gli editoriali di ilario

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost

Avatar utente
nevofilo80
***SUPER FORUMISTA TOP***
Messaggi: 35905
Iscritto il: dom dic 21, 2008 9:30 am
Località: molara

Messaggio da nevofilo80 »

Salve a tutti; aggiornamento mattutino, finalizzato a chiarire con maggior dettaglio alcuni punti di discussione emersi nell’editoriale serale precedente.

In merito alle future sorti meteorologiche del territorio italiano, sono sostanzialmente due i quesiti più gettonati dai meteoppassionati (e non solo):

1) Breve termine; l’intensità e durata del peggioramento in arrivo su molte regioni a iniziare già dalla serata di oggi lunedì.

2) Lungo termine; l’assetto termo barico nel bacino del mediterraneo nel mese di Novembre. Ovvero, se arriveranno freddo e precipitazioni alle nostre latitdini.

In merito al primo quesito, il tempo sta già peggiorando nei mari a ovest dell’Italia, con estese velature nelle regioni tirreniche
Immagine
In una prima fase comunque, i corpi nuvolosi provenienti dall’Atlantico, andranno parzialmente a disgregarsi (frontolisi) contro la barriera anticiclonica presente nell’Europa centrale. Gradualmente però, nelle prossime 48 h-72 h gli ammassi nuvolosi riusciranno sempre di più a guadagnare terreno, apportando un sensibile peggioramento de tempo nelle regioni più occidentali nella giornata di mercoledì
Immagine
I modelli non sono completamente concordi sulla localizzazione dei fenomeni ma, nel complesso, tra mercoledì e giovedì sussiste la possibilità della genesi di piogge e temporali di una certa intensità tra Liguria, Toscana e regioni prealpine del nord. A seconda della opposizione che il cuneo altopressorio fornirà all’avanzata delle perturbazioni Atlantiche, potrà essere colpito maggiormente il nordovest e golfo ligure o la Toscana e il triveneto.
Immagine
Immagine
L’aspetto importante che sembra emergere dalle ultime emissioni dei modelli comunque, è lo scivolamento, entro giovedì sera, della bassa pressione in transito nel mar ligure verso sudest e l’assenza, quindi, di configurazioni di blocco nei mari occidentali, foriere in passato di piogge a carattere alluvionale nelle regioni menzionate.

Una volta che il peggioramento sarà transitato, piuttosto rapidamente, al centrosud tra giovedì e venerdì, appare sempre più probabile l’avvento di una potente rimonta anticiclonica nel Mediterraneo, correlata a una marcata fase di ricompattamento del Vortice Polare, previsto chiudersi in prima armonica a inizio Novembre, senza ondulazioni di rilievo del getto polare a scala emisferica quindi
Immagine
Eccoci quindi che si giunge al secondo punto di domanda posto all’inizio dell’articolo. Come proseguirà l’autunno?? Il VPT resterà compatto o partiranno nuove ondulazioni del getto, apportatrici di fenomenologie rilevanti nel Mediterraneo (anche del freddo)??

Questa mattina uno spiraglio sembra esserci, il VPT sembra sempre sensibile alle puntate azzorriane nel centro dell’Atlantico, con l’anticiclone che prova a aprirsi uno spazio tra i due lobi canadese e siberiano
Immagine
Come accennato ieri, il periodo intorno la metà di Novembre potrebbe rivelarsi decisivo per definire lo stato meteorologico nelle nostre regioni nella parte iniziale inverno. Qualora la puntata a nord dell’anticiclone in Atlantico giungesse a buon fine (senza condizionamenti negativi dalla stratosfera, ved. editoriale), si potrebbe davvero aprire la strada a una irruzione artica di notevole spessore. Per adesso però, c’è ancora molta strada da fare, intanto arriveranno le piogge autunnali…………..
Avatar utente
nevofilo80
***SUPER FORUMISTA TOP***
Messaggi: 35905
Iscritto il: dom dic 21, 2008 9:30 am
Località: molara

Messaggio da nevofilo80 »

04-11-2015 - Salve a tutti, anche stasera un rapido, ma si spera utile, aggiornamento in merito alla sorti del tempo nel lungo termine nel comparto europeo. Nel precedente editoriale l’analisi riguardante le sorti della struttura del Vortice Polare nel nostro emisfero era stata allargata a tutti i piani isobarici, confrontando quanto previsto alle quote troposferiche con l’assetto del VP in stratosfera.

