Abituarsi al CALDO perenne?

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InvernoPerfetto
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Re: Abituarsi al CALDO perenne?

Messaggio da InvernoPerfetto »

Peter94 ha scritto:Ciao a tutti. Vedo solo ora questa discussione e volevo dire la mia (senza pretendere di voler aver ragione, ovviamente) su ciò che ha detto InvernoPerfetto. Riporto alcuni suoi commenti.
InvernoPerfetto ha scritto:Lo sconforto avanza e subentra una certa rassegnazione nell'assistere al caldo perenne che avvolge da tempo - troppo tempo - l'intero continente europeo.

Ragazzi - e mi rivolgo soprattutto agli ultimi "soldati giapponesi" che tentano di scrutare segnali di inversione di tendenza del global warming ( ma ancora più sconfortante è l"european warming" e il "mediterranean warming" ) -, cerchiamo di guardare in faccia alla realtà; so benissimo che c'è chi si aggrappa ai cicli solari; chi ad "alcuni dati mondiali che farebbero pensare a un arretramento del riscaldamento"; chi "alle spettacolari immagini che ci giungono dagli usa"; chi "ma i ghiacci del polo quest'anno sono arretrati di meno...".

Certo, tutti possono portare acqua al proprio mulino ideologico, andandosi a cercare eventi, immagini e numeri che in qualche modo farebbero sperare in scenari più ottimistici, ma è come cercare l'oro nelle acque dello Yukon: certo che alla lunga qualche pepita si troverà, ma 9 cacciatori su 10 tornano a casa squattrinati e con le ossa rotte.

Ciò che voglio dire - e perfino Meteolive, che fino a qualche anno fa era molto più scettico sul riscaldamento, oramai pubblica sempre più spesso articoli in merito - è che la stragrande parte del Pianeta è termicamente in rosso semi costante da un tempo troppo lungo per non ammettere non solo che si sia di fronte a un trend, ma ciò che stiamo vivendo è un vero e proprio cambiamento climatico capace di snaturare il ciclo naturale delle stagioni.

New York e Chicago congelate fanno rumore perchè l'America ( Usa ) è il paese mediaticamente più visto, ammirato - ma anche odiato -, imitato e invidiato del mondo, quindi è sempre sotto gli occhi di tutti; ma la pioggia dell'Alaska in gennaio non dovrebbe ( climaticamente ) fare più rumore? gli 0 gradi di notte alle Svalbard a capodanno non dovrebbero fare più rumore? l'inverno sudamericano totalmente assente dell'anno passato non dovrebbe fare più rumore? gli over 45 che oramai ogni estate australiana sforna non dovrebbero fare più rumore? il Polo Nord che un anno su 4 peggiora il suo record negativo dei ghiacci non dovrebbe fare più rumore?

E soprattutto, la totale ASSENZA della stagione fredda in un intero continente - salvo 15 giorni rigidi nella seconda metà di gennaio in Scandinavia, europa dell'est e Russia, dove dovrebbe fare freddo da metà novembre a fine marzo, non 15 giorni! -non dovrebbe fare MOLTO RUMORE?

Ma i negazionisti più scettici come mi posso spiegare che in un territorio che va dalle Canarie agli Urali, dai vulcani dell'Islanda alle isole greche, stia vivendo un periodo INCREDIBILMENTE lungo di mesi consecutivi sopra la norma? un tempo, se faceva freddo ad ovest, spesso era mite a est; se era freddo a est, spesso era mite a ovest; se faceva freddo a nord, era tiepido al sud ect etc. Ma adesso come è possibile che a prescindere dai punti cardinali, in tutta Europa - salvo, ovviamente, temporanee fasi in piccole zone microclimatiche -
le temperature siano sempre alte, molto alte, più alte della media?

Cambiano gli attori, si passa dal flusso zonale alle hp, e rimane il caldo; si prospettano discese di saccature artiche nel lungo termiche, puntualmente limate e distrutte a due passi dagli eventi, mangiate da terre che non riescono più a smaltire il surplus termico e da mari che hanno le stesse termiche che dovrebbero avere in ottobre inoltrato.

Sta cambiando oramai anche la nostra ottica, e lo vedo perfino qui dai forumisti che scrivono: bastano 3-5 giorni freddini ( quest'anno neanche quelli )per parlare di fase di inverno ritrovato, di situazioni normale, di temperature "fresche" per marzo ( sì, qualcuno del centrosud ha quasi avuto il coraggio di esulticchiare per qualche refolo fresco orientale di questi giorni e per la neve sull'appennino per una manciata di ore sopra i 1000 ), ma stiamo smarrendo la lungimirante visione e la percezione della realtà: non ci sorprendiamo quasi più che su 4 stagioni, una non si sia presentata ( l'inverno), due siano stato lunghissime ( estate 2013 da metà giugno a metà ottobre; "autunno 2013-14: da inizio novembre a inizio marzo ), con la primavera che ha già sfornato decine di over 20 prima al centro sud - febbraio - e adesso al Nord, senza che essa non sia neanche astronomicamente iniziata.

Marzo chiuderà l'OTTAVO MESE CONSECUTIVO sopra la norma - ripeto, salvo alcune zone privilegiate e alcune province del sud più coinvolte da circolazioni orientali - in un' area che supera i 2 milioni di kmq ( l'italia ne copre circa 300 mila ). Non è folle tutto ciò? Perchè molti non sono sorpresi? perchè le televisioni non ce lo dicono? perchè alcuni forumisti danno più importanza a "carte fresche" a 300 ore piuttosto che a queste spaventose anomalie?

A posteri l'ardua sentenza.
G.
Secondo me questo è stato uno dei migliori commenti che abbia mai letto qui nel forum, almeno per quanto riguarda questa precisa tematica. Sono perfettamente d' accordo in ogni parte con te InvernoPerfetto, dalla prima all' ultima parola, hai scritto esattamente quello che penso da molto. Personalmente sono anch' io molto preoccupato dalle pesanti anomalie termiche positive che stanno interessando l' europa e il mediterraneo e mi chiedo anch' io perchè se ne parli così poco: dobbiamo secondo me renderci conto che, anche lasciando perdere quest' inverno, il clima dalle nostre parti si sta surriscaldando in maniera impressionante; tutto questo avrà importanti effetti su di noi. Tra l' altro, molto significativo è il fatto che ormai si chiude quasi ogni mese sopramedia, ormai è diventata una cosa talmente inarrestabile e continua che quasi ci si abitua: ma io non la voglio dare per scontata: la media di riferimento che più utilizziamo (tranne poche zone e carte in cui non è stata ancora aggiornata) è quella del trentennio 1980-2010, che già tiene conto dell' impressionante riscaldamento che l' Italia e l' Europa stanno attraversando: in queste medie ci sono già dentro i dati termici di quasi tutti tra i peggiori inverni (ed estati) da quando si effettuano rilevazioni; chiudere mesi e mesi in continuo sopramedia termico rispetto a questa media personalmente (magari sbaglierò) mi lascia non poche preoccupazioni.
Naturalmente, nemmeno il fatto di essere vicini all' Africa, circondati dai mari e protetti dalle Alpi proprio a nord ecc. secondo me non dicono granchè, perchè le medie climatiche con le quali ci confrontiamo già tengono conto di ciò. Tutti, ma proprio tutti i dati climatici ed agroclimatici dalle nostre parti (dalle temperature medie, al giorno di fioritura delle varie piante da frutto, all' estensione dei ghiacciai) vanno nella stessa direzione. Quindi, sono totalmente d' accordo con InvernoPerfetto.
InvernoPerfetto ha scritto:Caro "avventura", guarda che l'inverno gelido l'ha fatto solo in Usa, e solo negli usa centro-orientali tra l'altro; in quasi tutta la siberia i dati parlano di anomalie miti, laddove "mite" significa comunque una media di -30, che per il clima siberiano non è granchè freddo, considerando che in quelle terre si può arrivare a -65; il giappone e la cina e la mongolia hanno vissuto un inverno piuttosto anonimo, e solo da metà febbraio il giappone ha visto cadere importanti nevicate, quindi solo in extremis, senza peraltro far registrare temperature troppo rigide. E poi non è vero che negli Usa le temperature degli ultimi 5-6 anni sono in calo.

