Gli alluvionati di domani ringraziano

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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nevofilo80
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Gli alluvionati di domani ringraziano

Messaggio da nevofilo80 »

Sono passati venticinque anni da quando il parlamento ha approvato l’importante legge sulla difesa del suolo che porta il numero “183”. La legge fu salutata da molti come un passo concreto per far cessare o almeno rallentare la lunga serie di alluvioni cominciata nel 1951 con quella del Polesine, poi continuate ogni anno, con alcuni eventi clamorosi come l’alluvione di Firenze del 1966. Da allora era stato un seguito senza fine di disastri territoriali in tutta Italia; anzi l’approvazione della legge 183 fu accelerata dalla grande frana e alluvione della Valtellina del luglio 1986, con 53 morti e 4.000 miliardi di lire di allora (circa 4 miliardi di euro di oggi) di danni.

La 183 partiva da alcuni concetti noti; la difesa del suolo e la regolazione del flusso delle acque superficiali richiedono una amministrazione del territorio per bacini idrografici, quelle unità geografiche i cui confini, ben definiti, sono lo spartiacque delle colline e montagne. In ciascun bacino idrografico le acque scorrono dalle vette lungo le valli fino al mare attraverso fossi e torrenti che confluiscono nel fiume principale il quale porta al mare il risultato di tutto quello che succede all’interno del bacino: i residui dell’erosione del suolo, le sostanze inquinanti delle città, delle industrie, dell’agricoltura e della zootecnia, ramaglie e tronchi.
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Purtroppo i confini fisici dei bacini idrografici spesso non coincidono con quelli delle province e delle Regioni, ciascuna delle quali costruisce edifici, strade, ponti, depuratori dove gli pare, senza considerare che non ha senso fare opere di rimboschimento o di difesa del suolo in una valle se nella valle adiacente, dello stesso bacino idrografico, ma “appartenente” ad un’altra amministrazione, le acque irruenti portano a valle terra e tronchi. Non ha senso costruire in una città un efficiente depuratore delle acque se le città e le industrie a monte continuano a versare nello stesso fiume agenti inquinanti.

La legge 183 stabiliva che la gestione di ciascun bacino idrografico era affidata ad una “autorità” comprendente i rappresentanti degli enti locali delle varie parti del bacino, con il compito di fare un inventario di tutte le presenza naturali (terreni agricoli e boschi) e umane del territorio e di formulare un “piano di bacino” per indicare priorità e ordine degli interventi. Figurarsi ! Gli enti locali capirono che alle autorità di bacino era affidata parte del loro potere, quello di stabilire dove si potevano o non si dovevano fare opere e costruzioni. Ci vollero anni per costituire le autorità di bacino e la fame di territorio e di speculazioni e di spartizione di cariche rallentarono la realizzazione dei fini lungimiranti che si era proposto il legislatore. I soldi correvano ma sempre soltanto per rimediare qualche disastro. In molti in Italia “si innamorarono” della legge 183 e furono organizzati dibattiti e associazioni per sostenere la sua attuazione e per rimuovere i freni dei molti nemici.

