Nordatlantico molto freddo: quali conseguenze per noi?
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- franconeve
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Nordatlantico molto freddo: quali conseguenze per noi?
L’Atlantico settentrionale, soprattutto il tratto posto fra Isole britanniche, Islanda e Groenlandia, sta vivendo un periodo di anomalia termica negativa davvero eccezionale. Prova ne è l’estate inglese, islandese, e in parte anche groenlandese e scandinava, più fredda da decenni, così come altri importanti eventi e straordinarie rilevazioni che si possono leggere in rete durante queste ultime settimane (brinate a livello del mare appena oltre Londra, nevicate furiose sul monti britannici notoriamente poco più alti di una nostra discreta collina, etc...).
Ora mio chiedo: se un importante raffreddamento dell’oceano Atlantico al largo delle coste iberiche e francesi, come quello manifestatosi nell’ultimo biennio (e ora in via, sembra, di riassorbimento) ha reso il clima mediterraneo particolarmente umido attirando di continuo cicloni furiosi proprio a Ovest dell’Europa e lasciando quindi la nostra Italia spesso sotto correnti meridionali (da cui le anomalie termiche notevolissime più o meno ininterrotte da ottobre 2013 a oggi con l’eccezione dell’estate scorsa in cui peraltro la temperatura fu “normale” o poco sottomedia sempre per una strapotenza oceanica e non certo nordeuropea), quale potrebbe essere invece, soprattutto in riferimento all’inverno prossimo venturo, la conseguenza per il nostro clima di questa nuova anomalia termica molto negativa a latitudini atlantiche elevate???? Gloria o ancora sofferenze per chi desidera solo che l’inverno faccia l’inverno?
Mi piacerebbe sentire il vostro parere, magari argomentato.
Io il mio lo dirò presto, per quel che può valere...
Grazie a tutti!
Ora mio chiedo: se un importante raffreddamento dell’oceano Atlantico al largo delle coste iberiche e francesi, come quello manifestatosi nell’ultimo biennio (e ora in via, sembra, di riassorbimento) ha reso il clima mediterraneo particolarmente umido attirando di continuo cicloni furiosi proprio a Ovest dell’Europa e lasciando quindi la nostra Italia spesso sotto correnti meridionali (da cui le anomalie termiche notevolissime più o meno ininterrotte da ottobre 2013 a oggi con l’eccezione dell’estate scorsa in cui peraltro la temperatura fu “normale” o poco sottomedia sempre per una strapotenza oceanica e non certo nordeuropea), quale potrebbe essere invece, soprattutto in riferimento all’inverno prossimo venturo, la conseguenza per il nostro clima di questa nuova anomalia termica molto negativa a latitudini atlantiche elevate???? Gloria o ancora sofferenze per chi desidera solo che l’inverno faccia l’inverno?
Mi piacerebbe sentire il vostro parere, magari argomentato.
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gianluca77
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- franconeve
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Febbraio'56
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Su internet ho letto tesi discordanti, se da una parte ho letto che con Atlantico freddo aumentano le possibilità di inverni freddi, dall'altra ho letto che in inverno si formano delle tempeste in direzione della Scandinavia con conseguenza HP nel mediterraneo .. Chi avrà ragione? Ai posteri l'ardua sentenza!
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Estremo Nordest
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In teoria, con questa anomalia nell'atlantico settentrionale, potrebbe entrare il discorso del tripolo, che sarebbe, in tal caso, positivo. Un tripolo positivo dovrebbe essere favorevole ad un inverno più caldo nel Mediterraneo e in gran parte d'Europa o comunque con minori scambi meridiani (insistenza della semi-permanente d'Islanda).
Comunque bisogna dire che è solo un'indice tra tanti e che purtroppo al momento gli indici a disposizione (sempre maggiori) non sono ancora in grado di far fare una previsione di una certa attendibilità (vedere l' OPI e il SAI lo scorso anno).
