Vita aliena difficile da trovare? Colpa dei cambiamenti climatici
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Vita aliena difficile da trovare? Colpa dei cambiamenti climatici
I telescopi spaziali, che scandagliano l'universo in lungo e in largo, hanno ormai trovato migliaia di pianeti simili alla Terra. Solo nella Via Lattea, potrebbero essere potenzialmente centinaia di milioni i mondi abitabili.
Allora perché non vediamo civiltà avanzate a zonzo per l'universo?
Un problema potrebbe essere il cambiamento climatico. Visto che le stelle diventano più luminose e calde col passare degli anni, la maggior parte dei pianeti con un clima inizialmente favorevole alla vita diventa non abitabile perché si riscalda molto prima che la vita intelligente riesca ad emergere.
Non c'è che dire. Siamo stati davvero fortunati. La Terra ha avuto infatti ben 4 miliardi di anni di “bel tempo” nonostante il nostro sole abbia bruciato molto carburante. Dall'origine della vita ad oggi, le temperature dovrebbero essere aumentate di quasi 100° C. Se ciò fosse avvenuto, le prime forme di vita apparse sulla Terra si sarebbero ritrovate su un pianeta completamente ghiacciato. Tuttavia, la giovane Terra aveva acqua allo stato liquido sulla sua superficie.
Cos'è accaduto?
A cambiare infatti non è stato solo il nostro Sole ma anche la Terra, che si è evoluta con la comparsa delle piante circa 400 milioni di anni fa, cambiando la composizione atmosferica e la quantità di calore che il pianeta emetteva nello spazio. C'è stato anche un cambiamento geologico con l'area continentale sempre crescente per via dell'attività vulcanica.
In sostanza, l'evoluzione biologica e quella geologica hanno fatto sì che il pianeta si raffreddasse compensando l'effetto di riscaldamento provocato dall'invecchiamento del nostro sole. Ci sono stati momenti in cui la compensazione era troppo lenta o troppo veloce e la Terra si è riscaldata o raffreddata, ma l'acqua liquida non è mai scomparsa dalla superficie. Il nostro pianeta ha quindi miracolosamente gestito il cambiamento climatico per quattro miliardi di anni.
Questa osservazione ha portato allo sviluppo dell'affascinante ipotesi Gaia (*), secondo cui la Terra è una complessa biosfera che regola automaticamente l'ambiente, raffreddandosi e riscaldandosi per sopravvivere.
Qui l'articolo completo:
http://m.nextme.it/scienza/universo/784 ... -climatici
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(*) L'ipotesi Gaia è una teoria di tipo olistico formulata per la prima volta dallo scienziato inglese James Lovelock nel 1979 in "Gaia. A New Look at Life on Earth", trovando poi numerosi consensi nel mondo scientifico.
http://it.wikipedia.org/wiki/Ipotesi_Gaia
(*) Lovelock, inventore in continua attività, ha ideato nel 1957 un importante apparecchio di analisi chimica, il rivelatore a cattura di elettroni, utilizzato in gascromatografia, e numerosi metodi scientifici, alcuni dei quali adottati dalla NASA nei suoi programmi di esplorazione planetaria. Proprio durante la sua attività per la NASA Lovelock ha sviluppato la sua Ipotesi di Gaia.
http://it.wikipedia.org/wiki/James_Lovelock
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DOMANDA
Alieni a parte, quanti di voi credono all'ipotesi Gaia?
.
Allora perché non vediamo civiltà avanzate a zonzo per l'universo?
Un problema potrebbe essere il cambiamento climatico. Visto che le stelle diventano più luminose e calde col passare degli anni, la maggior parte dei pianeti con un clima inizialmente favorevole alla vita diventa non abitabile perché si riscalda molto prima che la vita intelligente riesca ad emergere.
