Dopo la caldissima estate 2012 il sud e la Sicilia hanno rifiatato un pò quest'anno.In Europa la zona più calda è stata il centroest.robert ha scritto:ducaneve ha scritto:Sono d'accordo la temp. si è alzata negli ultimi anni l'estate è sempre caldissima fino a quando l'anticiclone africano tornerà a farci visita saremo sempre sopra media, anche se le vampate sono di breve durata come quest'anno. Bastano due o tre di queste per buttarci sopra media, sono micidiali! Secondo il mio modestissimo parere, nella mia zona, credo che l'estate sia più lunga e più calda di una volta. Se in Italia c'è stato un aumento di 1 grado qui credo anche di 2giulys ha scritto:Qualche segnale concreto di differenziazione rispetto agli ultimi anni c'è stato, ma ha riguardato soprattutto la primavera e l'inizio estate, perché per il resto quest'ultima non è stata certo in tono minore.
Ecco un estratto preso da Nimbus, che ci dice che l'estate è stata nel complesso piuttosto calda e direi molto calda in parecchie zone del nord Italia
"Nonostante le più marcate anomalie di pressione al suolo e di geopotenziale in quota fossero dunque collocate oltralpe, anche in Italia l'estate si è dimostrata più calda della media, di 1 °C rispetto al trentennio 1971-2000 secondo le analisi dell'ISAC-CNR nell'insieme del paese (17° posto tra le estati più calde dal 1800). Ha fatto eccezione solo l'estremo meridione, con la Sicilia in debole anomalia negativa (fino a -0.5 °C), mentre il Centro-Nord ha sperimentato eccessi termici anche oltre 1.5 °C. "
...................
Le maggiori anomalie termiche si sono osservate al Nord Italia, dove la stagione è stata tra le più calde mai rilevate nelle lunghe serie termometriche storiche: come riassunto nella tabella qui sotto, terza posizione a Modena-Osservatorio Geofisico, quarta a Torino e Piacenza-Alberoni, sesta ad Aosta, nona a Parma. Anomalia un po' meno marcata invece in Lunigiana: a Pontremoli (MS) l'estate 2013 slitta al 13° posto tra le più calde.
infatti, la temp. stagionale estiva ( decennio 2003-2012 ) è aumentata in MEDIA complessiva ( Giu. Lug. Ago. ) di oltre 1° , con picchi di oltre 2°/3°C nel 2003 e 2012 .
Anche la T. media in superficie del Mare nostrum , è aumentata in Media di circa 2° C. se confrontata alla T. media periodo 1961-1990 .
In questo aumento della T . media , implica in modo sensibile le forti anomalie termiche positive dell Altantic Mult. Oscill. - A.M.O. che è stato in zona eccezionalmente positiva- calda in questo decennio , fase iniziata dal 1993/1994 , in cui oltre le caldissime estati del 2003 - 2012 - 2009 , non dimentichiamo le calde Estati del 1994 e 1998.
A.M.O. è un FATTORE CLIMATICO Fondamentale per le condizioni Meteo- Climatiche in Europa e Italia, quando prevaleva in zona negativa , le estati sono state in prevalenza nella norma e più fresche come negli anni '60 e '70 in modo particolare
e nelgi anni '80 , tranne nel 1982 e 1988 più calde.
iin zona positiva dal 1994 , prevalgono estati più calde .
Cambiamenti climatici: fuori la veritá!
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
Leggo con immenso piacere che anche ML appoggia
le tesi del sottoscritto alla ricerca della verità sul
riscaldamento globale e sue contraddizioni....
L'articolo, di Luca Angelini, che ringrazio pubblicamente,
segue a ruota altri del buon Alessio Grosso sul tema
da me poi riportato in sede della 'famosa' intervista...
https://www.meteolive.it/news/Sotto-la- ... na-/43043/
Secondo un mio modestissimo parere, questo 2013-2014
si rivelerà fondamentale per capire cosa ci aspetta in futuro....
Segni inequivocabili di 'qualcosa stà accadendo' in termini
di clima già sono in atto, ma per dire se e come cambierà
è la domandona che ci dobbiamo umilmente porre da oggi
in poi....
Bè...io un'idea l'ho tante volte espressa, come l'oldstyle...
ovvero ritorno (graduale) alle vecchie e care stagioni
che però troverebbero un mondo diverso da quello di 30-40 anni fà....
E parlo del Mediterraneo...dunque Italia.
Forse ci siamo....il ritornello continua ....fino alle risposte
della Scienza Ufficiale.
Che attendo.
Uli.
le tesi del sottoscritto alla ricerca della verità sul
riscaldamento globale e sue contraddizioni....
L'articolo, di Luca Angelini, che ringrazio pubblicamente,
segue a ruota altri del buon Alessio Grosso sul tema
da me poi riportato in sede della 'famosa' intervista...
https://www.meteolive.it/news/Sotto-la- ... na-/43043/
Secondo un mio modestissimo parere, questo 2013-2014
si rivelerà fondamentale per capire cosa ci aspetta in futuro....
Segni inequivocabili di 'qualcosa stà accadendo' in termini
di clima già sono in atto, ma per dire se e come cambierà
è la domandona che ci dobbiamo umilmente porre da oggi
in poi....
Bè...io un'idea l'ho tante volte espressa, come l'oldstyle...
ovvero ritorno (graduale) alle vecchie e care stagioni
che però troverebbero un mondo diverso da quello di 30-40 anni fà....
E parlo del Mediterraneo...dunque Italia.
Forse ci siamo....il ritornello continua ....fino alle risposte
della Scienza Ufficiale.
Che attendo.
Uli.
