Cambio climatico globale e il Mediterraneo...

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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ulisse55
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Messaggio da ulisse55 »

Giuro! l'articolo sottocitato è di Paolo Bonino... :wink:

https://www.meteolive.it/news/In-primo- ... %20tornerà%20un%20po'%20di%20caldo/42752

...e parliamo di Azzorre, eh! 8)

ps: altro 'piccolo' tassello verso quel change climatico che
attendo da anni....(rif: 'Normalizzazione delle Stagioni' = ...OLDSTYLE)
...forse ci siamo.... :lol:
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ulisse55
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Messaggio da ulisse55 »

Regalo a tutto il forum questa Illustre Riflessione di:
(link:
http://e-learning.dti.unimi.it/Portale/rivista/?p=204)


Ernesto Pedrocchi

Professore di Ingegneria Energetica, Politecnico di Milano


1. Premessa

E’ in corso in tutto il mondo una colossale mistificazione che vuole attribuire il cambiamento climatico in atto alle attività antropiche, in particolare all’uso dei combustibili fossili. Questa posizione si indica con la sigla AGW (Anthropogenic Global Warming). Si vuol far passare come scontato che ci sia a riguardo un unanime consenso scientifico. Questo non è affatto vero; i dubbi riguardo il collegamento tra emissioni antropiche di CO2 e il clima globale sono molti e gli scienziati che non condividono la teoria dell’AGW, i così detti scettici, sono tanti e continuano ad aumentare. Più di 31.000 scienziati ed ingegneri hanno firmato una petizione che afferma il loro dissenso riguardo la AGW (vedi Climate Change Reconsidered in www.NIPCCreport.org). Una recente indagine tra climatologi tedeschi ha rilevato 37% aderenti alla teoria dell’AGW, 36% scettici e i restanti incerti (H. Labohm) . La Manhattan Declaration on Climate Change (2008) contro l’ipotesi del AGW ha già raccolto l’adesione di 1400 personalità del mondo tecnico-economico di cui 800 qualificati in campo tecnico-scientifico. Recentissimamente 60 tra i più quotati scienziati tedeschi, di cui alcuni membri dell’IPCC, hanno scritto una petizione ad Angela Merkel esprimendo il loro dissenso riguardo l’AGW e Marc Morano, un giornalista americano particolarmente sensibile al problema del cambiamento climatico, ha pubblicato una lista di 700 scienziati dissenzienti circa l’AGW. Questi sono solo alcuni esempi di dissenso a riguardo del AGW, tra i tanti ormai presenti in quasi tutti i paesi sviluppati, In tutto il mondo anche la pubblica opinione, pur bombardata da una campagna di messaggi catastrofisti come il film di Al Gore e i documentari di National Geographic e più recentemente dagli allarmi del segretario dell’ONU e del presidente degli US, mostra una forte crescita di scetticismo. .

Malgrado questo stato di fatto, in quasi tutto il mondo è fortemente promossa una strategia di riduzione (mitigazione) delle emissioni antropiche di CO2, che risulta economicamente molto penalizzante specialmente, ma non solo, per i paesi sviluppati e che risulta di dubbio effetto sul futuro del clima. L’UE, che immette in atmosfera solo il 15% della CO2 antropica, è paladina di questa scelta spinta più da motivazioni politiche e ideologiche che da dati scientifici e rischia di isolarsi dal contesto dei paesi sviluppati che hanno posizioni più variegate e meno integraliste. Questa strategia rischia di incidere fortemente sullo sviluppo futuro di tutta l’umanità e di non favorire o addirittura ostacolare altre strategie più opportune per il miglioramento del benessere mondiale. In sostanza si rischia una erronea allocazione di risorse intellettuali ed economiche che potrebbero essere dedicate alla soluzione di tanti gravi problemi che affliggono l’umanità e che il cambiamento climatico potrebbe forse solo acuire. Un panel di superesperti economici, consultato ogni anno da B. Lomborg (Copenhagen Consensus), ha classificato, tra una serie di proposte per migliorare il benessere mondiale, il problema dei cambiamenti climatici al 14° posto, ma la strategia della mitigazione è al 30° (ai primi posti alcune malattie facilmente trattabili e la malnutrizione).

