Oh rabbia.. mi stai raggiungendo con tutti questi tuoi accumuli!eb717 ha scritto:Ah quello sì...finora ho accumulato quasi 825mm dal 1/1!erboss ha scritto:veb717 ha scritto: Qui invece ha fatto un rapido rovescio di non + di 5 minuti, scaricando 2,1mm! HA alzato di parecchio l'umidità (ora 60&) e mi sento comunque tutto appiccicato!
dai che nei prox giorni le tue zone e le fasce pedemontane partono avvantaggiate ;-)i mesi interi di siccità come l'anno scorso per ora sono solo un ricordo!
un'estate molto azzorriana e poco africana?
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
- Troppo Vento
- Messaggi: 2017
- Iscritto il: lun ago 01, 2011 12:33 pm
- Località: Sala Baganza (PR) 180mt
Grazie! Un salto di tanto in tanto lo faccioUomo di Langa ha scritto:Ben ritrovato!crisGE ha scritto:Ma che bella estate questa 2013!!
Niente marciume umido-appicicoso da convergenza africa/atlantico, bensì caldo moderato ma assolutamente non afoso, grazie alle correnti da NE...E la possibilità che qualche cb appenninico di tanto in tanto sconfini in città, la cumulogenesi infatti viene sempre attivata data la presenza di una quota leggermente più vulnerabile, non oppressa dall'africano..Avanti così Estate 2013!![]()
![]()
Concordo!
- antonio s.a
- Messaggi: 1093
- Iscritto il: mer lug 18, 2012 7:22 am
- Località: Teano (CE) Campania
Ora ha scaricato 6mm, ma si sta fermando!Troppo Vento ha scritto:Oh rabbia.. mi stai raggiungendo con tutti questi tuoi accumuli!eb717 ha scritto:Ah quello sì...finora ho accumulato quasi 825mm dal 1/1!erboss ha scritto:v
dai che nei prox giorni le tue zone e le fasce pedemontane partono avvantaggiate ;-)i mesi interi di siccità come l'anno scorso per ora sono solo un ricordo!non mi vorrai sorpassare vero? VERO?
- antonio s.a
- Messaggi: 1093
- Iscritto il: mer lug 18, 2012 7:22 am
- Località: Teano (CE) Campania
- Uomo di Langa
- Forumista senior
- Messaggi: 8808
- Iscritto il: gio dic 01, 2011 3:49 pm
- Località: Alba(CN) 172 m. s.l.m.
[quote="Cor tanga"]Temporale, fulmini con salto della corrente elettrica.......
Son stato al mare dalle 10 a godermi sole, grandi nuotatone e verso le 16 son rientrato...giusto giusto prima di questo rompipal.. di cumulonembo
Se deve piove lo facesse durante la settimana...[/quote]
Prendi contatto con il tempo..gli scrivi:"Caro tempo ti scrivo,così mi distraggo un po'.Senti,puoi ammucchiare tutti i temporali in settimana così la Domenica posso stare in spiaggia?"
Sono sicuro che ti risponderà...
Un td iniziato bene è svaccato per le paturnie di un super caldofilo.
Son stato al mare dalle 10 a godermi sole, grandi nuotatone e verso le 16 son rientrato...giusto giusto prima di questo rompipal.. di cumulonembo
Se deve piove lo facesse durante la settimana...[/quote]
Prendi contatto con il tempo..gli scrivi:"Caro tempo ti scrivo,così mi distraggo un po'.Senti,puoi ammucchiare tutti i temporali in settimana così la Domenica posso stare in spiaggia?"
Sono sicuro che ti risponderà...
Un td iniziato bene è svaccato per le paturnie di un super caldofilo.
- nevofilo80
- ***SUPER FORUMISTA TOP***
- Messaggi: 35905
- Iscritto il: dom dic 21, 2008 9:30 am
- Località: molara
- nevofilo80
- ***SUPER FORUMISTA TOP***
- Messaggi: 35905
- Iscritto il: dom dic 21, 2008 9:30 am
- Località: molara
Le più recenti proiezioni a lunga scadenza del modello americano GFS, sulla base delle “medie d’ensemble” (media di 20 previsioni), confermano quanto avevamo già scritto a fino giugno circa il clima che avrebbe avuto il mese luglio.
In effetti, come mostrano le prime 4 figure, la temperatura prevista 850 hPa (circa 1500m) sull’Italia nei prossimi 15 giorni dovrebbe mantenersi intorno 15 gradi su tutta la penisola.
