Ste 93 ha scritto:"La grandine è un fenomeno assai variabile nel tempo e nello spazio ed attualmente esistono tre mezzi per combattere questo dannoso fenomeno meteorologico:Troppo Vento ha scritto:E' ormai provata la totale inefficacia dei cannoni antigrandine e dei razzi esplodenti (razzi sparati verso il temporale che dovrebbero avere lo stesso effetto dei cannoni). Persino l'inseminazione con joduro d'argento semra aver avuto pochi effetti.Nebbiolo100% ha scritto: Sarebbe interessante ma penso che la grandine sia un fenomeno troppo imprevedibile, non localizzabile e circoscritto per tirare fuori dei dati certi.
Solo la statistica può dire se sono o non sono utili, per cui riaggiorniamoci tra 6anni(mettiti il promemoria!) così saranno 20anni dall'installazione e tireremo le somme!
L'obiettivo dei cannoni, così come quello dei razzi, sarebbe quello di creare cavitazione dentro i chicchi di grandine, ma è stato provato che questo on avviene.. E' necessaria una potenza enorme generatrice di una grande onda d'urto che possa creare cavitazione.
Pensa che nemmeno i tuoni, che si generano all'interno del temporaleriescono ad agire in tal modo con efficacia.
Ecco perchè i cannoni rimangono null'altro che un business per coloro che li fabbricano e li vendono.
L'unica soluzione valida sembrerebbe essere la rete antigrandine.. con costi però altissimi...
1.frantumazione del chicco mediante onde sonore prodotte al suolo (cannoni detonanti)
2.frantumazione del chicco mediante onde sonore prodotte dentro la nube (razzo esplodente)
3.inseminazione artificiale delle nubi con particelle microscopiche (joduro d'argento)
I cannoni detonanti, che sono quelli di cui si parla e che ancora oggi si vedono in alcune aree, creano onde sonore mediante un emettitore di scoppi a ripetizione ed a salve. Le onde in propagazione da terra verso l'alto (fino a poche centinaia di metri) dovrebbero alterare i processi che portano alla formazione dei chicchi ed alla loro caduta, questo secondo le case costruttrici: peccato che i processi dinamici che danno il via al fenomeno grandine partano dalla parte superiore della nube con la nucleazione di cristalli di ghiaccio da parte dei germi cristallini. Si pensi inoltre che l'onda di pressione generata dall'esplosione del cannone è valutabile in circa 3-4 millibar a 50 metri dal cannone stesso, a 1,5 mb a 100 m, a 0,13 mb a 1000 m, ed a 0,033 mb a 4000 m (nemmeno uno schiocco di dita). Sono pressioni che si rivelano assolutamente insufficienti sia per influenzare la dinamica del cumulonembo sia per causare effetto cavitazione (ovvero una specie di microperforazione del nucleo centrale del chicco in grado di facilitarne una rottura anticipata durante la caduta al suolo mediante "spaccatura" per mancata coesione tra le pareti delle pellicole a crescita secca e crescita bagnata), quindi l'inefficacia è assoluta tenuto conto dell'immane energia che si sviluppa in cumulonembi grandinigeni.
I razzi esplodenti esplodono a circa 2000-2500 m di quota; le onde d'urto prodotte dovrebbero teoricamente determinare uno sfaldamento dei chicchi prima del loro impatto sulle colture tramite il fenomeno della cavitazione. Ebbene esperimenti condotti da enti autorevoli tra i quali l'UCEA hanno dimostrato l'assoluta inefficacia del sistema per due ordini di motivi: la quota di 2000-2500 m è troppo bassa in rapporto alla zona con contenuto massimo di chicchi (tra 4500 e 6000 m ma in rapporto all'altezza della tropopausa; in primavera ed in tarda estate-autunno la quota si abbassa). Ovviamente nel corso della caduta i chicchi andranno ad occupare anche zone più basse della nube, ma sarà già troppo tardi per intervenire per la elevatissima velocità di caduta (gravità + downdraft). Inoltre la pressione esercitata dalla detonazione è apparsa insufficiente a determinare il fenomeno della cavitazione, se non in un numero di chicchi assolutamente irrisorio.
L'unica strada percorribile poteva essere quella della nucleazione artificiale con joduro d'argento che ha un elevato effetto "soluto", in modo da ripartire il collidere delle goccioline sopraffuse o sottoraffreddate (liquide in ambiente sottozero) su un numero di cristalli di ghiaccio superiore a quello naturale (lo ioduro d'argento è ottimo nucleatore di germi cristallini), con formazione di chicchi in numero molto elevato e di piccole dimensioni che poi fonderebbero nella caduta al suolo. Anche questo tentativo però ha dato risultati appena palpabili su celle di moderata estensione ed intensità e nulli su celle grandinigene ad innesco supercellulare (esperimento denominato "Grossversuch IV" con la collaborazione di molti enti europei).
Rimangono quindi le reti antigrandine (con costi ad ettaro molto elevati) o le assicurazioni, ma che comunque coprono almeno una piccola parte del rischio."
Autore: Pierluigi Randi (meteorologo previsore).
Certo che finchè i razzi li fanno esplodere a 2000m dubito che otterranno risultati soddisfacenti![]()
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e comunque sono del parere che non funzionerebbero lo stesso.
Già. Io l'ho letto sul libro "Temporali e tornado" pp 107-109
I razzi li fanno esplodere a 2000-2500m semplicemente perchè più in alto non riescono ad arrivare..

