veroooo4gen85 ha scritto:L inverno e la stagione che ti alzi la notte per vedere se nevica....e se per caso sfiocchetta non dormi piu e ti fissi dietro la finestra.....poi tutte le altre considerazioni le lascio agli esperti...
Cos'è l'inverno italiano secondo voi?
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Mi sarei aspettato l'intervento di qualche altra persona però...fa niente!lucauicx ha scritto:veroooo4gen85 ha scritto:L inverno e la stagione che ti alzi la notte per vedere se nevica....e se per caso sfiocchetta non dormi piu e ti fissi dietro la finestra.....poi tutte le altre considerazioni le lascio agli esperti...![]()
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Evidentemente la mia visione è condivisibile! Sono mancati quelli che dicevano che l'Atlantico era la normalità stagionale invernale!
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gemi65
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Chi dice che in inverno l'Atlantico è la normalità non sa nulla di meteo italiana.Burian2012 ha scritto:Mi sarei aspettato l'intervento di qualche altra persona però...fa niente!lucauicx ha scritto:veroooo4gen85 ha scritto:L inverno e la stagione che ti alzi la notte per vedere se nevica....e se per caso sfiocchetta non dormi piu e ti fissi dietro la finestra.....poi tutte le altre considerazioni le lascio agli esperti...![]()
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Evidentemente la mia visione è condivisibile! Sono mancati quelli che dicevano che l'Atlantico era la normalità stagionale invernale!In questo modo l'inverno italiano può solo morire, specie se mancano gli affondi tipici della stagione artico-marittimi.
L'Atlantico dovrebbe essere norma in autunno, Atlantico basso con frequenti perturbazioni che trasportano piovose correnti miti e umide in una prima fase settembre e ancor più ottobre e prima parte di novembre, e poi col progredire della stagione, dalla seconda decade di novembre rodano. Non infrequenti calme anticicloniche che causano le cosiddette ottobrate o l'estate dei morti e di San Martino.
Sull'inverno da statistiche secco al nord come tipico delle regioni a clima continentale, con inversioni frequenti, nebbie e galaverne e cuscini freddi che al primo spiffero da ovest danno luogo a cadute di neve anche in pianura. L'inverno delle Alpi è la stagione secca per antonomasia.
Per il centro ci sarebbe da fare un distinguo tra zone tirreniche e adriatiche quest'ultime più soggette alle irruzioni da est-nord-est con famosa ionio law che provoca cadute di neve anche lungo le coste e cieli sereni e freddo secco sul versante tirrenico. Non infrequente in inverno magari prima parte, la Genoa law, con pioggie dispensate sulle tirreniche e libecciate in adriatico sotto vento all'appennino.
Stesso discorso può farsi per il sud con le debite distinzioni tra est e ovest.
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Vale la stessa cosa anche per la Primavera togliendo il mese di Marzo che ci prospetta statisticamente un quadro meteo-climatico più tipico dell' inverno (affondi artico-marittimi intervallati da pause azzorriane) che della stagione d'appartenenza?gemi65 ha scritto:Chi dice che in inverno l'Atlantico è la normalità non sa nulla di meteo italiana.Burian2012 ha scritto:Mi sarei aspettato l'intervento di qualche altra persona però...fa niente!lucauicx ha scritto: veroooo![]()
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Evidentemente la mia visione è condivisibile! Sono mancati quelli che dicevano che l'Atlantico era la normalità stagionale invernale!In questo modo l'inverno italiano può solo morire, specie se mancano gli affondi tipici della stagione artico-marittimi.
L'Atlantico dovrebbe essere norma in autunno, Atlantico basso con frequenti perturbazioni che trasportano piovose correnti miti e umide in una prima fase settembre e ancor più ottobre e prima parte di novembre, e poi col progredire della stagione, dalla seconda decade di novembre rodano. Non infrequenti calme anticicloniche che causano le cosiddette ottobrate o l'estate dei morti e di San Martino.
Sull'inverno da statistiche secco al nord come tipico delle regioni a clima continentale, con inversioni frequenti, nebbie e galaverne e cuscini freddi che al primo spiffero da ovest danno luogo a cadute di neve anche in pianura. L'inverno delle Alpi è la stagione secca per antonomasia.
Per il centro ci sarebbe da fare un distinguo tra zone tirreniche e adriatiche quest'ultime più soggette alle irruzioni da est-nord-est con famosa ionio law che provoca cadute di neve anche lungo le coste e cieli sereni e freddo secco sul versante tirrenico. Non infrequente in inverno magari prima parte, la Genoa law, con pioggie dispensate sulle tirreniche e libecciate in adriatico sotto vento all'appennino.
Stesso discorso può farsi per il sud con le debite distinzioni tra est e ovest.
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Mi limiterei ad aprile, maggio assume connotati già diversi.Burian2012 ha scritto:Vale la stessa cosa anche per la Primavera togliendo il mese di Marzo che ci prospetta statisticamente un quadro meteo-climatico più tipico dell' inverno (affondi artico-marittimi intervallati da pause azzorriane) che della stagione d'appartenenza?gemi65 ha scritto:Chi dice che in inverno l'Atlantico è la normalità non sa nulla di meteo italiana.Burian2012 ha scritto: Mi sarei aspettato l'intervento di qualche altra persona però...fa niente!![]()
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Evidentemente la mia visione è condivisibile! Sono mancati quelli che dicevano che l'Atlantico era la normalità stagionale invernale!In questo modo l'inverno italiano può solo morire, specie se mancano gli affondi tipici della stagione artico-marittimi.
L'Atlantico dovrebbe essere norma in autunno, Atlantico basso con frequenti perturbazioni che trasportano piovose correnti miti e umide in una prima fase settembre e ancor più ottobre e prima parte di novembre, e poi col progredire della stagione, dalla seconda decade di novembre rodano. Non infrequenti calme anticicloniche che causano le cosiddette ottobrate o l'estate dei morti e di San Martino.
Sull'inverno da statistiche secco al nord come tipico delle regioni a clima continentale, con inversioni frequenti, nebbie e galaverne e cuscini freddi che al primo spiffero da ovest danno luogo a cadute di neve anche in pianura. L'inverno delle Alpi è la stagione secca per antonomasia.