Comunque bisogna dire che è solo un'indice tra tanti e che purtroppo al momento gli indici a disposizione (sempre maggiori) non sono ancora in grado di far fare una previsione di una certa attendibilità (vedere l' OPI e il SAI lo scorso anno).
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gianluca77
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- franconeve
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Io ragazzi penso che una sola teleconnessione non faccia una stagione (e la SSTA nordatlantica è una teleconnessione); però questa è una teleconnessione talmente importante e vicina a noi che qualche effetto potrebbe averlo!
Allora: se la porzione sede di un importante raffreddamento fosse continentale, non ci piove che con l'inverno diverrebbe sede si un hp termico semipermanente; ma è mare, non continente. Allora l'esperienza (e anche la fisica per chi ne capisce più di me) insegna che un tratto oceanico molto freddo diventa sede di depressioni intense.
Detto questo, e rilevato che la cosa è tristemente confermata dall'esperienza della SSTA iberica recente (inverno 2013-14 e mesi seguenti, fin quasi a oggi), dovremmo aspettarci un'attività ciclonica abbastanza parossistica ma non più in sede della Guascogna o peggio ancora del Portogallo, bensì in sede islandese. Quindi molta forza del getto atlantico ma non più da Ovest - Sudovest bensì da Nordovest. Se poi subentrasse (non per quest'inverno, magari per il prox, tanto la SSTA nordatlantica ce la porteremo avanti molto a lungo) una bella Nina che possa rinforzare la spalla anticlonica dell'azzoriano, allora potrebbero aprirsi delle belle danze per noi, con ripetuti flussi di aria polare marittima fredda che non sarà la Siberia... ma neppure ci si sputa sopra si sti tempi...
Per il prox inverno invece credo che il Nino dominerà tutto, l'unica nostra salvezza potrebbe essere la formazione di uno Scand+, durissimo poi da scalfire e capace di regalare miracoli freddi fin sul Mediterraneo.
Allora: se la porzione sede di un importante raffreddamento fosse continentale, non ci piove che con l'inverno diverrebbe sede si un hp termico semipermanente; ma è mare, non continente. Allora l'esperienza (e anche la fisica per chi ne capisce più di me) insegna che un tratto oceanico molto freddo diventa sede di depressioni intense.
Detto questo, e rilevato che la cosa è tristemente confermata dall'esperienza della SSTA iberica recente (inverno 2013-14 e mesi seguenti, fin quasi a oggi), dovremmo aspettarci un'attività ciclonica abbastanza parossistica ma non più in sede della Guascogna o peggio ancora del Portogallo, bensì in sede islandese. Quindi molta forza del getto atlantico ma non più da Ovest - Sudovest bensì da Nordovest. Se poi subentrasse (non per quest'inverno, magari per il prox, tanto la SSTA nordatlantica ce la porteremo avanti molto a lungo) una bella Nina che possa rinforzare la spalla anticlonica dell'azzoriano, allora potrebbero aprirsi delle belle danze per noi, con ripetuti flussi di aria polare marittima fredda che non sarà la Siberia... ma neppure ci si sputa sopra si sti tempi...
Per il prox inverno invece credo che il Nino dominerà tutto, l'unica nostra salvezza potrebbe essere la formazione di uno Scand+, durissimo poi da scalfire e capace di regalare miracoli freddi fin sul Mediterraneo.
Personalmente reputo che sia prematuro parlare delle tendenze del prossimo inverno basandosi sulle SSTA attuali; la correlazione tra anomalie delle SSTA in area atlantica a fine estate con le dinamiche invernali é irrisoria, a discapito invece di altri elementi maggiormente predittivi, quali ad esempio ( restando nel campo delle SSTA ) le anomalie in area RM nel mese di maggio.