Mi spiace caro ragazzo, ti tocca informarti bene sul clima del mondo, altrimenti farai fatica a confrontarti adeguatamente

I miei saluti.
G.
Molto d' accordo anche questa volta. Non trovo più le carte delle anomalie dell' ultimo inverno, ma ciò che ha precisato InvernoPerfetto è giusto.
L' inverno negli Stati Uniti in generale è stato freddo, è vero, ma con le dovute distinzioni: la metà (anche un po' di più) est è risultata più fredda della media con punte di 4°C circa di scarto (punte, non dappertutto); poco si parla della parte est, che ha vissuto invece un inverno mite (anche se non con anomalie così pesanti, si parla di 1-2°C al massimo); poco si parla anche dell' Alaska, che anch' esso ha vissuto un inverno più caldo della media.
Stesso discorso col Giappone: se ne è sentito parlare più che altro quando è arrivata l' ondata di freddo, ma ciò non significa che abbia vissuto un inverno freddo come si potrebbe pensare. In realtà in Giappone l' inverno è risultato praticamente in media (leggermente più freddo verso sud, leggermente più caldo verso nord), quindi niente di eclatante.
InvernoPerfetto ha scritto:Ciao tervetuloa,
rispondo a ogni tua riflessione.
Tu scrivi: a) "In tutto l'arco alpino sopra i 1500m la neve si è fatta vedere molto più che in altre annate con accumuli di diversi metri".
Guarda che la ragione per cui in alta quota è nevicato cosi tanto è la stessa faccia della medaglia dell'enorme anomalia mite, cioè il fatto che non si è vissuto l'inverno alpino, ma solo un eterno e infinito autunno, ed è noto che in autunno, sopra i 1500 metri, possa e debba nevicare. Prova ne è il fatto che anche laddove nevicava, raramente la neve gelava; raramente si è scesi sotto i -5 perfino a 1800 metri e la coltre era cosi pesante che sfondava tetti e ripari in quanto fradicia; e prova ne è il fatto che sotto gli 800 metri quasi non è nevicato in italia quest'anno
b)"In scandinavia c'è stato gelo per diverse settimane e parecchia neve". Ma de che? mi verrebbe da risponderti se fossi romano. Ma lo sai che in lapponia a metà dicembre molte aree erano sgombre di neve? ma lo sai che la scandinavia , eccezion fatta per le zone occidentali esposte alla corrente del golfo, dovrebbe essere imbiancata da metà novembre a marzo inoltrato? quest'anno, invece, le uniche due settimane in cui abbia assunto totali vesti invernali sono state le ultime di gennaio e i primi di febbraio
c)"In tutta Europa i giubbotti li hanno messi tutti e i riscaldamenti sono stati assolutamente provvidenziali". Sei andato in giro a vedere chi e quanto spesso gli europei mettessero i giubbotti? sinceramente è un'argomentazione deboluccia questa e, perdonami, alquanto lontana dalla realtà; ho amici tedeschi che, ad esempio, mi hanno raccontato come nelle giornate di febbraio in cui a Monaco di Baviera avevano toccato i 18 gradi, erano tutti in maniche corte nei parchi
d)"E' stato un inverno più mite del solito e sono mancate le condizioni per una stagione propriamente normale ma di qui a prendere questo inverno come tesi per provare un avanzamento del global warming lo trovo, personalmente, fuori luogo. Il global warming va misurato in base ad un trend di anni, decenni, non di un solo inverno..e se il prossimo anno ci sarà un inverno nella norma o con temperature sottomedia parleremo di arretramento del global warming?"
Assolutamente d'accordo con te ma... ti sembra che questo sia stato l'unico inverno anomalo degli ultimi decenni? anzi, estendiamo il campo alle altre stagioni: l'unica stagione anomala degli ultimi decenni? ma non ti sei accorto delle stagioni MOSTRUOSE dell'estate del 2003, dell'inverno del 2006-7, dell'estate del 2012 e, ultima, di questa sciagurata stagione? quattro stagioni pazzesche in 10 anni, seguite e accompagnate da altre meno drammatiche ma non di rado miti, non ti bastano per cogliere un processo in atto? e ti sei dimenticato i mitissimi inverni anni 90? e non vale controreplicare citandomi episodi freddi, anche splendidi come quelli del febbraio del 2012, perchè quelli sono stati appunto EPISODI freddi, ma quando si parla di caldo, invece, si tratta di intere STAGIONI, stagioni che non di rado infilano mesi e mesi consecutivi di temperature sopra le medie ( quest'anno, com marzo, siamo a . Mi citeresti un anno in cui abbiamo registrato 8 mesi consecutivi sotto le medie?

La verità e che nè nei luoghi nè nei tempi si compensano gli episodi caldi e gli episodi freddi, questi ultimi molto meno estesi e molto più brevi di quelli caldi oramai.

G.
Perfettamente d' accordo, per finire, anche qui. Riprendo alcuni punti elencati.
a)Il fatto che nevichi molto in inverno in montagna con queste temperature non mi "tranquillizza" certo, dato che l' entità delle precipitazioni è dovuta anche all' eccezionale mitezza, dato che con temperature (dell' aria e anche delle acque) maggiori le perturbazioni normalmente riescono a portare accumuli pluviometrici maggiori. Perchè c' è poco da festeggiare per la neve caduta in montagna? Secondo me bisogna entrare nell' ottica che l' inverno (se le cose andassero come andavano quarant' anni fa) dovrebbe essere la stagione della neve in pianura (almeno in diverse occasioni) e a bassa quota, oltre che in montagna ovviamente. Per la neve in montagna (parlo di accumuli seri e non di imbiancate occasionali e sciolte dopo due giorni) non ci dovrebbe essere solo l' inverno, ma anche i mesi di marzo, aprile, ottobre e novembre (almeno al nord Italia). Cosa voglio dire? NON basta che faccia metri di neve a 1800 m (esempio) in inverno, se poi il periodo delle nevicate a tali quote (con accumuli seri e duraturi) si riduce ai soli dicembre, gennaio, febbraio e poco più: quello può andar bene come periodo ad 800-1000 m di quota; a 1800 m di quota alla fine di novembre (cioè ancora prima che inizi il vero inverno) dovrebbe esserci già 1 m abbondante di neve a 1800 m, se l' autunno è stato normalmente piovoso; non è possibile arrivare a metà dicembre con soli 20 cm di neve al suolo! Non è possibile che la neve si sciolga all' ombra per giorni e giorni (quindi non occasionalmente) anche sopra i 2000 m in gennaio! Non è possibile vedere già a fine marzo piovere abbondantemente sulla neve dell' inverno a 2000 m!
Il conto in montagna con questo clima viene presentato molto salato nei mesi primaverili ed autunnali, quando invece che accumulare la prima neve (autunno) e rimpinguare la neve caduta nei mesi precedenti (primavera), ci piove sopra, contribuendo dunque allo scioglimento.
Molto salato anche il conto presentato dall' estate, sempre più calda della media.
c)Il fatto che molti abbiano indossato il giubbotto e abbiano utilizzato il riscaldamento anche quest' inverno non credo abbia grande valenza. Se un periodo è stato caldo o freddo ce lo dicono i dati (e anche la natura che ci circonda, anch' essa molto precisa e sensibile). Oltretutto, sarebbe il colmo che d' inverno in Europa (tranne le zone più calde, ovviamente) non si utilizzi il giubbotto e il riscaldamento; sarebbe come dire: l' estate è stata calda perchè sono stato in maniche corte e ho mangiato molti gelati.
d)Non è sicuramente l' inverno appena trascorso l' unico su cui si basa l' idea dell' avanzamento del global warming: semmai si basa sulle anomalie degli ultimi 10 anni circa: certo che, quest' inverno è uno dei tantissimi segnali che, non essendo mai contrastato da altri segnali così potenti di segno opposto, porta un altro punto a favore di questa tesi.

