forse solo il nostro "freddofilo..puro" sopra appunto...Uomo di Langa ha scritto:Io non amo il caldo,però non mi auguro che prenda piede un' era glaciale vera e propria;un ritorno ad anni meno caldi dei '90 e '00 mi sarebbe gradito,il resto no...nevofilo80 ha scritto:per me sono cose importanti ,normale che storci la bocca ,ami il caldo alla follia .con tutto il rispetto meglio un era glaciale e un inverno gelido che un estate monotona afosa e caldaKelvin ha scritto: adesso francamente stai esagerando Nevo... Ok, finchè si "scherza"...(ma perchè già che ci sei non ti cambi il nick in "freddofilo..PURO"?
...
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Un conto sarebbe l'inverno molto freddo e nevoso(e fin lì ci siamo),un altro la glaciazione:dalle mie parti la neve resterebbe al suolo minimo da Ottobre a Maggio...e chi ci vivrebbe più?
Prepararsi al Grande Freddo: Appuntamento per il 2014
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seh ho capito.., ma "Lui" CHI?!?PaoloColbertaldo ha scritto:Si', "Lui", sempre una voce molto autorevole in campo meteorologico!Kelvin ha scritto:il "mitico colonnello" Chi? ...PaoloColbertaldo ha scritto:Ragazzi, tutte queste considerazioni, pur interessanti, mi lasciano abbastanza perplessoTutto mi sembra nato cosi' all' improvviso, tra l' altro anche il mitico Colonnello che si sbilancia in modo evidente...non vorrei si trattasse di pura illusione ( inverno appena trascorso docet
) Se Dio vorra'...constateremo col passare degli anni!
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furia atlantica
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Quoti anche l' evidenziato in arancio?Kelvin ha scritto:forse solo il nostro "freddofilo..puro" sopra appunto...Uomo di Langa ha scritto:Io non amo il caldo,però non mi auguro che prenda piede un' era glaciale vera e propria;un ritorno ad anni meno caldi dei '90 e '00 mi sarebbe gradito,il resto no...nevofilo80 ha scritto:per me sono cose importanti ,normale che storci la bocca ,ami il caldo alla follia .con tutto il rispetto meglio un era glaciale e un inverno gelido che un estate monotona afosa e calda
Un conto sarebbe l'inverno molto freddo e nevoso(e fin lì ci siamo),un altro la glaciazione:dalle mie parti la neve resterebbe al suolo minimo da Ottobre a Maggio...e chi ci vivrebbe più?ma vabè scherzi a parte, Udl tu non sai quanto mi faccia PIACERE quotarti quanto hai scritto, ma credimi veramente!!!
ah beh ecco..lì "dipende", se meno caldi come "certi" degli 80s (82-83-85-87-88..) ci metterei la FIRMA da subitofuria atlantica ha scritto:Quoti anche l' evidenziato in arancio?Kelvin ha scritto:forse solo il nostro "freddofilo..puro" sopra appunto...Uomo di Langa ha scritto: Io non amo il caldo,però non mi auguro che prenda piede un' era glaciale vera e propria;un ritorno ad anni meno caldi dei '90 e '00 mi sarebbe gradito,il resto no...
Un conto sarebbe l'inverno molto freddo e nevoso(e fin lì ci siamo),un altro la glaciazione:dalle mie parti la neve resterebbe al suolo minimo da Ottobre a Maggio...e chi ci vivrebbe più?ma vabè scherzi a parte, Udl tu non sai quanto mi faccia PIACERE quotarti quanto hai scritto, ma credimi veramente!!!
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Kelvin ha scritto:ah beh ecco..lì "dipende", se meno caldi come "certi" degli 80s (82-83-85-87-88..) ci metterei la FIRMA da subitofuria atlantica ha scritto:Quoti anche l' evidenziato in arancio?Kelvin ha scritto: forse solo il nostro "freddofilo..puro" sopra appunto...ma vabè scherzi a parte, Udl tu non sai quanto mi faccia PIACERE quotarti quanto hai scritto, ma credimi veramente!!!
..sui 70s un pò "meno"...[/quote]
Beh,i '70s erano stai anni eccezionalmente freddi specie d'estate a causa di un AMO incredilmente negativo,direi un caso raro.
