Poco più che un gioco: le t° fra 50 anni!

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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franconeve
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Poco più che un gioco: le t° fra 50 anni!

Messaggio da franconeve »

Amici, premetto che è poco più che un gioco, un azzardo, e che lo posto soprattutto per stimolare la discussione e sentire cosa ne pensano i più esperti tra noi; ho cercato di buttare uno sguardo al futuro, immaginando la t° terrestre nelle prossime decine di anni.
So io per primo che poco o nulla di scientifico c'è in questo mio lavoro, quindi non... lapidatemi! Tranquilli, lo faccio già io da solo!!! :lol: Ma dite la vostra, e con tante opinioni insieme magari potremo arrivare a farci un'idea un po' più precisa sull'argomento (proprio oggi c'è su ML un bell'articolo sulle macchie solari)!
E scusate se ai vostri eventuali interventi non rispondo presto, ma tra pochi minuti riprendo il lavoro.
Ecco il mio "studio":

Posto che è assai difficile effettuare una previsione del clima, considerate le innumerevoli e (appunto) imprevedibili variabili che intervengono a comporlo, possiamo però elaborare un metodo o sistema il quale, considerando il maggior numero possibile di queste variabili capaci di influire sul clima del pianeta, le metta a confronto, le collochi sul piatto di una bilancia, anzi su due piatti tra loro contrapposti, e verifichi poi i risultati.
Si tratterà senza dubbio di risultati sbagliati, ma più saranno le variabili considerate, maggiore sarà forse la possibilità di ridurre il margine d’errore.
Vediamo dunque quali sono le variabili che, presuntivamente, possono influire sull’evoluzione climatica terrestre (ci rifacciamo alla lezione che giunge dal passato) per le prossime 2 – 3 generazioni (una cinquantina d’anni):
1) concentrazione gas serra;
2) radiazione solare;
3) attività vulcanica;
4) correnti oceaniche;
5) variazioni orbitali;
6) albedo;
7) feedback positivi e negativi;
8 ) imponderabilità (caso).

1) la concentrazione dei gas serra, (soprattutto la CO2 o anidride carbonica, gas con blanda influenza serra ma presente in grande quantità nell’atmosfera rispetto agli altri, quindi paradossalmente più importante in confronto a gas serra fortissimi come il metano ma presenti in quantità molto più ridotte), ha elevato la t° terrestre negli ultimi 150 anni di circa 1,50 °C, in presenza però, va detto, di un’attività solare molto forte che si è clamorosamente ridotta solo negli ultimi anni.
2) la radiazione solare ha senza dubbio un importante impatto sulla temperatura terrestre. In corrispondenza (anzi, con qualche decina d’anni di ritardo) di 3 minimi importanti iniziati attorno al 1400, abbiamo avuto dal 1450 al 1800 la cosiddetta PEG, il tutto con concentrazione di gas serra pressochè costanti; ciò ci consente di dire che una bassa attività solare può abbassare la temperatura globale di un tot calcolabile estrapolando la t° dei decenni precedenti; ebbene, tra medioevo ed epoca rinascimentale e post-rinascimentale si calcola che la t° globale sia scesa di circa 2,0 °C.
3) l’attività vulcanica è in grado di influenzare fortemente ma per brevi periodi (anni) la t° terrestre; però un periodo di ripetute e forti eruzioni vulcaniche può innescare un raffreddamento in grado di durare anche qualche decennio;
4) le correnti oceaniche sono il più grande nastro traportatore di calore del pianeta. Il collasso di una grande corrente calda come la Gulf Stream può raffreddare di alcuni gradi un emisfero o parte di un emisfero, con conseguente fase più rigida in grado di riverberarsi sui destini dell’intero pianeta se non altro per un effetto albedo maggiore (vedi punto 6);
5) le variazioni orbitali della Terra, per quanto minime, sono in grado di modificare il bilancio energetico in arrivo dal Sole, ma lo fanno su periodi lunghissimi, pertanto sono quasi ininfluenti in prospettiva di qualche generazione (alcune decine d’anni);
6) l’albedo è la capacità di riflettere i raggi solari da parte di superfici glaciali o innevate; non a caso dopo una nevicata se il cielo si fa sereno possiamo avere delle minime notturne bassissime, molto più basse rispetto a un’analoga situazione meteo ma senza neve al suolo; infatti la neve riflette la luce solare (l’infrarosso, che è la porzione di luce scaldante), limita il riscaldamento diurno e amplifica quello notturno. Un mondo con più neve e più ghiaccio (anche superficiali, quindi non necessariamente profondi), come sta avvenendo in Antartide, può vedere innescato un raffreddamento globale importante;
7) i feedback (o retroazioni) positivi sono quegli effetti secondari derivanti da un’azione principale; ad esempio: la CO2 scalda la Terra, però fa aumentare le nubi che a loro volta limitano o annullano il riscaldamento; questo è un feedback negativo. Oppure: la CO2 scalda la Terra, scioglie il permafrost siberiano che libera metano che a sua volta, essendo un gas serra, scalda ancora di più la Terra; questo è un feedback positivo;
8 ) l’imponderabilità (caso) per qualcuno non esiste, ma per molti invece sì, anche nell’ambito scientifico (i “quanti” insegnano); non è ora il momento di accostare queste nostre osservazioni alla meccanica quantistica, ma per tentare di “enucleare” il possibile andamento della “casualità” in futuro; in quanto “casualità” è chiaro che non possiamo prevederla; possiamo però valutare la situazione attuale e osservare, ad esempio, che l’andamento delle correnti atmosferiche (dinamica dei Vortici Polari) in questi ultimi anni è stato così favorevole a un generale riscaldamento (per motivi non sempre spiegati scientificamente, che quindi noi qua attribuiamo a oscillazioni “casuali”) da far pensare che in futuro la situazione di queste dinamiche difficilmente possa spostarsi ulteriormente verso il caldo.

