il dito e la luna

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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robert
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Messaggio da robert »

giulys ha scritto:Presi per buoni i dati, a questi ritmi la calotta Groenlandese si scioglierebbe tutta entro circa 12/15.000 anni.

Il che è molto, ma non moltissimo.

Naturalmente nessuno sa cosa succederà fra pochi anni, figuriamoci tra 10.000 quando la terra potrebbe di nuovo essersi raffreddata e scaldata più volte.
Secondo ricostruzioni e studi Astrofisici una fase di bassa attività Solare molto simile al Minimo di Maunder si sarebbe verificato 10 volte negli ultimi 7000 anni.
With Modern data on the Atmospheric production rate of Carbon 14 by cosmic rays show that such prolunged periods of Solar inactivity have occurred ten times in the last 7000 years .
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yuko
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Messaggio da yuko »

the hurricane ha scritto:ringrazio tutti per i complimenti, sono contento di aver trovato cosi tanti utenti interessati ai cambiamenti climatici :wink:

@yuko hai aperto un tema decisamente complesso con quell' articolo di Caroselli.

Spesso i media sono molto catastrofisti rispetto all' aumento del livello del mare, sicuramente è un problema serio, ma le esagerazioni fanno sempre male alla scienza, come il negazionismo.

Partiamo da alcuni dati

Se consideriamo i dati presi a terra, dal 1870 il livello dei mari è cresciuto in media di circa 20 cm, ovvero ad una velocità di 1,5mm/anno.

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Di per sè non è un aumento drammatico, anche se è significativo, ìcomunque negli ultimi anni, in cui abbiamo misure più accurate grazie all' utilizzo dei satelliti, stiamo assistendo ad un aumento, molto più rapido oltre i 3mm/anno.

Non sono valori drammatici, ma non trascurabili soprattutto se consideriamo periodi lunghi nell' ordine di 100 anni.

Immagine


E soprattutto questo valore di 3mm/anno è un valore medio, ma l' aumento degli oceani non è omogeneo e ci sono zone in cui questo innalzamento è stato decisamente più rapido, mentre in altre zone l' altezza degli oceani è rimasta quasi costante.
Questo dipende dai cicli oceanici, variazioni dell' intensità delle correnti oceaniche e variazioni dei venti superficiali legati alle teleconnessioni e al riscaldamento globale.


Immagine

Come dicevo, sebbene 3mm/anno non siano un valore esorbitante, su periodi lunghi questo innalzamento porta ad erosioni delle coste.

Ad esempio questi sono i territori "mangiati" dalle acque nel nord Europa con un innalzamento di 1m.

Immagine

In questo link si può "giocare" a vedere la modifica del territorio causato dall' innalzamento dei mari da 1m fino 6m...
Si tratta di una simulazione ipotetica e non di una previsione.

http://climate.nasa.gov/interactives/cl ... me-machine

Al momento le proiezioni dell' IPCC sono ben allineate rispetto ai dati misurati e si prevede un aumento del livello del mare compreso tra 30cm e 1m entro il 2100.

Immagine

Vediamo anche le cause dell' innalzamento degli ocean,i che in genere viene associato allo scioglimento dei ghiacciai polari.

Ovviamente sono solo i ghiacciai terrestri della groenlandia e dell' Antartide a causare un innalzamento degli oceani, invece l' artico non contribuisce perchè trovandosi già nell' oceano vale il principio di Archimede :wink:

In realtà lo scioglimento dei ghiacci contribuisce solo per il 50% all' innalzamento degli oceani, il resto avviene per dilatazione termica. Infatti se aumentando la temperature dell' acqua, questa si dilata occupando più volume.

In questo grafico ci sono i vari contributi all' innalzamento degli oceani.

Immagine

E negli ultimi anni abbiamo assistito ad un rapido aumento del calore contenuto negli oceani che, in parte, ha limitato l' aumento delle temperature superficiali terrestri.

Immagine
La penso esattamente come te...
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yuko
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Messaggio da yuko »

Ecco chi la pensa diversamente e sostiene che dal prossimo anno, grazie all'attività solare, si torna ad un progressivo raffreddamento:


ECCO LA PROVA CHE LA TEORIA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE E’ CAUSATA DALL’UOMO E’ FALSA

febbraio 2, 2016 20:28 pm Pubblicato da Enzo Ragusa



Con Seldon B. Graham, Jr.

