Centrale nucleare Saluggia (VC)

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Gelo Russo
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Centrale nucleare Saluggia (VC)

Messaggio da Gelo Russo »

Buongiorno a Tutti gli Utenti!

Come avevo già esposto e spiegato che per il Nord Ovest, la situazione non era solo legata al fatto del tipo di correnti, ma c'erano altri fattori che riguardavano tale situazione climatica della suddetta Zona...
Avevo spiegato nelle Mie Analisi che c'erano dei fattori derivanti da alcune centrali e come avevo spiegato una di queste era quella situata nella Mia Zona, inserisco questa comunicazione per dare un ulteriore prova di quello che dicevo in merito a tale situazione!

Fonte: Greenreport
È stata scoperta dall’Arpa una nuova contaminazione radioattiva nei pressi del comprensorio nucleare di Saluggia. Dopo avere contaminato la falda superficiale, pare che questa volta la radioattività sia stata riscontrata nel sottosuolo, a oltre due metri di profondità, a causa della perdita di una condotta di scarico del deposito Avogadro, a soli 200 metri dalla Dora Baltea.
«Nel deposito di Saluggia sono stoccate decine di barre di combustibile nucleare, due terzi dei rifiuti radioattiovi di tutt’Italia – spiega Gian Piero Godio, responsabile energia Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Bisogna al più presto chiudere i depositi, il nucleare di Saluggia fa acqua da tutte le parti. Questi siti sono insicuri e i fatti lo dimostrano: dopo aver già contaminato la falda superficiale, ora la contaminazione è stata riscontrata nel sottosuolo e non va dimenticato che a valle, a meno di due chilometri, proprio nel senso in cui scorre la falda acquifera, si trovano i pozzi del più grande acquedotto del Piemonte, che serve oltre 100 comuni».
La relazione presentata dall’Arpa il 18 novembre scorso, riferita a quest’ultimo incidente, riporta che nella condotta di scarico degli effluenti radioattivi, all’esterno dei siti nucleari, negli ultimi 200 metri prima di arrivare alla Dora Baltea, si è avuta evidenza visiva della perdita della condotta, ed il terreno prelevato ha mostrato una contaminazione radioattiva di parecchie migliaia di Becquerel al chilogrammo. Valore non drammatico, ma tale da far considerare il terreno stesso come “rifiuto radioattivo”.
«Legambiente esprime apprezzamento per l’attività dell’ARPA e auspica che vengano accertate al più presto le responsabilità di quanto accaduto – dichiara Vanda Bonardo, presidente Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Il comprensorio nucleare di Saluggia deve essere chiuso e liberato dai
rifiuti radioattivi nel più breve tempo possibile! Ciò che è accaduto ancora una volta a Saluggia dimostra quanto ad oggi non esista un nucleare sicuro e che tutt’ora non siamo in grado di gestire le scorie nucleari prodotte dalle centrali. Anche le nuove centrali nucleari proposte dal governo riproporrebbero ancora oggi gli stessi probleimi delle vecchie centrali».
Domani alle ore 18.30 in comune a Saluggia, si terrà una riunione aperta della Commissione “Ambiente e Nucleare” per esaminare e discutere di quanto accaduto.

