L’imminente Glaciazione…
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TEMPISTICHE E TEMPI
Alcune riflessioni e commenti mi hanno fatto venire in mente che, forse, bisognerebbe far luce su una questione importante riguardante gli eventi e il loro evolversi lungo la linea temporale.
Come esseri umani, cresciuti in una società "organizzata" (male) e culturalmente evoluta (veramente????), siamo abituati e portati a pensare che i cambiamenti (eventi), per essere tali, debbano per forza svolgersi in modo rapido ed evidente. Questo "concetto" non è quasi mai vero... se non per quanto riguarda gli eventi ARTIFICIALI... organizzati dall'essere umano per scopi che alla fine si riconducono quasi sempre al potere e al Dio Denaro.
Quando si parla di EVENTI NATURALI, invece, la scala temporale varia a seconda del contesto.
Per capire meglio quanto affermo cercherò di farvi qualche esempio pratico suddividendo il discorso in "contesti" più o meno ampi (intendendo con questo termine proprio le dimensioni in anni luce dello spazio analizzato).
CONTESTO RISTRETTO = TEMPI RISTRETTI
Il più semplice ed evidente legame tra DIMENSIONI del contesto e TEMPISTICHE degli eventi è individuabile nel contesto "TERRE-LUNA". 2 corpi rocciosi, orbitanti uno intorno all'altro ad una distanza media di 384.000 km.... periodicamente l'evento che si manifesta da questo contesto è quello delle maree... con una periodicità misurabile da alcune ore ad alcuni mesi. E le donne sanno benissimo quale sia l'influenza lunre e la relativa ciclicità sulla loro vita quotidiana.
CONTESTO MEDIO = TEMPI MEDI
Allargando il nostro sguardo al contesto SOLE-TERRA, troviamo la stragrande maggioranza degli eventi che ci riguardano. Eventi complessi che hanno una ciclicità che va da alcuni anni ad alcune migliaia di anni. Uno tra gli eventi più ricorrenti è quello undecennale dell'attività magnetica solare. Questa ha ripercussioni dirette e indirette sul clima del nostro pianeta... con ritardi che vanno dai 6 mesi per le ripercussioni dirette, ai 6-7 anni per quelle indirette. Tra gli eventi più a lungo termine troviamo invece il ciclo delle glaciazioni periodiche.... o per meglio dire dei Periodi interglaciali. Dalle ricerche di paleoclimatologia sappiamo che ad ogni Periodo Interglaciale Freddo della durata di 125.000 anni circa, segue un Periodo Interglaciale Caldo della durata 10 volte inferiore... ovvero 12500 anni circa. E sappiamo che tra i 2 periodi... vi è un Periodi di Transizione Interglaciale della durata approssimativa di 10.000 anni... Un periodo, questo, che è la vera chiave di tutto il problema legato al cambiamento... in quanto è la causa delle estinzioni e delle catastrofi naturali. Ma andando a calcolare la ciclicità di tale periodo scopriamo un risultato di 150.000 anni circa. E questo ci fa capire quanto difficile sia accorgersi e riconoscere un tale cambiamento. Cambiamento che, se uno riuscisse a vivere PRIMA e DOPO tale evento, tutto sarebbe più facile.
Anche andando ad analizzare un piccolissimo periodo storico nel quale è stato evidente un tale cambiamento... ovvero la Piccola Era Glaciale, si scopre che il calo termico più elevato è stato di circa 2°C rispetto al periodo attuale. Ma tale calo termico è stato "spalmato" su diverse decine di anni. E non su qualche giorno o mese come potremmo pensare. Ecco perché non tutti riescono a capire l'importanza di guardare all'attività solare e capirne in netto anticipo quale potrebbe essere l'evoluzione futura.
Ma andiamo avanti!
CONTESTO AMPIO = TEMPI LUNGHISSIMI
Come ci si è resi conto da questi studi multidisciplinari, se la Terra viene "condizionata" dal Sole, anche il Sole, forse, viene condizionato dalla nostra Galassia. E la nostra Galassia viene condizionata dall'intero universo o solo dal Gruppo Locale. Ma quali sono le tempistiche?
Sappiamo che il Sistema Solare effettua un giro intorno al centro della Galassia ogni 250 milioni di anni circa... e che ogni 32 milioni di anni circa "passa" per il piano orbitale. Ovvero, durante il moto di rivoluzione, effettua anche un moto oscillatorio sopra e sotto il piano orbitale. Contemporaneamente a tutto questo, il Sistema Solare ruota su se stesso... e contemporaneamente anche l'intera Galassia ruota su se stessa... immersa nel Gruppo Locale. Per cui periodicamente le influenze delle Galasse e delle altre stelle della nostra Galassia andranno ad influenzare in modo più evidente il nostro sistema solare. L'unico evento SULLA TERRA che si è riusciti ad identificare è, ancora una volta, una glaciazione. Nello specifico una GRANDE GLACIAZIONE. Dovrebbe avere una periodicità di 600 milioni di anni... e tale evento è caratterizzato da un raffreddamento molto intenso e per alcuni milioni di anni, dell'intero pianeta. Un raffreddamento tale da portare l'estensione della banchisa artica a sfiorare la città di Lisbona, in Portogallo... e Buenos Aires, in argentina.
Tempi diversi, contesti diversi, eventi simili.
Ogni anni c'è (ci sarebbe) un'alternanza delle stagioni. Caldo e freddo che si alternano in modo più o meno uguale. Quando il freddo è più duraturo e persiste per diversi anni (più freddo significa meno caldo), su parla di raffreddamento temporaneo. Quando tale raffreddamento si protrae per alcuni secoli, si può parlare di Piccola Era Glaciale. Quando tale evento si protrae per migliaia di anni, allora si parla di Periodo Interglaciale Freddo.
Ma la vita, sulla Terra, continua comunque.
La scienza ha dimostrato infatti che esseri viventi sono vissuti PRIMA, DURANTE e DOPO l'ultimo Periodo Interglaciale Freddo.
