
Analisi Stratosfera, Inverno alle porte, vediamo perchè!
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Analisi tropo-stratosferica. Riparte forte la Wave 1, dritti verso il Major Warming
Ci eravamo lasciati nello scorso editoriale del 9 Novembre con il forcing al Vortice Polare che avrebbe portato risvolti freddi a fine prima decade di dicembre. Ci ritroviamo dopo un mese con le conferme dei modelli ormai a poche ore dall’evento con neve probabile in Piemonte a quote molto basse. A fine editoriale avevamo paventato la possibilità di un forte evento Major Warming dopo un veloce ricompattamento del Vortice Polare.
La situazione attuale seppur complessa ci pone davanti a un bivio sul proseguo della stagione invernale. Le possibilità vedono un Gennaio sottotono con freddo più marcato rimandato in Febbraio, dall’altra un Gennaio scoppiettante dalla seconda decade del mese con ripercussioni anche sul mese successivo a causa di un forte riscaldamento su tutta la colonna del Vortice Polare.
Ma andiamo ad analizzare insieme le due soluzioni possibili in base alle mappe odierne e parametri stratosferici e i possibili effetti sul comparto italico.
Attualmente come detto in precedenza il Vortice Polare tenterà una chiusura in sede con approfondimento sia a livello di geopotenziali che di vorticità. L’indice NAM che monitora lo stato della trottola polare a tutte le quote nei prossimi giorni si tingerà di blu con un valore positivo che probabilmente toccherà +1 ma saremo ben lontani dalla soglia di sfondamento per cui per la legge B. e D. il vortice polare resterà compatto per 45-60 giorni relegando la stagione invernale a pochi spiccioli freddi tra fine Febbraio-inizi Marzo.
Come diceva il grande Baroni la mia intenzione è quella di spiegare il perchè tale possibilità va scartata come quella che sta girando in questi giorni in relazione a un possibile Canadian Warming e una forte invadenza dell’Atlantico per tutto il mese di Gennaio.
In condizione di Vortice Polare compatto con sfondamento della soglia NAM>1,5 i flussi di calore verso il polo si appiattiscono se non addirittura sono nulli con il vortice polare che presenta geopotenziali intorno ai -85 se non oltre intorno ai 10 hPa. Secondo le emissioni modellistiche i valori si assesteranno per un breve periodo di tempo tra i -75/-80, inoltre i flussi di calore seppur divergenti dal polo in questa rimarranno attivi segnale forte che le onde planetarie causa una circolazione BDC attiva, impediranno la totale chiusura del VPS in sede.
Questo è ciò che avverrà in Stratosfera quindi al momento scongiuriamo il superamento NAM, ma non è tutto. Alla quota dei 100 hPa è in atto un vero e proprio forcing dal settore auletino verso l’alto Atlantico proprio in corrispondenza dell’uscita del getto dal settore canadese a quello islandese e uno spostamento delle vorticità sul settore siberiano.

Tale configurazione dettata badate bene non dalle vicende stratosferiche bensì troposferiche con le onde planetarie molto attive, Azzorriano visto in gran forma, una successiva forte ripartenza dell’anticiclone delle Auletine e la formazione dell’Anticiclone termico russo-siberiano. A questo proposito vado a scongiurare il paventato Canadian Warming con ripartenza forte del flusso Atlantico. Anzi sarà possibile entro fine anno o in corrispondenza delle festività natalizie un’incursione continentale sul nostro paese in retrogressione da est.
Ma cosa accadrà dopo? Abbiamo appena parlato di forcing delle onde planetarie per una forte circolazione BDC. Ebbene i pannelli a lunga gittata del modello americano GFS amplifica in maniera importante la ripartenza dell’onda planetaria waves1 (onda del pacifico) che punterà dritta al polo. Avremo una bilobazione importante con nuclei di vorticità tra Giappone e settore scandinavo europeo. Il Vortice Polare dunque presenterà 2 lobi, ma a noi interessa seguire cosa farà quello sul settore scandinavo-siberiano. Osservando la mappa in allegato oltre al forcing della waves 1 si nota anche la presenza in maniera importante dell’onda planetaria 3 convergente al polo e l’onda 2 seppur in partenza schiacciata e inibita dall’onda 1 sempre attiva.