Ci sono prove scientifiche che il riscaldamento globale antropogenico (artificiale) non è un fenomeno reale. Ironia della sorte, questa prova è molto semplice, facile da trovare, che non ha nulla a che fare con la temperatura, ed è arrivata dal governo degli Stati Uniti.

Questa prova è come l’elefante proverbiale nel salotto.

L’ipotesi di origine antropica del riscaldamento globale è stata originata dal Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (IPCC). E avviene in due fasi: “Aumentare i consumi di combustibili fossili aumenta di conseguenza l’anidride carbonica nell’aria e l’aumento di anidride carbonica provoca cambiamenti climatici.” Petrolio, gas naturale e carbone sono chiamati “combustibili fossili” dall’IPCC.

La prima parte dell’ipotesi è che, aumentando il consumo di combustibili fossili causa l’aumento di anidride carbonica nell’aria, è questo è stato un “dato” generalmente del passato. Infatti finora non ha ricevuto praticamente alcun controllo. C’è poi la seconda parte dell’ipotesi, che dice che l’aumento di anidride carbonica nell’aria provoca cambiamenti climatici, che è la parte che ha ricevuto molte argomentazioni scientifiche. Le previsioni del futuro richiedono molti “modelli” che a sua volta richiedono assunzioni. Si dice che le ipotesi sono la madre di tutte le vite. La sperimentazione dei modelli, da parte del metodo scientifico affidabile e venerabile, è stato in grado di ottenere risultati riproducibili. La seconda parte dell’ipotesi non è mai stata dimostrata.

Dopo la seconda guerra mondiale, dopo la vittoria, si è detto che gli Alleati galleggiavano su un mare di petrolio. La produzione di petrolio negli Stati Uniti è aumentata di 3 miliardi di barili all’anno durante la guerra, con una massiccia quantità di combustibile fossile utilizzato nella seconda guerra mondiale. La prova della prima parte dell’ipotesi. Aumentando il consumo dei combustibili fossili cresce l’anidride carbonica nell’aria, che può essere trovato in questi dati della NASA.

I migliori dati scientifici disponibili, sono della National Aeronautics and Space Administration, che mostrano i livelli di biossido di carbonio “flat-lined” durante il decennio 1940-1950. Il livello di anidride carbonica nell’aria nel 1941 era pari a 311 parti per milione. L’oscillazione è stata soltanto fino a 310,2 parti per milione, quindi soltanto 0,8 parti per milione inferiore all’importo nel 1941.

Il massiccio aumento dell’utilizzo di combustibile fossile nella seconda guerra mondiale non ha causato un corrispondente aumento di anidride carbonica nell’aria. L’aumento dei combustibili fossili non sempre causa l’aumento di anidride carbonica. Poiché la prima parte dell’ipotesi non è veritiera, quindi, a sua volta, l’intera ipotesi non è veritiera. Argomenti sulla seconda parte sono discutibili. Nessuno ha mai dimostrato che l’anidride carbonica nell’aria è aumentata durante la seconda guerra mondiale.

Il problema è che il cambiamento climatico, ipotizzato dall’IPCC, è stato adottato dal presidente Carter, il Vice Presidente Gore, e il presidente Obama come politica del clima democratico. Attuaindustrie favorite, affitti dei terreni federali, risparmi, investimenti – anche le importazioni petrolifere straniere – sono fortemente dipendenti dal cambiamento climatico ma essi non validano le ipotesi.

Fonte: American Thinker

Enzo
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yuko
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Messaggio da yuko »

Inutile dire che tale teoria, oltre che molto fantasiosa, ha origini complottistiche
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giulys
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Messaggio da giulys »

Se la teoria sia complottistica o meno non lo so.

Oltretutto credo sia una traduzione digitale, per cui poco chiara.

Il punto mi sembra questo: nel corso della seconda guerra mondiale negli Stati Uniti il consumo di combustibili fossili aumento moltissimo per le esigenze dell'industria di guerra, tuttavia il livello di anidride carbonica nell'aria rimase praticamente invariato, ergo non è l'aumento di consumo dei combustibili fossili che fa aumentare la CO2 nell'aria.

Naturalmente in assenza di dati reali e certi sui consumi di fossili nel periodo delal guerra negli USA e del relativo livello di CO2 nell'aria, questa teoria è praticamente aria fritta.

