ag ha scritto:grazie M'arzo per avermi permesso di leggere questo bel brano
saper scrivere e' una ottima qualità soprattutto se uno la condivide...
io al pc e in particolare su questo forum non riesco passare molto tempo:
leggo soprattutto gli articoli di Alessio Grosso, che mi interessano parecchio (anche se non sono sempre concorde al 100 per 100), mi piace tantissimo il quadratino della temperatura che farà tra una settimana (e' la prima cosa su cui butto l' occhio) e poi, girulo un po' qui e la'
e così mi perdo un sacco di belle cose![]()
in più leggo e scrivo quasi esclusivamente quando piove o quando mi alzo prestissimo al mattino
qui al baretto comunque ci passo tutti i giorni
eh, ag, i bar, o meglio i caffé, un po' alla parigina, alcuni da sempre sono stati di gran classe...punti di ritrovo molto curati pur senza eccedere nei formalismi a tutti i costi..
e un tempo magari nei caffé vi si scrivevano pure lettere…oramai con lo smartphone al massimo si “uozzappa” un po’..un po’ tanto…

“La lettera” (“ La lettre”) Jean Béraud (1849 – 1935)
Oppure in altri un po' meno raffinati, come oggi per praticare il tanto frequentato gioco delle carte…oltre a un po’ di fumo (prima si poteva fare anche dentro, adesso ci sono le stanze adibite ai fumatori)

“I giocatori di carte” Paul Cézanne, tra il 1890 e il 1895. Musée d'Orsay di Parigi.
Una postilla: una versione dell'opera qua sopra di Cezanne fu venduta dall'armatore greco George Embiricos alla famiglia reale del Qatar per 250 milioni di dollari, diventando il quadro più pagato al mondo quattro anni fa, ora non so se la tabella si è nel frattempo aggiornata…
Altri facevano e fanno tuttora immaginare anche da fuori, che una volta sopraggiunta la notte, magari una notte pure stellata, è tempo di abbandonare gli affanni e molti momenti attraversati alla luce del sole, lasciandoli ormai alle spalle, lì da soli, come questi tavoli in primo piano immortalati dal genio olandese..
“Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles”, Vincent Willem van Gogh - Museo Kröller-Müller
..sedie e tavoli vuoti che a notte avanzata guadagnano spazio pure all'interno..spesso in un'atmosfera invasa da luci molto fredde, come lame, aloni concentrici come allucinati..., che possono insinuarsi tra un uomo addormentato o immerso nei fumi dell'alcol e qualche avventore ancora invece in vena di parlare, di raccontarsi...riflessi che poi passano sopra un biliardo e scalano infine un barista che stanchissimo per il lavoro sempre effettuato in piedi non vede l'ora di chiudere e andarsene a letto...
“Il caffé di notte” (“Le café de nuit”) - Vincent van Gogh, 1888, Art Gallery dell'Università di Yale di New Haven.
..oppure ancora più limpida la solitudine ed alienazione...la siderale distanza scavata tra due che guardano in direzioni opposte pur stando vicinissimi, una rassegnata e spenta, l'altro distratto e "cacciatore"…momenti che possono rispecchiare anche fedelmente ciò che può capitare d'altronde in molti casi nella nostra esistenza...
“L’assenzio” ("L'Absinthe" , 1876), Edgar Degas Museo d'Orsay di Parigi.
e altre notti, altri deserti, stavolta ancor più fuori che dentro...o il dentro di un uomo col cappello, di spalle, che confina con quel fuori di una strada che pare morta...
“I nottambuli” (“Nighthawks” 1942 ) Edward Hopper - Art Institute of Chicago
...ma infine anche un luogo, magari come caffè-ristorante, dove avere il tempo e il modo di fare la corte…di farsi prossimo con uno sguardo rapito verso l'amata...mentre l'oste/ristoratore si trattiene incuriosito a guardare...
“Da papà Lathuille” (“Chez le père Lathuille”), Edouard Manet 1879, in Musée des Beaux-Arts Tournai,
..ma un tempo pure sede di movimentate dispute artistico-letterarie…

Al Café Guerbois - Édouard Manet:
Si ritrovavano infatti ad esempio al Guerbois lo stesso Manet, Paul Cézanne, Alfred Sisley, Claude Monet, Camille Pissarro, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir e Jean-Frédéric Bazille tra i pittori, ma anche lo scrittore Émile Zola, e il fotografo Felix Nadar, e il locale fu in qualche modo descritto anche da Émile Zola nel romanzo L'opera descritto anche da Émile Zola nel romanzo L'opera
buonanotte a tutti...qualunque bar/caffé e qualunque sua "funzione" vi sia più congeniale....