Non c'è che dire. Siamo stati davvero fortunati. La Terra ha avuto infatti ben 4 miliardi di anni di “bel tempo” nonostante il nostro sole abbia bruciato molto carburante. Dall'origine della vita ad oggi, le temperature dovrebbero essere aumentate di quasi 100° C. Se ciò fosse avvenuto, le prime forme di vita apparse sulla Terra si sarebbero ritrovate su un pianeta completamente ghiacciato. Tuttavia, la giovane Terra aveva acqua allo stato liquido sulla sua superficie.
Cos'è accaduto?
A cambiare infatti non è stato solo il nostro Sole ma anche la Terra, che si è evoluta con la comparsa delle piante circa 400 milioni di anni fa, cambiando la composizione atmosferica e la quantità di calore che il pianeta emetteva nello spazio. C'è stato anche un cambiamento geologico con l'area continentale sempre crescente per via dell'attività vulcanica.
In sostanza, l'evoluzione biologica e quella geologica hanno fatto sì che il pianeta si raffreddasse compensando l'effetto di riscaldamento provocato dall'invecchiamento del nostro sole. Ci sono stati momenti in cui la compensazione era troppo lenta o troppo veloce e la Terra si è riscaldata o raffreddata, ma l'acqua liquida non è mai scomparsa dalla superficie. Il nostro pianeta ha quindi miracolosamente gestito il cambiamento climatico per quattro miliardi di anni.
Questa osservazione ha portato allo sviluppo dell'affascinante ipotesi Gaia (*), secondo cui la Terra è una complessa biosfera che regola automaticamente l'ambiente, raffreddandosi e riscaldandosi per sopravvivere.
Qui l'articolo completo:
http://m.nextme.it/scienza/universo/784 ... -climatici
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(*) L'ipotesi Gaia è una teoria di tipo olistico formulata per la prima volta dallo scienziato inglese James Lovelock nel 1979 in "Gaia. A New Look at Life on Earth", trovando poi numerosi consensi nel mondo scientifico.
http://it.wikipedia.org/wiki/Ipotesi_Gaia
(*) Lovelock, inventore in continua attività, ha ideato nel 1957 un importante apparecchio di analisi chimica, il rivelatore a cattura di elettroni, utilizzato in gascromatografia, e numerosi metodi scientifici, alcuni dei quali adottati dalla NASA nei suoi programmi di esplorazione planetaria. Proprio durante la sua attività per la NASA Lovelock ha sviluppato la sua Ipotesi di Gaia.
http://it.wikipedia.org/wiki/James_Lovelock
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DOMANDA
Alieni a parte, quanti di voi credono all'ipotesi Gaia?
.
Ti dirò:
la domanda nasconde , secondo me, un assunto importante
che si basa sulla passività (solo adattamento) o meno
(reattività al cambiamento) di ogni forma vivente e biologica
presente sul nostro pianeta.
Come la biologa Lynn Margulis (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Ipotesi_Gaia)
mi pare abbia aderito all'ipotesi di Gaia, anche io sono possibilista
sul fatto che esista una sorta di reattività al cambiamento
che vede da una parte il vivente, dall'altra l'ambiente che lo ospita.
Ma ancor più affascinante sarebbe chiedersi come si origina
tutto ciò...lasciando stare il perchè...
Il Sole ha certamente un ruolo principale, ma come si innesca tale processo?
Bè, lasciamo alla Scienza darci una risposta....per ora accontentiamoci
delle ipotesi, come quella di Gaia.
Ciao!
la domanda nasconde , secondo me, un assunto importante
che si basa sulla passività (solo adattamento) o meno
(reattività al cambiamento) di ogni forma vivente e biologica
presente sul nostro pianeta.
Come la biologa Lynn Margulis (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Ipotesi_Gaia)
mi pare abbia aderito all'ipotesi di Gaia, anche io sono possibilista
sul fatto che esista una sorta di reattività al cambiamento
che vede da una parte il vivente, dall'altra l'ambiente che lo ospita.
Ma ancor più affascinante sarebbe chiedersi come si origina
tutto ciò...lasciando stare il perchè...
