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"Gelo in Italia
Il giorno 22/01 un nucleo gelido di matrice artico-continentale investì direttamente l'area Balcanica ma, fortunatamente per l'Italia, la parte più gelida non varcò l'Adriatico.
Anche l'Europa centrale non fu risparmiata dalla gelida palude fredda e così Berlino piombò a -20 °C di minima.
L'Italia fu comunque investita da tese correnti orientali, che si fecero sentire al Nord sottoforma di cieli sereni e relativo crollo termico.
Peggio andò per le regioni adriatiche, dove l'effetto Stau produsse intense nevicate che sfociarono anche in violente bufere.
In compenso la mattina del 24/01 il Nord si svegliò attanagliato dal gelo, che se non eccezionale fece scendere sui -11 °C la temperatura nel milanese e -6.6 a Castelnovo Sotto, mentre si toccarono i -9.1 il 25/01. Frattanto la cellula anticiclonica spostò i suoi massimi su Scozia, Irlanda e Islanda perdendo la componente termica e diventando dinamica.
Questo diede il via ad una seconda discesa fredda principalmente composta da aria artico-marittima verso l'Europa centrale ed il Mediterraneo.
Grandi nevicate in Italia
Prima di giungere a destinazione, l'aria fredda transitò appena al di la delle Alpi e generò una depressione sul Golfo del Leone, la quale iniziò a convogliare aria mite verso la penisola.
Data la presenza del gelido cuscino freddo formatosi nella fase fredda precedente, lo scorrimento di aria umida e temperata sulla preesistente aria molto fredda, diede il via a copiose nevicate che interessarono gran parte del Nord Italia, ma soprattutto, almeno nella prima fase, l'angolo di nord-ovest (meno interessato il Piemonte), l'Emilia e appena dopo le alpi e prealpi venete.
Il cuscino freddo, figlio della freddissima e dunque piuttosto densa aria artica continentale, resistette benone all'assalto dei venti umidi e temperati per tutto il 26 e 27 di Gennaio, donando al Nord Italia un importante manto candido, che in Lombardia raggiunge diffusamente i 30 Cm, con punte sino a 40/45 Cm. Anche Genova subì una importantissima Nevicata.
A Castelnovo il manto si fermò a 20 Cm di neve asciutta.
In quel periodo gelido sul finire del gennaio 2005 vennero colpite duramente dalle nevicate anche le Marche, l'Abruzzo, la Campania e la Basilicata dove nelle zone interne nevicò per molti giorni e si misurarono accumuli superiori al metro in Abruzzo, alcune aree dell'Irpinia, del Salernitano, del Potentino e nelle aree interne marchigiane con diversi metri di neve sulle rispettive località appenniniche. Per quanto riguarda l'Abruzzo, dal 18 gennaio iniziò a nevicare su tutta la Regione, ma la zona più colpita è quella di Sulmona, più si sale di quota e più è alta la neve....fino ai 200 centimetri netti di Roccacaramanico. Segue un periodo gelido, culminante con i -31 °C di Campo Felice. A Febbraio le cose non cambiano: sul Fucino continua a nevicare per quasi tutto il mese, colpita duramente la Marsica, a Tagliacozzo cadono 80-100 cm in una sola notte. Gli accumuli toccano circa 3 metri a quote di 1500 metri. A Marzo nevica nuovamente ovunque, e stavolta il vero protagonista è il gelo fuori stagione: si toccano i -11 °C ad Avezzano e i -31 °C ai Piani di Pezza.
Ma il ciclo di maltempo non finì con la copiosa nevicata, ma proseguì nei successivi giorni, poiché una volta che la lacuna barica di cui sopra divenne una ben più profonda depressione, per una sorta di effetto pendolo si mise in lento movimento verso oriente secondo una direttrice bassa in latitudine.
Questo non fece altro che intensificare sull'Italia il flusso caldo umido e qui vi fu la capitolazione del cuscino freddo di cui abbiamo detto. Per effetto dello scirocco a Castelnovo il manto nevoso praticamente scomparve già il 31.
Il freddo artico toccò quindi alla penisola iberica con neve a Lisbona e in molte località spagnole che ricordarono l'inverno 1956.
Fine del dominio artico[modifica | modifica wikitesto]
L'Italia fu successivamente investita da correnti molto miti e umide gli ultimi giorni di gennaio che provocarono una settimana con temperature sopra la media.
Al sud però transitò una violenta depressione che portò nubifragi e forti venti
L'Anticiclone delle Azzorre si espanse ancora a nord-est facendo scivolare un'altra saccatura artico-continentale verso il mediterraneo.