Rinnovo i miei complimenti ad InvernoPerfetto.
Alcuni saranno d' accordo con me, altri no. In ogni caso questa è solo una mia umile opinione.
Ciao.
Grazie Peter di condividere le mie opinioni.
Grazie anche a chi, pur non condividendole, argomenta le proprie con garbo e conoscenza, concedendo anche punte di concitazione e polemica :-)

G.
InvernoPerfetto
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Re: Abituarsi al CALDO perenne?

Messaggio da InvernoPerfetto »

Peter94 ha scritto:Ciao a tutti. Vedo solo ora questa discussione e volevo dire la mia (senza pretendere di voler aver ragione, ovviamente) su ciò che ha detto InvernoPerfetto. Riporto alcuni suoi commenti.
InvernoPerfetto ha scritto:Lo sconforto avanza e subentra una certa rassegnazione nell'assistere al caldo perenne che avvolge da tempo - troppo tempo - l'intero continente europeo.

Ragazzi - e mi rivolgo soprattutto agli ultimi "soldati giapponesi" che tentano di scrutare segnali di inversione di tendenza del global warming ( ma ancora più sconfortante è l"european warming" e il "mediterranean warming" ) -, cerchiamo di guardare in faccia alla realtà; so benissimo che c'è chi si aggrappa ai cicli solari; chi ad "alcuni dati mondiali che farebbero pensare a un arretramento del riscaldamento"; chi "alle spettacolari immagini che ci giungono dagli usa"; chi "ma i ghiacci del polo quest'anno sono arretrati di meno...".

Certo, tutti possono portare acqua al proprio mulino ideologico, andandosi a cercare eventi, immagini e numeri che in qualche modo farebbero sperare in scenari più ottimistici, ma è come cercare l'oro nelle acque dello Yukon: certo che alla lunga qualche pepita si troverà, ma 9 cacciatori su 10 tornano a casa squattrinati e con le ossa rotte.

Ciò che voglio dire - e perfino Meteolive, che fino a qualche anno fa era molto più scettico sul riscaldamento, oramai pubblica sempre più spesso articoli in merito - è che la stragrande parte del Pianeta è termicamente in rosso semi costante da un tempo troppo lungo per non ammettere non solo che si sia di fronte a un trend, ma ciò che stiamo vivendo è un vero e proprio cambiamento climatico capace di snaturare il ciclo naturale delle stagioni.

New York e Chicago congelate fanno rumore perchè l'America ( Usa ) è il paese mediaticamente più visto, ammirato - ma anche odiato -, imitato e invidiato del mondo, quindi è sempre sotto gli occhi di tutti; ma la pioggia dell'Alaska in gennaio non dovrebbe ( climaticamente ) fare più rumore? gli 0 gradi di notte alle Svalbard a capodanno non dovrebbero fare più rumore? l'inverno sudamericano totalmente assente dell'anno passato non dovrebbe fare più rumore? gli over 45 che oramai ogni estate australiana sforna non dovrebbero fare più rumore? il Polo Nord che un anno su 4 peggiora il suo record negativo dei ghiacci non dovrebbe fare più rumore?

E soprattutto, la totale ASSENZA della stagione fredda in un intero continente - salvo 15 giorni rigidi nella seconda metà di gennaio in Scandinavia, europa dell'est e Russia, dove dovrebbe fare freddo da metà novembre a fine marzo, non 15 giorni! -non dovrebbe fare MOLTO RUMORE?

Ma i negazionisti più scettici come mi posso spiegare che in un territorio che va dalle Canarie agli Urali, dai vulcani dell'Islanda alle isole greche, stia vivendo un periodo INCREDIBILMENTE lungo di mesi consecutivi sopra la norma? un tempo, se faceva freddo ad ovest, spesso era mite a est; se era freddo a est, spesso era mite a ovest; se faceva freddo a nord, era tiepido al sud ect etc. Ma adesso come è possibile che a prescindere dai punti cardinali, in tutta Europa - salvo, ovviamente, temporanee fasi in piccole zone microclimatiche -
le temperature siano sempre alte, molto alte, più alte della media?

Cambiano gli attori, si passa dal flusso zonale alle hp, e rimane il caldo; si prospettano discese di saccature artiche nel lungo termiche, puntualmente limate e distrutte a due passi dagli eventi, mangiate da terre che non riescono più a smaltire il surplus termico e da mari che hanno le stesse termiche che dovrebbero avere in ottobre inoltrato.

Sta cambiando oramai anche la nostra ottica, e lo vedo perfino qui dai forumisti che scrivono: bastano 3-5 giorni freddini ( quest'anno neanche quelli )per parlare di fase di inverno ritrovato, di situazioni normale, di temperature "fresche" per marzo ( sì, qualcuno del centrosud ha quasi avuto il coraggio di esulticchiare per qualche refolo fresco orientale di questi giorni e per la neve sull'appennino per una manciata di ore sopra i 1000 ), ma stiamo smarrendo la lungimirante visione e la percezione della realtà: non ci sorprendiamo quasi più che su 4 stagioni, una non si sia presentata ( l'inverno), due siano stato lunghissime ( estate 2013 da metà giugno a metà ottobre; "autunno 2013-14: da inizio novembre a inizio marzo ), con la primavera che ha già sfornato decine di over 20 prima al centro sud - febbraio - e adesso al Nord, senza che essa non sia neanche astronomicamente iniziata.

Marzo chiuderà l'OTTAVO MESE CONSECUTIVO sopra la norma - ripeto, salvo alcune zone privilegiate e alcune province del sud più coinvolte da circolazioni orientali - in un' area che supera i 2 milioni di kmq ( l'italia ne copre circa 300 mila ). Non è folle tutto ciò? Perchè molti non sono sorpresi? perchè le televisioni non ce lo dicono? perchè alcuni forumisti danno più importanza a "carte fresche" a 300 ore piuttosto che a queste spaventose anomalie?

A posteri l'ardua sentenza.
G.
Secondo me questo è stato uno dei migliori commenti che abbia mai letto qui nel forum, almeno per quanto riguarda questa precisa tematica. Sono perfettamente d' accordo in ogni parte con te InvernoPerfetto, dalla prima all' ultima parola, hai scritto esattamente quello che penso da molto. Personalmente sono anch' io molto preoccupato dalle pesanti anomalie termiche positive che stanno interessando l' europa e il mediterraneo e mi chiedo anch' io perchè se ne parli così poco: dobbiamo secondo me renderci conto che, anche lasciando perdere quest' inverno, il clima dalle nostre parti si sta surriscaldando in maniera impressionante; tutto questo avrà importanti effetti su di noi. Tra l' altro, molto significativo è il fatto che ormai si chiude quasi ogni mese sopramedia, ormai è diventata una cosa talmente inarrestabile e continua che quasi ci si abitua: ma io non la voglio dare per scontata: la media di riferimento che più utilizziamo (tranne poche zone e carte in cui non è stata ancora aggiornata) è quella del trentennio 1980-2010, che già tiene conto dell' impressionante riscaldamento che l' Italia e l' Europa stanno attraversando: in queste medie ci sono già dentro i dati termici di quasi tutti tra i peggiori inverni (ed estati) da quando si effettuano rilevazioni; chiudere mesi e mesi in continuo sopramedia termico rispetto a questa media personalmente (magari sbaglierò) mi lascia non poche preoccupazioni.
Naturalmente, nemmeno il fatto di essere vicini all' Africa, circondati dai mari e protetti dalle Alpi proprio a nord ecc. secondo me non dicono granchè, perchè le medie climatiche con le quali ci confrontiamo già tengono conto di ciò. Tutti, ma proprio tutti i dati climatici ed agroclimatici dalle nostre parti (dalle temperature medie, al giorno di fioritura delle varie piante da frutto, all' estensione dei ghiacciai) vanno nella stessa direzione. Quindi, sono totalmente d' accordo con InvernoPerfetto.
InvernoPerfetto ha scritto:Caro "avventura", guarda che l'inverno gelido l'ha fatto solo in Usa, e solo negli usa centro-orientali tra l'altro; in quasi tutta la siberia i dati parlano di anomalie miti, laddove "mite" significa comunque una media di -30, che per il clima siberiano non è granchè freddo, considerando che in quelle terre si può arrivare a -65; il giappone e la cina e la mongolia hanno vissuto un inverno piuttosto anonimo, e solo da metà febbraio il giappone ha visto cadere importanti nevicate, quindi solo in extremis, senza peraltro far registrare temperature troppo rigide. E poi non è vero che negli Usa le temperature degli ultimi 5-6 anni sono in calo.

