Usa vs Europa: cosa non quadra
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- VENTO DEL NORD
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Possiamo dare la colpa a qualsiasi cosa o indice, oceano, VP, o cos'altro volete, ma e sempre successo a fasi sia lunghe che medie, corte, e andremo avanti per decenni a impazzire di capire cosa si è inceppato o cosa è andato storto ques'anno, purtroppo non lo capiremo mai la natura è la natura c'è poco da fare ragazzi,
, poi se quello che dico secondo voi non è la verità, bhè io la penso così pazienza, non prendiamocela però dai, (intanto anche quest'anno abbiamo il nuovo Master Cheff e andiamo......grande Stefano............

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InvernoPerfetto
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Ennesimo gelo canadese-americano, con bufere di neve che oramai non tengono conto più neanche dei mesi, visto che molte di queste sono già iniziate a fine ottobre/novembre e promettono di continuare ancora ad aprile, nelle stesse latitudini di Madrid, Roma, Atene ecc ecc.
Ciò che sta capitando da 3 anni a questa parte comincia davvero a creare i presupposti per un'anomalia con pochissimi precedenti, dal punto di vista climatico.
In pratica 3/4 dell'emisfero boreale continuano a vivere, soprattutto in inverno, un sopramedia semipermanente, benchè ovviamente non manchino intervalli più rigidi ora qua ora là, ma in un contesto continuo di surplus termico. Perfino i celebri poli del gelo estremo - Siberia, Mongolia e Alaska - stanno vivendo anni di crisi ( in proporzione alle loro potenzialità naturalmente)
Il Canada e gli Stati Uniti orientali, invece, sono l'unica zona del Pianeta che al contrario sono spesso, spessissimo, sotto attacco dello sbilanciamento del Vortice Polare che quando decide di splittare, splitta sempre e solo lì[/size]. E accade anche in estate, tant'è che nelle zone orientali americane perfino la stagione calda negli ultimi anni ha spesso fallito.
Quali le ragioni??? Cosa mai quasi tutto il freddo, quello vero dico, si spinge sempre nelle solite zone da 3 anni a questa parte? Ora perfino la primavera ne è coinvolta. Dal mio - e non solo - punto di vista, comincia a sembrare una inconsueta anomalia
Ciò che sta capitando da 3 anni a questa parte comincia davvero a creare i presupposti per un'anomalia con pochissimi precedenti, dal punto di vista climatico.
In pratica 3/4 dell'emisfero boreale continuano a vivere, soprattutto in inverno, un sopramedia semipermanente, benchè ovviamente non manchino intervalli più rigidi ora qua ora là, ma in un contesto continuo di surplus termico. Perfino i celebri poli del gelo estremo - Siberia, Mongolia e Alaska - stanno vivendo anni di crisi ( in proporzione alle loro potenzialità naturalmente)
Il Canada e gli Stati Uniti orientali, invece, sono l'unica zona del Pianeta che al contrario sono spesso, spessissimo, sotto attacco dello sbilanciamento del Vortice Polare che quando decide di splittare, splitta sempre e solo lì[/size]. E accade anche in estate, tant'è che nelle zone orientali americane perfino la stagione calda negli ultimi anni ha spesso fallito.
Quali le ragioni??? Cosa mai quasi tutto il freddo, quello vero dico, si spinge sempre nelle solite zone da 3 anni a questa parte? Ora perfino la primavera ne è coinvolta. Dal mio - e non solo - punto di vista, comincia a sembrare una inconsueta anomalia
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InvernoPerfetto
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Intervento e articolo roportato da nevofilo:
Una "macchia" (definiamola così) insolitamente calda nelle acque superficiali dell'Oceano Pacifico, denominata "blob", si ritiene sia la responsabile del clima bizzarro che negli ultimi anni sta interessando gran parte degli Stati Uniti. Un'anomalia questa emersa nei primissimi mesi del 2014, ma che si è andata ulteriormente approfodendo con il passare delle settimane.
