Sitazione innevamento fine 1° onda Africana
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
-
flintskullbraker
- Messaggi: 1098
- Iscritto il: lun gen 30, 2012 10:25 pm
- Località: bologna
Sitazione innevamento fine 1° onda Africana
Dolomiti in abbondante sopramedia ,la calura ha portato allo scioglimento della neve quasi completamente a parte poche tracce fino a quota 2000.
Sopra questa quota sui versanti nord al momento resiste e i nevai sono veramente stracolmi,la rinfrescata riporterà lo zero termico sui 2700 m e permettera il ricompattamento del manto anche perchè la fase fresca si prolungherà per più giorni.
Sarebbe bello dopo ogni onda verificare come si è comportato il mato nevoso e seguire questo strano accadimeno.Mi riferisco anche della segnalazione sul monte Vettore.
Forse possiamo avere la prova di un nuovo trend ?.
Caldo ,sopramedia per 9 mesi ,ma innevamento in alcune zone per metà Giugno veramente eccezzionale.
http://www.arpa.veneto.it/csvdi/svm/arpav/arp006.jpg
Pale di S.martino viste dal Col -Margherita.
http://www.cimonesci.it/cams/panorama.jpg
Cimone ancora innevato al 12 Giugno incredibile e a Bologna 32-34° per 6 giorni cosecutivi.
Sopra questa quota sui versanti nord al momento resiste e i nevai sono veramente stracolmi,la rinfrescata riporterà lo zero termico sui 2700 m e permettera il ricompattamento del manto anche perchè la fase fresca si prolungherà per più giorni.
Sarebbe bello dopo ogni onda verificare come si è comportato il mato nevoso e seguire questo strano accadimeno.Mi riferisco anche della segnalazione sul monte Vettore.
Forse possiamo avere la prova di un nuovo trend ?.
Caldo ,sopramedia per 9 mesi ,ma innevamento in alcune zone per metà Giugno veramente eccezzionale.
http://www.arpa.veneto.it/csvdi/svm/arpav/arp006.jpg
Pale di S.martino viste dal Col -Margherita.
http://www.cimonesci.it/cams/panorama.jpg
Cimone ancora innevato al 12 Giugno incredibile e a Bologna 32-34° per 6 giorni cosecutivi.
- GiulianoPhoto
- Forumista senior
- Messaggi: 6810
- Iscritto il: mer apr 29, 2009 7:10 pm
- Località: Reano[450m][TO]
- Contatta:
Re: Sitazione innevamento fine 1° onda Africana
Sicuramente è stato un ottimo inverno ma da qui a parlare di inversione di tendenza ce ne va.. dovremmo aspettare la fine del periodo dell'ablazione per sentenziare.flintskullbraker ha scritto:Dolomiti in abbondante sopramedia ,la calura ha portato allo scioglimento della neve quasi completamente a parte poche tracce fino a quota 2000.
Sopra questa quota sui versanti nord al momento resiste e i nevai sono veramente stracolmi,la rinfrescata riporterà lo zero termico sui 2700 m e permettera il ricompattamento del manto anche perchè la fase fresca si prolungherà per più giorni.
Sarebbe bello dopo ogni onda verificare come si è comportato il mato nevoso e seguire questo strano accadimeno.Mi riferisco anche della segnalazione sul monte Vettore.
Forse possiamo avere la prova di un nuovo trend ?.
Caldo ,sopramedia per 9 mesi ,ma innevamento in alcune zone per metà Giugno veramente eccezzionale.
http://www.arpa.veneto.it/csvdi/svm/arpav/arp006.jpg
Pale di S.martino viste dal Col -Margherita.
http://www.cimonesci.it/cams/panorama.jpg
Cimone ancora innevato al 12 Giugno incredibile e a Bologna 32-34° per 6 giorni cosecutivi.
