Il raffreddamento climatico che sta arrivando

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost

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Diamond_Sea
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Messaggio da Diamond_Sea »

ulisse55 ha scritto:
Diamond_Sea ha scritto:Non voglio prendere le parti di nessuno anche perche so di essere etichettato come disturbatore. Voglio dire che molto spesso i caldofili sono stati attaccati e insultati in maniera assolutamente gratuita solo per aver espresso le loro preferenze. Ho letto cose allucinanti del tipo "il sole è una palla di mxxxa gialla" e ovviamente nessuno è intervenuto a reguardire tali affermazione, magari questo signore sarà pure stato lodato da altri utenti. Voglio dire che chiaramente si fanno due pesi e due misure, tifare per il caldo è sempre ritenuto provocazione, tifare per il freddo invece è più che sufficente per essere ritenuti una colonna fondamentale del forum.
...non hai capito il senso, evidentemente, ma ti 'perdono'... :wink:
Ovviamente non era rivolto a te che sei sempre gentile e cordiale.
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ulisse55
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Messaggio da ulisse55 »

Diamond_Sea ha scritto:
ulisse55 ha scritto:
Diamond_Sea ha scritto:Non voglio prendere le parti di nessuno anche perche so di essere etichettato come disturbatore. Voglio dire che molto spesso i caldofili sono stati attaccati e insultati in maniera assolutamente gratuita solo per aver espresso le loro preferenze. Ho letto cose allucinanti del tipo "il sole è una palla di mxxxa gialla" e ovviamente nessuno è intervenuto a reguardire tali affermazione, magari questo signore sarà pure stato lodato da altri utenti. Voglio dire che chiaramente si fanno due pesi e due misure, tifare per il caldo è sempre ritenuto provocazione, tifare per il freddo invece è più che sufficente per essere ritenuti una colonna fondamentale del forum.
...non hai capito il senso, evidentemente, ma ti 'perdono'... :wink:
Ovviamente non era rivolto a te che sei sempre gentile e cordiale.
Lo avevo capito.... :wink:
Ma io non 'difendo' la persona nevo, lo fà e farà da solo, ma quanto
lui riporta in questo forum , certamente più proficuo
di tanti altri post 'fuori luogo'...troppi a mio avviso.
Và benissimo lo sfottò e il contraddittorio , ma senza esagerare.
E mi ci metto anch'io e lo stesso nevo....

Un Cordialissimo Saluto.

...e fine OT...... :wink:
giamo64
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Messaggio da giamo64 »

Diamond_Sea ha scritto:Non voglio prendere le parti di nessuno anche perche so di essere etichettato come disturbatore. Voglio dire che molto spesso i caldofili sono stati attaccati e insultati in maniera assolutamente gratuita solo per aver espresso le loro preferenze. Ho letto cose allucinanti del tipo "il sole è una palla di mxxxa gialla" e ovviamente nessuno è intervenuto a reguardire tali affermazione, magari questo signore sarà pure stato lodato da altri utenti. Voglio dire che chiaramente si fanno due pesi e due misure, tifare per il caldo è sempre ritenuto provocazione, tifare per il freddo invece è più che sufficente per essere ritenuti una colonna fondamentale del forum.
Io, personalmente, baso il mio apprezzamento a chi elabora delle analisi e legge le carte con correttezza e onestà...meglio se con umiltà e senza tema di critica.
Gli appassionati di meteo di tutti i forum che ho scovato sono generalmente estremofili con tendenza pro-freddo..correggimi se sbaglio.
Fossi un caldofilo farei tesoro di questo fattore e mi muoverei sapendo di non far parte della maggioranza. Qui invece accade esattamente il contrario..pochi e con forte tendenza allo scontro.
Se usciamo dalla logica che la migliore difesa sia l'attacco preventivo, si riesce a venirne fuori.
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eb717
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Messaggio da eb717 »

Diamond_Sea ha scritto:Non voglio prendere le parti di nessuno anche perche so di essere etichettato come disturbatore. Voglio dire che molto spesso i caldofili sono stati attaccati e insultati in maniera assolutamente gratuita solo per aver espresso le loro preferenze. Ho letto cose allucinanti del tipo "il sole è una palla di mxxxa gialla" e ovviamente nessuno è intervenuto a reguardire tali affermazione, magari questo signore sarà pure stato lodato da altri utenti. Voglio dire che chiaramente si fanno due pesi e due misure, tifare per il caldo è sempre ritenuto provocazione, tifare per il freddo invece è più che sufficente per essere ritenuti una colonna fondamentale del forum.
Beh Diamond la moderazione è stata imparziale nell'intervenire, senza fare distinzione tra caldofili e freddofili. Le regole valgono per tutti...

