L'angolo meteo di Francesco Aquino

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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Francesco Aquino
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Messaggio da Francesco Aquino »

La grande speranza Invernale.

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Depressione Atlantica che si posiziona ad ovest del Portogallo. Contemporaneamente le onde Planetarie 2 e 3 iniziano un'azione di spinta verso N favorendo così il movimento verso il basso di un'intensa colata Artica. La depressione Atlantica a largo del Portogallo, posizionata in quella zona potrebbe fungere da calamita per attirare verso il Mediterraneo la colata Artica. Lo step successivo, quello che interesserà maggiormente la nostra Penisola e sopratutto quella in grado, forse, di portare l'evento, sarà caratterizzata o meno dalla tenuta dei blocchi anticiclonici. Se la depressione Atlantica rimarrà in quella zona con quella intensità, potremo rischiare addirittura una chiusura a tenaglia delle wave 2 e 3 in grado di far isolare una bolla Artica e garantire successivamente una sua continentalizzazione. Si gioca tutta li la partita. LP Atlantica e waves 2 e 3.

Un saluto cordiale.
Francesco Aquino.
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Francesco Aquino
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Messaggio da Francesco Aquino »

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Dopo 54 giorni (13 Novembre 2015) la struttura Polare inizia a risentire dei primi segni di indebolimento. La soglia dell'indice NAM (+1,5) superata in suddetta data, ha contributo ad un condizionamento da ESE di tipo cold, ovvero una fase positiva del Vortice Polare con chiusura di quest'ultimo è deboli ondulazioni fredde a basse latitudini fino al 27 Dicembre. Dalla fine del mese di Dicembre abbiamo assistito alle prime ondulazioni fredde direttamente dalla zona Artica, che hanno portato in primo luogo un buon innevamento ad est del continente Europeo e nei pressi della Turchia.

In questa seconda parte di Gennaio le onde anticicloniche dovrebbero avere una maggiore spinta derivante anche dalla forza de El Ninõ, ormai arrivato al suo punto di massima espressione in questa sua fase.

Cosa potrebbe accadere?
Una nuova ondulazione Artica, anche intensa, potrebbe prendere la strada del Nord Europa (in un primo momento) e successivamente, qualora il blocco Azzorriano dovesse reggere ????? potremo assistere ad una fase Invernale verso il Mediterraneo centrale. Ma non è finita qui, con questa fase discendente dell'attività del Vortice Polare, il mese di Febbraio potrebbe regalare fredde sorprese.

Monitoriamo.
Francesco Aquino.
bora50nodi
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Messaggio da bora50nodi »

Grande Francesco ottima analisi...speriamo vada così. .
Estremo Nordest
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Messaggio da Estremo Nordest »

Francesco Aquino ha scritto:Immagine

Dopo 54 giorni (13 Novembre 2015) la struttura Polare inizia a risentire dei primi segni di indebolimento. La soglia dell'indice NAM (+1,5) superata in suddetta data, ha contributo ad un condizionamento da ESE di tipo cold, ovvero una fase positiva del Vortice Polare con chiusura di quest'ultimo è deboli ondulazioni fredde a basse latitudini fino al 27 Dicembre. Dalla fine del mese di Dicembre abbiamo assistito alle prime ondulazioni fredde direttamente dalla zona Artica, che hanno portato in primo luogo un buon innevamento ad est del continente Europeo e nei pressi della Turchia.

In questa seconda parte di Gennaio le onde anticicloniche dovrebbero avere una maggiore spinta derivante anche dalla forza de El Ninõ, ormai arrivato al suo punto di massima espressione in questa sua fase.

Cosa potrebbe accadere?
Una nuova ondulazione Artica, anche intensa, potrebbe prendere la strada del Nord Europa (in un primo momento) e successivamente, qualora il blocco Azzorriano dovesse reggere ????? potremo assistere ad una fase Invernale verso il Mediterraneo centrale. Ma non è finita qui, con questa fase discendente dell'attività del Vortice Polare, il mese di Febbraio potrebbe regalare fredde sorprese.

