
Situazione innevamento sulle Alpi
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
- nevofilo80
- ***SUPER FORUMISTA TOP***
- Messaggi: 35905
- Iscritto il: dom dic 21, 2008 9:30 am
- Località: molara
- nevofilo80
- ***SUPER FORUMISTA TOP***
- Messaggi: 35905
- Iscritto il: dom dic 21, 2008 9:30 am
- Località: molara
- nevofilo80
- ***SUPER FORUMISTA TOP***
- Messaggi: 35905
- Iscritto il: dom dic 21, 2008 9:30 am
- Località: molara
lities ha scritto:Per tirarsi su un pò di morale![]()
14-17 DICEMBRE 2008 - LA GRANDE NEVICATA SULLE VALLI DI LANZO.
Esattamente sette anni fa, a quest'ora, le Valli di Lanzo stavano vivendo una delle più intense e durature nevicate degli ultimi decenni, in particolare al di sopra dei 1.000 metri di quota, a causa di un'intensa saccatura atlantica centrata sulle Baleari, stazionaria per diversi giorni sulla medesima posizione. L'intenso richiamo sciroccale alle medie quote troposferiche, causò intense precipitazioni soprattutto sul Piemonte occidentale e meridionale, con i massimi precipitativi proprio sulle Alpi Graie (pensate che a Corio Pian Audi si rilevarono quasi 400 millimetri di pioggia/neve fusa nell'arco di 96 ore, massimo accumulo in Piemonte per quell'evento), con piogge pressochè eccezionali per il mese di dicembre, sia per intensità che per durata.
Se in pianura - ad esclusione del Cuneese, dove nevicò fino a 300 metri di quota - furono le piogge a creare molti problemi alla viabilità per torrenti in piena, frane e smottamenti, sulle Valli di Lanzo furono invece le copiose nevicate a mettere in crisi diversi comuni nella medio-alta valle, in particolare i comuni di Lemie, Usseglio, Ceres, Ala di Stura, Balme, Cantoira, Chialamberto e Groscavallo, con accumuli fino a 2 metri di neve fresca tra i giorni 14 e 17 sopra i 1.200 metri di quota; inizialmente la neve cadde fin verso il fondovalle (imbiancate Balangero, Vallo, Varisella e Lanzo il pomeriggio del 14), in seguito la quota neve si rialzò sui 600 metri e a fine evento la neve si trasformò in pioggia fino a 1000-1200 metri.
Il comune di Balme venne addirittura isolato per un paio di giorni a causa di una valanga che bloccò la strada provinciale che collega il comune più alto delle valli di Lanzo con il fondovalle.
Vi facciamo vedere un po' di foto di quei giorni, giusto per farvi venire un po' di nostalgia nevosa!!! Noi per non perderci lo spettacolo, da buoni appassionati di neve, il pomeriggio di domenica 14 dicembre salimmo in treno da Ciriè fino a Ceres e rimanemmo stupiti nel vedere gli sciatori che venivano giù da Ala di Stura direttamente sulla strada principale (a Ceres dalle ore 05 alle 17 del 14 caddero quasi 40 centimetri di neve fresca!): ricordiamo che alcuni abitanti di Ceres, ci dissero che era addirittura dal 1987 che non succedeva più una cosa simile, ed in effetti i dati meteo parlano chiaro!
Ti ringrazio Lities per avere pubblicato le foto di Balme sotto la neve del 2008. Ho letto tutti i post pubblicati e devo dare ragione a tutti, la situazione è desolante ma lasciatemi dire non anomala, per lo meno per le mie zone. Capita ogni tot di anni di non avere innevamento a Natale, mi ricordo la fine degli anni 80 con divieto di sparare i fuochi d'artificio a capodanno per pericolo di incendio e più di recente il 2006/2007 quando la prima arrivò a fine gennaio ed a Natale si camminava quasi fino ai 3000 metri senza pestare neve. Purtroppo per le stazioni medio piccole un Natale senza neve è una mazzata tremenda per il turismo, perché mentre località come Cervinia, Courmayeur, Stelvio, Tonale, Livigno e Sestriere grazie all'altitudine delle piste possono sopperire ed eventualmente andare avanti fino a giugno ed alcune proprio non chiudere, quelle sotto ai 1500 metri perdendo i quindici giorni natalizi perdono il 50 % della stagione. Passata la befana la primavera non è così lontana ed i week end per arrivare a Pasqua sono poi meno di 15..