Ricordo che anche straordinarie annate come 2008/2009 chiusero con perdite anche consistenti dei bacini glaciali, tutto per colpa dell'estate caldissima e questa sembra essere già partita con il piede sbagliato
-
monte capanne
- Forumista senior
- Messaggi: 7515
- Iscritto il: mer gen 09, 2013 6:33 pm
- Località: CAMPO NELL'ELBA
Re: Sitazione innevamento fine 1° onda Africana
Ciao a tutti!flintskullbraker ha scritto:Dolomiti in abbondante sopramedia ,la calura ha portato allo scioglimento della neve quasi completamente a parte poche tracce fino a quota 2000.
Sopra questa quota sui versanti nord al momento resiste e i nevai sono veramente stracolmi,la rinfrescata riporterà lo zero termico sui 2700 m e permettera il ricompattamento del manto anche perchè la fase fresca si prolungherà per più giorni.
Sarebbe bello dopo ogni onda verificare come si è comportato il mato nevoso e seguire questo strano accadimeno.Mi riferisco anche della segnalazione sul monte Vettore.
Forse possiamo avere la prova di un nuovo trend ?.
Caldo ,sopramedia per 9 mesi ,ma innevamento in alcune zone per metà Giugno veramente eccezzionale.
http://www.arpa.veneto.it/csvdi/svm/arpav/arp006.jpg
Pale di S.martino viste dal Col -Margherita.
http://www.cimonesci.it/cams/panorama.jpg
Cimone ancora innevato al 12 Giugno incredibile e a Bologna 32-34° per 6 giorni cosecutivi.
Confermo la descrizione, per quanto riguarda le Dolomiti. Forse la quota della neve continua sui versanti nord è leggermente più alta dei 2000 m, ma dipende da zona a zona.
Bisogna dire che domenica (che non è stata nemmeno la giornata più calda), a 2000 m sulle dolomiti al sole il caldo dava veramente fastidio e all' ombra si viaggiava oltre i 20°C. A 1500 m nel pomeriggio si stava sui 25°C e a 1000 m sui 27-28°C.
La situazione neve sui canaloni e i ghiaioni a nord era di neve abbondante senza uguali negli ultimi 10 anni, anche se con scioglimento di anche 15-20 cm al giorno a 2000 m nei luoghi pianeggianti, 10 cm circa (stima indicativa) al giorno a 2400 m.
Persi circa 70 cm in questa scaldata a 2600 m.
Il disgelo risulta essere in ritardo di una settimana circa rispetto al 2009, anno con un inverno ricco di nevicate in montagna, simile a quello appena trascorso (ma più freddo e leggermente meno piovoso).
Per quanto riguarda un' inversione di tendenza, invece, se posso dire la mia i segnali non ci sono proprio. E' secondo me ovvio che dopo un inverno con simili precipitazioni non possiamo di certo accontentarci di chiudere in pari da un punto di vista glaciologico alla fine dell' estate. Del resto, se precipitazioni simili si fossero presentate in un inverno di quarant' anni fa il bilancio glaciologico (da ottobre all' ottobre dell' anno successivo) sarebbe risultato molto più che di un semplice pareggio. Inverni di questo tipo non si presentano di frequente, quindi se non "se ne approfitta" in queste occasioni, quando si può arrestare almeno temporaneamente l' arretramento dei ghiacciai?
Proprio questo è il discorso. Le temperature di questi anni non accennano di certo a diminuire in Europa e nel Mediterraneo; tolta quindi questa ipotesi di calo termico e di minor ablazione estiva, l' unica possibilità per ottenere un' inversione di tendenza dei ghiacciai alpini sarebbe quella di avere solo inverni come il 2013-2014 o il 2008-2009, ma ciò è piuttosto inverosimile, perché inverni del genere per il momento restano occasionali e non si può di certo confidare in precipitazioni invernali (+ novembre e marzo) del genere tutti gli anni. Così le Dolomiti e tutte le Alpi se da un lato attraversano annate come quella attuale in cui i ghiacciai chiudono in pareggio (se va proprio bene, alcuni ghiacciai in leggero positivo), dall' altro non meno frequenti si presentano annate disastrose del tipo inverno 2011-2012 + estate 2012, fortemente secche e magari con un' estate successiva oltremodo calda che fanno sì che il bilancio sia sicuramente non di pareggio, nemmeno di leggero segno negativo ma di notevole segno negativo.