Monitoriamo.
Francesco Aquino.

ciao francesco,quanta percentuale perche si realizzi tutto?Grazie, buona serata!!!
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konrad
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Messaggio da konrad »

e per verificarsi questa, scusate la mia ignoranza sulle teleconnessionicosa dovrebbe succedere
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Francesco Aquino
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Messaggio da Francesco Aquino »

Aggiornamento meteo.

Non esistono detti popolari o speranze personali in grado di essere precise come la visione di insieme dei principali modelli matematici e i rispettivi run perturbati.

La situazione meteorologica al momento appare lineare in tutti i principali centri di calcolo, almeno fino al 16 Gennaio, range temporale ammissibile per una previsione più vicina possibile alla realtà. Successivamente sussitono grandi differenze tra i principali modelli matematici, sopratutto tra i due mostri sacri GFS ed ECMWF.
La grande incertezza nasce dall'esatta collocazione e successiva espansione sia dell'anticiclone delle Azzorre e sia dal contributo secondario per la tenuta del blocco da parte dell'anticiclone Russo.

Gli spaghi in evidenza sotto, sono riferiti alla località costiera di Montesilvano, poichè in linea di massima il comparto Adriatico sembra essere il target (principale o secondario) dell'ipotetica colata Artica.

Indecisione che regna sovrana e che potrà essere sciolta non prima del 14 Gennaio 2016.

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Stay tuned.
Francesco Aquino.
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Pinguino70
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Messaggio da Pinguino70 »

Ottima analisi, però porca miseria quant'è difficile far nevicare in Italia!
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Francesco Aquino
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Messaggio da Francesco Aquino »

Buon pomeriggio a tutto il forum, sono molto felice di essere tornato dopo quasi un anno e mi scuso con voi per l'assenza. Di seguito vi posto la mia personale analisi per la stagione Invernale prossima. Un caro saluto a tutti voi.

Analisi Inverno 2016-2017

Come di consueto mentre il 2016 ci sta per lasciare, facendo spazio ad un nuovo anno (si spera ricco di emozioni per tutti), nell’ambito meteorologico sul finire del mese di Dicembre iniziano i primi bilanci su quella che ad oggi risulta una delle più controverse stagioni Invernali degli ultimi 10 anni. Eravamo partiti con altre prospettive, un mese di Dicembre che si apprestava ad essere instabile e a tratti caratterizzato da fredde correnti Nord-orientali. Cosi non è stato. Le varie ipotesi fatte a metà Novembre hanno lasciato il posto ad un possente anticiclone di blocco disteso sui paralleli delle medie e basse latitudini, con il Mediterraneo spettatore di poche emozioni meteorologiche, nebbie, smog e qualità dell’aria pessima soprattutto lungo la Pianura Padana. Al contempo non si può definire un fallimento questo mese di Dicembre, soprattutto lungo l’Europa orientale e l’Asia, con record termici negativi anche al di sotto della media su Siberia e Russia e abbondanti nevicate che hanno coinvolto anche Turchia, Siria, e zone del deserto Nord Africano, soprattutto quest’ultime non abituate a simili scenari. Ora vi stare chiedendo: cosa c’è d’aspettarsi per il proseguo della stagione? Spesso una domanda che ha lasciato adito a molte discussioni, a volte controverse, ma che quest’oggi vorrei affrontare in questo articolo, mediante una spiegazione iniziale che ci farà comprendere meglio le possibili dinamiche in ambito meteorologico delle prossime settimane.
Partiamo da un presupposto, questa non sarà un analisi prettamente didattica, ma cercherà di far comprendere alcune basi su cui i vari appassionati in materia e gli esperti utilizzano per le loro analisi.
Figura 1
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Come possiamo osservare l’atmosfera terrestre è composta da vari strati. I più comunemente conosciuti sono la Troposfera e la Stratosfera. Perché siamo partiti da questa immagine ? Perché mi interessava mettere in risalto come tutti gli eventi che si creano e hanno un principio e un successivo sviluppo sulla nostra Terra avvengono in maggior parte nella Troposfera. Un temporale, un campo di alta pressione, la variazione della temperature delle acque superficiali dei nostri mari, tutti fenomeni che hanno un principio in Troposfera. Presto capirete del perché di tale citazione.
Ora, come ben sappiamo il nostro tempo o meglio le dinamiche meteorologiche che condiziona il tempo sulla nostra Penisola hanno un origine ben più distante rispetto alla nostra Penisola. Durante le varie stagioni, ma in particolar modo quella Invernale, abbiamo a che fare spesso con un termine tecnico: Vortice Polare. Seguono poi i termini anticicloni, onde planetarie e via dicendo.
1: Il vortice polare non è altro che una figura barica di bassa pressione. presente nella zona del Polo Nord geografico. A volte possiamo trovare il suo cuore pulsante (core polare) più sbilanciato verso il Canada o verso la Siberia, a seconda di tale sbilanciamento (noto come ASSE DEL VORTICE POLARE) possiamo ipotizzare quali potranno essere le zone più interessate da correnti fredde o basse pressioni durante l’Inverno. *Quando il VP risulta disturbato da afflussi di calore possono esserci correnti fredde verso le basse latitudini. Al contrario il nostro Inverno e quello del Centro-ovest Europeo può risultare abbastanza sopra media e con scarse occasioni per piogge o nevicate.
La premessa sul Vortice Polare è importante poiché a seconda di come in Troposfera (ricordate?), si comportano alcune variabili, possiamo sperare che il VP possa essere o meno destabilizzato e di conseguenza sperare in uno scivolamento verso le latitudini basse delle correnti fredde.
Ma cosa può dettare questo disturbo, o meglio chi?