Il Sole ha certamente un ruolo principale, ma come si innesca tale processo?
Bè, lasciamo alla Scienza darci una risposta....per ora accontentiamoci
delle ipotesi, come quella di Gaia.
Ciao!
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Certamente l'ipotesi Gaia per me è concreta
L'atmosfera stessa del nostro pianeta è stata modificata dagli organismi viventi primordiali, i quali sfruttando maree e geotermia ricavarono l'energia necessaria al loro sviluppo e producendo ossigeno.
Tuttavia per quanto concerne eventuali evoluzioni su altri pianeti di forme di vita andrei molto cauto sulle predizioni, sia di modalità che tempi.
Fortunati SI ma forse neppure così tanto.
l'impatto sulla biologia di un pianeta dal riscaldamento progressivo di una stella nel corso della sua vita è un aspetto che può essere condizionato anche da altri parametri, quali la lontananza, la sua orbita, la sua rivoluzione, la rotazione...ecc..
Poi non è affatto detto infatti che i tempi di evoluzione siano gli stessi, né tantomeno che non vi siano pianeti sui quali le condizioni di sviluppo siano anche migliori che sul nostro permettendo evoluzioni più rapide e decisamente più complesse. Del resto il ciclo del carbonio cui facciamo parte non ha virtualmente limiti.
Non dimentichiamoci che anche sul nostro pianeta alcune forme di vita si sviluppano e prosperano in condizioni estreme con una facilità disarmante, come gli organismi estremofili. Su altri pianeti ci potrebbero essere condizioni che reputiamo al limite del possibile per lo sviluppo ma potremmo trovare organismi molto complessi e perfettamente adattati in pochi milioni di anni, magari basati su silicio o la combinazione di altri elementi, con ritmi biologici velocissimi.
Inoltre l'universo è appena nato rispetto ai tempi previsti di consumo di tutta la materia generata dal big bang. Ci sono possibilità concrete che la vita si sviluppi anche su pianeti orbitanti a corpi celesti antichissimi come le nane bianche o rosse, alla distanza opportuna, con tempi di stabilità termica di oltre 50 miliardi di anni (più del triplo della vita attuale dell'universo)
L'articolo è un pò miope
Per ora abbiamo scandagliato solo neppure una briciola del nostro gruppo stellare più vicino (entro 50/100 anni luce) e neppure con osservazioni dirette (solo per occultamento stellare da cui abbiamo stabilito dimensioni e in parte composizione del pianeta).
Dovremo attendere la prossima generazione di telescopi (E-ELT e JWebb) per riuscire finalmente a vedere direttamente un altro pianeta, sono sicuro che con questi nuovi strumenti entro il 2030 avremmo scoperto migliaia di pianeti nella fantomatica zona abitabile ed entro il 2050 con altre generazioni di telescopi avremo già trovato tanti gemelli della terra perché la VITA secondo me è una costante dell'universo, ma le distanze sono enormi e la nostra tecnologia insufficiente ancora per secoli e forse millenni. Parlerei anche di insufficienza di evoluzione dell'homo sapiens
L'atmosfera stessa del nostro pianeta è stata modificata dagli organismi viventi primordiali, i quali sfruttando maree e geotermia ricavarono l'energia necessaria al loro sviluppo e producendo ossigeno.
Tuttavia per quanto concerne eventuali evoluzioni su altri pianeti di forme di vita andrei molto cauto sulle predizioni, sia di modalità che tempi.
Fortunati SI ma forse neppure così tanto.
l'impatto sulla biologia di un pianeta dal riscaldamento progressivo di una stella nel corso della sua vita è un aspetto che può essere condizionato anche da altri parametri, quali la lontananza, la sua orbita, la sua rivoluzione, la rotazione...ecc..
Poi non è affatto detto infatti che i tempi di evoluzione siano gli stessi, né tantomeno che non vi siano pianeti sui quali le condizioni di sviluppo siano anche migliori che sul nostro permettendo evoluzioni più rapide e decisamente più complesse. Del resto il ciclo del carbonio cui facciamo parte non ha virtualmente limiti.
