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Refrontolo(TV) valanga d'acqua 4 morti!!
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Esplora il significato del termine: Un fortunale improvviso e violento che in pochi minuti ha alzato il livello del Lierza a Refrontolo fino a farlo esondare e travolgere tutto quello che trovava lungo la sua strada. E in un attimo al Molinetto della Croda c’erano solo devastazione, tre morti, tre dispersi e diversi feriti, di cui due gravi. A provocare il disastro, una bomba d’acqua, caduta con una violenza indescrivibile in via Molinetto, a pochi passi dall’omonimo edificio rurale nota meta turistica. La pioggia ha alzato in pochi secondi il livello del torrente che gli scorre accanto, tanto da farlo straripare e invadere il capannone eretto dalla comunità per la manifestazione dedicata alla «Festa degli Omeni» (uomini). Per i partecipanti alla festa, circa un centinaio, non c’è stato nemmeno il tempo di mettersi in salvo. L’acqua ha travolto tutto: il tendone, i tavoli, il palco dell’orchestra e le persone, trascinate via dal fiume in piena insieme alle auto parcheggiate poco distante. I testimoni parlano di un metro e mezzo d’acqua che scendeva vorticosamente a valle trascinando via tutto.
La devastazione
Quando il fiume si è ritirato, è rimasta la devastazione. Oltre cento le persone coinvolte dall’inondazione, decine i feriti e molti dispersi. Una maxi emergenza per la quale si sono mobilitati un centinaio di soccorritori tra vigili del fuoco, sanitari del Suem 118, Soccorso Alpino, Protezione civile e carabinieri. Mezzi di soccorso e ruspe sono salite lungo i tornanti per raggiungere la zona e liberare la strada dal fango e dai rottami delle auto, mentre medici e infermieri prestavano soccorso ai feriti. Il bilancio è solo approssimativo, si parla di alcuni feriti gravi e di decine di contusi. A preoccupare però, sono soprattutto le persone che mancano all’appello. All’inizio nella concitazione e nello choc generale si era parlato di un centinaio di persone inghiottite dall’acqua, ma il numero durante le operazioni di soccorso si è molto ridimensionato: «Stiamo cercando 3 o 4 persone che pare non si trovino – spiega l’architetto Giuseppe Costa, caposervizio che ha coordinato il lavoro dei Vigili Del Fuoco -, anche se non è escluso che si siano allontanate da sole per trovare riparo». Una corsa contro il tempo quella dei soccorritori, con l’angoscia di non arrivare in tempo per salvare le persone in difficoltà. Oltre 40 i vigili del fuoco arrivati da tutta la provincia con 10 mezzi, altri uomini nella notte sono arrivati anche dal distaccamento di Venezia. Sono decine anche le abitazioni, gli agriturismi e le trattorie (numerose nella zona) invase dall’acqua.
L’inferno in pochi minuti
«Stiamo buttando fuori l’acqua come possiamo – spiega il titolare del ristorante «Al Buon Gustaio», è un disastro. Fuori sentiamo solo sirene e mezzi di soccorso che passano. In pochi minuti si è scatenato l’inferno». Decine le persone rimaste bloccate dal fango negli agriturismi della zona con i pompieri e la protezione civile impegnati a liberare le strade. Una maxi emergenza gestita secondo i protocolli previsti a livello provinciale: «Sono scattate subito tutte le procedure di soccorso e protezione civile – spiega l’assessore provinciale Mirco Lorenzon che è corso a Refrontolo appena saputa la notizia -. La situazione è molto grave, non solo qui ma anche nella zona di Tarzo, Zuel e Milies, e poi a Cison di Valmarino dove si sono verificate varie frane. La frazione di Rolle è completamente isolata. La situazione è drammatica».Un fortunale improvviso e violento che in pochi minuti ha alzato il livello del Lierza a Refrontolo fino a farlo esondare e travolgere tutto quello che trovava lungo la sua strada. E in un attimo al Molinetto della Croda c’erano solo devastazione, tre morti, tre dispersi e diversi feriti, di cui due gravi. A provocare il disastro, una bomba d’acqua, caduta con una violenza indescrivibile in via Molinetto, a pochi passi dall’omonimo edificio rurale nota meta turistica. La pioggia ha alzato in pochi secondi il livello del torrente che gli scorre accanto, tanto da farlo straripare e invadere il capannone eretto dalla comunità per la manifestazione dedicata alla «Festa degli Omeni» (uomini). Per i partecipanti alla festa, circa un centinaio, non c’è stato nemmeno il tempo di mettersi in salvo. L’acqua ha travolto tutto: il tendone, i tavoli, il palco dell’orchestra e le persone, trascinate via dal fiume in piena insieme alle auto parcheggiate poco distante. I testimoni parlano di un metro e mezzo d’acqua che scendeva vorticosamente a valle trascinando via tutto.