Tuttavia l'unico elemento che tutt'ora, a distanza di due-tre anni, regna sovrano è la stranezza; la costa occidentale è risultata più calda ed arida, la East Coast si è invece presentata sensibilmente più fredda e nevosa. Si ritiene che questa importante anomalia nelle acque superficiali del Pacifico possa, in un certo qual modo, aver contribuito in maniera evidente ai rigidi e nevosi inverni a partire dal 2013, in gran parte degli USA centro-orientali.
Secondo due Università di Washington, infatti, il perdurare di condizioni meteo-climatiche estreme in tutti gli Stati Uniti, sono collegate a questa perdurante anomalia calda che supera la media di circa 2-4°C. "Nell'autunno del 2013 e all'inizio del 2014 abbiamo iniziato ad osservare una grande massa quasi circolare di acqua che non si raffreddava come invece faceva normalmente e durante la primavera registrammo un'anomalia calda mai osservata per quel periodo dell'anno", riferisce Nick Bond, scienziato del clima presso l'Istituto congiunto per lo studio dell'atmosfera e dell'oceano.anomalo riscaldamento pacifico
Questa enorme "chiazza" di acqua calda (circa 1000 miglia di ampiezza e 300 metri di profondità) ha contribuito molto probabilmente al mite Inverno 2014 registrato a Washington e potrebbe inoltre sentenziare una nuova stagione estiva particolarmente calda. A distanza di 10 mesi questa anomalia è ancora presente e vigorosa a largo delle coste americane occidentali, con un'estensione di circa 1000 miglia a largo del Messico e fino all'Alaska, con temperature superficiali di circa +2°C superiori al normale. Gran parte dei modelli, inoltre, confermano che questa anomalia dovrebbe perdurare almeno sino alla conclusione del 2015!
Il nuovo studio, in particolare, esplora le origini del "blob"; è stato infatti rilevato che molto probabilmente è venuta a crearsi a causa della presenza di una cresta anticiclonica persistente che ha causato un mare molto calmo nel corso degli ultimi due inverni, quindi per tale ragione meno calore è stato disperso e più aria fredda è stata mantenuta. Le temperature più calde che vediamo oggi non sono dovute quindi ad un riscaldamento, ma alla conclusione della stagione invernale.
Altri autori della ricerca, invece, concentrano la loro attenzione sugli effetti che il blob ha sulla vita marina della West Coast. Hanno infatti avvistato pesci in luoghi insoliti e hanno sostenuto che le recenti notizie che gli ecosistemi della costa occidentale stiano soffrendo e la rete alimentare è in fase di interruzione per via delle elevate temperature, sono corrette o, quanto meno, hanno un chiaro fondamento di verità. Ovviamente l'influenza del blob si estende anche nell'entroterra, con l'aria che transita al di sopra dell'acqua più calda che determina condizioni di winter USApersistente siccità soprattutto nell'area della California e dell'Oregon soprattutto.
Il blob, tuttavia, è solo un elemento di un modello assai più ampio in tutto il Pacifico, la cui influenza raggiunge punte decisamente più elevate. Uno studio, in particolare, esamina il rapporto tra l'Oceano Pacifico e il freddo inverno 2013-2014 nelle aree centro-orientali degli Stati Uniti. Nonostante tutti i discorsi relativi al Vortice Polare, Hartmann sostiene che bisogna guardare più a sud per comprendere e capire perchè tanta aria fredda sia scivolata così frequentemente verso le aree di Chicago e Boston, comunque nella zona tra il Midwest, il New England e il resto degli USA centro-orientali.
Lo studio di Hatmann mostra un modello su scala decennale incentrato nell'area tropicale dell'Oceano Pacifico, legato appunto ai cambiamenti in atto sul Pacifico settentrionale. Questo modello è stato denominato "modalità del Nord del Pacifico" e mostra in maniera chiara come le onde atmosferiche si snodano per spingere aria calda e secca verso le West Coast e aria più fredda ed assai più umida per quanto concerne i settori centrali ed orientali del Paese.