Per il centro ci sarebbe da fare un distinguo tra zone tirreniche e adriatiche quest'ultime più soggette alle irruzioni da est-nord-est con famosa ionio law che provoca cadute di neve anche lungo le coste e cieli sereni e freddo secco sul versante tirrenico. Non infrequente in inverno magari prima parte, la Genoa law, con pioggie dispensate sulle tirreniche e libecciate in adriatico sotto vento all'appennino.
Stesso discorso può farsi per il sud con le debite distinzioni tra est e ovest.
In marzo non infrequenti anche irruzioni continentali tardive.
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E quindi togliendo Marzo che ha una sinottica più invernale gli altri due mesi come Aprile e Maggio presentano dapprima irruzioni polari-marittime ad Aprile poi mano mano con Maggio Atlantico basso se ho capito bene.gemi65 ha scritto:Mi limiterei ad aprile, maggio assume connotati già diversi.Burian2012 ha scritto:Vale la stessa cosa anche per la Primavera togliendo il mese di Marzo che ci prospetta statisticamente un quadro meteo-climatico più tipico dell' inverno (affondi artico-marittimi intervallati da pause azzorriane) che della stagione d'appartenenza?gemi65 ha scritto: Chi dice che in inverno l'Atlantico è la normalità non sa nulla di meteo italiana.
L'Atlantico dovrebbe essere norma in autunno, Atlantico basso con frequenti perturbazioni che trasportano piovose correnti miti e umide in una prima fase settembre e ancor più ottobre e prima parte di novembre, e poi col progredire della stagione, dalla seconda decade di novembre rodano. Non infrequenti calme anticicloniche che causano le cosiddette ottobrate o l'estate dei morti e di San Martino.
Sull'inverno da statistiche secco al nord come tipico delle regioni a clima continentale, con inversioni frequenti, nebbie e galaverne e cuscini freddi che al primo spiffero da ovest danno luogo a cadute di neve anche in pianura. L'inverno delle Alpi è la stagione secca per antonomasia.
Per il centro ci sarebbe da fare un distinguo tra zone tirreniche e adriatiche quest'ultime più soggette alle irruzioni da est-nord-est con famosa ionio law che provoca cadute di neve anche lungo le coste e cieli sereni e freddo secco sul versante tirrenico. Non infrequente in inverno magari prima parte, la Genoa law, con pioggie dispensate sulle tirreniche e libecciate in adriatico sotto vento all'appennino.
Stesso discorso può farsi per il sud con le debite distinzioni tra est e ovest.
In marzo non infrequenti anche irruzioni continentali tardive.
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L'Atlantico basso non mi risulta tipico di maggio.Burian2012 ha scritto:E quindi togliendo Marzo che ha una sinottica più invernale gli altri due mesi come Aprile e Maggio presentano dapprima irruzioni polari-marittime ad Aprile poi mano mano con Maggio Atlantico basso se ho capito bene.gemi65 ha scritto:Mi limiterei ad aprile, maggio assume connotati già diversi.Burian2012 ha scritto: Vale la stessa cosa anche per la Primavera togliendo il mese di Marzo che ci prospetta statisticamente un quadro meteo-climatico più tipico dell' inverno (affondi artico-marittimi intervallati da pause azzorriane) che della stagione d'appartenenza?
In marzo non infrequenti anche irruzioni continentali tardive.
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E cosa per Maggio? MIca le fasi anticicloniche visto che non è un mese estivo come abbiamo avuto l'iullòusione quest annogemi65 ha scritto:L'Atlantico basso non mi risulta tipico di maggio.Burian2012 ha scritto:E quindi togliendo Marzo che ha una sinottica più invernale gli altri due mesi come Aprile e Maggio presentano dapprima irruzioni polari-marittime ad Aprile poi mano mano con Maggio Atlantico basso se ho capito bene.gemi65 ha scritto: Mi limiterei ad aprile, maggio assume connotati già diversi.
In marzo non infrequenti anche irruzioni continentali tardive.
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Ma non si parlava di cos'è l'inverno? Siamo arrivati a maggio!
In maggio l'influenza dell'hp dovrebbe risultare maggiore rispetto ai due mesi precedenti e la primavera assumere quei caratteri di stabilità che preludono all'estate.
L'hp dovrebbe essere di matrice oceanica; purtroppo in questi anni recenti sempre più spesso è stato sostituito da quello di matrice africana con le coseguenze del caso in termini di temperature.
In maggio l'influenza dell'hp dovrebbe risultare maggiore rispetto ai due mesi precedenti e la primavera assumere quei caratteri di stabilità che preludono all'estate.
L'hp dovrebbe essere di matrice oceanica; purtroppo in questi anni recenti sempre più spesso è stato sostituito da quello di matrice africana con le coseguenze del caso in termini di temperature.
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InvernoPerfetto
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L'inverno italiano?! Bella domanda e bella iniziativa...
Innanzitutto, credo sia oramai chiaro a tutti che esso sia la stagione in assoluto che più ha subito il riscaldamento mediterraneo; a dire il vero, anche l'autunno non se la passa bene da un pò, ma l'inverno... essendo una stagione più caratterizzante, con elementi più definiti e dalle maggiori potenzialità, oltre al fatto che è in assoluto la più amata dagli appassionati meteo di quasi tutto il mondo - la debolezza esasperata degli ultimi si fa notare in modo assai clamoroso.
Attenzione... che l'inverno in Italia, in particolare da Roma in giù, non sia mai stata una stagione costante e che abbia spesso vissuto di strappi... questo è un dato che va ammesso da chiunque sia dotato di onestà intellettuale e conoscenza meteoclimatica.
Che però dovesse divenire questa stagione "fetecchia", sempre più breve, fragile e con elementi sempre meno riconoscibili... ecco... questo non solo non veniva dato per scontato da quasi nessuno, ma sta perfino superando - per lo meno in Italia - le previsioni dei più pessimisti.
E attenzione...parlo da innamorato ferito; parlo da folle appassionato di quella meravigliosa stagione, cosa che già si può intuire dal nome del mio nick.
