Eh già,io ieri(Venerdì 8)ero a Castino,dove ha grandinato un po',con i chicchi più grandi della dimensione di chicchi di mais,senza danni di rilievo.Nebbiolo100% ha scritto:oggi pomeriggio bella grandinata tra Novello, Dogliani, Barolo e Monforte.
Correlazione meteo-campagna-funghi anno 2015
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Nebbiolo100%
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Nebbiolo100%
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In tutto il basso piemonte ,fortunatamente, la passata temporalesca ha portato tanto vento ma poche o nulle precipitazioni.
Da venerdì nebbioli in fioritura nei posti più precoci, da lunedì sarà tutto in fiore con un ritardo di 10gg sul 2014 e un anticipo di 15 sul 2013.
Peronospora sotto controllo e con pochi grappoli colpiti: gli attacchi sono rimasti circoscritti a nebbioli in posti precoci.
Quello di giovedi è stato per noi il 4trattamento.
Da venerdì nebbioli in fioritura nei posti più precoci, da lunedì sarà tutto in fiore con un ritardo di 10gg sul 2014 e un anticipo di 15 sul 2013.
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I chicchi non tanto grandi i più grossi come un chicco di mais, per fortuna, ma è la quantità che ne è scesa (praticamente ha grandinato per 2 ore filate) e la serra non ha retto il peso spezzando i sostegni. Per non parlare del pantano con 107 mm di pioggiaNebbiolo100% ha scritto:ma quanta ne è scesa e di che dimensioni per sfondarti la serra?lities ha scritto:Orto e giardino disastrato dalla grandine, serra sfondata e tutto tritato![]()
![]()
Ad oltre 24 ore dalla grandinata al fondo del giardino sono ancora presenti dei mucchietti di grandine...
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[quote="Nebbiolo100%"]In tutto il basso piemonte ,fortunatamente, la passata temporalesca ha portato tanto vento ma poche o nulle precipitazioni.
Da venerdì nebbioli in fioritura nei posti più precoci, da lunedì sarà tutto in fiore con un ritardo di 10gg sul 2014 e un anticipo di 15 sul 2013.
Peronospora sotto controllo e con pochi grappoli colpiti: gli attacchi sono rimasti circoscritti a nebbioli in posti precoci.
Quello di giovedi è stato per noi il 4trattamento.[/quote
Eh sì,come capita spesso durante il semestre caldo(specialmente in tarda primavera-estate),il Po fa la differenza,ergendo come un muro alle precipitazioni,che quindi transitano alte,al di sopra di esso.
Da venerdì nebbioli in fioritura nei posti più precoci, da lunedì sarà tutto in fiore con un ritardo di 10gg sul 2014 e un anticipo di 15 sul 2013.
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Quello di giovedi è stato per noi il 4trattamento.[/quote
Eh sì,come capita spesso durante il semestre caldo(specialmente in tarda primavera-estate),il Po fa la differenza,ergendo come un muro alle precipitazioni,che quindi transitano alte,al di sopra di esso.
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Nebbiolo100%
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Ho controllato le date della fioritura(la data è quella della piena fioritura dei nebbioli)Nebbiolo100% ha scritto:In tutto il basso piemonte ,fortunatamente, la passata temporalesca ha portato tanto vento ma poche o nulle precipitazioni.
Da venerdì nebbioli in fioritura nei posti più precoci, da lunedì sarà tutto in fiore con un ritardo di 10gg sul 2014 e un anticipo di 15 sul 2013.
Peronospora sotto controllo e con pochi grappoli colpiti: gli attacchi sono rimasti circoscritti a nebbioli in posti precoci.
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Qui tra moscati e dolcetti nessuna fioritura ancora, l'anno scorso si videro i primi fiori verso il 20 maggio. La situazione idrica è ottima per le viti, mentre una pioggia le fragole non la rifiuterebbero, speriamo in una passata temporalesca veloce ma incisiva. Oggi secondo trattamento antiperonosporico e antioidico alle viti e trapianto dei pomodori in pieno campo, finalmente!!
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Nebbiolo100%
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Da domenica tra le colline di Langa e Roero rieccheggia un urlo:
è arrivato il marinooooo!!!
Infatti è finito il periodo di incubazione delle piogge del 19-20maggo e puntuali sono uscite un sacco di macchie su femminelle e parti alte dei tralci.
In quei giorni non è piovuto tantissimo(15mm) ma ci sono state lunghe bagnature fogliari: pensate che il 20+21 su 48h ci sono state 40h di bagnatura fogliare.
è arrivato il marinooooo!!!