2. Cosa fare per contrastare i possibili danni del cambiamento climatico globale?

Dall’inizio della rivoluzione industriale l’umanità ha progressivamente goduto di una forte crescita dello sviluppo e del benessere, che è stato possibile solo grazie alla disponibilità di energia a basso prezzo. Questa condizione è essenziale anche ora perché specialmente i popoli sottosviluppati possano progredire. L’IEA prevede che per decenni il maggior contributo ai fabbisogni energetici verrà dai combustibili fossili, utilizzati in massima parte dai paesi in via di sviluppo. Pertanto non è immaginabile che si possa contenere l’emissione antropica di CO2. Le strategie proposte per contrastare gli effetti del cambiamento climatico sono diverse, quelle più perseguite sono: la mitigazione delle emissioni di gas serra antropici, l’adattamento ai cambiamenti climatici e la riforestazione.

Ora si punta tutto sulla strategia della mitigazione delle emissioni di gas serra, che ovviamente comporta un gravissimo vincolo alla disponibilità di energia a costi contenuti per i paesi che vi aderiscono, ma che comporta il rischio della delocalizzazione delle industrie energivore con il pericolo di ottenere un risultato globale addirittura negativo. Ovviamente ogni azione atta a promuovere il risparmio energetico e a migliorare l’efficienza di gestione dell’energia, che risulti energeticamente ed economicamente conveniente, deve essere perseguita. Lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, tenendone presenti i limiti intrinseci e i fattori di costo, va pure promosso. E’ inoltre fortemente auspicabile un maggior ricorso all’energia nucleare. La strategia della mitigazione troverebbe giustificazione a livello scientifico solo se ci fosse assoluta certezza che l’aumento di temperatura derivi dall’aumento della concentrazione di CO2 e questo fosse conseguenza dell’utilizzo dei combustibili fossili. Non si può invocare il principio di precauzione in un contesto di incertezza delle conoscenze scientifiche così grave.

Risulterebbe invece molto più sensato percorrere la strategia dell’adattamento che consiste nell’identificare gli effetti dannosi più probabili (come le inondazioni e la carenza di risorse idriche), studiare e progettare interventi graduali di adattamento e protezione e prepararsi con impegno ad attuarli efficacemente. Si tratta di mettere in atto un sistema di protezione civile a livello mondiale che rinforzi la resistenza delle popolazioni più vulnerabili, in generale molto povere .

Questa strategia ha diversi importanti vantaggi:

1) Si agisce su problemi già esistenti, non sempre legati ai cambiamenti climatici, su cui, in ogni caso, è opportuno intervenire. Ad esempio le inondazioni colpiscono in particolare zone costiere con rapido insediamento di nuova popolazione (il caso tipico è il tifone Katrina a New Orleans, in cui si era permesso di costruire abitazioni in aree a grave rischio di inondazione);

2) Gli interventi sono validi sia che la causa dei cambiamenti climatici sia antropica o naturale, mentre nel caso della mitigazione se il cambiamento fosse naturale l’intervento sarebbe praticamente inutile;

3) In generale i tempi di sviluppo di questi fenomeni sono abbastanza lunghi e compatibili con i tempi per interventi di adattamento, mentre per la strategia della mitigazione non si hanno conoscenze sulla dinamica degli effetti;

4) Il riscaldamento globale in atto porta con sé anche benefici. La strategia dell’adattamento permette di contrastare i danni e sfruttare i benefici.

5) La strategia è valida anche se unilaterale, ovvero anche se solo alcuni paesi la perseguono.

Per queste ragioni è molto più probabile che la strategia dell’adattamento sia la strada giusta.



A voi i commenti di rito....

