Quando il tempo lo prevedeva Bernacca...
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- franconeve
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Quando il tempo lo prevedeva Bernacca...
Io da sempre sto col naso all’insù a guardare, a scrutare, a capire.
La meteo mi affascina ancor oggi che ho 52 anni, ma quando ero bambino, ragazzino… che ricordi!
Volete intraprendere assieme a me questo meteo-viaggio a cavallo delle vecchie, belle, semplici trasmissioni meteorologiche di Mamma Tv e Zia Radio? Bè… io parto, chi vuole mi segua, il biglietto è gratis!
L’appuntamento principe per il meteo-appassionato di 40 – 45 anni fa era sul 1° canale Tv, ore 19.25, “Che tempo fa”. Non c’era verso, io dovevo vedere la trasmissione, bisognava essere a casa per le 19.20, altrimenti entravo in fibrillazione. Dopo un po’ di pubblicità (forse era “Intermezzo”? O “Tic Tac”? O forse ancora “Arcobaleno”? Mah… voi vi ricordate quei meravigliosi minicaroselli?) ecco che alle 19.25 in punto (anni dopo alle 19.50) compariva il sobrio barometro in bianco e nero della Rai e le 7 – 8 note di xilofono annunciavano l’elegante, educato, semplice, competente colonnello Edmondo Bernacca. Anche la domenica? Sì, anche la domenica; e anche a Natale e Capodanno… altro che festività e ponti, a quei tempi gli Uomini erano Uomini e i cavalli erano cavalli… Solo in estate per un paio di settimane il buon Bernacca si assentava e allora il bollettino, molto spartano, lo leggeva una “signorina”. E quando arrivava quel momento il mio commento era sempre: “Nooo! La signorina!”
Tornando a Bernacca, egli esordiva con le temperature minime e massime delle principali città italiane, una tabella a due colonne con nomi (in ordine alfabetico da Alghero a Verona) e accanto le magiche cifre, che quando erano basse o addirittura negative mi mandavano in visibilio (sono sempre stato un “freddista” estremo).
Poi il colonnello passava alla grande lavagna con l’Europa e la mappa delle isobare disegnata da lui: che mano, che poesia! Le perturbazioni erano dei segmenti seghettati con triangolini stile schiena di drago se fredde, invece con semicerchi stile mezzaluna se calde; per qualche anno confesso che non capivo proprio quelle che alternavano i semicerchi e i triangolini (erano i fronti “occlusi”, troppa roba per un bambino di 6 – 8 anni!). Appena sotto nella gerarchia del maltempo c’erano i “fronti d’instabilità”, semplici segmenti tratteggiati e talora accompagnati dalla “R con freccina” del “rovescio o temporale”. Le perturbazioni erano numerate mese per mese; raramente si superava il n° 15, ma ricordo mesi che andavano anche oltre il 20! E poi c’erano gli afflussi freddi e caldi: una freccia piena indicava l’afflusso freddo, una vuota quello caldo. Quando vedevo una bella perturbazione appoggiata all’arco alpino, inserita in una fitta serie di isobare (correnti intense) e seguita da una bella frecciona piena, allora godevo: freddo, forse neve in arrivo!
Bernacca era sempre sobrio, mai sensazionalista, sempre con i piedi per terra e gli occhi verso le nuvole, mai il contrario… come invece oggi spesso accade a tanti meteorologi d’occasione, prezzolati e senza passione: occhi a terra e piedi per aria.
Ma torniamo a noi; giungeva il momento delle previsioni per il giorno successivo: ecco la carta d’Italia con rettangolini magnetici attaccati qua e là su cui era scritto semplicemente “SERENO” oppure “PIOGGIA” o ancora “NUVOLOSO” etc.. Io andavo in visibilio quando leggevo, vicino al Veneto, “NEVE”!
Non rammento se poi c’era anche una cartina per i venti e mari, rammento invece benissimo che la trasmissione si chiudeva con la previsione delle temperature; quando sentivo dire dal colonnello “in sensibile diminuzione” partivo per il paradiso. Alle 19.30 in punto era tutto finito. E’ incredibile pensare a come Bernacca in 5 minuti riuscisse a dire cose così belle e intelligenti, quando invece oggi tanti invece in 5 ore riescono a dire solo idiozie: in politica, nello sport, nell’informazione e, purtroppo, anche in meteorologia…
Gustato il piatto forte, passiamo ai contorni. In Tv non c’era molto altro, sul 2° canale i bollettini erano scarni e senza cartine, io non li guardavo neppure. C’era però la radio; la bella radio di una volta!