Figura 2
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Vista cosi potrebbe sembrare un immagine fine a se stessa. In realtà serve per indicare da dove possono provenire i disturbi rivolti al Vortice Polare. Poco fa avevo scritto che in presenza di disturbi di calore verso il VP potevano derivare situazioni con possibili correnti fredde verso le basse latitudini.
Bene, nelle frecce rosse inserite nella figura 2 abbiamo le cosiddette : ONDE PLANETARIE. In sintesi esse nascono dalla Troposfera e una loro particolare invadenza verso l’alto può comportare una maggior facilità ad avere disturbi in sede del Vortice Polare, con risvolti freddi, anche a basse latitudini.
Nella maggior parte dei forum che parlano di Meteorologia, leggiamo spesso Vortice Polare Stratosferico, Vortice Polare Troposferico, Anticiclone Siberiano, Vortice Canadese. Qualcuno potrebbe dire: ma che vi siete bevuti, (detto fra noi non avrebbe tutti i torti). In sintesi il Vortice Polare si estende lungo le due zone dell’atmosfera di cui vi ho accennato in figura 1( Stratosfera e Troposfera). Mentre l’amico anticiclone siberiano e vortice canadese, sono semplicemente delle figure bariche che possono dettare le condizioni del tempo sul Continente Europeo. Tornando a noi, queste onde planetarie posizionate su Pacifico e Atlantico, spesso lavorano durante la stagione Invernale lungo i fianchi del Vortice Polare, portandolo a volte (quando ci riescono) a fenomeni di disturbo che possono sfociare successivamente in dinamiche più fredde verso l’Europa. In questo caso, e nei recenti anni, abbiamo avuto una debole attività di spinta da parte di queste onde che hanno fatto si che la struttura polare si isolasse in Canada e portando spesso ondate di gelo negli USA nord-orientali.
Quest’anno come detto in precedenza le premesse sembravano essere diverse, dove a Novembre avevamo osservato un importante raffreddamento e innevamento del territorio Euro-Asiatico, importantissimo per le sorti dei nostri Inverni. Succede però che durante il mese di Dicembre qualcosa si è inceppato.
Vi faccio un esempio pratico e facilmente intuibile.
1: per avere un forte disturbo in sede Polare abbiamo bisogno che le due onde planetarie esercitino tale movimento: prendete una bottiglia, dovete aprire il tappo. Parte vostro fratello (wave 1) per quanto esso sia forte il tappo non si toglie, ma lui ha esercitato una forte pressione che ha prodotto almeno un parziale allentamento del tappo. Poi dice a voi (wave 2): provaci tu dai. Voi in quel caso grazie all’enorme sforzo prodotto da vostro fratello vi trovare un lavoro più semplice e riuscite ad aprire questo tappo. Morale della favola, se le due onde planetarie agiscono insieme possono logorare alla lunga la struttura polare, impedendone un approfondimento che avviene spesso nel mese di Dicembre. Ma se lavora solo una delle due, in particolar modo la wave 1, avrete come risultato uno sforzo eccessivo e inutile con il Vortice Polare che si troverà più forte di prima.
Ecco questo è quanto successo nel mese di Dicembre. Come possiamo rimediare?
Ci sarebbero tanti discorsi da fare, ma io vorrei soffermare la mia attenzione ad alcuni aspetti fondamentali.
Dicevano i nonni: “l’acqua che non piove sta in cielo. Ha fatto caldo a Dicembre vedi ora che freddo a Gennaio. Mi ricordo il 1956, secco per 2 mesi e poi grande gelo a Febbraio”.
Detti popolari o semplicemente racconti dei nostri parenti, ma che forse un fondo di verità possono averlo.
Attualmente ci troviamo in questa situazione.

