GW: Gas serra ai massimi da 800 mila anni
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
- erboss
- Moderatore con potere di espulsione
- Messaggi: 5176
- Iscritto il: gio gen 01, 1970 1:00 am
- Località: Grottaferrata (RM)
GW: Gas serra ai massimi da 800 mila anni
Il rapporto degli esperti dell’Onu: «Resta poco tempo, le emissioni devono essere ridotte tra il 40 e il 70% entro il 2050». Kerry: sono a rischio le generazioni future.
Le concentrazioni di gas serra hanno raggiunto i massimi livelli da 800 mila anni a questa parte e se non verranno drasticamente ridotte i cambiamenti climatici impatteranno in maniera «severa, globale e irreversibile» sul nostro Pianeta: a lanciare l’ennesimo grido d’allarme è il rapporto finale del Gruppo di esperti sui cambiamenti climatici dell’Onu (Ipcc), sintesi di tre precedenti report pubblicati quest’anno. Un documento presentato a Copenaghen che racchiude sette anni di lavoro di migliaia di scienziati di oltre 190 Paesi di tutto il mondo ed ha ottenuto l’approvazione dei governi.
I NUMERI
«Le emissioni mondiali di gas serra devono essere ridotte dal 40 al 70% tra il 2010 e il 2050 e sparire definitivamente dal 2100 - spiega l’Ipcc -. La temperatura media della superficie della Terra e degli Oceani ha acquistato 0,85øC tra il 1880 e il 2012. Resta poco tempo per riuscire a mantenere l’aumento della temperatura entro i 2 gradi centigradi» rispetto al 1990, il limite che si è dato la comunità internazionale per evitare conseguenze tragiche per l’uomo è la natura.
LA TERRA CHE CAMBIA
Per gli scienziati, la causa principale dell’aumento dei gas serra e del riscaldamento del Pianeta, è dovuta principalmente alla combustione di carboni fossili e alla deforestazione. E gli effetti di questa situazione sono già visibili in tutto il mondo: aumento delle precipitazioni in alcune zone e scomparsa in altre; distribuzione alterata delle specie marine e terrestri; raccolti generalmente in calo; ondate di calore più frequenti in Europa, Asia e Australia. Se il riscaldamento del clima continua, avverte l’Ipcc, le conseguenze saranno gravi in termini di sicurezza alimentare, disponibilità di acqua potabile, inondazioni e tempeste, con un probabile aumento in alcune aree di conflitti per l’accesso alle risorse.
LE REAZIONI
«Dobbiamo agire ora per ridurre le emissioni di CO2, ridurre gli investimenti nel carbone ed adottare energie rinnovabili per evitare il peggioramento del clima che si riscalda ad una velocità senza precedenti - commenta il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon -. L’azione contro il cambiamento climatico può contribuire alla prosperità economica, ad un migliore stato di salute e a città più vivibili», aggiunge Ban Ki-moon che lo scorso 23 settembre ha organizzato un summit dell’Onu sul clima a cui hanno preso parte 120 capi di Stato e di governo. «Quelli che decidono di ignorare o di contestare i dati esposti in questo rapporto, mettono in pericolo noi e le generazioni future», sottolinea il segretario di Stato Usa, John Kerry. La Francia si appella ad «una mobilitazione universale e immediata» sul cambiamento climatico, mentre per il nostro ministro per l’Ambiente, Gianluca Galletti, «il rapporto Ipcc sui gas serra è una chiamata alle responsabilità per il mondo, serve una presa di coscienza globale». Per il Wwf Italia il rapporto «ci dice che noi siamo la causa dei cambiamenti climatici e che la nostra dipendenza dai combustibili fossili è di gran lunga la principale fonte di inquinamento che sta cambiando il nostro clima. Ora tocca ai Governi».
EUROPA AL BIVIO
«Più aspettiamo, più il cambiamento sarà costoso - avverte l’Ipcc -. Abbiamo i mezzi per limitare il cambiamento climatico, le soluzioni sono numerose e permettono uno sviluppo umano ed economico continuo. Serve solo la volontà di cambiare». Gli esperti sottolineano che sono i paesi in via di sviluppo «i più vulnerabili» perchè hanno meno mezzi per far fronte all’impatto dei cambiamenti climatici. In Europa - secondo un recente rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente (Eea) - su 33 Paesi (quindi non solo quelli dell’Ue) 21 si sono già dotati di una strategia di adattamento e 17 - soprattutto in Nord e Centro Europa - hanno anche un piano nazionale. L’Italia lo ha adottato proprio nei giorni scorsi e lo renderà noto a breve. Il rapporto dell’Ipcc servirà come base scientifica ai responsabili politici impegnati nelle negoziazioni internazionali sul clima, che avranno il prossimo step nella conferenza mondiale sul clima a Lima, il prossimo dicembre, in vista della conferenza di Parigi a fine 2015. Che sarà il vero banco di prova degli impegni mondiali sulla riduzione dei gas serra e della volontà di salvare la Terra da quel punto di non ritorno che ci potrebbe costare troppo caro.