Questo comporta che le corrispondenti temperature a livello del mare saranno per lo più comprese tra 28-30 gradi lungo le coste, 30-32 gradi nelle zone interne. Insomma nessuna ondata di caldo in vista.
Faranno eccezione le Isole maggiori ove tra il 12 e il 16 luglio è prevista una breve vampata a causa di una timida incursione dell’anticiclone africano.
Una conferma che sull’ Italia almeno nei prossimi 15 giorni non arriverà l’anticiclone africano deriva dalla anomalia ancora positiva, seppure debole, nella temperatura delle acque superficiali (SST) del Golfo di Guinea (vedi figura e relativo zoom).
Le due medesime figure della SST invece mostrano una significativa anomalia negativa della SST nel vicino Atlantico e nel Mediterraneo occidentale, cosa che depone a favore di una immutata presenza sull’Italia del gradevole anticiclone delle Azzorre almeno per altri 15 giorni.



http://img59.imageshack.us/img59/4249/x5md.jpg

![Immagine]()
In effetti, come mostrano le prime 4 figure, la temperatura prevista 850 hPa (circa 1500m) sull’Italia nei prossimi 15 giorni dovrebbe mantenersi intorno 15 gradi su tutta la penisola.
Questo comporta che le corrispondenti temperature a livello del mare saranno per lo più comprese tra 28-30 gradi lungo le coste, 30-32 gradi nelle zone interne. Insomma nessuna ondata di caldo in vista.
Faranno eccezione le Isole maggiori ove tra il 12 e il 16 luglio è prevista una breve vampata a causa di una timida incursione dell’anticiclone africano.
Una conferma che sull’ Italia almeno nei prossimi 15 giorni non arriverà l’anticiclone africano deriva dalla anomalia ancora positiva, seppure debole, nella temperatura delle acque superficiali (SST) del Golfo di Guinea (vedi figura e relativo zoom).
Le due medesime figure della SST invece mostrano una significativa anomalia negativa della SST nel vicino Atlantico e nel Mediterraneo occidentale, cosa che depone a favore di una immutata presenza sull’Italia del gradevole anticiclone delle Azzorre almeno per altri 15 giorni.



http://img59.imageshack.us/img59/4249/x5md.jpg

Caro Michele57,
ma com'è che in molti ci ritroviamo a provare un certo "disinteresse", sia pure tiepido, verso l'estate in generale rispetto a stagioni, quali l'Autunno o l'Inverno che, invece, attizzano e catalizzano maggiormente la nostra attenzione sì da farci magari intervenire di più - e più appassionatamente - nel "forum", nello scrivere e nelle discussioni ? Io credo - mia modesta risposta a me medesimo dunque - perché la stagione estiva tendenzialmente si tende a, in un certo qual modo, a "subirla", quanto meno a provarne un maggiore "distacco": verso di essa cioè ci poniamo un po' più acriticamente anche perché - vuoi chi come me che soffre molto il caldo - l'estate di per sé conduce a una maggiore indolenza, pigrizia tanto sullo svolgere il proprio lavoro, quanto nell'esercizio "mentale" anche sarei portato a dire. Certo gli è che in Estate si è soliti pure andare in vacanza... in ferie... E' come dire che - in un modo o nell'altro - si stacca (e si voglia staccare) la "spina" dalla routine ordinaria, pure la mente vuole una "pausa". Vedi, ad esempio, gli studenti: stop agli studi etc.
Io personalmente lavoro meglio (anche e soprattutto col pensiero, con la mente) in Inverno.
Detto questo spero che Gelo Russo possa predire... qualcosa di autenticamente invernale per.... l'Inverno prossimo. Saluti a tutti.
ma com'è che in molti ci ritroviamo a provare un certo "disinteresse", sia pure tiepido, verso l'estate in generale rispetto a stagioni, quali l'Autunno o l'Inverno che, invece, attizzano e catalizzano maggiormente la nostra attenzione sì da farci magari intervenire di più - e più appassionatamente - nel "forum", nello scrivere e nelle discussioni ? Io credo - mia modesta risposta a me medesimo dunque - perché la stagione estiva tendenzialmente si tende a, in un certo qual modo, a "subirla", quanto meno a provarne un maggiore "distacco": verso di essa cioè ci poniamo un po' più acriticamente anche perché - vuoi chi come me che soffre molto il caldo - l'estate di per sé conduce a una maggiore indolenza, pigrizia tanto sullo svolgere il proprio lavoro, quanto nell'esercizio "mentale" anche sarei portato a dire. Certo gli è che in Estate si è soliti pure andare in vacanza... in ferie... E' come dire che - in un modo o nell'altro - si stacca (e si voglia staccare) la "spina" dalla routine ordinaria, pure la mente vuole una "pausa". Vedi, ad esempio, gli studenti: stop agli studi etc.