La devastazione
Quando il fiume si è ritirato, è rimasta la devastazione. Oltre cento le persone coinvolte dall’inondazione, decine i feriti e molti dispersi. Una maxi emergenza per la quale si sono mobilitati un centinaio di soccorritori tra vigili del fuoco, sanitari del Suem 118, Soccorso Alpino, Protezione civile e carabinieri. Mezzi di soccorso e ruspe sono salite lungo i tornanti per raggiungere la zona e liberare la strada dal fango e dai rottami delle auto, mentre medici e infermieri prestavano soccorso ai feriti. Il bilancio è solo approssimativo, si parla di alcuni feriti gravi e di decine di contusi. A preoccupare però, sono soprattutto le persone che mancano all’appello. All’inizio nella concitazione e nello choc generale si era parlato di un centinaio di persone inghiottite dall’acqua, ma il numero durante le operazioni di soccorso si è molto ridimensionato: «Stiamo cercando 3 o 4 persone che pare non si trovino – spiega l’architetto Giuseppe Costa, caposervizio che ha coordinato il lavoro dei Vigili Del Fuoco -, anche se non è escluso che si siano allontanate da sole per trovare riparo». Una corsa contro il tempo quella dei soccorritori, con l’angoscia di non arrivare in tempo per salvare le persone in difficoltà. Oltre 40 i vigili del fuoco arrivati da tutta la provincia con 10 mezzi, altri uomini nella notte sono arrivati anche dal distaccamento di Venezia. Sono decine anche le abitazioni, gli agriturismi e le trattorie (numerose nella zona) invase dall’acqua.
L’inferno in pochi minuti
«Stiamo buttando fuori l’acqua come possiamo – spiega il titolare del ristorante «Al Buon Gustaio», è un disastro. Fuori sentiamo solo sirene e mezzi di soccorso che passano. In pochi minuti si è scatenato l’inferno». Decine le persone rimaste bloccate dal fango negli agriturismi della zona con i pompieri e la protezione civile impegnati a liberare le strade. Una maxi emergenza gestita secondo i protocolli previsti a livello provinciale: «Sono scattate subito tutte le procedure di soccorso e protezione civile – spiega l’assessore provinciale Mirco Lorenzon che è corso a Refrontolo appena saputa la notizia -. La situazione è molto grave, non solo qui ma anche nella zona di Tarzo, Zuel e Milies, e poi a Cison di Valmarino dove si sono verificate varie frane. La frazione di Rolle è completamente isolata. La situazione è drammatica». di Milvana Citterd

La devastazione
Quando il fiume si è ritirato, è rimasta la devastazione. Oltre cento le persone coinvolte dall’inondazione, decine i feriti e molti dispersi. Una maxi emergenza per la quale si sono mobilitati un centinaio di soccorritori tra vigili del fuoco, sanitari del Suem 118, Soccorso Alpino, Protezione civile e carabinieri. Mezzi di soccorso e ruspe sono salite lungo i tornanti per raggiungere la zona e liberare la strada dal fango e dai rottami delle auto, mentre medici e infermieri prestavano soccorso ai feriti. Il