Fonte: La Stampa
Le concentrazioni di gas serra hanno raggiunto i massimi livelli da 800 mila anni a questa parte e se non verranno drasticamente ridotte i cambiamenti climatici impatteranno in maniera «severa, globale e irreversibile» sul nostro Pianeta: a lanciare l’ennesimo grido d’allarme è il rapporto finale del Gruppo di esperti sui cambiamenti climatici dell’Onu (Ipcc), sintesi di tre precedenti report pubblicati quest’anno. Un documento presentato a Copenaghen che racchiude sette anni di lavoro di migliaia di scienziati di oltre 190 Paesi di tutto il mondo ed ha ottenuto l’approvazione dei governi.
I NUMERI
«Le emissioni mondiali di gas serra devono essere ridotte dal 40 al 70% tra il 2010 e il 2050 e sparire definitivamente dal 2100 - spiega l’Ipcc -. La temperatura media della superficie della Terra e degli Oceani ha acquistato 0,85øC tra il 1880 e il 2012. Resta poco tempo per riuscire a mantenere l’aumento della temperatura entro i 2 gradi centigradi» rispetto al 1990, il limite che si è dato la comunità internazionale per evitare conseguenze tragiche per l’uomo è la natura.
LA TERRA CHE CAMBIA
Per gli scienziati, la causa principale dell’aumento dei gas serra e del riscaldamento del Pianeta, è dovuta principalmente alla combustione di carboni fossili e alla deforestazione. E gli effetti di questa situazione sono già visibili in tutto il mondo: aumento delle precipitazioni in alcune zone e scomparsa in altre; distribuzione alterata delle specie marine e terrestri; raccolti generalmente in calo; ondate di calore più frequenti in Europa, Asia e Australia. Se il riscaldamento del clima continua, avverte l’Ipcc, le conseguenze saranno gravi in termini di sicurezza alimentare, disponibilità di acqua potabile, inondazioni e tempeste, con un probabile aumento in alcune aree di conflitti per l’accesso alle risorse.
LE REAZIONI
«Dobbiamo agire ora per ridurre le emissioni di CO2, ridurre gli investimenti nel carbone ed adottare energie rinnovabili per evitare il peggioramento del clima che si riscalda ad una velocità senza precedenti - commenta il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon -. L’azione contro il cambiamento climatico può contribuire alla prosperità economica, ad un migliore stato di salute e a città più vivibili», aggiunge Ban Ki-moon che lo scorso 23 settembre ha organizzato un summit dell’Onu sul clima a cui hanno preso parte 120 capi di Stato e di governo. «Quelli che decidono di ignorare o di contestare i dati esposti in questo rapporto, mettono in pericolo noi e le generazioni future», sottolinea il segretario di Stato Usa, John Kerry. La Francia si appella ad «una mobilitazione universale e immediata» sul cambiamento climatico, mentre per il nostro ministro per l’Ambiente, Gianluca Galletti, «il rapporto Ipcc sui gas serra è una chiamata alle responsabilità per il mondo, serve una presa di coscienza globale». Per il Wwf Italia il rapporto «ci dice che noi siamo la causa dei cambiamenti climatici e che la nostra dipendenza dai combustibili fossili è di gran lunga la principale fonte di inquinamento che sta cambiando il nostro clima. Ora tocca ai Governi».
EUROPA AL BIVIO
«Più aspettiamo, più il cambiamento sarà costoso - avverte l’Ipcc -. Abbiamo i mezzi per limitare il cambiamento climatico, le soluzioni sono numerose e permettono uno sviluppo umano ed economico continuo. Serve solo la volontà di cambiare». Gli esperti sottolineano che sono i paesi in via di sviluppo «i più vulnerabili» perchè hanno meno mezzi per far fronte all’impatto dei cambiamenti climatici. In Europa - secondo un recente rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente (Eea) - su 33 Paesi (quindi non solo quelli dell’Ue) 21 si sono già dotati di una strategia di adattamento e 17 - soprattutto in Nord e Centro Europa - hanno anche un piano nazionale. L’Italia lo ha adottato proprio nei giorni scorsi e lo renderà noto a breve. Il rapporto dell’Ipcc servirà come base scientifica ai responsabili politici impegnati nelle negoziazioni internazionali sul clima, che avranno il prossimo step nella conferenza mondiale sul clima a Lima, il prossimo dicembre, in vista della conferenza di Parigi a fine 2015. Che sarà il vero banco di prova degli impegni mondiali sulla riduzione dei gas serra e della volontà di salvare la Terra da quel punto di non ritorno che ci potrebbe costare troppo caro.
