Siamo di nuovo qui, dopo poco tempo, a dover nuovamente commentare e registrare l'ennesimo mese estremamente anomalo in Italia, mese che tra l'altro compone l'ennesimo anello di una catena di DODICI mesi consecutivi con anomalie termiche positive in Italia (da marzo 2015).
Forse sarà che siamo abituati al caldo, sarà che preferiamo concentrarci sulla primavera e dimenticare in fretta questo inverno, sarà che ormai non vogliamo attaccarci alla amara realtà ma piuttosto continuare a sperare in stagioni che rispecchino maggiormente quelle di un tempo, fatto sta che, dopo pochi mesi da luglio 2015 e con la parentesi pluviometrica di dicembre, si ritorna a dover parlare di sopramedia termico estremamente pesante.
Un sopramedia termico che preoccupa, e che è iniziato in quel famoso ottobre 2013: da allora, siamo entrati in una nuova normalità, che salvo brevissime pause non ci ha più lasciato; una nuova normalità che è incredibilmente grande persino in regime di riscaldamento globale.
Siamo giunti al 22 febbraio e, considerata anche i giorni mancanti al 29, sui quali non sussistono enormi dubbi dal punto di vista termico, c'è il grosso rischio che febbraio 2016 possa battere il record di febbraio più caldo dal 1800, cioè dall'inizio delle rilevazioni.
I due primi posti da battere sono questi:
-febbraio 1990: +2,74°C sulla 1971-2000 (CNR)
-febbraio 2014: +2,50°C sulla 1971-2000 (CNR)
L'attuale mese di febbraio presenta queste anomalie (compresa previsione fino a fine mese), tra l'altro sulla media 1981-2010.

Si notano anomalie termiche positive mediamente di 2,7-3°C, quindi il rischio di battere il record, seppur non una certezza, rimane un'ipotesi plausibile.
Con un febbraio come questo, inoltre, è a rischio il secondo posto tra gli inverni più caldi di sempre, secondo posto che appartiene attualmente all'inverno 2013-2014.
Peter