-
Diamond_Sea
- Messaggi: 4802
- Iscritto il: gio mar 26, 2009 7:34 pm
- Località: Roseto Degli Abruzzi(TE)
- lities
- *Forumista TOP*
- Messaggi: 11516
- Iscritto il: mar feb 05, 2013 7:12 pm
- Località: cantoira (to) 800 m. slm
Un'altra chicca di Balme al TG3 del Piemonte:ghito ha scritto:lities ha scritto:Per tirarsi su un pò di morale![]()
14-17 DICEMBRE 2008 - LA GRANDE NEVICATA SULLE VALLI DI LANZO.
Esattamente sette anni fa, a quest'ora, le Valli di Lanzo stavano vivendo una delle più intense e durature nevicate degli ultimi decenni, in particolare al di sopra dei 1.000 metri di quota, a causa di un'intensa saccatura atlantica centrata sulle Baleari, stazionaria per diversi giorni sulla medesima posizione. L'intenso richiamo sciroccale alle medie quote troposferiche, causò intense precipitazioni soprattutto sul Piemonte occidentale e meridionale, con i massimi precipitativi proprio sulle Alpi Graie (pensate che a Corio Pian Audi si rilevarono quasi 400 millimetri di pioggia/neve fusa nell'arco di 96 ore, massimo accumulo in Piemonte per quell'evento), con piogge pressochè eccezionali per il mese di dicembre, sia per intensità che per durata.
Se in pianura - ad esclusione del Cuneese, dove nevicò fino a 300 metri di quota - furono le piogge a creare molti problemi alla viabilità per torrenti in piena, frane e smottamenti, sulle Valli di Lanzo furono invece le copiose nevicate a mettere in crisi diversi comuni nella medio-alta valle, in particolare i comuni di Lemie, Usseglio, Ceres, Ala di Stura, Balme, Cantoira, Chialamberto e Groscavallo, con accumuli fino a 2 metri di neve fresca tra i giorni 14 e 17 sopra i 1.200 metri di quota; inizialmente la neve cadde fin verso il fondovalle (imbiancate Balangero, Vallo, Varisella e Lanzo il pomeriggio del 14), in seguito la quota neve si rialzò sui 600 metri e a fine evento la neve si trasformò in pioggia fino a 1000-1200 metri.
Il comune di Balme venne addirittura isolato per un paio di giorni a causa di una valanga che bloccò la strada provinciale che collega il comune più alto delle valli di Lanzo con il fondovalle.
Vi facciamo vedere un po' di foto di quei giorni, giusto per farvi venire un po' di nostalgia nevosa!!! Noi per non perderci lo spettacolo, da buoni appassionati di neve, il pomeriggio di domenica 14 dicembre salimmo in treno da Ciriè fino a Ceres e rimanemmo stupiti nel vedere gli sciatori che venivano giù da Ala di Stura direttamente sulla strada principale (a Ceres dalle ore 05 alle 17 del 14 caddero quasi 40 centimetri di neve fresca!): ricordiamo che alcuni abitanti di Ceres, ci dissero che era addirittura dal 1987 che non succedeva più una cosa simile, ed in effetti i dati meteo parlano chiaro!
Ti ringrazio Lities per avere pubblicato le foto di Balme sotto la neve del 2008. Ho letto tutti i post pubblicati e devo dare ragione a tutti, la situazione è desolante ma lasciatemi dire non anomala, per lo meno per le mie zone. Capita ogni tot di anni di non avere innevamento a Natale, mi ricordo la fine degli anni 80 con divieto di sparare i fuochi d'artificio a capodanno per pericolo di incendio e più di recente il 2006/2007 quando la prima arrivò a fine gennaio ed a Natale si camminava quasi fino ai 3000 metri senza pestare neve. Purtroppo per le stazioni medio piccole un Natale senza neve è una mazzata tremenda per il turismo, perché mentre località come Cervinia, Courmayeur, Stelvio, Tonale, Livigno e Sestriere grazie all'altitudine delle piste possono sopperire ed eventualmente andare avanti fino a giugno ed alcune proprio non chiudere, quelle sotto ai 1500 metri perdendo i quindici giorni natalizi perdono il 50 % della stagione. Passata la befana la primavera non è così lontana ed i week end per arrivare a Pasqua sono poi meno di 15..
https://www.youtube.com/watch?v=R0PafOtjZYA
- Uomo di Langa
- Forumista senior
- Messaggi: 8808
- Iscritto il: gio dic 01, 2011 3:49 pm
- Località: Alba(CN) 172 m. s.l.m.
-
gemi65
- ***SUPER FORUMISTA TOP***
- Messaggi: 43683
- Iscritto il: mer nov 09, 2011 12:31 pm
- Località: Treia-Macerata
http://www.kronplatz.com/webcamimages/167044.jpg
Valle Aurina sempre al top!
Valle Aurina sempre al top!