“Finalmente” venne l’occasione per smantellare tutto. Nel 2000 la Comunità Europea emanò la direttiva n. 60 che si proponeva di rendere omogenee, in tutta l’Unione, le politiche di difesa del suolo e delle acque; i bacini idrografici avrebbero dovuto essere aggregati in unità più grandi, i “distretti idrografici”, con nuovi criteri di amministrazione. Con la scusa di adeguare la politica della difesa del suolo alla normativa europea, la legge 183 fu abrogata con il “testo unico” ambientale del 2006, partorito poco prima della fine del III governo Berlusconi, e l’intero progetto iniziale di pianificazione dell’uso del suolo e delle acque scomparve, per la maggior gloria di chi voleva liberarsi di intralci nell’assalto del territorio. Questa svolta politica e l’aggravarsi dei fenomeni di riscaldamento globale hanno accelerato i fenomeni devastanti fino a quelli della Lunigiana e del Gargano di ieri l’altro, di Genova e Parma di ieri.
Ho sentito spesso ripetere che la colpa di tali eventi va cercata nel ritardo delle informazioni meteorologiche. A mio parere per evitare frane e alluvioni, non c’è tanto da consultare i modelli matematici di previsione delle piogge, quanto piuttosto c’è da guardare a terra, chiedendosi dove e se c’è spazio per il moto delle acque che inevitabilmente vengono giù dal cielo in quantità più o meno prevedibile, un anno dopo l’altro. Guardare a terra cominciando dalle colline e dalle montagne e dalle colline, dai ruscelli e dai fossi fino ai torrenti e canali che attraversano i paesi e le città, e predisporre che le vie d’acqua dell’intero bacino idrografico siano tenute libere da rocce e detriti dell’erosione, da depositi di rifiuti, da ponti troppo bassi, da strade, da edifici che ostruiscono gli spazi vicino al fiume, quelli che la natura nei secoli aveva predisposto liberi proprio per lasciare correre le acque in caso di piogge più intense. Inventario dell’esistente e vigilanza nell’ambito di ciascun bacino idrografico erano fra i fini della defunta legge 183.

Non abbastanza contenti di averla seppellita, i governi nazionali e locali continuano a proporre opere di salvaguardia e di “messa in sicurezza” consistenti nel costruire bacini artificiali, nell’innalzare argini di cemento, nel coprire ulteriormente sotto le strade i corsi d’acqua straripati ieri. Gli alluvionati di domani ringraziano.
GIORGIO DEBBA
InvernoPerfetto
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Re: Gli alluvionati di domani ringraziano

Messaggio da InvernoPerfetto »

nevofilo80 ha scritto:Sono passati venticinque anni da quando il parlamento ha approvato l’importante legge sulla difesa del suolo che porta il numero “183”. La legge fu salutata da molti come un passo concreto per far cessare o almeno rallentare la lunga serie di alluvioni cominciata nel 1951 con quella del Polesine, poi continuate ogni anno, con alcuni eventi clamorosi come l’alluvione di Firenze del 1966. Da allora era stato un seguito senza fine di disastri territoriali in tutta Italia; anzi l’approvazione della legge 183 fu accelerata dalla grande frana e alluvione della Valtellina del luglio 1986, con 53 morti e 4.000 miliardi di lire di allora (circa 4 miliardi di euro di oggi) di danni.

La 183 partiva da alcuni concetti noti; la difesa del suolo e la regolazione del flusso delle acque superficiali richiedono una amministrazione del territorio per bacini idrografici, quelle unità geografiche i cui confini, ben definiti, sono lo spartiacque delle colline e montagne. In ciascun bacino idrografico le acque scorrono dalle vette lungo le valli fino al mare attraverso fossi e torrenti che confluiscono nel fiume principale il quale porta al mare il risultato di tutto quello che succede all’interno del bacino: i residui dell’erosione del suolo, le sostanze inquinanti delle città, delle industrie, dell’agricoltura e della zootecnia, ramaglie e tronchi.
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Purtroppo i confini fisici dei bacini idrografici spesso non coincidono con quelli delle province e delle Regioni, ciascuna delle quali costruisce edifici, strade, ponti, depuratori dove gli pare, senza considerare che non ha senso fare opere di rimboschimento o di difesa del suolo in una valle se nella valle adiacente, dello stesso bacino idrografico, ma “appartenente” ad un’altra amministrazione, le acque irruenti portano a valle terra e tronchi. Non ha senso costruire in una città un efficiente depuratore delle acque se le città e le industrie a monte continuano a versare nello stesso fiume agenti inquinanti.

La legge 183 stabiliva che la gestione di ciascun bacino idrografico era affidata ad una “autorità” comprendente i rappresentanti degli enti locali delle varie parti del bacino, con il compito di fare un inventario di tutte le presenza naturali (terreni agricoli e boschi) e umane del territorio e di formulare un “piano di bacino” per indicare priorità e ordine degli interventi. Figurarsi ! Gli enti locali capirono che alle autorità di bacino era affidata parte del loro potere, quello di stabilire dove si potevano o non si dovevano fare opere e costruzioni. Ci vollero anni per costituire le autorità di bacino e la fame di territorio e di speculazioni e di spartizione di cariche rallentarono la realizzazione dei fini lungimiranti che si era proposto il legislatore. I soldi correvano ma sempre soltanto per rimediare qualche disastro. In molti in Italia “si innamorarono” della legge 183 e furono organizzati dibattiti e associazioni per sostenere la sua attuazione e per rimuovere i freni dei molti nemici.