Ma allora, cos'è che è effettivamente CATASTROFICO?
È sempre e solo il CAMBIAMENTO in se. Il cambio di abitudini, di condizioni climatiche, di illuminazione, di temperatura. Tutto questo... se ha effetti potenzialmente LIMITATI sulla nostra attuale società, ne ha avuti di ENORMI in passato... quando la sopravvivenza della popolazione dipendeva dalla capacità di coltivazione del terreno o dalla caccia e quando non c'erano i moderni sistemi di trasporto che spostano ingenti quantitativi di cibo da un luogo all'altro del pianeta.
E proprio questo che bisogna comprendere: la capacità del singolo di sopravvivere ai cambiamenti dipende dalla capacità dello stesso di procurarsi il cibo e più in generale le risorse di cui ha bisogno.
E nella società nella quale viviamo, questa capacità viene sempre più limitata da leggi, abitudini, disinformazione e interessi economici!
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Bernardo
Alcune riflessioni e commenti mi hanno fatto venire in mente che, forse, bisognerebbe far luce su una questione importante riguardante gli eventi e il loro evolversi lungo la linea temporale.
Come esseri umani, cresciuti in una società "organizzata" (male) e culturalmente evoluta (veramente????), siamo abituati e portati a pensare che i cambiamenti (eventi), per essere tali, debbano per forza svolgersi in modo rapido ed evidente. Questo "concetto" non è quasi mai vero... se non per quanto riguarda gli eventi ARTIFICIALI... organizzati dall'essere umano per scopi che alla fine si riconducono quasi sempre al potere e al Dio Denaro.
Quando si parla di EVENTI NATURALI, invece, la scala temporale varia a seconda del contesto.
Per capire meglio quanto affermo cercherò di farvi qualche esempio pratico suddividendo il discorso in "contesti" più o meno ampi (intendendo con questo termine proprio le dimensioni in anni luce dello spazio analizzato).
CONTESTO RISTRETTO = TEMPI RISTRETTI
Il più semplice ed evidente legame tra DIMENSIONI del contesto e TEMPISTICHE degli eventi è individuabile nel contesto "TERRE-LUNA". 2 corpi rocciosi, orbitanti uno intorno all'altro ad una distanza media di 384.000 km.... periodicamente l'evento che si manifesta da questo contesto è quello delle maree... con una periodicità misurabile da alcune ore ad alcuni mesi. E le donne sanno benissimo quale sia l'influenza lunre e la relativa ciclicità sulla loro vita quotidiana.
CONTESTO MEDIO = TEMPI MEDI
Allargando il nostro sguardo al contesto SOLE-TERRA, troviamo la stragrande maggioranza degli eventi che ci riguardano. Eventi complessi che hanno una ciclicità che va da alcuni anni ad alcune migliaia di anni. Uno tra gli eventi più ricorrenti è quello undecennale dell'attività magnetica solare. Questa ha ripercussioni dirette e indirette sul clima del nostro pianeta... con ritardi che vanno dai 6 mesi per le ripercussioni dirette, ai 6-7 anni per quelle indirette. Tra gli eventi più a lungo termine troviamo invece il ciclo delle glaciazioni periodiche.... o per meglio dire dei Periodi interglaciali. Dalle ricerche di paleoclimatologia sappiamo che ad ogni Periodo Interglaciale Freddo della durata di 125.000 anni circa, segue un Periodo Interglaciale Caldo della durata 10 volte inferiore... ovvero 12500 anni circa. E sappiamo che tra i 2 periodi... vi è un Periodi di Transizione Interglaciale della durata approssimativa di 10.000 anni... Un periodo, questo, che è la vera chiave di tutto il problema legato al cambiamento... in quanto è la causa delle estinzioni e delle catastrofi naturali. Ma andando a calcolare la ciclicità di tale periodo scopriamo un risultato di 150.000 anni circa. E questo ci fa capire quanto difficile sia accorgersi e riconoscere un tale cambiamento. Cambiamento che, se uno riuscisse a vivere PRIMA e DOPO tale evento, tutto sarebbe più facile.
Anche andando ad analizzare un piccolissimo periodo storico nel quale è stato evidente un tale cambiamento... ovvero la Piccola Era Glaciale, si scopre che il calo termico più elevato è stato di circa 2°C rispetto al periodo attuale. Ma tale calo termico è stato "spalmato" su diverse decine di anni. E non su qualche giorno o mese come potremmo pensare. Ecco perché non tutti riescono a capire l'importanza di guardare all'attività solare e capirne in netto anticipo quale potrebbe essere l'evoluzione futura.
Ma andiamo avanti!
CONTESTO AMPIO = TEMPI LUNGHISSIMI
Come ci si è resi conto da questi studi multidisciplinari, se la Terra viene "condizionata" dal Sole, anche il Sole, forse, viene condizionato dalla nostra Galassia. E la nostra Galassia viene condizionata dall'intero universo o solo dal Gruppo Locale. Ma quali sono le tempistiche?
Sappiamo che il Sistema Solare effettua un giro intorno al centro della Galassia ogni 250 milioni di anni circa... e che ogni 32 milioni di anni circa "passa" per il piano orbitale. Ovvero, durante il moto di rivoluzione, effettua anche un moto oscillatorio sopra e sotto il piano orbitale. Contemporaneamente a tutto questo, il Sistema Solare ruota su se stesso... e contemporaneamente anche l'intera Galassia ruota su se stessa... immersa nel Gruppo Locale. Per cui periodicamente le influenze delle Galasse e delle altre stelle della nostra Galassia andranno ad influenzare in modo più evidente il nostro sistema solare. L'unico evento SULLA TERRA che si è riusciti ad identificare è, ancora una volta, una glaciazione. Nello specifico una GRANDE GLACIAZIONE. Dovrebbe avere una periodicità di 600 milioni di anni... e tale evento è caratterizzato da un raffreddamento molto intenso e per alcuni milioni di anni, dell'intero pianeta. Un raffreddamento tale da portare l'estensione della banchisa artica a sfiorare la città di Lisbona, in Portogallo... e Buenos Aires, in argentina.