Ecco: visti i vari fattori pro e contro caldo o freddo, ora non ci resta che “pesarli” per valutare, prendendo come punto di partenza la situazione oggi, quello che potrà essere il domani, fra 20, 30 50 anni. E qui viene il difficile, perchè qua davvero ci si affida a stime “poco scientifiche”. Ma o si rinuncia in partenza o si tenta.
1) la concentrazione di gas serra, CO2 in primis, è in aumento costante e non ci sono realistiche possibilità che essa diminuisca o cessi nei prossimi decenni, dato il tipo di economia su cui si sviluppa la nostra esistenza; la graduale implementazione delle energie rinnovabili potrà limare questo aumento, ma c’è molta strada da fare e alcuni decenni non è assolutamente detto possano rappresentare un punto di svolta ecologico nello sviluppo economico dell’umanità; diciamo allora che se in un paio di secoli l’aumento di gas serra avesse portato a un incremento termico medio di circa 1,50 °C (quello registrato), in una cinquantina d’anni futuri potremmo stimare che esso possa incidere per un altro 0,40 – 0,50 °C quanto alla sola CO2 (il metano lo tratteremo al punto 7). Bisogna però ricordare che la nostra pietra di paragone (un paio di secoli addietro) si riferisce a un momento in cui il pianeta stava appena uscendo dalla fisiologica PEG, Piccola età glaciale, per cui l’aumento termico è stato senza dubbio amplificato da questo fattore; così come bisogna ricordare che questo periodo degli ultimi 200 anni è stata caratterizzato da un’attività solare molto intensa (curva positiva durata fino ai primi anni 2000, poi bruscamente invertitasi), che pure ha contribuito ad amplificare evidentemente il riscaldamento, e probabilmente a favorire l’uscita dalla PEG. Ci sono poi studi secondo i quali man mano che la concentrazione di CO2 aumenta diminuisce la sua capacità serra, altri che indicano invece un punto di non ritorno che amplificherebbe l’aumento termico in maniera indefinita, ma francamente sembrano solo ipotesi (tra l’altro la Terra, per motivi naturali, ha avuto concentrazioni di gas serra ben superiori a oggi e non c’è stato nessun punto di non ritorno, altrimenti oggi saremmo arrostiti, così come non è stata evidente finora nessuna minimizzazione degli effetti al procedere della concentrazione), pertanto la cosa più sensata è rifarsi a quanto avvenuto finora e proiettarlo nel futuro; partendo da un valore stimato in 1,50 °C di aumento complessivo della t° terrestre, considerando gli altri fattori pro-caldo sopra enumerati, possiamo stimare l’effetto-serra da CO2 a “soli” 1,20 °C? Direi che è ragionevole; considerato che esso va ora proiettato sui 50 anni futuri, l’obiettivo temporale che ci siamo dati, possiamo stimare che esso influisca con un ulteriore incremento attorno a 0,04 – 0,50 °C. Facciamo gli avvocati del diavolo e stimiamo l’influenza sui prossimi 50 anni a +0,50 °C, e con questo chiudiamo il nostro punto dedicato all’effetto serra da CO2;
2) la nostra stella, il Sole, è in una fase di pronunciata e prolungata quiescenza, dopo aver impazzato per molte decine d’anni; lo è ormai da qualche anno e promette di restarlo almeno fino al 2050; consideriamo poi che l’effetto dell’attività solare sull’atmosfera terrestre è molto ritardato, per cui in questi anni noi stiamo verosimilmente “godendo” dell’effetto riscaldante del maximum solare finito poco dopo il 2000; ora è arrivato il momento di attenderci, specie dal 2020 in poi, una brusca inversione di rotta; gli studi climatologici mostrano poi che l’effetto raffreddante di un minimo è più rapido