"Ultimamente questa modalità sembra essere emersa in subordinazione con l'insorgenza di El Nino, che ne guida la variabilità a lungo termine, in particolar modo per quanto riguarda il Nord America", riferisce Hartmann. In un post sul suo blog del mese scorso, Hartmann focalizza la propria attenzione sull'Inverno 2014-2015 sostendendo che, ancora una volta, la causa principale è collegata all'anomalia di temperatura superficiale dell'Oceano Pacifico tropicale.
Quel modello, che causa il blob, sembra esser diventato via via sempre più forte a partire dal 1980 e ultimamente è stato esaltato anche dalla PDO (Pacific Decadal Oscillation), divenuta oramai il secondo indice dopo El Nino per l'influsso che ha sui modelli climatici globali. "E' una domanda interessante se questa variabilità che sta accadendo è un fatto naturale o se sta accadendo qualcosa nel comportamento della variabilità locale nell'Oceano Pacifico", ha ribadito Hartmann. "Non credo che noi conosciamo la risposta, ma se questa anomalia persisterà anche per il terzo anno consecutivo, allora significa che ci troviamo difronte ad un fatto veramente insolito".
Rinaldo Cilli
Una "macchia" (definiamola così) insolitamente calda nelle acque superficiali dell'Oceano Pacifico, denominata "blob", si ritiene sia la responsabile del clima bizzarro che negli ultimi anni sta interessando gran parte degli Stati Uniti. Un'anomalia questa emersa nei primissimi mesi del 2014, ma che si è andata ulteriormente approfodendo con il passare delle settimane.
Tuttavia l'unico elemento che tutt'ora, a distanza di due-tre anni, regna sovrano è la stranezza; la costa occidentale è risultata più calda ed arida, la East Coast si è invece presentata sensibilmente più fredda e nevosa. Si ritiene che questa importante anomalia nelle acque superficiali del Pacifico possa, in un certo qual modo, aver contribuito in maniera evidente ai rigidi e nevosi inverni a partire dal 2013, in gran parte degli USA centro-orientali.
Secondo due Università di Washington, infatti, il perdurare di condizioni meteo-climatiche estreme in tutti gli Stati Uniti, sono collegate a questa perdurante anomalia calda che supera la media di circa 2-4°C. "Nell'autunno del 2013 e all'inizio del 2014 abbiamo iniziato ad osservare una grande massa quasi circolare di acqua che non si raffreddava come invece faceva normalmente e durante la primavera registrammo un'anomalia calda mai osservata per quel periodo dell'anno", riferisce Nick Bond, scienziato del clima presso l'Istituto congiunto per lo studio dell'atmosfera e dell'oceano.anomalo riscaldamento pacifico
Questa enorme "chiazza" di acqua calda (circa 1000 miglia di ampiezza e 300 metri di profondità) ha contribuito molto probabilmente al mite Inverno 2014 registrato a Washington e potrebbe inoltre sentenziare una nuova stagione estiva particolarmente calda. A distanza di 10 mesi questa anomalia è ancora presente e vigorosa a largo delle coste americane occidentali, con un'estensione di circa 1000 miglia a largo del Messico e fino all'Alaska, con temperature superficiali di circa +2°C superiori al normale. Gran parte dei modelli, inoltre, confermano che questa anomalia dovrebbe perdurare almeno sino alla conclusione del 2015!
Il nuovo studio, in particolare, esplora le origini del "blob"; è stato infatti rilevato che molto probabilmente è venuta a crearsi a causa della presenza di una cresta anticiclonica persistente che ha causato un mare molto calmo nel corso degli ultimi due inverni, quindi per tale ragione meno calore è stato disperso e più aria fredda è stata mantenuta. Le temperature più calde che vediamo oggi non sono dovute quindi ad un riscaldamento, ma alla conclusione della stagione invernale.