Mi spiace caro ragazzo, ti tocca informarti bene sul clima del mondo, altrimenti farai fatica a confrontarti adeguatamente

I miei saluti.
G.
Molto d' accordo anche questa volta. Non trovo più le carte delle anomalie dell' ultimo inverno, ma ciò che ha precisato InvernoPerfetto è giusto.
L' inverno negli Stati Uniti in generale è stato freddo, è vero, ma con le dovute distinzioni: la metà (anche un po' di più) est è risultata più fredda della media con punte di 4°C circa di scarto (punte, non dappertutto); poco si parla della parte est, che ha vissuto invece un inverno mite (anche se non con anomalie così pesanti, si parla di 1-2°C al massimo); poco si parla anche dell' Alaska, che anch' esso ha vissuto un inverno più caldo della media.
Stesso discorso col Giappone: se ne è sentito parlare più che altro quando è arrivata l' ondata di freddo, ma ciò non significa che abbia vissuto un inverno freddo come si potrebbe pensare. In realtà in Giappone l' inverno è risultato praticamente in media (leggermente più freddo verso sud, leggermente più caldo verso nord), quindi niente di eclatante.
InvernoPerfetto ha scritto:Ciao tervetuloa,
rispondo a ogni tua riflessione.
Tu scrivi: a) "In tutto l'arco alpino sopra i 1500m la neve si è fatta vedere molto più che in altre annate con accumuli di diversi metri".
Guarda che la ragione per cui in alta quota è nevicato cosi tanto è la stessa faccia della medaglia dell'enorme anomalia mite, cioè il fatto che non si è vissuto l'inverno alpino, ma solo un eterno e infinito autunno, ed è noto che in autunno, sopra i 1500 metri, possa e debba nevicare. Prova ne è il fatto che anche laddove nevicava, raramente la neve gelava; raramente si è scesi sotto i -5 perfino a 1800 metri e la coltre era cosi pesante che sfondava tetti e ripari in quanto fradicia; e prova ne è il fatto che sotto gli 800 metri quasi non è nevicato in italia quest'anno
b)"In scandinavia c'è stato gelo per diverse settimane e parecchia neve". Ma de che? mi verrebbe da risponderti se fossi romano. Ma lo sai che in lapponia a metà dicembre molte aree erano sgombre di neve? ma lo sai che la scandinavia , eccezion fatta per le zone occidentali esposte alla corrente del golfo, dovrebbe essere imbiancata da metà novembre a marzo inoltrato? quest'anno, invece, le uniche due settimane in cui abbia assunto totali vesti invernali sono state le ultime di gennaio e i primi di febbraio
c)"In tutta Europa i giubbotti li hanno messi tutti e i riscaldamenti sono stati assolutamente provvidenziali". Sei andato in giro a vedere chi e quanto spesso gli europei mettessero i giubbotti? sinceramente è un'argomentazione deboluccia questa e, perdonami, alquanto lontana dalla realtà; ho amici tedeschi che, ad esempio, mi hanno raccontato come nelle giornate di febbraio in cui a Monaco di Baviera avevano toccato i 18 gradi, erano tutti in maniche corte nei parchi
d)"E' stato un inverno più mite del solito e sono mancate le condizioni per una stagione propriamente normale ma di qui a prendere questo inverno come tesi per provare un avanzamento del global warming lo trovo, personalmente, fuori luogo. Il global warming va misurato in base ad un trend di anni, decenni, non di un solo inverno..e se il prossimo anno ci sarà un inverno nella norma o con temperature sottomedia parleremo di arretramento del global warming?"
Assolutamente d'accordo con te ma... ti sembra che questo sia stato l'unico inverno anomalo degli ultimi decenni? anzi, estendiamo il campo alle altre stagioni: l'unica stagione anomala degli ultimi decenni? ma non ti sei accorto delle stagioni MOSTRUOSE dell'estate del 2003, dell'inverno del 2006-7, dell'estate del 2012 e, ultima, di questa sciagurata stagione? quattro stagioni pazzesche in 10 anni, seguite e accompagnate da altre meno drammatiche ma non di rado miti, non ti bastano per cogliere un processo in atto? e ti sei dimenticato i mitissimi inverni anni 90? e non vale controreplicare citandomi episodi freddi, anche splendidi come quelli del febbraio del 2012, perchè quelli sono stati appunto EPISODI freddi, ma quando si parla di caldo, invece, si tratta di intere STAGIONI, stagioni che non di rado infilano mesi e mesi consecutivi di temperature sopra le medie ( quest'anno, com marzo, siamo a . Mi citeresti un anno in cui abbiamo registrato 8 mesi consecutivi sotto le medie?

La verità e che nè nei luoghi nè nei tempi si compensano gli episodi caldi e gli episodi freddi, questi ultimi molto meno estesi e molto più brevi di quelli caldi oramai.

G.
Perfettamente d' accordo, per finire, anche qui. Riprendo alcuni punti elencati.
a)Il fatto che nevichi molto in inverno in montagna con queste temperature non mi "tranquillizza" certo, dato che l' entità delle precipitazioni è dovuta anche all' eccezionale mitezza, dato che con temperature (dell' aria e anche delle acque) maggiori le perturbazioni normalmente riescono a portare accumuli pluviometrici maggiori. Perchè c' è poco da festeggiare per la neve caduta in montagna? Secondo me bisogna entrare nell' ottica che l' inverno (se le cose andassero come andavano quarant' anni fa) dovrebbe essere la stagione della neve in pianura (almeno in diverse occasioni) e a bassa quota, oltre che in montagna ovviamente. Per la neve in montagna (parlo di accumuli seri e non di imbiancate occasionali e sciolte dopo due giorni) non ci dovrebbe essere solo l' inverno, ma anche i mesi di marzo, aprile, ottobre e novembre (almeno al nord Italia). Cosa voglio dire? NON basta che faccia metri di neve a 1800 m (esempio) in inverno, se poi il periodo delle nevicate a tali quote (con accumuli seri e duraturi) si riduce ai soli dicembre, gennaio, febbraio e poco più: quello può andar bene come periodo ad 800-1000 m di quota; a 1800 m di quota alla fine di novembre (cioè ancora prima che inizi il vero inverno) dovrebbe esserci già 1 m abbondante di neve a 1800 m, se l' autunno è stato normalmente piovoso; non è possibile arrivare a metà dicembre con soli 20 cm di neve al suolo! Non è possibile che la neve si sciolga all' ombra per giorni e giorni (quindi non occasionalmente) anche sopra i 2000 m in gennaio! Non è possibile vedere già a fine marzo piovere abbondantemente sulla neve dell' inverno a 2000 m!
Il conto in montagna con questo clima viene presentato molto salato nei mesi primaverili ed autunnali, quando invece che accumulare la prima neve (autunno) e rimpinguare la neve caduta nei mesi precedenti (primavera), ci piove sopra, contribuendo dunque allo scioglimento.
Molto salato anche il conto presentato dall' estate, sempre più calda della media.
c)Il fatto che molti abbiano indossato il giubbotto e abbiano utilizzato il riscaldamento anche quest' inverno non credo abbia grande valenza. Se un periodo è stato caldo o freddo ce lo dicono i dati (e anche la natura che ci circonda, anch' essa molto precisa e sensibile). Oltretutto, sarebbe il colmo che d' inverno in Europa (tranne le zone più calde, ovviamente) non si utilizzi il giubbotto e il riscaldamento; sarebbe come dire: l' estate è stata calda perchè sono stato in maniche corte e ho mangiato molti gelati.
d)Non è sicuramente l' inverno appena trascorso l' unico su cui si basa l' idea dell' avanzamento del global warming: semmai si basa sulle anomalie degli ultimi 10 anni circa: certo che, quest' inverno è uno dei tantissimi segnali che, non essendo mai contrastato da altri segnali così potenti di segno opposto, porta un altro punto a favore di questa tesi.