e intenso rispetto all’effetto riscaldante di un massimo. Posto che gli esperti scommettono ormai su una modesta attività solare almeno per alcuni decenni, ma che nessuno è in grado di affermare se arriverà a minimi come quelli della PEG, diciamo che la cosa più probabile è un’attività modesta ma non ai livelli della PEG. In pochi decenni all’epoca della PEG si ebbe un tracollo termico di circa 2,00 °C, non è quindi azzardato pensare che il nuovo minimum solare abbia un’influenza verso il basso sui termometri leggermente inferiore, diciamo attorno a 1,60 °C; pensando poi che l’effetto, il cui inizio si attende al massimo dal prossimi decennio, possa avere il suo culmine proprio entro i 50 anni di nostro interesse, calcoliamo una media spalmata sui 50 anni futuri pari a un’abbondante metà, diciamo -1,00 °C, sia pure in graduale crescita verso -1,50 / -1,60 °C; ma noi prendiamo per buono il valore “medio”, o meglio, “mediano”, -1,00 °C appunto;
3) l’attività vulcanica sembra essere in costante aumento nel corso degli ultimi anni e gli esperti ritengono che il vulcanismo terrestre sarà a livelli elevati nei prossimi decenni; tutto ciò deporrebbe per un’azione di raffreddamento; tuttavia, siccome l’attività vulcanica globale è molto difficilmente prevedibile, e gli effetti di raffreddamento di forti eruzioni sono intensi ma brevi (a meno che le eruzioni non si ripetano neglki anni con costanza), io ritengo di attribuire a questa variabile il valore neutro di 0,00 °C per i prossimi decenni;
4) le correnti oceaniche possono avere grandi effetti climatici su scala locale o anche continentale, ma ragionando per logica non dovrebbero averne su scala globale, essendo alla fin fine il bilancio termico dell’idrosfera sempre il medesimo; tuttavia è stato dimostrato ampiamente che una deviazione/diminuzione correntizia importante, come quella della Gulf Stream avvenuta in epoche lontane e che sembra iniziare a riproporsi ora, può avere effetti globali; infatti il raffreddamento indotto su parte dell’emisfero boreale avrebbe condotto a una maggiore estensione dei ghiacci boreali, a maggiore albedo e quindi a riverberare il raffreddamento a tutto il pianeta; però, francamente, troppi sono i verbi al condizionale, per cui in questo momento ritengo che anche questa variabile possa incidere in modo globalmente neutro per i prossimi decenni, ovvero con un valore di 0,00 °C;
5) variazioni orbitali terrestri non sono in grado di influenzare il clima nel breve periodo; e 50 anni sono un periodo non breve ma brevissimo! Secondo gli studi di Milankovic, il massimo esperto di cicli climatici collegati all’orbita terrestre, una fase di lento e graduale raffreddamento da motivi orbitali è iniziata 23.000 anni fa e sarebbe destinata a proseguire per altri 6.000 anni; tuttavia le altre forzanti sono talmente più importanti da far impallidire e quasi scomparire questo effetto, per cui anche a proposito di questo punto io attribuirei un valore di 0,00 °C;
6) l’albedo è l’effetto di riflessione dei raggi solari esercitato dalle diverse superfici; ghiaccio e neve riflettono molto i raggi solari e quindi raffreddano il clima. In questi ultimi anni i ghiacci antartici sono segnalati in aumento, quelli artici in diminuzione, tuttavia la diminuzione dei ghiacci artici sembra superiore all’aumento di quelli antartici; l’aumento termico recente però sta anche portando a un incremento della nuvolosità bassa che ha un notevole albedo; inoltre più CO2 nell’aria favorisce un’estensione della vegetazione specie nelle fasce intertropicali, e il verde intertropicale, pur avendo un’albedo assoluta minore rispetto a quella di neve e ghiaccio, ne ha una effettiva superiore in quanto la radiazione solare in arrivo su quell’area è molto più intensa rispetto a quella in arrivo ai poli, quindi maggiore è la quantità della radiazione riflessa; sommate dunque tutte queste variabili possiamo dire che l’effetto albedo abbia anch’esso, nel prossimo futuro, un valore pari a 0,00 °C;
