in questo ennesimo periodo indirizzato verso anomalie calde e figure bariche al posto sbagliato nel momento sbagliato ( gigantesche hp capaci di coinvolgere mezza europa nel periodo - teoricamente - più perturbato dell'anno ), per distrarci un pò propongo un test caratterizzato da due domande: la prima più lieta ed evocativa, e un tantino nostalgica; la seconda più riflessiva ed ipotetica.
Ecco le due domande:
A) quale è stato l'evento climatico a partire dal quale è nata - o è cominciata a fiorire -la vostra passione meteo?
B) se foste stati bambini - o ragazzini giovanissimi - in questi anni di semi-permanente sopramedia termico, con gelo, nebbie, nevicate e ondate di freddo sempre più irregolari e brevi e con estensione delle stagioni calde, siamo sicuri che ci saremmo innamorati di questa disciplina?
Rispondo io per primo
Alla domanda A...dico.... gennaio '85. Eh sì.. il mitico gennaio 85, quando avevo 9 anni: il mese più freddo della nostra Penisola degli ultimi 40 anni. E' inutile che vi ricordi cosa accadde in quel gennaio: mi limito a dire che a Torino gelarono la Stura e parte del Po.
Alla domanda B... non saprei come rispondere. Intendiamoci: la passione meteo non si nutre solo di freddo e neve, benchè esse siano considerati gli elementi più intriganti per buona parte degli amanti del clima ( e comunque gli inverni degli anni 2000 hanno regalato più nevicate che gli anni '90); e so benissimo che temporali, trombe marine o grandi mareggiate possono rappresentare ( perfino le alluvioni, anche se pare brutto dirlo) elementi capaci di catalizzare le attenzioni di potenziali appassionati. Però.... inutile negarlo, se ora io fossi bambino... con estati lunghissime; con inverni ridotti al lumicino; con ondate estreme di gelo rarissime e brevissime e localissime; con nevicate che iniziano con acqua e finiscono in acqua, lasciando sempre più spesso solo fanghiglia di pochi cm... ecco, in questi anni difficili, non so quanto la mia passione sarebbe potuta esplodere.
Ora a voi....