Ciò in larga parte é dovuto ad un motivo semplice: con il decadimento stagionale e l'abbozzo del futuro vortice polare, il Jet Stream, che inizialmente può essere condizionato dalle SSTA lasciate in eredità dal reiterarsi di certe condizioni nel periodo estivo ( infatti il feedback tra SSTA e atmosfera, in quanto tale, porta ovviamente ad un reciproco condizionamento, in base anche ovviamente ad altre forzanti esterne da tenere sempre presenti in qualsiasi considerazione fatta ), con il fisiologico aumento delle velocità zonali, porta ad una modificazione di tali anomalie.
Più interessante é un'analisi di esse per quanto concerne il mese di settembre: le anomalie evidenziate mettono in un luce una vasta area depressa nell'Atlantico carretteristica di questa stagione estiva; una tale lacuna barica inevitabilmente condiziona il JS a favore di un reiterarsi di affondi nell'area atlantica, seguiti come risposta da risalite subtropicali sul nostro paese. Ciò del resto non può che essere facilitato dall'ENSO++ in sinergia con la QBO-: il primo infatti, come scientificamente risaputo, porta ad un innalzamento della cella di Hadley, apprezzabile dalla fisiologica risalita del fronte di convergenza intertropicale.
Considero interessante da far notare le anomalie al largo delle coste della Guinea: esse viaggiano su valori positivi, ergo a rigor di logica dovrebbe essere inibito il processo che porta all'innalzamento dell'ITCZ. Nonostante ciò l'ITCZ si trova ad una latitudine decisamente settentrionale, frutto a mio modo di vedere di El Nino. Osservando le SSTA reputo che con il rinforzarsi del fenomeno, andremo verso ad un netto affermarsi di anomalie positive nelle aree TNA e WHWP, direttamente collegate ad esso.
Un saluto.
Ciò in larga parte é dovuto ad un motivo semplice: con il decadimento stagionale e l'abbozzo del futuro vortice polare, il Jet Stream, che inizialmente può essere condizionato dalle SSTA lasciate in eredità dal reiterarsi di certe condizioni nel periodo estivo ( infatti il feedback tra SSTA e atmosfera, in quanto tale, porta ovviamente ad un reciproco condizionamento, in base anche ovviamente ad altre forzanti esterne da tenere sempre presenti in qualsiasi considerazione fatta ), con il fisiologico aumento delle velocità zonali, porta ad una modificazione di tali anomalie.
Più interessante é un'analisi di esse per quanto concerne il mese di settembre: le anomalie evidenziate mettono in un luce una vasta area depressa nell'Atlantico carretteristica di questa stagione estiva; una tale lacuna barica inevitabilmente condiziona il JS a favore di un reiterarsi di affondi nell'area atlantica, seguiti come risposta da risalite subtropicali sul nostro paese. Ciò del resto non può che essere facilitato dall'ENSO++ in sinergia con la QBO-: il primo infatti, come scientificamente risaputo, porta ad un innalzamento della cella di Hadley, apprezzabile dalla fisiologica risalita del fronte di convergenza intertropicale.
Considero interessante da far notare le anomalie al largo delle coste della Guinea: esse viaggiano su valori positivi, ergo a rigor di logica dovrebbe essere inibito il processo che porta all'innalzamento dell'ITCZ. Nonostante ciò l'ITCZ si trova ad una latitudine decisamente settentrionale, frutto a mio modo di vedere di El Nino. Osservando le SSTA reputo che con il rinforzarsi del fenomeno, andremo verso ad un netto affermarsi di anomalie positive nelle aree TNA e WHWP, direttamente collegate ad esso.
Un saluto.
Ultima modifica di Luca99 il mer ago 12, 2015 11:19 pm, modificato 1 volta in totale.
- Precipitofilo
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Ciao Luca. Traducendo in parole povere il tuo pensiero: c'è temere l'ennesimo autunno sopramedia e quindi a rischio alluvioni? Ti prego dimmi che ho interpretato malissimo.