Quindi i segnali per un inversione di tendenza secondo me proprio non ci sono. Quest' anno ce la caveremo bene, magari anche in leggero bilancio positivo sulle Dolomiti, ma non mi illuderei certo che ci possa andare così di lusso tutti gli anni. L' estate non fallisce mai, perché ultimamente non ce n' è una che chiuda sotto la media, mentre l' idea di avere un inverno (+ novembre e marzo) non dico secchissimi, ma semplicemente in leggero sottomedia pluviometrico non è sicuramente cosa rara.
Un altro problema è il periodo delle nevicate alle varie quote: ovvio che con le temperature spesso e volentieri sopra la media il periodo delle nevicate si restringa, facendo sì che in periodi in cui quarant' anni fa ad una certa quota sarebbe nevicato oggi cada pioggia, che oltre a non portare un innalzamento del manto nevoso ne accelera l' ablazione.
Questa è la mia umile opinione.
Spero di non essere stato troppo ripetitivo.
Ciao a tutti!
-
gemi65
- ***SUPER FORUMISTA TOP***
- Messaggi: 43683
- Iscritto il: mer nov 09, 2011 12:31 pm
- Località: Treia-Macerata
Re: Sitazione innevamento fine 1° onda Africana
Che sfiga. Non ce ne va mai bene una!Peter94 ha scritto:Ciao a tutti!flintskullbraker ha scritto:Dolomiti in abbondante sopramedia ,la calura ha portato allo scioglimento della neve quasi completamente a parte poche tracce fino a quota 2000.
Sopra questa quota sui versanti nord al momento resiste e i nevai sono veramente stracolmi,la rinfrescata riporterà lo zero termico sui 2700 m e permettera il ricompattamento del manto anche perchè la fase fresca si prolungherà per più giorni.
Sarebbe bello dopo ogni onda verificare come si è comportato il mato nevoso e seguire questo strano accadimeno.Mi riferisco anche della segnalazione sul monte Vettore.
Forse possiamo avere la prova di un nuovo trend ?.
Caldo ,sopramedia per 9 mesi ,ma innevamento in alcune zone per metà Giugno veramente eccezzionale.
http://www.arpa.veneto.it/csvdi/svm/arpav/arp006.jpg
Pale di S.martino viste dal Col -Margherita.
http://www.cimonesci.it/cams/panorama.jpg
Cimone ancora innevato al 12 Giugno incredibile e a Bologna 32-34° per 6 giorni cosecutivi.
Confermo la descrizione, per quanto riguarda le Dolomiti. Forse la quota della neve continua sui versanti nord è leggermente più alta dei 2000 m, ma dipende da zona a zona.
Bisogna dire che domenica (che non è stata nemmeno la giornata più calda), a 2000 m sulle dolomiti al sole il caldo dava veramente fastidio e all' ombra si viaggiava oltre i 20°C. A 1500 m nel pomeriggio si stava sui 25°C e a 1000 m sui 27-28°C.
La situazione neve sui canaloni e i ghiaioni a nord era di neve abbondante senza uguali negli ultimi 10 anni, anche se con scioglimento di anche 15-20 cm al giorno a 2000 m nei luoghi pianeggianti, 10 cm circa (stima indicativa) al giorno a 2400 m.
Persi circa 70 cm in questa scaldata a 2600 m.
Il disgelo risulta essere in ritardo di una settimana circa rispetto al 2009, anno con un inverno ricco di nevicate in montagna, simile a quello appena trascorso (ma più freddo e leggermente meno piovoso).
