Credo circolazioni locali che con l'azzorriano inibiscono le nubi e con l'africano no. Ma parlo da totale ignorante!Marco92 ha scritto:Per quanto riguarda la mia zona ho notato che nel periodo dal 2000 al 2013 la frequenza delle nevicate è stata molto superiore rispetto a quella dei decenni precedenti anni '70 compresi.
Sono stati gli ultimi 3 inverni ad essere disastrosi con temperature da aprile a volte.
E comunque ho notato che nella mia zona in inverno è molto peggio l'azzorriano dell'africano, con il quale possiamo beneficiare di nubi marittime che contengono le massime.
Qualcuno sa spiegare il motivo?
Una riflessione nevosa... se vogliamo anche incoraggiante.
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- franconeve
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- franconeve
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Intanto ringrazio di cuore TUTTI gli amici che hanno detto la loro opinione su questo thread. Mi pare che alcuni commenti, soprattutto quelli di Ulisse, Giamo etc... avvalorino la mia tesi dell’isola di calore urbana che, essendo limitata in larghezza e anche in altezza, pur innalzando i termometri non riesce a snaturare la precipitazione nevosa ma al massimo ne rende difficoltoso l’attecchimento.manu73 ha scritto:Quei 2-3 gradi sono alterazione termica in modo costante e sempre più diffusa e allargata...(non solo nei centri città ma oramai ampiamente diffusi...)
Indipendentemente da un peggioramento piovoso o nevoso quei 2-3 gradi di alterazione negano qualsiasi manifestazione invernale per gran parte della stagione...ciao brina, ciao ghiaccio, ciao galaverna etc etc...insomma molto spesso in pianura padana e dintorni CIAO INVERNO
Poi faccio notare ad alcuni amici che io qui parlo di nevicate da addolcimento, non da irruzione fredda o temporalesca, con quelle si sa che può nevicare anche a 6 – 8 °C, ma per fenomeni completamente diversi da quello su cui io qua ragiono. Nell’aprile 2016 è nevicato 15 minuti con +8 °C a Mestre, e nell’aprile 1973 nevicò forte per mezz’ora durante un temporale con +9 °C! Era neve, no grandine, senza alcun dubbio, falde grosse, candide e bagnate! Quindi non parlo di fenomeni come quelli cui si riferisce l’amico Terremoto.
Per Manu73... su con la vita amico mio! Con configurazioni come quelle degli ultimi inverni non avremmo avuto neve, ghiaccio e brina neppure nella PEG! La mia riflessione sul gap di 2 o 3 °C in città rispetto al passato è proprio una bordata di ottimismo, non di pessimismo in proiezione futura. Significa, se è corretto, che la nostra percezione del pur indubbio GW è spesso amplificata dall’effimera isola di calore urbana: tanto che quando nevica in campagna, con 2 o 3 °C di meno, nevica anche in città... magari non attecchisce subito, ma nevica!
Caro franco,
intanto ti ringrazio per la citazione.
Va da sé che questa discussione è
una possibiltà per tutti noi
per dare il giusto valore
agli interventi umani sui territori locali.
Il vero problema è capire se tale influenza antropica limitata sia allargabile a livello globale.
Ovvero riscaldamento.
E anche in quale misura.
Ancora oggi per me non esiste risposta sicura.
E con questo td hai di nuovo aperto verso il grande dubbio.
Con immutata stima.
Renzo
intanto ti ringrazio per la citazione.
Va da sé che questa discussione è
una possibiltà per tutti noi
per dare il giusto valore
agli interventi umani sui territori locali.
Il vero problema è capire se tale influenza antropica limitata sia allargabile a livello globale.
Ovvero riscaldamento.
E anche in quale misura.
Ancora oggi per me non esiste risposta sicura.
E con questo td hai di nuovo aperto verso il grande dubbio.
Con immutata stima.
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Estremo Nordest
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Ciao franco!!posso parlare della mia zona,TI ASSICURO che qua piove anche con 0° e capitato non di rado!!!VEDER pioggia con +1° scaricando 25 mm!!!franconeve ha scritto:Nessuno che dice la sua?
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Estremo Nordest
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franconeve ha scritto:Intanto ringrazio di cuore TUTTI gli amici che hanno detto la loro opinione su questo thread. Mi pare che alcuni commenti, soprattutto quelli di Ulisse, Giamo etc... avvalorino la mia tesi dell’isola di calore urbana che, essendo limitata in larghezza e anche in altezza, pur innalzando i termometri non riesce a snaturare la precipitazione nevosa ma al massimo ne rende difficoltoso l’attecchimento.manu73 ha scritto:Quei 2-3 gradi sono alterazione termica in modo costante e sempre più diffusa e allargata...(non solo nei centri città ma oramai ampiamente diffusi...)