L’azione delle tre onde quindi porterà all’isolamento di un lobo del vortice polare in Europa in spostamento verso est e successivo split dettato dalla spinta delle wave 1-3 e successiva ripartenza dell’onda 2 con Ponte di Weijkoff (unione anticiclone russo e azzorriano). La tempistica rientrerebbe nello step temporale tra fine anno/fine prima decade di Gennaio con effetti importanti a livello di freddo sul comparto italico proprio dal 9-10 in poi.

VINCENZO FICCO
Ci eravamo lasciati nello scorso editoriale del 9 Novembre con il forcing al Vortice Polare che avrebbe portato risvolti freddi a fine prima decade di dicembre. Ci ritroviamo dopo un mese con le conferme dei modelli ormai a poche ore dall’evento con neve probabile in Piemonte a quote molto basse. A fine editoriale avevamo paventato la possibilità di un forte evento Major Warming dopo un veloce ricompattamento del Vortice Polare.
La situazione attuale seppur complessa ci pone davanti a un bivio sul proseguo della stagione invernale. Le possibilità vedono un Gennaio sottotono con freddo più marcato rimandato in Febbraio, dall’altra un Gennaio scoppiettante dalla seconda decade del mese con ripercussioni anche sul mese successivo a causa di un forte riscaldamento su tutta la colonna del Vortice Polare.
Ma andiamo ad analizzare insieme le due soluzioni possibili in base alle mappe odierne e parametri stratosferici e i possibili effetti sul comparto italico.
Attualmente come detto in precedenza il Vortice Polare tenterà una chiusura in sede con approfondimento sia a livello di geopotenziali che di vorticità. L’indice NAM che monitora lo stato della trottola polare a tutte le quote nei prossimi giorni si tingerà di blu con un valore positivo che probabilmente toccherà +1 ma saremo ben lontani dalla soglia di sfondamento per cui per la legge B. e D. il vortice polare resterà compatto per 45-60 giorni relegando la stagione invernale a pochi spiccioli freddi tra fine Febbraio-inizi Marzo.
Come diceva il grande Baroni la mia intenzione è quella di spiegare il perchè tale possibilità va scartata come quella che sta girando in questi giorni in relazione a un possibile Canadian Warming e una forte invadenza dell’Atlantico per tutto il mese di Gennaio.
In condizione di Vortice Polare compatto con sfondamento della soglia NAM>1,5 i flussi di calore verso il polo si appiattiscono se non addirittura sono nulli con il vortice polare che presenta geopotenziali intorno ai -85 se non oltre intorno ai 10 hPa. Secondo le emissioni modellistiche i valori si assesteranno per un breve periodo di tempo tra i -75/-80, inoltre i flussi di calore seppur divergenti dal polo in questa rimarranno attivi segnale forte che le onde planetarie causa una circolazione BDC attiva, impediranno la totale chiusura del VPS in sede.
Questo è ciò che avverrà in Stratosfera quindi al momento scongiuriamo il superamento NAM, ma non è tutto. Alla quota dei 100 hPa è in atto un vero e proprio forcing dal settore auletino verso l’alto Atlantico proprio in corrispondenza dell’uscita del getto dal settore canadese a quello islandese e uno spostamento delle vorticità sul settore siberiano.

Tale configurazione dettata badate bene non dalle vicende stratosferiche bensì troposferiche con le onde planetarie molto attive, Azzorriano visto in gran forma, una successiva forte ripartenza dell’anticiclone delle Auletine e la formazione dell’Anticiclone termico russo-siberiano. A questo proposito vado a scongiurare il paventato Canadian Warming con ripartenza forte del flusso Atlantico. Anzi sarà possibile entro fine anno o in corrispondenza delle festività natalizie un’incursione continentale sul nostro paese in retrogressione da est.
