Oggi l' ARPAV ha previsto rischio valanghe pari a 5 (su una scala da 1 a 5) sulle dolomiti bellunesi e prealpi bellunesi e vicentine. Ieri sulla strada che porta al Monte Avena da Pedavena ho notato come si fosse staccata una fetta (piccola, comunque) di neve umida nell' interno di un tornante a quota 800-900 m circa; la strada era stata già liberata e comunque non si trattava di niente di che: era solo per dare un' idea di quanto sia facile avere valanghe e slavine questi giorni, senza andare nemmeno chissà dove.
Saluti.
Pesante situazione nel Triveneto
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
Analisi troppo severa: nevicate così nelle Alpi possono capitare anche in primavera creando gli stessi danni. Dovremo forse invocare gli inverni secchi senza un fiocco di neve? Nevicate intense sul Triveneto sono spesso accompagnate da temperature al limite perchè arrivano pur sempre da sud. Quelle con la Bora scura ormai sono diventate più rare. Dunque...Peter94 ha scritto:Situazione meno critica nel Feltrino, fortunatamente, ma lo stesso non si può dire per la parte alta della provincia e per la pianura Veneta. Sul Monte Avena 70 cm attuali di neve circa ricompattata, ma stasera pioveva. Domani anche le vallate dolomitiche più a nord (Agordino, Cadore) saranno a rischio pioggia, perché lo zero termico secondo l' ARPAV è previsto sui 2000 (dicesi DUEMILA!!!) metri (pazzesco: siamo in gennaio, mica in ottobre!) e le precipitazioni saranno quasi ovunque superiori ai 50-60 mm, spesso sui 80 mm, con punte di 150 mm nelle prealpi feltrine (Monte Grappa, Col Visentin).
Cosa accadrà probabilmente in queste vallate? La pioggia appesantirà la neve e la neve appesantita e bagnata romperà altri rami e tralicci, come già è accaduto a Natale: i giornali ne parleranno, come fatto a Natale.
Purtroppo questo ci ha riservato quest' inverno. E ci sarà come sempre qualcuno che festeggerà per la tanta neve caduta, perché aiuta i ghiacciai, perché fa sì che si possano tenere aperti gli impianti, eccetera, eccetera...eccetera!
Costoro non tengono conto che quest' inverno è sopra media sulle dolomiti bellunesi di quasi 5°C e nemmeno che la neve alle basse quote non si è quasi mai vista. E addirittura sento in giro (non nel forum) e in alcuni giornali locali che si parla di inverno record, nascondendo ovviamente il record che più di tutti fa paura: LA TEMPERATURA. Come molti giornali e telegiornali anche locali (ovviamente non faccio nomi) hanno fatto credere anche dopo la tempesta di Natale che a Cortina (tanto per citare un posto) fosse stato il finimondo di neve e che i danni alle linee e i crolli fossero dovuti all' ingente altezza del manto, così chi legge pensa: "Cavolo, che inverno coi fiocchi sta facendo", mentre i danni in realtà erano stati causati dalla neve esageratamente bagnata e non altissima (circa mezzo metro) e dal vento, situazione dovuta, tanto per cambiare, dalle temperature impossibili per il periodo (zero termico altissimo) e precipitazioni esagerate: una neve più farinosa e precipitazioni non accomunabili come intensità ad una perturbazione ottobre-novembrina avrebbero causato molti meno danni.
E sfatiamo almeno in parte il mito dei ghiacciai che si rimpinguano: con le primavere (ad eccezione della scorsa) e specialmente le estati di quest' ultimo decennio il massimo che si può ottenere è che i ghiacciai non calino, ma non aumenteranno di certo. Persino l' inverno 2008/2009, ancor più nevoso di questo e non di poco, non fu in grado di portare aumenti ai ghiacciai: l' estate successiva alla fine di agosto ogni traccia della gran neve dell' inverno precedente era scomparsa: non se ne conservò nemmeno un grammo.
Il problema, lo ripeterò sempre, è uno solo: LA TEMPERATURA.
A nulla serve inseguire gran scenari nevosi in inverno, che peraltro a quote simili se di questo tipo portano solo disastri anche a bassa quota, oltre a delusione tra chi ama il freddo.
Purtroppo, è un inverno che lascerà il suo segno negativo.
Quasi 400 mm in gennaio, di cui 390 piovosi a Cesiomaggiore...in una delle province più fredde...in gennaio...grave, molto grave.
Non è possibile che piova persino a 1500-1600 m sulle Prealpi anche ora.
La temperatura, è il vero problema.
E le precipitazioni di intensità tipica autunnale.
Comunque, dato che forse sarò risultato polemico (mi scuso in anticipo) finisco qui.
Saluti a tutti, augurandovi che la situazione migliori nelle zone più critiche del Triveneto e anche nel Lazio e in Toscana.