La prima osservazione che mi viene spontanea è che i programmi, tutti i programmi, erano in orario; seguivano una scaletta chiara e comprensibile; le stazioni si sentivano bene, non come oggi che è tutto un gracchiare e un sovrapporsi di radio libere su quelle nazionali e viceversa.
Ma torniamo a noi: la poesia della meteo-radio toccava la sua vetta più elevata con il “Bollettino del mare”. Ricordate? Ce n’erano diversi, io ricordo bene quello delle 15.35 su Radio 2, dopo il giornale radio economico e la lettura dei cambi della Lira, e quello delle 23.25, a chiusura dei programmi, credo su Radio 1.
Il “Bollettino del mare” veniva letto molto lentamente, per permettere a i marinai di prendere appunti. Iniziava con gli “Avvisi” che riguardavano tutti i settori del Mediterraneo (per anni mi sono chiesto dove diavolo erano il mare di Alboran e le Bocche di Bonifacio…) e potevano essere avvisi di “temporali” e “burrasche”, sia “in corso” che “previsti” (o “previste”). Io godevo da matti quando si parlava di “Burrasca da Nordest Forza 7 o 8 su Adriatico settentrionale” perché voleva dire Bora e freddo su di noi! Le burrasche in genere erano Forza 7 o 8 (al di sotto non è “burrasca”); Forza 9 era già qualcosa di eccezionale; ricordo solo un caso in cui venne segnalata una Forza 10 (e forse anche Forza 11) sui mari meridionali italiani, era il dicembre 1976 e passava un potentissimo e profondissimo ciclone oceanico da Ovest! E non si chiamava più “Burrasca” bensì “Tempesta”. Poesia, pura poesia!
Poi si passava alla “Situazione”, una descrizione di pressione, fronti e perturbazioni, sempre riferita a tutto il Mediterraneo. Ricordo, come un’interessante curiosità, che nei periodi estivi veniva quasi sempre segnalata una “corrente settentrionale di tipo monsonico” sul Mediterraneo orientale. E io mi chiedevo? I monsoni in Europa??? In effetti si trattava di quei venti semipermanenti che rendono gradevolissima l’estate dalla Grecia verso Est.
Ed ecco poi le previsioni, settore per settore, limitate però ai mari italiani: si iniziava con il Mare di Corsica e si finiva con il “mio” Adriatico settentrionale. La previsione (per 12 ore) era così scandita: direzione e forza del vento - stato del cielo - fenomeni (eventuali) - visibilità - stato del mare - tendenza per le 12 ore successive. Che precisione, che professionalità, che poesia! Lasciate che anche qui racconti come godevo quando lo speaker diceva, per l’Adriatico settentrionale, “Neve”. Accadeva molto di rado, in genere quando nevicava in terraferma in mare o non nevicava o nevicava poco e quindi la neve non veniva citata come fenomeno; ma in occasione delle nevicate più potenti (come a fine dicembre 1976) invece sì, veniva detto, e io ascoltavo quelle quattro lettere con una soddisfazione enorme!
Il commiato del Bollettino erano gli “Avvisi ai naviganti”, comunicazoni tecniche su boe, moli, fari etc… che servivano ai marinai, ma avevano poco o nulla di meteorologico.
Poi in radio c’erano le classiche “Previsioni del tempo emesse da servizio meteorologico del’aereonautica”, un minuto circa di bollettino in coda ad alcuni giornali radio con scarne ma chiare informazioni così scandite: situazione - tempo previsto - temperatura (prevista) - venti - mari.
Ricordo che iniziavo a sperare nella neve ovviamente quando veniva prevista in Val Padana, ma anche quando era annunciata sulle Alpi (i “rilievi”) già oltre gli 800 mt.: avevo sperimentato infatti che qualche fiocco poteva scendere fin verso Venezia pure in quelle occasioni.
