Non c'è ancora!Lupo Silano ha scritto:hai ragione burian, come vedi l'ho modificato. nel primo messaggio non si era incollato il pezzo...
1° Aprile 2016: giornata dei record
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
- Burian2012
- *Forumista TOP*
- Messaggi: 9040
- Iscritto il: gio mar 08, 2012 3:44 pm
- Località: Melfi
-
Lupo Silano
- Forumista senior
- Messaggi: 7793
- Iscritto il: gio gen 14, 2016 6:37 pm
- Località: cosenza, 250 mt
Lupo Silano ha scritto:ecco una parziale risposta alla domanda. fonte meteoliveBurian2012 ha scritto:Per ondata di freddo si intende freddi c'eri e proprio invernale e sia chiaro non di gelo.the hurricane ha scritto: Dipende cosa intendi con ondata di freddo![]()
Comunque il 6-7 maggio del 1957 ci fu una bella discesa artica con temperature piu invernali che primaverili e nevicate a quote molto basse :wi
Ad ogni modo Aprile è stato da sempre statisticamente recidivo ad un'ondata di freddo di pochi giorni come Novembre è stato statisticamente recidivo alle ondate precoci di freddo in terza decade specie.
Maggio è un altro discorso troppo distante dalla stagione invernale.
APRILE. Ennesima nevicata sul Colosseo, questa volta il 6 aprile del 1864. Nella stessa data, nel 1929, in Ancona "pestavano" ancora neve, non fosse bastata quella caduta durante il terribile inverno precedente. Qualche anno fa, nel 1994, ai primi di aprile i toscani dovettero togliere i cappotti già riposti in naftalina dopo il bellissimo marzo. Sull'Appennino e sulle colline dei Medici la neve tornò a cadere il 3, 5, 8, 9 e 10 aprile. Ancora più invernale fu però l'aprile del 1973, con meno 3° a Firenze a metà mese, neve a Bologna il 20 e nevischio a Roma il 21. Qualche anno dopo, nel 1977, gli annali statistici riportano ripetute nevicate nella prima decade di aprile a quote relativamente basse: 2 volte a Volterra (Pisa), 2 a Frontone (Pesaro) e ben 5 a Campobasso. Ma per il capoluogo del Molise, abituato alla neve primaverile, la nevicata record fu quella del 15 aprile di sei anni fa, la vigilia di Pasqua del '95: in un botta sola 50 centimetri! I ritorni di freddo per la metà di aprile sono davvero ricorrenti. Antiche memorie ci parlano di abbondanti nevicate a Parma il 14 aprile del 1269. Anche l'ultima parte di aprile, se ha voglia di farlo, non scherza con il freddo. Il 24 aprile del 1855 a Modena fu ricordato per una tardiva nevicata. La Dama bianca fece la sua apparizione anche nel freddo aprile 1980. Ventuno anni fa la bora sconvolse Trieste il giorno 20, con nevischio e 4° di massima. Nello stesso giorno, ironia della sorte, ad Aosta il favonio faceva impennare i termometri fino a 20°. Il 21 il fronte d'irruzione d'aria fredda raggiunse il centro-sud, imbiancando Perugia e tutte le colline toscane, laziali e marchigiane. Molto simili a questo furono gli eventi del 18 aprile 1991 e del 21-22 aprile 1997, dopo una gelata a metà mese che devastò le colture su molte regioni.
MAGGIO Le cronache del 5 maggio 1888 si soffermano sulle brinate e la neve in collina che cadde nel Modenese. Ma è del 6 maggio 1967 il record italiano del freddo in questo mese: - 22,4° a Pian Rosà, quota 3.500 sotto il Cervino. Valori certamente più contenuti, ma non male per località di pianura, si registrarono 10 anni prima: il 7 maggio 1957 a Milano Malpensa si toccarono i meno 0,8°, Firenze si fermò a +1°. Sembra precisa la cronaca dell'8 marzo 1740 (ancora "piccola era glaciale") a Catanzaro, investita da una tempesta di "gragnola", mentre sulle montagne intorno cadeva molta neve. Restando in Calabria, la montagnosa regione del Sud venne imbiancata quasi fino al mare da un'abbondante e storica nevicata il 12 maggio del 1755. Nel 18° secolo le stagioni estive erano così brevi e fresche che in molti anni il grano non riusciva a maturare. Il 21 maggio del 1894 toccò all'Appennino tosco-emiliano imbiancarsi in modo insolito. Testimonianze di nevicate improvvise a quote basse fra la fine di maggio e l'inizio di giugno, ci arrivano anche attraverso la memoria di eroiche tappe del giro d'Italia: senza andare sui tornanti dello Stelvio, ricordiamo corridori sofferenti e semi-congelati mentre attraversano gli Appennini nel 1980 e 1984.