Infatti è finito il periodo di incubazione delle piogge del 19-20maggo e puntuali sono uscite un sacco di macchie su femminelle e parti alte dei tralci.
In quei giorni non è piovuto tantissimo(15mm) ma ci sono state lunghe bagnature fogliari: pensate che il 20+21 su 48h ci sono state 40h di bagnatura fogliare.
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Primi ritrovamenti di stagione, qua in valle, dei porcini (sotto faggi) e dei gallinacci (sotto castagni).
Orto che lentamente si sta riprendendo dalla folle grandinata di circa 15 giorni fa.
Quest'anno c'è l'invasione dei maggiolini, stanno devastando le piante di noci
Visto il bel tempo dei prossimi giorni primo sfalcio dell'erba (fieno) ormai alle porte.
Orto che lentamente si sta riprendendo dalla folle grandinata di circa 15 giorni fa.
Quest'anno c'è l'invasione dei maggiolini, stanno devastando le piante di noci
Visto il bel tempo dei prossimi giorni primo sfalcio dell'erba (fieno) ormai alle porte.
Già ora dei porcini?lities ha scritto:Primi ritrovamenti di stagione, qua in valle, dei porcini (sotto faggi) e dei gallinacci (sotto castagni).
Orto che lentamente si sta riprendendo dalla folle grandinata di circa 15 giorni fa.
Quest'anno c'è l'invasione dei maggiolini, stanno devastando le piante di noci
Visto il bel tempo dei prossimi giorni primo sfalcio dell'erba (fieno) ormai alle porte.
Qui purtroppo per vedere i primi bisogna ogni anno aspettare minimo metà giugno (questa è la prima buttata). Poi, di solito, pausa in luglio e seconda buttata (la maggiore) tra il 25 luglio ed il 10 agosto. Altre crescite in settembre.
Dove vado io, su una montagna qui in Valbelluna, l'habitat tipico è abete rosso (a volte misto a faggio), dai 1000 m in su. Prima buttata che però avviene specialmente alle quote più basse (500-600 m) e specialmente sotto latifoglie varie. Presenti all'inizio molte Amanita rubescens, Boletus luridus, Lepiota procera, l'ex Boletus scaber (ora non so come si chiama) e parecchie Russule. Per l'Amanita muscaria (quella rossa velenosa con puntini bianchi) bisogna aspettare più avanti. I primi porcini sono i Boletus aestivalis o, a volte, dei pinophilus: Per gli edulis bisogna aspettare più tardi (per riconoscere un Boletus edulis da un Boletus aestivalis, entrambi porcini, gli esperti suggeriscono di inumidire il cappello con dell'acqua o della saliva: quello dell'Edulis diventa viscoso al tatto, quello dell'Aestivalis granuloso). I gallinacci o Cantharellus cibarius erano un tempo (secondo testimonianze di molti cercatori) molto diffusi a fine giugno - qui li chiamiamo infatti San Giovanni -, anche a quote basse (500 m), ma ora sono perlopiù relegati in montagna. Quasi scomparsi l'Amanita Caesarea e il Boletus Aereus, che è il migliore tra i 4 porcini. La diminuzione nelle crescite di molte specie è, a detta di molti, la minor cura di prati e boschi. Un tempo, come raccontano molti anziani, i prati erano sfalciati sistematicamente ed erano molto più estesi, andavano a raccogliere le foglie secche dei boschi per fare la lettiera ad alcuni animali domestici e sotto i castagni la pulizia era impeccabile, per favorire la raccolta. I boschi erano in perfetto ordine, senza ramaglie secche ed alberi divelti, perchè un tempo garantivano la sussistenza. Ora tra mille lavori ed impegni si è spesso di corsa e il tempo da dedicare non può essere lo stesso di un tempo, dove questa era l'attività principale in queste zone povere. I funghi hanno infatti bisogno di terreno il più pulito possibile per crescere: erba alta, rovi, muschio spesso, ramaglie ecc. non aiutano in tal senso. Infatti i posti che mantengono le crescite maggiormente sono le abetaie, che tengono con un tappeto d'aghi il sottobosco pulito per conto loro, ed alcune faggete.
Prima possibile metto anche un commento riassuntivo sulla stagione delle spugnole, che preannuncio è stata mediocre.
Buoni ritrovamenti Lities e tienici sempre informati
Ciao!
Già ora dei porcini?lities ha scritto:Primi ritrovamenti di stagione, qua in valle, dei porcini (sotto faggi) e dei gallinacci (sotto castagni).
Orto che lentamente si sta riprendendo dalla folle grandinata di circa 15 giorni fa.
