Manu, Iniestas e Paolo: vi prendo dentro tutti e tre assieme per complimentarmi con la vostra disaminaPaoloColbertaldo ha scritto:Bravi e al solito molto realisti Iniestas e Manu dalle Orobie. E' anche il mio pensiero. Vi appoggio totalmente. Il carattere della stagione invernale si deve percepire gia' da meta' novembre con le brinate che diventano consuetudine e non eccezioni come negli ultimi anni. A mio avviso l' inverno vero va' da meta' dicembre a fine gennaio, poi l' allungamento del di' e' inesorabile.iniestas ha scritto:Sottoscrivo!manu73 ha scritto: Quello che si verifica spesso e quello che poi alla fine dicono sempre gli indici in questo periodo...
Come sempre l'ondata di gelo storica è vista nelle stagionali sul febbraio, poi man mano slitta sui primi di marzo , poi sulla seconda decade, poi sull'Aprile e poi sull'anno dopo....
Per un motivo o per l'altro l'inizio stagionale è sempre difficile (salvo eccezioni) per questo si sposta lo sguardo e i sogni sulla seconda metà (spesso per convenienza e tenere vive le speranze in attesa del solito fumoso strat...o la retrogressione o l'orso...dalle frequenze trentennali....)
La stagione invernale classica delle prime brinate a bassa quota nel mese di novembre, le prime gelate ad inizio Dicembre e la neve che gradualmente guadagna metri verso il basso e tocca la pianura almeno al nord nella prima metà di Dicembre sembra non interessare più a nessuno...probabilmente perché la normalità stagionale non sappiamo più cosa sia e probabilmente perché fa più moda parlare di gelo epocale e tenere viva l'attenzione fino alla fine. La gradualità e i canoni classici sarebbero già una vittoria e sarebbe già un grande inverno...ma se gli occhi guardano già a Febbraio e Marzo 2015 poi si sa come và a finire. Personalmente per la zona in cui vivo guardo con attenzione Novembre , Dicembre, Gennaio, primi di Febbraio ("la neve novembrina per 6 mesi ci confina")...metà-fine febbraio è da ultima cartuccia, marzo è ormai nuova stagione ...("la neve marzolina non dura dalla sera alla mattina"). Per fare la stagione invernale decente servono i primi mesi, poi gli episodi anche eclatanti sono una cosa bellissima ma diversa della "stagione"
Io spero in un grande inverno europeo simil 2009, 2010, un inverno che inzia a fine novembre e tra alti e bassi arriva fino a marzo.
Purtroppo si continua a ritenere ripetibile il febbraio 2012 magari solo un pò meno estremo, e quest'anno rischia, nelle aspettative, di seguire il solito canovaccio..il niente fino alla befana poi la spasmodica rincorsa agli strawarming e agli orsi per poi finire dopo la merla ad aggrapparsi al colpo di coda.
Dispiace doverlo dire, ma bruttissime nuove anche dal prestigioso modello a tiratura stagionale di Reading. E per la pianura veneta non sarebbero 2 NON inverni consecutivi, ma perlomeno il doppio![]()
Ma un vecchio collega, oramai pensionato, mi ripeteva spesso: non fasciamoci la testa prima di romperla
Sono particolarmente d' accordo (come quasi tutte le volte) con te Manu. Anche secondo me il momento in cui il freddo e la neve se arrivassero darebbero il meglio di sè è da inizio dicembre a fine gennaio. Solo in tal caso avremmo un manto nevoso veramente duraturo e freddo vero: inoltre il contesto sarebbe quello ideale: festività natalizie sotto freddo e neve e giornate corte, con tra l' altro la rassicurazione che l' inverno è appena cominciato.
Dopo l' inizio di febbraio ormai ogni nevicata o ondata di freddo non è più la stessa cosa: c' è nell' aria l' arrivo ormai prossimo della primavera, l' allungarsi delle giornate ed il contesto non è più lo stesso; la neve che cadrebbe inoltre resiste meno. Il contesto (anche "psicologicamente" per me) è diverso.
Tra l' altro è molto meglio avere ad inizio inverno una buona ondata di freddo e neve, in modo da "gustarcela" meglio ed essere soddisfatti di aver portato a casa qualcosa, perchè così tra l' altro non saremmo costretti a riporre tutte le speranze a fine gennaio, poi a metà febbraio ecc. inseguendo queste speranze sempre più affannosamente e con il tempo che "stringe" sempre più, sperando prima in carte gelide con probabilità al 20%, poi al 10%, poi al 5% e infine aggrapparci all' evento (quasi) impossibile (vedi l' ultimo inverno). Un' altra cosa che condivido pienamente: molto importante è anche avere le famose gelate di novembre e il graduale ma incedente passaggio di testimone tra autunno ed inverno: molti anziani della zona (qui siamo a 430 m s.l.m., ma la Valbelluna in rapporto alla quota è una delle valli più fredde d' Italia) raccontano che spesso un tempo la prima neve arrivava nei paesi attorno ad Ognissanti, poi cominciavano frequenti le brinate e da dicembre a febbraio neve al suolo ce n' era quasi sempre e raramente pioveva: le precipitazioni erano quasi solo nevose. A Natale neve per terra ce n' era sempre. Ecco, questo è ciò che oggi veramente manca e che vorrei vivere: non so quanti anni sono che a Natale non c' è traccia di neve fino a 1000 m (o anche 1500 o più!) e le brinate serie sono veramente poche e comunque mai prima di metà novembre. Se ha nevicato prima di Natale, poi ci è sempre piovuto sopra sciogliendo tutto.
Quindi vi ringrazio e vi rifaccio i complimenti Manu, Iniestas e Paolo per ciò che avete detto.
Purtroppo lo so, il cambiamento climatico in atto ci sta condannando e schiaccia sempre più le nostre speranze, ma veramente sarebbe bello vivere almeno un paio di inverni come si deve, di quelli che raccontano gli anziani del paese ma che non ho mai vissuto (tranne forse il 2005/2006).
Non è possibile avere così tanti inverni rovinati.
NON PUO' FINIRE COSI'.
Ciao.


