Certificazione e professione meteorologo
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Certificazione e professione meteorologo
Salve ragazzi, in questi giorni si sta parlando molto della certificazione per esercitare la professione di previsore-meteorologo, la quale verrebbe rilasciata a seguito di un test-esame a cui potrebbero partecipare solo coloro che disporranno della laurea in fisica et similia. Che fine faranno i siti amatoriali? Si potranno elaborare più previsioni? E' giusto che chi, da anni privatamente o anche seguendo un percorso universitario di stampo ambientale affrontando studi relativi agli eventi atmosferici, raggiungendo ottimi risultati previsionali nel medio-corto termine anche su aree limitate grazie ad un'esperienza maturata nel corso degli anni; debba essere escluso dal fornire il proprio contributo solo con l'intento di fornire informazioni all'utente o alla cittadinanza senza sostituirsi agli organi competenti che hanno oltretutto altri scopi? Infatti si sta pure definendo il sistema nazionale meteorologico distribuito che andrebbe a supportare la rete dei centri funzionali che già hanno al loro interno o per lo meno molti di loro un'area meteo. Infatti il sistema di protezione civile nella fattispecie dei centri funzionali hanno il compito di emanare bollettini meteorologici e relativi avvisi, allerte e criticità idrauliche ed idrogeologiche ad altri enti istituzionali come comuni, prefetture, provincie, autorità di bacino ecc..che in caso di criticità attivano a seconda delle proprie competenze i propri sistemi di protezione civile. Quindi l'informazione meteorologica quotidiana ai cittadini non è esclusiva competenza, almeno fino ad ora, degli enti istituzionali. Tutto ciò cambierà? Si farà di tutta un'erba un fascio a causi di alcuni siti o personaggi per così dire folcloristici? Vorrei ricordare che il grande Gen. Andrea Baroni fonte wikipedia è un perito industriale, così come Caroselli non è un laureato in fisica, poichè non risulta da nessuna parte. Loro stessi, come tanti in AM, hanno appreso sul campo la meteorologia, come del resto succede anche per i tecnici meteorologi Enav.
Ciao, sto seguendo anch'io questa discussione su Facebook, iniziata da un più o meno noto meteorologo. Credo che alla base di tutto ci sia uno spirito di rivalsa nei confronti di un noto sito meteo che non ha laureati in fisica ma che è il più seguito dalla gente....e la torta fa gola,,,,,purtroppo è la legge del mercato....giusto o sbagliato che sia. Da quello che scrivono dicono di voler introdurre dei paletti per mettere ordine nella giungla dei vari siti spazzatura che fanno meteo annunci roboanti...ma secondo me come ho già detto è uno solo il loro bersaglio. La certifdicazione servirebbe per poter emettere allerte che sono prerogativa delle isitituzioni o di chi appunto è certificato. Essi vorrebbero arrivare secondo me a far si che solo chi è certficato può fare previsioni, la certificazione è sinonimo per loro, di qualità e sicurezza...e quando sbaglieranno la previ cosa faranno risarciranno gli utenti? albergatori o privati cittadini che siano? Non abbiamo bisogno dell'ennesima casta anche in ambito meteo, bellissima scienza che è sempre stata trascurata in Italia un po per colpa delle Istituzioni e un po anche per certi personaggi che pensavano di poter vivere di rendita. Sarebbe utile un parere anche da Meteolive in materia. ciao
vero....ma inibire pure a chi ha passione per una certa scienza di dire la sua è una lesione delle libertà perswonali.gemi65 ha scritto:Mi sembrerebbe giusto in tempi nei quali non bastano lauree e specializzazioni per trovare lavoro, che anche la meteo si adeguasse.
troppi stregoni pochi professionisti.