Non dimentichiamoci che anche sul nostro pianeta alcune forme di vita si sviluppano e prosperano in condizioni estreme con una facilità disarmante, come gli organismi estremofili. Su altri pianeti ci potrebbero essere condizioni che reputiamo al limite del possibile per lo sviluppo ma potremmo trovare organismi molto complessi e perfettamente adattati in pochi milioni di anni, magari basati su silicio o la combinazione di altri elementi, con ritmi biologici velocissimi.
Inoltre l'universo è appena nato rispetto ai tempi previsti di consumo di tutta la materia generata dal big bang. Ci sono possibilità concrete che la vita si sviluppi anche su pianeti orbitanti a corpi celesti antichissimi come le nane bianche o rosse, alla distanza opportuna, con tempi di stabilità termica di oltre 50 miliardi di anni (più del triplo della vita attuale dell'universo)
L'articolo è un pò miope
Per ora abbiamo scandagliato solo neppure una briciola del nostro gruppo stellare più vicino (entro 50/100 anni luce) e neppure con osservazioni dirette (solo per occultamento stellare da cui abbiamo stabilito dimensioni e in parte composizione del pianeta).
Dovremo attendere la prossima generazione di telescopi (E-ELT e JWebb) per riuscire finalmente a vedere direttamente un altro pianeta, sono sicuro che con questi nuovi strumenti entro il 2030 avremmo scoperto migliaia di pianeti nella fantomatica zona abitabile ed entro il 2050 con altre generazioni di telescopi avremo già trovato tanti gemelli della terra perché la VITA secondo me è una costante dell'universo, ma le distanze sono enormi e la nostra tecnologia insufficiente ancora per secoli e forse millenni. Parlerei anche di insufficienza di evoluzione dell'homo sapiens
Ma infatti è proprio questo il punto. Considerando che il primo homo sapiens "ha visto la luce" circa 200.000 anni fa, la nostra attuale scienza, la tecnologia, la medicina, ecc. possiamo dire che è nata l'altro ieri. Basti pensare che abbiamo iniziato a solcare i cieli (volare) "soltanto" un centinaio di anni fa, e sempre un centinaio di anni fa la genta moriva anche per una semplice influenza. Internet è nato da poco e per quanto riguarda l'universo sono pienamente d'accordo... conosciamo poco, pochissimo, anzi, nulla. Stesso discorso se parliamo del pianeta terra, anno dopo anno continuiamo a scoprire nuove specie animali, per non parlare di virus e batteri (conoscenza che rasenta lo zero). E il dna? Il corpo umano? ecc.GiulianoPhoto ha scritto: Dovremo attendere la prossima generazione di telescopi (E-ELT e JWebb) per riuscire finalmente a vedere direttamente un altro pianeta, sono sicuro che con questi nuovi strumenti entro il 2030 avremmo scoperto migliaia di pianeti nella fantomatica zona abitabile ed entro il 2050 con altre generazioni di telescopi avremo già trovato tanti gemelli della terra perché la VITA secondo me è una costante dell'universo, ma le distanze sono enormi e la nostra tecnologia insufficiente ancora per secoli e forse millenni. Parlerei anche di insufficienza di evoluzione dell'homo sapiens
Se assembliamo tutti questi dati e li accostiamo alla prima "apparizione" dell'homo sapiens sulla faccia della terra... quanto tempo abbiamo impiegato nella nostra evoluzione/conoscenza? E quanto tempo impiegheremo ancora per fare altri pochissimi passi? Ed è proprio qui che l'articolo sopra riportato punta il dito, le condizioni climatiche... ci permetteranno tutto questo? Secondo l'ipotesi Gaia la risposta sembrerebbe affermativa.
Certo che... se abbiamo impiegato 200.000 anni per arrivare a conoscere poco o niente, figuriamoci quanti ne serviranno ancora... (pianeta terra permettendo).