Per l’Arpa Piemonte valori nei limiti
GROSSETO. Le perdite radioattive dalla condotta di scarico di effluenti radioattivi liquidi del complesso Sorin-Avogadro a Saluggia, non sono pericolose per la salute pubblica.
Nella relazione dell’Arpa Piemonte relativa alle perdite di materiali radioattivo si legge infatti che «le valutazioni di radioprotezione effettuate consentono di affermare che, pur trattandosi di potenziale esposizione indebita, non vi sono pericoli per la popolazione».
Un risultato confortante per la salute della popolazione di Saluggia ma che pone ancora una volta l’accento sul problema dei rischi della presenza di materiali radioattivi, provenienti dall’applicazione nucleare.
Le analisi di Arpa rientrano nel quadro dell’attività del monitoraggio radiologico presso il sito nucleare di Saluggia, e in particolare in questo caso si tratta delle misure eseguite sui campioni di suolo prelevati duranti gli scavi per il ripristino del collettore di scarico del deposito Avogadro, le cui perdite avevano fatto rilevare la presenza di Cs-137.
In concomitanza alle operazioni di ripristino Arpa ha quindi predisposto prelievi di campioni di suolo in punti dello scavo – secondo uno schema circolare – immediatamente circostanti la condotta. Durante i campionamenti i tecnici avevano avuto anche una evidenza visiva della perdita della condotta in un punto ben definito, che è stato confermato dalle analisi per la presenza di radioattività.
Le analisi sono state condotte sia su campioni di suolo tal quale, per poter disporre di dati analitici immediati, sia su campioni di terreno essiccati per poter riferire il risultato al peso secco del campione.
I risultati delle misure hanno evidenziato la presenza di perdite lungo la condotta di scarico per la presenza di concentrazioni di Cs-137 (Cesio 137) e Co-60 (Cobalto 60).
«La tipologia di radionuclidi rilevati ed il rapporto tra le loro concentrazioni – si legge nella relazione di Arpa Piemonte- porta a ricondurre la contaminazione agli scarichi di effluenti liquidi del deposito Avogadro. A questo proposito è utile ricordare che l’ultimo scarico effettuato dal deposito Avogadro risale all’anno 2005», come a dire che la contaminazione non è recente ma che ancora persiste.
Riguardo ai radionuclidi messi in evidenza nel punto di perdita visibile, dove era verosimile trovare maggiori concentrazioni di radioattività, Arpa formula alcune considerazioni in merito alle possibili esposizioni e quindi ai relativi rischi.
Se si considera la contaminazione uniforme del suolo sia in superficie che in profondità – anche se l’Arpa sottolinea che «si tratta di una esposizione indebita» – ricorda anche che «i valori di concentrazione misurati, di poco inferiori al valore soglia relativo al limite per la non rilevanza radiologica, sono molto al di sotto del valore soglia corrispondente al limite di dose per gli individui della popolazione. Questo significa che se un individuo staziona in prossimità dello scavo o del cumulo di suolo contaminato riceve una dose da esposizione molto inferiore al limite di legge».
Analoga la situazione per la possibile esposizione da ingestione, mangiando cioè vegetali coltivati in quella zona o nel campo coltivato che insiste nelle immediate vicinanze.
Anche in questo caso i valori di concentrazione misurati nel punto di maggiore contaminazione, anche se superiori al valore soglia relativo al limite per la non rilevanza radiologica, sono comunque al di sotto del valore soglia corrispondente al limite di dose per gli individui della popolazione. Mentre in tutti gli altri punti è rispettato anche il limite per la non rilevanza radiologica, in particolare nel suolo del campo adiacente coltivato.
«Questo significa – si legge nella relazione dell’Arpa – che l’ingestione di vegetali coltivati su suoli contaminati con livelli paragonabili a quelli del punto di intervento 11 (a maggiore contaminazione ndr) comporterebbe il superamento del limite per la non rilevanza radiologica, mentre sarebbe rispettato il limite di dose per gli individui della popolazione. Tuttavia è opportuno sottolineare che il suolo del punto di intervento 11 non è coltivabile (perché posto a 2 m di profondità su una strada vicinale)».
Infine la relazione riporta le modalità con le quali si dovrebbe trattare il terreno rilevato contaminato, evidenziando che ai sensi del l D.Lgs. 230/95 la concentrazione oltre la quale un suolo contaminato è considerato un rifiuto radioattivo è fissata in 1.000 Bq/kg , valori superati sino a otto volte nel campione prelevato laddove era visibile la contaminazione.
Ma Arpa rileva inoltre che facendo riferimento agli scenari di esposizione possibili e ai casi trattati nel rapporto di radioprotezione della Commissione europea (Practical use of the concept of clearance and exemption) «sarebbe opportuno considerare, in via maggiormente cautelativa, il valore di 380 Bq/kg per Cs-137 come soglia per la rimozione del suolo contaminato».
E questo vorrebbe dire considerare quindi limiti più cautelativi nell’affrontare i prossimi passaggi, dato che come ci ha detto l’autrice del rapporto, Laura Porzio «adesso si dovranno fare sondaggi e carotaggi lungo tutto il percorso della condotta. Sarà comunque l’Ispra a fare una valutazione globale e complessiva».