Per quanto riguarda un' inversione di tendenza, invece, se posso dire la mia i segnali non ci sono proprio. E' secondo me ovvio che dopo un inverno con simili precipitazioni non possiamo di certo accontentarci di chiudere in pari da un punto di vista glaciologico alla fine dell' estate. Del resto, se precipitazioni simili si fossero presentate in un inverno di quarant' anni fa il bilancio glaciologico (da ottobre all' ottobre dell' anno successivo) sarebbe risultato molto più che di un semplice pareggio. Inverni di questo tipo non si presentano di frequente, quindi se non "se ne approfitta" in queste occasioni, quando si può arrestare almeno temporaneamente l' arretramento dei ghiacciai?
Proprio questo è il discorso. Le temperature di questi anni non accennano di certo a diminuire in Europa e nel Mediterraneo; tolta quindi questa ipotesi di calo termico e di minor ablazione estiva, l' unica possibilità per ottenere un' inversione di tendenza dei ghiacciai alpini sarebbe quella di avere solo inverni come il 2013-2014 o il 2008-2009, ma ciò è piuttosto inverosimile, perché inverni del genere per il momento restano occasionali e non si può di certo confidare in precipitazioni invernali (+ novembre e marzo) del genere tutti gli anni. Così le Dolomiti e tutte le Alpi se da un lato attraversano annate come quella attuale in cui i ghiacciai chiudono in pareggio (se va proprio bene, alcuni ghiacciai in leggero positivo), dall' altro non meno frequenti si presentano annate disastrose del tipo inverno 2011-2012 + estate 2012, fortemente secche e magari con un' estate successiva oltremodo calda che fanno sì che il bilancio sia sicuramente non di pareggio, nemmeno di leggero segno negativo ma di notevole segno negativo.
Quindi i segnali per un inversione di tendenza secondo me proprio non ci sono. Quest' anno ce la caveremo bene, magari anche in leggero bilancio positivo sulle Dolomiti, ma non mi illuderei certo che ci possa andare così di lusso tutti gli anni. L' estate non fallisce mai, perché ultimamente non ce n' è una che chiuda sotto la media, mentre l' idea di avere un inverno (+ novembre e marzo) non dico secchissimi, ma semplicemente in leggero sottomedia pluviometrico non è sicuramente cosa rara.
Un altro problema è il periodo delle nevicate alle varie quote: ovvio che con le temperature spesso e volentieri sopra la media il periodo delle nevicate si restringa, facendo sì che in periodi in cui quarant' anni fa ad una certa quota sarebbe nevicato oggi cada pioggia, che oltre a non portare un innalzamento del manto nevoso ne accelera l' ablazione.
Questa è la mia umile opinione.
Spero di non essere stato troppo ripetitivo.
Ciao a tutti!
Re: Sitazione innevamento fine 1° onda Africana
Peter94 ha scritto:Ciao a tutti!flintskullbraker ha scritto:Dolomiti in abbondante sopramedia ,la calura ha portato allo scioglimento della neve quasi completamente a parte poche tracce fino a quota 2000.
Sopra questa quota sui versanti nord al momento resiste e i nevai sono veramente stracolmi,la rinfrescata riporterà lo zero termico sui 2700 m e permettera il ricompattamento del manto anche perchè la fase fresca si prolungherà per più giorni.
Sarebbe bello dopo ogni onda verificare come si è comportato il mato nevoso e seguire questo strano accadimeno.Mi riferisco anche della segnalazione sul monte Vettore.
Forse possiamo avere la prova di un nuovo trend ?.
Caldo ,sopramedia per 9 mesi ,ma innevamento in alcune zone per metà Giugno veramente eccezzionale.
http://www.arpa.veneto.it/csvdi/svm/arpav/arp006.jpg
Pale di S.martino viste dal Col -Margherita.
http://www.cimonesci.it/cams/panorama.jpg
Cimone ancora innevato al 12 Giugno incredibile e a Bologna 32-34° per 6 giorni cosecutivi.
Confermo la descrizione, per quanto riguarda le Dolomiti. Forse la quota della neve continua sui versanti nord è leggermente più alta dei 2000 m, ma dipende da zona a zona.