Cos'è cambiato rispetto agli inverni di 30 anni fa?? praticamente tutto... ed il Nord Italia ne ha subito le più evidenti conseguenze:
1) è praticamente sparita la nebbia, o comunque si è ridotta in modo spettacolare e imprevisto: da novembre a fine febbraio, molte zone del settentrione finivano in ostaggio della "dama grigia"; adesso, in città quasi non arriva più, o se arriva, arriva poco fitta e per pochissimi giorni, rimanendo al più nelle campagne o nelle zone più periferiche
2) è scomparso l'hp russo-siberiano, il più grande laboratorio del gelo pr il nostro Paese e non solo: questa mastondontica figura si allunga fin da noi oramai una volta ogni 15 anni; prima dell'85, invece, un inverno su tre ne sentiva il respiro. E a causa di ciò si sono ridotte drasticamente le grandi ondate di gelo
3) le hp africane hanno quasi sostituito le hp azzorriane; conseguenza: isoterme più alte, mari più caldi, alluvioni più frequenti a causa dei cicloni mediterranei che si formano spesso prima e dopo questi hp subtropicali, e termiche tutte riviste verso l'alto
4) crollo del numero e della qualità delle nevicate nelle zone pianeggianti: nella mia Torino, ad esempio, da dicembre a febbraio, trent'anni fa, era molto più alta la probabilità che nevicasse piuttosto che piovesse; adesso, le percentuali si sono invertite e anche in pieno inverno la pioggia sabauda, fino agli 800 metri, non sorprende più
5) semi-estinzione del rodano e semi-estinzione della bora scura: dalla zona francese, quasi non entrano più quelle belle e fredde ( benchè non gelide) perturbazioni artico-marittime che poi si invorticavano sul golfo di genova e pescavano aria fredda da nord e da est, dispensando spesso neve fino al piano dal piacentino al milanese, passando per il torinese e l'aostano; è morta pure la mitica bora scura...quella che da Trieste e dintorni ci regalava immagini di mare che ghiacciava con la sua schiuma contro gli ormeggi e le stallattiti che decoravano la provincia giuliana...considerata la porta del freddo dall'est
6) ciclo di Vp furiosi che in inverno splittano quasi solo esclusivamente sul comparto canadese-americano e asiatico-siberiano. Risultato: da oltre due decenni a questa parte, forte crescita del gap termico invernale tra Europa ( occidentale soprattutto) e Usa-Canada e Giappone-Cina-Mongolia, terre ove, nonostante il riscaldamento gloabale stia colpendo anche lì, l'inverno non risulta tra le stagioni più in sofferenza.
7) depotenziamento di tutti gli scambi meridiani in sede mediterranea: ogni qual volta un'isoterma fredda tenta di farsi strada verso la nostra Penisola, deve scontare un surplus termico sopra la media di superfici marine e terrestri che ne inficia l'esito finale sia in termine di potenzialità ( ciò che un tempo regalava la -5, adesso la regala la meno otto), durata ( le risposte miti quasi sempre ne accorciano la sua permanenza) e direzione ( spessissimo le isoterme la prendono larga-larghissima, giungendo in Italia ferite e distorte). Risultato finale: anche quando in Italia potrebbe fare freddo, non ne fa quasi mai in proporzione alla sinottica di partenza.
E qualcosa credo di aver dimenticato. Alla luce di tutto ciò... cari amici capirete perchè l'inverno italiano è diventato quello che è diventato e, nonostante esista ancora pienamente la possibilità di viversi parentesi splendide ( febbraio 2012 per 2/3 d'Italia e fine dicembre 2014 per parte del Sud) nella stagione che più amiamo...è inutile negare come e quanto sia diventata una scommessa il trimestre freddo nel nostro Paese, tanto che oramai dobbiamo anche convivere con anni in cui l'inverno può perfino non presentarsi affatto.
Prima lo accetteremo, prima ce ne faremo una ragione..
Innanzitutto, credo sia oramai chiaro a tutti che esso sia la stagione in assoluto che più ha subito il riscaldamento mediterraneo; a dire il vero, anche l'autunno non se la passa bene da un pò, ma l'inverno... essendo una stagione più caratterizzante, con elementi più definiti e dalle maggiori potenzialità, oltre al fatto che è in assoluto la più amata dagli appassionati meteo di quasi tutto il mondo - la debolezza esasperata degli ultimi si fa notare in modo assai clamoroso.
Attenzione... che l'inverno in Italia, in particolare da Roma in giù, non sia mai stata una stagione costante e che abbia spesso vissuto di strappi... questo è un dato che va ammesso da chiunque sia dotato di onestà intellettuale e conoscenza meteoclimatica.
Che però dovesse divenire questa stagione "fetecchia", sempre più breve, fragile e con elementi sempre meno riconoscibili... ecco... questo non solo non veniva dato per scontato da quasi nessuno, ma sta perfino superando - per lo meno in Italia - le previsioni dei più pessimisti.
E attenzione...parlo da innamorato ferito; parlo da folle appassionato di quella meravigliosa stagione, cosa che già si può intuire dal nome del mio nick.
Cos'è cambiato rispetto agli inverni di 30 anni fa?? praticamente tutto... ed il Nord Italia ne ha subito le più evidenti conseguenze:
1) è praticamente sparita la nebbia, o comunque si è ridotta in modo spettacolare e imprevisto: da novembre a fine febbraio, molte zone del settentrione finivano in ostaggio della "dama grigia"; adesso, in città quasi non arriva più, o se arriva, arriva poco fitta e per pochissimi giorni, rimanendo al più nelle campagne o nelle zone più periferiche
2) è scomparso l'hp russo-siberiano, il più grande laboratorio del gelo pr il nostro Paese e non solo: questa mastondontica figura si allunga fin da noi oramai una volta ogni 15 anni; prima dell'85, invece, un inverno su tre ne sentiva il respiro. E a causa di ciò si sono ridotte drasticamente le grandi ondate di gelo
3) le hp africane hanno quasi sostituito le hp azzorriane; conseguenza: isoterme più alte, mari più caldi, alluvioni più frequenti a causa dei cicloni mediterranei che si formano spesso prima e dopo questi hp subtropicali, e termiche tutte riviste verso l'alto
4) crollo del numero e della qualità delle nevicate nelle zone pianeggianti: nella mia Torino, ad esempio, da dicembre a febbraio, trent'anni fa, era molto più alta la probabilità che nevicasse piuttosto che piovesse; adesso, le percentuali si sono invertite e anche in pieno inverno la pioggia sabauda, fino agli 800 metri, non sorprende più
5) semi-estinzione del rodano e semi-estinzione della bora scura: dalla zona francese, quasi non entrano più quelle belle e fredde ( benchè non gelide) perturbazioni artico-marittime che poi si invorticavano sul golfo di genova e pescavano aria fredda da nord e da est, dispensando spesso neve fino al piano dal piacentino al milanese, passando per il torinese e l'aostano; è morta pure la mitica bora scura...quella che da Trieste e dintorni ci regalava immagini di mare che ghiacciava con la sua schiuma contro gli ormeggi e le stallattiti che decoravano la provincia giuliana...considerata la porta del freddo dall'est
6) ciclo di Vp furiosi che in inverno splittano quasi solo esclusivamente sul comparto canadese-americano e asiatico-siberiano. Risultato: da oltre due decenni a questa parte, forte crescita del gap termico invernale tra Europa ( occidentale soprattutto) e Usa-Canada e Giappone-Cina-Mongolia, terre ove, nonostante il riscaldamento gloabale stia colpendo anche lì, l'inverno non risulta tra le stagioni più in sofferenza.