Questa saccatura portò nevicate in puglia e nel versante adriatico.
A marzo un'altra potente sciabolata artica fece crollare le temperature in tutta Italia in particolare nel nord-italia.
A Livigno la minima toccò i -30 °C con il contributo del cielo sereno e anche altre città del nord-Italia toccarono minime molto basse come a Milano dove si registrarono -6 °C[/i]
da Meteolive[/b] traggo da questo articolo di Emanuele Latini:
AMARCORD Gennaio 2005: la GRANDE NEVE del Centro-Sud, tutti gli accumuli.
Ecco l'episodio meteorologico più importante dell'anno presentato in una sintesi accurata curata dalla nostra redazione. Emergono dati significativi, nella cornice di un evento che per certi versi non lascerà rimpiangere le annate storiche del 1985 o del 1996...
In primo piano - 9 Gennaio 2009, ore 09.42
[...] Ma i veri record spettano, come da copione, all'Adriatico: neve fin sulle coste dalla Romagna alla Puglia, accumuli importanti dalle spiagge di Rimini a quelle di Pescara. In collina, specie su Marche e Abruzzo, si sono raggiunti accumuli nivometrici che in molti casi hanno superato i valori storici del 1996 e addirittura del 1985.
Importanti i 35 cm di Recanati, comunque imparagonabili agli 80 di Macerata, a soli 315 metri sul livello del mare.
Situazione difficile anche sul settore pedemontano abruzzese, dove gli accumuli hanno toccato il metro a 600 metri di altitudune! La neve ha interessato copiosamente anche il versante emiliano dell'Appennino Settentrionale, con accumuli di oltre mezzo metro sui settori Modenese, Bolognese e Reggiano.
Ma la zona più duramente colpita dalla neve è stata indubbiamente quella delle Marche. Sui settori romagnolo, pesarese e urbinate, dove il vento ha contribuito a creare accumuli spaventosi, lo spessore nivometrico medio oscilla tra i 100 cm della collina e i 200 cm della montagna. Sul Carpegna ci sono tre metri di neve! Urbino, Sassoferrato, Gubbio, Gualdo Tadino, Fabriano e tutto il Montefeltro sono risultati particolarmente colpiti. Nel Maceratese 165 cm di neve a Bolognola, con situazione difficile a Camerino, Cingoli e Sarnano.
Nell'Ascolano accumuli-record sul versante orientale dei Monti Sibillini, dove il vento ha contribuito a modellare un paesaggio d'altri tempi: Montemonaco, Montegallo e Arquata del Tronto stanno vivendo una situazione ai limiti della praticabilità; in montagna sono caduti oltre due metri di neve! A 2000 metri si stimano accumuli di 4 metri! Ne consegue un forte rischio di valanghe, specie laddove i pendii montuosi esaltano questo tipo di fenomeno. Proprio in questo senso, la situazione resta particolarmente delicata a Foce di Montemonaco; ma su tutta la dorsale appenninica il pericolo rimane ancorato quanto meno al grado 3 (marcato).
In Abruzzo maggiormente interessati da fenomeni i versanti orientali di Gran Sasso e Maiella, con accumuli importanti a Passo Lanciano (150 cm a 1300 metri ca.), alla Maielletta (200cm a 1650 metri ca.) e con oltre 100cm sulle colline del Chietino e del Pescarese. Ottimo l'innevamento anche della Val di Sangro, della Val Peligna e del Parco d'Abruzzo, con circa 200cm di neve a quote prossime ai 1500 metri.
In Molise accumuli di oltre due metri hanno interessato Capracotta e le montagne di Campitello Matese, mentre si stimano accumuli-record anche per i Monti Frentani e per il Subappennino Dauno, in Puglia.
Emerge dunque in tutta la sua prorompente verità un quadro sintentico e al tempo stesso definito di un episodio di maltempo che rimarrà a lungo negli annali della meteorologia. Merito di una circolazione autorigenerante e persistente, di un buon serbatoio freddo mantenuto a lungo a disposizione, e di uno stau sempre efficace e puntuale nella sua cinica concretezza. Con una punta di orgoglio, ci piace sottolineare che la nostra soddisfazione non nasce solo dall'osservazione di un fenomeno per molti versi affascinante, quanto dalla verifica di una previsione "vecchia" di undici giorni, che ha trovato conferma nei fatti. (Meno male...)
https://www.meteolive.it/news/In-primo- ... li-/13347/
ciao Paolo e sperem!