Se veramente questi dati fossero verificabili, potrebbe anche essere interessante.
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the hurricane
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Messaggio da the hurricane »

@yuko fai bene a presentare anche l' antitesi, peccato che questi blog, che spesso hanno un discreto seguito, pubblichino per lo più articoli previ di fondamento scientifico e che siano facilmente sbufalabili da "mastica" questi argomenti.

Non mi dispiace sbufalare articoli di questo genere di articoli, anche se spesso è inutile, perchè chi è negazionista a prescindere, una volta sbufalato un tema ne tira fuori altri 10000 :lol:

comunque lo sbufalo per sfizio personale...

Vediamo i punti che ci fanno capire che chi scrive l' articolo non lo fa in buona fede...

1) L’ipotesi di origine antropica del riscaldamento globale è stata originata dal Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (IPCC)

Questo è falso, la teoria che un' aumento dei gas serra provochi un aumento delle T globali risale alla fine del 1800 con gli studi di Tyndall e Arrhenius che hanno dimostrato che la CO2 è un gas serra e fatto una stima di quanto aumenterebbe la temperatura terrestre se la co2 si raddoppiasse.
Ovviamente questi due scienziati due scienziati non hanno nulla a che fare con l' IPCCche è stato istituito nel 1988...


Un paio di link sugli studi di questi due scienziati.

http://earthobservatory.nasa.gov/Features/Tyndall/

http://earthobservatory.nasa.gov/Featur ... nius_2.php

2) La prima parte dell’ipotesi è che, aumentando il consumo di combustibili fossili causa l’aumento di anidride carbonica nell’aria, è questo è stato un “dato” generalmente del passato. Infatti finora non ha ricevuto praticamente alcun controllo. C’è poi la seconda parte dell’ipotesi, che dice che l’aumento di anidride carbonica nell’aria provoca cambiamenti climatici, che è la parte che ha ricevuto molte argomentazioni scientifiche.


Questi sono i dati sulle emissioni totali di co2 secondo le ricerche del CDIAC, si può notare che intorno a quei non c' è stata un' impennata della c02 prodotta, di anche perchè per la produzione di armi sono state usate fabbriche già esistenti. Anche se un aumento c' è stato.

Immagine

La CO2 in effetti in quei anni è rimasta quasi stabile

Immagine

C' è un motivo per questo periodo di stasi della CO2?

Una prima ipotesi si potrebbe dare la colpa su errori nei dati che vengono ricavati dalle carote di ghiaccio, ma non è così i dati sono affidabili.

Quindi o abbiamo una falla nella teoria dell' AGW e dobbiamo dare il nobel a Enzo ( :lol: ) oppure ci deve essere un' altra spiegazione.
Purtroppo per Enzo gli scienziati hanno già spiegato il perchè di questa stasi della Co2 per un decennio.
Gli oceani e i cicli oceanici hanno un ruolo fondamentale nel regolare la Co2 in atmosfera e quella stasi è stata causata da un' intensa fase di Nina e la ciclo della PDO, ovviamente le acque più fredde assorbono un maggior quantitativo di Co2 dall' atmosfera.

[10] The stabilization of atmospheric CO2 concentration during the 1940s and 1950s is a notable feature in the ice core record. The new high density measurements confirm this result and show that CO2 concentrations stabilized at 310–312 ppm from ∼1940–1955. The CH4 and N2O growth rates also decreased during this period, although the N2O variation is comparable to the measurement uncertainty. Smoothing due to enclosure of air in the ice (about 10 years at DE08) removes high frequency variations from the record, so the true atmospheric variation may have been larger than represented in the ice core air record. Even a decrease in the atmospheric CO2 concentration during the mid-1940s is consistent with the Law Dome record and the air enclosure smoothing, suggesting a large additional sink of ∼3.0 PgC yr−1 [Trudinger et al., 2002a]. The δ13CO2 record during this time suggests that this additional sink was mostly oceanic and not caused by lower fossil emissions or the terrestrial biosphere [Etheridge et al., 1996; Trudinger et al., 2002a]. The processes that could cause this response are still unknown.

[11] The CO2 stabilization occurred during a shift from persistent El Niño to La Niña conditions [Allan and D'Arrigo, 1999]. This coincided with a warm-cool phase change of the Pacific Decadal Oscillation [Mantua et al., 1997], cooling temperatures [Moberg et al., 2005] and progressively weakening North Atlantic thermohaline circulation [Latif et al., 2004]. The combined effect of these factors on the trace gas budgets is not presently well understood. They may be significant for the atmospheric CO2 concentration if fluxes in areas of carbon uptake, such as the North Pacific Ocean, are enhanced, or if efflux from the tropics is suppressed.