Come dice Giamo sia i caldofili che i freddofili sono "estremofili" a loro modo. Non c'è l'estremo giusto...sono 2 preferenze. Basta rispettare l'opionione altrui! :wink:
robert
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Messaggio da robert »

buongiorno a tutti , freddofili caldofili ,

quando gli utenti scrivono dati corretti ed esposizioni chiare relativi all'argomento di cui si discute sono sempre costruttivi ,

questo post parla di un probabile raffreddamento climatico, che sarebbe in teoria , il graduale calo della Temp. Media Globale , come gia avvenuto in passato, sia esso un trend a corto o lungo raggio .

fasi climatiche che hanno contraddistinto Inverni più rigidi e nevosi , ed Estati più fresche o almeno nella norma , come l'esempio le estati più fresche degli anni '70 o inizio XX secolo , con estati anche molto fresche .

ma i Dati documentano anche di Estati molto calde durante la P.E.G. e in altre fasi warming e cooling trend di medio-corto raggio durante questo Optimum attuale G.W. che un trend di fondo a lungo raggio.

la storia ci indica che passaggi da fasi più calda a fasi più " fresche " ci sono estremi più frequenti che fanno parte di fenomeni Meteorologici locali o regionali , questa fase ha molte anologie meteo-climatico con il ventennio '40 - '50 , solo che allora non c'era la quantità di c02 di adesso - fattore antropico , e la temp. media globale non era a questi livelli alti .di conseguenza estremi anche più accentuati .

chi sostiene un teorico raffreddamento o ulteriore riscaldamento , bisogna rispettare entrambe le tesi ,
la differenza adesso , e forse in futuro, sono i dati e gli indici climatici
che sembrano propendere a un probabile fase più fresca , che si definisce cooling trend , siccome è un trend , ci vorrebbe almeno un trend a medio-corto raggio a confermare .

come è la situazione attuale , mentre in altre zone fa più fresco o freddo , in altre è più caldo o molto caldo , di conseguenza si entra nella bagarre dei dati e " polemica " inutile .

intanto sia i dati a livello Nazionale , in Italia , che a livello Globale , non sembra esserci un ulteriore riscaldamento secondo i grafici di autorevoli Enti dati relativi al decennio 2003 - 2012 , pur sempre il decennio più caldo in assoluto ma da trend stabile .
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nevofilo80
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Messaggio da nevofilo80 »

LA SCIENZA E LA VERITÀ NON DIPENDONO DALLA QUANTITÀ DI DENARO CHE C'È IN GIOCO

Ancora una volta, per l'ennesima volta, c'è gente che torna a dubitare di ciò che diciamo e chiede fonti, dati, teorie e quant'altro che dimostrino che quanto da noi affermato sia vero.
Internet è piena e fortunatamente ci sono ancora moltissime fonti attendibili di dati più o meno grezzi da andare ad esaminare.

Dati... non risposte.

Se volete le risposte accontentatevi di quello che vi diciamo noi... oppure che vi dicono gli "accademici" che vi propinano il Riscaldamento Globale Antropogenico.

Dati... non risposte.

E i dati sulle temperature vengono generalmente propinati e presentati con le ANOMALIE rispetto ad un dato periodo di riferimento. Un periodo che, tra l'altro, non è stato neanche dei più caldi....

In allegato trovato l'accoppiamento di 3 grafici reperibili all'indirizzo: http://models.weatherbell.com/temperatu ... rettyPhoto

Io li ho solo messi insieme, uno di fianco all'altro, ed elaborato quello centrale per renderlo "uniforme", in termini di "larghezza/tempo" agli altri 2.

Per il resto non c'ho fatto niente!


Ora... se abbiamo una temperatura di riferimento T1 e vediamo che la temperatura rilevata T2 è maggiore, la differenza verrà riportata come anomalia nel nostro grafico.
Ne consegue che... guardando le anomalie del grafico allegato, quando queste sono POSITIVE, significa che la nostra T2 è stata maggiore della T1. Quando sono negative, T2 è stata minore di T1.

È evidente, guardando tale grafico, che l'aumento della temperatura media mondiale è stato registrato in modo PERMANENTE....

......SOLO ED ESCLUSIVAMENTE....

...tra il 2001 e il 2010.
Per il resto la variazione è stata minima.

Ma se andiamo a guardare i singoli dati... anche se come "media" si è avuto un 2007 abbastanza caldo (quasi +0.6°C), l'anno più caldo in assoluto è stato il 2002.

Spesso però noi diciamo che l'anno più caldo in assoluto è stato il 1998. Perché?

Nella media termica gobale entrano in gioco tanti fattori... ma l'elemento che più di ogni altro ha una migliore capacità di accumulo termico, è l'acqua. E sappiamo che l'emisfero Sud è quello, tra i 2, che ha una percentuale di oceani maggiore. Pertanto nel 2002 e parte del 2003, la temperatura appare maggiore per una "forzante" dovuta agli oceani. Ma nel 1998 le temperature assolute in giro per il mondo sono state più alte.

Vabbè... detto questo torniamo al grafico.

all'inizio del 2000... quindi oltre 10 anni fa... le anomalie hanno raggiunto i +0.5°C. Oggi sono a +0.2°C circa. Significa che c'è stata una variazione di -0.3°C in 10 anni.

Chi ha ragione?

Noi diciamo che la tendenza è al raffreddamento.
LORO dicono che tale tendenza è al riscaldamento.