Io personalmente lavoro meglio (anche e soprattutto col pensiero, con la mente) in Inverno.
Detto questo spero che Gelo Russo possa predire... qualcosa di autenticamente invernale per.... l'Inverno prossimo. Saluti a tutti.
- nevofilo80
- ***SUPER FORUMISTA TOP***
- Messaggi: 35905
- Iscritto il: dom dic 21, 2008 9:30 am
- Località: molara
Dal punto di vista meteorologico, stiamo per entrare nel periodo dell’anno che statisticamente dovrebbe essere il più stabile e che abbraccia quella trentina di giorni che va da metà luglio a metà agosto. Il battito del cuore dell’estate inizia a sentirsi sempre di più e quest’anno possiamo dire che le sue pulsazioni saranno in fase con quelle dell’Anticiclone delle Azzorre intenzionato, per almeno ancora una settimana, a tenere in mano le redini del tempo sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo ed ancor più sull’Europa occidentale, tra Inghilterra, Francia e Spagna. Una posizione, questa, che abbiamo conosciuto anche nel corso di questa settimana e che, a causa delle infiltrazioni di aria più fresca che hanno iniziato a scorrere proprio lungo il bordo orientale dell’alta pressione oceanica, ha portato ad un’accentuazione dell’instabilità sulle nostre regioni con una forte cumulogenesi pomeridiana che ha dato vita a rovesci e temporali, anche intensi, che si sono spinti fin sulle coste. Questa situazione è tutt’ora in corso, a causa della presenza di una goccia fredda presente sulla Polonia che costituisce una spina nel fianco del campo anticiclonico delle Azzorre: il raggio d’azione del vortice di aria fresca in quota, sfruttando il dislivello barico esistente con l’Europa occidentale, estenderà così la propria influenza fin verso la penisola balcanica e, in modo più marginale, anche verso l’Italia che nelle prossime 24-36 ore vedrà un’accentuazione dei fenomeni di instabilità, in particolare sulle zone interne e lungo i versanti orientali.
Già nel corso del prossimo week-end, questa circolazione e le relative condizioni di instabilità annesse inizieranno parzialmente ad esaurirsi, tant’è che la prima parte della prossima settimana (figura 1) la stabilità atmosferica dovrebbe essere più decisa e garantire tempo in prevalenza soleggiato almeno lungo le coste, con temperature sempre su valori tipici del periodo e quindi con caldo senza eccessi. Bisognerà però tener sempre presente la formazione di qualche rovescio e temporale sui rilievi alpini ed appenninici in genere: si tratta di una ruotine estiva di vecchio stampo che, volenti o nolenti, fa parte del DNA dell’Anticiclone delle Azzorre, “amico” delle termiche e dei temporali di calore. La permanenza di un campo anticiclonico con i massimi di pressione sbilanciati però verso più alte latitudini, ed in particolare sui settori occidentali europei, potrebbe comunque rendere più labile il confine tra la stabilità assoluta e quella relativa sul Mediterraneo centrale e sull’Italia: rimanendo infatti parzialmente scoperti dall’alta pressione delle Azzorre, potremmo continuare ad essere bersaglio delle ondulazioni del flusso atlantico che approfitterebbe per scendere di latitudini a valle della cresta anticiclonica oceanica: è un’eventualità, questa, che si profilerebbe nella seconda metà della prossima settimana, intorno a giovedì 18 luglio (figura 2), quando nuove infiltrazioni di aria più fresca provenienti da latitudini più settentrionali potrebbero riaccendere le condizioni di instabilità su buona parte della nostra penisola.