7) depotenziamento di tutti gli scambi meridiani in sede mediterranea: ogni qual volta un'isoterma fredda tenta di farsi strada verso la nostra Penisola, deve scontare un surplus termico sopra la media di superfici marine e terrestri che ne inficia l'esito finale sia in termine di potenzialità ( ciò che un tempo regalava la -5, adesso la regala la meno otto), durata ( le risposte miti quasi sempre ne accorciano la sua permanenza) e direzione ( spessissimo le isoterme la prendono larga-larghissima, giungendo in Italia ferite e distorte). Risultato finale: anche quando in Italia potrebbe fare freddo, non ne fa quasi mai in proporzione alla sinottica di partenza.
E qualcosa credo di aver dimenticato. Alla luce di tutto ciò... cari amici capirete perchè l'inverno italiano è diventato quello che è diventato e, nonostante esista ancora pienamente la possibilità di viversi parentesi splendide ( febbraio 2012 per 2/3 d'Italia e fine dicembre 2014 per parte del Sud) nella stagione che più amiamo...è inutile negare come e quanto sia diventata una scommessa il trimestre freddo nel nostro Paese, tanto che oramai dobbiamo anche convivere con anni in cui l'inverno può perfino non presentarsi affatto.
Prima lo accetteremo, prima ce ne faremo una ragione..
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La domanda è cos'è l'inverno italiano non cos'è diventato.InvernoPerfetto ha scritto:L'inverno italiano?! Bella domanda e bella iniziativa...
Innanzitutto, credo sia oramai chiaro a tutti che esso sia la stagione in assoluto che più ha subito il riscaldamento mediterraneo; a dire il vero, anche l'autunno non se la passa bene da un pò, ma l'inverno... essendo una stagione più caratterizzante, con elementi più definiti e dalle maggiori potenzialità, oltre al fatto che è in assoluto la più amata dagli appassionati meteo di quasi tutto il mondo - la debolezza esasperata degli ultimi si fa notare in modo assai clamoroso.
Attenzione... che l'inverno in Italia, in particolare da Roma in giù, non sia mai stata una stagione costante e che abbia spesso vissuto di strappi... questo è un dato che va ammesso da chiunque sia dotato di onestà intellettuale e conoscenza meteoclimatica.
Che però dovesse divenire questa stagione "fetecchia", sempre più breve, fragile e con elementi sempre meno riconoscibili... ecco... questo non solo non veniva dato per scontato da quasi nessuno, ma sta perfino superando - per lo meno in Italia - le previsioni dei più pessimisti.
E attenzione...parlo da innamorato ferito; parlo da folle appassionato di quella meravigliosa stagione, cosa che già si può intuire dal nome del mio nick.
Cos'è cambiato rispetto agli inverni di 30 anni fa?? praticamente tutto... ed il Nord Italia ne ha subito le più evidenti conseguenze:
1) è praticamente sparita la nebbia, o comunque si è ridotta in modo spettacolare e imprevisto: da novembre a fine febbraio, molte zone del settentrione finivano in ostaggio della "dama grigia"; adesso, in città quasi non arriva più, o se arriva, arriva poco fitta e per pochissimi giorni, rimanendo al più nelle campagne o nelle zone più periferiche
2) è scomparso l'hp russo-siberiano, il più grande laboratorio del gelo pr il nostro Paese e non solo: questa mastondontica figura si allunga fin da noi oramai una volta ogni 15 anni; prima dell'85, invece, un inverno su tre ne sentiva il respiro. E a causa di ciò si sono ridotte drasticamente le grandi ondate di gelo
3) le hp africane hanno quasi sostituito le hp azzorriane; conseguenza: isoterme più alte, mari più caldi, alluvioni più frequenti a causa dei cicloni mediterranei che si formano spesso prima e dopo questi hp subtropicali, e termiche tutte riviste verso l'alto
4) crollo del numero e della qualità delle nevicate nelle zone pianeggianti: nella mia Torino, ad esempio, da dicembre a febbraio, trent'anni fa, era molto più alta la probabilità che nevicasse piuttosto che piovesse; adesso, le percentuali si sono invertite e anche in pieno inverno la pioggia sabauda, fino agli 800 metri, non sorprende più
5) semi-estinzione del rodano e semi-estinzione della bora scura: dalla zona francese, quasi non entrano più quelle belle e fredde ( benchè non gelide) perturbazioni artico-marittime che poi si invorticavano sul golfo di genova e pescavano aria fredda da nord e da est, dispensando spesso neve fino al piano dal piacentino al milanese, passando per il torinese e l'aostano; è morta pure la mitica bora scura...quella che da Trieste e dintorni ci regalava immagini di mare che ghiacciava con la sua schiuma contro gli ormeggi e le stallattiti che decoravano la provincia giuliana...considerata la porta del freddo dall'est
6) ciclo di Vp furiosi che in inverno splittano quasi solo esclusivamente sul comparto canadese-americano e asiatico-siberiano. Risultato: da oltre due decenni a questa parte, forte crescita del gap termico invernale tra Europa ( occidentale soprattutto) e Usa-Canada e Giappone-Cina-Mongolia, terre ove, nonostante il riscaldamento gloabale stia colpendo anche lì, l'inverno non risulta tra le stagioni più in sofferenza.