Rinnovo i miei complimenti ad InvernoPerfetto.
Alcuni saranno d' accordo con me, altri no. In ogni caso questa è solo una mia umile opinione.
Ciao.
Grazie Peter per condividere le mie opinioni.
Grazie anche a chi, pur non condividendole, argomenta le proprie con la giusta passione e conoscenza, senza tralasciare anche qualche punta di concitazione e polemica, che ci può stare :-)

G.
iniestas
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Messaggio da iniestas »

Ciao.
In effetti questo inverno ha raggiunto una anomalia che va oltre il GW, nel senso che il GW spiega il trend trentennale, a mio avviso, non completamente l'inverno appena passato che è risultato ECCEZIONALE.
Questo carattere lo dovrebbe rendere non ripetibile in tempi brevi, non tanto per un discorso numerico-statistico che vale solo per grandi numeri ma quanto probabilistico che due eccezioni difficilemente si verificano una dietro l'altra, il che proietta sul prox inverno un moderato ottimismo: della serie perggio di questo è "quasi" impossibile.
Resta però il trend per cui, se confermato, ben che vada sarbbero i soliti 20 giorni di inverno in un contesto mite e scialbo.
Si va come al solito: a sperare nella stoccata dal 1 dicembre fino a fine febbraio.
Detto questo poi va fatto un discorso più articolato sul GW in Europa.
Io continuo a insistere: noi italiani, specie centro-sud, gli spagnoli e i francesi meridionali poco abbiamo e avremo a che vedere col clima di Scandinavia, russia, germania, UK, Francia del Nord.
L'europa meridionale sta risentendo e per me risentirà in modo netto del riscaldamento globale: non può che essere così dato che è la zona geograficamente più penalizzata per il freddo.
Tutto sommato l'europa centro settentrionale ha avuto questo inverno anomalo in controtendenza rispetto agli ultimi con almeno una intensa ondata di gelo e neve e poi hanno il vantaggio di sfangare l'africano d'estate...solo in qualche fiammata anomala il dragone risce a portare 33-34 sopra dalla Germania in su, a parte poi il solito forno Rumeno ma lì è un discorso orografico.
ciao
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Precipitofilo
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Messaggio da Precipitofilo »

tervetuloa ha scritto:Sapevo molto bene che la mia osservazione sulla neve in montagna e dei 'giubbotti' indossati dagli europei avrebbe sortito questi effetti..

Ciò che volevo dire, con un leggero tocco di provocazione, è che NON POSSIAMO UTILIZZARE QUESTO INVERNO PER SOSTENERE IL GLOBAL WARMING. Non ci si può svegliare una mattina di marzo, vedere le temperature medie di QUESTO inverno e utilizzarlo per sostenere una tesi che forse quest'anno non avremmo tirato fuori se fosse stato il contrario.

Sarei stato d'accordo con questi toni allarmistici se avessimo vissuto un inverno ESTREMAMENTE ANOMALO (con impianti sciistici quasi a secco e temperature MOLTO sopra la media e non di qualche grado). Invece l'inverno seppur DECISAMENTE MITE, sempre inverno è stato.

Detto questo sono d'accordissimo con tutti dicendo che il global warming è una realtà. Chi può negarlo? Io? Sono i dati che lo dimostrano! D'altra parte ricordo, ma non devo certo insegnarvelo io, che il global warming è un fenomeno lento e non COSI' PERCETTIBILE come lo si vuol dipingere e questo inverno non dimostra proprio un bel niente.
Posso essere d'accordo con questa tua teoria che un inverno caldissimo come questo (peraltro il SECONDO in soli sette anni, assieme al 2007) non indica per forza che stiamo continuando col GW.
Ma per coerenza anche se avessimo avuto un inverno glaciale (o "normale") non dovremmo per forza sostenere che stiamo andando verso un GC.
E invece l'estate scorsa, che è stata per una volta in media (o poco sopra) rispetto alle medie 71-00 c'era più di qualcuno che stappava spumante e annunciava "un'inversione di tendenza" verso un ipotetico GC.
Per UNA stagione!!!

Io, comunque, per non saper né leggere né scrivere parlo di Riscaldamento in sede Mediterraneo-Europea perché se è vero che il Pianeta ha smesso di riscaldarsi dal 2001 ad oggi è anche vero che l'Europa invece continua a sbriciolare record di caldo e di sopramedia inauditi (con alcuni acuti in ambito italiano...).
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finland77
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Re: Abituarsi al CALDO perenne?

Messaggio da finland77 »

InvernoPerfetto ha scritto:Lo sconforto avanza e subentra una certa rassegnazione nell'assistere al caldo perenne che avvolge da tempo - troppo tempo - l'intero continente europeo.

Ragazzi - e mi rivolgo soprattutto agli ultimi "soldati giapponesi" che tentano di scrutare segnali di inversione di tendenza del global warming ( ma ancora più sconfortante è l"european warming" e il "mediterranean warming" ) -, cerchiamo di guardare in faccia alla realtà; so benissimo che c'è chi si aggrappa ai cicli solari; chi ad "alcuni dati mondiali che farebbero pensare a un arretramento del riscaldamento"; chi "alle spettacolari immagini che ci giungono dagli usa"; chi "ma i ghiacci del polo quest'anno sono arretrati di meno...".

Certo, tutti possono portare acqua al proprio mulino ideologico, andandosi a cercare eventi, immagini e numeri che in qualche modo farebbero sperare in scenari più ottimistici, ma è come cercare l'oro nelle acque dello Yukon: certo che alla lunga qualche pepita si troverà, ma 9 cacciatori su 10 tornano a casa squattrinati e con le ossa rotte.

Ciò che voglio dire - e perfino Meteolive, che fino a qualche anno fa era molto più scettico sul riscaldamento, oramai pubblica sempre più spesso articoli in merito - è che la stragrande parte del Pianeta è termicamente in rosso semi costante da un tempo troppo lungo per non ammettere non solo che si sia di fronte a un trend, ma ciò che stiamo vivendo è un vero e proprio cambiamento climatico capace di snaturare il ciclo naturale delle stagioni.

New York e Chicago congelate fanno rumore perchè l'America ( Usa ) è il paese mediaticamente più visto, ammirato - ma anche odiato -, imitato e invidiato del mondo, quindi è sempre sotto gli occhi di tutti; ma la pioggia dell'Alaska in gennaio non dovrebbe ( climaticamente ) fare più rumore? gli 0 gradi di notte alle Svalbard a capodanno non dovrebbero fare più rumore? l'inverno sudamericano totalmente assente dell'anno passato non dovrebbe fare più rumore? gli over 45 che oramai ogni estate australiana sforna non dovrebbero fare più rumore? il Polo Nord che un anno su 4 peggiora il suo record negativo dei ghiacci non dovrebbe fare più rumore?

E soprattutto, la totale ASSENZA della stagione fredda in un intero continente - salvo 15 giorni rigidi nella seconda metà di gennaio in Scandinavia, europa dell'est e Russia, dove dovrebbe fare freddo da metà novembre a fine marzo, non 15 giorni! -non dovrebbe fare MOLTO RUMORE?

Ma i negazionisti più scettici come mi posso spiegare che in un territorio che va dalle Canarie agli Urali, dai vulcani dell'Islanda alle isole greche, stia vivendo un periodo INCREDIBILMENTE lungo di mesi consecutivi sopra la norma? un tempo, se faceva freddo ad ovest, spesso era mite a est; se era freddo a est, spesso era mite a ovest; se faceva freddo a nord, era tiepido al sud ect etc. Ma adesso come è possibile che a prescindere dai punti cardinali, in tutta Europa - salvo, ovviamente, temporanee fasi in piccole zone microclimatiche -
le temperature siano sempre alte, molto alte, più alte della media?

Cambiano gli attori, si passa dal flusso zonale alle hp, e rimane il caldo; si prospettano discese di saccature artiche nel lungo termiche, puntualmente limate e distrutte a due passi dagli eventi, mangiate da terre che non riescono più a smaltire il surplus termico e da mari che hanno le stesse termiche che dovrebbero avere in ottobre inoltrato.

Sta cambiando oramai anche la nostra ottica, e lo vedo perfino qui dai forumisti che scrivono: bastano 3-5 giorni freddini ( quest'anno neanche quelli )per parlare di fase di inverno ritrovato, di situazioni normale, di temperature "fresche" per marzo ( sì, qualcuno del centrosud ha quasi avuto il coraggio di esulticchiare per qualche refolo fresco orientale di questi giorni e per la neve sull'appennino per una manciata di ore sopra i 1000 ), ma stiamo smarrendo la lungimirante visione e la percezione della realtà: non ci sorprendiamo quasi più che su 4 stagioni, una non si sia presentata ( l'inverno), due siano stato lunghissime ( estate 2013 da metà giugno a metà ottobre; "autunno 2013-14: da inizio novembre a inizio marzo ), con la primavera che ha già sfornato decine di over 20 prima al centro sud - febbraio - e adesso al Nord, senza che essa non sia neanche astronomicamente iniziata.