- Precipitofilo
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Condivido le argomentazioni di Valavio. Ora ci manca pure che una specie di Ente Certificatore certifichi chi può fare il meteorologo e chi no. E se mi apro il mio sito meteo personale, magari su base regionale, da diplomato in ragioneria quale sono che succede... che me lo oscurano? In realtà si tratta solo della volontà di creare l'ennesima casta chiusa come un po' tutte le professioni "libere" di questo paese in declino condita dalla solita lagna, dura a morire, che basti un pezzo di carta per dare una leggenda di serietà e deontologia a quella che dovrebbe essere una semplice PASSIONE.
ti quoto in pieno, sai secondo me dove vogliono arrivare? Alle previsioni a pagamento, cosa che finché ci sono i siti amatoriali o le previ automatiche non potranno mai fare, quindi voglio vedere a far chiudere tutti i siti amatoriali.......tutti quelli che hanno voluto mettere dei limiti alla rete hanno preso musate.Precipitofilo ha scritto:Condivido le argomentazioni di Valavio. Ora ci manca pure che una specie di Ente Certificatore certifichi chi può fare il meteorologo e chi no. E se mi apro il mio sito meteo personale, magari su base regionale, da diplomato in ragioneria quale sono che succede... che me lo oscurano? In realtà si tratta solo della volontà di creare l'ennesima casta chiusa come un po' tutte le professioni "libere" di questo paese in declino condita dalla solita lagna, dura a morire, che basti un pezzo di carta per dare una leggenda di serietà e deontologia a quella che dovrebbe essere una semplice PASSIONE.
Ragazzi avete letto bene il testo proposto per la certificazione. Ritengo di no poichè sto leggendo un sacco di sciocchezze ed approssimazioni. Nessuno vuol ledere la libertà di informazione base anche dei siti amatoriali ma dare una impronta diversa al lato professionale della meteorologia. Poi caro Valavio in Italia e qui mi tirerò addosso valanghe di critiche , i siti meteo amatoriali sono una concausa impattante di disoccupazione nel settore. La passione spesso confonde, come vedo confuso te , la linea di demarcazione tra amatore e professionista. Il primo può essere bravissimo ma non potrebbe essere pagato per quello che produce , il secondo magari è meno bravo ma non viene preso in considerazione perchè la percezione delle aziende non sa distinguere tra prodotto amatoriale e proposta professionale. Cosa voglio intendere non che la colpa sia dei meteo amatori ma di come inconsapevolmente si pongono venendo molte volte sfruttati per finalità che di gratuito non hanno nulla.valavio ha scritto:ti quoto in pieno, sai secondo me dove vogliono arrivare? Alle previsioni a pagamento, cosa che finché ci sono i siti amatoriali o le previ automatiche non potranno mai fare, quindi voglio vedere a far chiudere tutti i siti amatoriali.......tutti quelli che hanno voluto mettere dei limiti alla rete hanno preso musate.Precipitofilo ha scritto:Condivido le argomentazioni di Valavio. Ora ci manca pure che una specie di Ente Certificatore certifichi chi può fare il meteorologo e chi no. E se mi apro il mio sito meteo personale, magari su base regionale, da diplomato in ragioneria quale sono che succede... che me lo oscurano? In realtà si tratta solo della volontà di creare l'ennesima casta chiusa come un po' tutte le professioni "libere" di questo paese in declino condita dalla solita lagna, dura a morire, che basti un pezzo di carta per dare una leggenda di serietà e deontologia a quella che dovrebbe essere una semplice PASSIONE.
hai ragione di sciocchezze se ne leggono tante......appunto.......io a questo punto sto alla finestra e aspetto di vedere cosa porterà la certificazione, se miglioramenti nel settore o altro.datimeteo ha scritto:Ragazzi avete letto bene il testo proposto per la certificazione. Ritengo di no poichè sto leggendo un sacco di sciocchezze ed approssimazioni. Nessuno vuol ledere la libertà di informazione base anche dei siti amatoriali ma dare una impronta diversa al lato professionale della meteorologia. Poi caro Valavio in Italia e qui mi tirerò addosso valanghe di critiche , i siti meteo amatoriali sono una concausa impattante di disoccupazione nel settore. La passione spesso confonde, come vedo confuso te , la linea di demarcazione tra amatore e professionista. Il primo può essere bravissimo ma non potrebbe essere pagato per quello che produce , il secondo magari è meno bravo ma non viene preso in considerazione perchè la percezione delle aziende non sa distinguere tra prodotto amatoriale e proposta professionale. Cosa voglio intendere non che la colpa sia dei meteo amatori ma di come inconsapevolmente si pongono venendo molte volte sfruttati per finalità che di gratuito non hanno nulla.valavio ha scritto:ti quoto in pieno, sai secondo me dove vogliono arrivare? Alle previsioni a pagamento, cosa che finché ci sono i siti amatoriali o le previ automatiche non potranno mai fare, quindi voglio vedere a far chiudere tutti i siti amatoriali.......tutti quelli che hanno voluto mettere dei limiti alla rete hanno preso musate.Precipitofilo ha scritto:Condivido le argomentazioni di Valavio. Ora ci manca pure che una specie di Ente Certificatore certifichi chi può fare il meteorologo e chi no. E se mi apro il mio sito meteo personale, magari su base regionale, da diplomato in ragioneria quale sono che succede... che me lo oscurano? In realtà si tratta solo della volontà di creare l'ennesima casta chiusa come un po' tutte le professioni "libere" di questo paese in declino condita dalla solita lagna, dura a morire, che basti un pezzo di carta per dare una leggenda di serietà e deontologia a quella che dovrebbe essere una semplice PASSIONE.