bilancio è solo approssimativo, si parla di alcuni feriti gravi e di decine di contusi. A preoccupare però, sono soprattutto le persone che mancano all’appello. All’inizio nella concitazione e nello choc generale si era parlato di un centinaio di persone inghiottite dall’acqua, ma il numero durante le operazioni di soccorso si è molto ridimensionato: «Stiamo cercando 3 o 4 persone che pare non si trovino – spiega l’architetto Giuseppe Costa, caposervizio che ha coordinato il lavoro dei Vigili Del Fuoco -, anche se non è escluso che si siano allontanate da sole per trovare riparo». Una corsa contro il tempo quella dei soccorritori, con l’angoscia di non arrivare in tempo per salvare le persone in difficoltà. Oltre 40 i vigili del fuoco arrivati da tutta la provincia con 10 mezzi, altri uomini nella notte sono arrivati anche dal distaccamento di Venezia. Sono decine anche le abitazioni, gli agriturismi e le trattorie (numerose nella zona) invase dall’acqua.
L’inferno in pochi minuti
«Stiamo buttando fuori l’acqua come possiamo – spiega il titolare del ristorante «Al Buon Gustaio», è un disastro. Fuori sentiamo solo sirene e mezzi di soccorso che passano. In pochi minuti si è scatenato l’inferno». Decine le persone rimaste bloccate dal fango negli agriturismi della zona con i pompieri e la protezione civile impegnati a liberare le strade. Una maxi emergenza gestita secondo i protocolli previsti a livello provinciale: «Sono scattate subito tutte le procedure di soccorso e protezione civile – spiega l’assessore provinciale Mirco Lorenzon che è corso a Refrontolo appena saputa la notizia -. La situazione è molto grave, non solo qui ma anche nella zona di Tarzo, Zuel e Milies, e poi a Cison di Valmarino dove si sono verificate varie frane. La frazione di Rolle è completamente isolata. La situazione è drammatica».Un fortunale improvviso e violento che in pochi minuti ha alzato il livello del Lierza a Refrontolo fino a farlo esondare e travolgere tutto quello che trovava lungo la sua strada. E in un attimo al Molinetto della Croda c’erano solo devastazione, tre morti, tre dispersi e diversi feriti, di cui due gravi. A provocare il disastro, una bomba d’acqua, caduta con una violenza indescrivibile in via Molinetto, a pochi passi dall’omonimo edificio rurale nota meta turistica. La pioggia ha alzato in pochi secondi il livello del torrente che gli scorre accanto, tanto da farlo straripare e invadere il capannone eretto dalla comunità per la manifestazione dedicata alla «Festa degli Omeni» (uomini). Per i partecipanti alla festa, circa un centinaio, non c’è stato nemmeno il tempo di mettersi in salvo. L’acqua ha travolto tutto: il tendone, i tavoli, il palco dell’orchestra e le persone, trascinate via dal fiume in piena insieme alle auto parcheggiate poco distante. I testimoni parlano di un metro e mezzo d’acqua che scendeva vorticosamente a valle trascinando via tutto.
