Certamente!Burian2012 ha scritto:Scusa ma quella non era aria artico-continentale??? Cioé vuoi dire che l'irruzione del Dicembre 2010 era artico-continentale e quella di Febbraio 2012 polare-continentale? Quindi la prima era di qualità superiore alla seconda? A me non sembra...attendo una risposta crisgecrisGE ha scritto:Intendi le masse d'aria che ci hanno coinvolto nel 2011 e 2012?Burian2012 ha scritto: Volendo mi potresti fare lo stesso parag. con il 2012 e il 2011?
Bè parlando dello scorso anno, dicembre e gennaio tra hp e aria polare marittima(solo in parte artica) a impattare con le alpi (favonio al NW) e coinvolgere esclusivamente il versante adriatico.
Poi il celebre febbraio che ha visto l'arrivo di aria polare continentale(ENE--> WSW, direttamente dagli Urali) per ben due settimane..
L'anno precedente ancora, se la memoria non m'inganna e non faccio confusione, a dicembre l'irruzione in seconda decade di masse d'aria artico-continentali, seguita da artico-marittima (me lo ricordo ancora fosse ieri il bombolone da -40° a 500hpa che collassava direttamente dal Vp, che ricordi). Poi il mese proseguì in un contesto più stabile e anticiclonico(NAM>1,5), a parte una strisciata adriatica nell'ultima parte di febbraio di aria artico-continentale..
L'aria polare continentale presenta caratteristiche ancora più fredde al suolo(trattasi di aria pellicolare), in quanto direttamente collegata a un alta pressione termica (russia est-siberia), che "intrappola" l'aria gelida nei bassi strati, producendo un feedback percui l'innevamento delle aree circostanti consente alla componente avvettiva al suolo (collegata al nucleo freddo in quota) di stazionare e "scorrere" con facilità attraverso queste zone, dove la colonna d'aria gelida consente di generare vorticità positiva, e quindi stabilità (a rotazione anticiclonica al suolo). Solo nel momento in cui questa massa d'aria entrasse a contatto con aree più miti(quindi terre non innevate, o in misura maggiore un oceano o un mare), rallenta il suo percorso, andando a generare ciclogenesi fino al suolo per il ripristino di moti verticali, con l'apporto di calore e umidità. Ecco perchè nonostante l'aria polare continentale sia una massa d'aria tendenzialmente stabile, possa produrre tante precipitazioni(ovviamente nevose a tutte le quote) quando raggiunge i nostri lidi, come ad esempio l'anno scorso..