Tempi diversi, contesti diversi, eventi simili.
Ogni anni c'è (ci sarebbe) un'alternanza delle stagioni. Caldo e freddo che si alternano in modo più o meno uguale. Quando il freddo è più duraturo e persiste per diversi anni (più freddo significa meno caldo), su parla di raffreddamento temporaneo. Quando tale raffreddamento si protrae per alcuni secoli, si può parlare di Piccola Era Glaciale. Quando tale evento si protrae per migliaia di anni, allora si parla di Periodo Interglaciale Freddo.
Ma la vita, sulla Terra, continua comunque.
La scienza ha dimostrato infatti che esseri viventi sono vissuti PRIMA, DURANTE e DOPO l'ultimo Periodo Interglaciale Freddo.
Ma allora, cos'è che è effettivamente CATASTROFICO?
È sempre e solo il CAMBIAMENTO in se. Il cambio di abitudini, di condizioni climatiche, di illuminazione, di temperatura. Tutto questo... se ha effetti potenzialmente LIMITATI sulla nostra attuale società, ne ha avuti di ENORMI in passato... quando la sopravvivenza della popolazione dipendeva dalla capacità di coltivazione del terreno o dalla caccia e quando non c'erano i moderni sistemi di trasporto che spostano ingenti quantitativi di cibo da un luogo all'altro del pianeta.
E proprio questo che bisogna comprendere: la capacità del singolo di sopravvivere ai cambiamenti dipende dalla capacità dello stesso di procurarsi il cibo e più in generale le risorse di cui ha bisogno.
E nella società nella quale viviamo, questa capacità viene sempre più limitata da leggi, abitudini, disinformazione e interessi economici!
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Bernardo
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altemadonie
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Chapeau...!!! Una lucida esposizione di concetti basilari che troppo spesso si ignorano, o si sottovalutano.
Bravissimo...!!!!
Lorenzo
Bravissimo...!!!!
Lorenzo
nevofilo80 ha scritto:TEMPISTICHE E TEMPI
Alcune riflessioni e commenti mi hanno fatto venire in mente che, forse, bisognerebbe far luce su una questione importante riguardante gli eventi e il loro evolversi lungo la linea temporale.
Come esseri umani, cresciuti in una società "organizzata" (male) e culturalmente evoluta (veramente????), siamo abituati e portati a pensare che i cambiamenti (eventi), per essere tali, debbano per forza svolgersi in modo rapido ed evidente. Questo "concetto" non è quasi mai vero... se non per quanto riguarda gli eventi ARTIFICIALI... organizzati dall'essere umano per scopi che alla fine si riconducono quasi sempre al potere e al Dio Denaro.
Quando si parla di EVENTI NATURALI, invece, la scala temporale varia a seconda del contesto.
Per capire meglio quanto affermo cercherò di farvi qualche esempio pratico suddividendo il discorso in "contesti" più o meno ampi (intendendo con questo termine proprio le dimensioni in anni luce dello spazio analizzato).
CONTESTO RISTRETTO = TEMPI RISTRETTI
Il più semplice ed evidente legame tra DIMENSIONI del contesto e TEMPISTICHE degli eventi è individuabile nel contesto "TERRE-LUNA". 2 corpi rocciosi, orbitanti uno intorno all'altro ad una distanza media di 384.000 km.... periodicamente l'evento che si manifesta da questo contesto è quello delle maree... con una periodicità misurabile da alcune ore ad alcuni mesi. E le donne sanno benissimo quale sia l'influenza lunre e la relativa ciclicità sulla loro vita quotidiana.
CONTESTO MEDIO = TEMPI MEDI
Allargando il nostro sguardo al contesto SOLE-TERRA, troviamo la stragrande maggioranza degli eventi che ci riguardano. Eventi complessi che hanno una ciclicità che va da alcuni anni ad alcune migliaia di anni. Uno tra gli eventi più ricorrenti è quello undecennale dell'attività magnetica solare. Questa ha ripercussioni dirette e indirette sul clima del nostro pianeta... con ritardi che vanno dai 6 mesi per le ripercussioni dirette, ai 6-7 anni per quelle indirette. Tra gli eventi più a lungo termine troviamo invece il ciclo delle glaciazioni periodiche.... o per meglio dire dei Periodi interglaciali. Dalle ricerche di paleoclimatologia sappiamo che ad ogni Periodo Interglaciale Freddo della durata di 125.000 anni circa, segue un Periodo Interglaciale Caldo della durata 10 volte inferiore... ovvero 12500 anni circa. E sappiamo che tra i 2 periodi... vi è un Periodi di Transizione Interglaciale della durata approssimativa di 10.000 anni... Un periodo, questo, che è la vera chiave di tutto il problema legato al cambiamento... in quanto è la causa delle estinzioni e delle catastrofi naturali. Ma andando a calcolare la ciclicità di tale periodo scopriamo un risultato di 150.000 anni circa. E questo ci fa capire quanto difficile sia accorgersi e riconoscere un tale cambiamento. Cambiamento che, se uno riuscisse a vivere PRIMA e DOPO tale evento, tutto sarebbe più facile.
Anche andando ad analizzare un piccolissimo periodo storico nel quale è stato evidente un tale cambiamento... ovvero la Piccola Era Glaciale, si scopre che il calo termico più elevato è stato di circa 2°C rispetto al periodo attuale. Ma tale calo termico è stato "spalmato" su diverse decine di anni. E non su qualche giorno o mese come potremmo pensare. Ecco perché non tutti riescono a capire l'importanza di guardare all'attività solare e capirne in netto anticipo quale potrebbe essere l'evoluzione futura.
Ma andiamo avanti!
