Che sia di buon auspicio...

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InvernoPerfetto
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Che sia di buon auspicio...

Messaggio da InvernoPerfetto »

Alla vigilia di una prima "bordatina" fresco-fredda da est, con una sinottica - ancora potenziale, a dire il vero - che non si vedeva da tre anni, i tre anni malsani di atlantico e africa, vorrei invitare tutti voi a ricordare e riportare immagini del febbraio 2012, l'ultimo mese freddo ( parlo di mese, e non di tre- quattro giorni) che abbia vissuto il nostro Paese.
Naturalmente nulla di ciò che avverrà la prossima settimana sarà solo lontanamente paragonabile alle ondate di freddo di una volta, ma la sinottica orientale mi ha spinto a riaprire il cassetto dei ricordi e condividere con voi un mio scritto su quella splendida parentesi gelida - anche se non troppo democratica - di qualche anno fa.
E' un pò lungo, ma potrebbe valerne la pena... in attesa di leggere le vostre memorie o archivi :-)



TORINO, ONDATA DI GELO 2012 : 28 GENNAIO- 14 FEBBRAIO
"Alzarsi la mattina presto e non avere più il desiderio di guardare il cielo metteva una profonda tristezza. Dopo aver rischiato l'alluvione, sventata per un pelo, ai primi di novembre, Torino aveva deciso di dare un calcio alle nubi, scoprendosi soleggiata, mite e polverosa per tutto l'autunno; scoprendosi soleggiata, mite e polverosa per quasi tutto l'inverno. Sole implacabile dunque; sole infinito, da mattina a sera, accompagnato, spesso e volentieri, dai tiepidi venti di fhon che, almeno due volte la settimana, sferzavano dispettosi la città, contribuendo a scaldare ulteriormente l'atmosfera. Paradossalmente, in un anno così secco, era stato luglio – e in parte giugno – a tradire; il mese caldo per antonomasia, infatti, tra temporali, fresco, mattinate livide e rovesci impetuosi, sembrava aver smarrito la retta via, imbestialendo gli amanti della tintarella e i vacanzieri che avevano scelto la fase centrale dell'estate per solazzarsi un pò. Ma agosto venne e vendicò l'insolenza e i recenti capricci, inaugurando un'estate caldissima capace di durare fino alla soglia del giorno dei Santi.

L'autunno, poi, era volato rapido: favonico, luminoso, dipinto da giornate fatte con lo stampino, ma anche capace di morte e distruzione laddove, per pochissimi giorni, decideva di scatenare la sua rabbia con pioggie monsoniche. I mesi, intanto, passavano e, senza quasi accorgersene, si era giunti alla terza decade di gennaio, senza aver praticamente vissuto alcuna parentesi invernale. Le montagne, intanto, piangevano, e piangevano ancora: brulle, tristi, sporche, senza che un misero fiocco accarezzasse le loro sagome. E sulle colline di Torino, già il 20 gennaio, cominciavano a spuntare le primule.