7) depotenziamento di tutti gli scambi meridiani in sede mediterranea: ogni qual volta un'isoterma fredda tenta di farsi strada verso la nostra Penisola, deve scontare un surplus termico sopra la media di superfici marine e terrestri che ne inficia l'esito finale sia in termine di potenzialità ( ciò che un tempo regalava la -5, adesso la regala la meno otto), durata ( le risposte miti quasi sempre ne accorciano la sua permanenza) e direzione ( spessissimo le isoterme la prendono larga-larghissima, giungendo in Italia ferite e distorte). Risultato finale: anche quando in Italia potrebbe fare freddo, non ne fa quasi mai in proporzione alla sinottica di partenza.
E qualcosa credo di aver dimenticato. Alla luce di tutto ciò... cari amici capirete perchè l'inverno italiano è diventato quello che è diventato e, nonostante esista ancora pienamente la possibilità di viversi parentesi splendide ( febbraio 2012 per 2/3 d'Italia e fine dicembre 2014 per parte del Sud) nella stagione che più amiamo...è inutile negare come e quanto sia diventata una scommessa il trimestre freddo nel nostro Paese, tanto che oramai dobbiamo anche convivere con anni in cui l'inverno può perfino non presentarsi affatto.
Prima lo accetteremo, prima ce ne faremo una ragione..
Per il momento nei libri di metereologia si parla di condizioni climatiche un pò diverse da quelle da te descritte.
Attenderemo le ristampe.
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InvernoPerfetto
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Naturalmente. Scusami Gemi, ho sbagliato tutto. Spero nessuno legga il mio intervento falso e distorto. Scusami ancoragemi65 ha scritto:La domanda è cos'è l'inverno italiano non cos'è diventato.InvernoPerfetto ha scritto:L'inverno italiano?! Bella domanda e bella iniziativa...
Innanzitutto, credo sia oramai chiaro a tutti che esso sia la stagione in assoluto che più ha subito il riscaldamento mediterraneo; a dire il vero, anche l'autunno non se la passa bene da un pò, ma l'inverno... essendo una stagione più caratterizzante, con elementi più definiti e dalle maggiori potenzialità, oltre al fatto che è in assoluto la più amata dagli appassionati meteo di quasi tutto il mondo - la debolezza esasperata degli ultimi si fa notare in modo assai clamoroso.
Attenzione... che l'inverno in Italia, in particolare da Roma in giù, non sia mai stata una stagione costante e che abbia spesso vissuto di strappi... questo è un dato che va ammesso da chiunque sia dotato di onestà intellettuale e conoscenza meteoclimatica.
Che però dovesse divenire questa stagione "fetecchia", sempre più breve, fragile e con elementi sempre meno riconoscibili... ecco... questo non solo non veniva dato per scontato da quasi nessuno, ma sta perfino superando - per lo meno in Italia - le previsioni dei più pessimisti.
E attenzione...parlo da innamorato ferito; parlo da folle appassionato di quella meravigliosa stagione, cosa che già si può intuire dal nome del mio nick.
Cos'è cambiato rispetto agli inverni di 30 anni fa?? praticamente tutto... ed il Nord Italia ne ha subito le più evidenti conseguenze:
1) è praticamente sparita la nebbia, o comunque si è ridotta in modo spettacolare e imprevisto: da novembre a fine febbraio, molte zone del settentrione finivano in ostaggio della "dama grigia"; adesso, in città quasi non arriva più, o se arriva, arriva poco fitta e per pochissimi giorni, rimanendo al più nelle campagne o nelle zone più periferiche
2) è scomparso l'hp russo-siberiano, il più grande laboratorio del gelo pr il nostro Paese e non solo: questa mastondontica figura si allunga fin da noi oramai una volta ogni 15 anni; prima dell'85, invece, un inverno su tre ne sentiva il respiro. E a causa di ciò si sono ridotte drasticamente le grandi ondate di gelo
3) le hp africane hanno quasi sostituito le hp azzorriane; conseguenza: isoterme più alte, mari più caldi, alluvioni più frequenti a causa dei cicloni mediterranei che si formano spesso prima e dopo questi hp subtropicali, e termiche tutte riviste verso l'alto
4) crollo del numero e della qualità delle nevicate nelle zone pianeggianti: nella mia Torino, ad esempio, da dicembre a febbraio, trent'anni fa, era molto più alta la probabilità che nevicasse piuttosto che piovesse; adesso, le percentuali si sono invertite e anche in pieno inverno la pioggia sabauda, fino agli 800 metri, non sorprende più
5) semi-estinzione del rodano e semi-estinzione della bora scura: dalla zona francese, quasi non entrano più quelle belle e fredde ( benchè non gelide) perturbazioni artico-marittime che poi si invorticavano sul golfo di genova e pescavano aria fredda da nord e da est, dispensando spesso neve fino al piano dal piacentino al milanese, passando per il torinese e l'aostano; è morta pure la mitica bora scura...quella che da Trieste e dintorni ci regalava immagini di mare che ghiacciava con la sua schiuma contro gli ormeggi e le stallattiti che decoravano la provincia giuliana...considerata la porta del freddo dall'est
6) ciclo di Vp furiosi che in inverno splittano quasi solo esclusivamente sul comparto canadese-americano e asiatico-siberiano. Risultato: da oltre due decenni a questa parte, forte crescita del gap termico invernale tra Europa ( occidentale soprattutto) e Usa-Canada e Giappone-Cina-Mongolia, terre ove, nonostante il riscaldamento gloabale stia colpendo anche lì, l'inverno non risulta tra le stagioni più in sofferenza.
7) depotenziamento di tutti gli scambi meridiani in sede mediterranea: ogni qual volta un'isoterma fredda tenta di farsi strada verso la nostra Penisola, deve scontare un surplus termico sopra la media di superfici marine e terrestri che ne inficia l'esito finale sia in termine di potenzialità ( ciò che un tempo regalava la -5, adesso la regala la meno otto), durata ( le risposte miti quasi sempre ne accorciano la sua permanenza) e direzione ( spessissimo le isoterme la prendono larga-larghissima, giungendo in Italia ferite e distorte). Risultato finale: anche quando in Italia potrebbe fare freddo, non ne fa quasi mai in proporzione alla sinottica di partenza.