Per Gianluca: ho apprezzato il tuo intervento in quanto l'inverno 2009/2010 resta nel cuore di noi sfigati nordestini come l'ULTIMO VERO inverno di sempre. Non so cosa darei per rivivere quell'inverno.
Per Gianluca: ho apprezzato il tuo intervento in quanto l'inverno 2009/2010 resta nel cuore di noi sfigati nordestini come l'ULTIMO VERO inverno di sempre. Non so cosa darei per rivivere quell'inverno.
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monte capanne
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io in quel mitico inverno ho misurato i record di nevePrecipitofilo ha scritto:Ciao Luca. Traducendo in parole povere il tuo pensiero: c'è temere l'ennesimo autunno sopramedia e quindi a rischio alluvioni? Ti prego dimmi che ho interpretato malissimo.
Per Gianluca: ho apprezzato il tuo intervento in quanto l'inverno 2009/2010 resta nel cuore di noi sfigati nordestini come l'ULTIMO VERO inverno di sempre. Non so cosa darei per rivivere quell'inverno.
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gianluca77
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io la vedo cosi preci.....che poi nn si discosta molto dalle vedute di luca x l'autunnoPrecipitofilo ha scritto:Ciao Luca. Traducendo in parole povere il tuo pensiero: c'è temere l'ennesimo autunno sopramedia e quindi a rischio alluvioni? Ti prego dimmi che ho interpretato malissimo.
Per Gianluca: ho apprezzato il tuo intervento in quanto l'inverno 2009/2010 resta nel cuore di noi sfigati nordestini come l'ULTIMO VERO inverno di sempre. Non so cosa darei per rivivere quell'inverno.
Non proprio, sull'autunno aspetto a sbilanciarmi visto anche la divergenza tra gli 'input' ( teleconnessioni ecc. ) e la mancanza di una situazione totalmente comparabile statisticamente parlanddo.Precipitofilo ha scritto:Ciao Luca. Traducendo in parole povere il tuo pensiero: c'è temere l'ennesimo autunno sopramedia e quindi a rischio alluvioni? Ti prego dimmi che ho interpretato malissimo.
Basandosi sulle SSTA ( con quindi una visione limitata ), una tale lacuna termica non può che in un periodo iniziale favorire ( coadiuvata all'ITCZ positivo per i motivi sopra esposti ) la possibilità di risalite altopressorie di matrice africana. Per quanto riguarda l'andamento pluviometrico, é presto per poter parlare di rischio alluvioni: sebbene le temperature superficiali del Mediterraneo, a causa del reiterarsi nell'ultimo periodo di risalite anticicloniche con tutti gli effetti del caso su di esse, registrino notevoli anomalie positive ( e quindi inevitabilmente nel caso del transito di area di basse pressioni l'energia potenziale in termini di calore contenuta nel mare finirà per trasformarsi in energia cinetica, permettendo un aumento delle quantità di vapore acqueo e un inasprimento di fenomeni precipitativi ), sarà determinante la situazione circolatoria che andrà ad attivarsi.
Riprendendo il messaggio di ieri circa le SSTA atlantiche mi preme aggiungere due considerazioni ieri tralasciate: nel periodo estivo lo strato oceanico influenzato dall'atmosfera, ovvero il mixed layer ( la cui profondità dipende dal periodo dell'anno e dalla zona presa in esame ), presenta statisticamente una profondità molto ridotta, con un massimo nel periodo invernale; quindi i fenomeni di rimescolamento, che conseguentemente portano ad una modifica delle SSTA, sono facilitati.
Inoltre, come avevo già parzialmente specificato, El Nino sarà da tenere in assoluta considerazione: infatti le anomalie superficiali in tutte le quattro aree chiave ENSO sono ampiamente positive ed é in atto un'ulteriore intensificazione del fenomeno, come eloquentemente mostrato dall'immagine che segue.

Ultima modifica di Luca99 il mer ago 12, 2015 1:31 pm, modificato 3 volte in totale.