Marzo chiuderà l'OTTAVO MESE CONSECUTIVO sopra la norma - ripeto, salvo alcune zone privilegiate e alcune province del sud più coinvolte da circolazioni orientali - in un' area che supera i 2 milioni di kmq ( l'italia ne copre circa 300 mila ). Non è folle tutto ciò? Perchè molti non sono sorpresi? perchè le televisioni non ce lo dicono? perchè alcuni forumisti danno più importanza a "carte fresche" a 300 ore piuttosto che a queste spaventose anomalie?

A posteri l'ardua sentenza.
G.
Scusa ma tu che sei di Torino, a due passi dalle alpi super innevate, invece di stare a roderti non potevi andare qualche giorno a goderti i metri di neve e buttartici dentro a più non posso esattamente come ho fatto io? (Che fra l' altro abito molto più lontano di te dai paradisi bianchi).
Personalmente ricordo con molta più tristezza e "paura" gli inverni degli anni 90 dove, nel periodo di capodanno, prendevano fuoco boschi e prati (e non scherzo), forse però per tua/vostra fortuna siete troppo giovani per ricordare quegli anni terribili, questa è manna al confronto...

Ovviamente con simpatia
InvernoPerfetto
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Re: Abituarsi al CALDO perenne?

Messaggio da InvernoPerfetto »

finland77 ha scritto:
InvernoPerfetto ha scritto:Lo sconforto avanza e subentra una certa rassegnazione nell'assistere al caldo perenne che avvolge da tempo - troppo tempo - l'intero continente europeo.

Ragazzi - e mi rivolgo soprattutto agli ultimi "soldati giapponesi" che tentano di scrutare segnali di inversione di tendenza del global warming ( ma ancora più sconfortante è l"european warming" e il "mediterranean warming" ) -, cerchiamo di guardare in faccia alla realtà; so benissimo che c'è chi si aggrappa ai cicli solari; chi ad "alcuni dati mondiali che farebbero pensare a un arretramento del riscaldamento"; chi "alle spettacolari immagini che ci giungono dagli usa"; chi "ma i ghiacci del polo quest'anno sono arretrati di meno...".

Certo, tutti possono portare acqua al proprio mulino ideologico, andandosi a cercare eventi, immagini e numeri che in qualche modo farebbero sperare in scenari più ottimistici, ma è come cercare l'oro nelle acque dello Yukon: certo che alla lunga qualche pepita si troverà, ma 9 cacciatori su 10 tornano a casa squattrinati e con le ossa rotte.

Ciò che voglio dire - e perfino Meteolive, che fino a qualche anno fa era molto più scettico sul riscaldamento, oramai pubblica sempre più spesso articoli in merito - è che la stragrande parte del Pianeta è termicamente in rosso semi costante da un tempo troppo lungo per non ammettere non solo che si sia di fronte a un trend, ma ciò che stiamo vivendo è un vero e proprio cambiamento climatico capace di snaturare il ciclo naturale delle stagioni.

New York e Chicago congelate fanno rumore perchè l'America ( Usa ) è il paese mediaticamente più visto, ammirato - ma anche odiato -, imitato e invidiato del mondo, quindi è sempre sotto gli occhi di tutti; ma la pioggia dell'Alaska in gennaio non dovrebbe ( climaticamente ) fare più rumore? gli 0 gradi di notte alle Svalbard a capodanno non dovrebbero fare più rumore? l'inverno sudamericano totalmente assente dell'anno passato non dovrebbe fare più rumore? gli over 45 che oramai ogni estate australiana sforna non dovrebbero fare più rumore? il Polo Nord che un anno su 4 peggiora il suo record negativo dei ghiacci non dovrebbe fare più rumore?

E soprattutto, la totale ASSENZA della stagione fredda in un intero continente - salvo 15 giorni rigidi nella seconda metà di gennaio in Scandinavia, europa dell'est e Russia, dove dovrebbe fare freddo da metà novembre a fine marzo, non 15 giorni! -non dovrebbe fare MOLTO RUMORE?

Ma i negazionisti più scettici come mi posso spiegare che in un territorio che va dalle Canarie agli Urali, dai vulcani dell'Islanda alle isole greche, stia vivendo un periodo INCREDIBILMENTE lungo di mesi consecutivi sopra la norma? un tempo, se faceva freddo ad ovest, spesso era mite a est; se era freddo a est, spesso era mite a ovest; se faceva freddo a nord, era tiepido al sud ect etc. Ma adesso come è possibile che a prescindere dai punti cardinali, in tutta Europa - salvo, ovviamente, temporanee fasi in piccole zone microclimatiche -
le temperature siano sempre alte, molto alte, più alte della media?

Cambiano gli attori, si passa dal flusso zonale alle hp, e rimane il caldo; si prospettano discese di saccature artiche nel lungo termiche, puntualmente limate e distrutte a due passi dagli eventi, mangiate da terre che non riescono più a smaltire il surplus termico e da mari che hanno le stesse termiche che dovrebbero avere in ottobre inoltrato.

Sta cambiando oramai anche la nostra ottica, e lo vedo perfino qui dai forumisti che scrivono: bastano 3-5 giorni freddini ( quest'anno neanche quelli )per parlare di fase di inverno ritrovato, di situazioni normale, di temperature "fresche" per marzo ( sì, qualcuno del centrosud ha quasi avuto il coraggio di esulticchiare per qualche refolo fresco orientale di questi giorni e per la neve sull'appennino per una manciata di ore sopra i 1000 ), ma stiamo smarrendo la lungimirante visione e la percezione della realtà: non ci sorprendiamo quasi più che su 4 stagioni, una non si sia presentata ( l'inverno), due siano stato lunghissime ( estate 2013 da metà giugno a metà ottobre; "autunno 2013-14: da inizio novembre a inizio marzo ), con la primavera che ha già sfornato decine di over 20 prima al centro sud - febbraio - e adesso al Nord, senza che essa non sia neanche astronomicamente iniziata.

Marzo chiuderà l'OTTAVO MESE CONSECUTIVO sopra la norma - ripeto, salvo alcune zone privilegiate e alcune province del sud più coinvolte da circolazioni orientali - in un' area che supera i 2 milioni di kmq ( l'italia ne copre circa 300 mila ). Non è folle tutto ciò? Perchè molti non sono sorpresi? perchè le televisioni non ce lo dicono? perchè alcuni forumisti danno più importanza a "carte fresche" a 300 ore piuttosto che a queste spaventose anomalie?

A posteri l'ardua sentenza.
G.
Scusa ma tu che sei di Torino, a due passi dalle alpi super innevate, invece di stare a roderti non potevi andare qualche giorno a goderti i metri di neve e buttartici dentro a più non posso esattamente come ho fatto io? (Che fra l' altro abito molto più lontano di te dai paradisi bianchi).
Personalmente ricordo con molta più tristezza e "paura" gli inverni degli anni 90 dove, nel periodo di capodanno, prendevano fuoco boschi e prati (e non scherzo), forse però per tua/vostra fortuna siete troppo giovani per ricordare quegli anni terribili, questa è manna al confronto...