La devastazione
Quando il fiume si è ritirato, è rimasta la devastazione. Oltre cento le persone coinvolte dall’inondazione, decine i feriti e molti dispersi. Una maxi emergenza per la quale si sono mobilitati un centinaio di soccorritori tra vigili del fuoco, sanitari del Suem 118, Soccorso Alpino, Protezione civile e carabinieri. Mezzi di soccorso e ruspe sono salite lungo i tornanti per raggiungere la zona e liberare la strada dal fango e dai rottami delle auto, mentre medici e infermieri prestavano soccorso ai feriti. Il bilancio è solo approssimativo, si parla di alcuni feriti gravi e di decine di contusi. A preoccupare però, sono soprattutto le persone che mancano all’appello. All’inizio nella concitazione e nello choc generale si era parlato di un centinaio di persone inghiottite dall’acqua, ma il numero durante le operazioni di soccorso si è molto ridimensionato: «Stiamo cercando 3 o 4 persone che pare non si trovino – spiega l’architetto Giuseppe Costa, caposervizio che ha coordinato il lavoro dei Vigili Del Fuoco -, anche se non è escluso che si siano allontanate da sole per trovare riparo». Una corsa contro il tempo quella dei soccorritori, con l’angoscia di non arrivare in tempo per salvare le persone in difficoltà. Oltre 40 i vigili del fuoco arrivati da tutta la provincia con 10 mezzi, altri uomini nella notte sono arrivati anche dal distaccamento di Venezia. Sono decine anche le abitazioni, gli agriturismi e le trattorie (numerose nella zona) invase dall’acqua.
L’inferno in pochi minuti
«Stiamo buttando fuori l’acqua come possiamo – spiega il titolare del ristorante «Al Buon Gustaio», è un disastro. Fuori sentiamo solo sirene e mezzi di soccorso che passano. In pochi minuti si è scatenato l’inferno». Decine le persone rimaste bloccate dal fango negli agriturismi della zona con i pompieri e la protezione civile impegnati a liberare le strade. Una maxi emergenza gestita secondo i protocolli previsti a livello provinciale: «Sono scattate subito tutte le procedure di soccorso e protezione civile – spiega l’assessore provinciale Mirco Lorenzon che è corso a Refrontolo appena saputa la notizia -. La situazione è molto grave, non solo qui ma anche nella zona di Tarzo, Zuel e Milies, e poi a Cison di Valmarino dove si sono verificate varie frane. La frazione di Rolle è completamente isolata. La situazione è drammatica». di Milvana Citterd

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PaoloColbertaldo
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- Iscritto il: dom feb 12, 2012 7:21 pm
- Località: COLBERTALDO TV
E' stata una tragedia enorme. Qui a 15 km di distanza dal luogo del disastro nemmeno una goccia di pioggia. A mio modesto avviso, si tratta di morti assurde ed in qualche modo evitabili. Il temporale si e' manifestato in tutta la sua potenza, ma non in modo improvviso. Da casa mia si notava chiaramente che le fulminazioni continue e spaventose abbattutesi sulla zona, si susseguivano da piu' di un' ora.
Disastro evitabilissimo con un po' di coscienza meteo in piu'.
Un sentito messaggio di cordoglio ai famigliari delle vittime.
Disastro evitabilissimo con un po' di coscienza meteo in piu'.
Un sentito messaggio di cordoglio ai famigliari delle vittime.
- Uomo di Langa
- Forumista senior
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- Località: Alba(CN) 172 m. s.l.m.
Dici bene Paolo,la mancanza di dimestichezza nell'osservazione del cielo e delle sue dinamiche,unita alla sottovalutazione del pericolo,porta spesso a morti assurde di questo tipo.PaoloColbertaldo ha scritto:E' stata una tragedia enorme. Qui a 15 km di distanza dal luogo del disastro nemmeno una goccia di pioggia. A mio modesto avviso, si tratta di morti assurde ed in qualche modo evitabili. Il temporale si e' manifestato in tutta la sua potenza, ma non in modo improvviso. Da casa mia si notava chiaramente che le fulminazioni continue e spaventose abbattutesi sulla zona, si susseguivano da piu' di un' ora.
Disastro evitabilissimo con un po' di coscienza meteo in piu'.
Un sentito messaggio di cordoglio ai famigliari delle vittime.