Dando poi un’occhiata ancora più avanti ed entrando nel pieno della terza decade del mese, il pattern sinottico potrebbe subire una variazione, orientata non proprio ad un rafforzamento della stabilità atmosferica alle nostre latitudini. In base alle ultime proiezioni dei modelli, possiamo infatti ritenere veritiero intorno al 23 luglio (figura 3) uno spostamento ancora più ad ovest dell’Anticiclone delle Azzorre che potrebbe assumere ancora una volta una posizione piuttosto elevata in latitudine: le correnti atlantiche, quindi, potrebbero vedere in questa disposizione della configurazione barica uno scivolo preferenziale per entrare sul Mediterraneo da nord-ovest e limitare così l’azione dell’Anticiclone nord africano alle sue zone di origine. La predicibilità molto scarsa che accompagna però la linea di tendenza appena esposta, specie alle alte latitudini, pone però il problema su quanto potrebbe essere spostato o verso nord, o verso sud, tale corridoio di aria più fresca con direttrice da nord-ovest verso sud-est. Non solo, perché un’eventuale oscillazione di tale flusso (impossibile da osservare in una media di ensemble che, come abbiamo ormai imparato, tende a smussare i dettagli), potrebbe anche collocare il Mediterraneo in una posizione più lontana dalle condizioni di stabilità atmosferica e rendere potenzialmente vulnerabile il nostro bacino all’ingresso di correnti settentrionali a maggior curvatura ciclonica. D’altro canto, il fatto che la predicibilità atmosferica nell’area compresa a cavallo del canale nord-occidentale è altamente variabile (si faccia riferimento alla freccia nera di figura 3 per la localizzazione di questa area citata), significa che sono presenti scenari che si discostano anche notevolmente dal pattern medio calcolato dall’ensemble.
Come al solito, per provare a capirci qualcosa di più, ricorriamo allora alla tecnica della cluster analysis per vedere quale potrebbe essere lo scenario più probabile, calcolato come media di ensemble degli scenari raggruppati nel cluster e qui confluiti per la similarità mostrata della configurazione. Ebbene, ad oggi sussiste il 60-70% di probabilità (figura 4) che il flusso nord-occidentale si muova senza effettuare particolari oscillazioni meridiane: questa eventualità, limitandoci al tempo del Mediterraneo e dell’Italia, potrebbe significare, intorno al 25-26 luglio, l’avvio di una fase più variabile e leggermente più fresca della norma, che comunque potremmo riassumere come un periodo tutto sommato discreto e complessivamente gradevole. L’eventualità di una maggior ondulazione delle correnti portanti alle quote medio-alte della troposfera, come ipotizzato nel paragrafo precedente, avrebbe al momento una probabilità piuttosto bassa, prossima al 20% ed avverrebbe, sempre nello stesso periodo, secondo le modalità indicate dal pattern sinottico in figura 5. Solo in questo caso, un ingresso dell’aria più fresca nord atlantica in area mediterranea significherebbe un guasto più deciso delle condizioni meteorologiche, con condizioni in instabilità più diffuse ed un calo delle temperature che sarebbe ovviamente più marcato.
Conclusioni – Se questa linea di tendenza fosse confermata nei prossimi giorni, vorrebbe dire che il mese di luglio di quest’anno si candiderebbe ad essere trascritto negli annali climatologici nel capitolo riservato ai mesi estivi che non hanno visto nemmeno un’ondata di caldo di origine nord-africana. Sarebbe significativo se ci limitassimo a considerare il comportamento delle estati degli Anni 2000, ma sarebbe tutto sommato normale se come metro di giudizio prendessimo la climatologia delle estati del trentennio 1961-1990. Ecco che allora un altro tassello, dopo un mese di giugno in media, andrebbe a consolidare le ipotesi di un’estate in controtendenza.
Fine della puntata. Ma la storia continua…





andrea corigliano
Già nel corso del prossimo week-end, questa circolazione e le relative condizioni di instabilità annesse inizieranno parzialmente ad esaurirsi, tant’è che la prima parte della prossima settimana (figura 1) la stabilità atmosferica dovrebbe essere più decisa e garantire tempo in prevalenza soleggiato almeno lungo le coste, con temperature sempre su valori tipici del periodo e quindi con caldo senza eccessi. Bisognerà però tener sempre presente la formazione di qualche rovescio e temporale sui rilievi alpini ed appenninici in genere: si tratta di una ruotine estiva di vecchio stampo che, volenti o nolenti, fa parte del DNA dell’Anticiclone delle Azzorre, “amico” delle termiche e dei temporali di calore. La permanenza di un campo anticiclonico con i massimi di pressione sbilanciati però verso più alte latitudini, ed in particolare sui settori occidentali europei, potrebbe comunque rendere più labile il confine tra la stabilità assoluta e quella relativa sul Mediterraneo centrale e sull’Italia: rimanendo infatti parzialmente scoperti dall’alta pressione delle Azzorre, potremmo continuare ad essere bersaglio delle ondulazioni del flusso atlantico che approfitterebbe per scendere di latitudini a valle della cresta anticiclonica oceanica: è un’eventualità, questa, che si profilerebbe nella seconda metà della prossima settimana, intorno a giovedì 18 luglio (figura 2), quando nuove infiltrazioni di aria più fresca provenienti da latitudini più settentrionali potrebbero riaccendere le condizioni di instabilità su buona parte della nostra penisola.