Ovviamente con simpatia
Ciao Finland,
con simpatia ti dico:
a) io più che rodermi, rifletto
b) sono andato a ciaspolare più volte sulle mie splendide montagne sepolte della neve st'inverno, e non mi ricordo mai di una massima sotto i 5 gradi, ovviamente in caso di sole, al di sotto dei 1500. Bello il paesaggio, senza dubbio, ma non sentivi l'aria frizzante dell'inverno vero
c) ricordo bene gli inverni anni'90, un paio dei quali in effetti pessimi e siccitosi, con gli incendi che funestavano i nostri boschi anche a gennaio; ma quegli stessi inverni secchi, proponevano almeno un paio di ondate di freddo a stagione, che per Torino significava minime per lo meno di -8 e alcune massime sottozero a causa di nebbie gelide; quest'inverno sciagurato ha proposto una sola minima di -4, mentre la massima più fredda è stata di 2 gradi. Incontabili, invece, le minime positive e le massime intorno ai 10
d) il fatto che negli anni 90 gli inverni siano stati per lo più secchi e miti, in verità rappresentano un'aggravante più che una consolazione, perchè proprio quegli inverni hanno inaugurato un trend mite che, a volta siccitoso e a volte umido piovoso, ci fa collezionare un'infinita sequenza di mesi sopra la media da oramai 25 anni. E' vero, ci sono stati anche inverni interessanti nel terzo millennio ( 2005/6; 2008/9; 2009/2010), ma ne contiamo 3, o a essere generosi 5, in 20 anni; tutti inverni che, comunque, non hanno mai fatto segnare a livello stagionale temperature sotto la media ( solo, e occasionalmente, a livello mensile, con particolare riferimento al mitico febbraio 2012 ( gelido per 10 giorni ) e al dicembre 2009 ( gelido per 5 giorni)

Con simpatia :-)
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finland77
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Re: Abituarsi al CALDO perenne?

Messaggio da finland77 »

InvernoPerfetto ha scritto:
finland77 ha scritto:
InvernoPerfetto ha scritto:Lo sconforto avanza e subentra una certa rassegnazione nell'assistere al caldo perenne che avvolge da tempo - troppo tempo - l'intero continente europeo.

Ragazzi - e mi rivolgo soprattutto agli ultimi "soldati giapponesi" che tentano di scrutare segnali di inversione di tendenza del global warming ( ma ancora più sconfortante è l"european warming" e il "mediterranean warming" ) -, cerchiamo di guardare in faccia alla realtà; so benissimo che c'è chi si aggrappa ai cicli solari; chi ad "alcuni dati mondiali che farebbero pensare a un arretramento del riscaldamento"; chi "alle spettacolari immagini che ci giungono dagli usa"; chi "ma i ghiacci del polo quest'anno sono arretrati di meno...".

Certo, tutti possono portare acqua al proprio mulino ideologico, andandosi a cercare eventi, immagini e numeri che in qualche modo farebbero sperare in scenari più ottimistici, ma è come cercare l'oro nelle acque dello Yukon: certo che alla lunga qualche pepita si troverà, ma 9 cacciatori su 10 tornano a casa squattrinati e con le ossa rotte.

Ciò che voglio dire - e perfino Meteolive, che fino a qualche anno fa era molto più scettico sul riscaldamento, oramai pubblica sempre più spesso articoli in merito - è che la stragrande parte del Pianeta è termicamente in rosso semi costante da un tempo troppo lungo per non ammettere non solo che si sia di fronte a un trend, ma ciò che stiamo vivendo è un vero e proprio cambiamento climatico capace di snaturare il ciclo naturale delle stagioni.

New York e Chicago congelate fanno rumore perchè l'America ( Usa ) è il paese mediaticamente più visto, ammirato - ma anche odiato -, imitato e invidiato del mondo, quindi è sempre sotto gli occhi di tutti; ma la pioggia dell'Alaska in gennaio non dovrebbe ( climaticamente ) fare più rumore? gli 0 gradi di notte alle Svalbard a capodanno non dovrebbero fare più rumore? l'inverno sudamericano totalmente assente dell'anno passato non dovrebbe fare più rumore? gli over 45 che oramai ogni estate australiana sforna non dovrebbero fare più rumore? il Polo Nord che un anno su 4 peggiora il suo record negativo dei ghiacci non dovrebbe fare più rumore?

E soprattutto, la totale ASSENZA della stagione fredda in un intero continente - salvo 15 giorni rigidi nella seconda metà di gennaio in Scandinavia, europa dell'est e Russia, dove dovrebbe fare freddo da metà novembre a fine marzo, non 15 giorni! -non dovrebbe fare MOLTO RUMORE?

Ma i negazionisti più scettici come mi posso spiegare che in un territorio che va dalle Canarie agli Urali, dai vulcani dell'Islanda alle isole greche, stia vivendo un periodo INCREDIBILMENTE lungo di mesi consecutivi sopra la norma? un tempo, se faceva freddo ad ovest, spesso era mite a est; se era freddo a est, spesso era mite a ovest; se faceva freddo a nord, era tiepido al sud ect etc. Ma adesso come è possibile che a prescindere dai punti cardinali, in tutta Europa - salvo, ovviamente, temporanee fasi in piccole zone microclimatiche -
le temperature siano sempre alte, molto alte, più alte della media?

Cambiano gli attori, si passa dal flusso zonale alle hp, e rimane il caldo; si prospettano discese di saccature artiche nel lungo termiche, puntualmente limate e distrutte a due passi dagli eventi, mangiate da terre che non riescono più a smaltire il surplus termico e da mari che hanno le stesse termiche che dovrebbero avere in ottobre inoltrato.

Sta cambiando oramai anche la nostra ottica, e lo vedo perfino qui dai forumisti che scrivono: bastano 3-5 giorni freddini ( quest'anno neanche quelli )per parlare di fase di inverno ritrovato, di situazioni normale, di temperature "fresche" per marzo ( sì, qualcuno del centrosud ha quasi avuto il coraggio di esulticchiare per qualche refolo fresco orientale di questi giorni e per la neve sull'appennino per una manciata di ore sopra i 1000 ), ma stiamo smarrendo la lungimirante visione e la percezione della realtà: non ci sorprendiamo quasi più che su 4 stagioni, una non si sia presentata ( l'inverno), due siano stato lunghissime ( estate 2013 da metà giugno a metà ottobre; "autunno 2013-14: da inizio novembre a inizio marzo ), con la primavera che ha già sfornato decine di over 20 prima al centro sud - febbraio - e adesso al Nord, senza che essa non sia neanche astronomicamente iniziata.

Marzo chiuderà l'OTTAVO MESE CONSECUTIVO sopra la norma - ripeto, salvo alcune zone privilegiate e alcune province del sud più coinvolte da circolazioni orientali - in un' area che supera i 2 milioni di kmq ( l'italia ne copre circa 300 mila ). Non è folle tutto ciò? Perchè molti non sono sorpresi? perchè le televisioni non ce lo dicono? perchè alcuni forumisti danno più importanza a "carte fresche" a 300 ore piuttosto che a queste spaventose anomalie?

A posteri l'ardua sentenza.
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Scusa ma tu che sei di Torino, a due passi dalle alpi super innevate, invece di stare a roderti non potevi andare qualche giorno a goderti i metri di neve e buttartici dentro a più non posso esattamente come ho fatto io? (Che fra l' altro abito molto più lontano di te dai paradisi bianchi).
Personalmente ricordo con molta più tristezza e "paura" gli inverni degli anni 90 dove, nel periodo di capodanno, prendevano fuoco boschi e prati (e non scherzo), forse però per tua/vostra fortuna siete troppo giovani per ricordare quegli anni terribili, questa è manna al confronto...

Ovviamente con simpatia
Ciao Finland,
con simpatia ti dico:
a) io più che rodermi, rifletto
b) sono andato a ciaspolare più volte sulle mie splendide montagne sepolte della neve st'inverno, e non mi ricordo mai di una massima sotto i 5 gradi, ovviamente in caso di sole, al di sotto dei 1500. Bello il paesaggio, senza dubbio, ma non sentivi l'aria frizzante dell'inverno vero
c) ricordo bene gli inverni anni'90, un paio dei quali in effetti pessimi e siccitosi, con gli incendi che funestavano i nostri boschi anche a gennaio; ma quegli stessi inverni secchi, proponevano almeno un paio di ondate di freddo a stagione, che per Torino significava minime per lo meno di -8 e alcune massime sottozero a causa di nebbie gelide; quest'inverno sciagurato ha proposto una sola minima di -4, mentre la massima più fredda è stata di 2 gradi. Incontabili, invece, le minime positive e le massime intorno ai 10
d) il fatto che negli anni 90 gli inverni siano stati per lo più secchi e miti, in verità rappresentano un'aggravante più che una consolazione, perchè proprio quegli inverni hanno inaugurato un trend mite che, a volta siccitoso e a volte umido piovoso, ci fa collezionare un'infinita sequenza di mesi sopra la media da oramai 25 anni. E' vero, ci sono stati anche inverni interessanti nel terzo millennio ( 2005/6; 2008/9; 2009/2010), ma ne contiamo 3, o a essere generosi 5, in 20 anni; tutti inverni che, comunque, non hanno mai fatto segnare a livello stagionale temperature sotto la media ( solo, e occasionalmente, a livello mensile, con particolare riferimento al mitico febbraio 2012 ( gelido per 10 giorni ) e al dicembre 2009 ( gelido per 5 giorni)

Con simpatia :-)
G.
Beh potremmo disquisire su questo tema per ore senza uscirne fuori, è indiscusso il fatto che quest'inverno sia stato parecchio mite, personalmente però patisco tantissimo nel vedere le montagne verdi a Gennaio/Febbraio, così come patisco tantissimo sciare sulle strisce di neve artificiale, mi si stringe il cuore...
Non saprei cosa farmene di un inverno freddissimo ma avaro di precipitazioni...
Ovviamente è questione di gusti, capisco i forumisti del centro Italia alle prese con caldo e pioggia sulle piste da sci (terribile visione) ma noi avevamo a due passi tonnellate di neve... ovviamente anche io avrei voluto 50 cm di neve a Genova...