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gemi65
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Completamente d'accordo; è un pò la stessa differenza che c'è tra l'ottico e l'oculista, tra il dentista e l'odontotecnico.datimeteo ha scritto:Ragazzi avete letto bene il testo proposto per la certificazione. Ritengo di no poichè sto leggendo un sacco di sciocchezze ed approssimazioni. Nessuno vuol ledere la libertà di informazione base anche dei siti amatoriali ma dare una impronta diversa al lato professionale della meteorologia. Poi caro Valavio in Italia e qui mi tirerò addosso valanghe di critiche , i siti meteo amatoriali sono una concausa impattante di disoccupazione nel settore. La passione spesso confonde, come vedo confuso te , la linea di demarcazione tra amatore e professionista. Il primo può essere bravissimo ma non potrebbe essere pagato per quello che produce , il secondo magari è meno bravo ma non viene preso in considerazione perchè la percezione delle aziende non sa distinguere tra prodotto amatoriale e proposta professionale. Cosa voglio intendere non che la colpa sia dei meteo amatori ma di come inconsapevolmente si pongono venendo molte volte sfruttati per finalità che di gratuito non hanno nulla.valavio ha scritto:ti quoto in pieno, sai secondo me dove vogliono arrivare? Alle previsioni a pagamento, cosa che finché ci sono i siti amatoriali o le previ automatiche non potranno mai fare, quindi voglio vedere a far chiudere tutti i siti amatoriali.......tutti quelli che hanno voluto mettere dei limiti alla rete hanno preso musate.Precipitofilo ha scritto:Condivido le argomentazioni di Valavio. Ora ci manca pure che una specie di Ente Certificatore certifichi chi può fare il meteorologo e chi no. E se mi apro il mio sito meteo personale, magari su base regionale, da diplomato in ragioneria quale sono che succede... che me lo oscurano? In realtà si tratta solo della volontà di creare l'ennesima casta chiusa come un po' tutte le professioni "libere" di questo paese in declino condita dalla solita lagna, dura a morire, che basti un pezzo di carta per dare una leggenda di serietà e deontologia a quella che dovrebbe essere una semplice PASSIONE.
- Precipitofilo
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No non ho letto il testo proposto. Dove lo trovo, così posso riformularmi le idee..? I miei commenti erano riferiti a quanto ho letto finora. Ribadisco comunque la mia contrarietà ad ogni ipotesi di mettere lacci e lacciuoli a siti internet ed imporre lauree, specializzazioni, dottorandi, albi, ordini e burocrazie di casta varie a gente che esercita qualcosa per passione e competenze proprie.datimeteo ha scritto:
Ragazzi avete letto bene il testo proposto per la certificazione. Ritengo di no poichè sto leggendo un sacco di sciocchezze ed approssimazioni. Nessuno vuol ledere la libertà di informazione base anche dei siti amatoriali ma dare una impronta diversa al lato professionale della meteorologia
Se poi qualche sito "allarmista" scrive beonate si può sempre evitare di leggerlo.