7) i feedback sono tanti (anche quello relativo all’albedo, sia positivo che negativo, è un feedback), ma qua io mi concentrerei sui due principali: l’aumento della nuvolosità in seguito alla maggiore evaporazione e la possibile emissione di metano in seguito al maggiore scioglimento del permafrost siberiano che ne contiene molto. Un aumento di nubi come quello indotto dall’effetto serra è stato stimato possa abbassare la t° media del pianeta di circa 0,20 °C rispetto a una Terra con nuvolosità “normale”; ma l’emissione di metano supplementare a causa dello scioglimento del permafrost siberiano (e in parte canadese) rappresenta un pericolo molto forte e potrebbe condurre a un incremento termico fino a 2,00 °C nei prossimi 50 anni. la concentrazione di metano in atmosfera è stata in forte aumento fino a metà anni ’80 del secolo scorso, poi si è praticamente stabilizzata; per i prossimi decenni è facile pensare a un nuovo aumento, a meno che la Siberia e il Canada settentrionali non cessino di scaldarsi in modo abnorme rispetto al resto del pianeta e “resistano”; il Canada è già sulla buona strada, la Siberia invece arranca; alla fin fine, stimando in un aumento termico di circa 0,30 °C quello dovuto al rilascio di metano nel corso dei decenni passati (che va a sommarsi a quello di circa 1,20 °C derivante da CO2, per un aumento termico complessivo della Terra di circa 1,50 °C), possiamo pensare che nei prossimi decenni ci sia un ulteriore aumento da rilascio di metano capace di pesare tra 0,10 e 1,00 °C in più; ci poniamo su quello che sembra essere il valore più verosimile e attribuiamo al metano in atmosfera un +0,40 °C di variazione termica nei prossimi 50 anni;
8 ) l’imponderabile non si prevede (altrimenti che “imponderabile” sarebbe?) ma conta, eccome. In questi ultimi anni, ma più in generale in questi ultimi decenni, abbiamo avuto soprattutto per l’emisfero Nord (con ricadute quindi per tutto il pianeta) una circolazione prettamente zonale, quindi con correnti da Ovest verso Est molto intense, figlie di Vortici Polari profondi e incapaci di sedimentare il freddo alle basse quote; perchè? Naturali oscillazioni, probabilmente, senza dubbio con una loro causa, ma al momento attribuite all’imponderabile, allo sconosciuto appunto. Una situazione siffatta può far oscillare verso l’alto anche di 0,50 °C la temperature del pianeta, proprio perchè evita la sedimentazione del freddo fisiologico in bassa troposfera (le t° in alta troposfera non subiscono variazioni di sorta). Francamente congiunture bariche così “sfavorevoli” al freddo in bassa troposfera è difficile che si aggravino ulteriormente (a meno che i Vortici Polari non diventino delle... lavatrici a centrifuga!), quindi per il futuro (complice anche una prevista oscillazione dell’indice AMO proprio per i prossimi decenni) possiamo attenderci solo una stazionarietà o magari un miglioramento delle congiunture stesse, con una maggior debolezza dei Vortici Polari; concediamo allora il beneficio di un valore -0,10 °C a questa probabile “inversione” dell’imponderabile? Concediamolo.