Due parole sui cambiamenti climatici: l'atmosfera, gli oceani, i vulcani, i continenti fanno tutti parte di un complesso sitema concepito per consentire una temperatura media sul globo di circa 15°C, accumulando e rilasciando l'energia che il sole giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno e così via, rilascia da circa 4 miliardi di anni. E' uno scambio continuo ed il pianeta come un corpo umano respira, si riscalda, suda, si raffredda dando luogo ai cosiddetti cicli climatici. Tutto questo si può riassumere con una sola parola: perfetto equilibrio termo dinamico. Purtroppo abbiamo una vita troppo breve per estendere l'osservazione ed anche la nostra memoria storica a periodi di tempo sufficientemente lunghi, così come i super cervelloni elettronici non hanno ancora dati a sufficienza per creare modelli climatici veramente attendibili sui modi e i tempi dei cambiamenti climatici. Stiamo assistendo o meno ad un cambiamento climatico? Se si, qual'è la causa? Nessuno lo sà, e se qualcuno ha la presunzione di affermare il contrario, può solo tirare ad indovinare, in quanto non è possibile su periodi di alcune decine d'anni stabilire assunti o postulati. Allora, sono solo chiacchiere al vento? No, è sufficiente tornare ad un concetto semplicissimo, quello di cui scrivevo sopra, ovvero l'equilibrio insito in sè in ogni ecosistema naturale (che peraltro consente la vita, cosa mica da poco). Se l'uomo, con la sua frenetica attività, con i suoi modelli di sviluppo tanto in voga nel 20° secolo, va ad alterare questo equilibrio, cosa pensate che possa accadere? Ma soprattutto, domanda fondamentale, quanto è necessario del suo operato per modificare irreversibilmente l'andamento dei processi naturali? Si guarda sempre al sole, ed è giusto, si guarda al ciclo delle macchie, ed è giusto, ma si dimentica che il ciclo undecennale contribuisce a meno dello 0,1% alle variazioni di energia irradiata verso il pianeta terra. Quindi, se una variazione così statisticamente insignificante, può provocare, a detta di alcuni, significativi cambiamenti climatici, quali conseguenze possono avere l'immissione in atmosfera di tonnellate e tonnellate di idrocarburi accumulati nel sottosuolo nell'arco di diverse ere geologiche? Si sfruttano le risorse del pianeta a nome di un modello economico di progresso che fa acqua da tutte le parti, e questo sfruttamento sta avvenendo in tempi rapidissimi, pensate che non ci saranno mai conseguenze per il pianeta? Secondo mè negare questo significa semplicemente mettersi un paraocchi, e lasciare che siano i nostri figli e i nostri nipoti a dover affrontarne le conseguenze appunto. Ho speso i miei due cent, ora mettetemi pure alla gogna 
La correlazione tra energia solare e clima non sembra essere in discussione per nessun scienziato (anche per i più esposti verso l'antropicità delle cause del cambiamento climatico), quindi non sono 'alcuni'.twuister ha scritto: ma si dimentica che il ciclo undecennale contribuisce a meno dello 0,1% alle variazioni di energia irradiata verso il pianeta terra. Quindi, se una variazione così statisticamente insignificante, può provocare, a detta di alcuni, significativi cambiamenti climatici, quali conseguenze possono avere l'immissione in atmosfera di tonnellate e tonnellate di idrocarburi accumulati nel sottosuolo nell'arco di diverse ere geologiche?
Senza perdermi nel trovare riscontri sulla tua percentuale dello 0,1% che prendo per buona, c'è da chiedersi se una perdurante quiescenza del sole possa invece avere effetti più significativi.
Il seguente concetto esposto rappresenta il mainstream, ma non ci si ricorda che la CO2 in atmosfera è stato di 12 volte superiore durante una glaciazione nel paleozoico (non ricordo quando..comunque il web è pieno di grafici con gli andamenti temperatura/co2).
Lo so...sembra facile il 2 + 2, purtroppo non sappiamo quasi nulla degli inneschi dei cambiamenti climatici e cosa la terra si scrolli di dosso facilmente.
Sempre rispettosamente,
Infatti non ho messo in discussione la correlazione tra energia solare e clima, tant'è che il sole è la macchina termica del sistema clima terrestre, il quale si regola attraverso oceani continenti atmosfera foreste ecc...come scritto sopra. Il punto che volevo sottolineare è l'equilibrio di tutto il sistema, in cui le oscillazioni undecennali od anche più ampie dell'attività solare fanno parte di tale sistema, in quanto sono naturali. La forzante antropica è invece una forzante esterna e non naturale, e per il semplice principio di prudenza non va assolutamente sottovalutata. Se io fumando corro il rischio di contrarre il cancro, anche se non ne ho la prova scientifica, smetto di fumare per il semplice principio di prudenza in quanto la mia salute è un bene superiore. In maniera simile se allo stato delle attuali conoscenze l'effetto serra è il principale imputato del riscaldamento globale, non posso non tenerne conto, anche se ancora non abbiamo prove scientifiche incontrovertibili, ci mancherebbe che affermassi questo, non sono di certo un serrista od ambientalista convinto. Faccio solo riflessioni e ragiono su causa ed effetto, niente di più. La % di variazione di incidenza dell'energia solare provocata dai cicli undecennali l'ho letta in una nota rivista di carattere astronomico che alcuni mesi fa trattava questo argomento in maniera molto approfondita prendendo a riferimento dati della Nasa (quindi una fonte non di parte) 
Cordialmente
Cordialmente
La tua riflessione non è certo priva di buon senso, ma i disastri paventati 6 anni fa non si stanno realizzando, per contro il ghiaccio artico è in crescita, così come per la temperatura globale che negli ultimi 10 anni è in lieve discesa (sempre segno + se si prende in esame l'ultimo trentennio, ovviamente).twuister ha scritto:Infatti non ho messo in discussione la correlazione tra energia solare e clima, tant'è che il sole è la macchina termica del sistema clima terrestre, il quale si regola attraverso oceani continenti atmosfera foreste ecc...come scritto sopra. Il punto che volevo sottolineare è l'equilibrio di tutto il sistema, in cui le oscillazioni undecennali od anche più ampie dell'attività solare fanno parte di tale sistema, in quanto sono naturali. La forzante antropica è invece una forzante esterna e non naturale, e per il semplice principio di prudenza non va assolutamente sottovalutata. Se io fumando corro il rischio di contrarre il cancro, anche se non ne ho la prova scientifica, smetto di fumare per il semplice principio di prudenza in quanto la mia salute è un bene superiore. In maniera simile se allo stato delle attuali conoscenze l'effetto serra è il principale imputato del riscaldamento globale, non posso non tenerne conto, anche se ancora non abbiamo prove scientifiche incontrovertibili, ci mancherebbe che affermassi questo, non sono di certo un serrista od ambientalista convinto. Faccio solo riflessioni e ragiono su causa ed effetto, niente di più. La % di variazione di incidenza dell'energia solare provocata dai cicli undecennali l'ho letta in una nota rivista di carattere astronomico che alcuni mesi fa trattava questo argomento in maniera molto approfondita prendendo a riferimento dati della Nasa (quindi una fonte non di parte)
Cordialmente
Nella mia risposta sostenevo che il prolungato periodo dormiente del sole potesse influire ben maggiormente di quanto faccia il normale ciclo undicennale. Questa non è l'opinione di un nessuno come me, ma è ciò che qualsiasi scienziato ritiene.