Fonte: http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1 ... 1-bib-0028
[/i]
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yuko
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Messaggio da yuko »

the hurricane ha scritto:@yuko fai bene a presentare anche l' antitesi, peccato che questi blog, che spesso hanno un discreto seguito, pubblichino per lo più articoli previ di fondamento scientifico e che siano facilmente sbufalabili da "mastica" questi argomenti.

Non mi dispiace sbufalare articoli di questo genere di articoli, anche se spesso è inutile, perchè chi è negazionista a prescindere, una volta sbufalato un tema ne tira fuori altri 10000 :lol:

comunque lo sbufalo per sfizio personale...

Vediamo i punti che ci fanno capire che chi scrive l' articolo non lo fa in buona fede...

1) L’ipotesi di origine antropica del riscaldamento globale è stata originata dal Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (IPCC)

Questo è falso, la teoria che un' aumento dei gas serra provochi un aumento delle T globali risale alla fine del 1800 con gli studi di Tyndall e Arrhenius che hanno dimostrato che la CO2 è un gas serra e fatto una stima di quanto aumenterebbe la temperatura terrestre se la co2 si raddoppiasse.
Ovviamente questi due scienziati due scienziati non hanno nulla a che fare con l' IPCCche è stato istituito nel 1988...


Un paio di link sugli studi di questi due scienziati.

http://earthobservatory.nasa.gov/Features/Tyndall/

http://earthobservatory.nasa.gov/Featur ... nius_2.php

2) La prima parte dell’ipotesi è che, aumentando il consumo di combustibili fossili causa l’aumento di anidride carbonica nell’aria, è questo è stato un “dato” generalmente del passato. Infatti finora non ha ricevuto praticamente alcun controllo. C’è poi la seconda parte dell’ipotesi, che dice che l’aumento di anidride carbonica nell’aria provoca cambiamenti climatici, che è la parte che ha ricevuto molte argomentazioni scientifiche.


Questi sono i dati sulle emissioni totali di co2 secondo le ricerche del CDIAC, si può notare che intorno a quei non c' è stata un' impennata della c02 prodotta, di anche perchè per la produzione di armi sono state usate fabbriche già esistenti. Anche se un aumento c' è stato.

Immagine

La CO2 in effetti in quei anni è rimasta quasi stabile

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C' è un motivo per questo periodo di stasi della CO2?

Una prima ipotesi si potrebbe dare la colpa su errori nei dati che vengono ricavati dalle carote di ghiaccio, ma non è così i dati sono affidabili.

Quindi o abbiamo una falla nella teoria dell' AGW e dobbiamo dare il nobel a Enzo ( :lol: ) oppure ci deve essere un' altra spiegazione.
Purtroppo per Enzo gli scienziati hanno già spiegato il perchè di questa stasi della Co2 per un decennio.
Gli oceani e i cicli oceanici hanno un ruolo fondamentale nel regolare la Co2 in atmosfera e quella stasi è stata causata da un' intensa fase di Nina e la ciclo della PDO, ovviamente le acque più fredde assorbono un maggior quantitativo di Co2 dall' atmosfera.

[10] The stabilization of atmospheric CO2 concentration during the 1940s and 1950s is a notable feature in the ice core record. The new high density measurements confirm this result and show that CO2 concentrations stabilized at 310–312 ppm from ∼1940–1955. The CH4 and N2O growth rates also decreased during this period, although the N2O variation is comparable to the measurement uncertainty. Smoothing due to enclosure of air in the ice (about 10 years at DE08) removes high frequency variations from the record, so the true atmospheric variation may have been larger than represented in the ice core air record. Even a decrease in the atmospheric CO2 concentration during the mid-1940s is consistent with the Law Dome record and the air enclosure smoothing, suggesting a large additional sink of ∼3.0 PgC yr−1 [Trudinger et al., 2002a]. The δ13CO2 record during this time suggests that this additional sink was mostly oceanic and not caused by lower fossil emissions or the terrestrial biosphere [Etheridge et al., 1996; Trudinger et al., 2002a]. The processes that could cause this response are still unknown.