In coda ad altri giornali radio c’erano le temperature minime o massime (o entrambe, ciò ovviamente dal pomeriggio in poi) registrate nella giornata. E per radio venivano sempre lette le stazioni col nome dell’aereoporto; nomi che avrò sentito centinaia, migliaia di volte, e non ho più dimenticato: Alghero? Fertilia! Verona? Villafranca! Bari? Palese! Napoli? Capodichino! Torino? Caselle! Venezia? Lido! Genova? Sestri! Cagliari? Elmas! E così via… altre gocce di poesia…
Chissà se anche il ricordo di quelle trasmissioni così semplici, belle, ingenue ed esaustive allo stesso tempo contrbuiscono a farci realizzare che il clima è cambiato, che le stagioni non sono più le stesse, che l’atmosfera ha perso gradualità, dolcezza, equilibrio… Forse no, forse è proprio vero che il clima sta cambiando come è sempre cambiato, d’altra parte il Global Warming è misurato dai termometri, non solo dalle nostre impressioni. Ma se… se ci fosse ancora Bernacca a raccontarci il tempo giorno per giorno forse anche il Global Warming ci infastidirebbe di meno! Cosa ne dite?
La meteo mi affascina ancor oggi che ho 52 anni, ma quando ero bambino, ragazzino… che ricordi!
Volete intraprendere assieme a me questo meteo-viaggio a cavallo delle vecchie, belle, semplici trasmissioni meteorologiche di Mamma Tv e Zia Radio? Bè… io parto, chi vuole mi segua, il biglietto è gratis!
L’appuntamento principe per il meteo-appassionato di 40 – 45 anni fa era sul 1° canale Tv, ore 19.25, “Che tempo fa”. Non c’era verso, io dovevo vedere la trasmissione, bisognava essere a casa per le 19.20, altrimenti entravo in fibrillazione. Dopo un po’ di pubblicità (forse era “Intermezzo”? O “Tic Tac”? O forse ancora “Arcobaleno”? Mah… voi vi ricordate quei meravigliosi minicaroselli?) ecco che alle 19.25 in punto (anni dopo alle 19.50) compariva il sobrio barometro in bianco e nero della Rai e le 7 – 8 note di xilofono annunciavano l’elegante, educato, semplice, competente colonnello Edmondo Bernacca. Anche la domenica? Sì, anche la domenica; e anche a Natale e Capodanno… altro che festività e ponti, a quei tempi gli Uomini erano Uomini e i cavalli erano cavalli… Solo in estate per un paio di settimane il buon Bernacca si assentava e allora il bollettino, molto spartano, lo leggeva una “signorina”. E quando arrivava quel momento il mio commento era sempre: “Nooo! La signorina!”
Tornando a Bernacca, egli esordiva con le temperature minime e massime delle principali città italiane, una tabella a due colonne con nomi (in ordine alfabetico da Alghero a Verona) e accanto le magiche cifre, che quando erano basse o addirittura negative mi mandavano in visibilio (sono sempre stato un “freddista” estremo).
Poi il colonnello passava alla grande lavagna con l’Europa e la mappa delle isobare disegnata da lui: che mano, che poesia! Le perturbazioni erano dei segmenti seghettati con triangolini stile schiena di drago se fredde, invece con semicerchi stile mezzaluna se calde; per qualche anno confesso che non capivo proprio quelle che alternavano i semicerchi e i triangolini (erano i fronti “occlusi”, troppa roba per un bambino di 6 – 8 anni!). Appena sotto nella gerarchia del maltempo c’erano i “fronti d’instabilità”, semplici segmenti tratteggiati e talora accompagnati dalla “R con freccina” del “rovescio o temporale”. Le perturbazioni erano numerate mese per mese; raramente si superava il n° 15, ma ricordo mesi che andavano anche oltre il 20! E poi c’erano gli afflussi freddi e caldi: una freccia piena indicava l’afflusso freddo, una vuota quello caldo. Quando vedevo una bella perturbazione appoggiata all’arco alpino, inserita in una fitta serie di isobare (correnti intense) e seguita da una bella frecciona piena, allora godevo: freddo, forse neve in arrivo!
Bernacca era sempre sobrio, mai sensazionalista, sempre con i piedi per terra e gli occhi verso le nuvole, mai il contrario… come invece oggi spesso accade a tanti meteorologi d’occasione, prezzolati e senza passione: occhi a terra e piedi per aria.
Ma torniamo a noi; giungeva il momento delle previsioni per il giorno successivo: ecco la carta d’Italia con rettangolini magnetici attaccati qua e là su cui era scritto semplicemente “SERENO” oppure “PIOGGIA” o ancora “NUVOLOSO” etc.. Io andavo in visibilio quando leggevo, vicino al Veneto, “NEVE”!