Fonte: La Stampa
- erboss
- Moderatore con potere di espulsione
- Messaggi: 5176
- Iscritto il: gio gen 01, 1970 1:00 am
- Località: Grottaferrata (RM)
Apparte il catastrofismo a cui ormai siamo abituati, quello che mi fa riflettere è come fanno a conoscere con certezza le concentrazioni dei gas serra 800mila anni fa.
Tanto che all'inizio ho pensato che quella cifra fosse un errore del Tg, invece poi cercando la notizia anche sul web parlano proprio di 800.000 anni!
Tanto che all'inizio ho pensato che quella cifra fosse un errore del Tg, invece poi cercando la notizia anche sul web parlano proprio di 800.000 anni!
Io sul GW ho assunto una posizione di accettazione equlibrata: accedo cioè all'idea che l'uomo sia in grado di modificare con le emissioni di gas serra l'andamento climatico in una misura probabilemente non determinabile in modo preciso, ma non di poco conto.erboss ha scritto:Apparte il catastrofismo a cui ormai siamo abituati, quello che mi fa riflettere è come fanno a conoscere con certezza le concentrazioni dei gas serra 800mila anni fa.
Tanto che all'inizio ho pensato che quella cifra fosse un errore del Tg, invece poi cercando la notizia anche sul web parlano proprio di 800.000 anni!
Ritengo poi che ci sia da una parte una corsa al catasfrofismo da parte di una fetta di scienziati e studiosi anche per meri interessi di bottega, catastrofismo inutile perchè le modificazioni al clima hanno tempi ovviamente lunghi e pertanto le proiezioni sul futuro assomigliano quelle sulle epdemie non so se vi ricordare sull'inflenza dei polli o sulla sars o altre;
dall'altra parte però c'è una tendenza altrettanto grave alla negazione, al ricondurre i cambiamenti climatici a normali e fisiologici cicli su cui l'uomo non ha alcun potere d'intervento.
Io sto con la scienza diciamo ufficiale, ma con moderazione: nessun catastrofismo, ma politica di riequilibrio e di controllo dele emissioni necessaria con buona pace degli interessi industraili e produttivi delle economie galoppanti ( che poi galoppi e cresci per arrivare dove? lavorare 16 ore al giorno, non avere una vita privata, non avere nemmeno il tempo di spendere i soldi guadganati, non avere diritti e respirare una nuvola di smog e nebbia di particelle sospese..es: Cina..???)
ciao
Questi proclami apocalittici mi hanno davvero stufato. Non dico che il problema non esista, ma mi si dica perché le nuove licenze taxi non siano sottoposte alla condizione di dotarsi di auto elettriche e invece ci si limiti a farmi cambiare auto ogni 3 anni, perché la battaglia alla deforestazione non sia mai iniziata, ecc.
Senza entrare nel merito dell'apporto antropico sul cambiamento climatico, la nostra civiltà sta comunque collassando per ben altre situazioni che + 0,85° in 140 anni.
Sta sparendo il ceto medio ovunque e non vedo in futuro come si possa verificare un'inversione di tendenza.
La preoccupazione per i miei figli è più su questo fronte drammatico e di imminente deflagrazione che su quello di un'ipotesi non condivisa.
Senza entrare nel merito dell'apporto antropico sul cambiamento climatico, la nostra civiltà sta comunque collassando per ben altre situazioni che + 0,85° in 140 anni.
Sta sparendo il ceto medio ovunque e non vedo in futuro come si possa verificare un'inversione di tendenza.
La preoccupazione per i miei figli è più su questo fronte drammatico e di imminente deflagrazione che su quello di un'ipotesi non condivisa.
-
bruscolino
- Messaggi: 391
- Iscritto il: gio dic 06, 2012 4:10 pm
- Località: roma-montemario
( che poi galoppi e cresci per arrivare dove? lavorare 16 ore al giorno, non avere una vita privata, non avere nemmeno il tempo di spendere i soldi guadganati, non avere diritti e respirare una nuvola di smog e nebbia di particelle sospese..es: Cina..???)
ciao[/quote] questa tua frase racchiude la mia filosofia di vita,lavoriamo per comprare la macchina per andare a lavoro!
ciao[/quote] questa tua frase racchiude la mia filosofia di vita,lavoriamo per comprare la macchina per andare a lavoro!
- ContessaStrega
- Forumista senior
- Messaggi: 5829
- Iscritto il: dom set 11, 2011 10:18 am
- Località: Alpi Centrali
Per carità....mai letto tante fandonie tutte insieme..e da fonti cosi blasonate, evidentemente questi signori sono convinti di essere ancora nell'800 quando al popolo si cantava messa in latino , della serie "Possiamo dire quello che ci pare tanto questi caproni che ne capiscono"...ed oggi è ancora cosi per la maggior parte delle persone a cui non interessa cercare una fonte diretta a cui potersi rivolgere per un confronto alla pari....gli interessi come sempre superano la voglia di divulgare la verità, che al popolo viene Sempre Sempre nascosta..