Bisogna dire che domenica (che non è stata nemmeno la giornata più calda), a 2000 m sulle dolomiti al sole il caldo dava veramente fastidio e all' ombra si viaggiava oltre i 20°C. A 1500 m nel pomeriggio si stava sui 25°C e a 1000 m sui 27-28°C.
La situazione neve sui canaloni e i ghiaioni a nord era di neve abbondante senza uguali negli ultimi 10 anni, anche se con scioglimento di anche 15-20 cm al giorno a 2000 m nei luoghi pianeggianti, 10 cm circa (stima indicativa) al giorno a 2400 m.
Persi circa 70 cm in questa scaldata a 2600 m.
Il disgelo risulta essere in ritardo di una settimana circa rispetto al 2009, anno con un inverno ricco di nevicate in montagna, simile a quello appena trascorso (ma più freddo e leggermente meno piovoso).
Per quanto riguarda un' inversione di tendenza, invece, se posso dire la mia i segnali non ci sono proprio. E' secondo me ovvio che dopo un inverno con simili precipitazioni non possiamo di certo accontentarci di chiudere in pari da un punto di vista glaciologico alla fine dell' estate. Del resto, se precipitazioni simili si fossero presentate in un inverno di quarant' anni fa il bilancio glaciologico (da ottobre all' ottobre dell' anno successivo) sarebbe risultato molto più che di un semplice pareggio. Inverni di questo tipo non si presentano di frequente, quindi se non "se ne approfitta" in queste occasioni, quando si può arrestare almeno temporaneamente l' arretramento dei ghiacciai?
Proprio questo è il discorso. Le temperature di questi anni non accennano di certo a diminuire in Europa e nel Mediterraneo; tolta quindi questa ipotesi di calo termico e di minor ablazione estiva, l' unica possibilità per ottenere un' inversione di tendenza dei ghiacciai alpini sarebbe quella di avere solo inverni come il 2013-2014 o il 2008-2009, ma ciò è piuttosto inverosimile, perché inverni del genere per il momento restano occasionali e non si può di certo confidare in precipitazioni invernali (+ novembre e marzo) del genere tutti gli anni. Così le Dolomiti e tutte le Alpi se da un lato attraversano annate come quella attuale in cui i ghiacciai chiudono in pareggio (se va proprio bene, alcuni ghiacciai in leggero positivo), dall' altro non meno frequenti si presentano annate disastrose del tipo inverno 2011-2012 + estate 2012, fortemente secche e magari con un' estate successiva oltremodo calda che fanno sì che il bilancio sia sicuramente non di pareggio, nemmeno di leggero segno negativo ma di notevole segno negativo.
Quindi i segnali per un inversione di tendenza secondo me proprio non ci sono. Quest' anno ce la caveremo bene, magari anche in leggero bilancio positivo sulle Dolomiti, ma non mi illuderei certo che ci possa andare così di lusso tutti gli anni. L' estate non fallisce mai, perché ultimamente non ce n' è una che chiuda sotto la media, mentre l' idea di avere un inverno (+ novembre e marzo) non dico secchissimi, ma semplicemente in leggero sottomedia pluviometrico non è sicuramente cosa rara.
Un altro problema è il periodo delle nevicate alle varie quote: ovvio che con le temperature spesso e volentieri sopra la media il periodo delle nevicate si restringa, facendo sì che in periodi in cui quarant' anni fa ad una certa quota sarebbe nevicato oggi cada pioggia, che oltre a non portare un innalzamento del manto nevoso ne accelera l' ablazione.
Questa è la mia umile opinione.
Spero di non essere stato troppo ripetitivo.
Ciao a tutti!