Le prime carte interessanti erano apparse il 17/18 gennaio, ma non erano durate che lo spazio di un paio di mattine, poi puntualmente ritrattate dai modelli serali; in verità, ogni inverno, soprattutto se deludente e soprattutto nella sua seconda metà, mostra improvvisi scenari gelidi potenziali, poi divorati ed infine annientati dalle carte successive con l'avvicinarsi dell'evento. Anche l'inverno 2011-2012, estremamente mite in ¾ del continente europeo, non sembrava fare eccezione, e la solita mostruosa HP pareva intenzionata a vincere, come succedeva sempre più spesso, la sua guerra contro le stagioni. Dopo il 22 gennaio però, i primi, seri, indizi; non ancora prove, certo, ma sempre più modelli avevano iniziato a delineare un quadro che, col passare dei giorni, si stava facendo sempre più appetitoso. Torino, intanto, ignara di tutto, continuava a vivacchiare nella sua non stagione, col solito disco giallo a intiepidire i pomeriggi finto-invernali e con le solite brezze asciutte che seccavano gola ed aria. Il 25 gennaio, la perturbazione apri-pista che avrebbe cambiato il destino della stagione era stata, infine, individuata: sospinta da aria fredda direttamente dalla Groenlandia, il nocciolo perturbato sembrava, finalmente, capace di penetrare anche nelle aride terre piemontesi, benchè ancora diversi siti meteo non preannunciassero abbondanti precipitazioni, con la neve considerata ancora a rischio. Ma c'era una novità, una di quelle novità che per tutti gli appassionati di meteorologia di ultima generazione rappresenta più un sogno che una speranza: la famigerata alta pressione azzorriana, responsabile di tanta meteo-noia e stagnazione climatica, stava per formare un ponte con l'alta pressione russo-siberiana, nel frattempo spostatasi fino alla Russia europea: stava per nascere il mitico PONTE DI WEIKOFF.
Ma mentre il valzer dei modelli continuava, chi preannunciando una storica ondata di gelo chi disegnando solo una rapida passata fredda, il primo ammasso nuvoloso giunto da nord, come previsto, entrava in Francia e nell'Italia nordoccidentale, regalando, la mattina del 28 gennaio, le prime gocce gelate sulle strade di Torino. Era un sabato. Era il sabato che avrebbe cambiato volto all' inverno sabaudo. La pioggia, a partire dalle 16, gira definitivamente in neve, benchè con temperature ancora sopra lo zero; fino alle 22, una nevicata umida e moderata si posa sulla città, ma l'intermittenza della precipitazione e le temperature non troppo basse limitano il deposito della neve; prima di mezzanotte, però, la perdita di circa 1 grado e l'infittirsi dei fiocchi comincia a mutare il paesaggio. A partire da quel momento, Torino sarà solo bianca. La domenica, la città si desta quasi in silenzio, avvolta da almeno 12-15 cm di splendido manto; ma era solo l'antipasto. La nevicata perdurerà tutto il 29 gennaio, cessando solo in serata, lasciando la metropoli piemontese ovattata da oltre 20 cm di delizia. Più delle aspettative! Dopo due inverni di spruzzatine, finalmente la dama bianca era tornata a fare sul serio: le strade secondarie erano scomparse; la coltre di neve saldava l'asfalto coi marciapiedi; le auto parcheggiate si rendevano irriconoscibili; gli alberi si appesantivano e alcuni rami cadevano; il traffico si annullava; le orme degli stivali tracciavano sentieri. Insomma, la cartolina invernale che si riteneva smarrita in chissà quale cassetto, era ricomparsa in tutta la sua bellezza, infondendo un delicato e fascinoso lucore alla grigia e avvizzita urbe. Ma non era che l'inizio.

E alla fine... avevano vinto loro; avevano vinto i modelli che, anche con una decina di giorni di anticipo, avevano visto il ritorno dell'ORSO RUSSO: il famigerato anticiclone siberiano. Ai più, soprattutto in un'annata così endemicamente calda, fino all'ultimo era sembrato quasi incredibile, ma alla fine si sono dovuti piegare anche i più scettici: il Generale Inverno stava per sferrare un attacco d'altri tempi; uno dei più violenti attacchi degli ultimi 30 anni.
A Torino, dopo la neve del 28-29 gennaio, il 30 sembra concedere una tregua, ma sarà solo un'effimera pausa: l'ultimo giorno del mese, con termiche ora scese sottozero, torna a nevicare, ma questa volta in modo diverso: i fiocchi non cadono più morbidi, suadenti e danzanti, ma piccoli, duri e infidi. La città inizia a gelare, e i cm di neve ora si fanno duri, scivolosi, luccicanti: altre quattro dita bianche si aggiungono sulle strade, sui tetti, sui corrimano delle scale, sui telai delle macchine, sui prati del centro come delle periferie: il verde e il grigio scompaiono definitivamente, e un unico colore prenderà il sopravvento: il colore della purezza.
L'1 febbraio, pur debolmente, la neve non finisce mai di sferzare la città, attaccandosi a uomini e cose; la temperatura piomba già a -8, complice una breve schiarita notturna, senza avere la forza di risalire sopra i -2. Torino diventa San Pietroburgo, brillando con sfarzo imperiale; il 2 del mese la precipitazione, a dispetto delle previsioni iniziali, rincara la dose, impilando un'altra quindicina di cm di aghi di ghiaccio. La città sembra collassare, non più abituata a tali colpi invernali; le scuole, a differenza del lunedì, riamangono aperte, ma invece sarà proprio il giovedì il giorno peggiore, quando 35-40 cm di neve gelata mandano in tilt il sistema: i treni vanno in panne, i bus camminano a passo di lumaca, le auto senza catene sbandano, i passanti cadono sul ghiaccio come birilli, l'asfalto diviene una pista di pattinaggio Nulla può il sale; nulla può la sabbia. E Torino sembra sparire, vinta dai desideri di rivalsa della natura. Meraviglioso nella sua ferocia.

