A pochi giorni dal massacro di un soldato britannico nelle strade di Londra da parte di due giovani di origine nigeriana convertiti all’islam radicale, un altro uomo in divisa è stato aggredito in una grande capitale europea, accoltellato alla gola: è successo a Parigi, alla Defense, quartiere degli affari della metropoli, nel grande spiazzo davanti all’arco su cui si affacciano numerosi negozi, affollato in un sabato pomeriggio di timido sole.
Erano più o meno le 18: un militare in uniforme stava facendo la sua ronda di pattugliamento, nell’ambito del piano antiterrorismo Vigipirate, quando un uomo (descritto dalla stampa come «un maghrebino», anche se la polizia non si è sbilanciata) gli si è avventato contro, pugnalandolo alla gola con un taglierino e dandosi poi alla fuga.
Il ferito, che secondo fonti del ministero della Difesa avrebbe 23 anni e apparterebbe al reggimento degli Chasseurs de Gap, è stato rapidamente soccorso e messo al riparo nei locali della vicina stazione della metropolitana: «Le sue ferite sono abbastanza serie, ma non lo mettono in pericolo di vita», ha spiegato alla stampa il prefetto locale, Pierre-Andre Peyvel, sottolineando che il militare «ha perso molto sangue».
Secondo una prima descrizione attribuita a fonti investigative anonime, l’aggressore sarebbe un uomo sui 30 anni, «di aspetto nordafricano», con la barba e indosso un giubbotto scuro e una galabia, la veste tradizionale del Maghreb, di colore chiaro. Il prefetto Peyvel non ha però voluto confermare in un primo tempo queste informazioni.
La notizia, diffusa dal sito del quotidiano locale Le Parisien, è balzata in un attimo in cima a tutte le homepage e nei titoli dei notiziari radio e tv: il pensiero è andato immediatamente a quanto accaduto a Londra, dove due uomini armati con coltelli e mannaie hanno infierito brutalmente su un fuciliere reduce dell’Afghanistan, Lee Rigby, inneggiando ad Allah e al jihad. Ma anche a Mohamed Merah, il terrorista solitario desideroso di farsi notare da Al Qaeda che nel marzo dell’anno scorso, fra Tolosa e i suoi dintorni, uccise tre militari francesi, sparando loro addosso non lontano dalle caserme, oltre a tre bambini e un insegnante di una scuola ebraica.
Impossibile, inoltre, non tracciare un collegamento con il ruolo della Francia nel conflitto del Mali, il recente blitz in Niger e le numerose minacce che i leader dei gruppi terroristi islamici in Nordafrica hanno più volte proferito di recente nei confronti di Parigi, promettendo vendetta. Il loro appello alla “guerra santa”, secondo quanto riportato da diversi organi di stampa negli ultimi giorni, starebbe facendo proseliti tra i giovani francesi di origine araba, magari “cani sciolti”, soprattutto tra quelli più isolati o in difficoltà economiche. Spingendo più d’uno a unirsi a movimenti ribelli, in Afghanistan, Pakistan e Siria, e inducendoli a mettere in atto gesti eclatanti anche in patria.
Il presidente Francois Hollande non ha voluto, almeno per il momento, confermare la matrice terroristica del gesto: «Non conosciamo ancora le esatte circostanze dell’attacco né l’identità dell’aggressore - ha dichiarato ai giornalisti da Addis Abeba, dove si trova in visita ufficiale per il 50esimo anniversario dell’Unione Africana - ma stiamo vagliando tutte le opzioni».
http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2013/ ... ense.shtml
Ancora violenza brutale di un nordafricano, ma perché?
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Ripesco questo TD per parlare di Kabobo, ve lo ricordate?
Questa è fresca fresca di giornata:
http://milano.repubblica.it/cronaca/201 ... -70937587/
e a uno così gli paghiamo anche le spese carcerarie.
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