Quest'anno c'è l'invasione dei maggiolini, stanno devastando le piante di noci
Visto il bel tempo dei prossimi giorni primo sfalcio dell'erba (fieno) ormai alle porte.
Qui purtroppo per vedere i primi bisogna ogni anno aspettare minimo metà giugno (questa è la prima buttata). Poi, di solito, pausa in luglio e seconda buttata (la maggiore) tra il 25 luglio ed il 10 agosto. Altre crescite in settembre.
Dove vado io, su una montagna qui in Valbelluna, l'habitat tipico è abete rosso (a volte misto a faggio), dai 1000 m in su. Prima buttata che però avviene specialmente alle quote più basse (500-600 m) e specialmente sotto latifoglie varie. Presenti all'inizio molte Amanita rubescens, Boletus luridus, Lepiota procera, l'ex Boletus scaber (ora non so come si chiama) e parecchie Russule. Per l'Amanita muscaria (quella rossa velenosa con puntini bianchi) bisogna aspettare più avanti. I primi porcini sono i Boletus aestivalis o, a volte, dei pinophilus: Per gli edulis bisogna aspettare più tardi (per riconoscere un Boletus edulis da un Boletus aestivalis, entrambi porcini, gli esperti suggeriscono di inumidire il cappello con dell'acqua o della saliva: quello dell'Edulis diventa viscoso al tatto, quello dell'Aestivalis granuloso). I gallinacci o Cantharellus cibarius erano un tempo (secondo testimonianze di molti cercatori) molto diffusi a fine giugno - qui li chiamiamo infatti San Giovanni -, anche a quote basse (500 m), ma ora sono perlopiù relegati in montagna. Quasi scomparsi l'Amanita Caesarea e il Boletus Aereus, che è il migliore tra i 4 porcini. La diminuzione nelle crescite di molte specie è, a detta di molti, la minor cura di prati e boschi. Un tempo, come raccontano molti anziani, i prati erano sfalciati sistematicamente ed erano molto più estesi, andavano a raccogliere le foglie secche dei boschi per fare la lettiera ad alcuni animali domestici e sotto i castagni la pulizia era impeccabile, per favorire la raccolta. I boschi erano in perfetto ordine, senza ramaglie secche ed alberi divelti, perchè un tempo garantivano la sussistenza. Ora tra mille lavori ed impegni si è spesso di corsa e il tempo da dedicare non può essere lo stesso di un tempo, dove questa era l'attività principale in queste zone povere. I funghi hanno infatti bisogno di terreno il più pulito possibile per crescere: erba alta, rovi, muschio spesso, ramaglie ecc. non aiutano in tal senso. Infatti i posti che mantengono le crescite maggiormente sono le abetaie, che tengono con un tappeto d'aghi il sottobosco pulito per conto loro, ed alcune faggete.
Prima possibile metto anche un commento riassuntivo sulla stagione delle spugnole, che preannuncio è stata mediocre.
Buoni ritrovamenti Lities e tienici sempre informati
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Anche qui da me vale lo stesso discorso peterPeter94 ha scritto:Già ora dei porcini?lities ha scritto:Primi ritrovamenti di stagione, qua in valle, dei porcini (sotto faggi) e dei gallinacci (sotto castagni).
Orto che lentamente si sta riprendendo dalla folle grandinata di circa 15 giorni fa.
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Visto il bel tempo dei prossimi giorni primo sfalcio dell'erba (fieno) ormai alle porte.![]()
Qui purtroppo per vedere i primi bisogna ogni anno aspettare minimo metà giugno (questa è la prima buttata). Poi, di solito, pausa in luglio e seconda buttata (la maggiore) tra il 25 luglio ed il 10 agosto. Altre crescite in settembre.