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Gelo Russo
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Messaggio da Gelo Russo »

Forse qualcuno del Forum che non faccio il nome ora Mi crederà, quando spiegavo alcune cose a riguardo visto che diceva che parlavo a vanvera e non c'erano le prove di quello che esponevo!

Credo che questa sia una prova...

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GiulianoPhoto
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Messaggio da GiulianoPhoto »

Ottima segnalazione :wink:

...e pensare che in questo paese qualche cialtrone politico voleva tornare al nucleare :roll:

Ottimo lavoro dell'ARPA Piemonte devo dire, molto competente e informativo

bha..non mi esprimo di più per non turbare l'equilibrio politico del forum al di fuori della sezione dedicata :wink:
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GiulianoPhoto ha scritto:Ottima segnalazione :wink:

...e pensare che in questo paese qualche cialtrone politico voleva tornare al nucleare :roll:

bha..non mi esprimo di più per non turbare l'equilibrio politico del forum al di fuori della sezione dedicata :wink:
Buogiorno GiulianoPhoto!
Piacere sentriti...
Ti leggo sempre e aprezzo sempre i tuoi interventi!
Avevo già parlato di tale situazione ma ero stato parecchio attaccato da un utente, sono anni che seguo da molto vicino queste situazioni e di lotte e relazione ne ho fatte molte, come avevo spiegato un po' di tempo fa nelle Mie analisi che ci sono altre centrali che stanno condizionando la situazione atmosferica e climatica del Nord Ovest Italiano...
Sto aspettando alcuni dati se potro' esporri lo faro'!
Non posso dire altre cose sulla Situazione del Mio territorio in quanto sono stati mandate a Vercelli in tribunale e c'è una procedura, ma di cose da spiegare ce ne sarebbero molte, credo che si stia creando una cappa in aria che modifichi gli aspetti climatici o meglio del nostro microclima della Zona...

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Messaggio da GiulianoPhoto »

Gelo Russo ha scritto:......credo che si stia creando una cappa in aria che modifichi gli aspetti climatici o meglio del nostro microclima della Zona...

con stima Davide
Le ricerche scientifiche sono essenziali per comprendere tutti gli aspetti legati al clima, tienici aggiornati :wink:

Buona giornata
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GiulianoPhoto ha scritto:
Gelo Russo ha scritto:......credo che si stia creando una cappa in aria che modifichi gli aspetti climatici o meglio del nostro microclima della Zona...

con stima Davide
Le ricerche scientifiche sono essenziali per comprendere tutti gli aspetti legati al clima, tienici aggiornati :wink:

Buona giornata
Certo che se posso inserire dati ulteriori lo faro', in oltre volevo chiederti la Conosci la centrale che cè a Chivasso?
I dati che sto aspettando sono della Zona del Chivassese...

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Inserisco ulteriori informazioni...

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Nucleare di Saluggia, vasca di stoccaggio stracolma: falde a rischio contaminazione

Con le piogge autunnali, una delle aree di stoccaggio potrebbe traboccare. L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha lanciato l'allarme, ma la Sogin (la società di Stato incaricata della bonifica ambientale dei siti) non ha ancora messo in sicurezza l'impianto...

Una situazione al limite dell’emergenza ambientale. E’ questa la condizione in cui versa l’impianto nucleare Eurex di Saluggia, Vercelli. Il settimanale Il Punto ha lanciato l’allarme documentando le incongruenze e le mancanze della Sogin, la società di Stato incaricata della bonifica ambientale dei siti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi.