“Finalmente” venne l’occasione per smantellare tutto. Nel 2000 la Comunità Europea emanò la direttiva n. 60 che si proponeva di rendere omogenee, in tutta l’Unione, le politiche di difesa del suolo e delle acque; i bacini idrografici avrebbero dovuto essere aggregati in unità più grandi, i “distretti idrografici”, con nuovi criteri di amministrazione. Con la scusa di adeguare la politica della difesa del suolo alla normativa europea, la legge 183 fu abrogata con il “testo unico” ambientale del 2006, partorito poco prima della fine del III governo Berlusconi, e l’intero progetto iniziale di pianificazione dell’uso del suolo e delle acque scomparve, per la maggior gloria di chi voleva liberarsi di intralci nell’assalto del territorio. Questa svolta politica e l’aggravarsi dei fenomeni di riscaldamento globale hanno accelerato i fenomeni devastanti fino a quelli della Lunigiana e del Gargano di ieri l’altro, di Genova e Parma di ieri.
Ho sentito spesso ripetere che la colpa di tali eventi va cercata nel ritardo delle informazioni meteorologiche. A mio parere per evitare frane e alluvioni, non c’è tanto da consultare i modelli matematici di previsione delle piogge, quanto piuttosto c’è da guardare a terra, chiedendosi dove e se c’è spazio per il moto delle acque che inevitabilmente vengono giù dal cielo in quantità più o meno prevedibile, un anno dopo l’altro. Guardare a terra cominciando dalle colline e dalle montagne e dalle colline, dai ruscelli e dai fossi fino ai torrenti e canali che attraversano i paesi e le città, e predisporre che le vie d’acqua dell’intero bacino idrografico siano tenute libere da rocce e detriti dell’erosione, da depositi di rifiuti, da ponti troppo bassi, da strade, da edifici che ostruiscono gli spazi vicino al fiume, quelli che la natura nei secoli aveva predisposto liberi proprio per lasciare correre le acque in caso di piogge più intense. Inventario dell’esistente e vigilanza nell’ambito di ciascun bacino idrografico erano fra i fini della defunta legge 183.

Non abbastanza contenti di averla seppellita, i governi nazionali e locali continuano a proporre opere di salvaguardia e di “messa in sicurezza” consistenti nel costruire bacini artificiali, nell’innalzare argini di cemento, nel coprire ulteriormente sotto le strade i corsi d’acqua straripati ieri. Gli alluvionati di domani ringraziano.
GIORGIO DEBBA
Quoto! Complimenti, ottimo intervento
gemi65
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Messaggio da gemi65 »

Bravo debba.
Peccato che ad ogni elezione gli alluvionati di ieri, oggi e domani sbaglino preferenza.
InvernoPerfetto
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Messaggio da InvernoPerfetto »

Benchè ciò che è stato scritto su incurie e disastri urbanistici sia ampiamente condivisibile, perchè però c'è ancora qualcuno che si ostina a negare che il clima si è ampiamente modificato??

Ma abbiamo idea di cosa siano 370 mm - che pare sia la cifra ufficiale di Acireale -in poche ore? una cifra spaventosa! e succede sempre più spesso, sempre più spesso! in settembre, in Usa - Utah - c'è stata un'alluvione per soli 80 mm; quindi non riteniamo che i quasi 400 mm caduti in una mattinata in sicilia siano una quantità di acqua abnorme?? città efficacissime come New York, Berlino o Parigi andrebbero in tilt per metà di quella quantità d'acqua spaventosa.
Se in Costa azzurra non era mai capitato nulla di simile - 20 morti e alluvioni lampo spaventose - oltre all'incuria - e qui siamo nell'efficacissima francia - non è pensabile che il cambiamento climatico c'entri? E la Francia è alla terza grande alluvione in 5 anni.
A Genova, in alcuni quartieri, nell'alluvione del 2011 si erano sfiorati i 500 mm?? quale città al mondo reggerebbe bene l'urto di 500 mm in un giorno? Qualcuno è in grado di farmi un nome???