Non rammento se poi c’era anche una cartina per i venti e mari, rammento invece benissimo che la trasmissione si chiudeva con la previsione delle temperature; quando sentivo dire dal colonnello “in sensibile diminuzione” partivo per il paradiso. Alle 19.30 in punto era tutto finito. E’ incredibile pensare a come Bernacca in 5 minuti riuscisse a dire cose così belle e intelligenti, quando invece oggi tanti invece in 5 ore riescono a dire solo idiozie: in politica, nello sport, nell’informazione e, purtroppo, anche in meteorologia…
Gustato il piatto forte, passiamo ai contorni. In Tv non c’era molto altro, sul 2° canale i bollettini erano scarni e senza cartine, io non li guardavo neppure. C’era però la radio; la bella radio di una volta!
La prima osservazione che mi viene spontanea è che i programmi, tutti i programmi, erano in orario; seguivano una scaletta chiara e comprensibile; le stazioni si sentivano bene, non come oggi che è tutto un gracchiare e un sovrapporsi di radio libere su quelle nazionali e viceversa.
Ma torniamo a noi: la poesia della meteo-radio toccava la sua vetta più elevata con il “Bollettino del mare”. Ricordate? Ce n’erano diversi, io ricordo bene quello delle 15.35 su Radio 2, dopo il giornale radio economico e la lettura dei cambi della Lira, e quello delle 23.25, a chiusura dei programmi, credo su Radio 1.
Il “Bollettino del mare” veniva letto molto lentamente, per permettere a i marinai di prendere appunti. Iniziava con gli “Avvisi” che riguardavano tutti i settori del Mediterraneo (per anni mi sono chiesto dove diavolo erano il mare di Alboran e le Bocche di Bonifacio…) e potevano essere avvisi di “temporali” e “burrasche”, sia “in corso” che “previsti” (o “previste”). Io godevo da matti quando si parlava di “Burrasca da Nordest Forza 7 o 8 su Adriatico settentrionale” perché voleva dire Bora e freddo su di noi! Le burrasche in genere erano Forza 7 o 8 (al di sotto non è “burrasca”); Forza 9 era già qualcosa di eccezionale; ricordo solo un caso in cui venne segnalata una Forza 10 (e forse anche Forza 11) sui mari meridionali italiani, era il dicembre 1976 e passava un potentissimo e profondissimo ciclone oceanico da Ovest! E non si chiamava più “Burrasca” bensì “Tempesta”. Poesia, pura poesia!
Poi si passava alla “Situazione”, una descrizione di pressione, fronti e perturbazioni, sempre riferita a tutto il Mediterraneo. Ricordo, come un’interessante curiosità, che nei periodi estivi veniva quasi sempre segnalata una “corrente settentrionale di tipo monsonico” sul Mediterraneo orientale. E io mi chiedevo? I monsoni in Europa??? In effetti si trattava di quei venti semipermanenti che rendono gradevolissima l’estate dalla Grecia verso Est.
Ed ecco poi le previsioni, settore per settore, limitate però ai mari italiani: si iniziava con il Mare di Corsica e si finiva con il “mio” Adriatico settentrionale. La previsione (per 12 ore) era così scandita: direzione e forza del vento - stato del cielo - fenomeni (eventuali) - visibilità - stato del mare - tendenza per le 12 ore successive. Che precisione, che professionalità, che poesia! Lasciate che anche qui racconti come godevo quando lo speaker diceva, per l’Adriatico settentrionale, “Neve”. Accadeva molto di rado, in genere quando nevicava in terraferma in mare o non nevicava o nevicava poco e quindi la neve non veniva citata come fenomeno; ma in occasione delle nevicate più potenti (come a fine dicembre 1976) invece sì, veniva detto, e io ascoltavo quelle quattro lettere con una soddisfazione enorme!
Il commiato del Bollettino erano gli “Avvisi ai naviganti”, comunicazoni tecniche su boe, moli, fari etc… che servivano ai marinai, ma avevano poco o nulla di meteorologico.
Poi in radio c’erano le classiche “Previsioni del tempo emesse da servizio meteorologico del’aereonautica”, un minuto circa di bollettino in coda ad alcuni giornali radio con scarne ma chiare informazioni così scandite: situazione - tempo previsto - temperatura (prevista) - venti - mari.