Figura 3
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Come detto in precedenza, anticiclone di blocco sull’Europa centro occidentale. Vortice Polare abbastanza compatto e posizionato nei pressi del Polo Nord geografico (figura di colore blu e viola). Come se non bastasse alcuni indici che misurano la situazione attuale lungo la colonna del Vortice Polare, non sembrano lasciare adito a speranze, se non per qualche debole episodio Invernale durante il mese di Gennaio, stiamo parlando dell’indice NAM (Northern Annular Mode, figura 4).

Figura 4
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La teoria di questo indice ci dice che quando esso supera la soglia del valore +1,5 abbiamo un Vortice Polare mediamente forte e compatto (Inverno non esaltante sulla nostra Penisola). Quando invece supera la soglia del -3 mediamente avremo un Vortice Polare disturbato ( Inverno più dinamico per il nostro Paese.
Al momento osservando tale indice sopra il valore +1,5 verrebbe da dire (INVERNO FINITO).
I paragoni con il passato ci sono e possiamo citare alcune annate in cui il Vortice Polare Stratosferico (ovvero la parte più alte di questa bassa pressione) risultava compatta, ma alla fine abbiamo ottenuto delle Invernate degne di nota.
Storico dati: Inverno 1956,1981,1991, 2005.
Indice NAM
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Il risultato che ne derivò fu di alcuni episodi freddi a volte anche intensi fin verso la nostra Penisola, come il famoso Febbraio 1956 o il Gennaio 2005. Di seguito le mappe di questi episodi.

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Ora lungi da me mettere in risalto solo eventi Invernali prolifici per la nostra Penisola al posto di annate difficili, con poche precipitazioni e tempo perlopiù stabile. Ma come disse all’inizio di questo articolo, siamo difronte ad una stagione che di normalità atmosferica ha ben poco.
Allora veniamo al dunque cosa potrebbe accedere nelle prossime settimane?
Ho ipotizzato due scenari.

Scenario n°1
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Vasto campo di alta pressione disteso dal centro Atlantico fin verso i Balcani, con correnti fredde relegate perlopiù all’Est Europa e Turchia.

Scenario n°2
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Alta pressione delle Azzorre distesa maggiormente dal centro Atlantico fin verso la Scandinavia, quasi a formare un ponte altopressorio sotto il quale potrebbero scorrere fredde correnti nord orientali dirette verso il Mediterraneo centrale e il centro Europa.
Quale potrebbe essere la chiave di volta per far si che uno di questi scenari vada in porto?
La MJO (Madden Julian Oscillation), ovvero una componente naturale che risiede tra Oceano e Atmosfera, che può essere in grado attraverso un suo processo di favorire o meno la persistenza di blocchi anticiclonici in sede Atlantica (tutto quello di cui abbiamo bisogno). Se suddetto indice si trova nelle fasi del grafico (7-8-1) allora potrebbe sussistere la possibilità di avere dei blocchi Azzorriani forti e duraturi in Atlantico.