Nel tempo mi sono persuaso che i danni che stiamo provocando siano ingenti, ma tendo a credere che la deforestazione, la violenza sul territorio che ad ogni alluvione ci ricorda quanto siamo scellerati..siano cause dei veri drammi ritenuti mali necessari per il rigonfiamento delle solite tasche.
Fa piacere comunque conversare senza animosità come invece vedo accadere in molti lidi
Ciao Giamo64 , condivido quanto hai detto , è vero che l' effetto Antropico è evidente , con inquinamento e cambiamenti nelle condizioni meteo microclimatiche , cambio uso del suolo , con alcuna fenomenologia più accentuata , più estremi , esempio le piogge " bombe d'acqua " in zone limitate enorme quantità pluviometrica.giamo64 ha scritto:La tua riflessione non è certo priva di buon senso, ma i disastri paventati 6 anni fa non si stanno realizzando, per contro il ghiaccio artico è in crescita, così come per la temperatura globale che negli ultimi 10 anni è in lieve discesa (sempre segno + se si prende in esame l'ultimo trentennio, ovviamente).twuister ha scritto:Infatti non ho messo in discussione la correlazione tra energia solare e clima, tant'è che il sole è la macchina termica del sistema clima terrestre, il quale si regola attraverso oceani continenti atmosfera foreste ecc...come scritto sopra. Il punto che volevo sottolineare è l'equilibrio di tutto il sistema, in cui le oscillazioni undecennali od anche più ampie dell'attività solare fanno parte di tale sistema, in quanto sono naturali. La forzante antropica è invece una forzante esterna e non naturale, e per il semplice principio di prudenza non va assolutamente sottovalutata. Se io fumando corro il rischio di contrarre il cancro, anche se non ne ho la prova scientifica, smetto di fumare per il semplice principio di prudenza in quanto la mia salute è un bene superiore. In maniera simile se allo stato delle attuali conoscenze l'effetto serra è il principale imputato del riscaldamento globale, non posso non tenerne conto, anche se ancora non abbiamo prove scientifiche incontrovertibili, ci mancherebbe che affermassi questo, non sono di certo un serrista od ambientalista convinto. Faccio solo riflessioni e ragiono su causa ed effetto, niente di più. La % di variazione di incidenza dell'energia solare provocata dai cicli undecennali l'ho letta in una nota rivista di carattere astronomico che alcuni mesi fa trattava questo argomento in maniera molto approfondita prendendo a riferimento dati della Nasa (quindi una fonte non di parte)
Cordialmente
Nella mia risposta sostenevo che il prolungato periodo dormiente del sole potesse influire ben maggiormente di quanto faccia il normale ciclo undicennale. Questa non è l'opinione di un nessuno come me, ma è ciò che qualsiasi scienziato ritiene.
Nel tempo mi sono persuaso che i danni che stiamo provocando siano ingenti, ma tendo a credere che la deforestazione, la violenza sul territorio che ad ogni alluvione ci ricorda quanto siamo scellerati..siano cause dei veri drammi ritenuti mali necessari per il rigonfiamento delle solite tasche.
Fa piacere comunque conversare senza animosità come invece vedo accadere in molti lidi
ma come dicono Climatologi e Scienziati , a livello Atmosferico hanno poco significato . E ' principalmente l'energia Solare ,..e gli Oceani che occupano oltre il 70% del ns. Pianeta , a governare il Clima .
nell'ambiente Scientifico ci sono opinioni divergenti circa le cause del cambiamento Climatico .