Una delle due vasche a cielo aperto (waste ponds) di oltre cinquant’anni che raccoglie le acque, generalmente contaminate o solo potenzialmente contaminate, provenienti dai vari punti dell’impianto nucleare, è al limite della saturazione. Il pond WP719 è quasi pieno e rischia di traboccare tra non molto, quando cominceranno le piogge autunnali. Questo comporterebbe il rischio di sversamento dell’acqua sul piazzale del sito e, successivamente, l’infiltrazione di tale acqua nelle falde sottostanti con rischi ambientali incalcolabili.

Normalmente le acque raccolte nelle due vasche, in una seconda fase del processo, sono scaricate nella vicina Dora Baltea. Un procedimento che, secondo gli esperti, garantisce un’adeguata sicurezza all’ambiente limitrofo attraverso la forte diluizione del materiale radioattivo. Lo scarico nel fiume è consentito solo se il livello della radioattività delle acque contenute nei ponds non supera determinati livelli stabiliti dall’Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Conditio sine qua non che, a quanto pare, al momento non è riscontrabile nella vasca WP719. Secondo una nota diramata dall’Ispra stessa, il pond WP719 attualmente è in condizioni di non utilizzo ai fini delle operazioni di scarico. In altre parole, per il momento costituisce una sorta di stoccaggio, a cielo aperto, di materiale liquido pericoloso che non può essere scaricato e diluito.

Secondo alcuni documenti interni della Sogin “il motivo è che il suo contenuto radiologico è in questo momento altissimo, molto superiore ai limiti ammessi; l’elevata concentrazione di radionuclidi molto pericolosi”. Sempre secondo la nota, la concentrazione di radionuclidi sarebbe paragonabile a quella presente, fino a qualche anno fa, nella piscina del combustibile nucleare, ormai fortunatamente vuota.

Ad aumentare il rischio di sversamento incontrollato nelle falde contribuisce la frenetica attività realizzativa che la Sogin sta attuando per la costruzione del contestato deposito D2, quello temporaneo di scorie radioattive che dovrebbe sorgere all’interno del sito Eurex, nelle immediate vicinanze delle due vasche. Una costruzione che, a essere ottimisti, terminerà nel 2014. Il D2 è un’opera in cemento armato con pareti di grosso spessore e le attività di cantiere sono caratterizzate dal frequente traffico di mezzi pesanti, poiché il cemento necessario per la costruzione arriva dall’esterno del sito.

In alcuni periodi sono stati oltre cento i mezzi pesanti che, per scaricare giorno e notte cemento nel cantiere del D2, sono transitati molto vicino alle vasche in questione. Questi mezzi pesanti, ancor oggi, sono costretti a passare a pochi metri dalle due vecchie vasche, aumentando così il rischio di lesionare le vasche stesse e/o di urtare contro di loro, con effetti potenzialmente distruttivi.

Il rischio è stato certificato anche dall’Ispra a seguito di un sopralluogo effettuato lo scorso 10 agosto che ha allarmato non poco gli abitanti del vercellese. L’autorità di controllo ha prescritto alla Sogin alcune azioni immediate da fare: “Delimitare l’area circostante le suddette vasche, atteso che sono prossime ad aree di transito asservite a cantieri aperti…Procedere ad una completa caratterizzazione radiometrica del liquido e dei sedimenti presenti nel bacino WP719“.

“Al di là delle indicazioni dell’Ispra – ha dichiarato un tecnico nucleare della Sogin, che preferisce mantenere l’anonimato – questa è la prova certificata del rischio ambientale che si sta correndo a Saluggia. Nella nota Ispra si parla anche di una lettera della Sogin del 03/10/2011 con cui la Sogin sembrerebbe aver proposto la realizzazione di una qualche copertura delle vasche, che serve a fermare l’acqua piovana, tenere lontani volatili e/o altri animali e serve anche ad impedire che un qualche materiale contenuto nel liquido si disperda nell’atmosfera: si dice di dare priorità a questa cosa. Dopo un anno dalla proposta Sogin (e dopo circa 50 anni che esistono le vasche), – ha continuato l’esperto – adesso Ispra scopre che questa cosa è prioritaria; guarda caso solo adesso, col vicino cantiere del D2 aperto da un anno e passa” ha denunciato il tecnico in disaccordo con le scelte aziendali. “Poi Ispra dice di delimitare l’area delle vasche – ha proseguito – dato che sono prossime al transito dei mezzi pesanti. Vorrei capire quale beneficio di sicurezza può venire da un semplice nastro che delimita l’area; per fermare un mezzo pesante che sbagliasse manovra ci vorrebbe un muro di cemento. E poi perché non farlo prima, visto che il vicino grande cantiere del deposito D2 è aperto da più di un anno?”.