Quindi... in sintesi.... è giusto demonizzare l'incuria e il degrado dell'uomo, e la scarsa sensibilità ambientale del nostro Paese... ma fare finta che sia tutto come prima, che il cambiamento climatico non ha colpe e che " è tutto normale perchè è sempre successo", facendo finta di non accorgersi che se in passato avevamo un alluvione ogni due autunni, adesso abbiamo due alluvioni al mese ogni autunno... fare finta che sia uguale a prima è climaticamente da ignoranti, da incoscienti o da persone in malafede, per interesse o ideologia.

Si possono ammettere entrambe le cose: il nostro Paese vive di incuria e degrado ambientale perenne; ma il clima è drammaticamente mutato e il mix di energia che anno dopo anno si sta accumulando sta facendo crescere in maniera esponenziale il numero delle alluvioni. E' cosi difficile prenderne atto?
E solo prendendone atto, si potrà reagire...
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Uomo di Langa
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Messaggio da Uomo di Langa »

Fino a quando i mari e l'atmosfera avranno al loro interno sempre e costantemente surplus di calore da dissipare,questi eventi saranno all'ordine del giorno,alimentati dalla suddetta situazione;se poi,come spesso capita,a questo si uniscono convergenze,effetto stau ed autentici cicloni mediterranei,il gioco é fatto.
Altro capitolo é quello che riguarda l'incuria dei fiumi e del territorio,male atavico del nostro Paese,che sembra,anziché volgere alla fine,mettere radici sempre più profonde.
BrixiaFidelis
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Messaggio da BrixiaFidelis »

InvernoPerfetto ha scritto:Benchè ciò che è stato scritto su incurie e disastri urbanistici sia ampiamente condivisibile, perchè però c'è ancora qualcuno che si ostina a negare che il clima si è ampiamente modificato??

Ma abbiamo idea di cosa siano 370 mm - che pare sia la cifra ufficiale di Acireale -in poche ore? una cifra spaventosa! e succede sempre più spesso, sempre più spesso! in settembre, in Usa - Utah - c'è stata un'alluvione per soli 80 mm; quindi non riteniamo che i quasi 400 mm caduti in una mattinata in sicilia siano una quantità di acqua abnorme?? città efficacissime come New York, Berlino o Parigi andrebbero in tilt per metà di quella quantità d'acqua spaventosa.
Se in Costa azzurra non era mai capitato nulla di simile - 20 morti e alluvioni lampo spaventose - oltre all'incuria - e qui siamo nell'efficacissima francia - non è pensabile che il cambiamento climatico c'entri? E la Francia è alla terza grande alluvione in 5 anni.
A Genova, in alcuni quartieri, nell'alluvione del 2011 si erano sfiorati i 500 mm?? quale città al mondo reggerebbe bene l'urto di 500 mm in un giorno? Qualcuno è in grado di farmi un nome???

Quindi... in sintesi.... è giusto demonizzare l'incuria e il degrado dell'uomo, e la scarsa sensibilità ambientale del nostro Paese... ma fare finta che sia tutto come prima, che il cambiamento climatico non ha colpe e che " è tutto normale perchè è sempre successo", facendo finta di non accorgersi che se in passato avevamo un alluvione ogni due autunni, adesso abbiamo due alluvioni al mese ogni autunno... fare finta che sia uguale a prima è climaticamente da ignoranti, da incoscienti o da persone in malafede, per interesse o ideologia.