Dove vado io, su una montagna qui in Valbelluna, l'habitat tipico è abete rosso (a volte misto a faggio), dai 1000 m in su. Prima buttata che però avviene specialmente alle quote più basse (500-600 m) e specialmente sotto latifoglie varie. Presenti all'inizio molte Amanita rubescens, Boletus luridus, Lepiota procera, l'ex Boletus scaber (ora non so come si chiama) e parecchie Russule. Per l'Amanita muscaria (quella rossa velenosa con puntini bianchi) bisogna aspettare più avanti. I primi porcini sono i Boletus aestivalis o, a volte, dei pinophilus: Per gli edulis bisogna aspettare più tardi (per riconoscere un Boletus edulis da un Boletus aestivalis, entrambi porcini, gli esperti suggeriscono di inumidire il cappello con dell'acqua o della saliva: quello dell'Edulis diventa viscoso al tatto, quello dell'Aestivalis granuloso). I gallinacci o Cantharellus cibarius erano un tempo (secondo testimonianze di molti cercatori) molto diffusi a fine giugno - qui li chiamiamo infatti San Giovanni -, anche a quote basse (500 m), ma ora sono perlopiù relegati in montagna. Quasi scomparsi l'Amanita Caesarea e il Boletus Aereus, che è il migliore tra i 4 porcini. La diminuzione nelle crescite di molte specie è, a detta di molti, la minor cura di prati e boschi. Un tempo, come raccontano molti anziani, i prati erano sfalciati sistematicamente ed erano molto più estesi, andavano a raccogliere le foglie secche dei boschi per fare la lettiera ad alcuni animali domestici e sotto i castagni la pulizia era impeccabile, per favorire la raccolta. I boschi erano in perfetto ordine, senza ramaglie secche ed alberi divelti, perchè un tempo garantivano la sussistenza. Ora tra mille lavori ed impegni si è spesso di corsa e il tempo da dedicare non può essere lo stesso di un tempo, dove questa era l'attività principale in queste zone povere. I funghi hanno infatti bisogno di terreno il più pulito possibile per crescere: erba alta, rovi, muschio spesso, ramaglie ecc. non aiutano in tal senso. Infatti i posti che mantengono le crescite maggiormente sono le abetaie, che tengono con un tappeto d'aghi il sottobosco pulito per conto loro, ed alcune faggete.
Prima possibile metto anche un commento riassuntivo sulla stagione delle spugnole, che preannuncio è stata mediocre.
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purtroppo l'abbandono della montagna ormai è realtà da molti anni, sia per problemi di lavoro che comodità nei servizi garantiti nei grandi centri abitati.
Ecco allora il commento riassuntivo della stagione delle spugnole 2015 qui da me, ormai terminata da più di un mese.
Come ho già detto, da alcuni anni segno le date dei vari ritrovamenti di spugnole e porcini, li "incrocio" con le condizioni atmosferiche avute e faccio un commento riassuntivo, in modo da confrontare le varie stagioni e capire meglio come funziona il meccanismo delle crescite fungine.
Per spugnole intendo tutte le morchelle (rotunda, crassipes, vulgaris ecc.) e le verpe. Le verpe ricordano un po' le morchelle, ma hanno gambo molto esile e fragile e cappello (mitra) piccolo: insomma, da adulte hanno la forma di un campanile; secondo alcuni studi, sembra contengano in modeste quantità sostanze tossiche (qui il discorso sarebbe lungo e complicato, si può capirne di più leggendo i vari studi effettuati). Crescono sotto frassino, ma anche sotto salice e altri alberi. Precedono di solito di alcuni giorni le prime morchelle.
Ecco il riassunto della stagione 2015:
"Dopo un inverno mite e normalmente piovoso, marzo inizia ancora con temperature sopra la media e piogge normali. Proprio verso la fine del mese, con l'avvicinarsi della stagione di crescita, il tempo diventa secco e molto ventoso, con temperature minime più volte sottozero, anche di qualche grado. Ciò impedisce fino al 10 aprile la crescita delle prime verpe e spugnole, che aveva avuto inizio, secondo alcune segnalazioni, in ristrette zone più assolate, verso il 25 marzo ma che poi si era fermata per le condizioni avverse. In particolare, le verpe non hanno poi avuto più alcun modo di crescere e i loro ritrovamenti sono stati del tutto nulli. I primi ritrovamenti di morchelle si sono avuti l'11 aprile. Le piogge del 16-18 aprile, accompagnate da temperature sempre miti (molto miti le massime) hanno lasciato presagire l'arrivo della “buttata” vera e propria: le morchelle, subito dopo le piogge, sono cresciute in tempi molto rapidi e ritrovamenti buoni si sono avuti dal 18 al 21 aprile, poi le crescite sono diminuite velocemente. Temperature sempre un po' alte fino alla fine del mese. Precipitazioni nella norma o un po' inferiori. Le crescite nel momento migliore sono state leggermente sottotono rispetto alla media degli anni precedenti, ma comunque discrete; in alcune stazioni, però, per la prima volta dall'inizio dei rilevamenti non sono cresciute morchelle e il motivo è ignoto. Sempre totalmente assenti le verpe (confermato anche da altri cercatori). Ad inizio maggio vi sono le ultime fruttificazioni nelle stazioni più tardive, ma sono molto scarse. Gli ultimi ritrovamenti risalgono al 2 maggio. Il periodo dei ritrovamenti nelle varie stazioni è stato in linea con le annate precedenti.