Indipendentemente da un peggioramento piovoso o nevoso quei 2-3 gradi di alterazione negano qualsiasi manifestazione invernale per gran parte della stagione...ciao brina, ciao ghiaccio, ciao galaverna etc etc...insomma molto spesso in pianura padana e dintorni CIAO INVERNO
Poi faccio notare ad alcuni amici che io qui parlo di nevicate da addolcimento, non da irruzione fredda o temporalesca, con quelle si sa che può nevicare anche a 6 – 8 °C, ma per fenomeni completamente diversi da quello su cui io qua ragiono. Nell’aprile 2016 è nevicato 15 minuti con +8 °C a Mestre, e nell’aprile 1973 nevicò forte per mezz’ora durante un temporale con +9 °C! Era neve, no grandine, senza alcun dubbio, falde grosse, candide e bagnate! Quindi non parlo di fenomeni come quelli cui si riferisce l’amico Terremoto.
Per Manu73... su con la vita amico mio! Con configurazioni come quelle degli ultimi inverni non avremmo avuto neve, ghiaccio e brina neppure nella PEG!
La mia riflessione sul gap di 2 o 3 °C in città rispetto al passato è proprio una bordata di ottimismo, non di pessimismo in proiezione futura. Significa, se è corretto, che la nostra percezione del pur indubbio GW è spesso amplificata dall’effimera isola di calore urbana: tanto che quando nevica in campagna, con 2 o 3 °C di meno, nevica anche in città... magari non attecchisce subito, ma nevica!
Ciao franco!!!+8° +9°,Ma in quota temperature molto basse e precipitazione forte possono darti questi effetti.
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Magari questo aneddoto non è troppo inerente al thread ma visto che hai tirato fuori il discorso ricordo un paio di anni fa verso la fine di marzo mi trovavo a 600m s.l.m in un paesino sotto il brenta e la temperatura esterna (termometro all'ombra) era di 14 gradi. Ad un certo punto inizia a nevicare. Neve portata dalla tempesta che stava imperversando a 3000 metri, per carità, ma il fatto che a 14 gradi scendessero fiocchi asciutti (no acqua neve, graupel etc) mi lascio un po' sbalordito. La temperatura in mezz'ora scese di quasi 10 gradi e appena sotto i 1000 metri si formarono accumuli anche abbastanza consistentifranconeve ha scritto: Poi faccio notare ad alcuni amici che io qui parlo di nevicate da addolcimento, non da irruzione fredda o temporalesca, con quelle si sa che può nevicare anche a 6 – 8 °C, ma per fenomeni completamente diversi da quello su cui io qua ragiono. Nell’aprile 2016 è nevicato 15 minuti con +8 °C a Mestre, e nell’aprile 1973 nevicò forte per mezz’ora durante un temporale con +9 °C! Era neve, no grandine, senza alcun dubbio, falde grosse, candide e bagnate!
Mi scuso un po' per l'OT ma mi sembrava carino condividere con voi questa esperienza
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BrixiaFidelis
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qua da me non ho mai visto, oltre i +1/2°C acqua... sarebbe anche interessante avere il contributo di qualcuno che ha vissuto delle esperienze fuori dalle città (isola di calore), in modo da vedere ad es. se in uno sperduto paesino di pianura nevica a +3 oppure piove (ovviamente con le premesse fatte da Franco, inizio nevicata, da addolcimento nord-ovest etc.)
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Lupo Silano
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neve_a_roma
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Dipende principalmente dal dewpoint(punto di rugiada) che indica quanto la colonna d'aria sia secca e perciò favorevole a nevicate con temperature positive. È chiaro che con l'aumentare dell'umidità il dewpoint sale rapidamente e se non c'è un abbassamento di temperatura una precipitazione inizialmente nevosa diventa liquida(ragionando sempre su temperature positive). Nel caso in cui invece la temperatura è intorno allo zero o poco al di sotto ma il dewpoint è positivo,avremo manifestazione di gelicidio ovvero pioggia che gela al suolo ed è una situazione frequente soprattutto nel nord-ovest quando,dopo una nevicata da addolcimento,l'aria più calda comincia a propagarsi dall'alto mentre al suolo persiste un cuscinetto di aria fredda che verrà eroso successivamente.Lupo Silano ha scritto:molto dipende dal tipo di aria (artica, continentale, ecc. ), dall'intensità delle precipitazioni, dal periodo dell'anno, dal microclima, da altre variabili.. i più esperti sapranno specificare nel dettaglio...
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Lupo Silano
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infatti, anche l'omogeneità della temperatura nella colonna d'aria ha i suoi effettineve_a_roma ha scritto:Dipende principalmente dal dewpoint(punto di rugiada) che indica quanto la colonna d'aria sia secca e perciò favorevole a nevicate con temperature positive. È chiaro che con l'aumentare dell'umidità il dewpoint sale rapidamente e se non c'è un abbassamento di temperatura una precipitazione inizialmente nevosa diventa liquida(ragionando sempre su temperature positive). Nel caso in cui invece la temperatura è intorno allo zero o poco al di sotto ma il dewpoint è positivo,avremo manifestazione di gelicidio ovvero pioggia che gela al suolo ed è una situazione frequente soprattutto nel nord-ovest quando,dopo una nevicata da addolcimento,l'aria più calda comincia a propagarsi dall'alto mentre al suolo persiste un cuscinetto di aria fredda che verrà eroso successivamente.Lupo Silano ha scritto:molto dipende dal tipo di aria (artica, continentale, ecc. ), dall'intensità delle precipitazioni, dal periodo dell'anno, dal microclima, da altre variabili.. i più esperti sapranno specificare nel dettaglio...