La chiusura del VPT-VPS lungo tutta la colonna verticale è un dato acclarato secondo tutte le proiezioni. Molto minore però, appare la probabilità che tale assetto possa protrarsi in troposfera anche dopo la metà di Novembre; passiamo in rassegna qualche interessante figura.

fig.1 – grafico anomalie della pressione atmosferica a tutte le quote ultimi tre mesi nelle regioni polari
Immagine
Dalla fig.1 si evince come, al momento, le anomalie negative di pressione nelle regioni polari siano moderate, in particolare ai piani stratosferici, anche in parziale riassorbimento.

fig.2 grafico anomalie delle temperature a tutte le quote ultimi tre mesi nelle regioni polari
Immagine
Immagine
Il NAM è intorno 0,8, valore elevato ma lontano dalla soglia necessaria a far partire un condizionamento prolungato ai piani troposferici.

Puntiamo ora lo sguardo alle quote troposferiche, per verificare gli effetti che le dinamiche presenti alle diverse quote possono avere per le sorti del tempo nelle nostre regioni.

fig.4 - Valore AO (Artic Oscillation)
Immagine
Il valore dell’AO è visto, come intuibile, partire verso un picco positivo notevole, ma tale dinamica sembra essere riassorbita nel lungo termine, con una nuova discesa verso valori neutri di AO.

A validare le affermazioni esposte, il modello americano continua a vedere nel lungo termine un VPT molto più dinamico, con la partenza, sempre presente dell’ondulazione altopressoria in Atlantico blocco (meridiano wave 2) e saccatura artica in avvicinamento verso l’Italia (fig.5).
Immagine
Alla luce dei dati esposti, sembrerebbe quindi, ancora una volta, che alle quote troposferiche il VPT abbia la forza di reagire al tentativo di chiusura (condizionamento) operato dai piani superiori stratosferici, con partenza di nuove saccature artiche dirette verso il Mediterraneo dopo la metà del mese. I prossimi 5-6 giorni daranno decisivi nel definire tale comportamento, alla luce dei dati proposti dai modelli a seguito del cooling in atto in stratosfera. Non perdete i prossimi aggiornamenti.
BrixiaFidelis
Messaggi: 2530
Iscritto il: lun lug 20, 2015 3:33 pm
Località: Brescia

Messaggio da BrixiaFidelis »

@nevofilo
Salve a tutti, anche stasera un rapido, ma si spera utile, aggiornamento in merito alla sorti del tempo nel lungo termine nel comparto europeo....

buongiorno nevofilo, non sò se il td sia seguito da molti o meno, ma continua, per me sempre interessante ed utile ... :)
Avatar utente
nevofilo80
***SUPER FORUMISTA TOP***
Messaggi: 35905
Iscritto il: dom dic 21, 2008 9:30 am
Località: molara

Messaggio da nevofilo80 »

Salve a tutti, classico aggiornamento serale, ma questa volta con qualche approfondimento in più, comprendente una valutazione complessiva delle sorti dell’autunno nel nostro emisfero, con particolare riguardo al bacino del Mediterraneo.

Iniziamo dal presente e dal locale; alta pressione che si va affermando a partire da ovest nelle nostre regioni. Un robusto cuneo altopressorio si fa largo dalle coste algerine verso il nord Italia infatti, mentre al sud è ancora presente instabilità residua, derivante da infiltrazioni fredde dai Balcani
Immagine
Le due aree altopressorie visibili in fig,1 tenderanno a unirsi nei prossimi giorni, generando una struttura dinamica molto salda in Europa al di sotto del 50° parallelo
Immagine
Come si vede dalla fig.2, la rimonta altopressoria, di natura ibrida Azzore-Africana, sarà generata da un forte compattamento del Vortice Polare alle quote troposferiche e da un conseguente innalzamento della corrente a getto polare in Atlantico con al seguito l’alta pressione azzorriana.

La dinamica riportata tenderà ad assumere i toni della staticità per alcuni giorni, almeno fino alla metà del mese, con un serie di belle giornate calde e soleggiate nel territorio italiano, ad eccezione delle nebbie in pianura Padana, ma con l’incognita della genesi di nuove basse pressioni nell’estremo sud, secondo una classica evoluzione già vista molte volte questo autunno
Immagine
Successivamente, la struttura del VPT tenderà ad allentare le maglie ai bordi, con rilascio di lobi periferici, ma senza particolari modifiche alla circolazione atmosferica nel Mediterraneo, ancora in un limbo autunnale mite e prevalentemente soleggiato
Immagine
L’unica speranza in tale contesto, è l’arrivo di circolazioni fredde secondarie da est, come illustrato oggi dal modello americano, in un contesto di VPT sempre compatto
Immagine
A quando, quindi, una via d’uscita a una evoluzione che appare bloccata su dinamiche reiterate e spesso dannose per le nostre regioni??