Ciao lo trovi su ARPA EMR comunque di una proposta si tratta. Vedremo intanto nella mia casella di posta io ricevo almeno 3 o 4 offerte al giorno di posizioni vacanti per meteorologi di aziende che ricercano personale per progetti di analisi dati, ambiti modellistici, applicazioni energy all'estero. Peccato che non ne trovi mai per meteovelini, meteorine, divulgatori eppure ne siamo pieni. Forse fa più figo scrivere un articolo e metterci sotto il nome, che lavorare sui numeri che sono poi l'essenza della meteorologia vera senza nulla togliere a nessuno. Ci stiamo fossilizzando se le icone sulle carte sono automatiche o messe da chi? dal meteorologo. Siamo sicuri che non dobbiamo prima valutare la fonte modellistica e l'attendibilità del modello e poi sparare sentenze se un prodotto "automatico " e' meno valido di uno manuale. Siamo diventati di una superficialità impressionante poiché la rete mette a disposizione tantissimi strumenti colorati. Rapido confronto dei colori e via fatta la sentenza. Quanti utilizzano ad esempio repository on line , le mitiche nuvole , per buttarci sopra foto, pensieri, scritti.. Vi siete mai chiesti se questi sistemi sono sicuri. Non solo per voi ma per vostro figlio , vostra moglie , i vostri amici di cui inconsapevolmente state indicando, luoghi preferiti, abitudini, connotati fisici, debolezze.. Tutto fa spettacolo ma recuperare un giusto senso critico è fondamentale in una rete globale che vive ormai di tantissimi Forrest Gamp, ognuno di noi. Ad esempio anche su questo sito ho visto alcune carte "sensazionalistiche" di GFS il modello americano che non erano poi rispondenti al vero output del modello stesso Il perché è semplice il mal di run, smanio per l'uscita delle carte ma pochi sanno che alcune volte i dati originali della corsa modellistica escono corrotti alla fonte. NCEP l'ente americano che cura le emissioni del modello riemette quindi la frazione di files corrotti in una seconda emissione ritardata. Se non si hanno dei sistemi di cross-check sull'integrità e congruenza dei file nativi la frittata è fatta. Escono carte farlocche, vengono inizializzati modelli a scala locale farlocca , il tutto pure condito da titoloni. Succede non spesso ma succede e poi alcuni siti gridano al complotto, altri ad attacchi hacker , altri se la prendono con i modelli. La parola esatta è ignoranza e febbre dell'ultimo run. Ignoranza non nel senso dispregiativo ma limitativo della conoscenza di una materia bella ma molto complessa. Ecco perché hanno preso piede figure professionali di meteorologo legate all'ambito applicativo. Anche a cercarle in Italia queste figure non esistono poiché non trovano il terreno ove formarsi e l'ambito ricerca ed accademico spesso, troppo spesso è finalizzato a produrre pubblicazioni di ricerche, che servono a chi , cosa? A mettere 200 righe su di una rivista scientifica in quanto non si va mai al di là dell'ambito sperimentale, al contrario che all'estero. Quindi proporrei un altro titolo al post: professione del meteorologo, capire prima le potenzialità e poi impostare delle proposte. All'estero spesso lavori di analisi e sviluppo di piattaforme meteo vengono fatti da laureati in statistica, sono anche loro dei ciarlantani? Eppure questi applicativi funzionano.. Io stesso ho lavorato su indici di rischio assicurativi legati a tempi di ritorno potenziali di eventi meteo estremi ma non ho una laurea in economia e commercio Mi metteranno in galera? La morale è una i numeri sono numeri e gli ambiti disciplinari spesso devono essere interattivi usando il buon senso e la specificità. Di Capitan America della Meteorologia in Italia ne abbiamo già tanti..Precipitofilo ha scritto:No non ho letto il testo proposto. Dove lo trovo, così posso riformularmi le idee..? I miei commenti erano riferiti a quanto ho letto finora. Ribadisco comunque la mia contrarietà ad ogni ipotesi di mettere lacci e lacciuoli a siti internet ed imporre lauree, specializzazioni, dottorandi, albi, ordini e burocrazie di casta varie a gente che esercita qualcosa per passione e competenze proprie.datimeteo ha scritto:
Ragazzi avete letto bene il testo proposto per la certificazione. Ritengo di no poichè sto leggendo un sacco di sciocchezze ed approssimazioni. Nessuno vuol ledere la libertà di informazione base anche dei siti amatoriali ma dare una impronta diversa al lato professionale della meteorologia
Se poi qualche sito "allarmista" scrive beonate si può sempre evitare di leggerlo.
- jackfrost
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Io credo che un certificato che attesti la competenza ad emettere analisi, previsioni e allerta meteo che a tutti gli effetti hanno impatto sulla vita milioni di persone e sull'economia del paese sia molto auspicabile.