Io penso che il grafico parli da se... senza necessitare di ulteriori spiegazioni. L'unico periodo recente durante il quale si è avuto un riscaldamento evidente è stato il decennio 2000-2010. Per il resto la temperatura è rimasta ad oscillare nei pressi della media.

Allarmismo ingiustificato?

Noi pensiamo di si!
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nevofilo80
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Messaggio da nevofilo80 »

SPACE AND SCIENZE RESEARCH CORPORATION

C) Temperature polari, il punto sui ghiacci dei mari glaciali.

Le regioni polari della Terra, servono come regolatori della temperatura, alle correnti oceaniche più temperate di provenienza dalle basse latitudini, che influenzano lentamente e profondamente i cambiamenti climatici globali.
Le aree all'interno del circolo polare Artico e dell’Antartico, sono importanti per la comprensione dei modelli climatici globali, che nel corso dei decenni, danno indicazioni sulla direzione del clima, dal punto di vista della temperatura. Come pure, il ghiaccio glaciale globale e delle estensioni dei mari ghiacciati, aiutano nel determinare gli effetti dei cambiamenti climatici.


1) Antartide.

L'influenza sul clima della Terra per l'Antartide, è particolarmente visibile se si considera che si tratta di un vasto continente ghiacciato, dove risiede ben il 90% del ghiaccio glaciale del Mondo, con temperature costantemente tra i -20°C ed i -60°C gradi.

Cosa succede all’intero pianeta, quando l’Antartide si raffredda?
Esso influisce in modo considerevole a causa della grande superficie fredda dell’emisfero sud del Mondo, che è dominato da entrambi le zone glaciali con estensione del ghiaccio marino.
Visto da un veicolo spaziale, in avvicinamento alla Terra, in direzione del Polo Sud, ad esempio, l'emisfero Sud appare costituito soltanto dall'Antartico e negli Oceani circostanti sono visibili piccole masse di terra ai margini meridionali dell’Australia, Nuova Zelanda, Sud America e Africa.

L’Antartide rimane sostanzialmente bloccato in un enorme freezer, anche in piena estate. La maggior parte del continente Antartico è coperto in media, da uno spessore con più di 7.000 metri di ghiaccio glaciale e in termini di grandezza, è la metà di una porzione di Terra come gli Stati Uniti. Durante il periodo più freddo dell’inverno, il ghiaccio marino intorno ad esso, raddoppia le sue dimensioni arrivando a più di 18 milioni di km2.
L'estensione del ghiaccio marino in Antartide, è attualmente nella sua media trentennale. Questo intervallo varia poco, anche se negli ultimi anni ha mostrato un trend in sensibile aumento.

Per il lungo termine (20/30 anni), il continente Antartico continuerà la sua attuale tendenza trentennale del calo di fusione della neve e di temperature con tendenza alla diminuzione. Si prevede inoltre la crescita della massa di ghiaccio su tutta la sua superficie per i prossimi decenni.

Anche l'ONU-IPCC nel suo rapporto del 2007, ha riconosciuto che, "... l'Antartide rimane troppo freddo, per potersi attuare quello scioglimento previsto dai nostri modelli della sua superficie e si prevede che al contrario guadagni in massa per il prossimo periodo...."

In figura 6 si nota, come il costante declino della temperatura, avuto dall’inizio nel 2003, è coerente con l'inizio di una significativa perdita di calore nel Nord Atlantico, nei 30 anni di tendenza al declino della PDO, (Pacific Decadal Oscillation).
Il contenuto di calore oceanico globale delle acque superiori ai 700 metri, che ha subito un costante aumento, almeno dal 1969, ha raggiunto un plateau nel 2004 da cui è cambiato poco. Simili i commenti sull’AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation), dove ha raggiunto ormai il suo picco di riscaldamento. Questo importante indicatore dell'Oceano Atlantico, dovrebbe iniziare a scendere molto presto.

Figura 6. Il calo delle temperature nell’Oceano Pacifico equatoriale dal 1981, (130E-80W), dai 300 metri in su. Fonte. NOAA-CPC/Humlum.

http://www.spaceandscience.net/
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burano-20
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Messaggio da burano-20 »

nevofilo80 ha scritto:SPACE AND SCIENZE RESEARCH CORPORATION

C) Temperature polari, il punto sui ghiacci dei mari glaciali.

Le regioni polari della Terra, servono come regolatori della temperatura, alle correnti oceaniche più temperate di provenienza dalle basse latitudini, che influenzano lentamente e profondamente i cambiamenti climatici globali.
Le aree all'interno del circolo polare Artico e dell’Antartico, sono importanti per la comprensione dei modelli climatici globali, che nel corso dei decenni, danno indicazioni sulla direzione del clima, dal punto di vista della temperatura. Come pure, il ghiaccio glaciale globale e delle estensioni dei mari ghiacciati, aiutano nel determinare gli effetti dei cambiamenti climatici.


1) Antartide.

L'influenza sul clima della Terra per l'Antartide, è particolarmente visibile se si considera che si tratta di un vasto continente ghiacciato, dove risiede ben il 90% del ghiaccio glaciale del Mondo, con temperature costantemente tra i -20°C ed i -60°C gradi.