Ricordo che iniziavo a sperare nella neve ovviamente quando veniva prevista in Val Padana, ma anche quando era annunciata sulle Alpi (i “rilievi”) già oltre gli 800 mt.: avevo sperimentato infatti che qualche fiocco poteva scendere fin verso Venezia pure in quelle occasioni.
In coda ad altri giornali radio c’erano le temperature minime o massime (o entrambe, ciò ovviamente dal pomeriggio in poi) registrate nella giornata. E per radio venivano sempre lette le stazioni col nome dell’aereoporto; nomi che avrò sentito centinaia, migliaia di volte, e non ho più dimenticato: Alghero? Fertilia! Verona? Villafranca! Bari? Palese! Napoli? Capodichino! Torino? Caselle! Venezia? Lido! Genova? Sestri! Cagliari? Elmas! E così via… altre gocce di poesia…
Chissà se anche il ricordo di quelle trasmissioni così semplici, belle, ingenue ed esaustive allo stesso tempo contrbuiscono a farci realizzare che il clima è cambiato, che le stagioni non sono più le stesse, che l’atmosfera ha perso gradualità, dolcezza, equilibrio… Forse no, forse è proprio vero che il clima sta cambiando come è sempre cambiato, d’altra parte il Global Warming è misurato dai termometri, non solo dalle nostre impressioni. Ma se… se ci fosse ancora Bernacca a raccontarci il tempo giorno per giorno forse anche il Global Warming ci infastidirebbe di meno! Cosa ne dite?
Bellissimo post, complimenti per come è scritto!
I miei ricordi sono più legati a Baroni e Caroselli.
Nostalgia più che altro perchè ero appena più di un bambino.
Per il resto preferisco l'informazione meteo attuale perchè con le rete è possibile quasi a tutti reperire informazioni e costruirsi una cultura metereologica, nonchè apprendere nozioni, imparare a leggere una cartina e tanto altro
Certo oggi è tutto molto spettacolarizzato, se ne sentono anche di balle clamorose, ma l'offerta è talmente vasta che va benissimo così
Forse meno poesia, ma in fondo mica tanto...
Io mi ricordo che la nevicata di Roma dell'85 non fu prevista da Baroni, vedere il 6 gennaio Roma imbiancata ( per me per la prima volta) rimane uno dei più bei ricordi della mia infanzia,ma quasi trent'anni dopo, a febbraio 2012, la neve era stata ampiamente prevista, vivisezionata da almeno 10 meteoman tra rete e televisioni, e nonostante tante informazioni e il fatto che tutti a Roma ce l'aspettavamo, l'emozione fu sempre la stessa....
I miei ricordi sono più legati a Baroni e Caroselli.
Nostalgia più che altro perchè ero appena più di un bambino.
Per il resto preferisco l'informazione meteo attuale perchè con le rete è possibile quasi a tutti reperire informazioni e costruirsi una cultura metereologica, nonchè apprendere nozioni, imparare a leggere una cartina e tanto altro
Certo oggi è tutto molto spettacolarizzato, se ne sentono anche di balle clamorose, ma l'offerta è talmente vasta che va benissimo così
Forse meno poesia, ma in fondo mica tanto...
Io mi ricordo che la nevicata di Roma dell'85 non fu prevista da Baroni, vedere il 6 gennaio Roma imbiancata ( per me per la prima volta) rimane uno dei più bei ricordi della mia infanzia,ma quasi trent'anni dopo, a febbraio 2012, la neve era stata ampiamente prevista, vivisezionata da almeno 10 meteoman tra rete e televisioni, e nonostante tante informazioni e il fatto che tutti a Roma ce l'aspettavamo, l'emozione fu sempre la stessa....
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monte capanne
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- Iscritto il: mer gen 09, 2013 6:33 pm
- Località: CAMPO NELL'ELBA
oggi in TV l'unico che informazione meteo è sottocoronainiestas ha scritto:Bellissimo post, complimenti per come è scritto!
I miei ricordi sono più legati a Baroni e Caroselli.
Nostalgia più che altro perchè ero appena più di un bambino.
Per il resto preferisco l'informazione meteo attuale perchè con le rete è possibile quasi a tutti reperire informazioni e costruirsi una cultura metereologica, nonchè apprendere nozioni, imparare a leggere una cartina e tanto altro
Certo oggi è tutto molto spettacolarizzato, se ne sentono anche di balle clamorose, ma l'offerta è talmente vasta che va benissimo così
Forse meno poesia, ma in fondo mica tanto...