[11] The CO2 stabilization occurred during a shift from persistent El Niño to La Niña conditions [Allan and D'Arrigo, 1999]. This coincided with a warm-cool phase change of the Pacific Decadal Oscillation [Mantua et al., 1997], cooling temperatures [Moberg et al., 2005] and progressively weakening North Atlantic thermohaline circulation [Latif et al., 2004]. The combined effect of these factors on the trace gas budgets is not presently well understood. They may be significant for the atmospheric CO2 concentration if fluxes in areas of carbon uptake, such as the North Pacific Ocean, are enhanced, or if efflux from the tropics is suppressed.

Fonte: http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1 ... 1-bib-0028
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Quanto mi piace procurarti questi assist :lol: :lol:
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Messaggio da 4gen85 »

A chi e interessato a l argomento consiglio ...climate Central le stranezze del clima....zanichelli
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the hurricane
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Messaggio da the hurricane »

4gen85 ha scritto:A chi e interessato a l argomento consiglio ...climate Central le stranezze del clima....zanichelli
lo leggerò :wink:

un altro libro molto bello è storia culturale del clima di Beheringer casa editrice Bollati Boringhieri :)
Oppure anche il Clima come cambia e perchè di Alpha test

Altrimenti libri accademici sono atmospheric science autori Waallace-Hobbs e Global Physical Climatology di Hartmann

Per gli ultimi due bisogna avere basi importanti di fisica dei continui, meccanica, termodinamica,analisi matematica con equazioni differenziali e meccanica razionale.
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yuko
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Messaggio da yuko »

the hurricane ha scritto:
4gen85 ha scritto:A chi e interessato a l argomento consiglio ...climate Central le stranezze del clima....zanichelli
lo leggerò :wink:

un altro libro molto bello è storia culturale del clima di Beheringer casa editrice Bollati Boringhieri :)
Oppure anche il Clima come cambia e perchè di Alpha test

Altrimenti libri accademici sono atmospheric science autori Waallace-Hobbs e Global Physical Climatology di Hartmann

Per gli ultimi due bisogna avere basi importanti di fisica dei continui, meccanica, termodinamica,analisi matematica con equazioni differenziali e meccanica razionale.
Grazie delle dritte, a proposito posso chiederti dove studi?
qualche tempo fa mi sono imbattuto in questo articolo molto istruttivo di D. Santini, mi ha fatto molto riflettere sul ruolo del meteorologo e sulla possibilità di continuare gli studi in Italia:


Il ruolo del Fisico dell'Atmosfera e le sue competenze

Un Fisico... classico
Premesso che innanzitutto esso è un FISICO, cioè una persona estremamente competente (o perlomeno dovrebbe esserlo…) nelle aree cui è soggetto il suo lavoro: in generale gli argomenti più approfonditi sono termodinamica (classica e statistica), tipi di conduzione del calore, fisica dei fluidi e anche un po’ dei solidi, teorie previsionali e modellistica fisico-matematica, conoscenza perfetta delle carte meteorologiche (previsionali, zonali, ecc.), interazioni tra litosfera e atmosfera, strato limite planetario, circolazione generale, flussi laminare e turbolento, fisica e chimica delle nubi e delle precipitazioni, modelli sul clima, analisi critica e comprensione di dati satellitari, interazioni tra fenomeni atmosferici e dello spazio extraplanetario...

Bene, alla luce di ciò pare evidente che la stragrande maggioranza dei personaggi che scrivono sui siti di "fantaprevisione" non ha la benché minima conoscenza delle cose di cui sopra. Sia chiaro, ogni fisico si specializza in un determinato ambito (io stesso sto focalizzando i miei studi sulla dinamica dei fluidi e delle interazioni tra litosfera ed atmosfera), ma in genere il meteorologo DEVE essere una persona seria e competente, che abbraccia tutti gli argomenti citati prima. Provo notevole rabbia e delusione allorquando leggo di personaggi che si vantano di prevedere colate artiche, anticicloni africani e fantomatiche previsioni stagionali con grande accuratezza, cosa che è e rimarrà sempre impossibile: l’uomo non può fare nulla contro la matematica e la statistica (infatti la termodinamica statistica insegna molto di questo, ma è totalmente sconosciuta ai più).