Siamo ora a fare i conti: +0,50 -1,00 +0,00 +0,00+0,00+0,00 +0,40 -0,10 = -0,20 °C.

Se i nostri ragionamenti hanno un minimo di fondamento nei prossimi 50 anni all’incirca il mondo dovrebbe interrompere il suo processo di riscaldamento, flettendo forse lievemente verso il basso la propria febbre.
Poi è chiaro che gli effetti locali saranno, come è sempre stato, molto particolari e diversissimi da luogo a luogo, ma un discorso globale è affascinante, e qui abbiamo provato a farlo, con pienissima consapevolezza dei nostri limiti!
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Burian2012
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Messaggio da Burian2012 »

Molto complesso anche per me che on matematica non sono di certo tra i migliori.
Devo rileggerlo davvero difficile, bravo Franco.
Prova a cercare EXTRA LONG RANGE uno sguardo al 2016 si parla blandamente dell'attività solare.
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Vittorino2478
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Messaggio da Vittorino2478 »

Eccaallà... il tuo è poco più di un gioco.

Questo invece non è un gioco, ma una proiezione seria, edita da WMO:
https://www.youtube.com/watch?v=c4to9PddSg8

La segnalo poiché me lo aveva segnalato una meteorologa professionista che fa la modellista a Reading, non il longer di turno che ha un Facebook.
Devo ammettere che fa tanta ma taaaaaanta paura, ecco perché da Gennaio non lo avevo mai sbandierato nel forum. Probabilmente qualcuno lo aveva già fatto, non so....
BrixiaFidelis
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Messaggio da BrixiaFidelis »

ciao Franco, sinceramente non saprei che appunti fare al tuo "ragionamento", abbastanza complesso ma anche realistico, sarà un "gioco" ma ha un suo fondamento "scientifico", in ogni caso complimenti, di lavoro ne hai fatto, lascio ai più esperti di "fare le pulci" :D o di esprimere il loro pensiero
twuister
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Messaggio da twuister »

Interessanti considerazioni. Dico la mia in poche parole, +0,5° nei prossimi 50 anni se siamo fortunati, causa aumento gas serra. Tutto il resto fa parte del naturale equilibrio degli eventi e delle normali compensazioni che avvengono in natura, inclusi gli effetti albedo ed i cicli solari. Ricordo che un minimo tipo quello di Maunder non si è ancora verificato nei tempi moderni, e i normali cicli undecennali sono ininfluenti, quindi o le macchie solari spariscono sul serio e per decine di anni, oppure parliamo di aria fritta. Anche sull'effetto albedo ci credo poco, l'amico giustamente parla di 0° di variazione provocati da quest'ultimo ed ha ragione: molti riportano che con maggiori precipitazioni nevose dovute al riscaldamento aumenterebbe la riflessione prodotta dal bianco con l'innesco del classico fed-back, ma se ci pensate questo non è possibile, perchè se aumentano le precipitazioni ma diminuisce di fatto il freddo, significa solo che si accumula più neve in aree molto limitate, ma l'estensione complessiva del manto nevoso e quindi l'effetto riflettente rimane invariato per non dire ridotto, anzi sicuramente ridotto, si alza il livello dello zero termico, si alza di latitudine l'influenza del vortice polare, si alzano i geopotenziali a tutte le latitudini (valori medi globali). Una riprova sono i nostri inverni mediterranei, ma anche quelli di tutta Europa.
Questi sono i miei due cent :wink:
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koko
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Messaggio da koko »

Buon giorno...

