La questione e' la seguente: i vari longers che stimo e, perche' no, anche un po' invidio per la loro preparazione e dedizione, effettuano le loro analisi tramite la comparazione dei vari indici, alcuni si affidano anche alla statistica.
E fino a qui tutto sembra logico e lineare, poi arrivano a delle conclusioni, tutto sembra collimare per un inverno normale/discreto, ma...c' e' un ma che proprio non comprendo!
Spesso arrivati a questo punto si tira in ballo il profilo termico ( quasi come fosse un particolare trascurabile
Mi domando: non e' proprio l' aspetto termico il punto nevralgico di tutta la tendenza? A mio avviso la condizione fondamentale che da' il carattere ad ogni stagione e' la temperatura. Sia che si tratti di inverno o estate. L' aspetto sinottico e le precipitazioni poco incidono su di una stagione ( possono esservi deficit o surplus in tutti i mesi dell' anno) o perlomeno in misura molto minore rispetto alla temperatura, vero parametro "sine qua non".
Ecco, secondo me, e lo dico da appassionato ed estimatore di molti longers, sotto queto punto di vista denoto una certa confusione che poi conduce inevitabilmente a sonore delusioni ( almeno da parte mia) nel vedere trascorrere intere stagioni non propriamente nel modo preventivato.
Non si tratta assolutamente di far polemica, anzi chiedo scusa se mi sono espresso male.
Voi cosa ne pensate?