Ciao e grazie per l'intervento (interessante).
PS: un saluto anche ad Ulisse.
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gemi65
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Qualch egiorno fa ho sentito alla radio che il nostro astronauta di cui non ricordo il nome, si è detto certo sull'esistenza degli UFO e se lo dice lui qualche fodamento ci deve pur essere.
Noi gli strumenti non li abbiamo ancora per scrutare a fondo l'universo anche a noi più vicino, ma i cosiddetti alieni, qualora più evoluti, cosa aspettano a farci una visita così da rendere nota e certa a tutti noi la loro esistenza?
Noi gli strumenti non li abbiamo ancora per scrutare a fondo l'universo anche a noi più vicino, ma i cosiddetti alieni, qualora più evoluti, cosa aspettano a farci una visita così da rendere nota e certa a tutti noi la loro esistenza?
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Semplicemente potremmo essere irrilevanti o non avere nulla che gli serve.gemi65 ha scritto:Qualch egiorno fa ho sentito alla radio che il nostro astronauta di cui non ricordo il nome, si è detto certo sull'esistenza degli UFO e se lo dice lui qualche fodamento ci deve pur essere.
Noi gli strumenti non li abbiamo ancora per scrutare a fondo l'universo anche a noi più vicino, ma i cosiddetti alieni, qualora più evoluti, cosa aspettano a farci una visita così da rendere nota e certa a tutti noi la loro esistenza?
Non dimentichiamoci che qualunque essere vivente, intelligente o no, deve pensare innanzitutto alla propria sopravvivenza e proseguo della specie.
Una eventuale visita aliena se mai ci sarà ho paura che non sarà di certo per una crociera sulla terra.
Se davvero una astronave riuscisse ad arrivare qui avremmo poche speranze anche solo di comprenderne la tecnologia e ci limiteremo a fare quello che oggi fanno le tribù per imitare gli aerei...con il cartone.
Inoltre così come noi reputiamo irrilevante un formicaio e lo eliminiamo per far spazio a una pianta di pomodori, loro potrebbero fare la stessa identica cosa con noi spazzarci via esattamente allo stesso modo. Non riusciremo neppure a comunicare con loro, sarebbe impossibile. Forse è questo uno dei motivi per il quale non percepiamo nessun segnale ancora dallo spazio tramite il SETI.
Spero sinceramente di incontrarli su altri lidi, cosa che secondo me potrebbe anche accadere in futuro, sempre ammesso e concesso che non ci autodistruggeremo o che la tecnologia non faccia retromarcia.
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Secondo il mio modesto parere solo nella nostra galassia ci sono migliaia o forse milioni di civiltà più o meno evolute, alcune in comunicazione fra di loro ma la maggior parte NO..
Semplicemente perchè siamo inchiodati dal nostro cervello ed una esperienza quotidiana di sopravvivenza, il nostro viaggio nella costante cosmologica dell'universo non ci permette una visione più ampia, la vita come la conosciamo oggi potrebbe semplicemente essere una eccezione, o forse la regola, chi lo sa.
Sicuramente altre forme di vita utilizzano molti degli elementi di cui siamo composti noi, frutto delle trasformazioni degli elementi nelle fusioni nucleari stellari..come il carbonio, ossigeno, idrogeno, azoto e via dicendo...quindi dovrebbero certamente essere entità fisiche, trasformare energia tramite cibo, quindi avere di conseguenza orifizi per nutrirsi.
Forse l'aspetto di tante forme di vita nell'universo non sarebbe dissimile più di tanto da quelle terrestri, le leggi chimico/fisiche sono le stesse
La lotta per la sopravvivenza è una regola di tutto l'universo.
Detto questo credo poco agli omini verdi sulla terra, non credo per nulla ai rapimenti e tutte quelle balle che martellano in TV. Credo invece più all'archeoufologia, c'è la possibilità che in passato qualcuno sia venuto facendo nascere intere religioni o culti. Questo non mi sento di escluderlo.