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avevamo messo in evidenza che tutte le lunghe serie quasi ininterrotte di inverni freddi del passato più o meno lontano - vedi il periodo tra il periodo 1620-1720 (minimo di Maunder) o il raffreddamento a scala globale degli anni ‘60/’70 e anche gli inverni freddi dal 2006 al 2013 - hanno sempre coinciso con una attività piuttosto debole del sole. Più in particolare, anche in accordo con un recente approfondito studio di Loookwood della Università di Reading, le osservazioni meteo del passato dimostrano che le fasi di bassa attività solare sono state sempre accompagnate in inverno dalla formazione di persistenti anticicloni di blocco (vedi glossario) sul Nord Europa, i quali non sono altro che fasi persistenti di NAO negativa, così come del resto è avvenuto spesso negli inverni degli ultimi 7-8 anni. Resta ora da rispondere al perché…del perché!
Ma perché il sole può dar luogo a lunghe serie pluriennali con NAO negativa (o positiva) nella stagione invernale?
Ebbene, quando il sole ha una bassa attività, come sta avvenendo dalla 2004 circa ad oggi, è inferiore al normale la quantità luce visibile e invisibile inviata sulla terra. In particolare si riduce anche la radiazione ultravioletta (UV), e quindi sono minori anche le disintegrazioni, da parte degli UV, delle molecole di ozono presenti in grande concentrazione nella stratosfera compresa tra 20 e 50 km circa (ozonosfera). Insomma un sole più pigro comporta una maggiore concentrazione di ozono nella ozonosfera. In effetti le osservazioni dei satelliti evidenziano un incremento delle concentrazioni di Ozono negli anni 2000 (Fig.1).
Ma l’Ozono è un gas serra e quindi una sua maggiore concentrazione dovrebbe comportare una maggiore cattura della radiazione infrarossa emessa dalla terra con conseguente surriscaldamento della stratosfera.
Ebbene la fig.2, relativa alla quota stratosferica di 50 hPa (circa 20 km di altezza), mostra che in effetti, specie nel periodo 2006-2013, la stratosfera polare in inverno è diventata più calda di quanto non fosse nel periodo 1980-2000.
Tale fenomeno è stato riscontrato solo in inverno e non nelle altre stagioni (fig.3).
Tale surriscaldamento ovviamente in inverno spiana la strada agli eventi di “stratwarming” ovvero un ulteriore surriscaldamentostratosferico a seguito dell’intrusione nel circolo polare da parte in genere dell’anticiclone canadese, il quale essendo un anticiclone invernale di origine termica, è appunto freddo fino a 4-5 km di altezza per poi divenire caldo alle quote superiori fino alla stratosfera.
Ma l’insediamento di dell’alta pressione canadese sul circolo polare, al posto della vortice polare, è la classica configurazione di NAO negativa.
Ma è altrettanto vero che quando il sole è molto attivo (come avvenne dal 1980 al 2000) la concentrazione dell’ozono nella stratosfera tende a diminuire, perché maggiormente dissociato dai raggi UV. Ma una minore concentrazione di ozono stratosferico comporta una minore cattura della radiazione infrarossa emessa dalla terra e quindi un raffreddamento della stratosfera. Ma una stratosfera troppo fredda a sua volta rende meno probabili gli eventi di stratwarming e meno frequenti quindi le irruzioni di aria polare verso le medio-basse latitudini. Insomma un sole molto attivo favorisce la presenza di inverni miti sul continente europeo.
Secondo la gran parte degli Astronomi il forte declino in atto nell’attività solare è molto probabile che si ripercuota anche nel successivo ciclo un decennale, il n.25.
Come dire che è molto probabile che la serie di inverni freddi degli ultimi 7-8 anni sul continente europeo possa protrarsi almeno per altri 10 anni.
© Mario Giuliacci
Ma perché il sole può dar luogo a lunghe serie pluriennali con NAO negativa (o positiva) nella stagione invernale?
Ebbene, quando il sole ha una bassa attività, come sta avvenendo dalla 2004 circa ad oggi, è inferiore al normale la quantità luce visibile e invisibile inviata sulla terra. In particolare si riduce anche la radiazione ultravioletta (UV), e quindi sono minori anche le disintegrazioni, da parte degli UV, delle molecole di ozono presenti in grande concentrazione nella stratosfera compresa tra 20 e 50 km circa (ozonosfera). Insomma un sole più pigro comporta una maggiore concentrazione di ozono nella ozonosfera. In effetti le osservazioni dei satelliti evidenziano un incremento delle concentrazioni di Ozono negli anni 2000 (Fig.1).