Se voglio aprire un sito amatoriale posso tranquillamente farlo, ma sotto ogni cosa che scrivo devo specificare che le mie competenze non sono riconosciute e che per previsioni professionali mi devo rivolgere a chi queste competenze la ha.
Non si può pensare che il sito di un pincopallino qualsiasi, semplice appassionato ma che non ha la minima idea di cosa sia la fisica dell'atmosfera, possa fornire previsioni aventi la stessa attendibilità di quello della Aeronautica Militare, così come un semplice appassionato di sport non può pensare di fare l'allenatore, o un appassionato di meccanica possa fare l'ingegnere.
Se voglio aprire un sito amatoriale posso tranquillamente farlo, ma sotto ogni cosa che scrivo devo specificare che le mie competenze non sono riconosciute e che per previsioni professionali mi devo rivolgere a chi queste competenze la ha.
Non si può pensare che il sito di un pincopallino qualsiasi, semplice appassionato ma che non ha la minima idea di cosa sia la fisica dell'atmosfera, possa fornire previsioni aventi la stessa attendibilità di quello della Aeronautica Militare, così come un semplice appassionato di sport non può pensare di fare l'allenatore, o un appassionato di meccanica possa fare l'ingegnere.
- Precipitofilo
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Ciao,
non voglio entrare troppo nel merito della diatriba perchè non ne ho le competenze e soprattutto sono solo il moderatore di questo forum, mi limito però ad osservare che ancora una volta sono stati siti non istituzionali come MeteoLive e forse anche qualche sito amatoriale a lanciare l'allerta tramite articoli e approfondimenti, mentre ancora una volta il centro meteo regionale ligure (pagato proprio con i soldi dei genovesi) l'ha lanciata 24 ore dopo e soprattutto 12 ore dopo l'esondazione dei torrenti, cioè ad evento quasi terminato. Che utilità può avere un servizio meteo pubblico CERTIFICATO, che dovrebbe avere proprio la funzione di allertare e non ci azzecca quasi mai? Ricordiamoci che chi ci lavora è pagato dai contribuenti liguri e genovesi proprio per allertarli in caso di necessità. Si, ma non 18 ore dopo.
A pensare male si potrebbe ritenere che sia per la solita inefficienza e indolenza degli Enti pubblici (che noi tutti conosciamo) ma forse si potrebbe pensare peggio ritenendo che potrebbe anche essere una questione di scarsa competenza proprio dei laureati in fisica (CERTIFICATI) che vi lavorano, giusto per rimanere più in tema.
Il mio vuole essere solo un invito a riflettere da parte un qualsiasi cittadino italiano che paga le tasse e si accorge di non ottenere servizi idonei.
Buona serata!
non voglio entrare troppo nel merito della diatriba perchè non ne ho le competenze e soprattutto sono solo il moderatore di questo forum, mi limito però ad osservare che ancora una volta sono stati siti non istituzionali come MeteoLive e forse anche qualche sito amatoriale a lanciare l'allerta tramite articoli e approfondimenti, mentre ancora una volta il centro meteo regionale ligure (pagato proprio con i soldi dei genovesi) l'ha lanciata 24 ore dopo e soprattutto 12 ore dopo l'esondazione dei torrenti, cioè ad evento quasi terminato. Che utilità può avere un servizio meteo pubblico CERTIFICATO, che dovrebbe avere proprio la funzione di allertare e non ci azzecca quasi mai? Ricordiamoci che chi ci lavora è pagato dai contribuenti liguri e genovesi proprio per allertarli in caso di necessità. Si, ma non 18 ore dopo.
A pensare male si potrebbe ritenere che sia per la solita inefficienza e indolenza degli Enti pubblici (che noi tutti conosciamo) ma forse si potrebbe pensare peggio ritenendo che potrebbe anche essere una questione di scarsa competenza proprio dei laureati in fisica (CERTIFICATI) che vi lavorano, giusto per rimanere più in tema.
Il mio vuole essere solo un invito a riflettere da parte un qualsiasi cittadino italiano che paga le tasse e si accorge di non ottenere servizi idonei.
Buona serata!
Ultima modifica di Moderatore il ven ott 10, 2014 10:32 pm, modificato 1 volta in totale.