Che dire?
1)straordinario l'approccio che ha portato a considerare i parametri che sono a conoscenza dei non professionisti
2)I calcoli matematici hanno una valenza logica
3) FRanco ha toccato tutti i "nervi" scoperti cioè quei punti che sono i cardini delle due fazioni in cui è diviso il mondo degli scienziati climatici:Coloro che con questi parametri sostengono che il processo di riscaldamento sia irreversibile contro coloro che con questi parametri sostengono l'esatto contrario. Battaglia feroce,querele che fioccano, con tanto di dati e tabelle.
A onor del vero è in crescita una sorta di fazione del mezzo cioè studiosi che ritengono ,famosi dati alla mano, che il clima è sempre stato caratterizzato da "cicli" cioè fasi ,decenni, con raffreddamento alternati a decenni con riscaldamento dove il fattore antropico sarebbe discriminante poco significativa.
A questo riguardo emblematico lo studio del dott.Nicola Scafetta, oggetto di feroci attacchi personali,ma che pone un quesito interessante:
come si spiega in una fase di riscaldamento globale un costante aumento dei ghiacci antartici?
Interessante il connubio posto fra storia e clima:
vi sono cronache del 1 e 2 secolo che parlano di inverni mitissimi,Giuseppe Flavio ad esempio,poi vi sono testimonianze di inverni glaciali attorno al 8 e 9 secolo
per poi ritornare ad inverni mitissimi durante la guerra dei 30 anni (14-15 secolo)..
non ci resta che monitorare ...
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koko
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Messaggio da koko »

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franconeve
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Messaggio da franconeve »

Grazie per i vostri bei commenti.
Spero che il dibattito prosegua!
InvernoPerfetto
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Messaggio da InvernoPerfetto »

franconeve ha scritto:Grazie per i vostri bei commenti.
Spero che il dibattito prosegua!
Bravo Franco!
Al solito denoti una preparazione notevolissima miscelata a una buona capacità analitica e matematica ( oltre a una capacità dialettica condita anche di gentilezza).

Relativamente alle tue conclusioni, però, temo di non condividere la tua stima che vedrebbe ADDIRITTURA al ribasso le termiche da qui a 50 anni. Anzi, temo che si sia oramai instaurato un trend semi-irreversibile ( per i tempi storici, certamente non per i tempi geologici) che vedrà le temperature crescere con una rapidità sempre maggiore, perchè il mix tra ciclo climatico naturale votato al caldo ( che si è originato alla fine della PEG), ingerenze antropiche e fluttuazioni delle radiazioni solari non cosi invasive e dirompenti- i minimi undicennali solari poco possono fare - credo che abbiano già instaurato un feedback negativo in termini di caldo, feedback che a mio avviso è solo agli inizi. Dal mio modesto punto di vista, anche prendendo per buoni tutti i tuoi 8 punti utilizzati come paramtri, credo che entro 50 anni la Terra si sarà scaldata di almeno altri 2 gradi
neve_a_roma
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Messaggio da neve_a_roma »

La situazione è drammatica, è chiaro ormai che la temperatura globale è in nettissimo rialzo,per invertire il trend ci vorrebbe un jolly,come ad esempio una eruzione vulcanica.
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franconeve
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Messaggio da franconeve »

neve_a_roma ha scritto:La situazione è drammatica, è chiaro ormai che la temperatura globale è in nettissimo rialzo,per invertire il trend ci vorrebbe un jolly,come ad esempio una eruzione vulcanica.
Servirebbe a poco. Un paio d'anni, non di più.
Meglio un bel minimo solare prolungato (minimi tosti e massimi che sembrano minimi...) :wink: , ovvero quello che dal 2005-2007 sta avvenendo. Solo che ha tempi di risposta molto lunghi, dell'ordine dei decenni.
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franconeve
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Messaggio da franconeve »

InvernoPerfetto ha scritto:
franconeve ha scritto:Grazie per i vostri bei commenti.
Spero che il dibattito prosegua!
Bravo Franco!
Al solito denoti una preparazione notevolissima miscelata a una buona capacità analitica e matematica ( oltre a una capacità dialettica condita anche di gentilezza).