CONTESTO AMPIO = TEMPI LUNGHISSIMI
Come ci si è resi conto da questi studi multidisciplinari, se la Terra viene "condizionata" dal Sole, anche il Sole, forse, viene condizionato dalla nostra Galassia. E la nostra Galassia viene condizionata dall'intero universo o solo dal Gruppo Locale. Ma quali sono le tempistiche?
Sappiamo che il Sistema Solare effettua un giro intorno al centro della Galassia ogni 250 milioni di anni circa... e che ogni 32 milioni di anni circa "passa" per il piano orbitale. Ovvero, durante il moto di rivoluzione, effettua anche un moto oscillatorio sopra e sotto il piano orbitale. Contemporaneamente a tutto questo, il Sistema Solare ruota su se stesso... e contemporaneamente anche l'intera Galassia ruota su se stessa... immersa nel Gruppo Locale. Per cui periodicamente le influenze delle Galasse e delle altre stelle della nostra Galassia andranno ad influenzare in modo più evidente il nostro sistema solare. L'unico evento SULLA TERRA che si è riusciti ad identificare è, ancora una volta, una glaciazione. Nello specifico una GRANDE GLACIAZIONE. Dovrebbe avere una periodicità di 600 milioni di anni... e tale evento è caratterizzato da un raffreddamento molto intenso e per alcuni milioni di anni, dell'intero pianeta. Un raffreddamento tale da portare l'estensione della banchisa artica a sfiorare la città di Lisbona, in Portogallo... e Buenos Aires, in argentina.
Tempi diversi, contesti diversi, eventi simili.
Ogni anni c'è (ci sarebbe) un'alternanza delle stagioni. Caldo e freddo che si alternano in modo più o meno uguale. Quando il freddo è più duraturo e persiste per diversi anni (più freddo significa meno caldo), su parla di raffreddamento temporaneo. Quando tale raffreddamento si protrae per alcuni secoli, si può parlare di Piccola Era Glaciale. Quando tale evento si protrae per migliaia di anni, allora si parla di Periodo Interglaciale Freddo.
Ma la vita, sulla Terra, continua comunque.
La scienza ha dimostrato infatti che esseri viventi sono vissuti PRIMA, DURANTE e DOPO l'ultimo Periodo Interglaciale Freddo.
Ma allora, cos'è che è effettivamente CATASTROFICO?
È sempre e solo il CAMBIAMENTO in se. Il cambio di abitudini, di condizioni climatiche, di illuminazione, di temperatura. Tutto questo... se ha effetti potenzialmente LIMITATI sulla nostra attuale società, ne ha avuti di ENORMI in passato... quando la sopravvivenza della popolazione dipendeva dalla capacità di coltivazione del terreno o dalla caccia e quando non c'erano i moderni sistemi di trasporto che spostano ingenti quantitativi di cibo da un luogo all'altro del pianeta.
E proprio questo che bisogna comprendere: la capacità del singolo di sopravvivere ai cambiamenti dipende dalla capacità dello stesso di procurarsi il cibo e più in generale le risorse di cui ha bisogno.
E nella società nella quale viviamo, questa capacità viene sempre più limitata da leggi, abitudini, disinformazione e interessi economici!
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Bernardo
ciao nevofilo ,
nell'era interglaciale attuale ci sono state distinte fasi climatiche a lungo raggio , della durata di alcuni secoli , come per esempio ;
verso il 400 al 8oo circa più freddo ,... dal 800-900 al 1200-1300 fase più calda , definito il MWP Medioevo Warm period , pioi segue dal 1300-1400 al 1850 un periodo più freddo definita la piccola era glaciale P.E.G,
ora da oltre un secolo siamo nel G.W. Modern , e siamo nella perido più caldo in assoluto dal 1850-1860 ,
notiamo che sono Epoche Secolari calde e fredde che si " turnano " dentro un contesto più grande interglaciale ,
se ogni " epoca climatica " più calda e più fredde , sono durate anche oltre 3 secoli , non sembra che sia prossima la new P.E.G. , seguendo un pò la storia del nostro periodo interglaciale , sembrerebbe più probabile che questo Optimum attuale G.W. possa continuare ancora per qualche secolo .
ma nessuno ha questa certezza del futuro Climatico , forse cercare di capire prima il passato , potrebbe essere indicativo .
c'e da aggiungere che in questo new - modern G.W. attuale dobbiamo considerare un altro fattore dell'equazione , il fattore Antropico che ha un po' mischiato le " carte " Naturali.
nell'era interglaciale attuale ci sono state distinte fasi climatiche a lungo raggio , della durata di alcuni secoli , come per esempio ;
verso il 400 al 8oo circa più freddo ,... dal 800-900 al 1200-1300 fase più calda , definito il MWP Medioevo Warm period , pioi segue dal 1300-1400 al 1850 un periodo più freddo definita la piccola era glaciale P.E.G,
ora da oltre un secolo siamo nel G.W. Modern , e siamo nella perido più caldo in assoluto dal 1850-1860 ,
notiamo che sono Epoche Secolari calde e fredde che si " turnano " dentro un contesto più grande interglaciale ,
se ogni " epoca climatica " più calda e più fredde , sono durate anche oltre 3 secoli , non sembra che sia prossima la new P.E.G. , seguendo un pò la storia del nostro periodo interglaciale , sembrerebbe più probabile che questo Optimum attuale G.W. possa continuare ancora per qualche secolo .
ma nessuno ha questa certezza del futuro Climatico , forse cercare di capire prima il passato , potrebbe essere indicativo .
c'e da aggiungere che in questo new - modern G.W. attuale dobbiamo considerare un altro fattore dell'equazione , il fattore Antropico che ha un po' mischiato le " carte " Naturali.