Da wikipedia:
Attività solare e variazioni del clima terrestre
Da sempre la comunità scientifica ha riconosciuto nel Sole l'elemento che fornisce la quasi totalità dell'energia che muove le dinamiche climatiche terrestri (venti, piogge, correnti oceaniche, movimenti delle nuvole e delle masse d'aria...) Più complicato è stato trovare quanto e come l'attività del Sole influisca oggi sulle variazioni del clima terrestre. Fino a qualche anno fa la quasi totalità della comunità scientifica internazionale, sulla base della ricostruzione del clima da parte dei modelli, aveva maturato la convinzione che da sole le variazioni più o meno periodiche nella intensità della radiazione solare, non riuscirebbero a giustificate il forte riscaldamento attuale perché al più potevano provocare fluttuazioni di non più di 0.2 °C nel clima terrestre nell’arco di qualche decennio. Tuttavia oggigiorno molti studiosi fanno notare che l’influenza del Sole sul clima della Terra si esplica, non tanto attraverso le fluttuazioni – modeste - della quantità di energia solare in arrivo sul pianeta, quanto piuttosto attraverso un meccanismo più complesso legato all’attività solare. L’attività del Sole, infatti, viene misurata non in base alla quantità di energia irradiata nello spazio dalla nostra stella ma quanto piuttosto dal numero di macchie solari (Sunspot Number) che compaiono sulla sua superficie e che raggiungono un valore massimo ogni 11-12 anni.
Approfonditi studi portati a termine nel 2009 da scienziati statunitensi e tedeschi del National Center for Atmospheric Research (NCAR) a Boulder, Colorado, avvalendosi di più di un secolo di osservazioni meteorologiche e delle tecnologie più avanzate attualmente disponibili, sono riusciti a dimostrare come avviene tale legame tra attività solare e fluttuazione del clima terrestre, spiegando in dettaglio la complessa interazione tra la radiazione solare, l’atmosfera e l’oceano.
I risultati degli studi, pubblicati sul Journal of Climate e su Science, dimostrano come anche un piccolo aumento di attività solare influenza in maniera determinante l'area tropicale e le precipitazioni di tutto il globo terrestre. In particolare gli effetti di una maggiore attività solare si fanno sentire in maniera forte nel riscaldamento della troposfera tropicale (dove aumenta la quantità di ozono prodotta dai raggi UVA), nell'aumento della forza dei venti alisei, nell'aumento dell'evaporazione nella zona equatoriale e nell'aumento dell'annuvolamento e delle precipitazioni. Lo studio rileva come ci sia una indubbia associazione fra il periodico picco dell'attività solare e lo schema delle precipitazioni e della temperatura superficiale delle acque del Pacifico. Il modello messo a punto dai ricercatori mostra anche le influenze che i picchi solari hanno con due importanti fenomeni collegati al clima: La Niña e El Niño che sono originati da eventi associati ai cambiamenti nella temperatura delle acque superficiali del Pacifico orientale. In particolare l'attività solare risulta influire su La Niña e El Niño, rafforzandoli o contrastandoli[1].
Molti climatologi ritengono che, al fine di comprendere meglio i meccanismi legati ai cambiamenti climatici e per rendere più affidabile gli scenari climatici futuri, tali studi sono importanti per capire la base naturale della variabilità climatica e per comprendere come la variabilità climatica naturale, in tempi diversi, sia significativamente influenzata dal sole[2].
Raggi cosmici e attività solare
Un’altra importante relazione è stata osservata tra il flusso dei raggi cosmici che arrivano sulla Terra e l’aumento o diminuzione della copertura nuvolosa terrestre. A sua volta il flusso di particelle cosmiche che giungono sulla Terra varia con il variare dell’attività solare. Quando l’attività solare aumenta, aumenta anche il vento solare, un flusso di particelle cariche che propaga nello spazio insieme al suo forte campo magnetico. Ma tale campo magnetico posto tra il Sole e la Terra deflette i raggi cosmici, velocissime particelle cariche provenienti dal sole e dallo spazio intergalattico, i quali, stante la loro elevata energia di urto, hanno la proprietà di ionizzare l’atmosfera, specie là dove questa è più densa (e quindi gli urti sono più numerosi) ovvero nella parte più prossima al suolo. Le molecole d’aria elettrizzate dai raggi cosmici sono però, insieme al pulviscolo atmosferico, nuclei privilegiati per coagulare su di sé il vapore acqueo circostante, favorendo in tal modo la formazione di nubi nella bassa atmosfera. A sua volta, le nubi basse hanno la proprietà di raffreddare la Terra. Quindi quando l’attività solare è più intensa l’atmosfera ha meno copertura nuvolosa perché i raggi cosmici saranno maggiormente deviati dal vento solare così che maggiore energia giunge fino alla superficie terrestre (contribuendo così al riscaldamento climatico). Invece quando l’attività solare è più debole sarà maggiore la copertura nuvolosa dell’atmosfera terrestre per cui diminuisce l’energia che arriva sino alla superficie, energia che viene respinta dalle nuvole. In quest’ultimo caso diminuisce il riscaldamento climatico[3].
Analizzando la situazione attuale vediamo come l’attività solare sia aumentata nel corso degli ultimi 300 anni e in particolare negli ultimi 50 anni. Negli ultimi 30 anni l’aumento dell’attività solare ha tenuto lontano dalla Terra gran parte dei raggi cosmici e quindi vi è stata una minore formazione di nubi in prossimità del suolo e questo spiegherebbe, insieme ad altri fattori, il forte riscaldamento della Terra degli ultimi decenni. Ma nell’ultimo decennio l’attività solare sembra aver subito un lento declino. Anzi il sole, nel suo ciclo undecennale, dopo avere raggiunto il minimo di attività nelle macchie solari 3.5 anni fa - considerando che nel precedente paragrafo si parla di "recenti studi completati nel 2009" si dovrebbe desumere che questa pagina sia databile al 2010, quindi 3,5 anni fa significa all'incirca il 2006-2007[non chiaro] - al momento ha dato solo timidi segnali di risveglio. Dal 2004 ad oggi[quando?] sono stati 777 i giorni senza macchie, contro una media di 485. Negli ultimi 100 anni soltanto tra il 1911 e il 1914 il sole era stato così eccezionalmente pigro. Questa circostanza giustificherebbe l’improvviso aumento della nuvolosità bassa negli ultimi anni[4].
riferimenti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Attivit%C3%A0_solare
http://it.wikipedia.org/wiki/Sole#Ciclo_solare
Uli.