Dando poi un’occhiata ancora più avanti ed entrando nel pieno della terza decade del mese, il pattern sinottico potrebbe subire una variazione, orientata non proprio ad un rafforzamento della stabilità atmosferica alle nostre latitudini. In base alle ultime proiezioni dei modelli, possiamo infatti ritenere veritiero intorno al 23 luglio (figura 3) uno spostamento ancora più ad ovest dell’Anticiclone delle Azzorre che potrebbe assumere ancora una volta una posizione piuttosto elevata in latitudine: le correnti atlantiche, quindi, potrebbero vedere in questa disposizione della configurazione barica uno scivolo preferenziale per entrare sul Mediterraneo da nord-ovest e limitare così l’azione dell’Anticiclone nord africano alle sue zone di origine. La predicibilità molto scarsa che accompagna però la linea di tendenza appena esposta, specie alle alte latitudini, pone però il problema su quanto potrebbe essere spostato o verso nord, o verso sud, tale corridoio di aria più fresca con direttrice da nord-ovest verso sud-est. Non solo, perché un’eventuale oscillazione di tale flusso (impossibile da osservare in una media di ensemble che, come abbiamo ormai imparato, tende a smussare i dettagli), potrebbe anche collocare il Mediterraneo in una posizione più lontana dalle condizioni di stabilità atmosferica e rendere potenzialmente vulnerabile il nostro bacino all’ingresso di correnti settentrionali a maggior curvatura ciclonica. D’altro canto, il fatto che la predicibilità atmosferica nell’area compresa a cavallo del canale nord-occidentale è altamente variabile (si faccia riferimento alla freccia nera di figura 3 per la localizzazione di questa area citata), significa che sono presenti scenari che si discostano anche notevolmente dal pattern medio calcolato dall’ensemble.
Come al solito, per provare a capirci qualcosa di più, ricorriamo allora alla tecnica della cluster analysis per vedere quale potrebbe essere lo scenario più probabile, calcolato come media di ensemble degli scenari raggruppati nel cluster e qui confluiti per la similarità mostrata della configurazione. Ebbene, ad oggi sussiste il 60-70% di probabilità (figura 4) che il flusso nord-occidentale si muova senza effettuare particolari oscillazioni meridiane: questa eventualità, limitandoci al tempo del Mediterraneo e dell’Italia, potrebbe significare, intorno al 25-26 luglio, l’avvio di una fase più variabile e leggermente più fresca della norma, che comunque potremmo riassumere come un periodo tutto sommato discreto e complessivamente gradevole. L’eventualità di una maggior ondulazione delle correnti portanti alle quote medio-alte della troposfera, come ipotizzato nel paragrafo precedente, avrebbe al momento una probabilità piuttosto bassa, prossima al 20% ed avverrebbe, sempre nello stesso periodo, secondo le modalità indicate dal pattern sinottico in figura 5. Solo in questo caso, un ingresso dell’aria più fresca nord atlantica in area mediterranea significherebbe un guasto più deciso delle condizioni meteorologiche, con condizioni in instabilità più diffuse ed un calo delle temperature che sarebbe ovviamente più marcato.
Conclusioni – Se questa linea di tendenza fosse confermata nei prossimi giorni, vorrebbe dire che il mese di luglio di quest’anno si candiderebbe ad essere trascritto negli annali climatologici nel capitolo riservato ai mesi estivi che non hanno visto nemmeno un’ondata di caldo di origine nord-africana. Sarebbe significativo se ci limitassimo a considerare il comportamento delle estati degli Anni 2000, ma sarebbe tutto sommato normale se come metro di giudizio prendessimo la climatologia delle estati del trentennio 1961-1990. Ecco che allora un altro tassello, dopo un mese di giugno in media, andrebbe a consolidare le ipotesi di un’estate in controtendenza.
Fine della puntata. Ma la storia continua…





andrea corigliano