Io mi ricordo che la nevicata di Roma dell'85 non fu prevista da Baroni, vedere il 6 gennaio Roma imbiancata ( per me per la prima volta) rimane uno dei più bei ricordi della mia infanzia,ma quasi trent'anni dopo, a febbraio 2012, la neve era stata ampiamente prevista, vivisezionata da almeno 10 meteoman tra rete e televisioni, e nonostante tante informazioni e il fatto che tutti a Roma ce l'aspettavamo, l'emozione fu sempre la stessa....
Ultima modifica di monte capanne il gio ott 08, 2015 1:57 pm, modificato 1 volta in totale.
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manu73
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- Iscritto il: gio nov 29, 2012 2:46 pm
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Bravo Franco!
Ricordo ancora Baroni quando anche lui emozionato annunciò l'inizio della "grande nevicata in pianura padana centro-occidentale" nel Gennaio 85 (non usava termini a sensazione ma in quei casi faceva venire i brividi alla schiena). Dopo di lui Guido Caroselli gestì la trasmissione "Che tempo fa" con altrettanta maestria e capacità....quella non era meteo ma musica per le orecchie....niente indici, niente nomignoli strani ma solamente l'essenza della materia!
Altri tempi
Ricordo ancora Baroni quando anche lui emozionato annunciò l'inizio della "grande nevicata in pianura padana centro-occidentale" nel Gennaio 85 (non usava termini a sensazione ma in quei casi faceva venire i brividi alla schiena). Dopo di lui Guido Caroselli gestì la trasmissione "Che tempo fa" con altrettanta maestria e capacità....quella non era meteo ma musica per le orecchie....niente indici, niente nomignoli strani ma solamente l'essenza della materia!
Altri tempi
Anche il colonnello Bonelli sono anni che fa meteo sulla Rai dai tempi delle prime Uno Mattina, oggi fa sia il nazionale che il regionale del Laziomonte capanne ha scritto:oggi in TV l'unico che informazione meteo è sottocoronainiestas ha scritto:Bellissimo post, complimenti per come è scritto!
I miei ricordi sono più legati a Baroni e Caroselli.
Nostalgia più che altro perchè ero appena più di un bambino.
Per il resto preferisco l'informazione meteo attuale perchè con le rete è possibile quasi a tutti reperire informazioni e costruirsi una cultura metereologica, nonchè apprendere nozioni, imparare a leggere una cartina e tanto altro
Certo oggi è tutto molto spettacolarizzato, se ne sentono anche di balle clamorose, ma l'offerta è talmente vasta che va benissimo così
Forse meno poesia, ma in fondo mica tanto...
Io mi ricordo che la nevicata di Roma dell'85 non fu prevista da Baroni, vedere il 6 gennaio Roma imbiancata ( per me per la prima volta) rimane uno dei più bei ricordi della mia infanzia,ma quasi trent'anni dopo, a febbraio 2012, la neve era stata ampiamente prevista, vivisezionata da almeno 10 meteoman tra rete e televisioni, e nonostante tante informazioni e il fatto che tutti a Roma ce l'aspettavamo, l'emozione fu sempre la stessa....
Poi sulle rete Rai ci sono gli altri dell'AM Mocio e altri che spesso vengono intervustati ma che non hanno rubriche fisse
In liena di massima anche se la Rai ha ridotto lo spazio di divulgazione meteo, mi sembra più credibile di quelal Mediaset che trovo ababstanza carente non tanto nella quantità (anche troppa in ogni TG c'è lo spazio meteo) ma perchjè spesso le le loro previsioni sono totalmente sballate
poi c'è Sky ma non mi convince pienamente
Siamo lontani dai livelli americani, non c'è dubbio che la capcità di spiegazione di un Baroni e di un Caroselli restano perle iraggiungibili, ma è anche vero che oggi in qualsiasi ora e con tanti canali a disposizione una striscia di informaizone meteo un utente la acchiappa, mentre ai tempi di Baroni e Caroselli se mancavi l'appuntamento fisso di quell'ora dovevi aspettare il giorno dopo...e non c'era ancora una rete come quella di adesso
- giulys
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- Iscritto il: gio gen 01, 1970 1:00 am
- Località: Torino - Lucento
Ottimo racconto Franco, con un'ottima penna.