Cosa succede all’intero pianeta, quando l’Antartide si raffredda?
Esso influisce in modo considerevole a causa della grande superficie fredda dell’emisfero sud del Mondo, che è dominato da entrambi le zone glaciali con estensione del ghiaccio marino.
Visto da un veicolo spaziale, in avvicinamento alla Terra, in direzione del Polo Sud, ad esempio, l'emisfero Sud appare costituito soltanto dall'Antartico e negli Oceani circostanti sono visibili piccole masse di terra ai margini meridionali dell’Australia, Nuova Zelanda, Sud America e Africa.

L’Antartide rimane sostanzialmente bloccato in un enorme freezer, anche in piena estate. La maggior parte del continente Antartico è coperto in media, da uno spessore con più di 7.000 metri di ghiaccio glaciale e in termini di grandezza, è la metà di una porzione di Terra come gli Stati Uniti. Durante il periodo più freddo dell’inverno, il ghiaccio marino intorno ad esso, raddoppia le sue dimensioni arrivando a più di 18 milioni di km2.
L'estensione del ghiaccio marino in Antartide, è attualmente nella sua media trentennale. Questo intervallo varia poco, anche se negli ultimi anni ha mostrato un trend in sensibile aumento.

Per il lungo termine (20/30 anni), il continente Antartico continuerà la sua attuale tendenza trentennale del calo di fusione della neve e di temperature con tendenza alla diminuzione. Si prevede inoltre la crescita della massa di ghiaccio su tutta la sua superficie per i prossimi decenni.

Anche l'ONU-IPCC nel suo rapporto del 2007, ha riconosciuto che, "... l'Antartide rimane troppo freddo, per potersi attuare quello scioglimento previsto dai nostri modelli della sua superficie e si prevede che al contrario guadagni in massa per il prossimo periodo...."

In figura 6 si nota, come il costante declino della temperatura, avuto dall’inizio nel 2003, è coerente con l'inizio di una significativa perdita di calore nel Nord Atlantico, nei 30 anni di tendenza al declino della PDO, (Pacific Decadal Oscillation).
Il contenuto di calore oceanico globale delle acque superiori ai 700 metri, che ha subito un costante aumento, almeno dal 1969, ha raggiunto un plateau nel 2004 da cui è cambiato poco. Simili i commenti sull’AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation), dove ha raggiunto ormai il suo picco di riscaldamento. Questo importante indicatore dell'Oceano Atlantico, dovrebbe iniziare a scendere molto presto.

Figura 6. Il calo delle temperature nell’Oceano Pacifico equatoriale dal 1981, (130E-80W), dai 300 metri in su. Fonte. NOAA-CPC/Humlum.

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saluti
comunque sono anni pur no essendo esperto ,al global worming non ho mai creduto,loro hanno spaziato di lungo e di largo attraverso il mezzo di comunicazione divulgando notizie catastrofiche,e tirando l'acqua per il proprio mulino creando business nell' organico
complimenti nevo
e bentornato si e sentito la tua assenza
ciao :wink:
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nevofilo80
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Messaggio da nevofilo80 »

burano-20 ha scritto:
nevofilo80 ha scritto:SPACE AND SCIENZE RESEARCH CORPORATION

C) Temperature polari, il punto sui ghiacci dei mari glaciali.

Le regioni polari della Terra, servono come regolatori della temperatura, alle correnti oceaniche più temperate di provenienza dalle basse latitudini, che influenzano lentamente e profondamente i cambiamenti climatici globali.
Le aree all'interno del circolo polare Artico e dell’Antartico, sono importanti per la comprensione dei modelli climatici globali, che nel corso dei decenni, danno indicazioni sulla direzione del clima, dal punto di vista della temperatura. Come pure, il ghiaccio glaciale globale e delle estensioni dei mari ghiacciati, aiutano nel determinare gli effetti dei cambiamenti climatici.


1) Antartide.

L'influenza sul clima della Terra per l'Antartide, è particolarmente visibile se si considera che si tratta di un vasto continente ghiacciato, dove risiede ben il 90% del ghiaccio glaciale del Mondo, con temperature costantemente tra i -20°C ed i -60°C gradi.

Cosa succede all’intero pianeta, quando l’Antartide si raffredda?
Esso influisce in modo considerevole a causa della grande superficie fredda dell’emisfero sud del Mondo, che è dominato da entrambi le zone glaciali con estensione del ghiaccio marino.
Visto da un veicolo spaziale, in avvicinamento alla Terra, in direzione del Polo Sud, ad esempio, l'emisfero Sud appare costituito soltanto dall'Antartico e negli Oceani circostanti sono visibili piccole masse di terra ai margini meridionali dell’Australia, Nuova Zelanda, Sud America e Africa.