Molti siti “meteo”, inoltre, sono pieni di errori concettuali enormi: un esempio è sulla non conoscenza delle anomalie circolatorie generali dell’atmosfera (ENSO; NAO; PDO; QBO). A quanto pare fa “in” sapere che esistano i suddetti termini ma NON sapere il vero significato che essi nascondono), oppure noto grande confusione circa la definizione di “vento di caduta”.Se esistono errori su questi ambiti, figuriamoci se coloro che scrivono su certi siti conoscono davvero cosa siano termini come ciclo dell’acqua (non da liquidare in due righe!), processi adiabatici e pseudo adiabatici, processo di condensazione delle goccioline di acqua, classi di stabilità di Pasquill, cella di Hadley, grafici sulla stabilità atmosferica, vento isallobarico, onde di Rossby, wind shear, vorticità, ecc.

Purtroppo in Italia l’offerta formativa è estremamente carente e laddove è presente non abbraccia la materia come dovrebbe. Troppo spesso nelle Facoltà italiane esiste al massimo uno (e dico UN) solo esame dove viene esplicata la fisica dell’atmosfera in maniera assai descrittiva. Certo, già quella è una preparazione molto superiore alla maggior parte dei siti meteo, ma rimane comunque molto carente nei confronti di Università straniere (Americane, Inglesi e Svizzere in primis), dove per due anni si fa solo ed esclusivamente didattica in campo meteorologico. Ciò è un vero peccato, perché sempre più gente si interessa allo studio di questa disciplina e credo che il mondo abbia estremo bisogno di persone competenti in atmosfera, cambiamenti climatici e impatto umano sul pianeta.

Voglio precisare una cosa: io sono contento che il numero degli appassionati cresca sempre di più, ma il problema è distinguere il professionista dall’amatore: quest’ultimo si interessa e si informa solo per se stesso SENZA divulgare idee o fatti privi di fondamento, o peggio ancora far credere di essere uno “stregone” basandosi sull’ignoranza della gente. Il professionista, invece, ha studiato per anni e s’è fatto un "gran mazzo" così con gli studi (e scusate il francesismo): egli esegue il suo mestiere col fine di informare correttamente la gente, non di farsi pubblicità per ricevere più click e quindi più guadagni. Non tutti siamo esperti in una determinata materia ed è giusto che chi scrive articoli di divulgazione o fa previsioni abbia un titolo e delle conoscenze alle spalle. Infine un vero professionista non si vanta di azzeccare le previsioni a 30 giorni ma è colui che sa fin dove una previsione si può spingere e mette in conto una parola che sembra blasfema ma è importantissima in ambito previsionale: incertezza.

Davide Santini
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Messaggio da 4gen85 »

the hurricane ha scritto:
4gen85 ha scritto:A chi e interessato a l argomento consiglio ...climate Central le stranezze del clima....zanichelli
lo leggerò :wink:

un altro libro molto bello è storia culturale del clima di Beheringer casa editrice Bollati Boringhieri :)
Oppure anche il Clima come cambia e perchè di Alpha test

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Per gli ultimi due bisogna avere basi importanti di fisica dei continui, meccanica, termodinamica,analisi matematica con equazioni differenziali e meccanica razionale.
praticamente dice che il clima sta cambiando repentinamente non si sa se e dovuto all uomo ma ci sono tutti i dati che state mettendo voi nel post buona lettura e fammi sapere...
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Messaggio da 4gen85 »

4gen85 ha scritto:
the hurricane ha scritto:
4gen85 ha scritto:A chi e interessato a l argomento consiglio ...climate Central le stranezze del clima....zanichelli
lo leggerò :wink:

un altro libro molto bello è storia culturale del clima di Beheringer casa editrice Bollati Boringhieri :)
Oppure anche il Clima come cambia e perchè di Alpha test

Altrimenti libri accademici sono atmospheric science autori Waallace-Hobbs e Global Physical Climatology di Hartmann

Per gli ultimi due bisogna avere basi importanti di fisica dei continui, meccanica, termodinamica,analisi matematica con equazioni differenziali e meccanica razionale.
praticamente dice che il clima sta cambiando repentinamente non si sa se e dovuto all uomo ma ci sono tutti i dati che state mettendo voi nel post buona lettura e fammi sapere...
ps a malapena ho un diploma in ragioneria non penso di essere in grado di leggere gli ultimi due eheheheh
freddopungente
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Messaggio da freddopungente »

buona sera,volevo fare una domanda,c'è correlazione tra emisfero nord ed emisfero sud per quanto riguarda le temperature,mi spiego ci sono anni che magari fà più freddo nell'emisfero nord o viceversa? spero di non aver fatto una domanda stupida :oops:
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Messaggio da yuko »