Ciao
Un saluto
Alessio Grosso
www.meteolive.it
Buongiorno. Le do ragione, forse l' analisi è troppo pessimistica. E' anche vero che è meglio così che un inverno secco, come è vero che una situazione del genere si sarebbe potuta manifestare anche in primavera con i danni del caso.MeteoLive ha scritto:Analisi troppo severa: nevicate così nelle Alpi possono capitare anche in primavera creando gli stessi danni. Dovremo forse invocare gli inverni secchi senza un fiocco di neve? Nevicate intense sul Triveneto sono spesso accompagnate da temperature al limite perchè arrivano pur sempre da sud. Quelle con la Bora scura ormai sono diventate più rare. Dunque...Peter94 ha scritto:Situazione meno critica nel Feltrino, fortunatamente, ma lo stesso non si può dire per la parte alta della provincia e per la pianura Veneta. Sul Monte Avena 70 cm attuali di neve circa ricompattata, ma stasera pioveva. Domani anche le vallate dolomitiche più a nord (Agordino, Cadore) saranno a rischio pioggia, perché lo zero termico secondo l' ARPAV è previsto sui 2000 (dicesi DUEMILA!!!) metri (pazzesco: siamo in gennaio, mica in ottobre!) e le precipitazioni saranno quasi ovunque superiori ai 50-60 mm, spesso sui 80 mm, con punte di 150 mm nelle prealpi feltrine (Monte Grappa, Col Visentin).
Cosa accadrà probabilmente in queste vallate? La pioggia appesantirà la neve e la neve appesantita e bagnata romperà altri rami e tralicci, come già è accaduto a Natale: i giornali ne parleranno, come fatto a Natale.
Purtroppo questo ci ha riservato quest' inverno. E ci sarà come sempre qualcuno che festeggerà per la tanta neve caduta, perché aiuta i ghiacciai, perché fa sì che si possano tenere aperti gli impianti, eccetera, eccetera...eccetera!
Costoro non tengono conto che quest' inverno è sopra media sulle dolomiti bellunesi di quasi 5°C e nemmeno che la neve alle basse quote non si è quasi mai vista. E addirittura sento in giro (non nel forum) e in alcuni giornali locali che si parla di inverno record, nascondendo ovviamente il record che più di tutti fa paura: LA TEMPERATURA. Come molti giornali e telegiornali anche locali (ovviamente non faccio nomi) hanno fatto credere anche dopo la tempesta di Natale che a Cortina (tanto per citare un posto) fosse stato il finimondo di neve e che i danni alle linee e i crolli fossero dovuti all' ingente altezza del manto, così chi legge pensa: "Cavolo, che inverno coi fiocchi sta facendo", mentre i danni in realtà erano stati causati dalla neve esageratamente bagnata e non altissima (circa mezzo metro) e dal vento, situazione dovuta, tanto per cambiare, dalle temperature impossibili per il periodo (zero termico altissimo) e precipitazioni esagerate: una neve più farinosa e precipitazioni non accomunabili come intensità ad una perturbazione ottobre-novembrina avrebbero causato molti meno danni.
E sfatiamo almeno in parte il mito dei ghiacciai che si rimpinguano: con le primavere (ad eccezione della scorsa) e specialmente le estati di quest' ultimo decennio il massimo che si può ottenere è che i ghiacciai non calino, ma non aumenteranno di certo. Persino l' inverno 2008/2009, ancor più nevoso di questo e non di poco, non fu in grado di portare aumenti ai ghiacciai: l' estate successiva alla fine di agosto ogni traccia della gran neve dell' inverno precedente era scomparsa: non se ne conservò nemmeno un grammo.
Il problema, lo ripeterò sempre, è uno solo: LA TEMPERATURA.
A nulla serve inseguire gran scenari nevosi in inverno, che peraltro a quote simili se di questo tipo portano solo disastri anche a bassa quota, oltre a delusione tra chi ama il freddo.
Purtroppo, è un inverno che lascerà il suo segno negativo.
Quasi 400 mm in gennaio, di cui 390 piovosi a Cesiomaggiore...in una delle province più fredde...in gennaio...grave, molto grave.
Non è possibile che piova persino a 1500-1600 m sulle Prealpi anche ora.
La temperatura, è il vero problema.
E le precipitazioni di intensità tipica autunnale.
Comunque, dato che forse sarò risultato polemico (mi scuso in anticipo) finisco qui.
Saluti a tutti, augurandovi che la situazione migliori nelle zone più critiche del Triveneto e anche nel Lazio e in Toscana.
Ciao
Un saluto
Alessio Grosso
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Tuttavia, almeno in queste occasioni (dicembre-gennaio), non si sarebbero presentati i danni che noi tutti sappiamo, specie il rischio di esondazione di alcuni fiumi nel basso Veneto (parlando della zona più vicina a me) se la neve fosse caduta un po' più in basso. Anche perchè non è da escludere che qualcosa del genere accada quest' anno anche in primavera, stagione tipica di queste situazioni e quindi ci siano altri danni ancora (nel senso: per questo tipo di fenomeni c' è già la primavera, i danni che fa in inverno sono "in più" rispetto a quelli che ci si aspetta)Poi che in dicembre o gennaio ci si possa trovare di fronte un episodio tipico primaverile può anche accadere, ma trovo alquanto anomalo che questo tipo di scenario si sia ripresentato già 4-5 volte in quest' inverno, contro un solo episodio nevoso accomunabile all' inverno: poi, per carità, il tempo fa quello che vuole.