L’Antartide rimane sostanzialmente bloccato in un enorme freezer, anche in piena estate. La maggior parte del continente Antartico è coperto in media, da uno spessore con più di 7.000 metri di ghiaccio glaciale e in termini di grandezza, è la metà di una porzione di Terra come gli Stati Uniti. Durante il periodo più freddo dell’inverno, il ghiaccio marino intorno ad esso, raddoppia le sue dimensioni arrivando a più di 18 milioni di km2.
L'estensione del ghiaccio marino in Antartide, è attualmente nella sua media trentennale. Questo intervallo varia poco, anche se negli ultimi anni ha mostrato un trend in sensibile aumento.

Per il lungo termine (20/30 anni), il continente Antartico continuerà la sua attuale tendenza trentennale del calo di fusione della neve e di temperature con tendenza alla diminuzione. Si prevede inoltre la crescita della massa di ghiaccio su tutta la sua superficie per i prossimi decenni.

Anche l'ONU-IPCC nel suo rapporto del 2007, ha riconosciuto che, "... l'Antartide rimane troppo freddo, per potersi attuare quello scioglimento previsto dai nostri modelli della sua superficie e si prevede che al contrario guadagni in massa per il prossimo periodo...."

In figura 6 si nota, come il costante declino della temperatura, avuto dall’inizio nel 2003, è coerente con l'inizio di una significativa perdita di calore nel Nord Atlantico, nei 30 anni di tendenza al declino della PDO, (Pacific Decadal Oscillation).
Il contenuto di calore oceanico globale delle acque superiori ai 700 metri, che ha subito un costante aumento, almeno dal 1969, ha raggiunto un plateau nel 2004 da cui è cambiato poco. Simili i commenti sull’AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation), dove ha raggiunto ormai il suo picco di riscaldamento. Questo importante indicatore dell'Oceano Atlantico, dovrebbe iniziare a scendere molto presto.

Figura 6. Il calo delle temperature nell’Oceano Pacifico equatoriale dal 1981, (130E-80W), dai 300 metri in su. Fonte. NOAA-CPC/Humlum.

http://www.spaceandscience.net/
saluti
comunque sono anni pur no essendo esperto ,al global worming non ho mai creduto,loro hanno spaziato di lungo e di largo attraverso il mezzo di comunicazione divulgando notizie catastrofiche,e tirando l'acqua per il proprio mulino creando business nell' organico
complimenti nevo
e bentornato si e sentito la tua assenza
ciao :wink:
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Messaggio da nevofilo80 »

NOWCASTING SOLARE

L'attività solare è a livelli molto bassi oggi martedì 26 giugno.
Tre le macchie rimaste sul disco solare a noi visibile, la numero 1775 - 1777 - 1778, mentre la numero 1772 e 1776 sono uscite dal lato visibile. La macchia 1775 la più pericolosa in termini di complessità magnetica rimane stabile. Poche le possibilità di Flare solari, se non la possibilità di brillamenti solari di Classe C. L'indice del flusso solare continuerà a diminuire gradualmente nei prossimi giorni.
Vento solare sempre intorno ai 500 km/s per l'influenza ancora della CHs 573 che lentamente si appresta a ruotare nel Farside West.

Riassumendo gli indici solari:

Solar Flux 118 in calo
Solar Wind 517.9 leggeremente sopra media
Solar Flare Classe B a 4.1 debole
K Index 1 debole

Dunque, finita la fase di attività moderata dei giorni scorsi, inizia di nuovo una fase calante per i prossimi giorni, come ormai da molto tempo consolidato.

Da segnalare ancora una volta che l'emisfero nord è di nuovo senza macchie!! Che abbia finito il carburante?

Monitoremus

Enzo
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Messaggio da bernese »

nevofilo80 ha scritto:NOWCASTING SOLARE

L'attività solare è a livelli molto bassi oggi martedì 26 giugno.
Tre le macchie rimaste sul disco solare a noi visibile, la numero 1775 - 1777 - 1778, mentre la numero 1772 e 1776 sono uscite dal lato visibile. La macchia 1775 la più pericolosa in termini di complessità magnetica rimane stabile. Poche le possibilità di Flare solari, se non la possibilità di brillamenti solari di Classe C. L'indice del flusso solare continuerà a diminuire gradualmente nei prossimi giorni.
Vento solare sempre intorno ai 500 km/s per l'influenza ancora della CHs 573 che lentamente si appresta a ruotare nel Farside West.

Riassumendo gli indici solari:

Solar Flux 118 in calo
Solar Wind 517.9 leggeremente sopra media
Solar Flare Classe B a 4.1 debole
K Index 1 debole

Dunque, finita la fase di attività moderata dei giorni scorsi, inizia di nuovo una fase calante per i prossimi giorni, come ormai da molto tempo consolidato.

Da segnalare ancora una volta che l'emisfero nord è di nuovo senza macchie!! Che abbia finito il carburante?

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nevofilo80 ha scritto:NOWCASTING SOLARE

L'attività solare è a livelli molto bassi oggi martedì 26 giugno.
Tre le macchie rimaste sul disco solare a noi visibile, la numero 1775 - 1777 - 1778, mentre la numero 1772 e 1776 sono uscite dal lato visibile. La macchia 1775 la più pericolosa in termini di complessità magnetica rimane stabile. Poche le possibilità di Flare solari, se non la possibilità di brillamenti solari di Classe C. L'indice del flusso solare continuerà a diminuire gradualmente nei prossimi giorni.
Vento solare sempre intorno ai 500 km/s per l'influenza ancora della CHs 573 che lentamente si appresta a ruotare nel Farside West.