freddopungente ha scritto:buona sera,volevo fare una domanda,c'è correlazione tra emisfero nord ed emisfero sud per quanto riguarda le temperature,mi spiego ci sono anni che magari fà più freddo nell'emisfero nord o viceversa? spero di non aver fatto una domanda stupida :oops:
Leggi qui:
Partiamo da una premessa: il nostro Pianeta non è perfettamente sferico, ma presenta un piccolo schiacciamento in corrispondenza dei Poli. Questo avviene in quanto la Terra ruota attorno ad un asse e la forte centrifuga risultante è maggiore all'Equatore e decrescente verso i Poli. In realtà non è un meccanismo perfettamente proporzionale, in quanto la forza centrifuga agisce in diverso modo sui Continenti e sulle masse oceaniche: ecco quindi che l'Emisfero Boreale, essendo costituito da una maggiore percentuale di terre emerse rispetto a quello Australe, subisce di meno l'influenza della forza centrifuga.
Sull'Emisfero Settentrionale le terre emerse rappresentano circa il 39% della superficie, mentre sull'Emisfero Sud le terre emerse sono solo il 19%. La differenza è notevole, in quanto la parte continentale a nord arriva ad essere più del doppio rispetto alla parte continentale posta a sud. Questa è una prima causa di come l'Emisfero Boreale sia più soggetto e sensibile al riscaldamento climatico (e, in senso lato, alle variazioni climatiche repentine), in quanto proprio la maggiore presenza di terre emerse contribuisce a facilitare l'incremento termico che stiamo vivendo in questi decenni.
Grazie all'elevata capacità termica degli oceani, questi ultimi assorbono quasi il 90% di tutta l'energia assorbita dalla Terra. La presenza dell'Antartide, nella sua vastità, contribuisce poi a rendere ancor più freddo l'Emisfero Meridionale a causa dell'effetto albedo e degli stessi ghiacciai che riflettono le conseguenze sull'aria circostante.
Questo significa che occorre molta più energia per riscaldare l'Emisfero Meridionale di 1 grado Celsius rispetto a quanta ne occorre per riscaldare allo stesso modo (1°C) l'Emisfero Settentrionale.
Le mappe che evidenziano il riscaldamento attuale illustrano come il riscaldamento globale sia molto più galoppante sull'Emisfero Nord, di parecchi gradi Celsius in più se esposti alla stessa quantità crescente di radiazione infrarossa.
Un dato emerge abbastanza chiaramente ed è legato al fatto che il riscaldamento del periodo compreso fra il 1910 ed il 1940 è stato maggiormente omogeneo fra i due Emisferi, rispetto alla fase calda attuale iniziata nel 1975. Questo è stato in genere giustificato dallo stesso IPCC col fatto che l'attuale riscaldamento sia di maggiore origine antropica, mentre quello precedente fosse addebitate in misura maggiore al cosiddetto ciclo naturale.
Tuttavia, si tratta ancora di considerazioni oggetto di ampio dibattito ed i vari scienziati stanno appunto discutendo se la Temperature Media Globale risulti essere un criterio valido per il Bilancio termico globale e per descrivere nella realtà il Riscaldamento Globale. Come sostengono le tesi di numerosi esperti di termodinamica, non si possono semplice aggiungere le temperature e poi dividerle per arrivare ad ottenere le temperature medie di un sistema che non risulta essere in equilibrio termodinamico, date le differenti peculiarità tra i due Emisferi. C'è chi poi fa notare come la redistribuzione del calore da nord verso sud possa far evincere ed accentuare una tendenza al riscaldamento globale generale, se si misurasse solo la temperatura della superficie terrestre.
Per avere una temperatura globale più paragonabile ad assumere una media più realistica, sarebbe preferibile misurare solo le variazioni di temperature degli oceani, in quanto presentano peraltro un andamento più stabile. In tal senso, le temperature degli oceani sarebbero un indicatore molto più corretto sull'andamento della temperatura terrestre.
freddopungente
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Messaggio da freddopungente »