Per quanto riguarda l'innevamento del Cimone, ancora ben presente a tutto il 14 giugno, dico che non è poi così sorprendente: ogni anno ai primi di agosto vado in Garfagnana, e il versante nord delle Apuane (Pisanino e Tambura) presenta quasi sempre (mediamente 8 volte su 10) dei nevai, non grandissimi, ma ci sono. Nel 2004, anno con abbondantissime nevicate sulle mie Apuane, ai primi di luglio erano ancora presenti dei nevai addirittura sul versante marino. Quest'anno il bilancio nivometrico apuano è in deficit, stante il mite inverno: a fine maggio erano già spariti tutti i nevai sul versante marino, e, quando ai primi di agosto andrò anche sul versante nord, difficilmente vedrò nevai.
Per quanto riguarda le Alpi e l'Appennino, è vero che abbiamo avuto una bella scaldata, ma da oggi in quota tornerà a far freddo e lo scioglimento della neve verrà senz'altro limitato, anzi, almeno fino a tutto giovedì sopra i 2700-2800mt tutto ciò che cadrà dal cielo sarà neve, permettendo ulteriori accumuli sopra i 3000mt. La stagione poi è ancora lunga, e chiaramente il rischio di altre ondate di caldo è presente, però il surplus nevoso dell'inverno scorso può essere speso assai bene, forse per la prima volta dopo tanti anni.
Re: Sitazione innevamento fine 1° onda Africana
In effetti sulle Dolomiti e sulle altre Alpi Orientali (ma anche su parte di quelle occidentali, da ciò che ha detto Giulianophoto) molte cose stanno andando assai storte da tempo. Alcuni ghiacciai e nevai sono già scomparsi (vedere ad esempio il ghiacciaio del Vant del Pelmo o il nevaio della Val d' Arcia, sempre sul Pelmo), altri sono purtroppo molto vicini dallo scomparire (ad esempio, i ghiacciai della Fradusta e del Travignolo sulle Pale di San Martino) e tutti gli altri viaggiano comunque quasi ogni anno in perdita. L' unica via d' uscita per i ghiacciai sarebbe, come detto, quella di avere solo inverni (oltre a novembre e marzo) simili al precedente o al 2008-2009. Ovvio che ciò non è possibile, perché non sono questi gli inverni tipo nelle Dolomiti (e non lo erano nemmeno quarant' anni fa), quindi non possiamo certo pretendere che la stagione da "sempre" la mediamente più secca dell' anno diventi la più piovosa. In ogni caso, almeno quest' anno probabilmente non ci saranno grosse perdite, anzi i ghiacciai che vengono alimentati dalle slavine delle pareti circostanti potrebbero anche chiudere in positivo.gemi65 ha scritto:Che sfiga. Non ce ne va mai bene una!Peter94 ha scritto:Ciao a tutti!flintskullbraker ha scritto:Dolomiti in abbondante sopramedia ,la calura ha portato allo scioglimento della neve quasi completamente a parte poche tracce fino a quota 2000.
Sopra questa quota sui versanti nord al momento resiste e i nevai sono veramente stracolmi,la rinfrescata riporterà lo zero termico sui 2700 m e permettera il ricompattamento del manto anche perchè la fase fresca si prolungherà per più giorni.
Sarebbe bello dopo ogni onda verificare come si è comportato il mato nevoso e seguire questo strano accadimeno.Mi riferisco anche della segnalazione sul monte Vettore.
Forse possiamo avere la prova di un nuovo trend ?.
Caldo ,sopramedia per 9 mesi ,ma innevamento in alcune zone per metà Giugno veramente eccezzionale.
http://www.arpa.veneto.it/csvdi/svm/arpav/arp006.jpg
Pale di S.martino viste dal Col -Margherita.
http://www.cimonesci.it/cams/panorama.jpg
Cimone ancora innevato al 12 Giugno incredibile e a Bologna 32-34° per 6 giorni cosecutivi.
Confermo la descrizione, per quanto riguarda le Dolomiti. Forse la quota della neve continua sui versanti nord è leggermente più alta dei 2000 m, ma dipende da zona a zona.