Ma l’Ozono è un gas serra e quindi una sua maggiore concentrazione dovrebbe comportare una maggiore cattura della radiazione infrarossa emessa dalla terra con conseguente surriscaldamento della stratosfera.
Ebbene la fig.2, relativa alla quota stratosferica di 50 hPa (circa 20 km di altezza), mostra che in effetti, specie nel periodo 2006-2013, la stratosfera polare in inverno è diventata più calda di quanto non fosse nel periodo 1980-2000.
Tale fenomeno è stato riscontrato solo in inverno e non nelle altre stagioni (fig.3).
Tale surriscaldamento ovviamente in inverno spiana la strada agli eventi di “stratwarming” ovvero un ulteriore surriscaldamentostratosferico a seguito dell’intrusione nel circolo polare da parte in genere dell’anticiclone canadese, il quale essendo un anticiclone invernale di origine termica, è appunto freddo fino a 4-5 km di altezza per poi divenire caldo alle quote superiori fino alla stratosfera.
Ma l’insediamento di dell’alta pressione canadese sul circolo polare, al posto della vortice polare, è la classica configurazione di NAO negativa.
Ma è altrettanto vero che quando il sole è molto attivo (come avvenne dal 1980 al 2000) la concentrazione dell’ozono nella stratosfera tende a diminuire, perché maggiormente dissociato dai raggi UV. Ma una minore concentrazione di ozono stratosferico comporta una minore cattura della radiazione infrarossa emessa dalla terra e quindi un raffreddamento della stratosfera. Ma una stratosfera troppo fredda a sua volta rende meno probabili gli eventi di stratwarming e meno frequenti quindi le irruzioni di aria polare verso le medio-basse latitudini. Insomma un sole molto attivo favorisce la presenza di inverni miti sul continente europeo.
Secondo la gran parte degli Astronomi il forte declino in atto nell’attività solare è molto probabile che si ripercuota anche nel successivo ciclo un decennale, il n.25.
Come dire che è molto probabile che la serie di inverni freddi degli ultimi 7-8 anni sul continente europeo possa protrarsi almeno per altri 10 anni.
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cristianmarche
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Molto interessante.....grazie a presto un salutone!!!!nevofilo80 ha scritto:avevamo messo in evidenza che tutte le lunghe serie quasi ininterrotte di inverni freddi del passato più o meno lontano - vedi il periodo tra il periodo 1620-1720 (minimo di Maunder) o il raffreddamento a scala globale degli anni ‘60/’70 e anche gli inverni freddi dal 2006 al 2013 - hanno sempre coinciso con una attività piuttosto debole del sole. Più in particolare, anche in accordo con un recente approfondito studio di Loookwood della Università di Reading, le osservazioni meteo del passato dimostrano che le fasi di bassa attività solare sono state sempre accompagnate in inverno dalla formazione di persistenti anticicloni di blocco (vedi glossario) sul Nord Europa, i quali non sono altro che fasi persistenti di NAO negativa, così come del resto è avvenuto spesso negli inverni degli ultimi 7-8 anni. Resta ora da rispondere al perché…del perché!
Ma perché il sole può dar luogo a lunghe serie pluriennali con NAO negativa (o positiva) nella stagione invernale?
Ebbene, quando il sole ha una bassa attività, come sta avvenendo dalla 2004 circa ad oggi, è inferiore al normale la quantità luce visibile e invisibile inviata sulla terra. In particolare si riduce anche la radiazione ultravioletta (UV), e quindi sono minori anche le disintegrazioni, da parte degli UV, delle molecole di ozono presenti in grande concentrazione nella stratosfera compresa tra 20 e 50 km circa (ozonosfera). Insomma un sole più pigro comporta una maggiore concentrazione di ozono nella ozonosfera. In effetti le osservazioni dei satelliti evidenziano un incremento delle concentrazioni di Ozono negli anni 2000 (Fig.1).
Ma l’Ozono è un gas serra e quindi una sua maggiore concentrazione dovrebbe comportare una maggiore cattura della radiazione infrarossa emessa dalla terra con conseguente surriscaldamento della stratosfera.
Ebbene la fig.2, relativa alla quota stratosferica di 50 hPa (circa 20 km di altezza), mostra che in effetti, specie nel periodo 2006-2013, la stratosfera polare in inverno è diventata più calda di quanto non fosse nel periodo 1980-2000.
Tale fenomeno è stato riscontrato solo in inverno e non nelle altre stagioni (fig.3).