Uli. :wink:
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Messaggio da ulisse55 »

Caro Alessio...

https://www.meteolive.it/news/In-primo- ... ala/42843/

dove termini con:
.....
non è detto che il clima possa sorprenderci con un moderato
"global cooling", o no?


mi trovi assolutamente d'accordo!
E non poteva essere altrimenti....

ps:
un plauso anche a Fabio Vomiero, bell'articolo!

https://www.meteolive.it/news/Editorial ... enza/42856

Renzo. :wink:
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Messaggio da ulisse55 »

Eccovi un regalo del 'Prof':
il documento ufficiale (pubbl. 02/2012) dell’astrofisico russo di
ascendenza uzbeka Habibullo Abdussamatov .

http://icecap.us/images/uploads/abduss_APR.pdf

A voi...traduzione e commenti. Buon lavoro..... :wink:

Uli.
nicodavide
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Messaggio da nicodavide »

Scusate il fuori tema... https://fbcdn-sphotos-h-a.akamaihd.net/ ... 9807_n.jpg ma non si vede spesso nei nostri cieli :)
un saluto Ivano
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ulisse55
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Messaggio da ulisse55 »

Bella regà!
Ieri sui TG nazionali: viticultura in festa in Italia, grande produzione
e ottima qualità dei nostri vigneti e vini tanto da superare la Francia....! 8)
Insomma, l'artefice di ciò , a detta degli intervistati , è stata
la gradualità stagionale 2013 a fare il miracolo....comenavorta.
Bè, l'OLDSTYLE , per i nostri prodotti enologici (e non....) si
è visto e 'sentito', con buona pace dei soliti 'buontemponi'...... :lol:
giamo64
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Messaggio da giamo64 »

ulisse55 ha scritto:Bella regà!
Ieri sui TG nazionali: viticultura in festa in Italia, grande produzione
e ottima qualità dei nostri vigneti e vini tanto da superare la Francia....! 8)
Insomma, l'artefice di ciò , a detta degli intervistati , è stata
la gradualità stagionale 2013 a fare il miracolo....comenavorta.
Bè, l'OLDSTYLE , per i nostri prodotti enologici (e non....) si
è visto e 'sentito', con buona pace dei soliti 'buontemponi'...... :lol:
su questo aspetto direi invece che a cavallo degli anni 80 e 90 si sia verificata una grande rinascita dell'enologia italiana anche grazie all'incremento del contenuto zuccherino che il caldo di quegli anni ha procurato agli acini comportando magari una resa minore, ma a beneficio di maggiore gradazione alcolica.
Non dimentichiamoci che negli anni 70 si utilizzavano i vini del sud per 'tagliare' i più deboli vini nordici.
In Italia non si è mai 'bevuto' bene come negli ultimi 20 anni..sicuramente c'è stata una presa di coscienza del nostro patrimonio vitivinicolo e un distacco dalle precedenti sbagliate tradizioni contadine, ma dobbiamo sicuramente ringraziare anche il nostro sole se i mosti hanno espresso gradazioni così significative.
Da appassionato non posso comunque che essere lieto della tua notizia :D
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Uomo di Langa
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Messaggio da Uomo di Langa »

OT(perdonami ulisse):
-la qualità delle uve non è male,però non so come andrà a finire con nebbioli
e barbere,a maturazione tardiva,perché sono molto indietro.
-il taglio veniva fatto non con i vini del sud,bensì usando pigiati ottenuti da
uve apposta coltivate al sud(specie in Puglia).
-un tenore zuccherino troppo elevato presenta anche dei lati negativi,in
quanto si ottengono vini troppo alcolici e squilibrati perché l'acidità crolla.
giamo64
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Messaggio da giamo64 »

Uomo di Langa ha scritto:OT(perdonami ulisse):
-la qualità delle uve non è male,però non so come andrà a finire con nebbioli
e barbere,a maturazione tardiva,perché sono molto indietro.
-il taglio veniva fatto non con i vini del sud,bensì usando pigiati ottenuti da
uve apposta coltivate al sud(specie in Puglia).
-un tenore zuccherino troppo elevato presenta anche dei lati negativi,in
quanto si ottengono vini troppo alcolici e squilibrati perché l'acidità crolla.
d'accordo su tutto.
fine ot :)
twuister
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Messaggio da twuister »

Bellissimi e interessanti articoli. Ulisse un piccolo consiglio, il titolo o lo fai interamente in italiano o interamente in inglese (Global and Mediterranean climatic change), così suona poco professionale. Senza polemica

:wink:
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ulisse55
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Messaggio da ulisse55 »

twuister ha scritto:Bellissimi e interessanti articoli. Ulisse un piccolo consiglio, il titolo o lo fai interamente in italiano o interamente in inglese (Global and Mediterranean climatic change), così suona poco professionale. Senza polemica

:wink:
Giusta osservazione.
Ho corretto in italiano.
Ciao! :wink:
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ulisse55
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Messaggio da ulisse55 »

Qui
https://www.meteolive.it/news/Climatolo ... el%20golfo
si riparla della CDG....
Condivido la prudenza dell'autore (Luca Angelini) che comprende
la fattibilità del fenomeno illustrato.
Certo è che se fosse appurata la frammentazione della CDG
anche da noi ci sarebbero risvolti....aggiuntivi ad altri.

