18.000 anni fa nel Torinese - Climatologia

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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GiulianoPhoto
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18.000 anni fa nel Torinese - Climatologia

Messaggio da GiulianoPhoto »

Ho ritrovato un articolo che scrissi quasi 15 anni fa tratto da un libro che lessi sulla storia della fauna della Valle Susa nell'ultima era glaciale, ovviamente ho riassunto un pò.. ho ritenuto opportuno condividerlo con voi :wink:

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Pensate che il clima della pianura Padana sia stato sempre lo stesso?
Pensate che Torino e Milano siano sempre stata la città dal clima temperato di oggi?

Andiamo a vedere com'era una giornata di 18.000 anni fa.

....C'era una volta una verde e piuttosto brulla pianura selvaggia che si perdeva con lo sguardo, una pianura irregolare coperta principalmente da betulle, abeti e larici, ben spaziati fra di loro, a tratti bassi e tortuosi.
Zone acquitrinose si alternavano a ampie radure brulle solcate da piccoli ma diffusi corsi d'acqua. La collina di Torino era coperta di betulle nane e pini cembri alternati da qualche sparuto larice, che risalendo la collina lasciavano il posto ad una spoglia brughiera.
Centinaia di piccoli laghi costellavano il fondo delle allora ripide colline del Monferrato specchiando su di esse gli stormi degli uccelli migratori in rotta verso le foreste del nord Africa e Sud Italia
Nella zona occupata ora da Torino tra Aprile e Maggio avremmo visto pascolare mandrie di bisonti europei, tra un nevaio e l'altro branchi di lupi si aggiravano in cerca di prede, alzando lo sguardo verso il cielo avremmo visto aquile volteggiare indisturbate anch'esse attrici della lotta per la sopravvivenza.
Vicino ai corsi d'acqua, ancora parzialmente ghiacciati alcuni orsi delle caverne, magri dopo il letargo, si abbeverano ancora frastornati dal sonno, con qualche piccolo che fa capolino tra le rocce.
Il sibilo del vento e i richiami amorosi dei cervi dalla coda bianca sarebbero stati gli unici rumori che avremmo sentito.
Guardandoci attorno avremmo visto tutta la catena montuosa delle Alpi occidentali scintillare di bianco con immensi ghiacciai gettarsi a valle circondati da vette aguzze, la valle Susa avrebbe avuto un enorme fiume di ghiaccio traboccare a valle con tormentati seracchi che terminavano con un lago glaciale pieno di iceberg..

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Ma andiamo nel dettaglio di come potrebbe essere stato il clima 18.000 anni fa, ossia durante il culmine dell'ultima glaciazione che prende il nome di Wurm
Il nome Wurm identifica la glaciazione avvenuta nelle Alpi ma per convenzione il nome è stato adottato per definire su scala globale il periodo glaciale.
Il periodo è compreso tra 110.000 e 12.500 anni fa nel periodo geologico del Pleistocene, il livello dei mari su scala planetaria scese tra i 100 e i 150mt modificando in modo sostanziale le coste come le conosciamo oggi. Il mediterraneo era probabilmente un mare chiuso e l'Adriatico inizava quasi certamente dall'attuale Puglia garganica
Dagli studi effettuati dai climatologi la differenza termica con oggi della Terra era compresa tra i 6 e i 9 gradi in meno ma con differenza più marcata ai poli dove lo scarto era sino a 15 gradi, molto meno all'equatore dove ci sarebbero stati "solamente" 1,5 gradi di differenza.
Nella fascia temperata, compresa ovviamente la Pianura Padana ci sarebbero stati circa 10 gradi in meno.

In basso le variazioni di temperatura degli ultimi 150.000 anni rispetto ad oggi

Immagine

Qui invece come avremo visto dallo spazio la terra 18.000 anni fa, notare le immense calotte glaciali dell'Eurasia e America spesse diverse centinaia di metri.

Immagine

Qui invece solo le Alpi e le pianure circostanti con le zone occupate dal ghiaccio, davvero impressionante.

Immagine

Quindi come potrebbe essere stato il clima della Pianura Padana in quel periodo?
Non è semplice stabilirlo con esattezza ma potremo intuirlo da una serie di dati che oggi abbiamo.