In stratosfera, alla quota significativa di 10 hPa non c’è ancora nulla che possa lasciar presagire un allentamento della forza del Vortice Polare stratosferico, con un cooling davvero intenso e prolungato
Immagine
Al momento però, è bene sottolinearlo, la maggior chiusura della struttura del Vortice Polare è alle quote troposferiche, con valori NAM considerati alle diverse quote superiori all’unità, mentre alla quota geopotenziale di 10 hPa il NAM è ancora pari a 0,8
Immagine
Si ricorda, a tal proposito, che il valore significativo del NAM, ai fini della verifica di un eventuale condizionamento dei piani troposferici nei 45-60 giorni successivi, è quello a 10 hPa, come studi su base statistica, condotti da Baldwin e Dunkerton (Propagation of the Arctic Oscillation from the stratosphere to the troposphere,” J. geophys. res., vol. 104, p. 30,930–937,946, 1999) hanno evidenziato. In parole più semplici, se il vortice polare si rafforza oltre un certo limite alla quota di 30 km (10 hPa), è molto probabile che TUTTA la struttura del VPT-VPS tenda a chiudersi, rafforzandosi continuamente, per i successivi 45-60 giorni.

Se ciò accadesse ora quindi, non avremmo, in sostanza, peggioramenti freddi nel Mediterraneo fino a Natale, ma la seconda parte dell’inverno potrebbe andare diversamente.

In realtà, per adesso ciò non sta accadendo, ma i prossimi 15 giorni saranno un banco di prova piuttosto duro per il VP, che solo ora sta iniziando il cooling
Immagine
Volendo fare dei paragoni con il passato (gli studi citati hanno tutti base statistica), l’annata in corso ricorda molto quella della stagione 2012-2013, perlomeno come dati storici registrati; ecco la stessa carta (anomalie termiche a tutte le quote nelle regioni polari) riguardante il 2012 (
Immagine
Il cooling (raffreddamento) alle quote stratosferiche, nella carta mostrata, è iniziato nello stesso periodo dell’anno in corso, come si evince dal grafico riportato (per gli amanti della neve e del freddo è stato sottolineato anche il warming, parziale non major, che ha poi generato l’evento del Febbraio 2012, con destabilizzazione anche del VPT alle quote inferiori).

Ma c’è anche un’altra similitudine tra questo autunno è quello del 2012, sempre considerando gli indici generali; ovvero, vi è lo stessi valore del SAI
Immagine
Interessante quindi notare, come due indicatori della tendenza della stagione invernale (evoluzione anomalie termiche e SAI) siano coincidenti rispetto all’autunno di tre anni fa (2012).

Com’è stata la stagione 2012-2013??

Non male potremmo dire, con incursioni artiche nel mese di Dicembre e neve molto abbondante su Alpi e Appennino settentrionale fino al mese di Marzo. Sebbene ogni stagione abbia le sue peculiarità quindi, le premesse per la stagione a venire non sono male e, francamente, chi sostiene che sarà una inverno caldo e secco sbaglia di grosso, anche perchè non possibile fare previsioni così certe a così lungo termine. Quelle riportate finora sono solo, infatti, alcune indicazioni di massima, utili strumenti per interpretare i segnali che arriveranno dai modelli.
Avatar utente
nevofilo80
***SUPER FORUMISTA TOP***
Messaggi: 35905
Iscritto il: dom dic 21, 2008 9:30 am
Località: molara

Messaggio da nevofilo80 »

Salve a tutti, di nuovo insieme, per l’irrinunciabile appuntamento con l’analisi modelli e, quando possibile, con un approfondimento ulteriore riguardante le grandi tematiche della stagione fredda.

Anche stasera partiamo, quindi, dagli ultimi aggiornamenti dei modelli, per poi allargare lo sguardo sull’andamento a scala globale di alcuni indici emisferici e addirittura globali, come “El Nino”.

L’ultimo aggiornamento del modello americano, stasera, evidenzia un’evoluzione didattica in merito alle figure bariche che si muovono nel comparto Atlantico ed europeo in questo autunno. Dopo la grande rimonta anticiclonica, già in atto (ved. editoriale), il Vortice Polare resterà compatto nel complesso, ma con una chiara anomalia nell’area compresa tra Groenlandia e Islanda, indicata con H (High) in figura (fig.1)
Immagine
Tale anomalia altopressoria, in un settore generalmente dominato da vigorose basse pressioni nel semestre freddo, sembra essere l’unica nota discordante in un contesto di forte chiusura del Vortice Polare (AO in deciso rialzo). Proprio lo step decsritto sembra costituire il punto di partenza per una risalita più decisa dell’anticiclone delle Azzorre in Atlantico
Immagine
Ecco quindi, che si individua la formazione di una figura di blocco in Atlantico e di una corrispondente saccatura ad est, con aggancio della cellula di bassa pressione isolata nell’oceano.