Figura 5
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In sintesi: al momento ci troviamo difronte una situazione in cui quella famosa bottiglia che ha quel tappo duro da svitare ha solo una persona al momento che sta combattendo con esso, ovvero la wave 1. Al momento come vediamo dal grafico la fase di questa MJO è nella zona 6 del grafico. Se avverrà nei prossimi giorni una virata verso le fasi 7-8-1, allora dalla Troposfera (ricordate), potrà partire un maggiore contributo di calore verso il Polo, e la wave 1 non si troverà più sola a stappare questa bottiglia, ma avrà il contributo della wave 2 (onda Atlantica). Al contrario, allora ci troveremo di fronte allo scenario numero 1, con un Inverno pressochè stabile e con sporadici episodi Invernali, perlopiù rilegato al medio-basso versante Adriatico e al Sud Italia.
Bene siamo arrivati alla conclusione di questo estenuante editoriali, sperando di essere stato più chiaro possibile, e cercando di esporre gli argomenti con il giusto mix Tecnico e divertente allo stesso modo.
PS. Se in questo articolo ho spinto molto sul tasto della Troposfera è perché solo grazie ad essa e alle variabili atmosferiche presenti in essa possono essere sovvertite le sorti di una stagione.

Un saluto cordiale.
Francesco Aquino
Robertino
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Messaggio da Robertino »

Grazie del contributo Francesco, ora ti chiedo, tu sei in grado di provare a sbilanciarti su come andrà tra le due ipotesi da te esposte?
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Messaggio da Francesco Aquino »

Robertino ha scritto:Grazie del contributo Francesco, ora ti chiedo, tu sei in grado di provare a sbilanciarti su come andrà tra le due ipotesi da te esposte?
Ti ringrazio per la stima.
Be direi che è difficile propendere più per una scelta ad oggi. Ma se dovessi attenermi alle ultime proiezioni della Mjo vedo al momento prevalere lo scenario numero 1. Ma ripeto presto avremo importanti novità.
Saluti, Francesco.
iniestas
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Messaggio da iniestas »

In pratica facevi prima s scrivere game over
Lo scenario 1 e' h p per tutti
Quello 2 e' h p per più di metà'

Non vedo cosa ci sia di buono in queste due scenari
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Francesco Aquino
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Messaggio da Francesco Aquino »

iniestas ha scritto:In pratica facevi prima s scrivere game over
Lo scenario 1 e' h p per tutti
Quello 2 e' h p per più di metà'

Non vedo cosa ci sia di buono in queste due scenari
Oddio in realtà con il secondo scenario in caso di pattern a 2 onde non sarebbe affatto finito. Comunque è una mia idea, alla fine può benissimo essere errata.
Saluti.
robert
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Messaggio da robert »

ciao Francesco ,
la MJO in fase 6 e QBO positiva potrebbe indicare una fase dinamica e piu freddo . Propenderei per la configurazione sinottica 2 , probabile retrogressione fredda da est.
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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

Ciao Francesco chiaro bravo ed educato come sempre.
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Messaggio da Francesco Aquino »

Buona sera a tutti voi ragazzi e grazie per la stima. Quanto alla mjo, una fase 6 potrebbe in qualche modo dare una spinta in Atlantico più sostenuta, ma purtroppo avrebbe caratteristiche di un onda troppo occidentale rispetto alla Penisola Iberica. I geo potenziali Azzorriani per aver un bel blocco devono essere sostenuti e stabili ma partire dall'ovest della Spagna e non troppo nel centro Atlantico, altrimenti rischiamo un ponte anticiclonico troppo in tensione e a rischio di rottura al passaggio della prima bassa pressione.
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