Le temperature e precipitazioni

Mediamente 10 gradi in meno di oggi, quindi un clima simile a quello che possiamo trovare a 1700/2000mt di quota. Vista l'estensione dei ghiacci e la loro consistenza c'è da supporre che le stagioni maggiormente interessata da un clima tanto diverso dall'attuale fossero la primavera e l'Estate.
Nell'area di Torino la media di luglio non avrebbe superato i 11/13 gradi con frequenti e abbondanti piogge e nevicate sulle alpi oltre i 800/1500m che alimentavano instancabilmente i ghiacciai. Il limite delle nevi perenni si aggirava tra i 1500/1800m.
L'autunno invece era una stagione già decisamente invernale con frequenti nevicate sin al piano tra ottobre e novembre, sempre meno frequenti andando verso l'inverno. Temperature già negative ma con basse escursioni diurne.
L'inverno sicuramente era la stagione più secca in quanto in sede centro-europea sicuramente si formavano robusti anticicloni termici, la mancanza della corrente del golfo con una evaporazione pressochè nulla dell'oceano Atlantico contribuivano a non formare depressioni importanti sul nord Atlantico e di conseguenza i rami perturbati in sede mediterranea erano inferiori. Discorso diverso invece per il Nord Africa dove le nevicate invernali erano sicuramente abbondanti e al posto del Sahara algerino e marocchino vi era un fitto bosco di latifoglie.
Lo scarto termico delle temperature invernali nella Pianura Padana erano inferiori rispetto a quelle estive, erano di circa 5/7 gradi in meno delle attuali ma spesso i termometri avrebbero toccato i -30/-35 in virtù delle forti inversioni termiche che comunemente anche oggi ci sono nella zona padana e per la loro persistenza.
La primavera invece era una stagione più umida che iniziava ad aprile con nevicate sempre più frequenti e abbondanti dapprima fino al piano che poi si trasferivano in montagna in Maggio, Giugno e probabilmente anche Luglio ....

Il favonio c'era anche a quei tempi? direi proprio di si con i suoi repentini sbalzi di temperatura ma era un fenomeno più frequente nei mesi primaverili quando le perturbazioni riuscivano a risalire di latitudine e il torinese era sottovento proprio come accade oggi in inverno.

Concludendo possiamo affermare che se andiamo al Sestriere probabilmente troveremo il clima di torino di 18.000 anni fa anche se con meno precipitazioni complessive e concentrate più nei mesi estivi. Sicuramente era un clima poco ospitale per i pochi uomini di quei tempi ma alcune antiche incisioni rupestri testimoniano che qualcuno già c'era con villaggi concentrati nelle zone esposte a sud (Villarbasse e Caselette).
gemi65
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Messaggio da gemi65 »

Complimenti Giuliano!
Che dire; se fosse possibile una via di mezzo tra quel clima e l'attuale, sarebbe l'ideale.
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lities
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Messaggio da lities »

Molto interessante!
Praticamente l'inverno appena trascorso era paragonabile all'estate di quell'epoca :o
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Uomo di Langa
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Messaggio da Uomo di Langa »

Molto interessante questo td! :wink:
In poche parole,c'era un andamento meteoclimatico che rendeva le zone interessate parecchio invivibili,se non in alcuni ristretti luoghi di esse.
Graywolf
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Messaggio da Graywolf »

Molto interessante! la mia zona era sul limite del ghiacciaio valsusino, di cui si vedono i segni ancora oggi, rocce levigate e colline moreniche :wink:

Aggiungo che il clima era anche molto più ventoso viste le dune (di sabbia) che si formarono nella zona di Grugliasco, ad W di Torino (di cui una sola "conservata" nel campus universitario di Grugliasco in quanto le altre furono utilizzate per l'edilizia) e i sedimenti molto fini (loess, simili al limo, più fine della sabbia) accumulati dal vento alcuni km più verso est, poco oltre Torino.
alx87
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Messaggio da alx87 »

Reportage interessantissimo, complimenti vivissimi a Giuliano!

Clima padano piuttosto simile a quello che attuale dell'Alaska meridionale direi, forse con un po' di escursione termica in più vista la continentalità della Valpadana!
Peter94
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Messaggio da Peter94 »

Ciao a tutti.
Mi unisco anch' io ai complimenti a Giuliano.
Articolo veramente originale e insolito, molto interessante!
Se non sbaglio la stessa Val Belluna (valle di origine glaciale) in quel periodo era ricoperta da circa 1000 m di ghiaccio in altezza: spuntavano appena le cime delle prealpi bellunesi a sud, anche del Monte Avena (ora 1454 m s.l.m.) ad esempio era visibile solo la cima.
Farei veramente fatica ad immaginarmi uno scenario del genere!
Forse un' idea ce la possiamo fare salendo su qualche montagna nei giorni in cui la nebbia o gli strati formano un tappeto bianco a mezzacosta, guardare lo spettacolo ed immaginarci che al posto delle nubi ci sia ghiaccio.
Ciao.
PaoloColbertaldo
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Messaggio da PaoloColbertaldo »

Altro che la fornace autentica in cui si e' trasformata la Pianura Padana durante le nostre estati 8) Comunque reportage interessantissimo che si legge tutto d' un fiato! Complimenti Giuliano :)
alx87
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Messaggio da alx87 »