A mio parere,e non é la prima volta che lo dico,sarebbe utile insegnare un po' di meteo spicciola nelle scuole,in modo tale da creare,nelle giovani generazioni,una coscienza critica diversa da quella attuale,che porterebbe gli adulti di domani ad essere più accorti e presenti a se stessi in certe situazioni,come quella di ieri sera a Refrontolo.
PaoloColbertaldo ha scritto:E' stata una tragedia enorme. Qui a 15 km di distanza dal luogo del disastro nemmeno una goccia di pioggia. A mio modesto avviso, si tratta di morti assurde ed in qualche modo evitabili. Il temporale si e' manifestato in tutta la sua potenza, ma non in modo improvviso. Da casa mia si notava chiaramente che le fulminazioni continue e spaventose abbattutesi sulla zona, si susseguivano da piu' di un' ora.
Disastro evitabilissimo con un po' di coscienza meteo in piu'.
Un sentito messaggio di cordoglio ai famigliari delle vittime.
bah...anche qui qualche giorno fa si notavano fulminazioi impressionanti....da qui a sapere che un torrente esonda ce ne passa...
io non credo sia possibile prevedere temporali cosi violenti e localizzati..
cmq sia cordoglio per tutte le vittime e i loro famigliari..
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PaoloColbertaldo
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Tutto qua. Sara' perche' la meteo la seguo da sempre e i temporali in un certo senso mi fanno paura, ma vedo nelle persone sottovalutazione e sufficienza di fronte agli eventi atmosferici. Basta veramente poco per mettersi in quasi totale sicurezza.Uomo di Langa ha scritto:Dici bene Paolo,la mancanza di dimestichezza nell'osservazione del cielo e delle sue dinamiche,unita alla sottovalutazione del pericolo,porta spesso a morti assurde di questo tipo.PaoloColbertaldo ha scritto:E' stata una tragedia enorme. Qui a 15 km di distanza dal luogo del disastro nemmeno una goccia di pioggia. A mio modesto avviso, si tratta di morti assurde ed in qualche modo evitabili. Il temporale si e' manifestato in tutta la sua potenza, ma non in modo improvviso. Da casa mia si notava chiaramente che le fulminazioni continue e spaventose abbattutesi sulla zona, si susseguivano da piu' di un' ora.
Disastro evitabilissimo con un po' di coscienza meteo in piu'.
Un sentito messaggio di cordoglio ai famigliari delle vittime.
A mio parere,e non é la prima volta che lo dico,sarebbe utile insegnare un po' di meteo spicciola nelle scuole,in modo tale da creare,nelle giovani generazioni,una coscienza critica diversa da quella attuale,che porterebbe gli adulti di domani ad essere più accorti e presenti a se stessi in certe situazioni,come quella di ieri sera a Refrontolo.
Non volevo intervenire per rispetto dei morti e dei feriti....
capisco che è difficile immaginare un tale disastro.
Io stesso tornando dal mare la settimana scorsa mi sono trovato in auto in mezzo ad un nubifragio a ridosso del mio paese mentre al mare era solo nuvoloso.
Ma come si può stare con un temporale-nubifragio sotto un tendone in aperta-campagna ad una festicciola.
Quando vedi i lampi farsi insistenti te ne torni a casa... ci vuole anche un po' di responsabilità!!
Poi l'evitabile accade...
capisco che è difficile immaginare un tale disastro.
Io stesso tornando dal mare la settimana scorsa mi sono trovato in auto in mezzo ad un nubifragio a ridosso del mio paese mentre al mare era solo nuvoloso.
Ma come si può stare con un temporale-nubifragio sotto un tendone in aperta-campagna ad una festicciola.
Quando vedi i lampi farsi insistenti te ne torni a casa... ci vuole anche un po' di responsabilità!!
Poi l'evitabile accade...
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Nebbiolo100%
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- Iscritto il: dom mag 27, 2012 10:03 pm
- Località: Langhe&Roero
video di quello che è successo sotto il tendone.
http://video.gelocal.it/tribunatreviso/ ... 1912/31983
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