Riassumendo gli indici solari:

Solar Flux 118 in calo
Solar Wind 517.9 leggeremente sopra media
Solar Flare Classe B a 4.1 debole
K Index 1 debole

Dunque, finita la fase di attività moderata dei giorni scorsi, inizia di nuovo una fase calante per i prossimi giorni, come ormai da molto tempo consolidato.

Da segnalare ancora una volta che l'emisfero nord è di nuovo senza macchie!! Che abbia finito il carburante?

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Messaggio da nevofilo80 »

I GHIACCI ARTICI AL MOMENTO TENGONO BENE!!

Ghiacci artici ai massimi dal 2003, nonostante i continui attacchi delle alte pressioni....

http://www.ijis.iarc.uaf.edu/seaice/extent/plot.csv

Nel frattempo i maggiori esperti governativi fanno sapere che il ghiaccio si sarà sciolto del tutto nel giro di un paio di settimane o che potrebbe già essere iniziato il grande scioglimento!!

Ne prendiamo atto, ma come al solito, le loro previsioni molte volte disattese, le guardo con molto scetticismo.
Quello che voglio rimarcare, è il fatto che, rispetto all'anno scorso la tenuta dei ghiacci Artici, nonostante le alte pressioni spesso stazionarie in loco è molto più forte.

Potrebbe essere un dato insignificante o potrebbe non esserlo. Ma qualcosa non funziona a dovere per le previsioni stilate dalle associazioni religiose del Global Warming!

Per il momento ci limitiamo a monitorare la situazione e mettervi a conoscenza.

Domani sera, sempre inerente all'argomento ghiacci artici, una chicca da non perdere!! ;)

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giulys
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Messaggio da giulys »

In tema di riscaldamento, ecco quanto postato da "Marvel" iscritto ma non più frequentante questo forum, su *****

Metto anche il link, se viene accettato
http://www.lineameteo.it/nuovo-studio-s ... e044daea8f

Utente molto preparato e da sempre attento, ma parzialmente scettico, alla tematica del riscaldamento ed in particolare all'AGW

"
Messaggio Nuovo studio sul Riscaldamento Globale: colpa dell'uomo ma non della CO2

#1 marvel Mer 05 Giu, 2013 19:18
Questa notizia mi fa tornare alla mente diversi episodi in cui, durante le mie lezioni di meteorologia, qualcuno distrattamente formulava la solita domanda: ma il riscaldamento globale è colpa del buco dell'ozono?
E io, come spesso capita in queste materie complesse, rispondevo cercando di distinguere i diversi fenomeni e le diverse teorie per non far fare troppa confusione.
Ecco, questa ricerca afferma che a sbagliare ero io e non i miei interlocutori!

In poche parole alcuni giorni fa è stato pubblicato uno studio i cui risultati, se confermati, sarebbero rivoluzionari per la scienza del clima.
Infatti si afferma che sarebbero stati proprio i CFC (cloro fluoro carburi), i gas nocivi per l'ozono stratosferico e causa del buco dell'ozono, ad essere anche all'origine del riscaldamento atmosferico globale avutosi negli ultimi decenni dello scorso secolo!

Invece l'attività solare sarebbe responsabile dell'aumento termico occorso nella prima parte del ventesimo secolo, attraverso un meccanismo chiamato cosmic-ray-driven electron-induced-reaction (CRE), partecipando anche al successivo riscaldamento.

In pratica la teoria renderebbe del tutto superficiale, se non del tutto nullo, il ruolo dell'anidride carbonica nel global warming, riuscendo a spiegare la totalità delle variazioni termiche registrate.

La cosa interessante è che la teoria spiegherebbe ciò che il modello climatico dell'AGW su base CO2 non riesce a spiegare, ossia l'attuale fase di stasi termica (senza aumento termico da oltre un decennio), nonostante il continuo aumento della CO2. Infatti sarebbe proprio la messa al bando dei CFC e il parziale recupero della ozonosfera ad aver prodotto il fenomeno di stasi, e la previsione secondo il nuovo modello sarebbe verso una riduzione progressiva delle temperature nei prossimi decenni.

(e, molto probabilmente, confermerebbe la teoria sulla saturazione degli effetti della CO2, cioè dell'incapacità del gas di trattenere ulteriori quantità di radiazione infrarossa riemessa dal pianeta (calore) oltre una certa limitata soglia)

Magari, speriamo!
Tra l'altro questo nuovo modello climatico darebbe soddisfazione anche a quanti, come me, vanno predicando da sempre che bisogna concentrarsi per combattere il vero inquinamento, come si è fatto per la messa al bando dei CFC, e come si dovrebbe fare con moltre altre sostanze la cui nocività per l'ambiente e per l'uomo è provata. E non sprecare miliardi e miliardi di €$ per cercare invano di limitare le emissioni di CO2 di pochi paesi, mentre altri le raddoppiano ogni pochi anni (vedi Cina e India)... e di smetterla di far guadagnare i guru come Al Gore, che sono diventati miliardari grazie ai loro investimenti sul mercato delle quote di CO2.