robert ha scritto:ciao nevofilo ,
nell'era interglaciale attuale ci sono state distinte fasi climatiche a lungo raggio , della durata di alcuni secoli , come per esempio ;
verso il 400 al 8oo circa più freddo ,... dal 800-900 al 1200-1300 fase più calda , definito il MWP Medioevo Warm period , pioi segue dal 1300-1400 al 1850 un periodo più freddo definita la piccola era glaciale P.E.G,
ora da oltre un secolo siamo nel G.W. Modern , e siamo nella perido più caldo in assoluto dal 1850-1860 ,
notiamo che sono Epoche Secolari calde e fredde che si " turnano " dentro un contesto più grande interglaciale ,
se ogni " epoca climatica " più calda e più fredde , sono durate anche oltre 3 secoli , non sembra che sia prossima la new P.E.G. , seguendo un pò la storia del nostro periodo interglaciale , sembrerebbe più probabile che questo Optimum attuale G.W. possa continuare ancora per qualche secolo .
ma nessuno ha questa certezza del futuro Climatico , forse cercare di capire prima il passato , potrebbe essere indicativo .
c'e da aggiungere che in questo new - modern G.W. attuale dobbiamo considerare un altro fattore dell'equazione , il fattore Antropico che ha un po' mischiato le " carte " Naturali.
Ciao Robert,
è anche però una questione di scala temporale di osservazione. Gli ultimi 1500 anni confermerebbero la tua tesi, ma è un campione di 4 epoche in sequenza e non saprei quanto possa essere affidabile per la sua esiguità.
Questa immagine, pur non pertinente al tema di PEG, mi ha sempre fatto venire i brividi..non di freddo, ma di paura
Speriamo che gli anomali ultimi 7/8k anni continuino con questo trend anche in futuro..

- nevofilo80
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INASPETTATO COMPORTAMENTO SOLARE!
IL DIPOLO MAGNETICO DEL SOLE NON HA ANCORA ATTRAVERSATO LO ZERO!!
Questa notizia è abbastanza importante, dato che il sole è un'entità fortemente magnetica. inoltre questo ritardo, potrebbe essere in linea con alcune previsioni su un possibile collasso magnetico del Sole.
Nel lavoro di Livingston e Penn, dall'Osservatorio Nazionale Solare di Tucson in Arizona, i due astronomi, ci suggeriscono, dai loro studi, che nei prossimi anni, la visibilità delle macchie solari scenderà!
L'attività solare monopolare, come viene proposto ora dal Sole, è avvenuta durante i più grandi minimi solari precedenti, basati su alcuni lavori, con disegni solari non pubblicati, giacenti negli archivi universitari della Scaninavian.
Il Campo Polare viene monitorato dall'Osservatorio di Wilcox in Arizona, ma che purtroppo non è noto prima di questi ultimi anni, dati dedotti dal lavoro allo spettroscopio.
Vukcevic mi ha aiutato nella raccolta dei dati che si estendono indietro nel tempo, che con questi set di dati, ci suggeriscono nel loro contenuto un significativo rilevante passato ciclico.
http://tallbloke.wordpress.com/2013/06/ ... more-13292
****************************
Questo articolo molto breve ma importantissimo, conferma in toto ciò che vi abbiamo raccontato e spiegato molte volte.
L'attività del Sole, da ormai più di un anno è in fase di assetto monopolare, cioè ha i due poli magnetici solari dello stesso segno. Questo non consente al ciclo solare di progredire nel suo normale manifestarsi, a causa dell'inattività dell'emisfero meridionale.
Da qui la mancata inversione con grave sbilanciamento asimmetrico delle macchie solari.
Dunque riuscirà l'attività solare ad invertire la rotta e dare quell'accelerata indispensabile all'inversione, in modo da fare progredire il ciclo 24, anche se debolmente?
Noi crediamo di no! Per tutte le motivazioni descritte.
Ricordo inoltre che gli emisferi così sbilanciati con predisposizione asimmetrica si ebbero soltanto in un super minimo....
THE MAUNDER MINIMUM!!
Enzo
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Con la drammatica perdita di calore, che si sta verificando nel Nord Atlantico, mostrato in Figura 4, è evidente che un cambiamento significativo nelle misurazioni dei modelli climatici a lungo termine, potrà avvenire nell'emisfero settentrionale. Notare poi, la coincidenza del picco nella curva della temperatura globale, della figura 2 e il picco corrispondente della curva in figura 4, dell’anno 2007.
Questo corrisponde all'anno previsto per il cambiamento del clima 2007-2008, passando da un’epoca calda ad un’epoca più fredda, con la forzante dall’attività solare, prevista dal modello (SAF). Il calo previsto delle temperature dell'Oceano Atlantico, è già stato preceduto da una riduzione a lungo termine nel Pacifico. Come le anomalie dell’Oceano Atlantico vengono riconosciute dall’indice AMO (Multi-Decadal-Oscillation), l'Oceano Pacifico viene riconosciuto con l’indice della PDO (Pacific Decadal Oscillation).
La PDO risulta attualmente nella sua lunga fase di calo delle temperature, iniziata nel 1987 e che si prevede continui nella sua fase di calo, con acque sempre più fredde del Pacifico nel suo settore a Nord, nel corso dei prossimi decenni.
E’ importante sottolineare che, tra il 2020 ed il 2030 nell'Oceano Pacifico, che sta attraversando una fase di freddo, si andrà ad aggiungere, sovrapponendosi, la fase fredda dell’AMO. Questa fase fredda, rimarrà in atto per decenni, e fornirà la premessa per un periodo dal clima di freddo record in tutto l'emisfero settentrionale. Questo sarà anche il periodo peggiore predetto dal modello SAF della SSRC.
Allo stesso modo, le temperature dell’Oceano Pacifico lungo l'equatore, si prevedono in continuo declino, avendo avuto inizio almeno dal 1981, continuando poi il suo leggero declino. Dal 2003, è poi iniziato un periodo di notevole calo della temperatura, con perdita di calore anche nell’Oceano Atlantico.
Figura 4. La forte perdita di calore nel Nord Atlantico nel grafico trentennale.
Fonte: NODC / Humlum.