E qualcosa credo di aver dimenticato. Alla luce di tutto ciò... cari amici capirete perchè l'inverno italiano è diventato quello che è diventato e, nonostante esista ancora pienamente la possibilità di viversi parentesi splendide ( febbraio 2012 per 2/3 d'Italia e fine dicembre 2014 per parte del Sud) nella stagione che più amiamo...è inutile negare come e quanto sia diventata una scommessa il trimestre freddo nel nostro Paese, tanto che oramai dobbiamo anche convivere con anni in cui l'inverno può perfino non presentarsi affatto.
Prima lo accetteremo, prima ce ne faremo una ragione..
Per il momento nei libri di metereologia si parla di condizioni climatiche un pò diverse da quelle da te descritte.
Attenderemo le ristampe.
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enricoaltatensione
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- Iscritto il: gio gen 15, 2009 1:51 pm
- Località: Calosso (AT)
Ma come mai allora, proprio nel nord-ovest, dal 2008-09 abbiamo chiuso 5 inverni su 7 con temperature nella media o anche sotto e solo due sopra di cui uno, l'ultimo con due episodi a dicembre e febbraio che in alcune zone d'Italia hanno scritto pagine di storia? Secondo me hai detto un sacco di inesattezze, frutto di una frustrazione inutile. Ricordo che Torino ha una media nivo di neanche 30 cm e ti ricordo che con la classica rodanata e Genova low il piemonte rimane in ombra, altro che nevicate da Aosta al piacentino e al milanese.InvernoPerfetto ha scritto:L'inverno italiano?! Bella domanda e bella iniziativa...
Innanzitutto, credo sia oramai chiaro a tutti che esso sia la stagione in assoluto che più ha subito il riscaldamento mediterraneo; a dire il vero, anche l'autunno non se la passa bene da un pò, ma l'inverno... essendo una stagione più caratterizzante, con elementi più definiti e dalle maggiori potenzialità, oltre al fatto che è in assoluto la più amata dagli appassionati meteo di quasi tutto il mondo - la debolezza esasperata degli ultimi si fa notare in modo assai clamoroso.
Attenzione... che l'inverno in Italia, in particolare da Roma in giù, non sia mai stata una stagione costante e che abbia spesso vissuto di strappi... questo è un dato che va ammesso da chiunque sia dotato di onestà intellettuale e conoscenza meteoclimatica.
Che però dovesse divenire questa stagione "fetecchia", sempre più breve, fragile e con elementi sempre meno riconoscibili... ecco... questo non solo non veniva dato per scontato da quasi nessuno, ma sta perfino superando - per lo meno in Italia - le previsioni dei più pessimisti.
E attenzione...parlo da innamorato ferito; parlo da folle appassionato di quella meravigliosa stagione, cosa che già si può intuire dal nome del mio nick.
Cos'è cambiato rispetto agli inverni di 30 anni fa?? praticamente tutto... ed il Nord Italia ne ha subito le più evidenti conseguenze:
1) è praticamente sparita la nebbia, o comunque si è ridotta in modo spettacolare e imprevisto: da novembre a fine febbraio, molte zone del settentrione finivano in ostaggio della "dama grigia"; adesso, in città quasi non arriva più, o se arriva, arriva poco fitta e per pochissimi giorni, rimanendo al più nelle campagne o nelle zone più periferiche
2) è scomparso l'hp russo-siberiano, il più grande laboratorio del gelo pr il nostro Paese e non solo: questa mastondontica figura si allunga fin da noi oramai una volta ogni 15 anni; prima dell'85, invece, un inverno su tre ne sentiva il respiro. E a causa di ciò si sono ridotte drasticamente le grandi ondate di gelo
3) le hp africane hanno quasi sostituito le hp azzorriane; conseguenza: isoterme più alte, mari più caldi, alluvioni più frequenti a causa dei cicloni mediterranei che si formano spesso prima e dopo questi hp subtropicali, e termiche tutte riviste verso l'alto
4) crollo del numero e della qualità delle nevicate nelle zone pianeggianti: nella mia Torino, ad esempio, da dicembre a febbraio, trent'anni fa, era molto più alta la probabilità che nevicasse piuttosto che piovesse; adesso, le percentuali si sono invertite e anche in pieno inverno la pioggia sabauda, fino agli 800 metri, non sorprende più
5) semi-estinzione del rodano e semi-estinzione della bora scura: dalla zona francese, quasi non entrano più quelle belle e fredde ( benchè non gelide) perturbazioni artico-marittime che poi si invorticavano sul golfo di genova e pescavano aria fredda da nord e da est, dispensando spesso neve fino al piano dal piacentino al milanese, passando per il torinese e l'aostano; è morta pure la mitica bora scura...quella che da Trieste e dintorni ci regalava immagini di mare che ghiacciava con la sua schiuma contro gli ormeggi e le stallattiti che decoravano la provincia giuliana...considerata la porta del freddo dall'est
6) ciclo di Vp furiosi che in inverno splittano quasi solo esclusivamente sul comparto canadese-americano e asiatico-siberiano. Risultato: da oltre due decenni a questa parte, forte crescita del gap termico invernale tra Europa ( occidentale soprattutto) e Usa-Canada e Giappone-Cina-Mongolia, terre ove, nonostante il riscaldamento gloabale stia colpendo anche lì, l'inverno non risulta tra le stagioni più in sofferenza.
7) depotenziamento di tutti gli scambi meridiani in sede mediterranea: ogni qual volta un'isoterma fredda tenta di farsi strada verso la nostra Penisola, deve scontare un surplus termico sopra la media di superfici marine e terrestri che ne inficia l'esito finale sia in termine di potenzialità ( ciò che un tempo regalava la -5, adesso la regala la meno otto), durata ( le risposte miti quasi sempre ne accorciano la sua permanenza) e direzione ( spessissimo le isoterme la prendono larga-larghissima, giungendo in Italia ferite e distorte). Risultato finale: anche quando in Italia potrebbe fare freddo, non ne fa quasi mai in proporzione alla sinottica di partenza.