Attività solare e variazioni del clima terrestre
Da sempre la comunità scientifica ha riconosciuto nel Sole l'elemento che fornisce la quasi totalità dell'energia che muove le dinamiche climatiche terrestri (venti, piogge, correnti oceaniche, movimenti delle nuvole e delle masse d'aria...) Più complicato è stato trovare quanto e come l'attività del Sole influisca oggi sulle variazioni del clima terrestre. Fino a qualche anno fa la quasi totalità della comunità scientifica internazionale, sulla base della ricostruzione del clima da parte dei modelli, aveva maturato la convinzione che da sole le variazioni più o meno periodiche nella intensità della radiazione solare, non riuscirebbero a giustificate il forte riscaldamento attuale perché al più potevano provocare fluttuazioni di non più di 0.2 °C nel clima terrestre nell’arco di qualche decennio. Tuttavia oggigiorno molti studiosi fanno notare che l’influenza del Sole sul clima della Terra si esplica, non tanto attraverso le fluttuazioni – modeste - della quantità di energia solare in arrivo sul pianeta, quanto piuttosto attraverso un meccanismo più complesso legato all’attività solare. L’attività del Sole, infatti, viene misurata non in base alla quantità di energia irradiata nello spazio dalla nostra stella ma quanto piuttosto dal numero di macchie solari (Sunspot Number) che compaiono sulla sua superficie e che raggiungono un valore massimo ogni 11-12 anni.
Approfonditi studi portati a termine nel 2009 da scienziati statunitensi e tedeschi del National Center for Atmospheric Research (NCAR) a Boulder, Colorado, avvalendosi di più di un secolo di osservazioni meteorologiche e delle tecnologie più avanzate attualmente disponibili, sono riusciti a dimostrare come avviene tale legame tra attività solare e fluttuazione del clima terrestre, spiegando in dettaglio la complessa interazione tra la radiazione solare, l’atmosfera e l’oceano.
I risultati degli studi, pubblicati sul Journal of Climate e su Science, dimostrano come anche un piccolo aumento di attività solare influenza in maniera determinante l'area tropicale e le precipitazioni di tutto il globo terrestre. In particolare gli effetti di una maggiore attività solare si fanno sentire in maniera forte nel riscaldamento della troposfera tropicale (dove aumenta la quantità di ozono prodotta dai raggi UVA), nell'aumento della forza dei venti alisei, nell'aumento dell'evaporazione nella zona equatoriale e nell'aumento dell'annuvolamento e delle precipitazioni. Lo studio rileva come ci sia una indubbia associazione fra il periodico picco dell'attività solare e lo schema delle precipitazioni e della temperatura superficiale delle acque del Pacifico. Il modello messo a punto dai ricercatori mostra anche le influenze che i picchi solari hanno con due importanti fenomeni collegati al clima: La Niña e El Niño che sono originati da eventi associati ai cambiamenti nella temperatura delle acque superficiali del Pacifico orientale. In particolare l'attività solare risulta influire su La Niña e El Niño, rafforzandoli o contrastandoli[1].
Molti climatologi ritengono che, al fine di comprendere meglio i meccanismi legati ai cambiamenti climatici e per rendere più affidabile gli scenari climatici futuri, tali studi sono importanti per capire la base naturale della variabilità climatica e per comprendere come la variabilità climatica naturale, in tempi diversi, sia significativamente influenzata dal sole[2].
Raggi cosmici e attività solare
Un’altra importante relazione è stata osservata tra il flusso dei raggi cosmici che arrivano sulla Terra e l’aumento o diminuzione della copertura nuvolosa terrestre. A sua volta il flusso di particelle cosmiche che giungono sulla Terra varia con il variare dell’attività solare. Quando l’attività solare aumenta, aumenta anche il vento solare, un flusso di particelle cariche che propaga nello spazio insieme al suo forte campo magnetico. Ma tale campo magnetico posto tra il Sole e la Terra deflette i raggi cosmici, velocissime particelle cariche provenienti dal sole e dallo spazio intergalattico, i quali, stante la loro elevata energia di urto, hanno la proprietà di ionizzare l’atmosfera, specie là dove questa è più densa (e quindi gli urti sono più numerosi) ovvero nella parte più prossima al suolo. Le molecole d’aria elettrizzate dai raggi cosmici sono però, insieme al pulviscolo atmosferico, nuclei privilegiati per coagulare su di sé il vapore acqueo circostante, favorendo in tal modo la formazione di nubi nella bassa atmosfera. A sua volta, le nubi basse hanno la proprietà di raffreddare la Terra. Quindi quando l’attività solare è più intensa l’atmosfera ha meno copertura nuvolosa perché i raggi cosmici saranno maggiormente deviati dal vento solare così che maggiore energia giunge fino alla superficie terrestre (contribuendo così al riscaldamento climatico). Invece quando l’attività solare è più debole sarà maggiore la copertura nuvolosa dell’atmosfera terrestre per cui diminuisce l’energia che arriva sino alla superficie, energia che viene respinta dalle nuvole. In quest’ultimo caso diminuisce il riscaldamento climatico[3].