Figura 5. La tabella mostra i 30 anni di calo delle temperature nel Nord dell’Oceano Pacifico.
Fonte: JISAO / Humlum
Fine quarta parte
Enzo[/img]
Gli Oceani sono stati molto più freddi nel trentennio '50 - '70 ,
la P.D.O . è stata negativa per decenni , con le più intense e LUNGHE fasi Nina Strong in assoluto dal 1948 , registrate dal 1953 al 1957 ,
e negli anni '70 dal 1973 al 1976 ,
decenni in cui è diminuita la T media globale , ma questa fase - definito cooling TREND è iniziato alla fine degli anni '40 ( 1946-1947 ) quando PDO da positiva passò negativa , e negli anni '50 quando AMo da pos. a neg.
Oceani in Media molto più freddi che hanno determinato quella fase che tutti conosciamo degli anni '60 - '70 più Freschi ,
quando nevicava anche in pianura e sulle spiagge al Sud Italia , come nel febbraio 1956 - gennaio 1963 - febbraio 1965 - marzo 1971 - ,
dal 1977-1978 è iniziato il warming trend che ha portato lì'anomailie termiche positive al top nelgi anni 2000 , ora gli oceani temndono a raffreddarsi , e questo è evidente dai dati globali , solo che per il mar Artico dal 2007/2008 le acque superficiali sono state più calde comportando quei minimi del 2007 e 2012 .
PDO e AMO nei prossimi anni probabile in fase negativa , potrebbero causare un Trend di medio corto raggio , come si è registrato nei precedenti fasi in questo G.W. ,
ma non una P.E.G. ,
la domanda forse dovrebbe essere ,.. come mai nonostante da alcuni anni le temp. media oceanica e in diminuzione , come si nota nei grafici , la T media invece si mantiene su valori alti ? ,
anni 2000 i più caldi in assoluto , anche se si evidenzia una leggera diminuz. della T media dal 2008
Non sono alcuni anni o decenni di P.DO. e periodi Enso associati neg. , AMO. negativo a determinare un new P.E.G. , al massimo possono causare un Ciclo di medio corto raggio come registrato nei decenni '50-'70
ad innescare la P.E.G. sono stati più fattori come un intensa attivita vulcanica e Minimi Solari eccezionali , durati molti decenni .
la P.D.O . è stata negativa per decenni , con le più intense e LUNGHE fasi Nina Strong in assoluto dal 1948 , registrate dal 1953 al 1957 ,
e negli anni '70 dal 1973 al 1976 ,
decenni in cui è diminuita la T media globale , ma questa fase - definito cooling TREND è iniziato alla fine degli anni '40 ( 1946-1947 ) quando PDO da positiva passò negativa , e negli anni '50 quando AMo da pos. a neg.
Oceani in Media molto più freddi che hanno determinato quella fase che tutti conosciamo degli anni '60 - '70 più Freschi ,
quando nevicava anche in pianura e sulle spiagge al Sud Italia , come nel febbraio 1956 - gennaio 1963 - febbraio 1965 - marzo 1971 - ,
dal 1977-1978 è iniziato il warming trend che ha portato lì'anomailie termiche positive al top nelgi anni 2000 , ora gli oceani temndono a raffreddarsi , e questo è evidente dai dati globali , solo che per il mar Artico dal 2007/2008 le acque superficiali sono state più calde comportando quei minimi del 2007 e 2012 .
PDO e AMO nei prossimi anni probabile in fase negativa , potrebbero causare un Trend di medio corto raggio , come si è registrato nei precedenti fasi in questo G.W. ,
ma non una P.E.G. ,
la domanda forse dovrebbe essere ,.. come mai nonostante da alcuni anni le temp. media oceanica e in diminuzione , come si nota nei grafici , la T media invece si mantiene su valori alti ? ,
anni 2000 i più caldi in assoluto , anche se si evidenzia una leggera diminuz. della T media dal 2008
Non sono alcuni anni o decenni di P.DO. e periodi Enso associati neg. , AMO. negativo a determinare un new P.E.G. , al massimo possono causare un Ciclo di medio corto raggio come registrato nei decenni '50-'70
ad innescare la P.E.G. sono stati più fattori come un intensa attivita vulcanica e Minimi Solari eccezionali , durati molti decenni .
- nevofilo80
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PERCHE' IL CICLO 24 RISULTA DEL 50% INFERIORE AL CICLO 23!
In molti, anche nella comunità scientifica, rimangono ancora in attesa di una grande ripresa dell’attività solare, in questo ipotetico massimo del ciclo solare 24!
In attesa che la nostra stella emetta eruzioni solari e Flare di chissà quale potenza, nel prossimo massimo previsto dalla NASA in questo 2013.
MA TUTTO QUESTO NON SARA' POSSIBILE!
Questo semplicemente perché, la struttura della corona solare indica che il picco nell'ultimo ciclo solare di attività della nostra stella è già passato, almeno per quanto riguarda l'emisfero settentrionale.
Nel frattempo l'emisfero meridionale, è in lento aumento verso il suo massimo solare e non può raggiungerlo prima del 2014, creando così, una pericolosa asimmetria dei due emisferi.
Questa asimmetria tra i due emisferi, rafforza la teoria avanzata tra la comunità scientifica più accreditata negli ultimi anni, che la nostra stella è diretta verso l'IBERNAZIONE.
Inoltre un Sole per così dire "spento" potrebbe fornire una base di studio, così da osservare il modo in cui influenza il clima sulla Terra.
Le osservazioni magnetiche, chiamate comunemente macchie solari, hanno rivelato nel 1800, che il Sole attraversa dei cicli di attività di circa 11 anni.
Quando il Sole raggiunge la sua massima attività solare, la produzione di macchie solari, brillamenti ed espulsioni di plasma è massima. Al contrario nel corso del minimo solare, il Sole risulta molto più quiescente.