yuko ha scritto:
freddopungente ha scritto:buona sera,volevo fare una domanda,c'è correlazione tra emisfero nord ed emisfero sud per quanto riguarda le temperature,mi spiego ci sono anni che magari fà più freddo nell'emisfero nord o viceversa? spero di non aver fatto una domanda stupida :oops:
Leggi qui:
Partiamo da una premessa: il nostro Pianeta non è perfettamente sferico, ma presenta un piccolo schiacciamento in corrispondenza dei Poli. Questo avviene in quanto la Terra ruota attorno ad un asse e la forte centrifuga risultante è maggiore all'Equatore e decrescente verso i Poli. In realtà non è un meccanismo perfettamente proporzionale, in quanto la forza centrifuga agisce in diverso modo sui Continenti e sulle masse oceaniche: ecco quindi che l'Emisfero Boreale, essendo costituito da una maggiore percentuale di terre emerse rispetto a quello Australe, subisce di meno l'influenza della forza centrifuga.
Sull'Emisfero Settentrionale le terre emerse rappresentano circa il 39% della superficie, mentre sull'Emisfero Sud le terre emerse sono solo il 19%. La differenza è notevole, in quanto la parte continentale a nord arriva ad essere più del doppio rispetto alla parte continentale posta a sud. Questa è una prima causa di come l'Emisfero Boreale sia più soggetto e sensibile al riscaldamento climatico (e, in senso lato, alle variazioni climatiche repentine), in quanto proprio la maggiore presenza di terre emerse contribuisce a facilitare l'incremento termico che stiamo vivendo in questi decenni.
Grazie all'elevata capacità termica degli oceani, questi ultimi assorbono quasi il 90% di tutta l'energia assorbita dalla Terra. La presenza dell'Antartide, nella sua vastità, contribuisce poi a rendere ancor più freddo l'Emisfero Meridionale a causa dell'effetto albedo e degli stessi ghiacciai che riflettono le conseguenze sull'aria circostante.
Questo significa che occorre molta più energia per riscaldare l'Emisfero Meridionale di 1 grado Celsius rispetto a quanta ne occorre per riscaldare allo stesso modo (1°C) l'Emisfero Settentrionale.
Le mappe che evidenziano il riscaldamento attuale illustrano come il riscaldamento globale sia molto più galoppante sull'Emisfero Nord, di parecchi gradi Celsius in più se esposti alla stessa quantità crescente di radiazione infrarossa.
Un dato emerge abbastanza chiaramente ed è legato al fatto che il riscaldamento del periodo compreso fra il 1910 ed il 1940 è stato maggiormente omogeneo fra i due Emisferi, rispetto alla fase calda attuale iniziata nel 1975. Questo è stato in genere giustificato dallo stesso IPCC col fatto che l'attuale riscaldamento sia di maggiore origine antropica, mentre quello precedente fosse addebitate in misura maggiore al cosiddetto ciclo naturale.
Tuttavia, si tratta ancora di considerazioni oggetto di ampio dibattito ed i vari scienziati stanno appunto discutendo se la Temperature Media Globale risulti essere un criterio valido per il Bilancio termico globale e per descrivere nella realtà il Riscaldamento Globale. Come sostengono le tesi di numerosi esperti di termodinamica, non si possono semplice aggiungere le temperature e poi dividerle per arrivare ad ottenere le temperature medie di un sistema che non risulta essere in equilibrio termodinamico, date le differenti peculiarità tra i due Emisferi. C'è chi poi fa notare come la redistribuzione del calore da nord verso sud possa far evincere ed accentuare una tendenza al riscaldamento globale generale, se si misurasse solo la temperatura della superficie terrestre.
Per avere una temperatura globale più paragonabile ad assumere una media più realistica, sarebbe preferibile misurare solo le variazioni di temperature degli oceani, in quanto presentano peraltro un andamento più stabile. In tal senso, le temperature degli oceani sarebbero un indicatore molto più corretto sull'andamento della temperatura terrestre.
grazie yuko gentilissimo,una cosa che vorrei far notare:"L'umanità è quasi tutta boreale: l'emisfero Nord accoglie sui due terzi delle terre emerse il 90% degli esseri umani; soltanto il 10% quindi va a costituire l'umanità australe. La distribuzione degli abitanti apparirebbe connessa alla ripartizione delle terre emerse, che si presentano più estese nell'emisfero boreale. In realtà i gruppi umani sono distribuiti in modo assai più inegua­le di quanto non lo siano le masse continentali." una sola cosa non mi è chiara,c'è qualche studio che attesta scambi di calore tra emisfero nord ed emisfero sud?
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