In ogni caso, non era mia intenzione polemizzare (mi scuso se l' ho fatto) e nemmeno mettere in discussione ciò che lei, che sicuramente ne sa molto più di me, ha detto.
Un saluto.
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Frattanto aggiorno la situazione dal Veneziano/ Veneto Orientale con un live dal giornale La Nuova Venezia

Per Peter e anche gli altri: per favore, utilizziamo questo topic solo per aggiornamenti della situazione meteo/idrogeologica e mettiamo i commenti dell'andazzo meteo in altri topic. GrazieVENEZIA - E’ ancora allerta maltempo nella parte orientale della provincia. Il fiume Fosson esterno è esondato a Corbolone, vicino a San Stino di Livenza. Ci sono sei abitazioni isolate e raggiungiubili solo a bordo di gommone. Molte zone allagate a Portogruaro. Il Versiola stanotte è uscito e ha allagato Borgo Sant’Agnese, dove ci sono alcune abitazioni con l’ingresso incaso dall’acqua. A mollo anche Calle Beccherie. La Roggia Camucina è uscita e ha allagato l’abitazione della famiglia Boschin, sempre in centro a Portogruaro. Il Reghena e il Lemene hanno allagato la zona dei mulini.
A Caorle il Livenza, molto gonfio, è uscito e ha allagato i pontili.
A San Michele al Tagliamento esondazione nella zona del canale Taglio, anche qui 5 o 6 abitazioni isolate.
Le esondazioni hanno interessato la linea ferroviaria di Portogruaro Treviso e Portogruaro Venezia.
L'esondazione del fiume Loncon, a Portogruaro ( Venezia) ha causato alle 14,30 l'interruzione del traffico ferroviario sulla linea Venezia-Trieste. Lo rende noto Trenitalia. L'acqua tracimata ha raggiunto la sede ferroviaria. Sono già stati istituiti bus sostitutivi tra Portogruaro e San Donà di Piave, mentre per i convogli a lunga percorrenza i treni vengono dirottati sulla linea per Udine, con ritardi stimati in un'ora rispetto alla normale percorrenza. Al momento non si possono stimare i tempi di ripristino della linea.
La Protezione civile della Regione sta esprimendo il massimo sforzo per seguire l'andamento dell'ondata di maltempo che sta colpendo il Veneto. La sala operativa centrale del Coordinamento di Emergenza è attiva e lo è stata sin da ieri e sta monitorando la situazione e coordinando gli interventi delle squadre di volontari sulle situazioni più pesanti. Questa è la situazione relativa alla notte e alle prime ore di oggi: precipitazioni diffuse e intense si sono verificate tra la sera di venerdì e la mattina di sabato.
Dalle ore 21 di ieri sera si sono concentrate nel settore orientale della Regione del Veneto in particolari nella zona pedemontana, raggiungendo quantitativi massimi puntuali anche significativi (70 mm nella zona del Cansiglio). Il limite della neve si è mantenuto intorno ai 1100 metri sulle Dolomiti e si sono registrati valori cumulati da inizio evento mediamente superiori al metro. Permane pericolo valanghe «molto forte» e si sono staccate numerose valanghe che hanno interrotto le vie di comunicazione.
La Protezione Civile della Regione del Veneto, tramite la Sala Operativa del Corem, nel corso della notte ha attivato, unitamente alle provincie e ai comuni colpiti, ulteriori sette organizzazioni di volontariato. Inoltre viene continuamente monitorata l'evoluzione della situazione, in particolare i livelli idrometrici dei fiumi: Loncon e Reghena che risultano sofferenti essendo al limite della capacità di invaso.Nella giornata si attende un intenso lavoro delle squadre di volontariato precedentemente attivate.
Ultima modifica di Precipitofilo il sab feb 01, 2014 5:09 pm, modificato 1 volta in totale.
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Dalle 13.00 di oggi 2 feb ha ripreso a piovere incessantemente in quasi tutto il nord est. Non si segnalano problemi alla viabilità stradale in pianura, mentre nell'alto Bellunese e nella Carnia ci sono strade interrotte (Val Zoldana, per esempio) causa muri di neve e pericolo caduta alberi.
Ferrovie ve-trieste e tv-portogruaro riaperte. Permane la chiusura del transito internazionale di Tarvisio (anche per la troppa neve sul Versante Austriaco) e del valico di Villa Opicina (sempre per colpa delle abbondanti nevicate in Slovenia).
Saluti ammollo....
Marco
Ferrovie ve-trieste e tv-portogruaro riaperte. Permane la chiusura del transito internazionale di Tarvisio (anche per la troppa neve sul Versante Austriaco) e del valico di Villa Opicina (sempre per colpa delle abbondanti nevicate in Slovenia).
Saluti ammollo....
Marco