Stagione nel complesso piuttosto negativa, sia per quanto riguarda le crescite che per i ritrovamenti. Ad influire sul totale numerico è stata la totale assenza di verpe, che nei luoghi di crescita sono solitamente molto numerose. Un fatto simile si era avuto lo scorso anno (stagione tra le peggiori in assoluto), dove i ritrovamenti di verpe erano stati 2, mai negli anni precedenti; tale anomalia non ha cause molto chiare: una spiegazione potrebbe essere che le condizioni meteorologiche a cavallo tra marzo e aprile (questo è il periodo per eccellenza delle verpe, che anticipano le morchelle) fossero alquanto sfavorevoli. Per quanto riguarda le sole Morchelle, le crescite sono risultate poco inferiori alla norma, forse perchè per avere condizioni idriche favorevoli è bisognato attendere fino al 18 aprile, mentre termicamente le condizioni erano già buone da parecchio tempo”.
Come ho già detto, da alcuni anni segno le date dei vari ritrovamenti di spugnole e porcini, li "incrocio" con le condizioni atmosferiche avute e faccio un commento riassuntivo, in modo da confrontare le varie stagioni e capire meglio come funziona il meccanismo delle crescite fungine.
Per spugnole intendo tutte le morchelle (rotunda, crassipes, vulgaris ecc.) e le verpe. Le verpe ricordano un po' le morchelle, ma hanno gambo molto esile e fragile e cappello (mitra) piccolo: insomma, da adulte hanno la forma di un campanile; secondo alcuni studi, sembra contengano in modeste quantità sostanze tossiche (qui il discorso sarebbe lungo e complicato, si può capirne di più leggendo i vari studi effettuati). Crescono sotto frassino, ma anche sotto salice e altri alberi. Precedono di solito di alcuni giorni le prime morchelle.
Ecco il riassunto della stagione 2015:
"Dopo un inverno mite e normalmente piovoso, marzo inizia ancora con temperature sopra la media e piogge normali. Proprio verso la fine del mese, con l'avvicinarsi della stagione di crescita, il tempo diventa secco e molto ventoso, con temperature minime più volte sottozero, anche di qualche grado. Ciò impedisce fino al 10 aprile la crescita delle prime verpe e spugnole, che aveva avuto inizio, secondo alcune segnalazioni, in ristrette zone più assolate, verso il 25 marzo ma che poi si era fermata per le condizioni avverse. In particolare, le verpe non hanno poi avuto più alcun modo di crescere e i loro ritrovamenti sono stati del tutto nulli. I primi ritrovamenti di morchelle si sono avuti l'11 aprile. Le piogge del 16-18 aprile, accompagnate da temperature sempre miti (molto miti le massime) hanno lasciato presagire l'arrivo della “buttata” vera e propria: le morchelle, subito dopo le piogge, sono cresciute in tempi molto rapidi e ritrovamenti buoni si sono avuti dal 18 al 21 aprile, poi le crescite sono diminuite velocemente. Temperature sempre un po' alte fino alla fine del mese. Precipitazioni nella norma o un po' inferiori. Le crescite nel momento migliore sono state leggermente sottotono rispetto alla media degli anni precedenti, ma comunque discrete; in alcune stazioni, però, per la prima volta dall'inizio dei rilevamenti non sono cresciute morchelle e il motivo è ignoto. Sempre totalmente assenti le verpe (confermato anche da altri cercatori). Ad inizio maggio vi sono le ultime fruttificazioni nelle stazioni più tardive, ma sono molto scarse. Gli ultimi ritrovamenti risalgono al 2 maggio. Il periodo dei ritrovamenti nelle varie stazioni è stato in linea con le annate precedenti.
Stagione nel complesso piuttosto negativa, sia per quanto riguarda le crescite che per i ritrovamenti. Ad influire sul totale numerico è stata la totale assenza di verpe, che nei luoghi di crescita sono solitamente molto numerose. Un fatto simile si era avuto lo scorso anno (stagione tra le peggiori in assoluto), dove i ritrovamenti di verpe erano stati 2, mai negli anni precedenti; tale anomalia non ha cause molto chiare: una spiegazione potrebbe essere che le condizioni meteorologiche a cavallo tra marzo e aprile (questo è il periodo per eccellenza delle verpe, che anticipano le morchelle) fossero alquanto sfavorevoli. Per quanto riguarda le sole Morchelle, le crescite sono risultate poco inferiori alla norma, forse perchè per avere condizioni idriche favorevoli è bisognato attendere fino al 18 aprile, mentre termicamente le condizioni erano già buone da parecchio tempo”.