le isole di calore e la distorsione delle medie di una volta

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occhiobarico
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Re: le isole di calore etc.

Messaggio da occhiobarico »

erboss ha scritto:Buongiorno Rik
tra l'altro sembra che la stazione del Collegio Romano sia stata addirittura dismessa.
Anche se non si trovano notizie certe c'è un articolo di qualche mese fa che lascerebbe pochi dubbi:
http://roma.corriere.it/notizie/cronaca ... 6274.shtml

Effettivamente il sito non c'è più e online è possibile trovare le rilevazioni fino al 2015.
Si, sede storica dismessa da tempo...
freddopungente
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Re: le isole di calore etc.

Messaggio da freddopungente »

rik5 ha scritto:Buongiorno.Argomento estremamente interessante.Per principio non volevo intervenire(avrei qualche impegnuccio d'altro genere),ma insomma la passione prevale e viste le "firme",oltre il meritevole proponente (insomma Erboss e Hurricane non sono gli ultimi arrivati) eccomi qua. Innanzi tutto ringrazio Hurricane che ci da lumi sul concetto di "omogeneizzazione" che confesso mi e' alquanto oscuro.Un po' di inglese lo so e mi andro' a leggere appena posso la bibliografia fornita da H. Io vivo a Roma e mi sono sempre posto il problema della isola di calore che nella capitale e' d tanti anni sempre piu' invasivo.Nelle valutazioni del clima di Roma vi sono alcuni punti di influenza (specie sulle temperature) di particolare peso e ne elenco quelli che secondo me sono i piu' rilevanti: 1.l'ubicazione "geografica" della stazione meteo.Senza farla troppo lunga ,quando una citta' si estende per oltre 30 km. dal mare di riferimento (ovviamente il Tirreno),e' del tutto normale che si vada ad impattare su situazioni climatiche locali alquanto differenziate. 2.Effetto "serra".Ormai e' scientificamente provato,ma quanto localmente "pesi" o possa "pesare",e' tutto da verificare. 3.Rispetto delle normative internazionali di rilevazione (OMM) o sue "deviazioni". 4.Isola di calore e sua valutazione in sede locale. Mi sembra che almeno per Roma il piu' sia qui ricompreso. Sui primi tre punti molto si e' scritto,ma la confusione per quanto concerne Roma (come assai giustamente rileva Erboss) e' massima. Se ne puo',anzi se ne dovrebbe parlare di piu' a livello tecnico,perche' per la Capitale siamo giunti a livelli quasi di entropia catastrofica.ISOLA di CALORE. Il punto di riferimento ineludibile per Roma e' il COLLEGIO ROMANO,cxioe' un osservatorio meteo tra i piu' antichi (l'inizio risale alla seconda meta' del 700).Ora il problema della misurazine delle variazioni di temperatura dipendenti da variazioni climaiche,cambiamenti tecnici della strujentazione o semplce misura dell'incemento dell'isola di clalore e' tecnicamente di misurazione assai ardua. Per ora mi fermo,saluto e rinvio il seguito.
ciao rik5 grazie a te e a tutti gli utenti che contribuiscono allo sviluppo di questo interessante argomento,da quanto ho capito leggendo i vari interventi,le medie vengono calcolate tendendo già conto dell'isola di calore romana (parlo di roma per fare l'esempio)
quindi per capire se veramente queste temperature che si registrano all'interno dell'isola di calore sono dovute all'espansione della città che con il suo cemento e asfalto intrappola più caldo e non sono dovute ad un riscaldamento più generalizzato,si potrebbero confrontare le temperature medie del collegio romano che vanno dal 1950 al 1980 con le temperature medie dello stesso periodo di un qualsiasi paesotto appena fuori roma (quindi esule da isola di calore anche quest'oggi) e poi facendo lo stesso con la media 71-2000
rik5
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le isole di calore etc.

Messaggio da rik5 »