Ma cosa accadrà dopo? Abbiamo appena parlato di forcing delle onde planetarie per una forte circolazione BDC. Ebbene i pannelli a lunga gittata del modello americano GFS amplifica in maniera importante la ripartenza dell’onda planetaria waves1 (onda del pacifico) che punterà dritta al polo. Avremo una bilobazione importante con nuclei di vorticità tra Giappone e settore scandinavo europeo. Il Vortice Polare dunque presenterà 2 lobi, ma a noi interessa seguire cosa farà quello sul settore scandinavo-siberiano. Osservando la mappa in allegato oltre al forcing della waves 1 si nota anche la presenza in maniera importante dell’onda planetaria 3 convergente al polo e l’onda 2 seppur in partenza schiacciata e inibita dall’onda 1 sempre attiva.
L’azione delle tre onde quindi porterà all’isolamento di un lobo del vortice polare in Europa in spostamento verso est e successivo split dettato dalla spinta delle wave 1-3 e successiva ripartenza dell’onda 2 con Ponte di Weijkoff (unione anticiclone russo e azzorriano). La tempistica rientrerebbe nello step temporale tra fine anno/fine prima decade di Gennaio con effetti importanti a livello di freddo sul comparto italico proprio dal 9-10 in poi.

VINCENZO FICCO
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Conoaco Vin, è un conterraneo, anche se non ho ancora avuto il piacere di conoscerlo personalmente, ma lo seguo da tempo immemore per quanto concerne la Meteo. E' uno dei piu' preparati anche se a volte si lascia troppo condizionare dalle vicende strato. Il succo della sua analisi comunque collima alla grande con le mie idee.nevofilo80 ha scritto:Analisi tropo-stratosferica. Riparte forte la Wave 1, dritti verso il Major Warming
Ci eravamo lasciati nello scorso editoriale del 9 Novembre con il forcing al Vortice Polare che avrebbe portato risvolti freddi a fine prima decade di dicembre. Ci ritroviamo dopo un mese con le conferme dei modelli ormai a poche ore dall’evento con neve probabile in Piemonte a quote molto basse. A fine editoriale avevamo paventato la possibilità di un forte evento Major Warming dopo un veloce ricompattamento del Vortice Polare.
La situazione attuale seppur complessa ci pone davanti a un bivio sul proseguo della stagione invernale. Le possibilità vedono un Gennaio sottotono con freddo più marcato rimandato in Febbraio, dall’altra un Gennaio scoppiettante dalla seconda decade del mese con ripercussioni anche sul mese successivo a causa di un forte riscaldamento su tutta la colonna del Vortice Polare.
Ma andiamo ad analizzare insieme le due soluzioni possibili in base alle mappe odierne e parametri stratosferici e i possibili effetti sul comparto italico.
Attualmente come detto in precedenza il Vortice Polare tenterà una chiusura in sede con approfondimento sia a livello di geopotenziali che di vorticità. L’indice NAM che monitora lo stato della trottola polare a tutte le quote nei prossimi giorni si tingerà di blu con un valore positivo che probabilmente toccherà +1 ma saremo ben lontani dalla soglia di sfondamento per cui per la legge B. e D. il vortice polare resterà compatto per 45-60 giorni relegando la stagione invernale a pochi spiccioli freddi tra fine Febbraio-inizi Marzo.
Come diceva il grande Baroni la mia intenzione è quella di spiegare il perchè tale possibilità va scartata come quella che sta girando in questi giorni in relazione a un possibile Canadian Warming e una forte invadenza dell’Atlantico per tutto il mese di Gennaio.