Il 4 febbraio la prima alba glaciale, con minima a -11; in città, le stalattiti si fanno decorazione del salotto urbano: i denti di ghiaccio si formano ovunque, dai tetti, ai semafori ai lampioni, passando per i parabrezza e i sellini delle bici. L'atmosfera diviene definitivamente nordica. Intanto, smette di nevicare, ma dei 35 cm caduti in centro – saranno 60 nella prima collina e quasi 90 ai 700 metri del Faro della Vittoria – non se ne scioglie nemmeno un'unghia. Le notti del 5, del 6 e del 7 febbraio, complici le schiarite e il possente effetto albedo, saranno le più fredde in assoluto dal 1985: si inizia con -12, si prosegue con -14 e si chiude a -15! Sono tutte temperature registrate o a Caselle o in centro città, ma nelle periferie, soprattutto periferie sud ( le più fredde ) e alle Vallette, archiviate punte estreme di -18. La campagna torinese, poi, strabilia tutti: a soli 20 km dalla città, segnalati valori glaciali di -23!! Da quelle parti, il paragone col mitico '56 può definirsi appropriato.
Torino entra nel freezer: le fontane diventano piste da hockey; le tubature d'acqua scoppiano; la verdura congela e il prezzo sale alle stelle; i fiumi fuori città si fermano; i laghetti divengono specchi; spuntano igloo di ghiaccio ovunque, da piazza Vittorio alla facoltà di Architettura; la metropolitana si blocca; alcuni marciapiedi vengono bloccati per pericolo di caduta di neve e ghiaccio dai tetti, tanto che spuntano cartelli di avviso che non si vedevano da quasi 30 anni. Si moltiplicano i video mandati su Youtube e i servizi dedicati al freddo mandati in onda dalle televisioni. E neanche di giorno, al sole, si sale sopra -3.

La neve, seppur con altra intensità e durata, torna il 10 e l'11 del mese, ma questa volta sarà solo decorativa, limitandosi a velare la città di un sottile strato, mentre Romagna e centro Italia si vedono paralizzate da autentiche bufere di neve, con quantitativi che ai piedi dell'Appennino sfiorano i 3 metri.
Un secondo nucleo siberiano giunge sulla Penisola, ma il Piemonte, questa volta, sarà coinvolto solo marginalmente, saltando l'appuntamento col blizzard. Le temperature, però, pur tornando sopra lo zero nelle ore diurne, rimangono gelide di notte, scivolando ancora un paio di volte sotto i – 10. L'ondata di gelo ha termine il 14 febbraio, con l'ultimo risveglio a -9 e una temperatura diurna al pelo dello zero ancora a mezzogiorno, benchè poi verso le 15 si sia risaliti a quasi 4 gradi.

Il 15 febbraio, il ritorno – udite udite – del fhon, riporta il termomentro a 10 gradi, decretando la fine definitiva della parentesi siberiana. La neve, a partire da metà mese, comincia a dileguarsi; il ghiaccio diviene fanghiglia; le stalattiti cadono; l'erba dai prati torna a mostrarsi. Dopo il 20, della zampata dell'orso russo non rimarrà più alcuna traccia, anche per via di un anticipo di primavera che prenderà corpo verso la fine del mese. Ma le tracce rimarranno per sempre scolpite nella memoria degli appassionati, considerando che un evento simile, per durata e intensità, ha tempi di ritorno medi di 25-30 anni: vedere Torino ibernata e imbiancata per oltre 15 giorni; rivedere ciaspole e sci di fondo in città; osservare snowboarder scivolare sulle scalinate; ammirare stalattitti possenti come cascate di ghiaccio di montagna; veder danzare ballerini sopra le fontane e assistere a partite di hockey; fotografare macchine bloccate da montagne di neve ghiacciata, impossibilitate ad uscire; godere del silenzio assoluto di una notte siberiana, con la città che acceca gli occhi tanto brilla. Ecco, per un'emozione così, non c'è biglietto che si possa pagare"

Torino, 20 febbraio 2012
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ulisse55
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Messaggio da ulisse55 »

Anche TU, ora, sei una SORPRESA.