Si possono ammettere entrambe le cose: il nostro Paese vive di incuria e degrado ambientale perenne; ma il clima è drammaticamente mutato e il mix di energia che anno dopo anno si sta accumulando sta facendo crescere in maniera esponenziale il numero delle alluvioni. E' cosi difficile prenderne atto?
E solo prendendone atto, si potrà reagire...

vabbè ok, siamo d'accordo chi più e chi meno, non per fare polemica inutile, sono considerazioni personali, ma il problema sta proprio nel reagire... se es. a Genova tutti sono d'accordo nel cambiamento climatico i torrenti che passano in città e fanno alluvioni come li sistemiamo? se ad Acireale fino all'ultimo cittadino prende atto del GW e cadono 370mm in concreto che si fa? smettiamo coi gas serra e riduciamo la CO2 antropica? ok e in quanti secoli mettiamo al sicuro la gente? in concreto quindi che facciamo? prendiamo un bell'aereo inquinante per andare ad un summit?... o es. banale sistemiamo argini, fognature e scolmatori con dimensionamento idoneo? è un bel problema :roll:
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Snowblower
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Messaggio da Snowblower »

BrixiaFidelis ha scritto:
InvernoPerfetto ha scritto:Benchè ciò che è stato scritto su incurie e disastri urbanistici sia ampiamente condivisibile, perchè però c'è ancora qualcuno che si ostina a negare che il clima si è ampiamente modificato??

Ma abbiamo idea di cosa siano 370 mm - che pare sia la cifra ufficiale di Acireale -in poche ore? una cifra spaventosa! e succede sempre più spesso, sempre più spesso! in settembre, in Usa - Utah - c'è stata un'alluvione per soli 80 mm; quindi non riteniamo che i quasi 400 mm caduti in una mattinata in sicilia siano una quantità di acqua abnorme?? città efficacissime come New York, Berlino o Parigi andrebbero in tilt per metà di quella quantità d'acqua spaventosa.
Se in Costa azzurra non era mai capitato nulla di simile - 20 morti e alluvioni lampo spaventose - oltre all'incuria - e qui siamo nell'efficacissima francia - non è pensabile che il cambiamento climatico c'entri? E la Francia è alla terza grande alluvione in 5 anni.
A Genova, in alcuni quartieri, nell'alluvione del 2011 si erano sfiorati i 500 mm?? quale città al mondo reggerebbe bene l'urto di 500 mm in un giorno? Qualcuno è in grado di farmi un nome???

Quindi... in sintesi.... è giusto demonizzare l'incuria e il degrado dell'uomo, e la scarsa sensibilità ambientale del nostro Paese... ma fare finta che sia tutto come prima, che il cambiamento climatico non ha colpe e che " è tutto normale perchè è sempre successo", facendo finta di non accorgersi che se in passato avevamo un alluvione ogni due autunni, adesso abbiamo due alluvioni al mese ogni autunno... fare finta che sia uguale a prima è climaticamente da ignoranti, da incoscienti o da persone in malafede, per interesse o ideologia.

Si possono ammettere entrambe le cose: il nostro Paese vive di incuria e degrado ambientale perenne; ma il clima è drammaticamente mutato e il mix di energia che anno dopo anno si sta accumulando sta facendo crescere in maniera esponenziale il numero delle alluvioni. E' cosi difficile prenderne atto?
E solo prendendone atto, si potrà reagire...

vabbè ok, siamo d'accordo chi più e chi meno, non per fare polemica inutile, sono considerazioni personali, ma il problema sta proprio nel reagire... se es. a Genova tutti sono d'accordo nel cambiamento climatico i torrenti che passano in città e fanno alluvioni come li sistemiamo? se ad Acireale fino all'ultimo cittadino prende atto del GW e cadono 370mm in concreto che si fa? smettiamo coi gas serra e riduciamo la CO2 antropica? ok e in quanti secoli mettiamo al sicuro la gente? in concreto quindi che facciamo? prendiamo un bell'aereo inquinante per andare ad un summit?... o es. banale sistemiamo argini, fognature e scolmatori con dimensionamento idoneo? è un bel problema :roll:

Ottimo intervento sono d'accordo aggiungerei solo che in questo paese che dir si voglia i lavori pubblici sono sempre stati fatti con ingenti quantità di denaro
Ma purtroppo i soldi non vanno solo a coprire gli stati d'avanzamento dello opere sempre più spesso vanno proprio in altri stati...........e la qualità dello opere spesso è figlia del poco che resta.......i risultati si vedono, autostrade che affondano, ponti che crollano dopo un giorno, dimensionamento dei canali di scolo inadeguati e pulizia degli alvei assente, ect.ect....... Saluti
BrixiaFidelis
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Messaggio da BrixiaFidelis »

Snowblower ha scritto:
BrixiaFidelis ha scritto:
InvernoPerfetto ha scritto:Benchè ciò che è stato scritto su incurie e disastri urbanistici sia ampiamente condivisibile, perchè però c'è ancora qualcuno che si ostina a negare che il clima si è ampiamente modificato??

Ma abbiamo idea di cosa siano 370 mm - che pare sia la cifra ufficiale di Acireale -in poche ore? una cifra spaventosa! e succede sempre più spesso, sempre più spesso! in settembre, in Usa - Utah - c'è stata un'alluvione per soli 80 mm; quindi non riteniamo che i quasi 400 mm caduti in una mattinata in sicilia siano una quantità di acqua abnorme?? città efficacissime come New York, Berlino o Parigi andrebbero in tilt per metà di quella quantità d'acqua spaventosa.
Se in Costa azzurra non era mai capitato nulla di simile - 20 morti e alluvioni lampo spaventose - oltre all'incuria - e qui siamo nell'efficacissima francia - non è pensabile che il cambiamento climatico c'entri? E la Francia è alla terza grande alluvione in 5 anni.
A Genova, in alcuni quartieri, nell'alluvione del 2011 si erano sfiorati i 500 mm?? quale città al mondo reggerebbe bene l'urto di 500 mm in un giorno? Qualcuno è in grado di farmi un nome???

Quindi... in sintesi.... è giusto demonizzare l'incuria e il degrado dell'uomo, e la scarsa sensibilità ambientale del nostro Paese... ma fare finta che sia tutto come prima, che il cambiamento climatico non ha colpe e che " è tutto normale perchè è sempre successo", facendo finta di non accorgersi che se in passato avevamo un alluvione ogni due autunni, adesso abbiamo due alluvioni al mese ogni autunno... fare finta che sia uguale a prima è climaticamente da ignoranti, da incoscienti o da persone in malafede, per interesse o ideologia.

Si possono ammettere entrambe le cose: il nostro Paese vive di incuria e degrado ambientale perenne; ma il clima è drammaticamente mutato e il mix di energia che anno dopo anno si sta accumulando sta facendo crescere in maniera esponenziale il numero delle alluvioni. E' cosi difficile prenderne atto?
E solo prendendone atto, si potrà reagire...

vabbè ok, siamo d'accordo chi più e chi meno, non per fare polemica inutile, sono considerazioni personali, ma il problema sta proprio nel reagire... se es. a Genova tutti sono d'accordo nel cambiamento climatico i torrenti che passano in città e fanno alluvioni come li sistemiamo? se ad Acireale fino all'ultimo cittadino prende atto del GW e cadono 370mm in concreto che si fa? smettiamo coi gas serra e riduciamo la CO2 antropica? ok e in quanti secoli mettiamo al sicuro la gente? in concreto quindi che facciamo? prendiamo un bell'aereo inquinante per andare ad un summit?... o es. banale sistemiamo argini, fognature e scolmatori con dimensionamento idoneo? è un bel problema :roll:

Ottimo intervento sono d'accordo aggiungerei solo che in questo paese che dir si voglia i lavori pubblici sono sempre stati fatti con ingenti quantità di denaro
Ma purtroppo i soldi non vanno solo a coprire gli stati d'avanzamento dello opere sempre più spesso vanno proprio in altri stati...........e la qualità dello opere spesso è figlia del poco che resta.......i risultati si vedono, autostrade che affondano, ponti che crollano dopo un giorno, dimensionamento dei canali di scolo inadeguati e pulizia degli alvei assente, ect.ect....... Saluti
quoto, hai ragione, i soldi ci sono, ma sono sprecati o fatti sparire...
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