“Infine la nota entra nel vivo – ha spiegato il tecnico – quando l’Ispra chiede che siano effettuate delle analisi precise del contenuto del WP719 e che sia messo a punto un piano di trattamento per il liquido in esso contenuto; solo per il WP719. L’Ispra chiede inoltre di essere informata di tutto, risultati e piano di intervento. In altre parole, l’Ispra ammette implicitamente che il liquido dentro il WP719 ha bisogno di un trattamento ‘speciale’. Il problema di cosa sia accaduto – ha concluso il tecnico – e di che cosa possa ancora accadere al pond WP719 è a questo punto prioritario”. Una priorità improrogabile per i vercellesi.

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ellegi
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Messaggio da ellegi »

buonasera Gelo,

fai molto bene ad evidenziare cose così importanti e che non sempre vengono messe in risalto dai mass media, sempre più preoccupati di fare audience che non informazione.

Però vorrei chiederti, in che modo questo può influire "sui cieli" della nostra regione.

grazie
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Steve64
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Messaggio da Steve64 »

Gelo Russo ha scritto:Inserisco ulteriori informazioni...

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Nucleare di Saluggia, vasca di stoccaggio stracolma: falde a rischio contaminazione...

...“Al di là delle indicazioni dell’Ispra – ha dichiarato un tecnico nucleare della Sogin, che preferisce mantenere l’anonimato – questa è la prova certificata del rischio ambientale che si sta correndo a Saluggia. Nella nota Ispra si parla anche di una lettera della Sogin del 03/10/2011 con cui la Sogin sembrerebbe aver proposto la realizzazione di una qualche copertura delle vasche, che serve a fermare l’acqua piovana, tenere lontani volatili e/o altri animali e serve anche ad impedire che un qualche materiale contenuto nel liquido si disperda nell’atmosfera: si dice di dare priorità a questa cosa. Dopo un anno dalla proposta Sogin (e dopo circa 50 anni che esistono le vasche), – ha continuato l’esperto – adesso Ispra scopre che questa cosa è prioritaria; guarda caso solo adesso, col vicino cantiere del D2 aperto da un anno e passa” ha denunciato il tecnico in disaccordo con le scelte aziendali. “Poi Ispra dice di delimitare l’area delle vasche – ha proseguito – dato che sono prossime al transito dei mezzi pesanti. Vorrei capire quale beneficio di sicurezza può venire da un semplice nastro che delimita l’area; per fermare un mezzo pesante che sbagliasse manovra ci vorrebbe un muro di cemento. E poi perché non farlo prima, visto che il vicino grande cantiere del deposito D2 è aperto da più di un anno?”.

“Infine la nota entra nel vivo – ha spiegato il tecnico – quando l’Ispra chiede che siano effettuate delle analisi precise del contenuto del WP719 e che sia messo a punto un piano di trattamento per il liquido in esso contenuto; solo per il WP719. L’Ispra chiede inoltre di essere informata di tutto, risultati e piano di intervento. In altre parole, l’Ispra ammette implicitamente che il liquido dentro il WP719 ha bisogno di un trattamento ‘speciale’. Il problema di cosa sia accaduto – ha concluso il tecnico – e di che cosa possa ancora accadere al pond WP719 è a questo punto prioritario”. Una priorità improrogabile per i vercellesi.