A seguito di un minimo solare inaspettatamente profondo nel periodo dal 2008 al 2010, i fisici solari hanno previsto un massimo debole per il 2013. Ai nostri giorni però, si è scoperto che le macchie solari non sono l'unico strumento per tracciare la durata di un ciclo solare.
Richard Altrock della US Air Force Research Laboratory nel New Mexico, ha svolto uno studio sulle strutture coronali, chiamato appunto prominenze sulle coronali polari, che derivano dai brontolii magnetici della superficie solare.
Questi filamenti gassosi si formano alle medie latitudini, all'inizio di un ciclo solare. Come progredisce, vanno alla deriva e quando raggiungono i 76 gradi di latitudine, il massimo solare è arrivato.
Poco tempo dopo le protuberanze scompaiono, per riformarsi soltanto durante il ciclo successivo.
Sulla base dei movimenti di questo ciclo delle protuberanze, Altrock dice che, un massimo solare particolarmente debole ha avuto luogo nell'emisfero settentrionale del Sole intorno a luglio dello scorso anno.
Bernhard Fleck, scienziato del progetto per la NASA del Solar and Heliospheric Observatory dell'Agenzia Spaziale Europea, aggiunge che, anche se abbiamo assistito al massimo nell'emisfero nord, rimaniamo in attesa del massimo nell'emisfero sud.
Secondo Altrock, le protuberanze meridionali sono ancora in movimento, ma che queste proseguono molto lentamente. Se continuano al ritmo attuale, dice, il sud non raggiungerà il suo massimo prima del febbraio del 2014.
Tale grande asimmetria tra gli emisferi, potrebbe essere un segno di grandi cambiamenti in un prossimo futuro, dice Steven Tobias, un matematico presso l'Università di Leeds, nel Regno Unito, Secondo i suoi modelli, una situazione del genere precede una lunga e prolungata fase tranquilla, "UN GRANDE MINIMO SOLARE".
"I cambiamenti di simmetria nei cicli solari, sono i segnali più indicativi che ci conducono verso un grande minimo, indicandoci la forza complessiva del ciclo".
Inoltre i grandi minimi possono durare per decenni. Il precedente grande minimo ha avuto luogo tra il 1645 e il 1715, ed è stato collegato alla piccola era glaciale in Europa. Una nuova potrebbe anche causare localizzati periodi freddi.
Gli scienziati del clima potrebbe vederci un lato positivo nel prossimo possibile rafreddamento: infatti un grande minimo, offre le condizioni ideali per testare gli effetti della variabilità solare sul clima della Terra.
Enzo
In molti, anche nella comunità scientifica, rimangono ancora in attesa di una grande ripresa dell’attività solare, in questo ipotetico massimo del ciclo solare 24!
In attesa che la nostra stella emetta eruzioni solari e Flare di chissà quale potenza, nel prossimo massimo previsto dalla NASA in questo 2013.
MA TUTTO QUESTO NON SARA' POSSIBILE!
Questo semplicemente perché, la struttura della corona solare indica che il picco nell'ultimo ciclo solare di attività della nostra stella è già passato, almeno per quanto riguarda l'emisfero settentrionale.
Nel frattempo l'emisfero meridionale, è in lento aumento verso il suo massimo solare e non può raggiungerlo prima del 2014, creando così, una pericolosa asimmetria dei due emisferi.
Questa asimmetria tra i due emisferi, rafforza la teoria avanzata tra la comunità scientifica più accreditata negli ultimi anni, che la nostra stella è diretta verso l'IBERNAZIONE.
Inoltre un Sole per così dire "spento" potrebbe fornire una base di studio, così da osservare il modo in cui influenza il clima sulla Terra.
Le osservazioni magnetiche, chiamate comunemente macchie solari, hanno rivelato nel 1800, che il Sole attraversa dei cicli di attività di circa 11 anni.
Quando il Sole raggiunge la sua massima attività solare, la produzione di macchie solari, brillamenti ed espulsioni di plasma è massima. Al contrario nel corso del minimo solare, il Sole risulta molto più quiescente.
A seguito di un minimo solare inaspettatamente profondo nel periodo dal 2008 al 2010, i fisici solari hanno previsto un massimo debole per il 2013. Ai nostri giorni però, si è scoperto che le macchie solari non sono l'unico strumento per tracciare la durata di un ciclo solare.
Richard Altrock della US Air Force Research Laboratory nel New Mexico, ha svolto uno studio sulle strutture coronali, chiamato appunto prominenze sulle coronali polari, che derivano dai brontolii magnetici della superficie solare.
Questi filamenti gassosi si formano alle medie latitudini, all'inizio di un ciclo solare. Come progredisce, vanno alla deriva e quando raggiungono i 76 gradi di latitudine, il massimo solare è arrivato.
Poco tempo dopo le protuberanze scompaiono, per riformarsi soltanto durante il ciclo successivo.
Sulla base dei movimenti di questo ciclo delle protuberanze, Altrock dice che, un massimo solare particolarmente debole ha avuto luogo nell'emisfero settentrionale del Sole intorno a luglio dello scorso anno.
Bernhard Fleck, scienziato del progetto per la NASA del Solar and Heliospheric Observatory dell'Agenzia Spaziale Europea, aggiunge che, anche se abbiamo assistito al massimo nell'emisfero nord, rimaniamo in attesa del massimo nell'emisfero sud.
Secondo Altrock, le protuberanze meridionali sono ancora in movimento, ma che queste proseguono molto lentamente. Se continuano al ritmo attuale, dice, il sud non raggiungerà il suo massimo prima del febbraio del 2014.
Tale grande asimmetria tra gli emisferi, potrebbe essere un segno di grandi cambiamenti in un prossimo futuro, dice Steven Tobias, un matematico presso l'Università di Leeds, nel Regno Unito, Secondo i suoi modelli, una situazione del genere precede una lunga e prolungata fase tranquilla, "UN GRANDE MINIMO SOLARE".
"I cambiamenti di simmetria nei cicli solari, sono i segnali più indicativi che ci conducono verso un grande minimo, indicandoci la forza complessiva del ciclo".