Io che sono più vecchio, ero decisamente più grandicello all'epoca di Bernacca e devo dire che il suo modo affabile e chiaro di presentare la meteo non ha eguali, solo avvicinato da Baroni e poi da Caroselli.
Poi diciamo che i tempi sono cambiati e uno stile simile non so se sarebbe riproponibile, ma comunque dei bei ricordi.
Anch'io ovviamente aspettavo le carte con la neve prevista, mentre mi arrabbiavo un po' quando con venti da NO spesso era prevista neve in generale sul Nord, mentre da noi era serenissimo per effetto favonico.
Io che sono più vecchio, ero decisamente più grandicello all'epoca di Bernacca e devo dire che il suo modo affabile e chiaro di presentare la meteo non ha eguali, solo avvicinato da Baroni e poi da Caroselli.
Poi diciamo che i tempi sono cambiati e uno stile simile non so se sarebbe riproponibile, ma comunque dei bei ricordi.
Anch'io ovviamente aspettavo le carte con la neve prevista, mentre mi arrabbiavo un po' quando con venti da NO spesso era prevista neve in generale sul Nord, mentre da noi era serenissimo per effetto favonico.
- Snowblower
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- franconeve
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- Località: T. Mosto (VE)-Vintl (BZ)
Grazie a voi tutti, amici. Avete ragione tutti: da un lato le previsioni di oggi sono ovviamente più affidabili ed elaborate, dall'altro quelle erano ammantate di poesia anche grazie alla nostra età più giovane...
Quanto agli eredi, io apposta mi sono fermato a Bernacca, cioè al "capostipite", perché volevo proprio riandare ai tempi della mia fanciullezza, ma Baroni l'ho ammirato altrettanto, Caroselli è stato un grande, purtroppo malamente trattato fino a quando non lo hanno addirittura relegato a pochi minuti a metà pomeriggio, quando la gente è ancora al lavoro... che roba! E gli hanno praticamente impedito di commentare la carta delle isobare perché gli facevano sempre segno di tagliare per non rubare neppure pochi secondi a quelle imbecilli trasmissioni che in genere lo seguivano e che probabilmente erano viste da masse di casalinghe (e casalinghi) fallite (e falliti). Questo insegna in quale considerazione viene talora tenuta la scienza in Italia!
Poi trovo molto bravi oggi come oggi Bonelli, forse il top, e anche Guidi, oltre ovviamente ai 2 Giuliacci.
Qui su ML ovviamente sarei scortese a fare differenze, ma lasciatemi dire che ho un debole per Angelini!
Quanto agli eredi, io apposta mi sono fermato a Bernacca, cioè al "capostipite", perché volevo proprio riandare ai tempi della mia fanciullezza, ma Baroni l'ho ammirato altrettanto, Caroselli è stato un grande, purtroppo malamente trattato fino a quando non lo hanno addirittura relegato a pochi minuti a metà pomeriggio, quando la gente è ancora al lavoro... che roba! E gli hanno praticamente impedito di commentare la carta delle isobare perché gli facevano sempre segno di tagliare per non rubare neppure pochi secondi a quelle imbecilli trasmissioni che in genere lo seguivano e che probabilmente erano viste da masse di casalinghe (e casalinghi) fallite (e falliti). Questo insegna in quale considerazione viene talora tenuta la scienza in Italia!
Poi trovo molto bravi oggi come oggi Bonelli, forse il top, e anche Guidi, oltre ovviamente ai 2 Giuliacci.
Qui su ML ovviamente sarei scortese a fare differenze, ma lasciatemi dire che ho un debole per Angelini!
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PaoloColbertaldo
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- Iscritto il: dom feb 12, 2012 7:21 pm
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Bellissimi ricordi! Grande Franco! Io Bernacca non ho mai avuto modo di ascoltarlo, ricordo solo quanto mi raccontano i miei! Oggi molti meteo man in TV, ma mi sembra di cogliere una preparazione appena sufficiente e davvero poca concretezza! A mio avviso una menzione particolare va' ad un esperto che in verità appare poco: l' ottimo Luca Mercalli, preparazione oltre la media e, soprattutto d' inverno, sano realismo e poche illusioni! Davvero un bravissimo meteoman! Complimenti!
