano essere le zone più colpite...la Sicilia verrà interessata a tratti ma soprattutto il nord sicilia potrebbe ricevere forti temporali marittimi...qst il mio personale pensiero...voi cosa ne pensate...
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Gelo siciliano
- Messaggi: 1653
- Iscritto il: ven set 30, 2016 8:33 am
- Località: Acireale
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BrixiaFidelis
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- Iscritto il: lun lug 20, 2015 3:33 pm
- Località: Brescia
Vi ricordate i miei post con le carte 'spread'
(grado di attendibilità carte GFS)?
https://www.meteolive.it/news/In-primo- ... it-/55042/
Vi lascio leggere il risultato finale (morale).......
Ma aggiungo altro: le carte 'probability forecast' delle stagionali,
come la seguente...ad esempio OTTOBRE..:

che rappresenta la % di probabilità che 'avvenga' quanto
riporta la carta relativa (rif. NMME, multimodel):

L'Italia ha un 50-60%.......o sbaglio?
Comunque sia, va da se che alle carte ufficiali si affiancano
i...'correttori', a cui forse dare una 'sbirciatina' non sarebbe male.
Lo sapete da dove derivano le mie percentuali che talvolta
utilizzo per dare un senso, pur numerico, alle mie elucubrazioni?
Da certe sbirciate...

(grado di attendibilità carte GFS)?
https://www.meteolive.it/news/In-primo- ... it-/55042/
Vi lascio leggere il risultato finale (morale).......
Ma aggiungo altro: le carte 'probability forecast' delle stagionali,
come la seguente...ad esempio OTTOBRE..:

che rappresenta la % di probabilità che 'avvenga' quanto
riporta la carta relativa (rif. NMME, multimodel):

L'Italia ha un 50-60%.......o sbaglio?
Comunque sia, va da se che alle carte ufficiali si affiancano
i...'correttori', a cui forse dare una 'sbirciatina' non sarebbe male.
Lo sapete da dove derivano le mie percentuali che talvolta
utilizzo per dare un senso, pur numerico, alle mie elucubrazioni?
Da certe sbirciate...