Mi fa molto piacere....e condivido l'auspicio...
sai da quanto tempo io 'speravo' ?....

Cordialmente.

Renzo. :wink:
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erboss
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Messaggio da erboss »

Bellissimo. Letto tutto di un fiato.

Anche qui a Roma, pur se con temperature meno crude, è stato un evento indimenticabile, anzi direi L'EVENTO, quello che attendevo da una vita, e che è rimasto ancora ben scolpito nella mente di mia figlia che nel 2012 aveva appena 2 anni.
4 nevicate in una settimana, delle quali 3 in notturna, vissute rigorosamente LIVE e sull'indimenticabile nowcasting del forum.
Peccato solo per due cose:
1.il cielo quasi mai sereno durante le ore notturne, questo purtroppo a Roma non ha consentito di collezionare minime storiche come fu invece nel 1985. :wink:
2. i tanti troppi disagi subiti dalle persone per via delle metrate di neve cadute: da Valmontone in giù e nel frusinate sono caduti record storici.
Ciao
avventura
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Messaggio da avventura »

Qui in pedemontana modenese caddero cm 169 in 2 settimane, con estremi di -16,1 x 2 volte, peccato che i cieli non furono mai completamente sgomberi dalle nubi, altrimenti si arrivava ai -20 :cry:
avventura
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Messaggio da avventura »

http://imgur.com/uQ4rkJ4 ecco quel febbraio
iniestas
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Messaggio da iniestas »

erboss ha scritto:Bellissimo. Letto tutto di un fiato.

Anche qui a Roma, pur se con temperature meno crude, è stato un evento indimenticabile, anzi direi L'EVENTO, quello che attendevo da una vita, e che è rimasto ancora ben scolpito nella mente di mia figlia che nel 2012 aveva appena 2 anni.
4 nevicate in una settimana, delle quali 3 in notturna, vissute rigorosamente LIVE e sull'indimenticabile nowcasting del forum.
Peccato solo per due cose:
1.il cielo quasi mai sereno durante le ore notturne, questo purtroppo a Roma non ha consentito di collezionare minime storiche come fu invece nel 1985. :wink:
2. i tanti troppi disagi subiti dalle persone per via delle metrate di neve cadute: da Valmontone in giù e nel frusinate sono caduti record storici.
Ciao
Non posso che quotarti alla grande :D
Febbraio 2012 per noi romani è la chiusura di un cerchio che durava dal biennio 85-86, lo possiamo tranquillamente definire il 1956 della nostra generazione, quello che potremmo raccontare ai nostri figli come i nostri padri hanno fatto con quell'altro mitico febbraio.
Purtroppo, realisticamente, si tratta di un evento che resterà ineguagliato per molti anni come quantità di neve caduta: fu una perfetta confluenza di aria siberiana e area mediterranea che ebbe come epicentro tutto il centro Italia con record storci abbattutti che risalivano proprio al 1956.
Una configurazione che è praticamente impossibile rivedere in quei termini non prima di tanti anni.

Unica annotazione: anche con il cielo sereno non avremmo battuto secondo me il record del gennaio 1985 che rimane e rimarrà penso imbattutto a Roma orami per sempre o cmq per un tempo ragionevole alle nostre generazioni per scoprirlo, in quanto non solo avvenuto a inizio egnnaio con notti lunghe e a causa di una discesa di aria polare figlia di un eccezionale MSW, ma perchè si trattava di circa 30 anni fa in un contesto climatico con temperature marine e terrestri non ancora alterate come negli annu successivi.
gemi65
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Messaggio da gemi65 »

Mi piace la definizione di prima bordatina fresco-fredda. :lol:
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lucauicx
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Messaggio da lucauicx »

Come dimenticare quel periodo... mi fece appassionare alla meteo :D
Peter94
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Messaggio da Peter94 »