Altri autori della ricerca, invece, concentrano la loro attenzione sugli effetti che il blob ha sulla vita marina della West Coast. Hanno infatti avvistato pesci in luoghi insoliti e hanno sostenuto che le recenti notizie che gli ecosistemi della costa occidentale stiano soffrendo e la rete alimentare è in fase di interruzione per via delle elevate temperature, sono corrette o, quanto meno, hanno un chiaro fondamento di verità. Ovviamente l'influenza del blob si estende anche nell'entroterra, con l'aria che transita al di sopra dell'acqua più calda che determina condizioni di winter USApersistente siccità soprattutto nell'area della California e dell'Oregon soprattutto.
Il blob, tuttavia, è solo un elemento di un modello assai più ampio in tutto il Pacifico, la cui influenza raggiunge punte decisamente più elevate. Uno studio, in particolare, esamina il rapporto tra l'Oceano Pacifico e il freddo inverno 2013-2014 nelle aree centro-orientali degli Stati Uniti. Nonostante tutti i discorsi relativi al Vortice Polare, Hartmann sostiene che bisogna guardare più a sud per comprendere e capire perchè tanta aria fredda sia scivolata così frequentemente verso le aree di Chicago e Boston, comunque nella zona tra il Midwest, il New England e il resto degli USA centro-orientali.
Lo studio di Hatmann mostra un modello su scala decennale incentrato nell'area tropicale dell'Oceano Pacifico, legato appunto ai cambiamenti in atto sul Pacifico settentrionale. Questo modello è stato denominato "modalità del Nord del Pacifico" e mostra in maniera chiara come le onde atmosferiche si snodano per spingere aria calda e secca verso le West Coast e aria più fredda ed assai più umida per quanto concerne i settori centrali ed orientali del Paese.
"Ultimamente questa modalità sembra essere emersa in subordinazione con l'insorgenza di El Nino, che ne guida la variabilità a lungo termine, in particolar modo per quanto riguarda il Nord America", riferisce Hartmann. In un post sul suo blog del mese scorso, Hartmann focalizza la propria attenzione sull'Inverno 2014-2015 sostendendo che, ancora una volta, la causa principale è collegata all'anomalia di temperatura superficiale dell'Oceano Pacifico tropicale.
Quel modello, che causa il blob, sembra esser diventato via via sempre più forte a partire dal 1980 e ultimamente è stato esaltato anche dalla PDO (Pacific Decadal Oscillation), divenuta oramai il secondo indice dopo El Nino per l'influsso che ha sui modelli climatici globali. "E' una domanda interessante se questa variabilità che sta accadendo è un fatto naturale o se sta accadendo qualcosa nel comportamento della variabilità locale nell'Oceano Pacifico", ha ribadito Hartmann. "Non credo che noi conosciamo la risposta, ma se questa anomalia persisterà anche per il terzo anno consecutivo, allora significa che ci troviamo difronte ad un fatto veramente insolito".
Rinaldo Cilli
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Monesimo988
- Messaggi: 310
- Iscritto il: mar ott 07, 2014 3:00 pm
- Località: varazze
Tutti dovremmo essere a conoscenza del fatto che qualcosa non quadra.
La distanza climatica tra i due continenti, America e Eurasia, si è allargata.
Il GW c'è e rimane fin quando non vedremo delle inversioni di tendenza su scala globale, infatti quella macchia blu, pur su un territorio grande come l'Europa, il Nord America ad Est del Mississippi, rimane pur sempre una macchia scura in un tappeto rosso di anomalie termiche positive.
Tuttavia perché dimenticare che il 2012/2013 è stato un Inverno bello tosto in tutta Europa,in Asia, e in tutti gli States non solo ad Est? Perché dimenticare che il 2011/12, è stato un Inverno importante nell'Europa dell'Est(nel resto del continente si ebbe solo la colata sensazionale di 2 settimane) e in Asia centrale-orientale? Perché dimenticare che le stagioni da un lato all'altro dell'Atlantico sono spesso opposte?
