condivido in parte il tuo pensiero.franconeve ha scritto:Ragazzi, io credo che pensarla diversamente riguardo un fenomeno climatico non debba essere pretesto per litigare e neppure per lanciarsi frecciatine velenose, anche se ovviamente ognuno è liberissimo di farlo.
Allora, sperando di non suscitare io stesso delle polemiche, tengo a esplicitare in breve come la penso, specificando che ovviamente il mio è un pensiero che non ha alcuna pretesa di avere crismi di particolare scientificità (non sono meteorologo, se non un semplice amatore della materia, mi occupo infatti di tutt’altro) e che si basa su quello che per me è buon senso (ma magari non lo è per altri) e quindi va preso con le pinze sia da chi condividesse la mia posizione sia da chi fosse di idee diverse.
Ecco, io penso che i dati che abbiamo a disposizione (vedi anche post sopra) lascino pochi dubbi sul fatto che la Terra si sta scaldando dalla fine dell’800 e che dagli anni ’70/’80 ai primi anni 2000 questo riscaldamento ha subito un’ìmpennata molto più decisa rispetto ai decenni precedenti, e che ora siamo sempre su valori molto elevati rispetto ai decenni e ai secoli scorsi ma con una curva verso l’alto nuovamente meno pronunciata. Basta consultare molti grafici a disposizione in rete, e non solo, per osservare sia l’aumento lento fino agli anni ’70/’80 sia l’impennata fino ai primi anni 2000, sia la nuova frenata del riscaldamento in questi ultimi tempi. Il che non toglie che comunque ci troviamo sempre in anni tra i più caldi degli ultimi secoli.
Ragionare sul senso che possano avere i paragoni tra oggi e il 1950 o tra oggi e il 1880 o tra oggi e il 2000 avanti Cristo poco mi interessa in questa sede, a me interessa ragionare sull’andamento, e l’andamento dice più o meno quanto ho riassunto sopra. Poi è chiaro che ogni 30 anni, come prescrive anche la Società Meteorologica Internazionale, le medie vanno aggiornate, e lo faremo senz’altro. Ora i confronti la maggioranza degli studiosi li fa sul trentennio 1971-2000, nel 2030 ne riparleremo. Ma se uno vuole confrontare l’oggi al 1950 o al 1880 credo ne abbia il diritto, precisando appunto che non è un confronto con il trentennio precedente ma col cinquantennio o col secolo precedente.
Acclarato (per me) che siamo comunque in una fase di “caldo” rispetto almeno agli ultimi decenni e forse secoli, ci si può chiedere il perchè.
E’ chiaro che nessuno ha la sfera per dire con sicurezza la causa, non è che se tu interroghi l’atmosfera essa ti risponde “mi sto scaldando perchè...”, dunque chiunque potrà sempre confutare l’opinione dell’altro contestandone la veridicità ma senza a sua volta poter rivendicare la propria veridicità. Allora subentra il vecchio, caro buon senso, anch’esso soggettivo comunque, dunque anch’essso opinabile da qui al 4.500 dopo Cristo... E il mio (ma sottolineo “mio”) buon senso mi porta a fare questo ragionamento:
- esistono dei gas denominati “serra” che hanno la proprietà di trattenere un surplus di calore nella troposfera;
- questi gas sono in costante aumento, per cause antropiche, sin dall’800 ma soprattutto negli ultimi 50 – 70 anni;
- gli ultimi decenni hanno visto un’impennata termica notevole rispetto a quelli precedenti, pur con la “stasi” attuale, bisogna riconoscerlo;
- ergo, se 1 + 1 fa 2, mi viene istitivo pensare che ci sia una qualche correlazione, magari non al 100% , tra i due fenomeni, ovvero 1) aumento dei gas serra e 2) aumento termico. Poi magari non sarà così, chi può dirlo... ma a me viene istintivo pensarlo. Come il fumo di sigaretta: si sa che catrame, nicotina etc... sono molto tossici, si sa poi che il cancro polmonare è molto diffuso tra i fumatori, allora se 1 + 1 fa 2 viene istintivo pensare che le sigarette siano cancerogene. O no? Certo, molti per decenni l'hanno negato, ma ad oggi anche i tribunali lo riconoscono...
Poi rifletto sul fatto che le rilevazioni termometriche possono essere molto imprecise da un’epoca all’altra e da una località all’altra (ma ciò dovrebbe portare a scarti sia nel senso del caldo che in quello del freddo), rifletto sul fatto che le stazioni meteo oggi sono spesso molto più urbanizzate, dunque un po’ più calde, di 50 o 70 anni fa (ma i ghiacciai in scioglimento quasi generale non risentono della vicinanza o meno ai grandi nuclei urbani...), rifletto sul fatto che anche attorno al GW ci possono essere interessi economici enormi (ma questi possono spingere sia ad accentuare sia a negare il GW antropico, a seconda del campo economico in cui uno opera), e dopo le mie riflessioni penso che non tutto sia così lineare come si potrebbe pensare, che il GW non sia magari solo antropico ma faccia parte di un ciclo naturale, penso a tutto senza escludere nulla proprio perchè a me piace avere lo sguardo a 360 gradi e non limitato.
Però, ribadisco, lo scenario che ho di fronte mi pare spinga senza dubbio più in una direzione (GW reale e, in parte, antropico) che nell’altra (GW sopravvalutato e con cause essenzialmente naturali).
vorrei precisare una cosa in merito al mio pensiero..anche se vedo una influenza minima dell'attività antropica sull'attuale GW, ciò non toglie che si debba fare di tutto per conservare nel miglior modo possibile Madre Natura, con interventi seri e mirati, qualcosa si sta muovendo..ma è ancora troppo poco.
se dovessi scommettere sul prossimo futuro del clima, punterei tutto su un deciso raffreddamento nei prossimi due decenni..