Analizzando la situazione attuale vediamo come l’attività solare sia aumentata nel corso degli ultimi 300 anni e in particolare negli ultimi 50 anni. Negli ultimi 30 anni l’aumento dell’attività solare ha tenuto lontano dalla Terra gran parte dei raggi cosmici e quindi vi è stata una minore formazione di nubi in prossimità del suolo e questo spiegherebbe, insieme ad altri fattori, il forte riscaldamento della Terra degli ultimi decenni. Ma nell’ultimo decennio l’attività solare sembra aver subito un lento declino. Anzi il sole, nel suo ciclo undecennale, dopo avere raggiunto il minimo di attività nelle macchie solari 3.5 anni fa - considerando che nel precedente paragrafo si parla di "recenti studi completati nel 2009" si dovrebbe desumere che questa pagina sia databile al 2010, quindi 3,5 anni fa significa all'incirca il 2006-2007[non chiaro] - al momento ha dato solo timidi segnali di risveglio. Dal 2004 ad oggi[quando?] sono stati 777 i giorni senza macchie, contro una media di 485. Negli ultimi 100 anni soltanto tra il 1911 e il 1914 il sole era stato così eccezionalmente pigro. Questa circostanza giustificherebbe l’improvviso aumento della nuvolosità bassa negli ultimi anni[4].
riferimenti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Attivit%C3%A0_solare
http://it.wikipedia.org/wiki/Sole#Ciclo_solare
Uli.
Caro Robert,robert ha scritto:Ciao Giamo64 , condivido quanto hai detto , è vero che l' effetto Antropico è evidente , con inquinamento e cambiamenti nelle condizioni meteo microclimatiche , cambio uso del suolo , con alcuna fenomenologia più accentuata , più estremi , esempio le piogge " bombe d'acqua " in zone limitate enorme quantità pluviometrica.giamo64 ha scritto:La tua riflessione non è certo priva di buon senso, ma i disastri paventati 6 anni fa non si stanno realizzando, per contro il ghiaccio artico è in crescita, così come per la temperatura globale che negli ultimi 10 anni è in lieve discesa (sempre segno + se si prende in esame l'ultimo trentennio, ovviamente).twuister ha scritto:Infatti non ho messo in discussione la correlazione tra energia solare e clima, tant'è che il sole è la macchina termica del sistema clima terrestre, il quale si regola attraverso oceani continenti atmosfera foreste ecc...come scritto sopra. Il punto che volevo sottolineare è l'equilibrio di tutto il sistema, in cui le oscillazioni undecennali od anche più ampie dell'attività solare fanno parte di tale sistema, in quanto sono naturali. La forzante antropica è invece una forzante esterna e non naturale, e per il semplice principio di prudenza non va assolutamente sottovalutata. Se io fumando corro il rischio di contrarre il cancro, anche se non ne ho la prova scientifica, smetto di fumare per il semplice principio di prudenza in quanto la mia salute è un bene superiore. In maniera simile se allo stato delle attuali conoscenze l'effetto serra è il principale imputato del riscaldamento globale, non posso non tenerne conto, anche se ancora non abbiamo prove scientifiche incontrovertibili, ci mancherebbe che affermassi questo, non sono di certo un serrista od ambientalista convinto. Faccio solo riflessioni e ragiono su causa ed effetto, niente di più. La % di variazione di incidenza dell'energia solare provocata dai cicli undecennali l'ho letta in una nota rivista di carattere astronomico che alcuni mesi fa trattava questo argomento in maniera molto approfondita prendendo a riferimento dati della Nasa (quindi una fonte non di parte)
Cordialmente
Nella mia risposta sostenevo che il prolungato periodo dormiente del sole potesse influire ben maggiormente di quanto faccia il normale ciclo undicennale. Questa non è l'opinione di un nessuno come me, ma è ciò che qualsiasi scienziato ritiene.
Nel tempo mi sono persuaso che i danni che stiamo provocando siano ingenti, ma tendo a credere che la deforestazione, la violenza sul territorio che ad ogni alluvione ci ricorda quanto siamo scellerati..siano cause dei veri drammi ritenuti mali necessari per il rigonfiamento delle solite tasche.
Fa piacere comunque conversare senza animosità come invece vedo accadere in molti lidi
ma come dicono Climatologi e Scienziati , a livello Atmosferico hanno poco significato . E ' principalmente l'energia Solare ,..e gli Oceani che occupano oltre il 70% del ns. Pianeta , a governare il Clima .
nell'ambiente Scientifico ci sono opinioni divergenti circa le cause del cambiamento Climatico .
certo, i danni di cui ho accennato non hanno impatto con il clima, ma sono le cause antropiche che più mi angustiano.
Per quanto riguarda le cause dei cambiamenti climatici, è senz'altro vero che le ipotesi divergono, ma essendo per tutti il sole il grande motore del nostro clima, nessuno può esimersi dal tenerne conto...di fatto anche per i serristi, la battura d'arresto del GW è da imputarsi alla quiescenza solare, visto che la CO2 aumenta.
Con stima,
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Per Uli e per tutti: quale 3D migliore per postare un altro contributo interessante di un nostro vecchio utente, con il quale mi sento spesso in privato per parlare di meteo & dintorni
L'attuale fascino metereologico dell'Europa Nord Occidentale
Alcune brevi considerazioni sul trend climatico che da qualche anno interesssa la Francia centro settentrionale e il Regno Unito. A parte la bellezza naturalistica di posti come l'Irlanda, la Scozia, l'Inghilterra, la Bretagna, la Normandia o di città come Dublino, Londra, Parigi, che meritano sempre di essere visitati, pare conclamato un trend climatico, almeno a partire dal 2005/2006, votato a inverni con diversi episodi in grande stile di neve e gelo e con estati sufficientemente gradevoli con periodi miti alternati a episodi molto freschi di rottura. Inoltre le stagioni di mezzo, autunno e primavera, regalano scenari davvero suggestivi per gli amanti del clima scoppiettante ccon passaggi pertubati che in alcuni casi portano a episodi anche nevosi prima dell'inverno metereologico o anche nel mese di marzo.