Ho fatto un piccolo studio, e ho notato che ai nostri "grandi" Inverni in Italia sono contrapposti Inverni "piccoli" su USA+ Canada.
2011/2012= corrisponde al nostro non Inverno di un anno fa, in salsa americana: laghi del Maine e del Michigan ghiacciarono in parte o per poche settimane a Febbraio, Primavera in anticipo.
2009/2010= situazione simile.
Il VP nel 2012/13 era disturbato in tutti i modi possibili,ecco perché ogni area del mondo sperimentò periodi sopra e sotto media in maniera democratica.
L'anno prima era sbilanciato verso l'Eurasia e anche nel '09/'10.
L'anno scorso era sbilanciato verso l'America e quest'anno pure,sebbene non con la stessa anomalia.
Infine una curiosità: proprio gli anni nevosi anche in zone asciutte/miti del far west sono quelli freddi da noi 2008/09-2009/2010-2011/2012.
Come se noi fossimo relazionati a quello che succede in Oregon, a livello termico e barico..
Ergo può darsi che la forbice si sia allargata, ma è questione di 2 anni consecutivi, non chissà quanti! Siamo stati sfortunati, avevamo la QBO- ma una wave 2 Atlantica a regime basso, dopotutto l'Oceano è troppo freddo da un anno; la wave 1 Pacifica si è sbizzarrita bloccando il VP sul Nord America...
ma chissà cosa ci riserva il domani...
La distanza climatica tra i due continenti, America e Eurasia, si è allargata.
Il GW c'è e rimane fin quando non vedremo delle inversioni di tendenza su scala globale, infatti quella macchia blu, pur su un territorio grande come l'Europa, il Nord America ad Est del Mississippi, rimane pur sempre una macchia scura in un tappeto rosso di anomalie termiche positive.
Tuttavia perché dimenticare che il 2012/2013 è stato un Inverno bello tosto in tutta Europa,in Asia, e in tutti gli States non solo ad Est? Perché dimenticare che il 2011/12, è stato un Inverno importante nell'Europa dell'Est(nel resto del continente si ebbe solo la colata sensazionale di 2 settimane) e in Asia centrale-orientale? Perché dimenticare che le stagioni da un lato all'altro dell'Atlantico sono spesso opposte?
Ho fatto un piccolo studio, e ho notato che ai nostri "grandi" Inverni in Italia sono contrapposti Inverni "piccoli" su USA+ Canada.
2011/2012= corrisponde al nostro non Inverno di un anno fa, in salsa americana: laghi del Maine e del Michigan ghiacciarono in parte o per poche settimane a Febbraio, Primavera in anticipo.
2009/2010= situazione simile.
Il VP nel 2012/13 era disturbato in tutti i modi possibili,ecco perché ogni area del mondo sperimentò periodi sopra e sotto media in maniera democratica.
L'anno prima era sbilanciato verso l'Eurasia e anche nel '09/'10.
L'anno scorso era sbilanciato verso l'America e quest'anno pure,sebbene non con la stessa anomalia.
Infine una curiosità: proprio gli anni nevosi anche in zone asciutte/miti del far west sono quelli freddi da noi 2008/09-2009/2010-2011/2012.
Come se noi fossimo relazionati a quello che succede in Oregon, a livello termico e barico..
Ergo può darsi che la forbice si sia allargata, ma è questione di 2 anni consecutivi, non chissà quanti! Siamo stati sfortunati, avevamo la QBO- ma una wave 2 Atlantica a regime basso, dopotutto l'Oceano è troppo freddo da un anno; la wave 1 Pacifica si è sbizzarrita bloccando il VP sul Nord America...
ma chissà cosa ci riserva il domani...