Se Kyoto non è Montreal il riscaldamento globale è finito
da www.climatemonitor.it - Guido Guidi

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I trattati firmati a Montreal nel 1987 e a Kyoto esattamente dieci anni dopo, sono stati i primi, se non unici esempi di global governance che la diplomazia internazionale ha saputo esprimere. Se simili, in quanto di natura ambientale il primo ed essenzialmente focalizzato sul clima il secondo, tra i due trattati c’è di fatto una enorme differenza.

Il primo, riguardante la messa al bando dei Clorofluorocarburi (CFC), ritenuti responsabili del depauperamento dello strato di ozono stratosferico, ha funzionato, nel senso che l’uso dei CFC è stato di fatto abolito e, seppur con lentezza e con qualche controversia scientifica, ci sono prove abbastanza evidenti che i loro effetti dannosi si siano attenuati. Il secondo, siglato con l’obbiettivo di ridurre le emissioni di anidride carbonica provocate in larga misura dall’uso dei combustibili fossili e ritenute responsabili dell’accrescimento dell’effetto serra e conseguente riscaldamento globale, è fallito in tutte le sue parti. Le emissioni sono aumentate e i fondamenti scientifici su cui poggiava stanno venendo meno, perché nonostante questo aumento la temperatura media superficiale del Pianeta ha smesso di aumentare o, quanto meno, ha assunto un trend molto diverso da quello atteso.

Si potrà obbiettare che la mancata implementazione del protocollo da parte di molti dei firmatari ne ha di fatto impedito gli effetti e che i due o tre lustri di stasi delle temperature medie superficiali possono anche essere ascirivibili ad una variabilità naturale solo temporaneamente in controfase con il forcing, ma, di fatto, le cose oggi stanno così, la CO2 aumenta e le temperature no. E questo se non altro identifica una seria lacuna conoscitiva in quella che dovrebbe essere – e di fatto è stata spacciata per tale – una realtà delle dinamiche climatiche scientificamente acquisita.

Negli ultimi tempi, proprio per cercare di colmare questa lacuna, la ricerca si è concentrata sulla quantificazione della relazione causale tra gas serra e dinamiche delle temperature, la sensibilità climatica, ovvero, quanto si pensa che possa aumentare la temperatura al raddoppio della concentrazione di CO2 rispetto ai livelli pre-industriali. Tenendo conto dei dati più recenti, sono stati pubblicati molti studi che hanno in effetti modificato verso il basso la sensibilità climatica, smentendo le stime molto più allarmistiche su cui non solo poggiava proprio il protocollo di Kyoto, ma anche gran parte delle cosiddette policy climatiche che in un modo o nell’altro si è cercato di adottare.

Alcuni giorni fa, invece, è stato pubblicato uno studio i cui risultati, qualora venissero confermati, rischiano seriamente di mandare tutto all’aria e di modificare dalle fondamenta tanto i paradigmi dello stato dell’arte della scienza del clima, quanto tutte le azioni più o meno ad elevato impatto economico che ci hanno visti impegnati nella mitigazione di qualcosa che pare proprio fosse stato già mitigato.

Lo studio si colloca a metà tra quanti hanno sempre sostenuto che le attività umane avessero avuto un ruolo determinante sulla temperatura del Pianeta negli ultimi decenni e quanti (molti meno) hanno invece con altrettanta forza sotenuto che dovesse essere meglio indagato il ruolo della fonte primaria di energia del nostro sistema, il Sole.

Secondo Q. -B. Lu, ricercatore di una università dell’Ontario e prima firma dell’articolo, sarebbero stati proprio i CFC ad originare e sostenere gran parte dell’aumento delle temperature del Pianeta nelle ultime tre decadi del secolo scorso, composti di origine antropica che, in quanto poi significativamente diminuiti in termini di concentrazione atmosferica grazie al protocollo di Montreal, avrebbero consentito l’innesco della recente fase di stasi e/o diminuzione delle temperature, una fase destinata inoltre a protrarsi per le prossime 5-7 decadi. Il Sole, ovvero la modulazione del flusso dei raggi cosmici in arrivo sul Pianeta operata dall’attività solare, per parte sua, sarebbe stato responsabile dell’aumento delle temperature occorso prima del rilascio di massicce quantità di CFC, contribuendo poi nella fase successiva all’accrescimento dei loro effetti.

Lo studio è sostanzialmente statistico, nel senso che una volta individuato un meccanismo che gli autori chiamano cosmic-ray-driven electron-induced-reaction (CRE), si trovano valori di correlazione molto elevati tra i CFC e le temperature superficiali, mentre se questo meccanismo viene eliminato, la correlazione tra l’azione dei gas serra propriamente detti e le temperature è bassissima, ove non del tutto assente.