Sono comunque più a favore degli scettici che non degli appassionati di ufo
Semplicemente perchè siamo inchiodati dal nostro cervello ed una esperienza quotidiana di sopravvivenza, il nostro viaggio nella costante cosmologica dell'universo non ci permette una visione più ampia, la vita come la conosciamo oggi potrebbe semplicemente essere una eccezione, o forse la regola, chi lo sa.
Sicuramente altre forme di vita utilizzano molti degli elementi di cui siamo composti noi, frutto delle trasformazioni degli elementi nelle fusioni nucleari stellari..come il carbonio, ossigeno, idrogeno, azoto e via dicendo...quindi dovrebbero certamente essere entità fisiche, trasformare energia tramite cibo, quindi avere di conseguenza orifizi per nutrirsi.
Forse l'aspetto di tante forme di vita nell'universo non sarebbe dissimile più di tanto da quelle terrestri, le leggi chimico/fisiche sono le stesse
La lotta per la sopravvivenza è una regola di tutto l'universo.
Detto questo credo poco agli omini verdi sulla terra, non credo per nulla ai rapimenti e tutte quelle balle che martellano in TV. Credo invece più all'archeoufologia, c'è la possibilità che in passato qualcuno sia venuto facendo nascere intere religioni o culti. Questo non mi sento di escluderlo.
Sono comunque più a favore degli scettici che non degli appassionati di ufo
Premesso che questo thread voleva puntare il dito sui "cambiamenti climatici" del nostro pianeta, ma... visto e considerato che sono stati tirati in ballo anche gli "alieni" e i "pianeti ospitali" (argomenti che mi affascinano), rispondo.finland77 ha scritto:Articolo interessante...
http://scienze.fanpage.it/c-e-un-nuovo- ... o-lontano/
L'articolo lo avevo già letto (su altri siti web), ma la sostanza non cambia.
Riporto alcune frasi dell'articolo da te postato...
"Gli studiosi hanno sottolineato che prima di poter parlare con certezza di Pianeta ospitale, infatti, bisognerà attendere di conoscere quelle che al momento sono ancora due incognite ossia la composizione della massa e l'atmosfera: quest'ultima potrebbe essere addirittura assente, a causa proprio dell'estrema prossimità di Gliese 832 c alla sua Stella madre.
Il Pianeta potrebbe quindi avere temperature simili a quelle terrestri, anche se caratterizzate da forti escursioni termiche: questo sempre ammettendo che abbia un'atmosfera simile a quella che avvolge la Terra. Con un'atmosfera più densa, viceversa, diventerebbe assai più simile ad una Super-Venere, con climi troppo roventi per poter essere adatti alla vita."
Per parlare di alieni e/o pianeti ospitali, c'è tempo. Come detto in precedenza, riusciremo a ridurre queste distanze ed assimilare certezze (con l'aiuto della nostra tecnologia) prima dell'estinzione della razza umana, se mai ci sarà (vedi clima o altri fattori)? Certo, l'argomento è affascinante... ma se pensiamo che gli alieni siano stati sul pianeta terra (nel passato), e poi sono spariti nel nulla, qualche dubbio ti viene. Perchè sono spariti?
1) je fa schifo la Terra
2) si sono estinti
3) non sono mai venuti
Esempio: se tu vai sul pianeta Gliese (citato nell'articolo), e scopri una civiltà aliena. Poi, dopo anni ed anni... grazie alla tua tecnologia evoluta, vai oltre... scopri nuovi pianeti (più lontani) e nuove civiltà. Che fai? Ti disinteressi del primo pianeta e dei loro abitanti (Gliese)? Che senso avrebbe?
Quindi, se in passato questi "benedetti" alieni fosseri atterrati sul pianeta Terra (io non ci credo minimamente), perchè sono spariti?
Io credo all'esistenza di altre forme di vita nell'universo, ma non credo che queste forme di vita siano mai atterrate sul pianeta terra.