Prima conferme, poi smentite, poi di nuovo conferme ed eccone le prove. In stratosfera si riaffacciano movimenti antizonali di tutto rispetto, dopo un periodo di parziale ricompattamento da parte del vortice polare a seguito di un primo disturbo avvenuto nel mese di dicembre. La forzante più calda e stabile derivante dall’attuale warming in atto ( minor ) porterà il VPS ad un indebolimento parziale sul proprio asse di rotazione, favorendo così una bilobazione più o meno netta della medesima figura barica. A confermarlo questa mattina sono i rilievi termometrici lungo il polo che mostrano alla quota di 10 hpa un passaggio da una temperatura di -75°C ad un valore decisamente ridotto di -42°C, mentre alla quota di 30 hpa il rialzo si è mostrato simile ma avvenuto più rapidamente, un chiaro segno che ci porta nella piena genesi del warming, con valori che sono passati da -80°C a -53°C.
I valori importanti che mostrano l’inizio di un cambiamento non si fermano, ma passano per una zonalità con il freno tirato da subito ed un indice MJO cui valori fanno propendere per una fase fredda sulla nostra Penisola.


Andando per ordine, è evidente come le velocità zonali alla quota di 10 hpa subiscano un abbassamento macroscopico alle alte latitudini, favorendo la confluenza dei flussi alle stesse latitudini. E’ il primo grande passo verso una maggiore spinta da parte della forzante troposferica Wave 2, cui onda risulta e risulterà ancora compressa da un getto in uscita ancora invadente alle medio-basse quote. Non sarà difficile tuttavia permettere un rallentamento dei venti zonali anche in sede troposferica, area con cui la coerenza dei macromovimenti stratosferici degli ultimi mesi è stata elevata con l’ausilio di un valore QBO- di tutto rispetto.

La risposta barica a questo nuovo impulso antizonale non si è fatta attendere come da prassi, confermando nei dettagli una bilobazione netta del vortice polare stratosferico in atto già nel corso di queste ore. Meno evidenti invece, sullo stesso piano barico, movimenti sul lungo termine che fanno intendere un ricompattamento alto da parte del VPS.

Un altro indice a favore di una maggiore dinamicità lungo la linea alte/medio-basse latitudini è l’indice MJO, che nel giro di due giorni ha virato su una tipologia di assetto plurifase 6-7-8 favorevole ad una migrazione verso le alte latitudini lungo la propria asse dell’anticiclone azzorriano. Ogccorrono, a questa previsione esatta circolatoria, ulteriori aggiornamenti nei prossimi giorni.

La risposta dei Global Models potrebbe arrivare a partire dai prossimi run. La fase di calcolo dei modelli che verte ad analizzare nel dettaglio i dati che arrivano dalla propagazione tropo-barica del Minor Warming è sempre stata un osso duro per i principali centri di elaborazione, che tuttavia dovrebbero assecondare un importante riassetto nel nostro emisfero che vedrà protagonista una nuova ed importante propagazione verso le alte latitudini da parte della wave 2, favorendo così un riequilibrio gelido verso le basse latitudini, raggiungendo conseguentemente le aree mediterranee. Si tratterà di un ruggito da parte dell’inverno, che, attualmente, vanta di aver messo a segno una nevicata su Lampedusa ed un mancato Major Warming di tipo split. La chiamavano dinamicità..
VINCENZO FICCO