In sostanza, secondo questo studio, il riscaldamento globale delle ultime decadi del secolo scorso sarebbe sì di origini antropiche, ma di natura completamente diversa da quanto si è letto e dibattuto sin qui e, inoltre, in questo meccanismo avrebbe avuto (e avrebbe tutt’ora com’è ovvio attendersi) un ruolo decisivo l’attività solare.

Il messaggio che si può trarre da queste nuove informazioni, sempre e comunque dopo l’eventuale conferma delle stesse è il seguente. Gli sforzi regolamentari di respiro globale, che hanno sempre un enorme impatto economico, hanno senso se sostenuti efficacemente dalla conoscenza scientifica, in relazione alla quale non ha senso parlare di maggiore o minore volontà di implementazione delle norme. Il protocollo di Montreal rispettava questo requisito in origine, quello di Kyoto assolutamente no, tanto che forse proprio l’incertezza scientifica su cui poggiava ha fatto sì che fossero commessi gravi errori nella stesura del trattato, di fatto invalidandolo. Su questo inevitabile beneficio del dubbio, quelli che ieri erano i meno volenterosi ma forse oggi appaiono come i più lungimiranti, hanno fatto leva per non adempiere agli obblighi sottoscritti o addirittura per non sottoscriverli.

Ripetendo per l’ennesima volta che questa teoria ha assoluto bisogno di essere meglio investigata, sebbene comunque si tratti di uno studio peer reviewed, vi invito a leggerne l’abstract, chiedendo al contempo ai lettori di fare uno sforzo per procurare il testo per intero.

COSMIC-RAY-DRIVEN REACTION AND GREENHOUSE EFFECT OF HALOGENATED MOLECULES: CULPRITS FOR ATMOSPHERIC OZONE DEPLETION AND GLOBAL CLIMATE CHANGE
This study is focused on the effects of cosmic rays (solar activity) and halogen-containing molecules (mainly chlorofluorocarbons — CFCs) on atmospheric ozone depletion and global climate change. Brief reviews are first given on the cosmic-ray-driven electron-induced-reaction (CRE) theory for O3 depletion and the warming theory of halogenated molecules for climate change. Then natural and anthropogenic contributions to these phenomena are examined in detail and separated well through in-depth statistical analyses of comprehensive measured datasets of quantities, including cosmic rays (CRs), total solar irradiance, sunspot number, halogenated gases (CFCs, CCl4 and HCFCs), CO2, total O3, lower stratospheric temperatures and global surface temperatures. For O3 depletion, it is shown that an analytical equation derived from the CRE theory reproduces well 11-year cyclic variations of both polar O3 loss and stratospheric cooling, and new statistical analyses of the CRE equation with observed data of total O3 and stratospheric temperature give high linear correlation coefficients ≥ 0.92. After the removal of the CR effect, a pronounced recovery by 20~25% of the Antarctic O3 hole is found, while no recovery of O3 loss in mid-latitudes has been observed. These results show both the correctness and dominance of the CRE mechanism and the success of the Montreal Protocol. For global climate change, in-depth analyses of the observed data clearly show that the solar effect and human-made halogenated gases played the dominant role in Earth’s climate change prior to and after 1970, respectively. Remarkably, a statistical analysis gives a nearly zero correlation coefficient (R = -0.05) between corrected global surface temperature data by removing the solar effect and CO2 concentration during 1850–1970. In striking contrast, a nearly perfect linear correlation with coefficients as high as 0.96–0.97 is found between corrected or uncorrected global surface temperature and total amount of stratospheric halogenated gases during 1970–2012. Furthermore, a new theoretical calculation on the greenhouse effect of halogenated gases shows that they (mainly CFCs) could alone result in the global surface temperature rise of ~0.6°C in 1970–2002. These results provide solid evidence that recent global warming was indeed caused by the greenhouse effect of anthropogenic halogenated gases. Thus, a slow reversal of global temperature to the 1950 value is predicted for coming 5~7 decades. It is also expected that the global sea level will continue to rise in coming 1~2 decades until the effect of the global temperature recovery dominates over that of the polar O3 hole recovery; after that, both will drop concurrently. All the observed, analytical and theoretical results presented lead to a convincing conclusion that both the CRE mechanism and the CFC-warming mechanism not only provide new fundamental understandings of the O3 hole and global climate change but have superior predictive capabilities, compared with the conventional models.

http://arxiv.org/ftp/arxiv/papers/1210/1210.6844.pdf

http://www.sciencedaily.com/releases/20 ... 132443.htm
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nevofilo80
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Attualmente i valori di solar flux faticano a superare le 120 unità facendo segnare 109, una lieve tempesta di protoni su livello 1 nella giornata di ieri è stata provocata dalla presenza di un buco coronale di media superficie fronte terra. Permangono basse le possibilità di flare classe M o X per via della stabilità magnetica delle poche AR presenti nel visibile... dal Behind non si nota nulla di ecaltante in arrivo. Fatte queste premesse ci attendiamo una stabilità su livelli bassi anche per i prossimi giorni. In allegato l'immagine SDO con il buco coronale fronte terra[/img]
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