Ripeto, questione di gusti...


:wink:
il versiliese
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Messaggio da il versiliese »

Stimolato dall'interessante articolo di inverno perfetto,in età "matura",mi sono iscritto al forum.Sono un metereologo molto dilettante ,fiero possessore di una Davis Vantage Pro 2 ,profondamente deluso dal non inverno in toscana ,dove vivo (2 gelate 2 ,una a fine novembre,l'altra a fine gennaio.Condivido perfettamente ciò che dice inverno perfetto:voglio qui parlare di una cosa un pò sottaciuta,ma che è un sensore perfetto del riscaldamento progressivo del Sud Europa .Non è una stazione meteo,non sono dati meteo ,non sono sensazioni di freddofili o caldofili: si tratta della vite!Mi spiego meglio:da bambino (più di 40 anni fa) in Toscana si vendemmiavano le uve bianche a fine settembre e le nere una o due settimane dopo.Adesso le bianche si raccolgono verso il 10 settembre ,le nere verso il 25.Credo che questo sia molto,molto indicativo!
Peter94
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Località: Valbelluna (BL)

Re: Abituarsi al CALDO perenne?

Messaggio da Peter94 »

finland77 ha scritto:
InvernoPerfetto ha scritto:
finland77 ha scritto: Scusa ma tu che sei di Torino, a due passi dalle alpi super innevate, invece di stare a roderti non potevi andare qualche giorno a goderti i metri di neve e buttartici dentro a più non posso esattamente come ho fatto io? (Che fra l' altro abito molto più lontano di te dai paradisi bianchi).
Personalmente ricordo con molta più tristezza e "paura" gli inverni degli anni 90 dove, nel periodo di capodanno, prendevano fuoco boschi e prati (e non scherzo), forse però per tua/vostra fortuna siete troppo giovani per ricordare quegli anni terribili, questa è manna al confronto...

Ovviamente con simpatia
Ciao Finland,
con simpatia ti dico:
a) io più che rodermi, rifletto
b) sono andato a ciaspolare più volte sulle mie splendide montagne sepolte della neve st'inverno, e non mi ricordo mai di una massima sotto i 5 gradi, ovviamente in caso di sole, al di sotto dei 1500. Bello il paesaggio, senza dubbio, ma non sentivi l'aria frizzante dell'inverno vero
c) ricordo bene gli inverni anni'90, un paio dei quali in effetti pessimi e siccitosi, con gli incendi che funestavano i nostri boschi anche a gennaio; ma quegli stessi inverni secchi, proponevano almeno un paio di ondate di freddo a stagione, che per Torino significava minime per lo meno di -8 e alcune massime sottozero a causa di nebbie gelide; quest'inverno sciagurato ha proposto una sola minima di -4, mentre la massima più fredda è stata di 2 gradi. Incontabili, invece, le minime positive e le massime intorno ai 10
d) il fatto che negli anni 90 gli inverni siano stati per lo più secchi e miti, in verità rappresentano un'aggravante più che una consolazione, perchè proprio quegli inverni hanno inaugurato un trend mite che, a volta siccitoso e a volte umido piovoso, ci fa collezionare un'infinita sequenza di mesi sopra la media da oramai 25 anni. E' vero, ci sono stati anche inverni interessanti nel terzo millennio ( 2005/6; 2008/9; 2009/2010), ma ne contiamo 3, o a essere generosi 5, in 20 anni; tutti inverni che, comunque, non hanno mai fatto segnare a livello stagionale temperature sotto la media ( solo, e occasionalmente, a livello mensile, con particolare riferimento al mitico febbraio 2012 ( gelido per 10 giorni ) e al dicembre 2009 ( gelido per 5 giorni)

Con simpatia :-)
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Beh potremmo disquisire su questo tema per ore senza uscirne fuori, è indiscusso il fatto che quest'inverno sia stato parecchio mite, personalmente però patisco tantissimo nel vedere le montagne verdi a Gennaio/Febbraio, così come patisco tantissimo sciare sulle strisce di neve artificiale, mi si stringe il cuore...
Non saprei cosa farmene di un inverno freddissimo ma avaro di precipitazioni...
Ovviamente è questione di gusti, capisco i forumisti del centro Italia alle prese con caldo e pioggia sulle piste da sci (terribile visione) ma noi avevamo a due passi tonnellate di neve... ovviamente anche io avrei voluto 50 cm di neve a Genova...

Ripeto, questione di gusti...


:wink:
Buonasera. Trovo interessante anche l' opinione di Finland77 e in parte sono d' accordo anche con lui. In una cosa però non sono molto d' accordo: giustamente, meglio un inverno così che un seccume totale. Però vorrei fare un ragionamento che tra l' altro ho già fatto: se le temperature fossero più "umane", cioè più basse, come quarant' anni fa durante tutto l' anno, un inverno (dicembre-gennaio-febbraio) secco non comprometterebbe del tutto gli sport sulla neve, perché la neve che cadrebbe dell' autunno (metà ottobre-fine novembre, dico cadrebbe perché invece ultimamente è molto facile veder piovere fino a 2500 m a metà novembre) già costituirebbe un buon manto nevoso oltre i 1000 m, che col freddo dei mesi invernali e qualche piccolo nuovo apporto nevoso resisterebbe a lungo, probabilmente non servirebbero nemmeno i cannoni e le giraffe per sparare la neve oltre i 1500 m; certo, ovvio che se da inizio ottobre a fine febbraio fa un seccume totale non ci si fa niente e bisogna ricorrere neve artificiale, ma ciò è veramente molto difficile.
Ultimamente, invece, è sempre più dura per gli operatori degli impianti di risalita situati sotto i 1800-2000 m: la prima neve (non parlo di imbiancate di rapido scioglimento) tarda ad arrivare visti gli autunni in sopramedia termico, così il mese di dicembre rischia di saltare o mettere gli operatori in difficoltà (anche quest' inverno è stato così fino a Natale, almeno sulle dolomiti), specie sotto i 2000 m; spesso ci si trova a metà dicembre che ancora non ha fatto una bella e duratura nevicata in montagna e le possibilità sono più o meno queste, è un "o la va o la spacca":
1) Siamo sopramedia, ma per fortuna arrivano un paio di perturbazioni atlantiche (anche calde), che portano la tanto attesa neve in quota, ma comunque sotto i 1500 m (sulle Alpi, un po' più in alto in appennino) siamo al limite;
2) Siamo sopramedia, e in più non ci sono precipitazioni (2006/2007): neve dell' autunno ce n' è poca (tranne a 2500 m, forse), quella poca si scioglie e fa troppo caldo per spararla.
Certo, io capisco che tra le due è meglio l' ipotesi 1, ma sinceramente entrambe mi rallegrano ben poco. Ripeto, a far la differenza è la temperatura: se facesse freddo in autunno ed in inverno, la neve caduta anche se poca resisterebbe molto meglio e anche nel caso di precipitazioni un po' scarse (certo, non totale assenza) le nostre montagne resterebbero belle bianche per tutto l' inverno, per la gioia di (quasi) tutti.
Questa è la mia umile opinione.
Ciao.
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