Qui invece il febbraio 2012 è stata una delle peggiori e inimmaginabili fregature che si possano avere.
Né neve (la bellezza di 8 cm in tutto a -9°C), né minime particolarmente basse.
Nei posti più freddi della Valbelluna come Feltre e Santa Giustina le minime non sono mai andate in tutto l'evento oltre i -15°C, valore che dovrebbe essere di casa almeno una-due volte a inverno (lasciamo perdere gli ultimi inverni).
Per vedere la neve ho dovuto andare in gita con la scuola proprio a Roma, dal 15 al 18 febbraio. E da Bologna in giù tranne Firenze ce n'era tanta veramente; tracce anche a Roma.
Veramente una fregatura clamorosa, come del resto lo è stata (però non solo al nordest) l'ondata di freddo di fine dicembre 2014.
Inverno 2011-2012 uno dei peggiori di sempre in termini di neve nel bellunese. :( :(
PaoloColbertaldo
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Messaggio da PaoloColbertaldo »

Peter94 ha scritto:Qui invece il febbraio 2012 è stata una delle peggiori e inimmaginabili fregature che si possano avere.
Né neve (la bellezza di 8 cm in tutto a -9°C), né minime particolarmente basse.
Nei posti più freddi della Valbelluna come Feltre e Santa Giustina le minime non sono mai andate in tutto l'evento oltre i -15°C, valore che dovrebbe essere di casa almeno una-due volte a inverno (lasciamo perdere gli ultimi inverni).
Per vedere la neve ho dovuto andare in gita con la scuola proprio a Roma, dal 15 al 18 febbraio. E da Bologna in giù tranne Firenze ce n'era tanta veramente; tracce anche a Roma.
Veramente una fregatura clamorosa, come del resto lo è stata (però non solo al nordest) l'ondata di freddo di fine dicembre 2014.
Inverno 2011-2012 uno dei peggiori di sempre in termini di neve nel bellunese. :( :(
E grande Peter! Sembra davvero impossibile, ma qui nulla di nulla! Una fregatura pazzesca. Tralasciando gli ultimi 3 inverni, quello che e' successo qui nel "mitico?" febbraio 2012 era sempre di casa in ogni inverno. Robe da matti!
magiadellaneve
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Messaggio da magiadellaneve »

Ciao miei corregionali....mi avete rubato le parole...il 2012 x il veneto è stata proprio una delusione rispetto a quello che era successo dappertutto in quel periodo. ..io nel mio piccolo ricordo benissimo il burian 1996 e l'ondata di gelo e neve di dicembre 2009 :wink: scusate x ot :wink: ma che sia davvero di buon auspicio lo stesso :wink:
iniestas
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Messaggio da iniestas »

Complice anche la spettacolarità delle nevicate "capitali" con la paralisi della città seguita, l'ondata di febbraio 2012 ha cambiato il modo di approcciarsi alla meteo da parte dei media: è stato l'evento meteo mediatico della storia, prime time per diversi giorni, giornali interi dedicati alla neve, Vespa e Porta a Porta, i colonnelli AM diventati star televisive..Per una settimana e oltre non si è parlato di altro..
Da allora la meteo non è più la stessa, l'attenzione mediatica si è triplicata, è sorta la moda dei nomi agli HP nella successiva e ferocissima estate 2012, niente è più come prima di febbraio 2012 nell'attenzione dei emdia alla meteo, si può dire che da febbraio 2012 in Italia nasce la meteo spettacolo.
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Messaggio da MarMediterraneo »

Qui fu una fregatura pazzesca. Né una minima sotto zero né un fiocco di neve, solo secchiate e secchiate di pioggia. Neve solo oltre i 200-300 m
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erboss
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Messaggio da erboss »

iniestas ha scritto:Complice anche la spettacolarità delle nevicate "capitali" con la paralisi della città seguita, l'ondata di febbraio 2012 ha cambiato il modo di approcciarsi alla meteo da parte dei media: è stato l'evento meteo mediatico della storia, prime time per diversi giorni, giornali interi dedicati alla neve, Vespa e Porta a Porta, i colonnelli AM diventati star televisive..Per una settimana e oltre non si è parlato di altro..
Da allora la meteo non è più la stessa, l'attenzione mediatica si è triplicata, è sorta la moda dei nomi agli HP nella successiva e ferocissima estate 2012, niente è più come prima di febbraio 2012 nell'attenzione dei emdia alla meteo, si può dire che da febbraio 2012 in Italia nasce la meteo spettacolo.
vero. Nulla è stato più come prima.
Pure per noi forumisti il 2012 è diventato un metro di paragone. Per l'estate rovente ma, soprattutto, per quel febbraio storico.
cirovesuvio
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Messaggio da cirovesuvio »

Complimenti quoto e spero che che tutto ciò possa ripetersi
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