PaoloColbertaldo ha scritto:Altro che la fornace autentica in cui si e' trasformata la Pianura Padana durante le nostre estati 8) Comunque reportage interessantissimo che si legge tutto d' un fiato! Complimenti Giuliano :)
In nordafrica non c'erano foreste al posto del deserto, di certo non si formava quel serbatoio di calore da cui attingiamo ora :wink:
PaoloColbertaldo
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Messaggio da PaoloColbertaldo »

alx87 ha scritto:
PaoloColbertaldo ha scritto:Altro che la fornace autentica in cui si e' trasformata la Pianura Padana durante le nostre estati 8) Comunque reportage interessantissimo che si legge tutto d' un fiato! Complimenti Giuliano :)
In nordafrica non c'erano foreste al posto del deserto, di certo non si formava quel serbatoio di calore da cui attingiamo ora :wink:
Alex, in Nordafrica c' erano foreste, non capisco la tua frase, forse c' e' un non in piu' :?
alx87
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Messaggio da alx87 »

PaoloColbertaldo ha scritto:
alx87 ha scritto:
PaoloColbertaldo ha scritto:Altro che la fornace autentica in cui si e' trasformata la Pianura Padana durante le nostre estati 8) Comunque reportage interessantissimo che si legge tutto d' un fiato! Complimenti Giuliano :)
In nordafrica non c'erano foreste al posto del deserto, di certo non si formava quel serbatoio di calore da cui attingiamo ora :wink:
Alex, in Nordafrica c' erano foreste, non capisco la tua frase, forse c' e' un non in piu' :?
Sì scusa, avevo scritto in modo diverso, poi ho corretto e ho lasciato il "non"...volevo dire che in Nordafrica c'erano foreste di latifoglie, quindi il continente accumulava sicuramente meno calore d'estate.

Scusa ma era la 1.30 di notte quando ho scritto e avevo sonno :lol:
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cristiano69
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Messaggio da cristiano69 »

alx87 ha scritto:
PaoloColbertaldo ha scritto:
alx87 ha scritto: In nordafrica non c'erano foreste al posto del deserto, di certo non si formava quel serbatoio di calore da cui attingiamo ora :wink:
Alex, in Nordafrica c' erano foreste, non capisco la tua frase, forse c' e' un non in piu' :?
Sì scusa, avevo scritto in modo diverso, poi ho corretto e ho lasciato il "non"...volevo dire che in Nordafrica c'erano foreste di latifoglie, quindi il continente accumulava sicuramente meno calore d'estate.

Scusa ma era la 1.30 di notte quando ho scritto e avevo sonno :lol:
Anche perche' tutto quel ben di dio di petrolio che hanno sotto il sedere non si è formato sicuramente dal nulla dell'attuale sabbia desertica che hanno ora :wink:
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GiulianoPhoto
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Messaggio da GiulianoPhoto »

Grazie a tutti dei passaggi.

Il clima 18.000 anni fa era freddo ma le precipitazioni sul bel paese piuttosto scarse e più frequenti nel semestre "caldo" (aprile-ottobre)

Gli Appennini per la mancanza del mare Adriatico (iniziava dal Gargano) ricevevano molte meno precipitazioni di oggi, forse meno della metà, tanto che probabilmente tra Balcani e Italia c'era una steppa brulla con escursioni termiche notevolissime, simile a quella che ora si trova nel nord del Kazakistan
Il Versante Tirrenico meridionale era anche allora la zona più mite d'Italia e le coste, più basse di 150m erano dominate da spiagge immense, con alle spalle foreste di querce, faggi e betulle.
La Sardegna e la Corsica erano unite in una sola isola, estremamente nevosa in inverno, ponendosi in una zona favorevole, in mezzo al Mediterraneo.

Il nord Africa non era tutta verde come si può pensare, Mali Niger e Mauritania, nonchè Chad e Egitto meridionali erano già desertici, il Sahara già esisteva, ma con una estensione molto più piccola di oggi. I ritrovamenti di fossili datati al carbonio 14 in Tunisia dimostrano che vi era una rigogliosa vegetazione temperata, così come nel Nord del Marocco e Algeria.

Comunque a differenza di come si possa pensare, anche nell'ultima glaciazione, che ebbe il culmine più freddo 18.000 anni fa vi furono dei periodi interglaciali parecchio lunghi, anche di 1500/3000 anni in cui le temperature piombavano verso l'alto (anche se non ai livelli attuali)

Tempi per noi lunghissimi ma un'inezia per la geologia.
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erboss
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Messaggio da erboss »

Complimenti!! :wink:
manu73
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Messaggio da manu73 »

complimenti per l'interessante ricerca
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