Bisogna dire che domenica (che non è stata nemmeno la giornata più calda), a 2000 m sulle dolomiti al sole il caldo dava veramente fastidio e all' ombra si viaggiava oltre i 20°C. A 1500 m nel pomeriggio si stava sui 25°C e a 1000 m sui 27-28°C.
La situazione neve sui canaloni e i ghiaioni a nord era di neve abbondante senza uguali negli ultimi 10 anni, anche se con scioglimento di anche 15-20 cm al giorno a 2000 m nei luoghi pianeggianti, 10 cm circa (stima indicativa) al giorno a 2400 m.
Persi circa 70 cm in questa scaldata a 2600 m.
Il disgelo risulta essere in ritardo di una settimana circa rispetto al 2009, anno con un inverno ricco di nevicate in montagna, simile a quello appena trascorso (ma più freddo e leggermente meno piovoso).
Per quanto riguarda un' inversione di tendenza, invece, se posso dire la mia i segnali non ci sono proprio. E' secondo me ovvio che dopo un inverno con simili precipitazioni non possiamo di certo accontentarci di chiudere in pari da un punto di vista glaciologico alla fine dell' estate. Del resto, se precipitazioni simili si fossero presentate in un inverno di quarant' anni fa il bilancio glaciologico (da ottobre all' ottobre dell' anno successivo) sarebbe risultato molto più che di un semplice pareggio. Inverni di questo tipo non si presentano di frequente, quindi se non "se ne approfitta" in queste occasioni, quando si può arrestare almeno temporaneamente l' arretramento dei ghiacciai?
Proprio questo è il discorso. Le temperature di questi anni non accennano di certo a diminuire in Europa e nel Mediterraneo; tolta quindi questa ipotesi di calo termico e di minor ablazione estiva, l' unica possibilità per ottenere un' inversione di tendenza dei ghiacciai alpini sarebbe quella di avere solo inverni come il 2013-2014 o il 2008-2009, ma ciò è piuttosto inverosimile, perché inverni del genere per il momento restano occasionali e non si può di certo confidare in precipitazioni invernali (+ novembre e marzo) del genere tutti gli anni. Così le Dolomiti e tutte le Alpi se da un lato attraversano annate come quella attuale in cui i ghiacciai chiudono in pareggio (se va proprio bene, alcuni ghiacciai in leggero positivo), dall' altro non meno frequenti si presentano annate disastrose del tipo inverno 2011-2012 + estate 2012, fortemente secche e magari con un' estate successiva oltremodo calda che fanno sì che il bilancio sia sicuramente non di pareggio, nemmeno di leggero segno negativo ma di notevole segno negativo.
Quindi i segnali per un inversione di tendenza secondo me proprio non ci sono. Quest' anno ce la caveremo bene, magari anche in leggero bilancio positivo sulle Dolomiti, ma non mi illuderei certo che ci possa andare così di lusso tutti gli anni. L' estate non fallisce mai, perché ultimamente non ce n' è una che chiuda sotto la media, mentre l' idea di avere un inverno (+ novembre e marzo) non dico secchissimi, ma semplicemente in leggero sottomedia pluviometrico non è sicuramente cosa rara.
Un altro problema è il periodo delle nevicate alle varie quote: ovvio che con le temperature spesso e volentieri sopra la media il periodo delle nevicate si restringa, facendo sì che in periodi in cui quarant' anni fa ad una certa quota sarebbe nevicato oggi cada pioggia, che oltre a non portare un innalzamento del manto nevoso ne accelera l' ablazione.
Questa è la mia umile opinione.
Spero di non essere stato troppo ripetitivo.
Ciao a tutti!
Per dare l' idea di come vanno le cose, dico questo: sarei mille volte più contento se potessimo girare ad anomalie (termiche e pluviometriche) esattamente opposte a quelle attuali.
Non è bello da dire, lo so, ma le cose stanno così.
Per quanto riguarda l' Appennino, non mi sono ben informato quindi non so dire con certezza come sta andando.
Un saluto.
Ciao.