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Come spesso accade in casi come questo, si scopre che gli "esperti" si comportano come gli ultimi dei dilettanti, solamente che stavolta stiamo parlando di pericolosissimo materiale radioattivo.
Purtroppo combattere contro gli imbecilli è sempre una dura lotta...

Ciao Davide, speriamo bene.
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giulys
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Messaggio da giulys »

Tutto interessante e probabilmente vero, visto il pressapochismo con cui in genere vengono trattati certi problemi in Italia, anche per il fatto che tutti vogliono che le scorie vengano stoccate in modo sicuro, purché non nel suo territorio.

La cosa che non capisco è cosa c'entra col clima, mi pare un'ipotesi piuttosto surreale.
Il clima è mutevole ed andare a cercare delle risposte ai suoi cambiamenti in situazioni locali e non attinenti, mi sembra voler sfuggire la realtà ed affrintare il problema in modo quasi esoterico.

Direi che questo fa il paio con la teoria delel modificazioni dovute allo spostamento dell'asse terrestre di pochi cm o pochi metri e quindi praticamente insisgnificante a livello globale.

Sognare è bello, ma stare con i piedi per terra non sarebbe male.

Saluti
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Messaggio da Gelo Russo »

ellegi ha scritto:buonasera Gelo,

fai molto bene ad evidenziare cose così importanti e che non sempre vengono messe in risalto dai mass media, sempre più preoccupati di fare audience che non informazione.

Però vorrei chiederti, in che modo questo può influire "sui cieli" della nostra regione.

grazie
Buongiorno ellegi!
Piacere sentriti...

Per avere una completa relazione sulla possibilità che questa situazione insieme ad altre di pari caratteristiche possa influenzare il Microclima del Nord Ovest Italia bisogna continuare a monitorare nei prossimi anni la situazione che a Mio avviso è in continuo declino e avere strumenti specifici cosa che purtroppo solo certe Autorità possono averle o crearle per sensibilizzare al meglio i controlli e la situazione di evoluzione, con i dati che ci sono si puo' iniziare a dire che queste piscine a cielo aperto il loro vapore (radioattivo) che possono creare si fonde con gli altri componenti dell'aria, va ricordato che le radiazioni non si vedono come materia a occhio nudo ma si vedono e si sentono solo i loro effetti sulle Cose e Persone!
Se si pensa che a volte si sente parlare ad esempio delle piogge agide o delle nubi acide figuriamoci con una Centrale cosi' pericolosa che ha piscine nucleari a cielo aperto se il tasso di radiazioni e molto con il vapore che puo' esserci con i raggi solari questo a Mio avviso puo' creare una cappa sui nostri cieli ovviamente invisibile a occhio nudo e magari puo' rendere l'aria piu' pesante e creare quel blocco alle precipitazioni in quanto si ha un aria piu' pesante...

La Situazione è molto seria e come ho sempre fatto, si continua a monitorare la cosa, in oltre ci sono altre centrali dei dintorni della Zona che emettono altre sostanze nocive nell'aria e questo a Mio parere si va aggiungere all'altra cosa!

Valuteremo...

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Messaggio da Gelo Russo »

Steve64 ha scritto:
Gelo Russo ha scritto:Inserisco ulteriori informazioni...

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Nucleare di Saluggia, vasca di stoccaggio stracolma: falde a rischio contaminazione...

...“Al di là delle indicazioni dell’Ispra – ha dichiarato un tecnico nucleare della Sogin, che preferisce mantenere l’anonimato – questa è la prova certificata del rischio ambientale che si sta correndo a Saluggia. Nella nota Ispra si parla anche di una lettera della Sogin del 03/10/2011 con cui la Sogin sembrerebbe aver proposto la realizzazione di una qualche copertura delle vasche, che serve a fermare l’acqua piovana, tenere lontani volatili e/o altri animali e serve anche ad impedire che un qualche materiale contenuto nel liquido si disperda nell’atmosfera: si dice di dare priorità a questa cosa. Dopo un anno dalla proposta Sogin (e dopo circa 50 anni che esistono le vasche), – ha continuato l’esperto – adesso Ispra scopre che questa cosa è prioritaria; guarda caso solo adesso, col vicino cantiere del D2 aperto da un anno e passa” ha denunciato il tecnico in disaccordo con le scelte aziendali. “Poi Ispra dice di delimitare l’area delle vasche – ha proseguito – dato che sono prossime al transito dei mezzi pesanti. Vorrei capire quale beneficio di sicurezza può venire da un semplice nastro che delimita l’area; per fermare un mezzo pesante che sbagliasse manovra ci vorrebbe un muro di cemento. E poi perché non farlo prima, visto che il vicino grande cantiere del deposito D2 è aperto da più di un anno?”.