Tale surriscaldamento ovviamente in inverno spiana la strada agli eventi di “stratwarming” ovvero un ulteriore surriscaldamentostratosferico a seguito dell’intrusione nel circolo polare da parte in genere dell’anticiclone canadese, il quale essendo un anticiclone invernale di origine termica, è appunto freddo fino a 4-5 km di altezza per poi divenire caldo alle quote superiori fino alla stratosfera.
Ma l’insediamento di dell’alta pressione canadese sul circolo polare, al posto della vortice polare, è la classica configurazione di NAO negativa.
Ma è altrettanto vero che quando il sole è molto attivo (come avvenne dal 1980 al 2000) la concentrazione dell’ozono nella stratosfera tende a diminuire, perché maggiormente dissociato dai raggi UV. Ma una minore concentrazione di ozono stratosferico comporta una minore cattura della radiazione infrarossa emessa dalla terra e quindi un raffreddamento della stratosfera. Ma una stratosfera troppo fredda a sua volta rende meno probabili gli eventi di stratwarming e meno frequenti quindi le irruzioni di aria polare verso le medio-basse latitudini. Insomma un sole molto attivo favorisce la presenza di inverni miti sul continente europeo.
Secondo la gran parte degli Astronomi il forte declino in atto nell’attività solare è molto probabile che si ripercuota anche nel successivo ciclo un decennale, il n.25.
Come dire che è molto probabile che la serie di inverni freddi degli ultimi 7-8 anni sul continente europeo possa protrarsi almeno per altri 10 anni.
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Guarda Christian, ti posso assicurare-senza voler fare polemuica- che qui in Veneto, negli ultimi 3 inverni qualcosa e' cambiato...si' certamentecristianmarche ha scritto:io spero vivamente che questi scienziati ci prendano....anche se col beneficio del dubbio,ed essendo realisti..non si puo'avere la certezza che il prossimo inverno sia gelido e nevoso..che poi qualcosa negli ultimi 3-4 inverni sia cambiato è un dato dei fatto!!!!
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spera piuttosto che il "Sole" seguiti a dormire in eterno (come "pare" si ostinino farci credere da più parti teorizzando minimi di "tizio e caio" a destra e manca....), è LUI il regista principale del nostro clima, tutto il resto ne è solo una conseguenza....cristianmarche ha scritto:io ..."spero vivamente"... che questi scienziati ci prendano....anche se col beneficio del dubbio,ed essendo realisti..non si puo'avere la certezza che il prossimo inverno sia gelido e nevoso..che poi qualcosa negli ultimi 3-4 inverni sia cambiato è un dato dei fatto!!!!
la correlazione attività solare/clima non è in discussione poiché di tutta evidenza. Ciò che è oggetto di ipotesi è quanto inciderà l'attuale e perdurante bassa attività solare nel clima dei prossimi decenni.
I sostenitori del AGW prevedono una bassa influenza che si manifesterà con una flessione di 0,2 gradi per la contrapponente forzante antropica, mentre i critici del AGW propendono per un minimo di Dalton in vista, ritenendo il sole l'unico grande e predominante climate driver.
Già nel 2008 un (ormai autorevole) sito italiano incentrato sul climate change vedeva analogie tra il Ciclo solare 23 e il ciclo che ha preceduto il minimo di dalton ed è sorprendente come ora ne sia praticamente la fotocopia a ciclo 24 nel suo gramo apice.
Durante la PEG Milano ha vissuto anche inverni particolarmente miti; non limitiamoci quindi a fare valutazioni guardando fuori dalla finestra, ma cerchiamo nella lettura dei fenomeni di più ampia scala quello che può riservarci il prossimo futuro.
I sostenitori del AGW prevedono una bassa influenza che si manifesterà con una flessione di 0,2 gradi per la contrapponente forzante antropica, mentre i critici del AGW propendono per un minimo di Dalton in vista, ritenendo il sole l'unico grande e predominante climate driver.
Già nel 2008 un (ormai autorevole) sito italiano incentrato sul climate change vedeva analogie tra il Ciclo solare 23 e il ciclo che ha preceduto il minimo di dalton ed è sorprendente come ora ne sia praticamente la fotocopia a ciclo 24 nel suo gramo apice.
Durante la PEG Milano ha vissuto anche inverni particolarmente miti; non limitiamoci quindi a fare valutazioni guardando fuori dalla finestra, ma cerchiamo nella lettura dei fenomeni di più ampia scala quello che può riservarci il prossimo futuro.
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