Inoltre i grandi minimi possono durare per decenni. Il precedente grande minimo ha avuto luogo tra il 1645 e il 1715, ed è stato collegato alla piccola era glaciale in Europa. Una nuova potrebbe anche causare localizzati periodi freddi.
Gli scienziati del clima potrebbe vederci un lato positivo nel prossimo possibile rafreddamento: infatti un grande minimo, offre le condizioni ideali per testare gli effetti della variabilità solare sul clima della Terra.
Enzo
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PERCHE' IL CICLO 24 RISULTA DEL 50% INFERIORE AL CICLO 23!
In molti, anche nella comunità scientifica, rimangono ancora in attesa di una grande ripresa dell’attività solare, in questo ipotetico massimo del ciclo solare 24!
In attesa che la nostra stella emetta eruzioni solari e Flare di chissà quale potenza, nel prossimo massimo previsto dalla NASA in questo 2013.
MA TUTTO QUESTO NON SARA' POSSIBILE!
Questo semplicemente perché, la struttura della corona solare indica che il picco nell'ultimo ciclo solare di attività della nostra stella è già passato, almeno per quanto riguarda l'emisfero settentrionale.
Nel frattempo l'emisfero meridionale, è in lento aumento verso il suo massimo solare e non può raggiungerlo prima del 2014, creando così, una pericolosa asimmetria dei due emisferi.
Questa asimmetria tra i due emisferi, rafforza la teoria avanzata tra la comunità scientifica più accreditata negli ultimi anni, che la nostra stella è diretta verso l'IBERNAZIONE.
Inoltre un Sole per così dire "spento" potrebbe fornire una base di studio, così da osservare il modo in cui influenza il clima sulla Terra.
Le osservazioni magnetiche, chiamate comunemente macchie solari, hanno rivelato nel 1800, che il Sole attraversa dei cicli di attività di circa 11 anni.
Quando il Sole raggiunge la sua massima attività solare, la produzione di macchie solari, brillamenti ed espulsioni di plasma è massima. Al contrario nel corso del minimo solare, il Sole risulta molto più quiescente.
A seguito di un minimo solare inaspettatamente profondo nel periodo dal 2008 al 2010, i fisici solari hanno previsto un massimo debole per il 2013. Ai nostri giorni però, si è scoperto che le macchie solari non sono l'unico strumento per tracciare la durata di un ciclo solare.
Richard Altrock della US Air Force Research Laboratory nel New Mexico, ha svolto uno studio sulle strutture coronali, chiamato appunto prominenze sulle coronali polari, che derivano dai brontolii magnetici della superficie solare.
Questi filamenti gassosi si formano alle medie latitudini, all'inizio di un ciclo solare. Come progredisce, vanno alla deriva e quando raggiungono i 76 gradi di latitudine, il massimo solare è arrivato.
Poco tempo dopo le protuberanze scompaiono, per riformarsi soltanto durante il ciclo successivo.
Sulla base dei movimenti di questo ciclo delle protuberanze, Altrock dice che, un massimo solare particolarmente debole ha avuto luogo nell'emisfero settentrionale del Sole intorno a luglio dello scorso anno.
Bernhard Fleck, scienziato del progetto per la NASA del Solar and Heliospheric Observatory dell'Agenzia Spaziale Europea, aggiunge che, anche se abbiamo assistito al massimo nell'emisfero nord, rimaniamo in attesa del massimo nell'emisfero sud.
Secondo Altrock, le protuberanze meridionali sono ancora in movimento, ma che queste proseguono molto lentamente. Se continuano al ritmo attuale, dice, il sud non raggiungerà il suo massimo prima del febbraio del 2014.
Tale grande asimmetria tra gli emisferi, potrebbe essere un segno di grandi cambiamenti in un prossimo futuro, dice Steven Tobias, un matematico presso l'Università di Leeds, nel Regno Unito, Secondo i suoi modelli, una situazione del genere precede una lunga e prolungata fase tranquilla, "UN GRANDE MINIMO SOLARE".
"I cambiamenti di simmetria nei cicli solari, sono i segnali più indicativi che ci conducono verso un grande minimo, indicandoci la forza complessiva del ciclo".
Inoltre i grandi minimi possono durare per decenni. Il precedente grande minimo ha avuto luogo tra il 1645 e il 1715, ed è stato collegato alla piccola era glaciale in Europa. Una nuova potrebbe anche causare localizzati periodi freddi.
Gli scienziati del clima potrebbe vederci un lato positivo nel prossimo possibile rafreddamento: infatti un grande minimo, offre le condizioni ideali per testare gli effetti della variabilità solare sul clima della Terra.
Enzo[/img]
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FORTE ERUZIONE CON EMISSIONI DI CENERE DEL VULCANO POPOCATEPETI NEL MESSICO
Secondo CENAPRED, una forte eruzione alle 18:23 UTC del 17 giugno 2013 ha generato una colonna di cenere più di 4 km di altezza sopra il vulcano messicano Popocatepetl.
Frammenti incandescenti sono stati rilasciati fino a 2 km dal cratere, e la causa della loro alta temperatura ha causato piccoli incendi nelle vicine praterie.
Enzo
Ecco l'incredibile video dell'esplosione eruttiva del vulcano Popocatepetl, in Messico
http://www.youtube.com/watch?feature=pl ... ATDHCtaMBs
Secondo CENAPRED, una forte eruzione alle 18:23 UTC del 17 giugno 2013 ha generato una colonna di cenere più di 4 km di altezza sopra il vulcano messicano Popocatepetl.
Frammenti incandescenti sono stati rilasciati fino a 2 km dal cratere, e la causa della loro alta temperatura ha causato piccoli incendi nelle vicine praterie.
Enzo
Ecco l'incredibile video dell'esplosione eruttiva del vulcano Popocatepetl, in Messico
http://www.youtube.com/watch?feature=pl ... ATDHCtaMBs