Ma guarda con tutto il rispetto che ho per la Langa, e so quanto possa nevicare in quelle zone, dubito che a febbraio di quest'anno ci fossero due metri di neve ai 500 metri di Castino. In 24 ore a Balme tra la domenica pomeriggio ed il lunedì caddero 125 cm. di neve ed alla fine della nevicata la quantità totale fu di circa 250 cm., poi assestatasi a 2 metri che perdurò praticamente fino a metà aprile. Limone Piemonte, Balme, Ceresole Reale e Gressoney furono i quattro paesi delle Alpi occidentali dove la nevicata del dicembre 2008 fù più abbondante.Uomo di Langa ha scritto:Ad inizio Febbraio di quest'anno,Castino era più o meno nelle condizioni di Balme nelle foto di cui sopra.
- GiulianoPhoto
- Forumista senior
- Messaggi: 6810
- Iscritto il: mer apr 29, 2009 7:10 pm
- Località: Reano[450m][TO]
- Contatta:
La bellezza di 2/3cm ...gemi65 ha scritto:http://www.kronplatz.com/webcamimages/167044.jpg
Valle Aurina sempre al top!
Sia ben chiaro che è meglio del NULLA, almeno imbianca il paesaggio
La situazione dell'innevamento si sta facendo sempre più sconvolgente nell'arco alpino.
Zero neve fin oltre i 3000 m a sud, 2000-2500 m a nord.
Temperature ben superiori alle medie in montagna (ricordo che sulla montagna veneta già novembre è stato più caldo dell'anno scorso, che era il più caldo da inizio rilevazioni).
Uno sguardo anche alla stagione sciistica.
Moltissime stazioni sciistiche non sono riuscite ad aprire, nemmeno minimamente; altre sono riuscite ad aprire, con un limitatissimo numero di piste (10-20%), grazie a grandissimi sacrifici.
Alcune località più "abbienti" e blasonate sono riuscite ad aprire con la sola neve artificiale la maggior parte delle piste, andando incontro a grandi sacrifici e anche a costi non indifferenti.
Per molte località periferiche, a bassa quota, con scarsa disponibilità di acqua o non altrettanto blasonate e turistiche non sarà possibile aprire prima dell'anno nuovo (minimo minimo), andando a perdere un mese (su tre; marzo non lo conto perchè non tutti gli impianti possono restare aperti e la stagione è ormai alla fine, con minori frequentazioni) della stagione sciistica.
Anni duri per chi lavora nel settore degli impianti di risalita.
Zero neve fin oltre i 3000 m a sud, 2000-2500 m a nord.
Temperature ben superiori alle medie in montagna (ricordo che sulla montagna veneta già novembre è stato più caldo dell'anno scorso, che era il più caldo da inizio rilevazioni).
Uno sguardo anche alla stagione sciistica.
Moltissime stazioni sciistiche non sono riuscite ad aprire, nemmeno minimamente; altre sono riuscite ad aprire, con un limitatissimo numero di piste (10-20%), grazie a grandissimi sacrifici.
Alcune località più "abbienti" e blasonate sono riuscite ad aprire con la sola neve artificiale la maggior parte delle piste, andando incontro a grandi sacrifici e anche a costi non indifferenti.
Per molte località periferiche, a bassa quota, con scarsa disponibilità di acqua o non altrettanto blasonate e turistiche non sarà possibile aprire prima dell'anno nuovo (minimo minimo), andando a perdere un mese (su tre; marzo non lo conto perchè non tutti gli impianti possono restare aperti e la stagione è ormai alla fine, con minori frequentazioni) della stagione sciistica.
Anni duri per chi lavora nel settore degli impianti di risalita.
-
freddopungente
- *Forumista TOP*
- Messaggi: 11257
- Iscritto il: mar lug 28, 2015 11:26 am
- Località: roma
mi spiuace ma ti devo contraddire,almeno le prime 2 settimane di marzo sono insieme al periodo natalizio quelle in cui c'è maggior gente sulle piste,io vado sempre in settimana bianca le prime 2 di marzo da 13 anniPeter94 ha scritto:La situazione dell'innevamento si sta facendo sempre più sconvolgente nell'arco alpino.
Zero neve fin oltre i 3000 m a sud, 2000-2500 m a nord.
Temperature ben superiori alle medie in montagna (ricordo che sulla montagna veneta già novembre è stato più caldo dell'anno scorso, che era il più caldo da inizio rilevazioni).
Uno sguardo anche alla stagione sciistica.
Moltissime stazioni sciistiche non sono riuscite ad aprire, nemmeno minimamente; altre sono riuscite ad aprire, con un limitatissimo numero di piste (10-20%), grazie a grandissimi sacrifici.