La neve da qualche anno compare più di una volta in pianura con spessori importanti in Scozia, Irlanda, Gran Bretagna, Normandia...Londra imbiancata, se prima degli anni 2000 era cosa effettivamente rara, oggi è quasi una regola oltre a diverse giornate di gelo vero con minime ragguardevoli se solo si pensa che queste zone dovrebbero essere mitigate dalla Corrente del Golfo. L'episodio nevoso della scorsa fine inverno in Normandia, ad esempio, è stato tra gli eventi meteo più altamente spettacolari degli ultimi anni regalando a quelle coste battute da venti tempestosi un fascino d'altri tempi.
Insomma posti "paradisiaci" per un amante del freddo, della neve e degli eventi atmosferici senza raggiungere i livelli estremi e spesso esagerati degli Stati Uniti, e meterologicamente più vivaci dell'Europa centro orientale dove o si cade nel gelo estremo o in ondate di caldo anomalo.
Posti raggiungibili con due ore di volo dall'Italia per evadere da un clima mediterraneo che sembra invece un altro mondo, specie per il centro e il sud.
Con queste riflessioni esprimo anche la condivisione sulla vecchia idea del forumista Ulisse sul GC europeo che trova nel clima di queste aree da quasi un decennio delle prove concrete e tangibili, mentre dissento totalemnte da tutte le sue restanti tesi.
Saluti.
Iniestas
L'attuale fascino metereologico dell'Europa Nord Occidentale
Alcune brevi considerazioni sul trend climatico che da qualche anno interesssa la Francia centro settentrionale e il Regno Unito. A parte la bellezza naturalistica di posti come l'Irlanda, la Scozia, l'Inghilterra, la Bretagna, la Normandia o di città come Dublino, Londra, Parigi, che meritano sempre di essere visitati, pare conclamato un trend climatico, almeno a partire dal 2005/2006, votato a inverni con diversi episodi in grande stile di neve e gelo e con estati sufficientemente gradevoli con periodi miti alternati a episodi molto freschi di rottura. Inoltre le stagioni di mezzo, autunno e primavera, regalano scenari davvero suggestivi per gli amanti del clima scoppiettante ccon passaggi pertubati che in alcuni casi portano a episodi anche nevosi prima dell'inverno metereologico o anche nel mese di marzo.
La neve da qualche anno compare più di una volta in pianura con spessori importanti in Scozia, Irlanda, Gran Bretagna, Normandia...Londra imbiancata, se prima degli anni 2000 era cosa effettivamente rara, oggi è quasi una regola oltre a diverse giornate di gelo vero con minime ragguardevoli se solo si pensa che queste zone dovrebbero essere mitigate dalla Corrente del Golfo. L'episodio nevoso della scorsa fine inverno in Normandia, ad esempio, è stato tra gli eventi meteo più altamente spettacolari degli ultimi anni regalando a quelle coste battute da venti tempestosi un fascino d'altri tempi.
Insomma posti "paradisiaci" per un amante del freddo, della neve e degli eventi atmosferici senza raggiungere i livelli estremi e spesso esagerati degli Stati Uniti, e meterologicamente più vivaci dell'Europa centro orientale dove o si cade nel gelo estremo o in ondate di caldo anomalo.
Posti raggiungibili con due ore di volo dall'Italia per evadere da un clima mediterraneo che sembra invece un altro mondo, specie per il centro e il sud.
Con queste riflessioni esprimo anche la condivisione sulla vecchia idea del forumista Ulisse sul GC europeo che trova nel clima di queste aree da quasi un decennio delle prove concrete e tangibili, mentre dissento totalemnte da tutte le sue restanti tesi.
Saluti.
Iniestas
Quello sottolineato in rosso da Ulisse conferma quanto dicevo, ovvero che le normali fluttuazioni sono pressochè ininfluenti sui grandi cambiamenti climatici. Ora rimane da capire come fasi prolungate di sole dormiente possano raffreddare oppure fasi viceversa di super attività possano scaldare, e quanto possa contribuire a questo meccanismo la forzante antropica. Se anche venisse dimostrato che le tonnellate di CO2 immesse in atmosfera non hanno nessun effetto a livello macro-climatico (questo però mi è difficile da afferrare in quanto ogni singola azione produce sempre un effetto, questo avviene da sempre, a livello sia di singoli individui sia della collettività), abbiamo comunque il dovere di limitare se non eliminare tale influenza antropica. L'effetto serra, perchè questo è il nocciolo del problema, esiste già in maniera del tutto naturale, il vapore acqueo ne è il principale agente, nessuno contesta questo, neppure i più accaniti negazionisti (scusatemi il termine, spero che nessuno si senta chiamato in causa o offeso), eppure basta guardare l'atmosfera di Venere per rendersi conto quanto l'effetto serra, se amplificato in maniera irresponsabile, possa fare danni. Guardate che Venere si trova nella fascia di abitabilità ed è il pianeta gemello della terra, ma a causa proprio dell'effetto serra è un pianeta infernale. Ok Ok sto esagerando, non si arriverà mai a Venere per fortuna dei nostri figli e nipoti, tuttavia, visto che l'uomo/genere umano è un essere dotato di lungimiranza, bisogna fin da subito prevenire e contrastare ogni tipo di forzante che potrebbe anche solo innescare qualche reazione a catena imprevista. Mi scuso se ho tediato qualcuno con le mie chiacchiere, alla base di tutto ci deve sempre essere un principio di prudenza, sinceramente chi dice che nel Medioevo era più caldo di adesso e non c'era effetto serra antropico, rispondo che è un discorso da irresponsabili, e che mi sembra tanto un nascondere la testa sotto la sabbia. Il progresso del genere umano passa anche e soprattutto attraverso la ricerca di nuovi modelli di sviluppo economico, che vadano oltre la vecchia concezione di fonti energetiche, che inquinano molto a livello di piccola scala (dimostrato) e potrebbero fare danni molto maggiori su vasta scala (non dimostrato, ma ahimè il principio di prudenza deve svegliare le anime e le coscienze di tutti).