E qualcosa credo di aver dimenticato. Alla luce di tutto ciò... cari amici capirete perchè l'inverno italiano è diventato quello che è diventato e, nonostante esista ancora pienamente la possibilità di viversi parentesi splendide ( febbraio 2012 per 2/3 d'Italia e fine dicembre 2014 per parte del Sud) nella stagione che più amiamo...è inutile negare come e quanto sia diventata una scommessa il trimestre freddo nel nostro Paese, tanto che oramai dobbiamo anche convivere con anni in cui l'inverno può perfino non presentarsi affatto.
Prima lo accetteremo, prima ce ne faremo una ragione..
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InvernoPerfetto
- Messaggi: 4625
- Iscritto il: gio feb 06, 2014 6:35 pm
- Località: Torino
5 inverni su 7 con temperature sotto la media??????????????? ma tu sei folle o pagato da Gemi( che poi è la stessa cosa)??? ti rendi conto di quello che dici? l'unico inverno in media di quelli da te citati è stato il 2009/10; gli altri sopra la norma, alcuni dei quali mostruosamente sopra la norma. Ma perchè menti sapendo di mentire?enricoaltatensione ha scritto:Ma come mai allora, proprio nel nord-ovest, dal 2008-09 abbiamo chiuso 5 inverni su 7 con temperature nella media o anche sotto e solo due sopra di cui uno, l'ultimo con due episodi a dicembre e febbraio che in alcune zone d'Italia hanno scritto pagine di storia? Secondo me hai detto un sacco di inesattezze, frutto di una frustrazione inutile. Ricordo che Torino ha una media nivo di neanche 30 cm e ti ricordo che con la classica rodanata e Genova low il piemonte rimane in ombra, altro che nevicate da Aosta al piacentino e al milanese.InvernoPerfetto ha scritto:L'inverno italiano?! Bella domanda e bella iniziativa...
Innanzitutto, credo sia oramai chiaro a tutti che esso sia la stagione in assoluto che più ha subito il riscaldamento mediterraneo; a dire il vero, anche l'autunno non se la passa bene da un pò, ma l'inverno... essendo una stagione più caratterizzante, con elementi più definiti e dalle maggiori potenzialità, oltre al fatto che è in assoluto la più amata dagli appassionati meteo di quasi tutto il mondo - la debolezza esasperata degli ultimi si fa notare in modo assai clamoroso.
Attenzione... che l'inverno in Italia, in particolare da Roma in giù, non sia mai stata una stagione costante e che abbia spesso vissuto di strappi... questo è un dato che va ammesso da chiunque sia dotato di onestà intellettuale e conoscenza meteoclimatica.
Che però dovesse divenire questa stagione "fetecchia", sempre più breve, fragile e con elementi sempre meno riconoscibili... ecco... questo non solo non veniva dato per scontato da quasi nessuno, ma sta perfino superando - per lo meno in Italia - le previsioni dei più pessimisti.
E attenzione...parlo da innamorato ferito; parlo da folle appassionato di quella meravigliosa stagione, cosa che già si può intuire dal nome del mio nick.
Cos'è cambiato rispetto agli inverni di 30 anni fa?? praticamente tutto... ed il Nord Italia ne ha subito le più evidenti conseguenze:
1) è praticamente sparita la nebbia, o comunque si è ridotta in modo spettacolare e imprevisto: da novembre a fine febbraio, molte zone del settentrione finivano in ostaggio della "dama grigia"; adesso, in città quasi non arriva più, o se arriva, arriva poco fitta e per pochissimi giorni, rimanendo al più nelle campagne o nelle zone più periferiche
2) è scomparso l'hp russo-siberiano, il più grande laboratorio del gelo pr il nostro Paese e non solo: questa mastondontica figura si allunga fin da noi oramai una volta ogni 15 anni; prima dell'85, invece, un inverno su tre ne sentiva il respiro. E a causa di ciò si sono ridotte drasticamente le grandi ondate di gelo
3) le hp africane hanno quasi sostituito le hp azzorriane; conseguenza: isoterme più alte, mari più caldi, alluvioni più frequenti a causa dei cicloni mediterranei che si formano spesso prima e dopo questi hp subtropicali, e termiche tutte riviste verso l'alto
4) crollo del numero e della qualità delle nevicate nelle zone pianeggianti: nella mia Torino, ad esempio, da dicembre a febbraio, trent'anni fa, era molto più alta la probabilità che nevicasse piuttosto che piovesse; adesso, le percentuali si sono invertite e anche in pieno inverno la pioggia sabauda, fino agli 800 metri, non sorprende più
5) semi-estinzione del rodano e semi-estinzione della bora scura: dalla zona francese, quasi non entrano più quelle belle e fredde ( benchè non gelide) perturbazioni artico-marittime che poi si invorticavano sul golfo di genova e pescavano aria fredda da nord e da est, dispensando spesso neve fino al piano dal piacentino al milanese, passando per il torinese e l'aostano; è morta pure la mitica bora scura...quella che da Trieste e dintorni ci regalava immagini di mare che ghiacciava con la sua schiuma contro gli ormeggi e le stallattiti che decoravano la provincia giuliana...considerata la porta del freddo dall'est
6) ciclo di Vp furiosi che in inverno splittano quasi solo esclusivamente sul comparto canadese-americano e asiatico-siberiano. Risultato: da oltre due decenni a questa parte, forte crescita del gap termico invernale tra Europa ( occidentale soprattutto) e Usa-Canada e Giappone-Cina-Mongolia, terre ove, nonostante il riscaldamento gloabale stia colpendo anche lì, l'inverno non risulta tra le stagioni più in sofferenza.
7) depotenziamento di tutti gli scambi meridiani in sede mediterranea: ogni qual volta un'isoterma fredda tenta di farsi strada verso la nostra Penisola, deve scontare un surplus termico sopra la media di superfici marine e terrestri che ne inficia l'esito finale sia in termine di potenzialità ( ciò che un tempo regalava la -5, adesso la regala la meno otto), durata ( le risposte miti quasi sempre ne accorciano la sua permanenza) e direzione ( spessissimo le isoterme la prendono larga-larghissima, giungendo in Italia ferite e distorte). Risultato finale: anche quando in Italia potrebbe fare freddo, non ne fa quasi mai in proporzione alla sinottica di partenza.