“Infine la nota entra nel vivo – ha spiegato il tecnico – quando l’Ispra chiede che siano effettuate delle analisi precise del contenuto del WP719 e che sia messo a punto un piano di trattamento per il liquido in esso contenuto; solo per il WP719. L’Ispra chiede inoltre di essere informata di tutto, risultati e piano di intervento. In altre parole, l’Ispra ammette implicitamente che il liquido dentro il WP719 ha bisogno di un trattamento ‘speciale’. Il problema di cosa sia accaduto – ha concluso il tecnico – e di che cosa possa ancora accadere al pond WP719 è a questo punto prioritario”. Una priorità improrogabile per i vercellesi.

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Come spesso accade in casi come questo, si scopre che gli "esperti" si comportano come gli ultimi dei dilettanti, solamente che stavolta stiamo parlando di pericolosissimo materiale radioattivo.
Purtroppo combattere contro gli imbecilli è sempre una dura lotta...

Ciao Davide, speriamo bene.
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Messaggio da Gelo Russo »

giulys ha scritto:Tutto interessante e probabilmente vero, visto il pressapochismo con cui in genere vengono trattati certi problemi in Italia, anche per il fatto che tutti vogliono che le scorie vengano stoccate in modo sicuro, purché non nel suo territorio.

La cosa che non capisco è cosa c'entra col clima, mi pare un'ipotesi piuttosto surreale.
Il clima è mutevole ed andare a cercare delle risposte ai suoi cambiamenti in situazioni locali e non attinenti, mi sembra voler sfuggire la realtà ed affrintare il problema in modo quasi esoterico.

Direi che questo fa il paio con la teoria delel modificazioni dovute allo spostamento dell'asse terrestre di pochi cm o pochi metri e quindi praticamente insisgnificante a livello globale.

Sognare è bello, ma stare con i piedi per terra non sarebbe male.

Saluti
Buongiorno giulys!
Piacere sentirti...


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Buonasera a tutti gli Utenti!

Inserisco questa informazione Internazionale su un altra Centrale Nucleare che sta avendo problemi...

Una fuga radioattiva sta destando preoccupazione nel Nord Ovest degli Stati Uniti, nello Stato di Washington. Nell’impianto nucleare di Hanford è stata segnalata una fuoriuscita di liquido da sei vecchi serbatoi sotterranei di scorie altamente radioattive. La notizia è stata diramata dallo stesso governatore Jay Inslee, che ha incontrato il segretario all'Energia, Steven Chu, il quale gli ha assicurato che «non ci sono minacce immediate o a breve termine per la salute pubblica a causa di queste perdite». «Si tratta tuttavia di una notizia allarmante per gli abitanti di Washington» ha commentato Inslee. Non si tratta del primo incidente nel sito di Hanford. La settimana scorsa, infatti, si era avuta notizia della perdita da uno dei 177 serbatoi senza aumenti significativi dei livelli di radiazioni. Il sito è uno dei più contaminati degli Stati Uniti e l’amministrazione statunitense spende ogni anno due miliardi di dollari per la bonifica. Il sito risale ai temi del progetto Manhattan della Seconda Guerra mondiale, ospita milioni di galloni di scorie radioattive nucleari in serbatoi che hanno da tempo superato i 20 anni dell'età massima prevista ed è stato usato per stoccare le scorie della produzione di armi nucleari durante la Guerra fredda.

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