Molte volte leggiamo previsioni stilate dai cosiddetti "esperti meteo", con degli scenari che sembrano essere distanti anni luce dalle tesi di tutti gli altri meteorologi.
Prendiamo ad esempio le parole di Giampero Maracchi della scorsa stagione (quando parlava di uno scenario simile ai "40° di ferragosto 2002"), oppure le più recenti "Il 2013 sarà un anno senza estate" del francese Laurent Cabrol, o ancora, quelle di Paolo Ernani con "Il 2013 sarà uno degli anni più freddi", o tante altre previsioni di altri "esperti".
Allora mi chiedo, perché ci sono "esperti" che vanno controcorrente? Hanno dei validi motivi per fare questo, oppure si sentono liberi di rischiare la figuraccia pur di "levarsi dal coro" (un gioco utilizzato per mettersi in mostra)?
Certo non escludo che, chi rischia, a volte indovina, ma... nella maggior parte dei casi "toppa". E allora perché lo fanno? Sono veramente convinti delle proprie affermazioni? Ma... se sono così convinti, perché vengono definiti "esperti" (visto che spesso sbagliano)?
A questo punto, sarebbe interessante capire chi può essere definito "esperto meteo" e chi no. E' esperto chi rischia il "lungo termine" (e spesso sbaglia) o chi ci va cauto (chi si limita al breve periodo)? Oppure... tutti quelli che sono competenti in materia (meteorologia), possono essere definiti esperti, indipendentemente dalle loro disamine?
Attenzione, non sto parlando solo dei nomi sopra citati, sto parlando in generale. I nomi sopra citati (non ho nulla contro di loro) li ho inseriti solo per riportare qualche esempio (e anche perchè sono stati citati da MeteoLive.it, di recente).
Ciao