Uli. :wink:
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Snowblower
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Messaggio da Snowblower »

Avete letto questo?

Negli ultimi giorni molte Nazioni europee hanno goduto di temperature quasi estive e la causa è imputabile ad una particolare configurazione barica che spinge l'aria calda subtropicale verso nord. Ma si tratta, ovviamente, di una situazione temporanea e presto andremo incontro ad un rapido cambiamento.

Secondo molti studiosi vi sono diversi segnali che indicano il prossimo inverno come uno dei più freddi di sempre. Jung va ad aggiungere un ulteriore elemento a supporto di tale ipotesi: una Corrente del Golfo estremamente disturbata.

La "Gulf Stream" è una potente corrente oceanica, che pompa l'acqua calda dal Golfo del Messico lungo le coste orientali del Nord America e attraverso l'Atlantico verso l'Europa, mitigando in tal modo anche il clima della parte nord del vecchio continente.

Jung, a sostegno della sua tesi, mostra due grafici uno di fianco all'altro. Quello di sinistra è del 14 ottobre 2012 e quello di destra del 14 ottobre 2013. "Un anno fa, al largo della costa del Nord America, c'era una forte corrente continua alla quale si potrebbe attribuire ottima salute. Dalla Florida e lungo tutta la costa del Nord America la velocità del flusso era più o meno uniformemente elevata".

"Quest'anno, invece, il flusso appare notevolmente perturbato. Già all'altezza delle coste del Nord America, la velocità è diminuita notevolmente rispetto allo scorso anno (vedi freccia rossa). In alcuni punti anche della metà". Quindi ciò potrebbe avere un impatto sul prossimo inverno in Europa? Jung pensa che questa sia una possibilità reale.

"Per ora non è chiaro quale sia esattamente l'origine dell'anomalia nella velocità del flusso. Naturalmente la Corrente del Golfo rimane intatta e non si interrompe - l'interruzione sarebbe indubbiamente fatale per il nostro clima. In ogni caso il flusso si è ridotto notevolmente e di conseguenza il trasporto di calore verso l'Europa è decisamente inferiore. Tutto ciò sta accadendo proprio prima della stagione invernale. Mai, in questo periodo e negli ultimi 5 anni, la Corrente del Golfo si era mostrata così debole a ridosso del Nord America. Questo potrebbe essere un altro segnale verso un inverno decisamente più freddo del normale".
valavio
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Iscritto il: gio gen 01, 1970 1:00 am
Località: Como

Sono scettico su queste analisi

Messaggio da valavio »

queste illazioni che imperversano in rete tanto per far parlare un po di se...mi lasciano scettico come l'imminente glaciazione del 2014 paventata dal russo col nome impronunciabile, secondo me se ragioniamo con dati alla mano e obiettività non siam alla vigilia di nessuna glaciazione ne lanciati verso l'abisso del riscaldamento globale ad opera antropica, siamo in un periodo di normali fluttuazioni climatiche che sempre ci sono state e sempre ci saranno, ovviamente la PEG probabilmente tornerà è nell'origine delle cose, ma magari tra 150 anni. Teniamo d'occhio il perdurante minimo solare che potrebbe influire molto sul clima dei prossimi anni.
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Messaggio da ulisse55 »

A presto riprenderemo il discorso cambio-clima per
l'area Mediterranea, anche a fronte delle ultime 'evoluzioni'
autunnali che paiono in linea con una stagione che stà
riprendendosi vigorosamente e il passaggio all'Inverno
graduale ed anche in anticipo......
Nel frattempo buone nuove dall'Artico:

https://www.meteolive.it/news/In-primo- ... bre!/43853
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