GIUGNO La prima parte di giugno è un fioccare di aneddoti raggelanti. La neve scese il primo del mese a Bologna, nel 1491, raggiungendo "un piede di altezza" (non chiedetemi a quanto corrispondeva). In quell'anno incredibile, tre giorni dopo, toccò a Ferrara ammantarsi di bianco. Si esce dalla piccola glaciazione, ma troviamo ancora due solenni nevicate sull'Appennino emiliano, il 3 e 9 giugno 1884. Il 20 giugno del 1826 toccò all'Appennino toscano e alla Sila imbiancarsi in modo inusitato. Abetone imbiancato all'inizio dell'estate anche pochi anni fa: il 23 giugno del 1995. Un giorno che mi è rimasto impresso, perché a Prato si passò dai 30° del giorno prima a una massima di 14°, con una bufera di tramontana e 49 millimetri di pioggia.
LUGLIO E AGOSTO. Milano scese fino a 6° il primo luglio del 1953. L'anno successivo, il 9 luglio, ebbe il suo bravo record anche la stazione di Pian Rosà: - 13°. Non male, anche se siamo sotto il Cervino. Nei secoli di ghiaccio, la Lunigiana finì sotto la neve il 10 luglio 1756. Particolare fu l'improvvisa ondata di freddo che colpì l'Italia nel luglio del 1970. Fra il 16 e il 19 un'abbondante nevicata sorprese i vacanzieri sulle Dolomiti, fino a valle. Bolzano scese fino a 6°, ma anche Firenze battè il suo record di freddo estivo con appena 8° di minima. Il 18 luglio di quell'anno la tramontana sibilò fra i faraglioni di Capri, raggiungendo i 150 chilometri all'ora. Ed ecco l'evento che tanto ha fatto discutere: la nevicata del 5 agosto a Roma nell'anno 352. Una solenne cantonata presa da popolazioni ignoranti? Una comoda leggenda costruita ad hoc dai patrizi romani chissà per quali fini politici? Le cronache narrano che la neve cadde sul colle Esquilino. Quel secolo viene comunque descritto come particolarmente freddo. Era invece sicuramente grandine, ma tanta da imbiancare di ghiaccio alto fino a 30 centimetri strade e campi, quella che cadde nel 2001 a Prato proprio il 5 agosto. Vento fortissimo e 64 millimetri di pioggia fecero il resto, mentre il termometro scendeva fino a 11°. Una giornata infausta per i vigili del fuoco, ridotti nell'organico per le ferie estive, e sgradite sorprese per molti ignari pratesi: al loro rientro dalle vacanze trovarono case semi-allagate e giardini devastati.
- Burian2012
- *Forumista TOP*
- Messaggi: 9040
- Iscritto il: gio mar 08, 2012 3:44 pm
- Località: Melfi
Grazie Lupo Silano!Lupo Silano ha scritto:Lupo Silano ha scritto:ecco una parziale risposta alla domanda. fonte meteoliveBurian2012 ha scritto: Per ondata di freddo si intende freddi c'eri e proprio invernale e sia chiaro non di gelo.
Ad ogni modo Aprile è stato da sempre statisticamente recidivo ad un'ondata di freddo di pochi giorni come Novembre è stato statisticamente recidivo alle ondate precoci di freddo in terza decade specie.
Maggio è un altro discorso troppo distante dalla stagione invernale.