Relativamente alle tue conclusioni, però, temo di non condividere la tua stima che vedrebbe ADDIRITTURA al ribasso le termiche da qui a 50 anni. Anzi, temo che si sia oramai instaurato un trend semi-irreversibile ( per i tempi storici, certamente non per i tempi geologici) che vedrà le temperature crescere con una rapidità sempre maggiore, perchè il mix tra ciclo climatico naturale votato al caldo ( che si è originato alla fine della PEG), ingerenze antropiche e fluttuazioni delle radiazioni solari non cosi invasive e dirompenti- i minimi undicennali solari poco possono fare - credo che abbiano già instaurato un feedback negativo in termini di caldo, feedback che a mio avviso è solo agli inizi. Dal mio modesto punto di vista, anche prendendo per buoni tutti i tuoi 8 punti utilizzati come paramtri, credo che entro 50 anni la Terra si sarà scaldata di almeno altri 2 gradi
Inverno, dimentichi però di considerare che qua da un po' di anni e, secondo gli esperti, per almeno qualche decennio siamo entrati in una fase di debolezza solare che non è solo "qualche minimo undecennale", come dici tu, ma è una serie di minimi sempre più... minimi e dei massimi che sembrano più dei minimi che dei massimi (scusa il gioco di parole ma ci vuole!) :wink: . Questo mi fa ben sperare. E vedrai che basteranno un paio di stagioni invernali stile, non dico 2009-10, ma più modestamente stile 2012-13, per far tornare il sorriso a tutti! :D
Ciao, presto ti scrivo per motivi... letterari!
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franconeve
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Messaggio da franconeve »

Mi sarebbe piaciuto sentire qualche parere in più... in fin dei conti io sono qui soprattutto per imparare.
Grazie comunque a chi ha voluto dire la sua!
BrixiaFidelis
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Messaggio da BrixiaFidelis »

franconeve ha scritto:Mi sarebbe piaciuto sentire qualche parere in più... in fin dei conti io sono qui soprattutto per imparare.
Grazie comunque a chi ha voluto dire la sua!

in effetti visto il dettaglio "tecnico" speravo anche io in una discussione più viva, soprattutto da quelli più preparati, vediamo se ci daranno lumi..
InvernoPerfetto
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Messaggio da InvernoPerfetto »

BrixiaFidelis ha scritto:
franconeve ha scritto:Mi sarebbe piaciuto sentire qualche parere in più... in fin dei conti io sono qui soprattutto per imparare.
Grazie comunque a chi ha voluto dire la sua!

in effetti visto il dettaglio "tecnico" speravo anche io in una discussione più viva, soprattutto da quelli più preparati, vediamo se ci daranno lumi..

La discussione è estremamente interessante, ma le ragioni della scarsa affluenza al bel topic aperto da Franco sono essenzialmente quattro:

1) è il periodo del forum meno affascinante dell'anno: l'inverno è alle spalle da un pò, i bollori estivi - benchè faccia già alquanto caldo - devono ancora arrivare e la frequentazione è in fisiologico calo. L'audience tornerà ad impennarsi coi primi grandi caldi, e ancora di più in prossimità dell'autunno. Di conseguenza il forum in questo periodo è poco visitato

2) il semi-permanente sopramedia delle temperature -oramai endemico- scoraggia un pò tutti ( perfino marzo, nonostante i suoi sforzi, non è riuscito a concludere in media... risultando, a livello nazionale - ma si attendono dati definitivi - più caldo di almeno 0,5/0,8 gradi. Poca roba rispetto agli scempi recenti, ma che la dice lunga su come non si riesca neanche per sbaglio ad archiviare un mese più freddo del normale). E il caldo continua depotenzia anche la vivacità dei dibattiti

3) un eccesso di tecnicismo e aleatorietà nei parametri individuati da FrANCO. I parametri denotano una gran conoscenza e capacità di valutazione e calcolo da parte di chi ha aperto il topic, ma alcuni di essi presentano una gamma di possibilili conseguenze molto aperta, in tutte le direzioni, e i calcoli algebrici a mio avviso sono un pò forzati nel loro eccesso di precisione.

4) sudditanza "culturale" nei confronti di Franco. In sostanza, è troppo bravo per poter replicare!! :-) si scherza eh.....
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