Alcune località più "abbienti" e blasonate sono riuscite ad aprire con la sola neve artificiale la maggior parte delle piste, andando incontro a grandi sacrifici e anche a costi non indifferenti.
Per molte località periferiche, a bassa quota, con scarsa disponibilità di acqua o non altrettanto blasonate e turistiche non sarà possibile aprire prima dell'anno nuovo (minimo minimo), andando a perdere un mese (su tre; marzo non lo conto perchè non tutti gli impianti possono restare aperti e la stagione è ormai alla fine, con minori frequentazioni) della stagione sciistica.
Anni duri per chi lavora nel settore degli impianti di risalita.
In un anno normale fino a circa il 20 di marzo la qualità e quantità di neve è buona su quasi tutte le piste sopra ai 1200 metri. Sulle alpi occidentali, ma penso anche in tutte le altre, statisticamente la maggiore quantità di neve si ha proprio a cavallo dei primi 15 giorni di questo mese. Poi logicamente il sole di marzo non è quello di gennaio, ma le maggiori precipitazioni avvengono in questo mese. E' vero comunque che per le piccole stazioni il 50% della stagione invernale si fa a tra Natale e l'Epifania, discorso diverso per le località più famose.freddopungente ha scritto:mi spiuace ma ti devo contraddire,almeno le prime 2 settimane di marzo sono insieme al periodo natalizio quelle in cui c'è maggior gente sulle piste,io vado sempre in settimana bianca le prime 2 di marzo da 13 anniPeter94 ha scritto:La situazione dell'innevamento si sta facendo sempre più sconvolgente nell'arco alpino.
Zero neve fin oltre i 3000 m a sud, 2000-2500 m a nord.
Temperature ben superiori alle medie in montagna (ricordo che sulla montagna veneta già novembre è stato più caldo dell'anno scorso, che era il più caldo da inizio rilevazioni).
Uno sguardo anche alla stagione sciistica.
Moltissime stazioni sciistiche non sono riuscite ad aprire, nemmeno minimamente; altre sono riuscite ad aprire, con un limitatissimo numero di piste (10-20%), grazie a grandissimi sacrifici.
Alcune località più "abbienti" e blasonate sono riuscite ad aprire con la sola neve artificiale la maggior parte delle piste, andando incontro a grandi sacrifici e anche a costi non indifferenti.
Per molte località periferiche, a bassa quota, con scarsa disponibilità di acqua o non altrettanto blasonate e turistiche non sarà possibile aprire prima dell'anno nuovo (minimo minimo), andando a perdere un mese (su tre; marzo non lo conto perchè non tutti gli impianti possono restare aperti e la stagione è ormai alla fine, con minori frequentazioni) della stagione sciistica.
Anni duri per chi lavora nel settore degli impianti di risalita.
-
turbo_dif
- Forumista senior
- Messaggi: 6063
- Iscritto il: lun lug 09, 2012 9:11 am
- Località: roma - settecamini
nei posti dove vado io (alta badia/val gardena) il periodo con maggior numero di turisti è sempre il periodo natalizio e febbraiofreddopungente ha scritto:mi spiuace ma ti devo contraddire,almeno le prime 2 settimane di marzo sono insieme al periodo natalizio quelle in cui c'è maggior gente sulle piste,io vado sempre in settimana bianca le prime 2 di marzo da 13 anniPeter94 ha scritto:La situazione dell'innevamento si sta facendo sempre più sconvolgente nell'arco alpino.
Zero neve fin oltre i 3000 m a sud, 2000-2500 m a nord.
Temperature ben superiori alle medie in montagna (ricordo che sulla montagna veneta già novembre è stato più caldo dell'anno scorso, che era il più caldo da inizio rilevazioni).
Uno sguardo anche alla stagione sciistica.
Moltissime stazioni sciistiche non sono riuscite ad aprire, nemmeno minimamente; altre sono riuscite ad aprire, con un limitatissimo numero di piste (10-20%), grazie a grandissimi sacrifici.
Alcune località più "abbienti" e blasonate sono riuscite ad aprire con la sola neve artificiale la maggior parte delle piste, andando incontro a grandi sacrifici e anche a costi non indifferenti.
Per molte località periferiche, a bassa quota, con scarsa disponibilità di acqua o non altrettanto blasonate e turistiche non sarà possibile aprire prima dell'anno nuovo (minimo minimo), andando a perdere un mese (su tre; marzo non lo conto perchè non tutti gli impianti possono restare aperti e la stagione è ormai alla fine, con minori frequentazioni) della stagione sciistica.
Anni duri per chi lavora nel settore degli impianti di risalita.