APRILE. Ennesima nevicata sul Colosseo, questa volta il 6 aprile del 1864. Nella stessa data, nel 1929, in Ancona "pestavano" ancora neve, non fosse bastata quella caduta durante il terribile inverno precedente. Qualche anno fa, nel 1994, ai primi di aprile i toscani dovettero togliere i cappotti già riposti in naftalina dopo il bellissimo marzo. Sull'Appennino e sulle colline dei Medici la neve tornò a cadere il 3, 5, 8, 9 e 10 aprile. Ancora più invernale fu però l'aprile del 1973, con meno 3° a Firenze a metà mese, neve a Bologna il 20 e nevischio a Roma il 21. Qualche anno dopo, nel 1977, gli annali statistici riportano ripetute nevicate nella prima decade di aprile a quote relativamente basse: 2 volte a Volterra (Pisa), 2 a Frontone (Pesaro) e ben 5 a Campobasso. Ma per il capoluogo del Molise, abituato alla neve primaverile, la nevicata record fu quella del 15 aprile di sei anni fa, la vigilia di Pasqua del '95: in un botta sola 50 centimetri! I ritorni di freddo per la metà di aprile sono davvero ricorrenti. Antiche memorie ci parlano di abbondanti nevicate a Parma il 14 aprile del 1269. Anche l'ultima parte di aprile, se ha voglia di farlo, non scherza con il freddo. Il 24 aprile del 1855 a Modena fu ricordato per una tardiva nevicata. La Dama bianca fece la sua apparizione anche nel freddo aprile 1980. Ventuno anni fa la bora sconvolse Trieste il giorno 20, con nevischio e 4° di massima. Nello stesso giorno, ironia della sorte, ad Aosta il favonio faceva impennare i termometri fino a 20°. Il 21 il fronte d'irruzione d'aria fredda raggiunse il centro-sud, imbiancando Perugia e tutte le colline toscane, laziali e marchigiane. Molto simili a questo furono gli eventi del 18 aprile 1991 e del 21-22 aprile 1997, dopo una gelata a metà mese che devastò le colture su molte regioni.
MAGGIO Le cronache del 5 maggio 1888 si soffermano sulle brinate e la neve in collina che cadde nel Modenese. Ma è del 6 maggio 1967 il record italiano del freddo in questo mese: - 22,4° a Pian Rosà, quota 3.500 sotto il Cervino. Valori certamente più contenuti, ma non male per località di pianura, si registrarono 10 anni prima: il 7 maggio 1957 a Milano Malpensa si toccarono i meno 0,8°, Firenze si fermò a +1°. Sembra precisa la cronaca dell'8 marzo 1740 (ancora "piccola era glaciale") a Catanzaro, investita da una tempesta di "gragnola", mentre sulle montagne intorno cadeva molta neve. Restando in Calabria, la montagnosa regione del Sud venne imbiancata quasi fino al mare da un'abbondante e storica nevicata il 12 maggio del 1755. Nel 18° secolo le stagioni estive erano così brevi e fresche che in molti anni il grano non riusciva a maturare. Il 21 maggio del 1894 toccò all'Appennino tosco-emiliano imbiancarsi in modo insolito. Testimonianze di nevicate improvvise a quote basse fra la fine di maggio e l'inizio di giugno, ci arrivano anche attraverso la memoria di eroiche tappe del giro d'Italia: senza andare sui tornanti dello Stelvio, ricordiamo corridori sofferenti e semi-congelati mentre attraversano gli Appennini nel 1980 e 1984.
GIUGNO La prima parte di giugno è un fioccare di aneddoti raggelanti. La neve scese il primo del mese a Bologna, nel 1491, raggiungendo "un piede di altezza" (non chiedetemi a quanto corrispondeva). In quell'anno incredibile, tre giorni dopo, toccò a Ferrara ammantarsi di bianco. Si esce dalla piccola glaciazione, ma troviamo ancora due solenni nevicate sull'Appennino emiliano, il 3 e 9 giugno 1884. Il 20 giugno del 1826 toccò all'Appennino toscano e alla Sila imbiancarsi in modo inusitato. Abetone imbiancato all'inizio dell'estate anche pochi anni fa: il 23 giugno del 1995. Un giorno che mi è rimasto impresso, perché a Prato si passò dai 30° del giorno prima a una massima di 14°, con una bufera di tramontana e 49 millimetri di pioggia.