Buonasera. Le prime volte che mi interessai all'argomento fu veramente il caso che mi ci porto'.Mi spiego,come possiamo leggere,la questione interessa in maniera estensiva un po' tutti,ma in particolare intervengono lettori di Roma e credo che cio' dipenda dal fatto che mai come nel caso della Capitale conoscere le temperature che fanno in citta' e' difficile per i motivi che piu' volte molti di noi hanno segnalato(ampiezza dell'area di riferimento per prima).Tentando di approfondire un pochino la materia,sono apparsi evidenti almeno altre due cause,vale a dire la strumentazione e il metodo di rilevazione da una parte e l'effetto isola di calore dall'altra.Ed eccoci nel bel mezzo della discussione: come valutare tecnicamente l'effetto isola di calore. Freddo pungente suggerisce la strada di creare due campioni simili,uno esente da influenze determinate da isole di calore di prossimita',il secondo misurato proprio con i suoi "vizi di origine",raffrontando alla fine i risultati:metodo ingegnoso,ma direi di assai difficile omologazione e misurazione,nonche' alla fine della storia non estensibile ad altri casi (o solo con grande difficolta'.) Io ne so qualcosa,quando tentai di riproporre l'omologazione del -9 registrato a Roma Urbe la notte tra il 4 e il 5 febbraio 2012,richiamandomi a quanto fu registrato nella stessa notte presso l'osservatorio denominato "Fiano Romano",ma in effetti posto quasi all'imbocco della stazione di Roma Nord dell'autosole,che registro' in assoluta correttezza -10 ed era (ed e') tuttora posta quasi all'ingresso della porta d'ingresso all'Autosole denominata per l'appunto Roma nord. Osservazioni empiriche,da me compiute ripetutamente,mi hanno portato al convincimento che la perdita' della qualita' di "isola di calore" da parte di una qualsiasi localita',non sia poi una cosa tanto difficile,almeno fino al punto che sarebbero sufficienti poche centinaia di metri, trattati a verde (vegetale e vero) per annullare quasi totalmente posizioni lese da isole di calore autentico. Proporrei se possibile d iniziare a verificare le verita' di questo assunto. La pianto qui per il momento. Devo precisare per quanto concerne il Collegio Romano che quest'ultimo a me risulterebbe ancora attivo.Se interessati,potrete sincerarvene interrogando con un qualsiasi terminale la Posizione "Collegio Romano" in corrispondenza dell'URL "ufficio idrografico Lazio" ,gestito (devo dire egregiamente) per l'appunto dalla regione Lazio.Buona notte
robert
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Messaggio da robert »

The IPCC finds that the Urban Heat Island effect is significant ,

according to the IPCC's calculations , the effect could account for up + 0,12 degrees Celsius of the twentieth century temperature rise , one fifth of the total observed.
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Gorky Park
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Messaggio da Gorky Park »

robert ha scritto:The IPCC finds that the Urban Heat Island effect is significant ,

according to the IPCC's calculations , the effect could account for up + 0,12 degrees Celsius of the twentieth century temperature rise , one fifth of the total observed.
Addirittura lo 0,12 al livello planetario? Veramente tanto!!!
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the hurricane
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Messaggio da the hurricane »

robert ha scritto:The IPCC finds that the Urban Heat Island effect is significant ,

according to the IPCC's calculations , the effect could account for up + 0,12 degrees Celsius of the twentieth century temperature rise , one fifth of the total observed.
beh leggendo il rapporto dell' IPCC non c' è scritto proprio quello, in realtà c' è scritto che secondo diversi studi solo lo 0,06°C sono imputabili all' urbanizzazione per il riscaldamento avvenuto tra il 1900 e il 2000.
Lo 0,12 viene fuori considerando le due deviazioni standard, ma quello è un valore abbastanza estremo, probabilmente l' effetto reale è minore.

"Clearly, the urban heat island effect is a real climate change in urban areas, but is not representative of larger areas. Extensive tests have shown that the urban heat island effects are no more than about 0.05°C up to 1990 in the global temperature records used in this chapter to depict climate change. Thus we have assumed an uncertainty of zero in global land-surface air temperature in 1900 due to urbanisation, linearly increasing to 0.06°C (two standard deviations 0.12°C) in 2000."
Lupo Silano
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Messaggio da Lupo Silano »

rik5
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Isole di calore e distorsione...

Messaggio da rik5 »

Buongiorno a tutti.Vorrei riprendere l'argomento "isole di calore" che mi sembra meriti un po' piu' di attenzione. Mi sono andato a leggere qualcosa sulla "omogeneizzazione" dei dati (argomento proposto da Hurricane che ringrazio) e ovviamente devo solo prenderne atto,con un piccolo distinguo.E cioe' che una cosa sono gli studi,soprattutto quelli tendenti a formare classificazioni e/o analisi d'assieme e ben altra cosa valutazioni "de facto" su singoli casi da analizzare. Cerco di spiegarmi: nel caso di studi e analisi di sistema si va alla ricerca per lo piu' di eventuali fattori di influenza,si cerca di valutarne cause ed effetti su ampia scala e nel caso si propongono correttivi.Almeno a "spannometro" cosi' direi. Ben diverso e' il caso di singole "perdite" di valori standard,con salti ad esempio per le temperature,di molti gradi in brevi spazi e successive analisi spesso alquanto incaute di evento dovuto ad "isola di calore". Entro nello specifico e mi scuso in partenza.CASO 1) realmente avvenuto nella zona di Roma circa un anno fa da me segnalato nel FORUM: -nello stesso giorno e nella stessa ora segnalato un vistoso salto di temperature in ora notturna tra Fiumicino aer.(+ 11,0 gradi) e Roma Urbe(0,0 gradi),da alcuni riferito ad effetto "isola di calore),in realta' provocato dalla presenza sia pure in pochi km. di due masse d'aria con caratteristiche diverse. Sarebbe il caso che almeno uno tra i tanti predittori di scienze meteo lo spiegasse,perche' spesso le isole di calore. c'entrano ben poco. Buona giornata.
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