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Pensate che il clima della pianura Padana sia stato sempre lo stesso?
Pensate che Torino e Milano siano sempre stata la città dal clima temperato di oggi?
Andiamo a vedere com'era una giornata di 18.000 anni fa.
....C'era una volta una verde e piuttosto brulla pianura selvaggia che si perdeva con lo sguardo, una pianura irregolare coperta principalmente da betulle, abeti e larici, ben spaziati fra di loro, a tratti bassi e tortuosi.
Zone acquitrinose si alternavano a ampie radure brulle solcate da piccoli ma diffusi corsi d'acqua. La collina di Torino era coperta di betulle nane e pini cembri alternati da qualche sparuto larice, che risalendo la collina lasciavano il posto ad una spoglia brughiera.
Centinaia di piccoli laghi costellavano il fondo delle allora ripide colline del Monferrato specchiando su di esse gli stormi degli uccelli migratori in rotta verso le foreste del nord Africa e Sud Italia
Nella zona occupata ora da Torino tra Aprile e Maggio avremmo visto pascolare mandrie di bisonti europei, tra un nevaio e l'altro branchi di lupi si aggiravano in cerca di prede, alzando lo sguardo verso il cielo avremmo visto aquile volteggiare indisturbate anch'esse attrici della lotta per la sopravvivenza.
Vicino ai corsi d'acqua, ancora parzialmente ghiacciati alcuni orsi delle caverne, magri dopo il letargo, si abbeverano ancora frastornati dal sonno, con qualche piccolo che fa capolino tra le rocce.
Il sibilo del vento e i richiami amorosi dei cervi dalla coda bianca sarebbero stati gli unici rumori che avremmo sentito.
Guardandoci attorno avremmo visto tutta la catena montuosa delle Alpi occidentali scintillare di bianco con immensi ghiacciai gettarsi a valle circondati da vette aguzze, la valle Susa avrebbe avuto un enorme fiume di ghiaccio traboccare a valle con tormentati seracchi che terminavano con un lago glaciale pieno di iceberg..
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Ma andiamo nel dettaglio di come potrebbe essere stato il clima 18.000 anni fa, ossia durante il culmine dell'ultima glaciazione che prende il nome di Wurm
Il nome Wurm identifica la glaciazione avvenuta nelle Alpi ma per convenzione il nome è stato adottato per definire su scala globale il periodo glaciale.
Il periodo è compreso tra 110.000 e 12.500 anni fa nel periodo geologico del Pleistocene, il livello dei mari su scala planetaria scese tra i 100 e i 150mt modificando in modo sostanziale le coste come le conosciamo oggi. Il mediterraneo era probabilmente un mare chiuso e l'Adriatico inizava quasi certamente dall'attuale Puglia garganica
Dagli studi effettuati dai climatologi la differenza termica con oggi della Terra era compresa tra i 6 e i 9 gradi in meno ma con differenza più marcata ai poli dove lo scarto era sino a 15 gradi, molto meno all'equatore dove ci sarebbero stati "solamente" 1,5 gradi di differenza.
Nella fascia temperata, compresa ovviamente la Pianura Padana ci sarebbero stati circa 10 gradi in meno.
In basso le variazioni di temperatura degli ultimi 150.000 anni rispetto ad oggi

Qui invece come avremo visto dallo spazio la terra 18.000 anni fa, notare le immense calotte glaciali dell'Eurasia e America spesse diverse centinaia di metri.

Qui invece solo le Alpi e le pianure circostanti con le zone occupate dal ghiaccio, davvero impressionante.

Quindi come potrebbe essere stato il clima della Pianura Padana in quel periodo?
Non è semplice stabilirlo con esattezza ma potremo intuirlo da una serie di dati che oggi abbiamo.
Le temperature e precipitazioni
Mediamente 10 gradi in meno di oggi, quindi un clima simile a quello che possiamo trovare a 1700/2000mt di quota. Vista l'estensione dei ghiacci e la loro consistenza c'è da supporre che le stagioni maggiormente interessata da un clima tanto diverso dall'attuale fossero la primavera e l'Estate.
Nell'area di Torino la media di luglio non avrebbe superato i 11/13 gradi con frequenti e abbondanti piogge e nevicate sulle alpi oltre i 800/1500m che alimentavano instancabilmente i ghiacciai. Il limite delle nevi perenni si aggirava tra i 1500/1800m.
L'autunno invece era una stagione già decisamente invernale con frequenti nevicate sin al piano tra ottobre e novembre, sempre meno frequenti andando verso l'inverno. Temperature già negative ma con basse escursioni diurne.
L'inverno sicuramente era la stagione più secca in quanto in sede centro-europea sicuramente si formavano robusti anticicloni termici, la mancanza della corrente del golfo con una evaporazione pressochè nulla dell'oceano Atlantico contribuivano a non formare depressioni importanti sul nord Atlantico e di conseguenza i rami perturbati in sede mediterranea erano inferiori. Discorso diverso invece per il Nord Africa dove le nevicate invernali erano sicuramente abbondanti e al posto del Sahara algerino e marocchino vi era un fitto bosco di latifoglie.
Lo scarto termico delle temperature invernali nella Pianura Padana erano inferiori rispetto a quelle estive, erano di circa 5/7 gradi in meno delle attuali ma spesso i termometri avrebbero toccato i -30/-35 in virtù delle forti inversioni termiche che comunemente anche oggi ci sono nella zona padana e per la loro persistenza.
La primavera invece era una stagione più umida che iniziava ad aprile con nevicate sempre più frequenti e abbondanti dapprima fino al piano che poi si trasferivano in montagna in Maggio, Giugno e probabilmente anche Luglio ....
Il favonio c'era anche a quei tempi? direi proprio di si con i suoi repentini sbalzi di temperatura ma era un fenomeno più frequente nei mesi primaverili quando le perturbazioni riuscivano a risalire di latitudine e il torinese era sottovento proprio come accade oggi in inverno.
Concludendo possiamo affermare che se andiamo al Sestriere probabilmente troveremo il clima di torino di 18.000 anni fa anche se con meno precipitazioni complessive e concentrate più nei mesi estivi. Sicuramente era un clima poco ospitale per i pochi uomini di quei tempi ma alcune antiche incisioni rupestri testimoniano che qualcuno già c'era con villaggi concentrati nelle zone esposte a sud (Villarbasse e Caselette).