LUGLIO E AGOSTO. Milano scese fino a 6° il primo luglio del 1953. L'anno successivo, il 9 luglio, ebbe il suo bravo record anche la stazione di Pian Rosà: - 13°. Non male, anche se siamo sotto il Cervino. Nei secoli di ghiaccio, la Lunigiana finì sotto la neve il 10 luglio 1756. Particolare fu l'improvvisa ondata di freddo che colpì l'Italia nel luglio del 1970. Fra il 16 e il 19 un'abbondante nevicata sorprese i vacanzieri sulle Dolomiti, fino a valle. Bolzano scese fino a 6°, ma anche Firenze battè il suo record di freddo estivo con appena 8° di minima. Il 18 luglio di quell'anno la tramontana sibilò fra i faraglioni di Capri, raggiungendo i 150 chilometri all'ora. Ed ecco l'evento che tanto ha fatto discutere: la nevicata del 5 agosto a Roma nell'anno 352. Una solenne cantonata presa da popolazioni ignoranti? Una comoda leggenda costruita ad hoc dai patrizi romani chissà per quali fini politici? Le cronache narrano che la neve cadde sul colle Esquilino. Quel secolo viene comunque descritto come particolarmente freddo. Era invece sicuramente grandine, ma tanta da imbiancare di ghiaccio alto fino a 30 centimetri strade e campi, quella che cadde nel 2001 a Prato proprio il 5 agosto. Vento fortissimo e 64 millimetri di pioggia fecero il resto, mentre il termometro scendeva fino a 11°. Una giornata infausta per i vigili del fuoco, ridotti nell'organico per le ferie estive, e sgradite sorprese per molti ignari pratesi: al loro rientro dalle vacanze trovarono case semi-allagate e giardini devastati.
C'è da dire che qui si parla di casi veramente estremi, meno strano invece è il freddo tardivo ad Aprile essendo più vicino all'inverno.
- Burian2012
- *Forumista TOP*
- Messaggi: 9040
- Iscritto il: gio mar 08, 2012 3:44 pm
- Località: Melfi
Grazie Lupo Silano!Lupo Silano ha scritto:Lupo Silano ha scritto:ecco una parziale risposta alla domanda. fonte meteoliveBurian2012 ha scritto: Per ondata di freddo si intende freddi c'eri e proprio invernale e sia chiaro non di gelo.
Ad ogni modo Aprile è stato da sempre statisticamente recidivo ad un'ondata di freddo di pochi giorni come Novembre è stato statisticamente recidivo alle ondate precoci di freddo in terza decade specie.
Maggio è un altro discorso troppo distante dalla stagione invernale.
APRILE. Ennesima nevicata sul Colosseo, questa volta il 6 aprile del 1864. Nella stessa data, nel 1929, in Ancona "pestavano" ancora neve, non fosse bastata quella caduta durante il terribile inverno precedente. Qualche anno fa, nel 1994, ai primi di aprile i toscani dovettero togliere i cappotti già riposti in naftalina dopo il bellissimo marzo. Sull'Appennino e sulle colline dei Medici la neve tornò a cadere il 3, 5, 8, 9 e 10 aprile. Ancora più invernale fu però l'aprile del 1973, con meno 3° a Firenze a metà mese, neve a Bologna il 20 e nevischio a Roma il 21. Qualche anno dopo, nel 1977, gli annali statistici riportano ripetute nevicate nella prima decade di aprile a quote relativamente basse: 2 volte a Volterra (Pisa), 2 a Frontone (Pesaro) e ben 5 a Campobasso. Ma per il capoluogo del Molise, abituato alla neve primaverile, la nevicata record fu quella del 15 aprile di sei anni fa, la vigilia di Pasqua del '95: in un botta sola 50 centimetri! I ritorni di freddo per la metà di aprile sono davvero ricorrenti. Antiche memorie ci parlano di abbondanti nevicate a Parma il 14 aprile del 1269. Anche l'ultima parte di aprile, se ha voglia di farlo, non scherza con il freddo. Il 24 aprile del 1855 a Modena fu ricordato per una tardiva nevicata. La Dama bianca fece la sua apparizione anche nel freddo aprile 1980. Ventuno anni fa la bora sconvolse Trieste il giorno 20, con nevischio e 4° di massima. Nello stesso giorno, ironia della sorte, ad Aosta il favonio faceva impennare i termometri fino a 20°. Il 21 il fronte d'irruzione d'aria fredda raggiunse il centro-sud, imbiancando Perugia e tutte le colline toscane, laziali e marchigiane. Molto simili a questo furono gli eventi del 18 aprile 1991 e del 21-22 aprile 1997, dopo una gelata a metà mese che devastò le colture su molte regioni.