Il Vortice Polare sembra quindi assumere molta più dinamicità alle soglie della terza decade e ciò sembrerebbe essere testimoniato anche dall’andamento degli spaghetti, decisamente sopramedia nei prossimi giorni, ma che iniziano a disperdersi verso il basso nel lungo termin
Immagine

Le ” perturbazioni” a carattere freddo del “grappolo” ensemble ripropongono con ostinazione la fomrazione di un blocco Atlantico dopo metà mese, che sembra essere una (forse l’unica) possibile via d’uscita dallo stallo emisferico del VP
Immagine
Ma quali probabilità ha una simile evoluzione di verificarsi nell’attuale evoluzione stagionale, alla luce dell’analisi di parametri di valutazione a carattere generale e, in particolare, della distribuzione delle anomalie di temperatura oceanica a scala globale, di cui si sta molto dibattendo in questo autunno??

Domanda articolata, ma andiamo per gradi, iniziamo con il vedere la distribuzione attuale delle SSTA (Sea Surface Temperature Anomalies,
Immagine
Nella figura sono state evidenziate le due anomalie più significative per l’evoluzione del tempo nei prossimi mesi nel nostro continente, El Nino e il “blob”.

La prima, El Nino, è un’anomalia in grado di influenzare il clima mondiale per la durata di una stagione a causa delle sue dimensioni (pari a un continente per estensione); la seconda, il cosidetto “blob” ovvero l’anomalia fredda in Atlantico, è molto più importante per i dettagli evolutivi dell’Europa e del bacino del Mediterraneo.

Iniziamo da El Nino, investigando su quali possano essere le influenze della più importante anomalia marina. Si tratta di un argomento molto complesso e dibattuto e, pertanto, facciamoci aiutare da chi il clima lo conosce bene, ovvero il Met-Office, con sede a Reading, nei pressi di Londra, noto anche per le emissioni giornaliere del modello europeo ECMWF
Immagine
Nella fig.5 sono riassunte le conseguenze più evidenti, per tutto il globo, de EL NINO, basate su osservazioni pluridecennali in tutto il mondo. Come si vede, in merito alle temperature nel bacino del Mediterraneo le cose vanno come previsto (a maggior ragione con un NINO strong come questo); ovvero, autunno più caldo della norma e precipitazioni nella norma (non al centronord però), più umido in Spagna. A seguire, l’inverno dovrebbe risultare piuttosto freddo in Scandinavia, nella norma nel resto d’Europa, evoluzione compatibile con la genesi di blocchi atlantici a ovest del territorio scandinavo, come inquadrato nel lungo termine dei modelli.

Veniamo quindi al “blob”, ovvero all’anomalia negativa dalla distribuzione informe estesa su buona parte dell’Atlantico centrale, che risulta quindi mediamente più freddo della norma. Tale anomalia dovrebbe influire sulle correnti nordoccidentali dominanti nella stagione invernale in Atlantico, che dovrebbeero risultare pù fredde della normale una volta giunte in Europa. Il discorso però non è scontato, nel senso che un “lago freddo” così vasto può influire anche sul percorso della corrente a getto, incentivando le saccature con asse in pieno Atlantico, contrastando quindi la formazione dei blocchi altopressori. In linea di massima, quanto più intenso è il getto polare in Atlantico, minore e l’influenza sul percorso della corrente stessa, troppo intensa, e maggiore e l’effetto di raffreddamento verso l’europa con un getto teso.

A complicare le cose c’è poi El Nino che tende a indebolire il getto polare e il VP, con l’innesco di un’ampia ondulazione in area Pacifica e con il contributo caldo oceanico nell’atmosfera
Immagine
Nel complesso, la combinazione migliore per i nostri territori consisterebbe, insequenza nell’indebolimento del getto polare in uscita dal Labrador, nella creazione del blocco altopressorio in Atlantico e nella genesi di una saccatura a matrice Artica o nord Atlantica nel Mediterraneo, a cui fornirebbe un contributo freddo il passaggio delle correnti sul blob Atlantico. Sarebbero precipitazioni e freddo per noi, ma troppe cose dovrebbero combaciare.

Una cosa però appare fondata: passando in rassegna tutti gli indici, comprese le SSTA come in questa sede, non ci sono elementi che possano indicare un inverno caldo e secco nel Mediterraneo ma semmai io contrario.
Rispondi