Un saluto
Un saluto
Ultima modifica di twuister il mer set 18, 2013 9:59 am, modificato 1 volta in totale.
twuister ha scritto:Quello sottolineato in rosso da Ulisse conferma quanto dicevo, ovvero che le normali fluttuazioni sono pressochè ininfluenti sul clima. Ora rimane da capire come fasi prolungate di sole dormiente possano raffreddare oppure fasi viceversa di super attività possano scaldare, e quanto possa contribuire a questo meccanismo la forzante antropica. Se anche venisse dimostrato che le tonnellate di CO2 immesse in atmosfera non hanno nessun effetto a livello macro-climatico (questo però mi è difficile da afferrare in quanto ogni singola azione produce sempre un effetto, questo avviene da sempre, a livello sia di singoli individui sia della collettività), abbiamo comunque il dovere di limitare se non eliminare tale influenza antropica. L'effetto serra, perchè questo è il nocciolo del problema, esiste già in maniera del tutto naturale, il vapore acqueo ne è il principale agente, nessuno contesta questo, neppure i più accaniti negazionisti (scusatemi il termine, spero che nessuno si senta chiamato in causa o offeso), eppure basta guardare l'atmosfera di Venere per rendersi conto quanto l'effetto serra, se amplificato in maniera irresponsabile, possa fare danni. Guardate che Venere si trova nella fascia di abitabilità ed è il pianeta gemello della terra, ma a causa proprio dell'effetto serra è un pianeta infernale. Ok Ok sto esagerando, non si arriverà mai a Venere per fortuna dei nostri figli e nipoti, tuttavia, visto che l'uomo/genere umano è un essere dotato di lungimiranza, bisogna fin da subito prevenire e contrastare ogni tipo di forzante che potrebbe anche solo innescare qualche reazione a catena imprevista. Mi scuso se ho tediato qualcuno con le mie chiacchiere, alla base di tutto ci deve sempre essere un principio di prudenza, sinceramente chi dice che nel Medioevo era più caldo di adesso e non c'era effetto serra antropico, rispondo che è un discorso da irresponsabili, e che mi sembra tanto un nascondere la testa sotto la sabbia. Il progresso del genere umano passa anche e soprattutto attraverso la ricerca di nuovi modelli di sviluppo economico, che vadano oltre la vecchia concezione di fonti energetiche, che inquinano molto a livello di piccola scala (dimostrato) e potrebbero fare danni molto maggiori su vasta scala (non dimostrato, ma ahimè il principio di prudenza deve svegliare le anime e le coscienze di tutti).
Un saluto
il più grande regalo alla terra sarebbe l'estinzione del genere umano sulla cui lungimiranza non ho alcuna fiducia, ma ho fiducia su superbatteri farmacoresistenti
(scusami l'ironia fuori luogo, ma un sorriso ogni tanto non guasta)
Grande iniestas! che saluto cordialmente e ringrazio....erboss ha scritto:Per Uli e per tutti: quale 3D migliore per postare un altro contributo interessante di un nostro vecchio utente, con il quale mi sento spesso in privato per parlare di meteo & dintorni![]()
L'attuale fascino metereologico dell'Europa Nord Occidentale
Alcune brevi considerazioni sul trend climatico che da qualche anno interesssa la Francia centro settentrionale e il Regno Unito. A parte la bellezza naturalistica di posti come l'Irlanda, la Scozia, l'Inghilterra, la Bretagna, la Normandia o di città come Dublino, Londra, Parigi, che meritano sempre di essere visitati, pare conclamato un trend climatico, almeno a partire dal 2005/2006, votato a inverni con diversi episodi in grande stile di neve e gelo e con estati sufficientemente gradevoli con periodi miti alternati a episodi molto freschi di rottura. Inoltre le stagioni di mezzo, autunno e primavera, regalano scenari davvero suggestivi per gli amanti del clima scoppiettante ccon passaggi pertubati che in alcuni casi portano a episodi anche nevosi prima dell'inverno metereologico o anche nel mese di marzo.
La neve da qualche anno compare più di una volta in pianura con spessori importanti in Scozia, Irlanda, Gran Bretagna, Normandia...Londra imbiancata, se prima degli anni 2000 era cosa effettivamente rara, oggi è quasi una regola oltre a diverse giornate di gelo vero con minime ragguardevoli se solo si pensa che queste zone dovrebbero essere mitigate dalla Corrente del Golfo. L'episodio nevoso della scorsa fine inverno in Normandia, ad esempio, è stato tra gli eventi meteo più altamente spettacolari degli ultimi anni regalando a quelle coste battute da venti tempestosi un fascino d'altri tempi.
Insomma posti "paradisiaci" per un amante del freddo, della neve e degli eventi atmosferici senza raggiungere i livelli estremi e spesso esagerati degli Stati Uniti, e meterologicamente più vivaci dell'Europa centro orientale dove o si cade nel gelo estremo o in ondate di caldo anomalo.
Posti raggiungibili con due ore di volo dall'Italia per evadere da un clima mediterraneo che sembra invece un altro mondo, specie per il centro e il sud.
Con queste riflessioni esprimo anche la condivisione sulla vecchia idea del forumista Ulisse sul GC europeo che trova nel clima di queste aree da quasi un decennio delle prove concrete e tangibili, mentre dissento totalemnte da tutte le sue restanti tesi.
Saluti.
Iniestas
anche se dissente (con 'stile'...) su tutto il resto .
Grazie anche a te Simone, che hai postato la testimonianza
di quel 'simpaticone'...se lo senti digli di leggere questa mia risposta.
Uli.