- franconeve
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- Iscritto il: dom gen 10, 2010 12:59 pm
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Mercalli più che un meteoman alla Bernacca-Baroni-Caroselli è uno studioso, peraltro laureato se non erro in agraria, una laurea che secondo me prepara benissimo in meteorologia, fossi più giovane ci proverei anch'io...PaoloColbertaldo ha scritto:Bellissimi ricordi! Grande Franco! Io Bernacca non ho mai avuto modo di ascoltarlo, ricordo solo quanto mi raccontano i miei! Oggi molti meteo man in TV, ma mi sembra di cogliere una preparazione appena sufficiente e davvero poca concretezza! A mio avviso una menzione particolare va' ad un esperto che in verità appare poco: l' ottimo Luca Mercalli, preparazione oltre la media e, soprattutto d' inverno, sano realismo e poche illusioni! Davvero un bravissimo meteoman! Complimenti!
Però è troppo schierato, mi pare davvero un po' con i paraocchi, esattamente come quelli che, dall'altra parte, dicono che il GW dipende solo dal fatto che le stazioni meteo oggi sono nei centri cittadini e una volta erano in periferia...
Ho 55 anni e mi riconosco totalmente nel racconto di Franco. Ho cominciato a seguire Bernacca a fine anni sessanta, e difficilmente saltavo un appuntamento. Le rare volte in cui accadeva era come se mi mancasse qualcosa. Anche il bollettino del mare lo ascoltavo spesso , ma meno assiduamente. Devo dire che ascoltavo anche la trasmissione meteo delle 13.25 , prima del TG1 perché , anche se c'era una signorina, davano comunque lettura delle temperature minime sia italiane che estere e , soprattutto in inverno, erano molto interessanti... soprattutto quelle di Helsinki, Oslo, Stoccolma, Mosca e anche Bucarest...
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gemi65
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Molto bravo e preparato. Cultura non solo meteo.Peter94 ha scritto:Anche secondo me tra gli altri merita menzione anche Mercalli, veramente bravo a mio avviso. Questa primavera ha condotto anche una serie di serate-documentario sulla Rai aventi a tema i cambiamenti climatici; veramente ben fatte secondo me, come poche altre (quasi al livello di Piero Angela).
Se proprio gli si vuole trovare un difetto è sempre un po' troppo serioso. Mi piace perchè dice pane al pane e vino al vino. fazio lo sopportava poco a Che tempo che fa.
Cura anche una rivista e sito di glaciologia mi sembra?
Condivido i giudizi.gemi65 ha scritto:Molto bravo e preparato. Cultura non solo meteo.Peter94 ha scritto:Anche secondo me tra gli altri merita menzione anche Mercalli, veramente bravo a mio avviso. Questa primavera ha condotto anche una serie di serate-documentario sulla Rai aventi a tema i cambiamenti climatici; veramente ben fatte secondo me, come poche altre (quasi al livello di Piero Angela).
Se proprio gli si vuole trovare un difetto è sempre un po' troppo serioso. Mi piace perchè dice pane al pane e vino al vino. fazio lo sopportava poco a Che tempo che fa.![]()
Cura anche una rivista e sito di glaciologia mi sembra?
Personalmente il mio preferito è Bonelli insieme a Guido Guidi.
Sottorona è bravo ma sminuisce ogni evento di freddo quasi come fosse preoccupato che la gente si allarmi se sente che fa freddo e nevica.
Inoltre non capisco molto la diatriba che ha fatto sull'Hp africano..Alla fine mi è sembrata una questione di lana caprina, cmq è aria calda africana ora se non è HP al suolo o quota alla gente che può interessare se gli effetti sono caldo opprimente cmq?
Mercalli è più uno studioso che un meteoman tra l'altro preme molto sul GW, io concordo con le sue tesi anche se spesso assume una posizione da politico "verde" che da scienziato meteo
Seganlo anche Mocio più che altro simpatico nelle spiegazioni
Non mi piace Giuliacci padre e figlio, ma in generale trovo carente la meteo di Mediaset
Va beh poi c'è Laurenti a cui va la simpatia, ma il suo è un modo molto edulcorato di fare le previsioni probabilmente perchè inserito dentro un contenitore mattutino che deve ovattare il tutto
Ah poi c'è un altro colonello AM, di cui non ricordo il nome, con i baffi mi sembra, e cmq uno che intervistavano di più qualche anno fa ai Tg RAI ma che ogni tanto si vede anche ora che era di un'antipatia perchè ogni volta che gli si chideva se poteva far freddo o c'era rischio neve sminuiva e diceva di no