In condizione di Vortice Polare compatto con sfondamento della soglia NAM>1,5 i flussi di calore verso il polo si appiattiscono se non addirittura sono nulli con il vortice polare che presenta geopotenziali intorno ai -85 se non oltre intorno ai 10 hPa. Secondo le emissioni modellistiche i valori si assesteranno per un breve periodo di tempo tra i -75/-80, inoltre i flussi di calore seppur divergenti dal polo in questa rimarranno attivi segnale forte che le onde planetarie causa una circolazione BDC attiva, impediranno la totale chiusura del VPS in sede.
Questo è ciò che avverrà in Stratosfera quindi al momento scongiuriamo il superamento NAM, ma non è tutto. Alla quota dei 100 hPa è in atto un vero e proprio forcing dal settore auletino verso l’alto Atlantico proprio in corrispondenza dell’uscita del getto dal settore canadese a quello islandese e uno spostamento delle vorticità sul settore siberiano.
Tale configurazione dettata badate bene non dalle vicende stratosferiche bensì troposferiche con le onde planetarie molto attive, Azzorriano visto in gran forma, una successiva forte ripartenza dell’anticiclone delle Auletine e la formazione dell’Anticiclone termico russo-siberiano. A questo proposito vado a scongiurare il paventato Canadian Warming con ripartenza forte del flusso Atlantico. Anzi sarà possibile entro fine anno o in corrispondenza delle festività natalizie un’incursione continentale sul nostro paese in retrogressione da est.
Ma cosa accadrà dopo? Abbiamo appena parlato di forcing delle onde planetarie per una forte circolazione BDC. Ebbene i pannelli a lunga gittata del modello americano GFS amplifica in maniera importante la ripartenza dell’onda planetaria waves1 (onda del pacifico) che punterà dritta al polo. Avremo una bilobazione importante con nuclei di vorticità tra Giappone e settore scandinavo europeo. Il Vortice Polare dunque presenterà 2 lobi, ma a noi interessa seguire cosa farà quello sul settore scandinavo-siberiano. Osservando la mappa in allegato oltre al forcing della waves 1 si nota anche la presenza in maniera importante dell’onda planetaria 3 convergente al polo e l’onda 2 seppur in partenza schiacciata e inibita dall’onda 1 sempre attiva.
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Ragazzi, ne vedremo delle belle.
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Vin parla di periodo Natalizio, non dice affatto che non accadra' nulla prima del 10 Gennaio, anzi....iniestas ha scritto:Come dicevo infatti anche tale esperto conferma che se ci sarà qualcosa
Non sarà prima del 10 gennaio
Dal 20 dic in poi si va avanti con strappi e ho
Se invece il vp terra botta se ne riparla a febbraio
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Dal 20 in poi si entrera' in una nuova fase. Si aprira' un periodo favorevole a irruzioni fredde potenzialmente anche di grossa portata. Il fatto che il periodo si aprira' con buona probabilita' intorno al 20 non significa che avremo la prima ondata di gelo il 21... Sara' un periodo, quello relativo alla terza decade, che ci traghettera' verso la stagione fredda vera e propria.Pinguino70 ha scritto:Quindi, per capirci, il target rimane quello del 20 in poi?
Retrogressione entro fine anno?
Poi Gennaio e Febbraio scoppiettanti?
Al momento pero' è impossibile definire con esattezza la data del possibile evento , potrebbe essere a Natale, come a Capodanno, o addirittura all'Epifania, al momento si possono solo inquadrare dei periodi di riferimento. Mi fa piacere che Vin la pensi come me sulle tempistiche e sulle modalita' della svolta indicando il periodo Natalizio come decisivo.
Ora dobbiamo solo attendere e, come sempre, sperare.
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Buonasera "nevofilo80" ancora un distinguo con "Iniestas". Evoluzione ormai chiare: la tua vede l'ingresso dell'inverno in terza decade di dicembre.Quella di "Iniestas" non prima della metà di gennaio(nelle migliori delle ipotesi). Non sono un esperto sulle tematiche stratosferiche, ma siamo sicuri che Iniestas "legga" l'analisi di Cloover corettamente? E' la mia semplicemente una domanda. Che ne dici?