MAGGIO Le cronache del 5 maggio 1888 si soffermano sulle brinate e la neve in collina che cadde nel Modenese. Ma è del 6 maggio 1967 il record italiano del freddo in questo mese: - 22,4° a Pian Rosà, quota 3.500 sotto il Cervino. Valori certamente più contenuti, ma non male per località di pianura, si registrarono 10 anni prima: il 7 maggio 1957 a Milano Malpensa si toccarono i meno 0,8°, Firenze si fermò a +1°. Sembra precisa la cronaca dell'8 marzo 1740 (ancora "piccola era glaciale") a Catanzaro, investita da una tempesta di "gragnola", mentre sulle montagne intorno cadeva molta neve. Restando in Calabria, la montagnosa regione del Sud venne imbiancata quasi fino al mare da un'abbondante e storica nevicata il 12 maggio del 1755. Nel 18° secolo le stagioni estive erano così brevi e fresche che in molti anni il grano non riusciva a maturare. Il 21 maggio del 1894 toccò all'Appennino tosco-emiliano imbiancarsi in modo insolito. Testimonianze di nevicate improvvise a quote basse fra la fine di maggio e l'inizio di giugno, ci arrivano anche attraverso la memoria di eroiche tappe del giro d'Italia: senza andare sui tornanti dello Stelvio, ricordiamo corridori sofferenti e semi-congelati mentre attraversano gli Appennini nel 1980 e 1984.
GIUGNO La prima parte di giugno è un fioccare di aneddoti raggelanti. La neve scese il primo del mese a Bologna, nel 1491, raggiungendo "un piede di altezza" (non chiedetemi a quanto corrispondeva). In quell'anno incredibile, tre giorni dopo, toccò a Ferrara ammantarsi di bianco. Si esce dalla piccola glaciazione, ma troviamo ancora due solenni nevicate sull'Appennino emiliano, il 3 e 9 giugno 1884. Il 20 giugno del 1826 toccò all'Appennino toscano e alla Sila imbiancarsi in modo inusitato. Abetone imbiancato all'inizio dell'estate anche pochi anni fa: il 23 giugno del 1995. Un giorno che mi è rimasto impresso, perché a Prato si passò dai 30° del giorno prima a una massima di 14°, con una bufera di tramontana e 49 millimetri di pioggia.
LUGLIO E AGOSTO. Milano scese fino a 6° il primo luglio del 1953. L'anno successivo, il 9 luglio, ebbe il suo bravo record anche la stazione di Pian Rosà: - 13°. Non male, anche se siamo sotto il Cervino. Nei secoli di ghiaccio, la Lunigiana finì sotto la neve il 10 luglio 1756. Particolare fu l'improvvisa ondata di freddo che colpì l'Italia nel luglio del 1970. Fra il 16 e il 19 un'abbondante nevicata sorprese i vacanzieri sulle Dolomiti, fino a valle. Bolzano scese fino a 6°, ma anche Firenze battè il suo record di freddo estivo con appena 8° di minima. Il 18 luglio di quell'anno la tramontana sibilò fra i faraglioni di Capri, raggiungendo i 150 chilometri all'ora. Ed ecco l'evento che tanto ha fatto discutere: la nevicata del 5 agosto a Roma nell'anno 352. Una solenne cantonata presa da popolazioni ignoranti? Una comoda leggenda costruita ad hoc dai patrizi romani chissà per quali fini politici? Le cronache narrano che la neve cadde sul colle Esquilino. Quel secolo viene comunque descritto come particolarmente freddo. Era invece sicuramente grandine, ma tanta da imbiancare di ghiaccio alto fino a 30 centimetri strade e campi, quella che cadde nel 2001 a Prato proprio il 5 agosto. Vento fortissimo e 64 millimetri di pioggia fecero il resto, mentre il termometro scendeva fino a 11°. Una giornata infausta per i vigili del fuoco, ridotti nell'organico per le ferie estive, e sgradite sorprese per molti ignari pratesi: al loro rientro dalle vacanze trovarono case semi-allagate e giardini devastati.
C'è da dire che qui si parla di casi veramente estremi, meno strano invece è il freddo tardivo ad Aprile essendo più vicino all'inverno.
-
Lupo Silano
- Forumista senior
- Messaggi: 7793
- Iscritto il: gio gen 14, 2016 6:37 pm
- Località: cosenza, 250 mt
- Burian2012
- *Forumista TOP*
- Messaggi: 9040
- Iscritto il: gio mar 08, 2012 3:44 pm
- Località: Melfi