E qualcosa credo di aver dimenticato. Alla luce di tutto ciò... cari amici capirete perchè l'inverno italiano è diventato quello che è diventato e, nonostante esista ancora pienamente la possibilità di viversi parentesi splendide ( febbraio 2012 per 2/3 d'Italia e fine dicembre 2014 per parte del Sud) nella stagione che più amiamo...è inutile negare come e quanto sia diventata una scommessa il trimestre freddo nel nostro Paese, tanto che oramai dobbiamo anche convivere con anni in cui l'inverno può perfino non presentarsi affatto.
Prima lo accetteremo, prima ce ne faremo una ragione..
E in merito alle rodanate..le rodanate vere non lasciavano il piemonte in ombra,,perchè favorivano il ripescaccio da sudest, con scirocco freddo che favoriva nevicate su piemonte e valle d'aosta...mentre il libeccio colpiva più il piacentino, l'alessandrino e il milanese, sempre indotti dalle massicce risposte della low genovese dopo le irruzioni dal rodano.
Quindi studia prima di criticare e..soprattutto... non ti inventare dati che non esistono.
Un saluto a te e al tuo amico...
grande intervento...anche se la verità fa male....InvernoPerfetto ha scritto:L'inverno italiano?! Bella domanda e bella iniziativa...
Innanzitutto, credo sia oramai chiaro a tutti che esso sia la stagione in assoluto che più ha subito il riscaldamento mediterraneo; a dire il vero, anche l'autunno non se la passa bene da un pò, ma l'inverno... essendo una stagione più caratterizzante, con elementi più definiti e dalle maggiori potenzialità, oltre al fatto che è in assoluto la più amata dagli appassionati meteo di quasi tutto il mondo - la debolezza esasperata degli ultimi si fa notare in modo assai clamoroso.
Attenzione... che l'inverno in Italia, in particolare da Roma in giù, non sia mai stata una stagione costante e che abbia spesso vissuto di strappi... questo è un dato che va ammesso da chiunque sia dotato di onestà intellettuale e conoscenza meteoclimatica.
Che però dovesse divenire questa stagione "fetecchia", sempre più breve, fragile e con elementi sempre meno riconoscibili... ecco... questo non solo non veniva dato per scontato da quasi nessuno, ma sta perfino superando - per lo meno in Italia - le previsioni dei più pessimisti.
E attenzione...parlo da innamorato ferito; parlo da folle appassionato di quella meravigliosa stagione, cosa che già si può intuire dal nome del mio nick.
Cos'è cambiato rispetto agli inverni di 30 anni fa?? praticamente tutto... ed il Nord Italia ne ha subito le più evidenti conseguenze:
1) è praticamente sparita la nebbia, o comunque si è ridotta in modo spettacolare e imprevisto: da novembre a fine febbraio, molte zone del settentrione finivano in ostaggio della "dama grigia"; adesso, in città quasi non arriva più, o se arriva, arriva poco fitta e per pochissimi giorni, rimanendo al più nelle campagne o nelle zone più periferiche
2) è scomparso l'hp russo-siberiano, il più grande laboratorio del gelo pr il nostro Paese e non solo: questa mastondontica figura si allunga fin da noi oramai una volta ogni 15 anni; prima dell'85, invece, un inverno su tre ne sentiva il respiro. E a causa di ciò si sono ridotte drasticamente le grandi ondate di gelo
3) le hp africane hanno quasi sostituito le hp azzorriane; conseguenza: isoterme più alte, mari più caldi, alluvioni più frequenti a causa dei cicloni mediterranei che si formano spesso prima e dopo questi hp subtropicali, e termiche tutte riviste verso l'alto
4) crollo del numero e della qualità delle nevicate nelle zone pianeggianti: nella mia Torino, ad esempio, da dicembre a febbraio, trent'anni fa, era molto più alta la probabilità che nevicasse piuttosto che piovesse; adesso, le percentuali si sono invertite e anche in pieno inverno la pioggia sabauda, fino agli 800 metri, non sorprende più
5) semi-estinzione del rodano e semi-estinzione della bora scura: dalla zona francese, quasi non entrano più quelle belle e fredde ( benchè non gelide) perturbazioni artico-marittime che poi si invorticavano sul golfo di genova e pescavano aria fredda da nord e da est, dispensando spesso neve fino al piano dal piacentino al milanese, passando per il torinese e l'aostano; è morta pure la mitica bora scura...quella che da Trieste e dintorni ci regalava immagini di mare che ghiacciava con la sua schiuma contro gli ormeggi e le stallattiti che decoravano la provincia giuliana...considerata la porta del freddo dall'est
6) ciclo di Vp furiosi che in inverno splittano quasi solo esclusivamente sul comparto canadese-americano e asiatico-siberiano. Risultato: da oltre due decenni a questa parte, forte crescita del gap termico invernale tra Europa ( occidentale soprattutto) e Usa-Canada e Giappone-Cina-Mongolia, terre ove, nonostante il riscaldamento gloabale stia colpendo anche lì, l'inverno non risulta tra le stagioni più in sofferenza.
7) depotenziamento di tutti gli scambi meridiani in sede mediterranea: ogni qual volta un'isoterma fredda tenta di farsi strada verso la nostra Penisola, deve scontare un surplus termico sopra la media di superfici marine e terrestri che ne inficia l'esito finale sia in termine di potenzialità ( ciò che un tempo regalava la -5, adesso la regala la meno otto), durata ( le risposte miti quasi sempre ne accorciano la sua permanenza) e direzione ( spessissimo le isoterme la prendono larga-larghissima, giungendo in Italia ferite e distorte). Risultato finale: anche quando in Italia potrebbe fare freddo, non ne fa quasi mai in proporzione alla sinottica di partenza.
E qualcosa credo di aver dimenticato. Alla luce di tutto ciò... cari amici capirete perchè l'inverno italiano è diventato quello che è diventato e, nonostante esista ancora pienamente la possibilità di viversi parentesi splendide ( febbraio 2012 per 2/3 d'Italia e fine dicembre 2014 per parte del Sud) nella stagione che più amiamo...è inutile negare come e quanto sia diventata una scommessa il trimestre freddo nel nostro Paese, tanto che oramai dobbiamo anche convivere con anni in cui l'inverno può perfino non presentarsi affatto.
Prima lo accetteremo, prima ce ne faremo una ragione..